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LA FUGA DEI CERVELLI

Creato da pucci981 il 09/01/2006

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AIUTO, GLI UOMINI CI SI STANNO "DONNIZZANDO".

Post n°1221 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da pucci981
Foto di pucci981

Alla fine l'ho capito.
Dopo anni di scellerato uso improprio, ineggiando al mio slogan personale di vita che recitava piu o meno così "dagliela tu prima che gliela dia un'altra", ho compreso che al giorno d'oggi questa vita ce la complichiamo proprio attraverso il sesso.
Il mio cammino, oserei dire illuminato un po' come fu quello di Claudia Koll, si è fermato davanti allo stress psicologico emozionale, e al gran sbattimento di frutti ovali, per usare un termine elegante, che deriva dai rapporti sessuali. Ebbene a fronte di coloro le quali non si capacitano di come possa succedere che dopo la prima volta con un uomo questo le cancelli dalla rubrica del cellulare e dalle amicizie di facebook, io sono a sostenere che il vero problema non sono quelli che si dimenticano anche come ti chiami il giorno dopo, quelli care mie sono manna dal cielo, ma a causare delirio sono coloro i quali poi ti si attaccano come cozze alla scogliera. Perchè non si accontentano piu di arrivare al traguardo in tempi brevi, notate bene che una volta il problema, se si puo definire tale, era che noi donne ce la tenevamo troppo stretta! Quante lamentele sul fatto che dovevamo abbracciare la filosofia dei paesi d'oltralpe per essere come dire, piu elastiche sull'argomento. Ora che, dopo l'avanzata della concorrenza estera per ragioni di forza maggiore insomma, la diamo via come frittelle a carnevale, ancora non si accontentano e osano pretendere un rapporto esclusivo d'amore. Incredibile, l'uomo cerca l'amore, e noi donne bo, personalmente io non cerco nulla, a parte le chiavi di casa in borsa quando torno la sera tardi e sapete comè con la borsa grande...non si trova mai nulla. E avanzano pretese inappropriate da fidanzato consumato, cioè dopo che gliela dai si sentono pure in diritto di chiederti di andare al cinema, cosa ancor peggiore ti telefonano ad orario pranzo e cena con qualche caso estremo di orario doccia, e se non rispondi se la prendono pure, permalosi da morire. Che sinceramente io quando son li col cucchiaio in direzione bocca, dopo una giornata di lavoro, e vedo il telefono lampeggiare, e magari mi sto pure cuccando il milionario con la domanda da 70 mila euro, mi innervosisco, cioè ma come si permette?! E poi sembra impossibile ma appena mi faccio lo shampoo che son li che schiumo dappertutto eccolo che trilla..accendi spegni accendi spegni il suo nome che percepisci perchè c'hai il vetro della doccia appannato ma lo vedi che è lui assieme al suo tempismo che implora nervosamente "rispondi rispondi rispondi". A me viene la psoriasi solo a sentirla la parola AMORE, cioè avete presente quei periodi in cui dell'amore chi se frega? No perchè io spero voi li abbiate presenti cioè non potete essere tutti una mandria di divoratori di baci perugina in attesa di San Valentino, per dire, ci sarà qualche sano lettore che ne ha due beati cavolfiori dell'amore e che la sera si sparerebbe un bel risotto all'insulina??!! Il fatto è che in questo nostro cammino verso la fine del mondo a noi donne, fanculo la ceretta, ormai ci frega una mazza della depilazione e gli uomini si fanno le sopracciglia. Si stanno donnizzando capite il disastro? Oggi il maschio medio che si trova all'aperitivo che ti sembra anche uno apposto insomma, si fa di quelle paranoie che scusate ma nemmeno noi durante il ciclo arrivato in ritardo portatore di brufoli e dopo essere state rifiutate dall'ennesimo bastardo in circolazione, ci facciamo. Così care lettrici vi faccio una confidenza internos, ho abilitato il periodo di ramadan. Come funziona? Semplice: si chiudono tutte le mezze relazioni con o senza sesso fa lo stesso che avete imbastito e che sono causa di stress, che poi se vuoi andare a farti un week con un'amica questi c'hanno pure da dire la loro che scusa ma chi te l'ha chiesta, e si fissa un obbiettivo, tipo tre mesi in cui si evitano telefonate, sms, uscite, aperitivi, con qualsiasi uomo interessato a voi e di cui a voi frega quanto le repliche di Kiss Me Licia con Cristina D'Avena vestita come una caramella sperlari. Dovete essere risolute, è tipo una disintossicazione da maschio inadeguato, e questo, detemi retta, vi ricollocherà sui binari giusti, si ristabiliranno le esigenze che voi nel corso della disperazione che c'è in giro avete perso di vista, capirete meglio cosa volete da un uomo e eviterete di perdere tempo prezioso che potete dedicare che so..all'aerobica, ad una corsa virtuale con la Wii, ad un centro benessere con le amiche, tutto per riposizionare i cardini dei vostri reali bisogni. E fondamentale niente sesso, perchè le complicazioni nascono sempre e solo dal sesso. E si probabilmente stando al mio detto se non gliela date voi ce ne sarà un'altra pronta a consolarlo dietro l'angolo, ma ben venga, ma che se lo pigli, tutto sto stress per una scopata ma quando mai?! Deve essere l'inversione dei ruoli che mi preoccupa. Ho quasi paura che inizino ad usare i reggiseni, mica perchè su un uomo io li trovi antiestetici, ma perchè poi mi toccherebbe imparare a slacciarli con una mano sola.

 
 
 

COMPLICITA' DI COPPIA

Post n°1220 pubblicato il 05 Novembre 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Nella mia nullafacenza l'altro giorno ragionavo sul bello d'essere parte di un duo, si insomma, ragionavo anche così a ruota libera con il tom tom puntato in direzione "a casaccio". Perchè poi quando sei in coppia se all'inizio sei timida a mostrarti per quella che sei, speri di piacere, si ecco, se dapprima cerchi sempre un po' di contenere quegli aspetti di te stessa che credi possano spaventarlo, e cerchi di dare un'immagine controllata di ragazza adorabile senza una parvenza di difetto spiacevole, poi alla fine, dopo anni di rapporto ripensi con allegria al tuo contenerti iniziale e capisci quant'è bello essere amate per quelle che si è, in tutto e per tutto, senza freni inibitori, ma pregi e difetti tutti alla luce del sole, giocare a carte scoperte e sapere che il tuo uomo comunque ti ama è il bello dell'amore. Vivere una quotidianità assieme è fondamentale per la coppia, e quando sei innamorata accetti il suo bacio del primo mattino, addirittura lo cerchi, l'alito da lapide scoperchiata non ti infastidisce, e improvvisamente capisci che puoi andare a letto anche con la ricrescita pelifera e il baby doll di La Perla lascia spazio al pigiamino di Ohiso con l'ape maia, e se prima andavi a dormire col fondotinta per fargli credere che quel color sabbia dorè fosse naturale sul tuo viso illuminato ai primi raggi del sole del mattino ora la crema per i brufoli all'arnica non te la toglie piu nessuno, ed è bello sapere che si può condividere tutto. Ad esempio l'argomento rutti, tocchiamolo, cioè, uno al primo appuntamento mai e poi mai ti rutterebbe su un orecchio, e se lo facesse a te di sicuro non risulterebbe simpatico, lui evita la coca cola come la suocera ai primi apputamenti, ma poi ecco, dopo che l'amore è consacrato anche se una sera sul divano si fa un sorso e si lascia andare alla rumorosa digestione, va bene. Un po' più dura è la vita per la puzzetta, che insomma coinvolge non più solo il senso uditivo ma anche quello dell'olfatto e accettare che alzi le tapparelle rumoreggiando di sedere non è facile, ma alla fine, vedo mia mamma con mio papà, anche la puzzetta entra di diritto nel menage familiare, giustamente poi "chi l'ha dura la vince". La metamorfosi dei reciproci comportamenti si compie a pari passo con il crescere della sicurezza del rapporto. Ma sarà mica il caso ad un certo punto di mettere dei paletti? Una sorta di linea di confine oltre la quale sarebbe meglio abbracciare la legge sulla privacy? Insomma va bene tutto e rifiliamoci che meno vergogne ci sono tra due persone più amore c'è ecco, per dirla alla Perugina, ma ad esempio il dito nel naso, uno non puo mettersi a ravanare con il complesso di falange falangina e falangetta su a trivellarsi il naso, magari finchè gli parlo di come vorrei cucinare il pollo della domenica. Il dito del naso che lo facciamo tutti sia chiaro, cioè scagli la prima pietra chi è senza peccato, quando fermi in coda in doppia fila non avanziamo di un metro che ci resta da fare se non l'esplorazione della narice, però deve restare li, non deve uscire dall'abitacolo dell'auto, non va portato in coppia, non foss'altro per quel gesto finale del lancio della caccola che è in grado di far cadere a picco anche gli amori piu collaudati. Poi, ok, tutti d'accordo sull'argomento cacca, quella non la mettiamo nemmeno in dubbio, la escludiamo subito, perchè credo siano davvero pochi coloro che pur credendo nella complicità e nella libertà di fare qualsiasi cosa con a fianco il partner, si lascino mostrare nel momento preferito dalla Marcuzzi e dal suo bacillus Actis regularis. Regularis sto cavolo insomma, la cacca deve rimanere ermeticamente chiusa tra l'altro, e privata condivisa solo con il 4 ruote o lo Gazzetta che di solito si usa per aiutare lo stimolo. Ma cmq. la pipì in molti la condividono. Moda del momento vuole poi che tanti siano coloro i quali, presi dalla foga del lavoro quotidiano, ritaglino il momento della telefonata all'amata proprio durante la capatina al cesso. Per gli uomini che trovano in quella seduta il relax della loro vita frenetica diventa quasi un'abitudine andare al bagno col telefono, sedersi sulla tazza, comporre il numero dell'amata e riuscire stranamente a fare due cose contemporaneamente: pipì e parlare. Il momento immancabile poi che corona la telefonata è lo sciacquone, e in quello capisci che è ora di mettere giù, passati i tempi del "mi ami? ma quanto mi ami? metti giu prima tu, no dai prima tu" . No vi giuro va di moda quanto le spalline anni 80! Se il vostro partner non vi chiama durante la pipì sentitevi out. Si insomma, se non c'è la pipì al telefono non è amore, ve lo dico.

 
 
 

QUANDO IL PRIMO APPUNTAMENTO NON è PERFETTO

Post n°1219 pubblicato il 15 Ottobre 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Pur non avendone inseriti molti nel mio Curriculum, i primi apputamenti mi piacciono. Amo quella sensazione di novità e di idillio pruriginoso che pervade il sensibile animo femminile che si accinge ad uscire con un uomo, che riporta alle turbe adolescenziali quando noi ragazze si credeva che l'imbottitura più o meno gonfia del reggiseno potesse fare la differenza nell'andamento della serata, quella lecita giusitificazione che un primo appuntamento fornisce alla maniacale voglia di spendere di noi donne che mica possiamo presentarci con la vecchia maglia di zara della collezione dell'anno precedente messa e rimessa, perchè noi donne un giorno vogliamo aprire un vecchio sacco dimenticato in soffitta guardare negli occhi nostra figlia e dirle che alla prima uscita con suo padre avevamo quel consumato e dismesso golfino che ai suoi occhi sembrerà tremendamente fuori moda! La prima uscita regala quel non so che, che quando sai che esci con una persona nuova ti porta inconsapevolmente dentro ad un negozio di intimo, perchè sia mai che non capiti di smollargliela subito, almeno il pacchetto deve sembrargli nuovo, che importa se dentro c'è dell'usato garantito?! Ecco tutta queste serie di emozioni derivanti dalle incognite che un'uscita può dare a me son sempre piasciute. Al primo appuntamento non sai mai cosa può succederti, può essere l'inizio di un sodalizio che durerà per sempre, può essere l'uscita di una passionale notte d'amore di sesso con sconosciuto attraente, o semplicemente una nuova amicizia, può essere anche un totale disastro. Perchè ammettiamolo poi un po' agitazione c'è, la confidenza manca, e non sempre il proprio corpo risponde ai comandi come dovrebbe, specialmente se come di consueto ai primi appuntamenti, per liberarsi da quell'imbarazzo iniziale ci si affida all'alcool. Così per la serie "anche io ho avuto appuntamenti disastrosi", oggi vorrei conoscere i cataclismi che si sono abbattutti anche su di voi. Di quella volta in cui mentre passeggiavate al chiar di luna uno a fianco all'altro, e tu con la tipica voce smielosa, falsa come giuda, che ogni donna assume per dare un'impressione di dolcezza nascondendo per i primi mesi i toni simil cugino di campagna che quelli li riserviamo ai futuri momenti di coppia, sostenevi un interessante discorso sulla guerra mondiale ai tempi di Hitler e della linea Maginot, per darti un tono insomma, e accidentalmente non vedendo uno scalino sei svolata. La caduta per una donna al primo appuntamento è dietro l'angolo, si quella di stile, ma anche quella dai tacchi non è da sottovalutare. Noi figlie di Sex and The city ben abbiamo compreso quanto un tacco può far il bello e il cattivo tempo, e se una volta il club dei feticisti della scarpa era popolato quanto il club della vivisezione della rana, ad oggi sappiamo per certo che i tesserati sono aumentati a dismisura. Così il ciottolato, i san pietrini, il giardino, il fango, i sassi insomma tutto quello che c'è sotto i tuoi piedi è li pronto a tirarti in inganno. Il volo pindarico, quello che lui manco se ne accorge, si gira e non ti vede più ad altezza occhi ma stesa come una sottiletta al suolo, è caratteristico nella fase iniziale, e tu devi essere pronta, anche se con ginocchio sbucciato o anca sbilenca, a giustificarti con "Non mi era mai successo-Credo che citerò Prada per danni-Non sono io è il Comune che non sistema la pavimentazione-Questo scalino è sempre stato qui?" ecco cose del genere.
Un altro pericolo che può mettervi in forte imbarazzo durante la prima uscita è l'alcool. E noi BB astemie per scelta religiosa politica e sociale, siamo a consigliarvi di non bere. Prima di tutto perchè non sapete mai come vi può prendere. Metti una serata a venezia, metti il totale rincoglionimento perchè lui vi piace e l'amore vi annebbia le percezioni, metti che vi offra un paio di calici e una cena di sushi, e che romaticamente sempre per quella questione del tacco troppo alto che a Venezia non va, cioè è un errore madornale, vi metta sopra un traghetto, ecco sappiate amiche, compagne, sorelle, che vomitare antipasto, primo, secondo e contorno dal parapetto del traghetto è una cosa che non vi perdonerete mai in futuro. Seconda cosa con l'alcool rischi di straparlare e di scambiare lui per Elena, la tua migliore amica con la quale sovente ti intrattieni in estenuanti campagne pro pene confidandole le perimetrie delle tue ultime new entry. Beh è anche una questione di bagno: da ubriaca poi devi fare pipì ogni mezz'ora e dopo "scusami vado ad incipriarmi il naso", dopo "scusami devo assolutamente chiamare mia madre per questioni private" (all'1 di notte), dopo "scusami vado a vedere se ho qualcosa tra i denti" siete a rischio cameriera. Cioè non potete passare piu tempo al bagno che con lui, la cameriera non aspetta altro, fanno quel lavoro apposta, per flirtare con i freschi di prima uscita.
Per tutta una serie di scherzi di memoria sappiate che al primo appuntamento c'è chi ha chiamato il malcapitato con nomi diversi dal proprio, cosa che per carità meglio sempre che succeda all'inizio di una storia che non dopo anni, ben piu grave; chi, non sapendo piu cosa dire ha riproposto la stessa domanda di pochi minuti prima, già fatta insomma, chi dal ridere improvviso ha sputato cio che aveva in bocca, che non è carino vedere il petto di pollo masticato gettarsi senza paracadute dalla bocca alla tovaglia. Infine però volevo dirvi una cosa, che tutte queste, gran parti delle quali capitate a me personalmente, o al mio accompagnatore - vi dico solo che uno è arrivato in motorino con un fulard in testa perchè si era chiuso fuori di casa, casa in cui c'erano chiavi dell'auto e casco, e al primo appuntamento ha chiamato i pompieri- figure non proprio principesce, sono le serate che ad oggi ricordo sempre più piacevolmente e che a ripensarci in coda alle poste...mi fanno ancora ridere! Diffidate dai primi appuntamenti perfetti, sono l'anticipazione della noia di coppia.

 
 
 

LA TUA VITA SENTIMENTALE SU fB - quando finisce un amore

Post n°1218 pubblicato il 06 Ottobre 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Un po' come fu la carta igenica, un po' come avvenne con l'arrivo degli stuzzicadenti, azzardato sarebbe paragonarlo alla ruota e al fuoco dei primitivi e al tampax e al rossetto no transfert delle donne d'oggi, ma perchè no anche Facebook ci ha cambiato la vita. Certo questo non vuole essere il solito articolo sul social network dove snocciolare la battuta sui compagni di classe delle elementari ritrovati, che chi se ne frega insomma, ma piu che altro vuole essere di pubblica utilità a tutti coloro che sono nel delicato, triste, difficile momento della separazione. Perchè se Cocciante si scervellava sul da farsi "quando finisce un amore così com'è finito il mio senza una ragione ne un motivo, senza niente", senza avere messo poi così pubblicamente i suoi fatti in piazza, oggi il primo pensiero dopo la rottura va a come dare la notizia ansa alla combriccola di amici e semisconosciuti con foto arrapante a cui hai dato l'amicizia a caso. Quando ci si lascia poi c'è sempre un periodo in cui magari si torna. Sai mai, la fortuna, il caso, i ripensamenti, potevano cambiare la corrente degli eventi nel corso di un paio di mesi d'assestamento, e rimanere in quel limbo in cui non si sa se è proprio finita o c'è speranza, se da una parte metteva ansia dall'altra, a guardar il bicchiere mezzo pieno, ti faceva vedere verdi prospettive. Oggi è un casino perchè insomma non puoi mica star li a passare da "impegnato ufficialmente" a "relazione complicata" a "coppia aperta" a "sono cornuta ma resisto" fino ad arrivare al traguardo finale di "single per scelta (altrui)". Chi ha facebook deve essere risoluto, deve prendere atto che se è finita è finita e non può tornare indietro, sennò poi lo sputtanamento pubblico è ovvio. Così ritrovarsi abbandonati nel privato e anche nel sociale nel giro di due minuti ti fa capire un po' lo stato d'animo della Arcuri, che ogni volta che la mollano è a titoli cubitali anche nei cessi degli autogrill. Accettare la nuova situazione è dura già di per se, ma quello che spaventa è cosa fare dopo col proprio profilo.
Così troviamo quella che "io l'ex lo elimino", che dichiaratasi single decide di tagliare i rami secchi, chiudere le comunicazioni, passare a vita privata, e eliminare definitivamente dalla faccia della terra il sorpassato amore. Lei non ne vuole piu sapere nulla di lui, vuole evitarsi di vederlo sorridente agli aperitivi invece che sul divano con barattolone sammontana a guardare "C'è Posta", vuole evitarsi di vedere la sua faccia ancora nei secoli dei secoli, vuole evitarsi anche l'ansia del lunedì mattina in cui è matematico come il 4 sul 2+2, che qualcuna gli tagghi la gallery in cui una lei, più giovane e sminigonnata, lo abbraccia con la complicità di una aspirante new entry. Si, eliminarlo è giusto per una forma di auto tutela di se stesse e anche perchè che cavolo, se ti ha mollato non puoi più permettergli di farsi i beati stracavoli tuoi..perchè magari poi quel week in cui non ti fotografi con 4 manzi sudati con la camicia troppo aperta e gli occhi rossi dal flash, vorrai mica che lui pensi che te ne sei rimasta a casa sul divano col barattolone sammontana a guardare "C'è Posta"?!
Troviamo di contro anche quella che "io l'ex me lo tengo" che poi alla fine è quella che la mattina accende il pc e la prima cosa che fa presa dalla morsa della curiosità mista a paura è guardare se qualcuno ha taggato il suo amore finito in qualche foto in cui figura con addosso una cubista con la parrucca bianca e un vestito in lattex. Quella che lei insomma se lo tiene per tenerlo sotto controllo, per vedere dove va, con chi esce, come si veste, si metterà mica la camicia che gli ha regalato lei per uscire con un'altra?! E poi se lo tiene anche per dimostrare che a lei non frega nulla, lei è superiore a certe sciocchezze da ragazzini, lei non ha nessun problema, anche se poi alle feste supplica i primi 4 manzi sudati con la camicia troppo aperta a farsi una foto fleshiata in cui usciranno tutti con gli occhi rossi per dimostrare a quel suo ex rimastole amico che mica sta a casa col barattolone sammontana a guardare "C'è Posta!".
Decisa la sorte dell'ex bisognerà pensare a cosa fare con gli amici. Mica i tuoi, ma i suoi che sono diventati anche i tuoi nel corso della vostra storia.
Così c'è quella che "io l'ex lo toglo ma gli amici li tengo": gioca sul filo della sottile vendetta, lo toglie per dimostrare a tutti che non ha piu nulla a che fare con lui ma tiene gli amici perche in cuor suo sa che loro, con la precisione di Alfonso Signorini andranno a riferirgli anche la lunghezza del vestito che indossa alle prime feste da single, con chi si fotografa, dove va, chi vede, se usa o meno la borsa che lui le ha regalato durante quel bel week milanese. E poi così può sempre tenerlo controllato, avendo sott'occhio la bacheca degli amici con cui è solito uscire, così da riuscire a farsi gli affari suoi giocando indirettamente!
C'è quella "io tolgo l'ex e tutti gli amici" perchè non devono sapere piu nulla di lei perchè il silenzio è quello che desta la maggior curiosità, perchè non devono avere nulla di cui parlare, perchè così lei non si sente in dovere di uscire per dimostrare che la cosa l'ha presa di petto al posto di deprimersi ascoltando Masini, perchè così non è costretta a vedere se lui c'ha un'altra o no, non cade neppure in tentazione, me la evita proprio, perchè tanto poi i suoi amici ma chi sono?, era obbligata a frequentarli e lo faceva solo per lui perchè sennò...
Per la serie "chissene" abbiamo anche colei che si tiene tutto, ex e anche amici, che si facciano pure i suoi stracazzi, che tanto non c'è nulla da nascondere.In ogni caso, carissime ragazze lasciate, se ad Antonello ci sarebbe voluto un amico per poterla dimenticare, voi detentrici di Facebook di sicuro potete contare sui vostri 1.200 e finalmente potrete vedere se quello sconosciuto dalla foto arrapante a cui avete concesso l'amicizia ha fregato la foto su google immagini dalla pagina di "modelli di biancheria intima natalizia" o se effettivamente...

 
 
 

CHIAMATEMI SIGNORINA

Post n°1217 pubblicato il 24 Settembre 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Avessi preso la laurea ora mi chiamerebbero Dottoressa Francesca; mi fosse venuta la vocazione sarei Suor Francesca, a far l’infermiera: Infermiera Francesca, avessi avuto un vitino da vespa, capelli cotonati e amore sconsiderato per figli altrui potrei aver ricalcato le orme della più ben nota Tata Francesca, ma insomma non son neppure ciociara. Ma sono impiegata, e impiegata Francesca non suona granchè bene, cioè non suona affatto.

I colleghi mi appellano "collega", le amiche "amica", mia sorella "sorella" e mia mamma "figlia", e chi non mi conosce mi chiama anche Signora. Il dramma, se non l'abbiate inteso, tocca proprio chi non mi conosce, si perchè a me Signora mi irrita. Innanzi tutto, tanto per mettere i puntini sulle i, Signora fa vecchio, e fino a prova contraria ancora non puzzo di naftalina, non so come si metta l'Algasiv, non mi riconosco nelle pubblicità in cui si consiglia l'uso del pannolone per le perdite d'urina che ogni volta poi va in onda ad ora di pranzo, non mi tingo i capelli di azzurro nuvoletta o di rosa mio minipony, e quando vado al cinema di maercoledì il biglietto lo pago intero, mica mi chiedono se c'ho la riduzione per i pensionati! Il problema se vogliamo chiamarlo così, è che quel termine, per quanto rispettoso si possa considerare, invecchia, e io c’ho un po’ parecchio il complesso dell’età. E poi perché Signora fa presupporre che una sia sposata, mentre io sono ancora nubile, ho ancora il mio cognome e non mi presento usando quello di un improbabile marito facendone sfoggio quando chiamo nel suo ufficio, e cosa fondamentale fino a prova contraria potrei anche essere ancora vergine…

Per questo io mi sento molto Inglese inside, a parte che ho sempre avuto un'occhio di ammiriazione per l'aplombe innato degli Inglesi e per quella tradizione così caratteristicamente femminile chè è l'ora thè, che fate attenzione alle parole, loro la chiamano "l'ora del thè", noi invece l'avremmo istituita chiamandola "L'ora dello sputtanamento generale di amici, parenti e vicinato". Si, ecco, loro così attenti alle parole tengono ben distinte Miss e Mrs, che poi tra l'altro è una delle prime lezioni che ricordo tra i banchi di scuola quando mi affacciavo alla nuova lingua, e se fate una prenotazione su Ryan Air on line c'è proprio la doppia opzione! Ecco, ve la immaginate poi Mami su Via col Vento che chiama "mrs Rossella" e non "miss Rossella"?!. Qui in italia, popolo maschilista che crede che a 30 anni una sia già da rottamare, popolo troppo indaffarato per aver l'occhio di riguardo che al posto di puntar sulla scollatura punti sul dito adibito alla fede nuziale in grado di svelare se la ragazza con cui si parla sia o meno -ina, si è deciso di togliere la distinzione, per semplificare dicono, perchè "signora" sembra essere più rispettoso, ma scusate, più rispettoso sta ceppa!

Insomma, già capita che alle volte mi diano del Lei e questo proprio non mi va, quando poi mi dicono "Signora" è troppo, sbotto e ci tengo a precisare: "veramente sono e sarei e ho lungimiranti prospettive di restarci, ancora Signorina… grazie". Però mica sempre sono cattiva, e poi alcune volte, ai signorotti ultrasettantenni che ci vedono lungo e ancora mi dicono Signorina, ringrazio, e a quelli che mi fan notare che Signora ora vale indistintamente per tutte, nubili e accasate spiego che comunque sia a me Signorina non m’offende affatto.

Si perché per darmi spiegazioni in merito ho pensato pure che a questa regola dell’abolizione del Signorina abbiano partecipato anche certe bigotte tempo addietro, che ad una certa età hanno cominciato a sentirsi in imbarazzo sentendosi appellare pubblicamente con quell' -ina, quasi a sottolineare una infausta condizione di zittellaggine. Già me la immagino io l'unica 80enne non sposata del paese che con le sue calze grigio fumè e il velo in testa viene chiamata in chiesa dal Parroco, per leggere un passo del Vangelo sencondo Matteo, davanti a tutti "Signorina Palmira". Ma se la regola dei mesi, quella dell’accento e quella dell’amico possono avere qualche provata utilità, questa della Signora, a me, come direbbero i Trettre, me pare na strunzàata!

Voglio dire: in America i single sono il 43% della popolazione (letto su Libero); a New York - probabilmente influenzate da Carrie, Samantha & co.- le donne single battono in quantità quelle fidanzate (fonte: tg2). E anche in qualità, aggiungerei io. Si perché dobbiamo uscire dallo stereotipo che ci vede sole e malinconiche la domenica pomeriggio al parco, quello che ci vuole in libreria a comprare e leggere manuali su come accalappiare un uomo, sciorinando consigli in base alla preda ambita: il mammone, il salutista, l’eterno Peter Pan, l’ipocondriaco, lo stacanovista… tipi diversi, ma tutti accomunati dal fattore di "sfigataggine", come se in piazza non ci fossero rimasti che uomini difettati. Quasi a voler insinuare che noi papabili "zitellone" dobbiamo chiudere un occhio e portare a casa quel che viene, per ambire al titolo di "Signore". Insomma, non diamo colpa sempre agli uomini, perché colpe non ce ne sono affatto: il fatto è che i Principi Azzurri non esistono, ma noi, Signorine belle, NON NE ABBIAMO BISOGNO!

 
 
 

DOVE VAI SE LA BARCA NON CE L'HAI

Post n°1216 pubblicato il 02 Settembre 2010 da pucci981
Foto di pucci981

La mia amica Francesca ieri mi ha scritto "a noi il mondo della barca ci è un po' astruso". A me sinceramente anche "astruso" lì per lì mi è rimasto un po' "astruso", però sul mondo della barca mi sono voluta documentare. Mica per cultura personale, non pretendo di partecipare a chi vuol essere milionario, che lì poi sai mai che ti esce la domanda sugli alberi delle barche o sui nodi da marinaio, ma solo perchè ho scoperto che brulica quasi sottovoce la tendenza delle donne di ambire a fidanzarsi con uno che c'ha la barca, anzi che dico, barca questo termine volgare, yacht è il termine giusto e stiloso. Sorpassati i tempi in cui alle belle ragazze alla fine bastava avere quello con l'auto figa, anche quelli col Porsche possono chiudere la capote, togliersi il berrettino, e ritirarsi dal mercato, perchè non basta più assicurarsi la discesa scosciata nel privè park davanti l'entrata della discoteca, roba da ragazzine, ora, che son cresciuta pure io, la realtà delle cose mi ha sbattuto in faccia che senza un uomo con la barca non sei nessuno. Cavoli, alla barca proprio non c'avevo mai pensato. Che ne so, forse il mio è un caso a parte. Io in barca vomito spesso, ho vomitato anche in traghetto a venezia, oltre che in vari traghetti da Formentera a Ibiza. Sono una tipa abbastanza travelgum per intenderci. Però a quanto pare devo superare questo mio limite di panza, e aprirmi all'eventualità di avere un uomo che mi faccia togliere le scarpe col tacco 12 per farmi girare comodamente in havaianas nel suo barchino. Indendiamoci, da buona veneta magari penserete che qui noi ci si accontenta di uno di quei cosi che galleggiano e che profumano di vongole col motore che butta su fumo a non finire, che si vedono girare per venezia. Beh, per quanto romantica la città in sè, noi il pescatore veneziano non lo metteremo proprio di diritto nella tipologia di uomini che fanno moda oggi. Il gondoliere piuttosto, ma se penso ad una vita passata a stirare magliette troppo strette con troppe righe rosse e blu mi viene di nuovo il vomito di prima e in questo caso non penso il travelgum possa essermi di alcun aiuto. Ecco per essere tipe che spaccano, scusate lo slang giovanile ma in bus stamattina avevo dietro dei ragazzetti spassosi un po' truzzi un po' emo, dobbiamo puntare al massimo, puntare in alto, girare col mirino rivolto ai vertici e gettarci tra le braccia di qualcuno che in sardegna poi attracca lì, nel porto Cervo, quel cornuto, mica fuffa, per metterci a leggere un harmony in prua a gambe alte mentre tutta la plebe sotto armata di digitali si fotografa sorridente con i nostri calli sullo sfondo. Vabbè questa sarebbe l'ambizione più grande, il colpo di culo, ma diciamo che se anche attraccasse al Poltu Quatu possiamo chiudere un occhio. Si ecco a Saint Tropez noi moderne e bionde B.B. ci dobbiamo arrivare via mare, e non in autostop come feci tanti anni fa, la sconsideratezza dell'età. Ora care lettrici dovete sapere che se proprio non riuscite nell'intento di portavi a casa il barcadotato, almeno, dico, almeno, dovete sfruttare il vostro fascino nel periodo delle vacanze per riuscire a farvi imbarcare per un giorno da emeriti sconosciuti che adoperano la barca per cuccare, non a caso, e che vi propongono la classica escursione in corsica, o il giro dell'isola in cambio di compagnia femminile degna da donare al loro natante quel tocco di glamour in piu, dopotutto, diciamolo pure, cos'è una barca senza un po' di figa? Un'equazione mal risucita! Noi oggi dobbiamo essere quindi pronte a chiedere ad un uomo, senza farci sgamare l'incauto interesse, una cosa tipo "scusa maaaa..tu quante patenti avresti?". Salviamo le apparenze, se sto morto di fame non c'ha lo yacht che abbia almeno la patente per guidarlo, investiamo anche sulle potenzialità di un uomo che magari un giorno per ricompensarci di una vita di stenti fatta di code in auto per arrivare in spiaggia alla Celvia, il giorno in cui farà il benedetto acquisto, darà alla barca il nostro nome. Gia me la immagino io la Lady Pucci.
Par regalarvi pillole di cultura che dovete sapere nel momento in cui decidiate di darvi ad un uomo di mare che tutto questo, nel panorama italiano, lo dobbiamo dapprima al Force Blu, l'ormai compianto mega yacht di Briatore, pace all'anima sua, ma ci sono anche Il Regina d'Italia degli ex fidanzati Dolce&Gabbana, gli indistinguibili tanto ormai entrambi hanno addottato il doppio cognome, il Titilla II di Valentino Rossi, mentre se vedete solcare i mari da una melanzana gigante ecco sappiate che probabilmente siete al cospetto dell'RC, che non è l'assicurazione sull'auto, ma l'originale imbarcazione di Roberto Cavalli, che evidentemente non l'ha trovata in versione animalier e si è acontentato di questa supposta viola rifrangente. Ora scusate ma stasera ho una festa a Lido, sapete la Mostra del Cinema, ecco, per far pratica penso che ci proverò col tipo che guida il traghetto, partiamo basse, un po' fly down, senza arroganza, speriamo di non vomitargli sulle scarpe!

 
 
 

SE UNA DONNA VI DA IL NUMERO DI TELEFONO, NON VI DA ALTRO

Post n°1215 pubblicato il 29 Luglio 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Se dovessi tracciare un profilo del maschio single del 2010 direi che sicuramente è un tipo viziato. Lui, abituato a trovarsi il mangiare servito sul piatto non conosce la vecchia arte del pazientare, lui abituato a pescare dentro ad un mare pieno di pesci affamati spesso non conosce la parola "selezione", abituato al mercato femminile in svendita al 70% nemmeno si sforza quel minimo, quel poco richiesto, per guadagnarsi l'ora di defaticamento a fine serata. L'uomo di oggi sempre più preso dal lavoro e dal mutuo, perchè senza un mutuo e un leasing non sei nessuno, ha nascosto il romanticismo, talmente bene, che non si ricorda manco più lui dove caspita l'ha mai messo, e se proprio si trova in condizioni di dover dare un segno tangibile di amore, vista la crisi e l'ovvietà che in lui regna sovrana, ripiega improvvisando sulla rosa del cingalese tapino, quella mezza sghemba coi petali tristi e il profumo di kebab.

L'uomo di oggi però è multitasking, che a dire il vero non so nemmeno bene cosa significhi, ma di fatto so che lo è. C'ha il telefono con l'applicazione per Facebook installata, sai mai che qualcuno lo tagghi in qualche foto in cui se ne è venuto con una piega nell'addome poco desiderata e decisamente da non ostentare, c'ha skipe sul pc, mette le foto delle sue ferie su Twitter, discute dei suoi punti di vista politici sui blog così mal che vada la lite resta virtuale, organizza le partite di calcetto su Messenger e ormai c'ha il pollice multimediale. Certo con le dita finchè si tratta di tastiera o di cellulare ci sa fare anche a occhi bendati, mentre guida o mentre fa la pipì stando comodamente seduto sulla tazza ineggiando "virilità addio", poi però a trovare il punto G ravana con la delicatezza di un muratore come se stesse riparando una marmitta che non ne vuole sapere, e il seno lo tratta come un sintonizzatore stazioni radio, quando non lo prende come un antistress che allora apriti cielo.

L'uomo di oggi non offre piu, sempre più perle rare quei ragazzi che vedendo una paio di belle fanciulle smarrite in abiti succinti davanti al bancone del bar si avvicinano e con lampo di genio chiedono cosa desiderino sorseggiare magari in compagnia, oggi se sei in minigonna è più facile che chiedano quanto vuoi l'ora, con cafoneria gratuita. Non biasimiamoli però, è un po' come per la legge Darwiniana dell'evoluzione della specie: solitamente noi ragazze dopo esserci pigliate il bicchiere offerto col cavolo che stavamo lì con la finta faccia interessata a rispondere alle noiose domande d'intrattenimento dei poveri malcapitati, noi dopo il brindisi obbligatorio, "grazie ciao" e via! Però c'è qualcosa che mi lascia perplessa, c'è un passaggio che a queste volpi dal sesso maschile ancora non è chiaro, c'è che forse la speranza a volte scavalca la realtà, c'è che magari è stata mandata un'informazione distorta che a loro è arrivata ancora più distorta evidentemente e che gli ha creato una certezza che però va smentita immediatamente: se una donna vi da il numero di telefono vi sta dando il numero di telefono. Chiaro? Stop. Fine del film. Non vi sta danado altro, non è che avete la spocchia di poter neanche lontamente pensare che tempo una settimana e tornerete a casa col suo perizoma tra le mani da sventolare davati ad una birra con gli amici! Che vi dia il suo numero, tra l'altro, non vi autorizza a mandarle l'irritante sms del buongiorno il lunedì mattina quando una, già solo perchè è lunedì mattina le girano le scatole, tanto più vedersi arrivare "buongiorno stellina" da uno che si prende pure la confidenza di usare nomignoli che insomma, ma chi ti conosce, è sgradevole. Non vi autorizza a chiamare all'orario pranzo/cena, quella è la fascia oraria riservata al fidanzato, che si sa, quelli chiamano sempre quando si è in doccia o si ha la forchetta in procinto di raggiungere le labbra. Non vi autorizza a invitarla ogni sera della settimana all'anguriata in casa dell'amico Gianni, alla festa della birra del paese, all'interessantissima realizzazione del cartellone di laurea di vostra sorella, o a qualsiasi evento che dal vostro punto di vista prettamente maschile sia un momento ideale da condividere con questa ragazza che,disgraziatamente per lei, vi piace. Comunque sia se lei vi dice che non viene, basta, cioè cosa insistete a fare? Scusate ma se al gratta e vinci non vincete, continuate a grattare lo stesso biglietto fino a consumarlo e farci uscire il buco? No, insomma, cambiate biglietto! Lo so, voi allora vi chiederete perchè ve lo diamo sto benedetto numero. Anche chiederselo a volte è sintomo di poca arguzia: siamo costrette. Perchè poi voi ci fate subito lo squillino per darci il vostro, che nella maggior parte dei casi salviamo sotto il nome "non rispondere", almeno io che ho tutta una serie di "non risondere1" "non rispondere2" ecc ecc. E' anche una questione di cortesia, alla domanda precisa "mi lasci il tuo numero che magari per le feste ti mando gli auguri" (perchè partite anche sobri solitamente) poi non pensiamo di ritrovarci dei frantuma palle giornalieri, cos'è festa ogni giorno a casa vostra? Dopo aver provato con " magari ti lascio il nome e ci sentiamo su Facebook", ed essere state rimbalzate con "no ma io sono un uomo alla vecchia maniera e prefersico il numero" siamo costrette. Ecco perchè ve lo diamo. E se da qualche parte avete sentito che col numero siete con mezza gamba dentro il letto di una donna, cari miei, non credeteci, fate come noi, che abbiamo smesso di credere da tempo (non prima di aver collaudato un paio di pinocchi) che a un naso grande corrispondeva....

 
 
 

VIP PRO BB

Post n°1214 pubblicato il 28 Luglio 2010 da pucci981

Noooo, vi prego, La Pina! Adoro!

La realtà è che quando incontrai la vecchia Paris ero tranquilla, non mi venne l'agitazione da adorazione di Vip, anzi, stavo pure con un tasso alcolico leggermente superiore al bicchiere di prosecco, e quindi mi son buttata a pesce su quella che causa look, mi aveva spudoratamente copiata. Concorrenza tra bionde scopa di saggina, sapete com'è! Ma l'euforia che qualche sera fa mi prese mentre abbandonavo una bellissima festa e in ciabattine (i tacchi li avevo riposti in borsetta...) mi dirigevo verso l'uscita dell'Hilton, quando vidi, non Paris (che visto l'hotel potevo anche aspettarmelo di nuovo) ma lei, La Pina, non vi dico!!! E' che mi fa ridere. Io amo le persone che mi fanno ridere, la simpatia nelle donne la adoro. Poi pure dal vivo, c'ha proprio quella voce li eh, quella che fa ridere, quella della Pina, insomma era la PIna con la voce della Pina. E io adoro. Scusatemi, son debolezze.

Nell'altra foto un'amica...che insomma non è la Pina, credo si noti, ma meglio precisare visti i pazzi che circolano, e il panorama dello Skyline della città più romantica del mondo.

 
 
 

POLPETTONE SULL'AMORE

Post n°1213 pubblicato il 20 Luglio 2010 da pucci981

Sono sempre stata scettica riguardo all'argomento amore, non che lo schifi, cioè non sono gran romantica, ai fiori preferisco borse o vabbè cioccolatini, e le frasi sdolcinate mi fanno venire il diabete più dei cioccolatini di prima, si mi innervosiscono le banalità scontate che l'amore porta in grembo. Quello che per la stragrande maggioranza è la prima voce da guardare a fine giornale sulla pagina dell'oroscopo per me è sempre stata un'incognita dal dubbio significato. Voglio dire, non esiste una visione universale dell'amore, ognuno c'ha, al riguardo, un proprio punto di vista, un modo solo suo di concepirlo e viverlo e per quanto Neruda veda amore in rami foglie terra e natura, per quanto Dante lo riconducesse alla santità della visione della sua Beatrice, Shakspeare lo intendesse come una tragedia, Benigni lo identificasse più che altro con l'organo sessuale chiamato con i nomi piu svariati, Prevert lo sciolinasse in versetti toccanti e Jovanotti lo racchiudesse privatamente alla moglie nella canzone "a te", io l'amore non ho ancora capito cosa sia. Innanzi tutto l'amore è un concetto astratto, non è che ti si presenta davanti uno e ti dice "eccomi sono l'amore", quindi come fare a riconoscerlo? No perchè io ammetto la mia ignoranza in materia, ma secondo me tante coppie che da anni ciurlano nel manico, non si preoccupano di individuare se il loro è amore o abitudine o paura della solitudine o compagnia o amicizia, o pacifica convivenza, constatata difficoltà di trovare qualcun'altro per cui teniamoci questo, vita sociale azzerata per cui visto che non ti bussa alla porta e i colleghi d'ufficio son tutti gay, ri-teniamoci questo, incapacità di avere una vita sociale per cui racchiudiamoci nella vita di coppia. Così dopo averci ragionato in solitudine poggiata ad uno scoglio marittimo, dopo averci passato notti insonni, alla ricerca di comprendere il mio personale punto di vista sull'argomento ho capito che...tema in classe: L'AMORE.

Cara maestra,
augurandomi che Lei sia sposata e che la sua vita coniugale vada alla grande dentro e fuori dal letto, e che suo marito non la tradisca con la segretaria, vorrei raccontarle cosa ho capito dell'amore, questo folle sentimento che. Molti dicono che l'amore sia condivisione, ma mi scusi, condivisione sta ceppa. Si, la vita di coppia porta inevitabilmente a condividere momenti, gioie e dolori, letto anche se lui russa come un toro e bagno dopo che lui c'ha fatto le cose "grosse" e puntualmente non ha aperto la finestra, ma questa storia della condivisione a me puzza un po'. La condivisione non può essere assoluta, non deve esserlo, questa cosa del "una volta cedo io e una tu" non mi piace, mi sa di fregatura, anche perchè puntualmente nella coppia c'è sempre uno dei due che prevarica per cui l'altro è il martire costretto a cedere ogni volta, in termini pratici se a lui piace il campeggio e a me no, io mi capirà, ma non ci vado, ci vada lui! Perchè l'amore, se non c'è la condivisione, non può essere nemmeno divieto o imposizione, non deve essere limitazione della libertà, ma anzi, semmai dovrebbe essere un ampliamento delle possibilità personali, avere qualcuno al tuo fianco non può voler dire scegliere di mettersi dei divieti ma, al contrario, avere una persona felice di sostenerti nelle cose che ami fare. Cerchiamo di condividere le passioni comuni e assecondiamole ma teniamoci quelle individuali! Dicono poi, penso sempre a causa di questa cosa della condivisione, che l'amore sia rinucia, ma se devo rinunciare a qualcosa nel nome dell'amore allora che amore è? Io voglio un amore che non mi chieda di rinunciare mai a nulla, ma che anzi sia partecipe delle mie conquiste, non voglio un amore che mi vieti nulla ma che mi incoraggi piuttosto, non voglio un amore che mi limiti in nulla ma che mi sproni se necessario a fare di più. L'amore non è per forza fare tutto all'unisono, tutto assieme, indivisibili, questa è mancanza di singola personalità e io ci tengo alla mia individualità e la mia voglia di coltivarla al di la di una possibile relazione non è sintomo di disamore, ma di altrettanto amor proprio. Ci sono certe cose che non è giusto fare in coppia, pena lo smaronamento cosmico di uno dei due, ma la via d'uscita non può essere quella di non farle. Non potrei mai essere una di quelle fidanzate che fanno tutto assieme al proprio uomo, chiusa all'interno di un microcosmo fatto di me e lui vissuto in simbiosi, morirei di claustrofobia. Dicono anche che l'amore comporti geolsia, quel tipo di gelosia che fa si che poi le amicizie vadano perse, i contatti cercati su Facebook dopo anni di silenzio, e gli ex eliminati dalla ram dei ricordi. Io, invece ho sempre pensato che se c'è gelosia non è amore, perchè la gelosia è possesso, è egoismo puro, e mancanza di fiducia, ed io non voglio un uomo che sia insicuro di se stesso ma anche di me. Quelle che "non potrei mai fare un week con un'amica perchè il mio ragazzo non vuole" a me fanno tristezza, le compatisco. Nel limite del rispetto la frase "il mio ragazzo non me lo lascia fare, il mio ragazzo non vuole" non esiste: non è mio padre e ho passato i 18. Ho sempre rifiutato l'idea dell'anello di fidanzamento, mi sembra come un marchio di proprietà visibile e istantaneamente riconoscibile che grida a tutti "non avvicinatemi sono una donna fidanzata". Dicono che però se ami qualcuno sei contenta di "appartenergli", ma, escludendo un passato poco felice di Ambra Angiolini "t'appartengo e io ci tengo se prometto poi mantengo, m'appartieni e se ci tieni tu prometti e poi mantieni", che Dio ce ne salvi, dove sta scritto che due persone si appartengono? Io non appartengo a nessuno, cartelli di "proprietà privata" no grazie. Cara maestra, io forse ho una visione dell'amore distorta e vedo la coppia al contrario, non amo che se son via mi si dica "sono triste perchè non ci sei", che scusa cazzo sei triste?? Torno si, non muore nessuno! E' la melodrammaticità dell'amore che non concepisco, che lo rende così pesante come sentimento che più che farfalle nello stomaco, sembra ci siano rinoceronti! Ragazze divertitevi che tanto "un uomo brutto e puaretto fe sempre in tempo catarlo" (ndr. amico Giambi, trad.: un uomo brutto e povero si è sempre in tempo per trovarlo)

 
 
 

TOGLITELO DALLA TESTA

Post n°1212 pubblicato il 16 Luglio 2010 da pucci981

Vi siete fissate ragazze? Vi ronza nelle orecchie talmente che il rimbombo vi riempie la testa e pensate a lui quanto all'ultimo modello di borsetta lanciata da Louis Vuitton, oggetto del desiderio quasi orgasmico, che i marocchini ancora non taroccano (cosa impossibile perchè quelli taroccano prima che LV crei), ogni modo, siete sul pezzo e da li non vi smuovete e la vostra giornata la passate a chiedervi cosa starà facendo, dove sarà, con chi starà parlando, come sarà vestito, che profumo avrà messo, chissà se con la flora intestinale è tutto ok? Avete decisamente bisogno di togliervelo dalla testa. Avanti ragazze con la terapia di gruppo, urge riportare il baricentro della concentrazione su di voi, abbiate un po' di sano egosimo e autostima cribbio! Si perchè siete consapevoli che lui non fa per voi, lo avete capito dai nemmeno troppo velati messaggi che lui vi ha lanciato come frecce alle spalle. Tipo che vi chiama sempre all'ultimo, e di certo non per sapere com'è andata la vostra giornata lavorativa, vi chiede di passare da lui, e di certo non perchè ha voglia di guardare film in bianco e nero accocolati ad ascoltare il mare quanto tempo siamo stati senza fiatare, questo piccolo grande amore sti cazzi insomma, voi sempre pronte all'appello sull'attenti e con un perizoma nuovo ogni giorno per entusiasmarlo e per non essere ripetitive, perchè se fiuta la ripetitività sapete già che il passo al "delete" è scritto, e poi, dopo aver consumato con la passionalità che voi credete unica, mentre lui crede far parte del mestiere, sparisce per un po'. Mah, si beh, avrà da lavorare, è un uomo impegnato, beh, per carità hai imparato che andare a letto con una persona non significa esserne fidanzata, il fidanzamento è piu palese quando ci mangi i pop corn al cinema, sai che il fatto di farci sesso mica implica doveri di telefonate giornaliere, ma cazzo, non può sparire per un mese, vi ha scopate eh, avrà pure voglia di dirvi qualcosa che so un messaggio, un segnale di fumo, un piccione viaggiatore che vi testimoni che esiste che c'è che si ricorda ecco, che si ricorda che esistete anche voi. Lui cmq. date retta a me, è il classico uomo, che si crede figo e originale, ma che invece è scontato, tutto l'anno e non solo da luglio ad agosto e da gennaio a febbraio, che vi ha fatte intraprendere la solita relazione bastata più che altro sullo sconvolgimento ormonale, una relazione forse più orizzontale che verticale, qualcosa di passionale che mentre voi intraprendavate con il pensiero "durerà per sempre" lui intraprendeva col pensiero "-----------", praticamente N.P. non pervenuto. L'uomo si gode il momento, la donna costrusice un ipotetico futuro. E' pensando a questo che in voi si deve creare un risentimento di moderata rabbia tale da dare forza alla decisone di non vederlo più. Stop, interrotto, cancellato dagli schermi, bocciato del tutto senza corsi di recupero a settembre. Fare a meno di lui non sarà facile vi avverto ma siete donne forti e dovrete trovare dei paliativi per scacciare il pensiero insistente di lui. "Ad minchiam", il latino è il mio mestiere, potete darvi al silkepil, mezz'ora di trattorino malefico tra gambe e inguine vi darà quel dolore tangibile e istantaneo da farvi scordare quello psicologico e sentimentale, potete mettervi in coda alle poste così anche se non avete una cippa da spedire, per stare in fila in un'attesa infinita davanti agli sportelli dove, vi assicuro, ne vedrete delle belle, perchè se il tempo cura le ferite, allora li di tempo da perdere c'è nè in abbondanza. Potete altresì mettervi su un blog ad insultare a cacchio o a raccontare la vostra vita privata per scaricare la tensione, che di fatto non serve a nulla, ma la web sfera accoglie tutti e da spazio anche ai disperati. Evitate di chiudervi in tram o in metro con l'ipod, evitate di guardare Friends nella speranza che Rechel e Ross tornino insieme, evitate di iscrivervi in palestra che tanto poi non c'andate e non iniziate a credere a quella collega con i pantaloni larghi e arancioni che vi dice che lo ioga aiuta, che a voi non serve la concentrazione ma la distrazione. Per cui distraetevi andando al mare sotto la candela di 60 gradi tra mezzogiorno e le 14.00 a rischio infarto capirete che la vostra vita va tutelata che voi siete troppo importanti per buttarvi via a causa di un 10 cm di soddisfazione mensile e pensate anche che molto probabilmente, in spiaggia, attorno a voi, ci sono cm in abbondanza pronti ad accogliervi a braccia aperte. Insomma tenetevi occupati specialmente verso sera quando andate a letto che vi viene l'istinto di scrvergli qualcosa, leggete, prendetevi un libro da leggere nell'attesa che vi venga sonno, in base alla gravità della cosa. Per una cottarella leggera un qualsiasi 200 paginette vanno bene, per la sbandata e conseguente pesante delusione prendetevi che so "shantaram" quel bel librone ambientato in india che mal che vada lo potrete sempre usare come feraporte o da tenere in equilibrio in testa quando vorrete imparare a camminare dritte sui tacchi. E poi ecco, importante, quando a fine giornate fate l'orecchietta sulla pagina a cui siete arrivati, spegnete la luce e date un'ultima occhiata al cellulare e d'istinto pensate "non si è fatto sentire neppure oggi" state sbagliando! Il vostro ultimo pensiero non deve e non può essere quello, sennò ogni sforzo è stato vano, il vostro ultimo pensiero a guardare il cell dev'essere: "oh! Fanculo!".

 
 
 

FASHION BLOGGER ALLA RIBALTA - PARTY LUISAVIAROMA

Post n°1211 pubblicato il 14 Luglio 2010 da pucci981

Una delle mie più grandi passioni è sempre stata la moda. E' quasi naturale, per una donna dico, crescere con la dedizione all'acquisto compulsivo. Un po' come per un maschio avere una palla tra le gambe, intesa come passione per il calcio, mica come menomazione. Da bambina la mia devozione già si percepiva: senza gonne rigonfie, scarpette in vernice e calzettini ad uncinetto, di quelli che il mignolino si incastrava sempre dentro al buchino, non uscivo di casa. Del mio acquisto compulsivo maniacale attribuisco la colpa a mia madre. Quotidianamente quando tornavo da scuola, il pomeriggio, mi portava via con lei e mia zia, a centri commerciali. Ero talmente rognosa quando volevo qualcosa, davanti al rifiuto di mia madre, che mia zia, metteva una mano sulla sopportazione di tutti, e comprava lei per me. Avevo la fortuna che mia madre poi se la cavasse più che bene con ago e filo, per cui, le mie prime uscite in discoteca erano tutte firmate "Made in casa", creazione uniche ad ispirazione "Burda", voglio dire chi mai non ha avuto il piacere di essere indossatrice di un cartamodello Burda?! I miei vestiti sempre troppo corti erano oggetto di osservazioni perpelsse da parte di mio padre che di moda non ne ha mai capito nulla, da buon uomo, ma che di lunghezze era esperto, ancor di più qunado si trattava della figlia scosciata. Così sono sensibile alla passione che accomuna molte donne all'abito griffato o meno, e per essere di pubblica utilità vi indico dei siti che già molte conosceranno dove poter perdere tempo allegramente dandosi alla nullafacenza in ufficio.



All'inizio furono Aghate, scomparsa dal web dopo il divorzio (ora mia amica di Facebook... penso abbia archiviato le idee di moda, si sia data al metallaro punk, abbia fatto un figlio e sia contenta di essersene andata dagli schermi, ma non ci metto una mano sul fuoco, della sua lingua non capisco neppure la punteggiatura), e Rumi (passata dal blog ai cartelloni pubblicitaridi forever21 in piena Time Square) oggi, che continuano la tradizione, e la rafforzano, le fashion bloggher del momento sono:

- l'indiscussa regina Chiara Ferragni,theblondsalad.com, bocconiana milanese che va alla ribalta dopo la Tommasi, bracciali e collane a non finire, borsette griffate come se piovesse, per la disperazione di quelle che "io una chanel me la sogno", fidanzatino annesso degno di nota, forse più degli abbinamenti cromatici di gonnelline e canottiere. (Siamo donne oltre alla moda c'è l'ormone);

- l'amica di quella sopra, o l'ex amica a questo punto visto che gossip del momento le danno in aperta separazione, probabilmente agli sconti una ha fregato un paio di scarpe all'altra e l'idillio s'è consumato, fatto sta che Veronica raccoglie i consensi di quelle che odiano Chiara, e nel vortice dello scandalo si crea la notizia, comunque noi si sa, tifiamo per il lieto fine, sicure che torneranno a parlarsi di doppie punte al piu presto, vi rimandiamo al suo blog, per parcondicio s'intende: thefashionfruit.com;

- la pazzerella Andy, messicana trapiantata ad Amsterdam, di Stylescrapbook.com, una che quando hai una gamba del genere puoi metterti addosso anche il sacchetto dell'Alì e andare al party di Cartier sembrando comunque figa, per tutte coloro che vogliono vedere cosa sfornerà H&M con 6 mesi d'anticipo;

- la musa della moda, Denni, un incrocio di sensualità e particolarità dagli sfondi parigini, thechicmuse.blogspot.com, forse la migliore o, a mio personale parere, la meno scontata, un mix di capi vintage abbinati ad American Apparel, con una spruzzatina di Balmain che fa sempre bene, party si, ma solo i migliori (vedi 20 anni di Dolce&Gabbana, a cui a rappresentare la categoria sono stati invitati solo lei e Benji boy, un mito che ha più capi femminili di me, e questo è tutto dire, sempre tra parentesi gli stanno pure meglio);

- Lookbook.nu, potrebbe essere la soluzione migliore per tutte quelle che di saltare da un sito all'altro non hanno tempo e vogliono trarre ispirazione istantanea dal fritto misto di look provenienti da tutto il mondo: ci potete trovare un po' tutti, dalla fashion bloggher del momento alla signora grassottella che spiritosa si addobba a festa, un mix di mode ed etnie che fanno ben sperare nell'integrazione, almeno quella modaiola.

Ora, grazie ad internet, potete buttarvi su qualsiasi di questi siti tronfi di consigli e di siti web dove acquistare t-shirt che imitano chanel.

Vi allego, in foto, qualcuna di loro che ho avuto il piacere di incontrare al party di Luisa Via Roma a firenze.

 
 
 

A CONFRONTO CON LA TESTIMONIAL

Post n°1210 pubblicato il 02 Luglio 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Noi donne cadiamo spesso in ingenui errori di emulazione. Andiamo a vedere Sex and the city come capre tutte in gregge mica per la trama, che tanto chi se frega di Carry e Big, ma per vedere che si mettono addosso stavolta le protagoniste. Non vi nascondo che anche io ora voglio andare a Dubai addobbata con gonnellone Arabo e T-shirt "I love Dior", meno male che nella mia pazzia nessuno mi appoggia. Siamo costantemente rivolte all'emulazione e al confronto con i personaggi piu o meno noti dello spettacolo, ed è inevitabile a volta trarne ispirazione. Chi di noi dopo aver notato l'imbarazzante perfezione del culo della Canalis, e non intedo culo nel senso di fortuna per via del fidanzato ma proprio per via delle chiappe che svettano da quella barchetta in mezzo al lago, ecco, chi di noi dicevo, non è andata a casa con un senso di colpa incipiente dopo l'etto e mezzo di pasta del mezzogiono, e prima di dormire un po' come in ragazza di campagna di Baglioni "ti avvici allo specchio tiri via la gonna mica male le gambe sembri già una donna.." non ha fatto una mezza piroette e si è soffermata sul proprio di dietro, che insomma, mica è da buttar via, ma a voler essere sincere non regge il paragone, non c'è gara. E' che noi donne per cromosomi nasciamo insicure e desiderose di nota. Molte trovano maggior facilità nel copiare che non nel creare un proprio look adatto alla propria persona, cioè magari poi una non c'ha neppure tempo di mettersi dentro da Zara, affittare un camerino come ad affittare una cabina al mare, e darsi alla sperimentazione ed agli abbinamenti, per cui alle volte viene quasi più facile andare nel fashion blog del momento, vedere che ha messo la sgallettata di turno, e comprare le stesse cose. Che poi la sgallettata sia un metro e ottanta per 50Kg e tu un Pinguino deLonghi, fa nulla, è uguale. Inconsapevolmente siamo bombardate da immagini e mode e anche senza volerlo le assorbiamo tutte. Quello che proprio però non va bene ragazze è lo spirito di emulazione, quello ve lo dovete proprio togliere dalla mente, specialmente se state salendo il limitar di gioventù, si insomma se l'età da motorino l'avete ormai solo in foto ricordo, e l'abbandono, il relax, la cellulite e la buccia d'arancia mista alla forza di gravità si sono depositati assieme nelle zone del vostro corpo scambiandole per una multiproprietà. Ora voglio portarvi degli esempi tangibili. Quella pubblicità di Decatlhon col costume fantasia Hawaiana ad € 9.90, in cui c'è la strappagnona di turno che, con la facilità con cui io mi metto il burrocacao, cavalca le onde col surf, arriva tonica in spiaggia e cerca i 2 euro dentro il reggiseno, e se li trova lì appiccicati ad una tetta, che poi chi di noi non sì è mai messa le monetine tra le tette prima di fare, che so, acquagym in piscina ad esempio (mah?!), cmq. ecco, quella pubblicità li è bella, talmente bella che ho pensato tra me e me "beh, a 9.90 euro il costume è quasi carino!". Fino a ieri quando nel lungomare di jesolo tra signore impegnate a correr dietro ai figli, madri urlanti, ragazzette brufolose, un esemplare coraggioso di femmina non mi si è appalesata davanti con lo stesso costume, proprio quello li della strappagnona sul surf, si certo lei non arrivava col surf dalle onde del mare, ma dal baracchino dei gelati col Magnum Double tra le mani, lì ho pensato che quello della signora fosse stato un enorme errore. Perchè poteva benissimo prendersi un qualsiasi anonimo costumetto da banco del mercato quei venerdì in cui va a prendere il pesce al banco di fiducia, e sarebbe passata ai miei occhi del tutto indifferente. Ma quello, quello a 9.90 euro, quello proprio simbolo della pubblicità, quello della strappagnona insomma, quello è voler mettersi in competizione, quello è un confronto impietoso, quello è un auto massacro annunciato, sparare sulla corcerossa! Cioè, ragazze che vivete l'inverno nell'impellente attesa dell'uscita del catalogo di Calzedonia, non prendetevi quello che campeggia in copertina addosso alla santissima fisicità di Gisele oropronobis, non potete, quello è l'immagine della pubblicità è il costume di punta è quello che si è deciso che rappresenti la collezione, cioè ce ne sono altri 200 tra cui far cadere la scelta, buttatevi su uno di quelli delle pagine centrali indossato da non so chi, figa ma almeno non so chi, ma non su quello delle pubblicità nei mega cartelloni in cui ce l'ha Gisele. E' un errore colossale, è un peccare di presunzione, voglio dire, magari siete pure carine, nessuno lo mette in dubbio, ma Gisele, non dico la modellina sconosciuta potoshoppata, ma Gisele, cioè ve lo ripeto Gisele, osate sfidare Gisele con lo stesso costume? Ci sono poche certezze nella vita ma di sicuro una è che non vi starà mai bene come a lei, è impossibile, e nello stesso momento in cui ci camminerete tutti rievocheranno la copertina di Calzedonia e allo stesso modo in cui io me lo son chiesta quando ho visto la signora Decathlon si chiederanno "ma è lo stesso costume???".

 
 
 

PER LA POSTA DEL CUORE

Post n°1209 pubblicato il 25 Giugno 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Per la posta del cuore, ricevo e pubblico, mantenedo il completo anonimato, certa che i miei fedelissimi lettori abbiano una parola buona e sapiente da dispensare :

Ho bisogno di aiuto.
Ti racconto la mia storia, quaranta anni sposato da sedici.
Negli ultimi 5/6 anni sesso con mia moglie solo ogni quindici giorni quando va bene, addirittura negli ultimi mesi solo una volta al mese.
Mia moglie un giorno mi ha sorpreso con un dvd porno e sì e incazzata di brutto, io le ho detto che la colpa è sua e che piùttosto che tradirla, preferivo fare uso di Federica la mano amica.
Sostenendo un esame di coscienza devo dire che la colpa è anche mia poiché durante i rapporti non riesco a soddisfare la mia partner.
Cosa mi consigli ........
GRAZIE
 
 
 

QUANTO SIETE IMPORTANTI PER LUI?

Post n°1208 pubblicato il 25 Giugno 2010 da pucci981
Foto di pucci981

Noi ragazze da sempre cerchiamo di carpire qualche segnale cosmico in grado di poterci dire quanto l'uomo con cui stiamo uscendo sia interessato a noi. Alle volte ho creduto tutto si basasse su quello che succede dopo cena tra il pavimento e il letto. Anche se sinceramente a me dopo cena, a panza piena di fare all'ammore non è che mi vada poi tanto. A parte il mio outing, si insomma, in base alla passione e all'incontro sessuale, e a quella specie di compatibilità che si delinea già dai primi incontri, credevo di poter dare un'esatta lettura di quanto il mio frequentante fosse o meno con un piede nel percorso della strada rosea dell'ammore. Dopottutto da anni vado predicando che le più grandi storie d'amore nascono dai più grandi incontri di sesso. Fatto sta che con gli anni spiacevolmente mi son dovuta ricredere: possiamo fargli anche delle prestazioni da Moira Orfei con gli elefanti ma il tutto può anche finire li. Un'ottimo passatempo fine a se stesso. Allora mi son buttata sulla tecnologia e ho pensato che fossero messaggi e mail gli unici a potermi aiutare ad entrare nei suoi pensieri. Non so, ad esempio il messaggio della buonanotte, da uno che frequento me l'aspetto pure. Certa che questa sia una manciata di presunzione perchè non tutti gli uomini magari si infeltriscono davanti ai film di Moccia. Voglio dire, se uno non è tipo da smancerie da 15enni, mica si può mandare a campi un rapporto, e il messaggio della buona notte effettivamente fa tanto bacio perugina. Si ma vuoi mettere la felicità di essere il suo ultimo pensiero la notte e il suo primo al risveglio? Come dice anche Vasco " cosa faresti al posto mio se ogni pensiero, se ogni pensiero fossi io, cosa faresti tu". Ecco il pensero fisso solitamente porta ad una costante voglia di sentirsi o di essere presenti anche semplicemente attraverso un sms o una mail. Poi vi dirò, col tempo mi sono ricreduta anche su questo, non è che gli interessi granchè se si fa sentire più o meno spesso, può anche essere un tipo tra lo sfigato e il nulla facente con uno stracavolo da fare durante il giorno e la noia dal grattarsi le palle, si può dire "grattarsi le palle", si può dire eccome visto che da anni voi maschi ve le ravanate pubblicamente. Magari potresti aver beccato anche quello pieno di se che si fa sentire perchè ha semplicemente bisogno di socializzare e fare monologhi. A voi non è mai capitato quello che chiama non ti fa una domanda ma parla solo lui e poi ciao? No perchè a me qualche volta si, tipo che ti raccontano tutti i loro affari le loro cose, tu annuisci, a volte azzardi dei No di dissenso che vengono sommariamente ignorati e poi questi di solito son quelli sempre di fretta che quando inizi a dire qualcosa tu sembra sempre che debbano andare a salvare il mondo con la tutina con la S sotto la camicia, e ti mettono giù con qualche scusa quando invece magari tutto quello che han di vero da fare è tirare lo sciacquone! Così il dubbio per l'interesse reale di un uomo con cui si esce ho cercato di comprenderlo in base al numero degli inviti e alle metodologie d'invito. Cioè se ti invita e siete sempre voi due a casa sua a mangiare per asporto e fare sesso allora è fidanzato e tu non lo sai, oppure si vergogna di te, o in te vede solo il buco della caramella polo. Già le presentazioni ufficiali agli amici potrebbero essere un segno, ma poi vi dirò, ho un amico che ne presenta una diversa ogni due settimane per cui anche l'ufficializzazione del rapporto non da garanzie. Allora magari puntate sul giorno dell'invito: se sei agli infrasettimanali ragazza te lo dico non stai messa bene, ecco non prenderei ancora in considerazione l'idea di un biglietto per la fiera "oggi sposi", se passi a domenica è già meglio ma diventare "quella della domenica" potrebbe remarti contro e potresti rimanere così imprigionata nel ruolo di quella della domenica a vita, per cui accertati che il tuo lui dopo poco abbia l'intenzione di farti passare anche a quella del venerdì sera. E' al venerdì sera che devi puntare. Il capitolo "regali" ve lo tocco di sfuggita perchè merita due parole. Noi donne vogliamo essere viziate e ci aspettiamo qualche regalino, anche un angelo della Thun ci potrebbe far piacere pur rasentando la banalità e la tristezza infinita, ma quando vogliamo pensare che lui tenga a noi, sopravvalutiamo anche il più misero dei regali. Io obbiettivamente ho delle cose a casa, in generale capi di abbigliamento, regalati da ragazzi con cui son stata, che guardo chiedendomi come ho potuto confonderli con il mio guardaroba stiloso. Ma che mi facessero schifo me ne sono accorta solo poi. Ma c'è una cosa, che non posso darvi come unica garante di interesse, che però un uomo è fondamentale che faccia, e che se non fa deve essere assolutamente depennato. L'uomo con cui esci, cara amica virtuale, se ti porta personalmente a casa deve come minimo aspettare che tu sia entrata, guai a partire quando chiudi la porta della sua Audi (non scendetemi sotto l'Audi anche voi, puntate ad una macchina decorosa dall'Audi in su o parimerito, abbiate anche dell'amor proprio). In alternativa come nella maggior parte dei casi succede, la sera in cui voi andate a casa sua e ci passate la serata a fare le sozzone, pretendete che lui vi mandi un messaggio o vi dica chiaramente di avvertirlo quando siete arrivate a casa, sane e salve al sicuro dai pericoli della strada. Cioè se questo vi tromba e poi non gliene frega una cippa che voi siate a letto a dormire incolumi, allora. mi spiace dirvelo, ma per lui siete come il water, lo usa quando gli scappa e basta. Un uomo se gli interessi si preoccupa per te. Per lo meno aspetta che rientri prima di ronfare.

 
 
 

L'UOMO....TESTALO A CENA!

Post n°1207 pubblicato il 28 Maggio 2010 da pucci981
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Io ci tengo ad andare a cena con un uomo già alle prime uscite. No, scusate, ma la cena è il banco di prova, è fondamentale quanto la camera da letto. La vita di coppia poi si svolge tra il letto e la cucina quindi voglio sapere subito di che morte dovrò morire. Come mangia, cosa mangia e il suo rapporto con cibo e ristoranti è necessario per il proseguio di una relazione. Prima di tutto viene l'invito, e l'invito deve essere fatto bene, mica campato in aria così per sfizio, cioè un uomo non mi può arrivare impreparato nella scelta del posto, per mettersi a cincischiare in macchina ai 60 all'ora perchè non sa se andare in pizzeria o al Gambero Rosso, e non deve nemmeno chiedermi dove vorrei andare, peggio ancora cosa voglio mangiare: il tutto deve essere una sorta di sorpresa. Anche perchè se mi porta in un ristorante vegetariano, a me, che non mangio cose verdi, capisco subito che più che ascoltare tutto quello che nel periodo di frequentazione gli ho detto di me stessa, mi ha guardato le tette. Un uomo deve sapere che tipo di ristorante potrebbe essere ideale per i miei gusti in fatto di cibo e deve farmi la richiesta sapendo già dove andare. Questo a dire il vero mi rassicura, un uomo che prende l'iniziativa che si organizza che cerca di compiacere i miei gusti e che non sta lì a chiedere, dimostra una certa personalità e una sicurezza in se stesso che non guastano mai. Arrivati sul posto molti tendono ad esitare: entrano prima maschi o femmine? Uno può anche rimanere un po' frastornato e dubbioso dai molti film in cui lui, stando dietro, fa precedere la sua lei, e le apre la porta. Il galateo impone che se il locale è nuovo allora lui deve precedere. Io dico che siccome l'uomo che mi cammina davanti mi ispira fiducia, al ristorante, visto che spero abbia prenotato per evitare la figura barbina di essere mandati alla bettola successiva perchè sono al completo, preferisco entri lui e che chieda lui la sua prenotazione. Lo so, altri tempi quelli in cui i gentiluomini facevano quel gesto di far accomodare le proprie signore occupandosi della loro sedia. Anche il gesto di sollevarsi leggermente se lei si alza per andare ad incipriarsi le occhiaie lo trovo così nobile, ma non chiedo tanto. A cena mi aspetto però che lui ordini il vino, anche se non bevo vino a cena. Potrebbe sembrare un'idiozia, si si, potrebbe anche esserlo concretamente, ma un uomo che ordina il vino e che con la carta dei vini in mano assume quell'aria da esperto intenditore, e che con tono di voce deciso dice nomi di vini sconosciuti abbinati ad annate in cui non ero ancora nata assaggiando con fare esperto, fa sesso. Il tovagliolo è argomento di discussone nonchè bivio di consensi: ci sono quelli da tovagliolo sulle ginocchia e quelli da tovagliolo al collo. No, ma spiegatemi, come si fa a mettersi il tovagliolo al collo? Non vi si può vedere col bavaglio, non riuscite a mangiarvi due spaghi senza lasciare righe di pomodoro a strisce sui muri del ristorante? Allora prendetevi un riso in bianco, una tartare non so, qualcosa di solido che non si spalmi in giro, ma evitate il tovagliolo infilato nel colletto della camicia. Messi così state peggio che nudi coi calzini. Cercate poi di non ordinare un'insalatina. Le perennemente in dieta siamo noi, noi ci teniamo proprio a fare quelle che non mangiano, siamo noi a dover fare tristezza ai camerieri che con la lista di primi e secondi guduriosi si sentono rispondere "per me solo un insalatina scondita", noi è da quando giochiamo con "Barbie al Ristorante", che ci alleniamo per trovare la giusta intonazione per darci l'aria anoressica, voi no, non potete, mi spiace arrivate tardi! Caspita un maschio deve mangiare carne, di quella servita con l'osso di dinosauro appeso, al sangue pure, che sul piatto lascia i segni della lotta che sembra abbiate scuoiato un animale! E poi lo stuzzicadenti, lo dico perchè sembra ipossibile di questi tempi, ma esemplari che lo usano ancora ce ne sono. Non esistono limitazioni al caso, cioè non è che se vi mettete una mano a corpire le operazioni di sgombero dai denti siate più glamour, non va fatto e basta, se proprio vi sentite un quarto di bue incastrato tra gli incisivi prendevi un stuzzico senza dare nell'occhio e andate in bagno! Ma non mettetevi a ravanare con lo stuzzico in giro per la bocca, non si può, dovrebbero dare l'ergastolo a chiunque lo faccia. La cena fuori oltre a far comprendere come mangia e cosa mangia un uomo è importante anche per il conto. Se avete passato la serata a pieni voti potete rovinarvi tutto al finale. Andiamo su, la romana in tempi di crisi non fa più "uomo che non deve chiede mai" ma piuttosto "uomo in crisi con una pizza", purtroppo siete nati maschi, non fatecene una colpa, nella lista dei doveri voi dovete pagare, è legge.

 
 
 

"RISI & BISI"

Post n°1206 pubblicato il 26 Maggio 2010 da pucci981
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Una sera, poco tempo fa, mi sono trovata in un bar del centro con delle amiche di vecchia data, quelle amiche che son sempre quelle, un po' fidanzate un po' no, a parlare di piselli. Beh, devo convenire con chiunque pensi che una serata a tema leguminoso come quella recentemente passata, non sia una serata così di spessore. Dipende, a dire il vero il discorso "spessore" noi l'abbiamo più volte toccato. Dopotutto lo scottante tema "piselli" non stanca mai, è come quando gli uomini si trovano a parlare di calcio: intervengono nuovi giocatori, nuove partite da commentare, i goal e i falli, gamba tesa, cartellino rosso, buona azione, rimessa laterale. Più o meno quando noi donne parliamo di piselli è la stessa cosa, anche perchè ogni volta ci sono particolari da aggiungere e esperienze da riportare, e quando il tempo passa, anche "quelli" li vedi con un occhio diverso. Mi sono divertita, non tanto per le novità in ambito ortolano, ma perchè il microcosmo di amiche di per se mi diverte. Cioè non so voi, ma in un gruppo di amiche che parlano di piselli, c'è sempre quella che ad un certo punto della serata, quasi non volendo deludere nessuna, sicura di se, armata di spocchia fascia e corona, scusandosi per l'affermazione e contemporaneamente autocelebrandosi, ammette che si, lei a fare quel sacrosanto lavoro di bocca, alla prova orale insomma, è la migliore. Lei lo sa, perchè gliel'han detto, mica se lo inventa, lei è nata con quest'arte e se ne fa giustamente vanto, lei lo vede che agli uomini quando comincia piace da morire, è il suo punto di forza, è nata per quello e nessuna può dirle il contrario, potrebbe tenere un corso a tutte e ancora nessuna raggiungerebbe il suo livello di cintura nera del pompino. C'è giustamente anche l'amica che lei quelle cose non le fa, oddio a voler scavar bene nel discorso ci sono dei casi in cui le fa, ecco, delle opzioni che controvoglia la portano ad abbassarsi al di sotto dell'ombelico, ad esempio che lui sia appena uscito da una rinvigorente doccia fatta con l'anticalcare igenico disinfettante e germicida, altrimenti se lo sogna, perchè dai, tutte sappiamo cosa ci fa con quell'attrezzo, cioè chissà dove l'ha messo prima, e poi non c'è nulla da fare, al solo pensiero le viene il vomito, perchè poi tutte abbiamo l'amica che una volta facendolo ha vomitato. Dopo un paio di bicchieri rigorosamente offerti dal barman del locale, divertito da tanta ilarità, esce anche quella che a dire il vero a lei il posteriore non dispiace, e lì l'argomento si scatena, perchè l'esperta di parcheggi in retro suscita curiosità da parte di coloro che preferiscono le tradizioni alle nuove esperienze ma che in cuor loro sanno che prima o poi dovranno piegarsi alla richiesta d'adeguamento alle nuove mode del momento. Abbiamo convenuto, verso la fine della serata, e verso la fine del bicchiere, che in base alle nostre limitatissime esperienze di ex e amici di letto, l'italiano medio sembrerebbe non essere messo poi così male in quanto a cm, in barba a tutte le nuove dicerie che vogliono sminuire le misure dei nostri uomini e che vanno affermando di un rimpicciolimento generale del Walter. Noi a parte qualche raro caso di pene tascabile, per la maggior parte siamo rimaste contente degli spazi occupati, solo un paio i portatori sani di nanismo acuto, quelli che quando ci hanno detto "metto il preservativo" ci hanno fatto chiedere "li fanno anche 0-12?" con tono preoccupato da possibili smarrimenti all'interno del percorso, un po' come comprare un cappello di circonferenza esagerata per piccole teste..alla prima folata di vento questo se ne va per la sua strada! Poche insomma le sere passate a contare le crepe sul soffitto, ma utili perchè anche attraverso l'esperienza minuta ci siamo rese conto che ci sono questi sporadici casi in cui hai voglia a dire che le dimensioni non contano! Ora io posso anhe immagianre che alcuni uomini possano sentirsi lesi nella loro intimità e che tutto questo chiacchericcio da bar non faccia altro, poi alla fine, che accrescere quell'ansia da prestazione che come una spada di damocle aleggia nella psiche maschile, ma al riguardo voglio rassicurarvi tutti. Si, perchè alla fine siamo tutti bravi a letto, e allo stesso tempo siamo tutti fetecchie. Insomma, non c'è un criterio assoluto per cui giudicare una prestazione sessuale, e siamo ben conscie che la cosidetta "bravura" sia più che altro un mix di sensazioni a pelle e di affinità di coppia che a volte c'è e a volte non c'è. La chimica ragazzi...ricordatevi la chimica!

 
 
 

ANCHE GLI UOMINI C'HANNO L'INVIDIA

Post n°1205 pubblicato il 12 Maggio 2010 da pucci981
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Non ho capito perchè si parli solo e sempre dell'invidia femminile. Noi alla fine abbiamo molto più spirito di solidarietà e di gruppo di quello maschile. Non si può dire che la società di oggi non premi le donne perchè incapaci di fare gruppo solo in base ai reality in cui non vince mai una femmina. Non fanno testo, sono falsi e tendenziosi, il meccanismo è sbagliato. Solo le donne votano con l'sms, gli uomini si sparerebbero una pedicure con la pietra pomice piuttosto di smessaggiare per un reality, e mettendo in concorrenza il classico uomo straficus contro la simpatica di turno qualsiasi ragazza si butta a salvare colui che le scombussola l'ovulazione, ma quelli son gli ormoni mica la solidarietà! Ogni modo ho voluto dare man pratica alla mia teoria di invidia maschile e spremendomi le meningi ho estratto dal cilindro una serie di icone a cui l'uomo medio vorrebbe somigliare, che insomma, hai voglia a parlare d'invidia. Capirete con me, attraverso un singolare viaggio nel mondo incontaminato del cervello maschile che anche loro c'hanno l'invidia.
Il primo esemplare di cui ogni maschio almeno una volta nella vita si è detto invidioso è l'uomo del mistero "BOBO VIERI": dico del mistero perchè a parte per un copioso conto in banca non si capisce come mai alla fine sia l'incontrastato Re del veliname. Proprio per la sua bellezza mancata e per l'espressione alla Orso Yoghi che sa di fine (intesa come the end) intelligenza, l'invidia di qualsiasi palledotato aumenta. Fosse figo uno si mette anche il cuore in pace, cioè di Borriello mica si può essere invidiosi, bisogna solo farsene una ragione, e invece di lui, del calimero del calcio, dell'uomo Cepu, un po' scocciati lo si è. Quale dei nostri uomini davanti al calendario della Canalis non si è eretto d'invidia nei confronti del buon e vecchio Vieri? Chi non ha fatto il pensiero "beato chi la tromba", dai siete elementari quanto la ricetta della torta margherita. Quale dei nostri uomini non ammazzerebbe la suocera pur di un incontro ravvicinato col di dietro di MisSatta l'Americana? Tutti prima o poi hanno provato invidia nei confronti di Bobo, detta invidia da "io una così quando mai".
Il secondo esemplare mi resta attaccato al mondo del calcio ma questa volta l'invidia non è dovuta ne al suo lavoro ne alle sue conquiste in fatto di donne e di baby sitter, quanto più direi a quelle in fatto di cartelloni pubblicitari: parliamo di "DAVID BECKHAM". Si, perchè quando spopolavano le sue foto a coprire palazzi e pareti una cosa noi la si è notata subito. Ora che sia stata a causa della gigantografia o che sia solo un effetto ottico, non fa testo, ma quel mega pisellone di chilometri che si estendeva barzotto per lungaggini di bianco slip non è passato inosservato. Detta, questa, invidia da " a me così manco col photoshop".
Il terzo posto, è, a sorpresa se vogliamo, il vecchio Angela, da non confondere con l'Angela figlio che quello a toccarsi il porta sfiga quando passa è un tutt'uno. Io mi riferisco a "PIERO ANGELA". Chi non si incantava rapito ad apprendere esondazioni di cultura attraverso le sue camminate nel virtuale mondo della conoscenza a tutto tondo? Così Piero Angela, ad oggi, resta l''unico uomo al mondo, dopo la nascita, ed essere entrato nuovamente, e per intero da testa a piedi, dentro la vagina di una donna, e ad essersi fatto immemori passeggiate su e giù per i canali uterini, l'unico ad aver colloquiato da vicino col punto G e ad aver guardato a quattr'occhi le ovaie. Questo, a un qualsiasi uomo che al massimo ci infila 5 cm di ottimismo, non può far altro che invidia, detta "io al massimo son stato a Ibiza".
Il quarto posto se lo aggiudica di diritto un nostro conterraneo, perchè si sa che il Veneto c'ha gli uomini migliori, tra cui il capostipite "MARIO MORETTI POLEGATO". Diciamo che detta così non fa testo, cioè potrebbe essere anche il mio vicino di casa, ma se vi dico Mr Geox, son sicura che qualcosina vi sovviene. Ebbene il Signor Polegato camminando in una soleggiata giornata a Las Vegas, disturbato dall'eccessiva temperatura che stava facendo dei suoi piedi, bistecche, armato di chiodo decise di farsi un paio di buchi sulle suole. Da lì il passo, oltre che più fresco, è breve: il brevetto, e i milioni. Si insomma, questo s'è costruito un impero facendosi i buchi sulle scarpe, non possono non rodevi le palle. Capito...vi ha fregati tutti con la scarpa che respira. Anni e anni in cui le donne vi hanno ripreso per i vostri piedi puzzolenti e voi mai che vi sia venuto in mente di farci due prese d'aria alle scarpe, no, troppo occupati a giocare alla Playstation immagino. Ecco il quarto tipo d'invidia da " ad avercelo un cervello". Ora che vi ho inoltrato nel sentiero dell'invidia, dite voi, cari e pruriginosi lettori di chi siete invidiosi, e sappiate, che, si, l'invidia è una brutta bestia, ma visto che chiunque ci deve convivere, fate prima a darci un nome.

 
 
 

"RICORDATI CHE DEVI MORIRE"

Post n°1204 pubblicato il 05 Maggio 2010 da pucci981

A casa mia, quando ero adolescente, si guardava "Non ci resta che piangere". Dopo i film di But Spencer e Terence Hill, e tutta la saga dei western vari, mio papà mi costringeva a guardare quel film li. Non so se fosse perchè magari qualche parola in napoletano stretto di Troisi gli sfuggisse ogni tanto, ma quel film, che conosceva ormai a memoria, secondo me, era evocativo del mio arrivo in casa Rosso, il titolo soprattutto. Ogni modo a forza di vederlo io una cosa l'ho capita. Che quando il tipo gli dice "ricordati che devi morire, ricordati che devi morire, ricordati che devi morire"...e Troisi gli risponde "mo..mo me lo segno!", non c'è nulla da ridere. Quell'istante è la sacrosanta verità, e non solo perchè oggi magari si pensa alla scomparsa prematura di Troisi, ma perchè è fondamentale vivere con la consepevolezza della morte. Io ad esempio sono materlista, irrecuperabilmente materialista, e per una come me, così attaccata ai suoi quattro insignificanti oggetti, l'idea della dipartita è più dura da accettare rispetto magari a qualsiasi altra persona che vive con l'idea di andarsene da qui e rinascere vestito di bianco tra le nuvole con Laurenti che gli versa il caffè. Si, io a 18 anni quando con i miei risparmi, dopo un'ora di coda, comprai le mie prime scarpe di Gucci (in sconto ovviamente), avevo il terrore che, inesperta alla guida, potesse succedermi di cadere giù da un argine, direttamente dentro ad un qualche fiume, e già avevo maturato il pensiero che dovessi come prima cosa, mettere in salvo le scarpe. Ecco, potrei sembrarvi pazza motivandovi solo così l'importanza di vivere avendo ben presente che in un attimo potreste spegnervi come un fiammifero su cui un amico scemo soffia prima che voi riusciate ad accendervi la sigaretta. Voglio dire, a voi che vi frega sapere che il mio dispiacere più grande morendo sarà la fine delle mie borse. Beh, considerato che c'è chi lascia tutto al gatto magari sono nella norma della pazzia dilagante generale. Il fatto è anche un altro. Alla fine se vivi sapendo di morire e sapendo di avere solo questa occasione e sapendo che Ligabue ha ragione quando canta "ci è concessa solo una vita soddisfatti o no qui non rimborsano mai, e calendari a chiedersi se stiamo prendendo abbastanza", vivi meglio, o magari più intensamente. Solo così hai il giusto punto di vista rispetto a tutto, alla vita, all'amore, alla coppia, alle esperienze, e stai molto più attenta allo spreco. Prima di tutto capisci che l'età in cui puoi concentrare il succo del tuo esistere è quella tra i 18 e i 30 anni circa: sono gli anni in cui ancora non hai responsabilità da rispettare che ti legano e ti limitano, la giovinezza è il tuo piu prezioso dono da sfruttare. Dico da sfruttare perchè non puoi lasciarla passare così, senza pensarci, che quella mica ti torna indietro. Mi fanno così pensare coloro le quali a 14 anni si sono fidanzate, hanno vissuto la loro occasione tra il bar del paese del morosetto a mangiar bruschette e il cinema, e sposate per la smania da vestito, cosa che loro si ostinano a chiamare amore. Se hai la percezione del tempo che passa, del fatto che è sempre meno quello che ti resta, l'amore lo cerchi e non ti accontenti, e non lo scambi per infatuazione ne per comodità di vita, ma pretendi di più di un uomo accomodante che ti è capitato e a cui ti sei abituata, che ti assicura una vita tranquilla, vuoi di più di una vita tranquilla, vuoi avere termini di paragone e ti metti in gioco con chi credi ne valga la pena, e ti vivi le delusioni e le gioie di esserti data anche, a volte, a quello sbagliato. Se penso alla mia adolescenza a parte "non ci resta che piangere", ricordo io e Francesca che ballavamo in perizoma a Mikonos sopra i banconi, una sera in cui per una maglia in omaggio siamo rimaste tette all'aria, ricordo le liti a formentera quando sparivo con qualche ragazzo e con le chiavi di casa così M&F si appisolavano fuori ad aspettarmi e intanto ripassavano il cazziatone, ricordo la spensieratezza, la leggerezza dell'età, le ubriacature e chi mi teneva i capelli al cesso, ricordo che cantavamo Vasco finche andavamo in motorino, che a Rodi ci han rubato i cerchi dell'auto a noleggio e ricordo Maela che girava attorno alla Mini dicendo "eppure era diversa..c'è qualcosa di diverso", ricordo di aver ballato sirtaki con i greci, ricordo che io e Maela ci siamo scontrate per guardare un ragazzo e lui ci ha viste ovviamente testa contro testa. Ricordo i panini che ci facevamo al mattino da portare in spiaggia e le acque naturali comprate al supermercato per risparmiare, le pastasciutte con gli amici, uno che mi ha regalato degli orecchini orrendi per avere in cambio una foto del mio sedere quando ancora era un'opera d'arte, ricordo Francesca al Biblos vestita in modo osceno, il viaggio con Maela in treno per la Francia, quella volta che a Nikki Beach per due ore ci han chiesto 20 euro a testa di un lettino e noi siamo andate via senza pagare, Giada e io che partivamo da casa vestite come suore per poi spogliarci sotto ad un ponte ed entrare in discoteca con il cambio in borsa, e all'epoca andava di moda il boa di piume e non dico altro. Ricordo la volta in cui Francesca in treno verso Milano parlava di pompini e il momento in cui il signore davanti a noi ha estratto dalla camicia il colletto da prete. Ricordo le sere in cui muri di nebbia non ci fermavano, quelle in cui spuntava l'alba mentre eravamo in auto verso casa, Maela che voleva pagare al casello e che non vedendoci nessuno dentro ha fatto la retro e si è infilata in un altro coi soldi in mano, ma era l'entrata dell'autostrada e non l'uscita, quelle in cui appena fuori dai locali ci toglievamo le scarpe, i week a riccione di shopping compulsivo, la Metro di New York quella volta in cui Francesca è entrata e io che le correvo dietro non ho fatto in tempo, e lei che nel momento in cui si è voltata si è vista chiudersi davanti le porte scorrevoli, in partenza, a me sola in banchina ha detto " e adesso??" e io " e adesso ciao!". Ricordo il campeggio, io e Francesca che per dimostrare a Maela che non avevamo bisogno di lei, abbiamo montato la tendina, tutta imbarcata avanzando pezzi qui e li, una canadese che sembrava un igloo, e un ragazzo che commosso dall'orrore che avevamo creato ce l'ha rifatta picchettando tutto il giorno, troppo perfetta per essere credibile, così Maela ci ha sgamate subito che non l'avevamo montata noi, ricordo amici, amanti, ragazzi che anche solo per una sera me l'hanno resa speciale, facce conosciute e poi perse di vista, altre rimaste negli anni, ricordo tramonti in spiaggia di quelli che ti fermi un attimo, con la sabbia sotto i piedi, una cannuccia che finisce immersa nel Mojito, musica, gente, confusione, e respiri e senti di essere viva.

Forse non lasceremo un segno indelebile nell'umanità, i libri di storia non ci ricorderanno di certo, anche se quella volta delle tette meritava eh, ma per le nostre possibilità abbiamo vissuto libere, senza pensieri o condizionamenti, e non esiste fidanzato per cui sarebbe valsa la pena di privarmi o limitarmi in tutto quello che mi ha dato l'amicizia nel mio percorso dai 18 ai 30. (e me ne mancano ancora 2 di anni eh!).
Grazie Maela. Grazie Francesca.

"E calendari a chiedersi se stiamo prendendo abbastanza".


 
 
 

QUANDO UN UOMO COMPRA CASA è LA FINE

Post n°1203 pubblicato il 23 Aprile 2010 da pucci981
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A volte noi donne veniamo prese in contropiede, e se sono poche le cose che non siamo capaci di prevedere dati i nostri famosi sesti sensi, poi son proprio quelle che ci catapultano nella disperazione più totale, davanti alla quale siamo impotenti. Si perchè noi da che mondo è mondo viviamo con la preoccupazione di poter essere cornute con chicchessia; siamo fustrate proprio dal pensiero che prima o poi il nostro nido d'amore, la nostra sintonia di coppia, la nostra perfezione raggiunta negli anni, il nostro andamento parallelo verso il vissero tutti felici e contenti, il nostro lavoro fatto di sorrisi falsi mentre aiutiamo la suocera a spreparare e di "no amore, non mi interessa entrare in quel negozio a provare quel bellissimo abitino super scontato della mia taglia preferisco vedere il derby con te" (tutto consigliato dal manuale "come farsi sposare"), possa essere un giorno messo in pericolo da qualcuna con piu tette, piu bionda, e in particolar modo più aperta. E con aperta intendo tutti i sensi di apertura a 360 gradi passando per i 90. Mai e poi mai, finche non capita, ci passa per la testa che a rovinare tutto, ad allontanarci dal il nostro vivere quotidiano, arrivi un giorno la casa. Ad un certo punto a loro gli salta il pallino della casa, e si danno all'emozione da mutuo. Perchè forse attorno alla trentina sentono il bisogno di dare a vedere una certa indipendenza, perchè vogliono spiegare le ali, perchè, almeno così te la rigirano, hanno il desiderio di costruire un futuro con te, e vogliono gettare delle solide basi a testimonianza che il vostro rapporto per loro è duraturo. L'uomo medio quasi inaspettatamente si stanca di essere ettichettato "mammone" e corre ai ripari andando dal geometra a farsi fare mille disegni, via via piu piccoli. Partono fomentati da manie di grandezza col sogno della bifamiliare e poi alla fine, dopo due conti, si ritrovano ad accontentarsi di minusocoli monolocali al piano terra. E se da un certo punto di vista l'idea che lui, quel lui che non c'ha nemmeno mai regalato l'anello di fidanzamentov , decida di metterci un tetto sopra la testa e che finalmente non dovremo più aspettare che suo padre russi, sua madre crolli davanti alla Tv della cucina coi guanti su, per fare una sveltina, e scongiurare cosi anche l'ipotesi "camporella in auto", ci può far piacere, ancora non sappiamo a cosa andiamo incontro. Ebbene care ragazze preparatevi al peggio. Quando un uomo mette su casa i week end che prima passavate in centro mano nella mano, col cane e il gelato in coppetta, diventeranno week end a Bassano del Grappa, Strada Valsugana, mobilifici come funghi. E quando lui vi dirà che vi porterà in Svezia, non illudetevi di un week end fuori porta, intende dire che vi terrà in ostaggio all'Ikea per l'intera Domenica, tra famiglie al completo, cianfrusaglie, Librerie Billy, e bambini che urlano perchè vogliono il cuore in peluche con le manine. E cosa dire delle ferie estive, quelle che da anni raccogliete armoniosamente con amore in album fotografici da mostrare agli amici per far loro invidia, ecco, scordatevele perchè l'uomo che fa casa per prima cosa elimina la voce "ferie" dal suo vocabolario. Stop ai week end d'amore, stop ai centri benessere, stop ai percorsi enogastronomici negli agriturismi italiani, "amore un last minut per parigi a vedere l'eiffel?" - "Con 350 euro mi ci pago i battiscopa". E le serate, le semplici serate tra amici che si protraevano fino alle 2, 3 del mattino, quelle serate con cena in discoteca e qualche ballo rinfrancante, che ti servivano per scrollarti di dosso la settimana lavorativa..ecco dite addio. Si perchè lui il sabato pomeriggio se non è a mobilifici è in casa che taglia rami, che si improvvisa tinteggiatore, che spiana la terra, che monta il divano e la sera..è stanco. E quell'anello, quel tanto agognato anello di fidanzamento, che ti sei sudata e che per meritartelo hai fatto di tutto..è ormai perso. E' rimandato a data da definirsi, perchè coi soldi del tuo anello, quello si fa la cucina, dove ti mette a lavorare per il resto della vita, e ti resta solo da sperare che quel diamante che non vedrai mai, almeno gli consenta di metterci una lavastoviglie!

"Mio padre diceva che quando si compra casa per la prima volta si diventa uomini. Non so che cosa volesse dire, visto che dopo una lite con mia madre ha dato fuoco alla nostra."

 
 
 

SPUTTANA LIBERAMENTE IL TUO EX

Post n°1202 pubblicato il 19 Aprile 2010 da pucci981
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Va di moda fare outing, nel momento in cui una coppia scoppia, vige la regola del reciproco sputtanamento. Non è per cattiveria, si insomma, per fargliela pagare, per ripicca, per una di quelle cose che poi rischiano di rendere il Karma negativo, che si sa che poi alla fine la parola gira gira e va in bocca a chi la tira, quanto più per sincerità e dovere di cronaca. Per giustificare un po' quello che guarda caso ha causato, tra le altre, l'irreparabile rottura. Che poi non è mai cha magari lui si tagliava le unghie ai piedi del letto e lasciava i cimeli infeltrire tra i peli del tappeto Ikea, che detto tra noi poi pure il folletto fatica a tirarli su, non è mai che magari lui costringeva a estenuanti cene con la suocera rea di cucinare meglio della fidanzata, che quando ti fanno sentire incapace ai fornelli sarebbe da prenderli a mazzate, non è mai che lui si soffiasse il naso col tovagliolo al ristorante o cose di ordinaria convivenza. Troppo facile e scontato dire al prossimo che si, lo amavate tanto ma, quando andava in bagno a fare cose solide poi, non usava lo scopettino, quello che la gente si aspetta dopo una sacrosanta rottura è di sapere com'era a letto. Chiamatela curiosità canaglia o matura consapevolezza, perchè si sa che quando il sesso c'è lui può anche far pipì nel lavandino in cui vi lavate i denti e tutto va bene. Così Francesca Fioretti, ex bellissima del Grande Fratello ultimamente liquida il vicitore nonchè ex ragazzo: "normodotato, scarse doti amatorie, non eravamo compatibili". Certo la compatibilità è tutto nella vita di coppia, un "normodotato" forse ci dovrebbe mettere un po' più di suo nel momento della pratica e soprattutto nell'orale, vige le regola della compensazione, ma quando c'ha pure "scarse doti amatorie", povera Francesca..non la si può che comprendere. Distrutta la reputazione di un maschio con 3 aggettivi, che classe. Da che mondo è mondo la vendetta di ogni donna, quella personale che riscatta dall'essere stata cornuta o lasciata, è attivare un veloce passaparola dove la diceria "ce l'ha piccolo" impazzi. Perchè distruggere la virilità di un ex non ha prezzo. Che poi volendo essere simpatiche anche creare un suo profilo su qualche sito gay con tanto di foto dei tempi felici quando adone spiaggiato tratteneva l'addome in quel della riva del mare di Caorle col costumino D&G, ricordandosi di mettere anche il suo numero di cell. per eventuali contatti, non è male come vendetta. Certo è che una deve pur sfogarsi, è quasi terapeutico, doveroso sotto certi aspetti. Per cui io vorrei che le donne di oggi, quelle ferite, quelle che hanno sofferto per amore, quelle che se la sono prese nel di dietro e non soltanto in senso biblico, abbiano l'ardire di dire la loro. Dite pure che lui faceva le puzzette a letto e che poi sotto le lenzuola le annusava, che non durava nemmeno una televendita di Mediashopping, che si ci stavate assieme e faceva il figo ma poi in relatà era mono - posizione, dite che faceva la pipì seduto, che gli piaceva se vi vestivate da Minnie e che solo così gli si muoveva qualcosa nelle zone morte, dite che non gli si alzava nemmeno con Pamela in Baywatch, e sfogatevi, anche se ci siete ancora assieme..perchè ricordate??? Una donna su 3 è cornuta. E secondo me è anche un'indagine fin troppo ottimista.