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Mano tesa

Post n°782 pubblicato il 28 Giugno 2014 da mullerina
 

C'è qualcosa a cui bramiamo, qualcosa che viviamo come un bisogno, chi in maniera più marcata chi meno. Mi verrebbe da definirlo: senso di appartenenza. Ovvero quel bisogno di sentirsi parte di un gruppo e riconosciuti come tali.
Una necessità che si accompagna alla paura di stare da soli, ma anche alla consapevolezza che la gioia ha senso nella condivisione.
Un sentimento, per quanto estremamente forte, se provato da un solo soggetto, rimane inlucchettato ed esplode ad una profondità dell'animo tale, da lasciare una scia visibile davvero a pochi, nella maggior parte dei casi invisibile. Ci sono poche cose pericolose come i sentimenti unilaterali. Affondano nel silenzio.

Tornando al senso di appartenenza, chiunque appartiene ad altri.
Tutti noi siamo parte di qualcosa e apparteniamo a qualcuno, eppure a volte viviamo un senso di smarrimento, che destabilizza e turba, ci sentiamo persi, abbandonati, soli.
E viene da chiedercelo se a volte siamo davvero soli. Se può esistere un momento in cui non apparteniamo a nessuno e nessuno può sorreggerci.
Perchè in fondo ciò che ci fa paura della solitudine è il rischio di cadere senza che nessuno se ne accorga, senza che nessuno ci sostenga. Paura di provare un sentimento unilaterale, che nessuno vede, né sente. Paura di essere senza voce mentre affondiamo.

Guardo chi mi circonda, guardo a quanti appartengo io... E misuro la probabilità di restare sola, con quella paura che morde i piedi e si fa sentire.
E mi chiedo se sono salva, ma la risposta non c'è.
Posso solo aggrapparmi a chi resiste ai miei uragani, e mi restituisce chi sono io.

 

 
Rispondi al commento:
mullerina
mullerina il 07/07/14 alle 11:30 via WEB
Per me l'Altro è molto di più di un contorno che mi circonda e in cui mi muovo, non mi sento solo immersa in qualcosa, mi sento parte di...
Non lo sento come qualcosa di diverso, lo sento in funzione della mia esistenza e parte di essa. L'Altro mi legittima, mi completa e da senso a ciò che sono.
Non mi basta l'aver attorno qualcuno, ho bisogno della relazione, della forza dell'unione. Non intendo dire che è la moltitudine a farmi sentire persona, mi basta anche solo un altro che mi ci faccia sentire, per riemergere e sentirmi parte di un tutto che non afferrerò, né forse comprenderò con la ragione.
Ciò che ha senso, per me, è la relazione, lo scambio, la crescita interpersonale oltre che intrapersonale.
Il perché ci aiuta a non dimenticarci di una grande capacità che possediamo: la riflessione, e ci invita a farne uso, a prescindere dalla possibilità o impossibilità di trovare risposta ai nostri dubbi.
 
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