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Quel Vietnam che resta dentro

Post n°2006 pubblicato il 04 Luglio 2016 da massimocoppa
 

La morte del regista Cimino ed il suo capolavoro,
“Il cacciatore”
QUEL VIETNAM CHE RESTA DENTRO

 

La morte del regista Michael Cimino mi dà l’occasione di parlare di un argomento che mi ha appassionato per un lungo periodo della mia vita: la guerra del Vietnam e, soprattutto, i suoi risvolti nella società americana ed occidentale in generale.
Tutto cominciò nel 1986: avevo 17 anni e vidi al cinema “Platoon”, di Oliver Stone. Conoscevo già la storia della guerra in Vietnam, perché dall’età di 15 anni leggevo ogni giorno tre quotidiani (che mi passava il mio vicino di casa, un medico che divenne anche sindaco del mio paese) e fu così che presi per la politica, la storia contemporanea ed il giornalismo un interesse che in pratica non avrei più abbandonato.
Passai quindi ai libri, ed i Berretti Verdi, i vietcong, la Air Cavalry, John Kennedy, Lyndon Johnson, Ho Chi Minh, Saigon, Dien Bien Phu, My Lai, Khe Sanh, l’offensiva del Tet ed i Pentagon Papers divennero personaggi, città, luoghi e fatti a me familiari e vicini, benché già ai miei tempi fossero ormai lontani nel tempo, oltre che nello spazio.
Ma il cinema ha la forza dell’epica e del mito: ti fa capire, su di un argomento, tutti i suoi aspetti più profondamente, più in fretta e con una suggestione che non ti danno neanche lunghi anni di studio e chilometri di pagine su quella materia.
Cominciai così a procurarmi la filmografia di genere. A parte “Platoon” ed il primo “Rambo” (che è un film molto più profondo e problematico di quello che sembrerebbe), furono altre due le opere – più datate – che mi colpirono di più: “Apocalypse now” e “Il cacciatore”. Due capolavori degli anni Settanta del Novecento, quando anche il cinema, finalmente, si occupò di un conflitto che era terminato nel 1975; terminato sul terreno, ma non nei cuori.
“Il cacciatore” di Cimmino (“The deer hunter” nel titolo originale) è quello che, in definitiva, mi è rimasto dentro. Non posso guardarlo senza, ad un certo punto, rimanere profondamente turbato fino alla commozione. Ti dà tutta la misura dell’assurdità della guerra, della profondità di una tragedia che fu anche quella dei reduci.
Prova maiuscola dei protagonisti (i principali erano Robert De Niro e Meryl Streep) ed indimenticabile la colonna sonora firmata da Stanley Myers: credo che sia una delle musiche da film più famose nella storia.
C’è tutto il dramma di un uomo che ha guardato in faccia l’inferno e che lo porterà per sempre con sé. Un uomo che, però, non perde la tenerezza, nemmeno quando va a caccia di cervi: spara solo un colpo ad ogni esemplare. Perché, se lo manca, è giusto che anche l’animale debba avere un’altra possibilità: quella che sembrerebbe avere avuto lui, nella vita, anche se in realtà non è così. Io sono contro la caccia, ma non posso fare a meno di ammirare un codice etico così onorevole.
La cosa che fa rabbia è che, se ci pensiamo bene, dalla seconda guerra mondiale in poi ogni generazione di americani ha avuto la sua guerra: Vietnam, Afghanistan, le due guerre in Iraq e varie campagne in mezzo.
Erano necessarie? La maggior parte di esse, no.

 
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Commenti al Post:
massimocoppa
massimocoppa il 19/07/16 alle 11:33 via WEB
tuttavia anche l'URSS ha avuto il suo Vietnam: l'Afghanistan...
(Rispondi)
 
 
sols.kjaer
sols.kjaer il 25/07/16 alle 13:48 via WEB
La Russia per poterla sconfiggere in Afghanistan, o meglio dire per scacciarla, perchè la Russia nel giro di poco tempo conquistò l'Afghanistan. Dicevamo, per cacciare i Russi gli Usa armarono Bin Laden e crearono i Talebani. I Talebani come Isis e company sono tutte creazioni degli Usa ed Europei che per stare dietro alla Russia si inventano armi a doppio taglio. La Russia l'Afghanistan l'aveva conquistata, inserendo un nuovo governo e cacciando il Re Schiavista. Gli Usa inventarono il TERRORISMO di Al Quaeda. Il risultato e 11 Settembre 2011. Non meravigliamoci se la Hillary Clinton disse un anno fa"""OPS e stato un errore armare l'Isis per buttare l'amico dei Russi..il signor Assad di Damasco" Sempre intelligentoni, dove si muovono gli AMericani e gli Europei creano solo disastri. ............. Ultima cosa, la Russia in soli 2 mesi ha neutralizzato il 80% dell'esercito Isis poco tempo fa, in soli 2 mesi. Ci sono voluti i Russi dopo 4 anni a distruggere la strada che porta da ALEPPO a BAGHDAD che serviva per portare PETROLIO da vendere in NERO facendosi dare ARMI e SOLDI proprio al califfato ISIS. Gli USA e gli EUROPEI in 4 anni non sono riusciti a mettere i bastoni tra le ruote all'ISIS, forse perchè gli servivano. Poi piangono se gli fanno strage a casa loro. W l'Ipocrisia. Priviet
(Rispondi)
 
 
 
massimocoppa
massimocoppa il 25/07/16 alle 15:19 via WEB
hai trinciato un po' le cose con l'accetta, ma nella sostanza hai largamente ragione. Non dico che lo facciano con cinismo, ma gli americani creano continuamente Frankenstein che poi si rivoltano contro di loro (e di noi): è un dato storico, ormai
(Rispondi)
 
 
 
 
Vince198
Vince198 il 26/08/16 alle 08:27 via WEB
In Usa il potere politico conta quel che conta perché certi suoi rappresentanti (presidenti) eletti fanno - purtroppo - gli interessi di chi li sovvenziona (banche, lobby armi, farmaceutiche, multinazionali, specie quelle che spingono che il T.I.I.P. sia allargato anche in Ue etc.). Qui da noi non credere che le cose siano poi così differenti..
(Rispondi)
 
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