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Un blog creato da chiaretta_1974 il 12/09/2005

Briciole Di Pane

Nasciamo bisognose di cibo e d'amore, l'anoressia è il rifiuto dell'amore dell'altro, l'altra faccia dell'amore di sè, il rifiuto più atavico e primario: è la malattia dell'amore. Lascia che l'amore entri in te, ed enterà anche il cibo.

 
 

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Puzzle

Post n°931 pubblicato il 08 Novembre 2011 da chiaretta_1974

Guarire è come ricomporre il puzzle della nostra vita

puzzle2.jpgche per cause spesso sconosciute si è scomposto...la sera prima era lì, finito...il mattino iniziano a saltarne dei pezzi... ecco, abbiamo i pezzi di puzzle da risistemare e possiamo fare molte cose.

Chiedere aiuto ad esperti in puzzle ad esempio: i terapeuti. ma essi sanno la tecnica, possono darci consigli utilissimi, ma poi le tessere sono nostre e solo noi possiamo metterle a posto e sapere come vanno...lo sentiamo...se una tessera è messa bene o no...


Ad amici e familiari il compito di lasciarci tranquilli, di crearci un ambiente favorevole, un clima disteso, di non colpevolizzarci se ciò che c'era non c'è adesso...anche x parenti ed amici ci sono aiuti x imparare a dare questa mano nel modo migliore possibile.


Possiamo farcela, anzi direi che ce la faremo: conserviamo tutte le tessere e con calma iniziamo a guardarle e dividerle x tipo, colore...facciamo chiarezza...

Noi, tutti ricostruttori della nostra vita.

 
 
 

Le ricadute

Post n°930 pubblicato il 07 Novembre 2011 da chiaretta_1974


 

Il processo di guarigione è un percorso che non può prescindere da episodi di "ritorno", seppur temporaneo e circoscritto, alla malattia.


ponte giallo.jpg
Più che ricadute forse sarebbe meglio chiamarli "scivoloni" da cui è possibile rialzarsi per riprendere il cammino.

Per alcuni anni anche io ho sperimentato su me stessa, nel quotidiano, piccoli ritorni dell'anoressia, che potevano essere rappresentati da un pasto meno abbondante, da un pensiero anoressico, da un timore rispetto alla capacità di mantenere il controllo o dall'insoddisfazione corporea. Non mi sono mai riammalata, però.


Ciò che mi sento di dirvi è questo: Non lasciatevi spaventare.

Terminato il momento di difficoltà, rialzatevi e continuate dal punto in cui eravate.

Non avete perduto nulla dei progressi fatti, questi momenti sono come

Essi sono come "giornate di febbre a 40", destinati a passare se sopportati pazientemente.

 

 
 
 

"IL CORAGGIO DI CAMBIARE"

Post n°929 pubblicato il 06 Novembre 2011 da chiaretta_1974

di Willy Pasini

 

Le abitudini ci aiutano a vivere, ci permettono di mettere radici, formano il legame con le nostre tradizioni.

In questo senso sono positive, perchè ci proteggono dall'alienazione, rinforzando la nostra identità e la nostra sicurezza attraverso il sentimento di appartenenza.

Sono preziose, perchè racchiudono la memoria e l'impronta del passato.

Al tempo stesso le abitudini sono un nemico che si nasconde nel corpo e nella nostra mente, perchè possono farci scivolare nella routine e nell'apatia. Occorre quindi rinforzare in noi quegli "antidoti":


- andare verso il nuovo muovendo da territori sicuri. E' la lezione che possiamo trarre dai naviganti, perchè è necessario riconoscere l'importanza del porto di partenza e salpare verso nuovi orizzonti, dando ascolto alla piccola parte di Cristoforo Colombo che sta in ognuno di noi.

- alcune persone continuano a rimandare il cambiamento e si decidono solo quando sono costrette dagli eventi. Lo fanno alloa con sofferenza o con irritazione, perchè pensano che sia un obbligo, un'imposizione proveniente dall'esterno. Proviamo invece a considerare i cambiamenti come i gusti alimentari. Ognuno di noi ha particolari preferenze, chi adora i risotti e chi la cucina cinese, ma questo non ci impedisce di cercare nuovi ristoranti, nuovi menu e per chi ama stare ai fornelli, nuove ricette.

- A volte bisogna saper osare "cose senza senso", perchè solo così si lascia spazio agli eventi sorprendenti che possono modificare a nostra vita. E lasciare che gli imprevisti ci aprano nuove possibilità.

Bisogna ricordarsi che chi sa  osservare i paesaggi noti con uno sguardo sempre nuovo e curioso, è ricettivo e pronto al cambiamento di chi insiste nell'andare alla ricerca di orizzonti esotici con uno sguardo antico e accecato da vecchi pregiudizi.

Solo i primi sono capaci di scoprire lo sconosciuto in qel che è familiare, di sorprendersi e di aprirsi a piccole e grandi rivoluzioni.

E' questo ciò che abbiamo chiamato "il coraggio di cambiare".

 
 
 

sconfitte quotidiane

Post n°928 pubblicato il 05 Novembre 2011 da obyslave

 

Non puoi combattere questa battaglia da sola.

Non in un solo giorno comunque. Accetta l'idea

che perderai; che ci saranno volte in cui non sarai

tu, ma la tua malattia a sorridere. Accetta le tue

sconfitte quotidiane, perchè misureranno la portata

del tuo coraggio. Saggeranno la tua resistenza.

Il senso della vita lo scoprirai ogni giorno, un passo

alla volta. Non permettere ai tuoi problemi di dipingere

la tua giornata. Non di lacrime colora la tua vita.

Combatti per il tuo sorriso. Perchè è cosi bello.

Perchè ci meritiamo di sorridere.

Ricorda al tuo cervello di dimenticare il conteggio

delle calorie e infine non odiare la tua malattia ma

compatiscila; perchè non sa quanto sei forte.

Non sa che alla fine sarai tu a vincere.

 
 
 

compiere azioni

Post n°927 pubblicato il 04 Novembre 2011 da chiaretta_1974



PENSIERO DEL GIORNO

QUANDO HO LA TENTAZIONE DI FARE COSE CHE NON DEVO,
COMPIO DELLE AZIONI PER SCACCIARE LA TENTAZIONE



Pensiamo spesso, sbagliando, che il campo di battaglia
preferenziale delle tentazioni di cose per noi dannose
sia il pensiero,
ed intraprendiamo lotte impari con noi stessi
cercando di vincere
scacciando i tarli della nostra mente attraverso
ragionamenti, elucubrazioni.
Il corpo è fermo, preda del vuoto
e dell'abitudine all'errore,
non impiegato in qualcosa di buono, di nuovo.

Bisogna fare.
Piccole cose nuove.
Azioni diverse, infinitesimali, che portino il corpo
a sperimentare,
sentire e vivere qualcosa di nuovo e di diverso.

Quando stiamo male, la cosa migliore è fare
qualcosa
di buono per noi stessi, e togliersi
immediatamente
dalla tentazione che ci fa cadere.

 
 
 
 

 

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