Creato da bimbadepoca il 16/03/2005

Il diario di Nancy

Pensieri e storie tra il vero, il verosimile e l'inganno.

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L'inquietudine

Post n°248 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da bimbadepoca
 

Sto aspettando le mie amiche, le ho invitate a casa mia per un tè, ho bisogno di capire perché, improvvisamente, sento questo bisogno disperato di qualcuno su cui fantasticare nella litania dei giorni troppo uguali.

Ieri sera degli amici mi hanno portato in un locale dove non ero mai stata, doveva essere uno di quei posti di tendenza, a giudicare dalla folla che c’era.
Ci siamo seduti in un angolo un po’ defilato per poter chiacchierare, nonostante la musica e il brusio, lentamente la voce dell’uomo che stava cantando è emersa prepotentemente dal limbo dei sopiti ricordi. E l’ho riconosciuta.
E’ strano come, a differenza dell’involucro del corpo, la voce resti sempre uguale a se stessa. La sua l’avevo sentita cantare tante altre volte, e in quel tempo cantava per me sola.

Sì, anche l’ultima sera, intorno al fuoco di un improvvisato falò in spiaggia. Eravamo tanto giovani in quella notte d’agosto, sulla pelle il colore dorato dell’estate, il barlume delle fiamme rendeva tutto irreale, come se sapessimo già che un momento così non sarebbe mai più ritornato.
Lui suonava la chitarra, proprio come ieri sera, forse era solo meno esperto, meno bravo. E cantava canzonette d’amore, tutte quelle che piacevano a me.
Ritornelli nei quali erano racchiusi le dolci menzogne di ogni storia, anche della nostra che era così poco seria e così poco storia.

Quella notte lui comprese che l’avevo tradito un’altra volta, che ero irrecuperabile e sbagliata. Incominciò a intonare una nuova canzone, senza più guardarmi, parole di disprezzo già cantate da altri. E fu la fine.
E chissà perché ieri sera, mentre l’ascoltavo cantare in quell’ambiente di fasulla allegria che mi era estraneo, egli stesso un altro che non era più quello; ripensavo all’ultima notte con il groppo alla gola per le perdute carezze di quei giorni.

Non era lui a mancarmi, appartiene al passato remoto della mia vita, mi manca troppo l’ingannevole sensazione dell’amore, la pienezza appagante che regala, quasi uno scudo contro le brutture.
In questi ultimi anni ho raccattato soltanto delusioni, uomini che non mi hanno lasciato nient’altro che un maggiore senso di solitudine emotiva. E quando Francesco Liguori è ritornato nella mia vita io ci ho creduto. Ci ho creduto, nonostante la diffidenza delle mie amiche, che per lui hanno inventato quel nomignolo che gli calza a pennello: ” Signor non mi sporcare la camicia”.

Ci ho creduto perché volevo illudermi, perché di lui conservo ancora il desiderio, perché ho sperato che tra noi ricominciasse l’amore. Quello che ti fa battere il cuore e sentire viva, quello che regala un senso ai giorni uguali.
Ci siamo rivisti ancora un’altra volta, nello stesso anonimo bar di periferia, nascosti come topi braccati, peggio di due clandestini.
- Ti prego, esci con me stasera!- l’ho implorato come non ho mai fatto con nessuno in vita mia. L’orgoglio che sbatteva contro i denti.
- Tu lo sai che lo vorrei più di ogni altra cosa al mondo, ma non posso - mi ha ripetuto la solita tiritera degli obblighi matrimoniali.
- Capisco soltanto che se tu lo volessi veramente, questa sera usciresti con me- gli ho risposto delusa, perché sono donna e illogica e non sempre riesco a capire le ragionevoli motivazioni. So soltanto che sono tre anni che mi racconta la sua infelicità di uomo sposato. Tre anni che spergiura di desiderarmi pazzamente e non trova un’ora per incontrarmi. Soltanto minuti rubati in questi incontri furtivi, in anonimi bar di periferia, misere cornici per la mia fantasiosa immaginazione.

- Un giorno noi vivremo insieme - mi ha prospettato un futuro per ripagarmi di quest’attesa infinita. Come se questa notizia avesse dovuto riempirmi di gioia, come se io volessi condividere con lui pantofole, pigiami di lana e unguenti per i reumatismi, come se cercassi la banale quotidianità. E invece cerco attimi da ricordare.
- So soltanto che la vita è ora, mentre parliamo di un domani che potrebbe non accadere mai. Perché io ti desidero qui e ora, perché oggi la mia carne ti reclama, domani potrei essere cibo per i vermi. Oggi vivo l’inquietudine di averti addosso per un’intera notte, domani potrei avere i capelli bianchi e passare le mie lunghe ore a fare centrini all’uncinetto -.

- Cerca di capire Nancy, non voglio uscire con te solo per una sera, con te mi piacerebbe fare un bel viaggio- mi ha detto per cambiare discorso, per cancellare il rimprovero dal mio sguardo e dal mio tono di voce.
E abbiamo cominciato a fantasticare sulla meta. Avrei voluto ballare con lui nel cimitero ebraico di Praga, al suono dei violini. Ma Francesco pensava al mare, una di quelle mete per finti ricchi, villaggi turistici che nascondono e insudiciano la vera anima dei luoghi.

Ho scosso la testa sconsolata, per quella nostra diversità che affiorava da particolari e cancellava in entrambi ogni rimpianto. Allora mi ha baciato con furia e non mi è piaciuto, perché quest’irruenza aggressiva non è passione, Non è quello che voglio e che mi manca.
Io voglio parole d’amore che non sono vere e nemmeno false ma relative al qui e ora. Al presente che ci sfugge troppo velocemente e non abbiamo nemmeno più vent’anni, quando il futuro era tutto da inventare.
Io vorrei qualcuno che mi proteggesse da questo mondo che non è il mio, che non mi piace, che mi fa paura.
Francesco, nascondimi nelle tue braccia da ogni male, restituiscimi la primitiva ingenuità di quando ragazzini credevamo che esistesse il bene, vaccinami nella sacralità del sesso contro la vanità dell’uomo.
Perché io e te siamo uguali quando proviamo questo stesso desiderio. Perché lo scopo dell’umanità era l’amore e tutto il resto non contava nulla.

Ma è già così difficile spiegare a me stessa cosa mi manca, che non so spiegarlo a lui e rimaniamo in silenzio come due estranei, con quello stesso senso di vuoto che ho provato ieri sera, ascoltando una voce che, una volta, cantava per me sola.

 

Commenti al Post:
releardgl
releardgl il 02/02/09 alle 11:22 via WEB
la voce che canta soltanto per te rimane dentro, da sola e inquieta, dentro...dentro te ancora una volta..(storia splendida)
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 02/02/09 alle 23:33 via WEB
Un uomo che canta per te... è qualcosa che ti rimane dentro. Non potrai mai più ascoltare certe canzoni, senza ripensare a quei momenti, all'intonazione particolare che gli dava per far risaltare una strofa, un passaggio, una semplice rima.
 
magdalene57
magdalene57 il 02/02/09 alle 12:03 via WEB
Ho mille motivi per apprezzare la tua storia, perché sembra scritta per questi miei giorni, perché mi rimanda alla me di oggi, felice e amata. perché parla di archeologia d'amore. un sorriso, Signora..:-)
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 02/02/09 alle 23:38 via WEB
Giusto Maggie, sulle rovine di vecchi amori abbiamo costruito quello che siamo ora. Ricambio il sorriso :-)))
 
rosmarydgl5
rosmarydgl5 il 03/02/09 alle 09:50 via WEB
ora ti riconosco .bravissima,molto bello. avevi ragione ,tu sai per cosa.
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 09/02/09 alle 15:29 via WEB
Lo so che avevo ragione!!! Io li conosco i miei polli ;-)))
 
Arvalius
Arvalius il 03/02/09 alle 12:22 via WEB
Eh, sì, a un certo punto torna prepotente la voglia dell'amore, o meglio dell'innamoramento. Di quella sensazione che ti fa sentire i cavalli galoppare nel petto, di quella voglia che ti fa correre. Si può trovare.
Baci,
Mario
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 09/02/09 alle 15:34 via WEB
Tu credi che sia così facile, Mario??? Non so, io penso che l'innamoramento sia un sinonimo di adolescenza, quando si vive a 200 all'ora, quando tutto è entusiasmo, quando usi la passione anche per respirare. Poi magari ci s'innamora di nuovo, con le stesse caratteristiche, durante gli anni della senilità. Ma quelli come me che vivono questa maledetta età di mezzo, sono troppo cinici e disillusi per potersi innamorare veramente.
 
Tesi89
Tesi89 il 06/02/09 alle 18:22 via WEB
Il finale , quelle ultime tre righe, mi hanno fatto venire un nodo alla gola...è proprio così che mi sono sentita a volte, e ho paura che nei prossimi anni mi sentirò sempre più spesso...Brava!
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 09/02/09 alle 15:41 via WEB
Tesi, tutte le mie amiche si sono riconosciute in questa cosa che ho scritto, sono donne diversissime tra loro, che vivono situazioni sentimentali l'una diversa dall'altra... eppure si sono riconosciute.
Probabilmente noi donne, geneticamente, abbiamo delle carenze affettive che non sappiamo spiegare da cosa dipendano. Ci manca sempre qualcosa per sentirci veramente felici. E non credo che sia questione d'età, magari con l'età riusciamo soltanto a esserne maggiormente consapevoli, ma quel senso di vuoto lo proviamo anche a 16 anni.
 
ComeDueCoccodrilli
ComeDueCoccodrilli il 08/02/09 alle 10:09 via WEB
Stè, stu'spione di Libero mi ha recapitato in posta un messaggio, dicendomi- "Oggi è il compleanno di Bimbadepoca, che vuò fà' glieli vuoi fare gli auguri..?" - ed io, ovviamente son qui a farteli: Auguri amica mia, ti auguro una vita serena e luminosa, con falò contemporanei da accendere e cimiteri di Praga da ballare con l'uomo che ami. Mbzwà.
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 09/02/09 alle 15:52 via WEB
Antonio sì, ieri è stato il mio compleanno, quello mio però, che quello della nostra Nancy viene il 20 settembre. Come ti ho scritto nel "essemmesse" che ti ho mandato stamattina, i tuoi auguri mi hanno fatto tantissimo piacere.
Ti dirò, ai giorni nostri con i tempi che corrono, avrei paura a stare con gli amici intorno ad un falò in spiaggia. E' molto più probabile che un giorno ballerò nel cimitero di Praga :-))) Ti voglio bene. Mbzwàààààà.
 
kreislerdlg
kreislerdlg il 11/02/09 alle 17:12 via WEB
Come sempre quando scrivi con l'anima riesci a toccare le corde dell'animo. Devi solo stare attenta a non scrivere troppo al femminile, potrebbe essere un limite per una che nutre l'ambizioso desiderio di pubblicare un libro.
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 12/02/09 alle 18:10 via WEB
Mi è già stata fatta questa osservazione, mio marito m'accusa spesso di pensare troppo al femminile. Non saprei scrivere in modo diverso, nei miei personaggi devono esserci le mie inquietudini, altrimenti non li sentirei miei, e se sarà un libro per sole donne che m'importa. Al più gli uomini lo compreranno per comprendere qualcosa in più del complicato universo femminile. Anche se, in questo caso, basterebbe pubblicare un libro con sole pagine bianche :-)))
 
manuelaferraris1964
manuelaferraris1964 il 23/02/09 alle 23:55 via WEB
Francesco nn ti nasconderà nn ti proteggerà e sai xkè?LO SAI,lo sai,ma DEVIleggerlo da altri:lui ha bisogno di essere protetto!!nemmeno 2 donne lo possono aiutare a crescere,lui NN crescerà MAI!!!E TU,amati di più,lo sai nn ti merita nn vale nppr 1a tua unghia incarnita!!!!quando ti basterai da sola,sl allora troverai il vero amore,la passione l'affinità elettiva.Stanne certa.W TE
 
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 25/02/09 alle 15:40 via WEB
Manuela ti ringrazio molto del consiglio, penso anch'io che un uomo del genere non meriterebbe una donna come Nancy, ma spesso noi donne commettiamo l'errore d'idealizzare l'amore nelle persone sbagliate. La storia non è reale, Francesco e Nancy non esistono, è un racconto di fantasia...
 
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