Creato da FridaA il 15/07/2006
Yemen. Fra pizzi, mirra e incenso, nel Regno della regina di Saba.

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La cisterna di Habbabah

Post n°35 pubblicato il 05 Settembre 2006 da FridaA

Lasciamo la Jeep lungo le mura del paese e percorriamo a piedi una stretta stradina fra case di fango e pietra. Architettura senza eguali.

Quel che si presenta ai nostri occhi è uno spazio incantato riflesso nell'acqua: in un rito che si ripete da sempre, donne avvolte nei loro abiti neri intente nel faticoso lavoro del prelevare e trasportare pesanti secchi.
Fermi ad osservare la lentezza serena di gesti fra i luccichii di un azzurro silenzio.



(Hababah è un paese a nord di Sana’a, visto nei giorni precedenti)



 
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Qana

Post n°34 pubblicato il 04 Settembre 2006 da FridaA

Vi regalo questa foto e vado a nanna.
Domani si ricomincia. Mi sento mancare al pensiero.





Qana.
In quella lingua di spiaggia sotto al vulcano c’è il nostro spartanissimo albergo
dal nome sontuoso … il Qana Turist Complex.
Solo noi su una spiaggia divina.

 
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Un luogo d'incanto

Post n°33 pubblicato il 03 Settembre 2006 da FridaA

Corro al 1 agosto per farvi conoscere un luogo da sogno.

Da Radà a Bir Ali ... verso l'Oceano Indiano.





Partenza da Radà, paese di Alì, il nostro autista ... non vi dico la
felicità che si legge nei suoi occhi per il fatto di aver trascorso la
notte in famiglia! Ci fa conoscere tre dei suoi undici figli, tre maschietti
graziosi e timidi ai quali scatto una serie di foto che farò loro avere.

Radà è un grosso mercato di qat, gli uomini sono armati fino ai denti e
il nostro albergo è scortato. Non ci sentiamo tranquilli ed io e A., come
due pivelli, incastriamo i comodini dietro la porta.


500 km ci separano da Bir Ali, sul Mar Arabico.





Non sappiamo nulla di quello che sta succedendo in Libano, ma
pensiamo che qualcosa di grave debba essere accaduto, perchè
al primo posto di blocco che incontriamo, di lì a pochi chilometri,
una camionetta dell'esercito con mitraglietta, ci accompagnerà per
circa 200 km ... per i restanti 300, sarà una macchina della polizia
a scortarci ... è vero anche che dovremo attraversare montagne impervie
dove pare ci sia rischio di rapimenti.





Un inciso.
Da parte delle autorità locali c'è una grande attenzione ai pochi
turisti, numerosissimi sono i posti di blocco e gentilissimi i militari.
Dopo i rapimenti di gennaio molti governatori sono stati sostituiti, la
situazione è ora tranquilla e il rischio è notevolmente ridotto. Inolte
i rapimenti di occidentali non erano che azioni dimostrative, attraverso
le quali alcune tribù chiedevano visibilità al governo affinchè mantenesse
le promesse fatte ... costruzione di strade, scuole e ospedali.

Nessun male è mai stato fatto ai sequestrati.
La situazione è tranquilla, serena, e poche volte, nel corso del viaggio,
siamo stati scortati.

Non precludetevi la visita a questo meraviglioso Paese che è davvero
uno dei più belli al mondo.




Al termine del lungo percorso ci aspettava Bir Ali, un luogo da favola,
perla incastonata fra il nero di centinaia di coni vulcanici, l'ocra del
deserto, il bianco lucente della sabbia del Mar Arabico e l'azzurro
turchese delle sue acque.






Un sogno.




Ed io che di vulcani per situazioni di vita ne ho visti tanti, devo dire
che questi sono fra i più belli, paragonabili solo a quello di Santorini
(Grecia).



 
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Ancora Toyota

Post n°32 pubblicato il 01 Settembre 2006 da FridaA

Il meccanico più incredibile che abbia mai visto (Manaka).


 
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Toyota my love

Post n°31 pubblicato il 01 Settembre 2006 da FridaA


Il regno dei Toyota … jeep e pick-up … colorati e sbiaditi, nuovi, sgangherati o adattati, stracolmi di uomini e merci …

Toyota pick-up fra palazzi di terra e fango


Schizzano in ogni dove, sui veloci viali che circondano le città, sulle stradine acciotolate che si inerpicano su monti con pendenze da togliere il fiato, sulle insidiose piste del deserto.
E per una che ama il Toyota e l’ha avuto per molti anni e che ora non l’ha più perchè qualcuno “se l’è portato con sè” (così è la vita!), è stato piacere, misto a nostalgia, vederne così tante assieme!

 
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Il mercato del pesce

Post n°30 pubblicato il 01 Settembre 2006 da FridaA

Hal Hodaidah 28 luglio

Si parte presto, alle 7 (no breakfast!), diretti al mercato del pesce più famoso dello Yemen, a quest’ora luogo di forsennate contrattazioni, è un’asta continua, ovunque giri gli occhi, veloci gesti di mani alzate, a significare accettazioni o rialzi di prezzo.
Uomini e pesci stipati nei capannoni, così come sono stipate le barche nel mare, lì a un passo, quasi accatastate l’una sull’altra, colorati caicchi che paion carretti siciliani … un’esplosione di colri.





Tantissimo pesce, sebbene non grande sia la varietà, trasportato in ceste e carriole, molti sono gli squaletti in vendita.


Perdo gli altri del gruppo e mi ritrovo a girovagare sola. Gentili le persone, ovviamente una marea di soli uomini, mi chiedono frequentemente se sono italiana.
Nello Yemen gli italiani sono amati.
In un capannone, una marea di carriole con bambini accovacciati in attesa di essere chiamati per il trasporto.





Il lavoro minorile è una grossa piaga dello Yemen: bambini che lavorano fin da piccolissimi … ho nella mente quel piccolino, che avrà quattro anni, che vende fazzoletti nei vicoli del souk di Sana’a, i tanti lungo le strade con in mano sacchetti di qat per gli automobilisti di passaggio (la droga nazionale … foglioline che gli Yemeniti masticano dal primo pomeriggio fino a sera), quelli che i mpastano calce, che fabbricano mattoni, che forgiano inferriate … … …


 
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Verso il Mar Rosso

Post n°29 pubblicato il 31 Agosto 2006 da FridaA




(adoro questa foto)


Farò una ricostruzione a salti, copiando esattamente dalla mia moleskine …
quest’anno ne ho acquistata una enorme, in realtà ho scritto ben poco … su una

jeep saltellante… e fatico anche a rileggermi.

27 luglio

My birthday.
Da Manaka verso il Mar Rosso, ad Al Hodaidah.

Si torna in strada, stavolta in discesa, Alì (il nostro squisito autista) è spericolato.
Il panorama lascia senza fiato, rocce di un rosso incredibile, accostato
ad un nero deciso. Attraversiamo gole inaccessibili … la strada ha una
linea con borchie di
metallo, che ne segna la separazione …
finalmente Alì è costretto a mantenere il
suo lato!
Nonostante i burroni profondissimi, non ho paura.
Ci si ferma al Souk Al kamis, mercato sul fiume e … jeep al lavaggio.
Luogo molto bello, colori vivacissimi che mettono allegria, persone
accalcate e
vocianti. Si passa continuamente sull’acqua per andare da
un punto all’altro a

vedere la mercanzia esposta … chi vende farina, datteri, uova,
tea, grano, frutta,
carne, vestiti, jambya (pugnali) e quant'altro.
Uccellini di un giallo paglierino volano fra gli alberi.
Mai visti così tanti colori assieme!
Il viaggio continua e si arriva a Al Hodaidah.
Nel tardo pomeriggio andiamo al mare, si fa il bagno, in un luogo
ovviamente
lontano dagli sguardi, inutile dire che qua le donne se,
e quando si bagnano, lo
fanno completamente vestite, ma mai
immergendosi.

L’acqua è calda, ma è più chiara quella di Rimini!! Una delusione,
se non fosse
per le splendide conchiglie raccolte.
Per fortuna il Mare Arabico, pare sia
splendido, anzi un sogno …
Non vedo l’ora!

La sera festeggiamo in albergo il mio compleanno … dolcetti al miele
e bibite …
proibita ogni bevanda alcolica … ovvio.
Quasi mi scende una lacrimuccia quando Alì mi dà il suo regalo …
una lunga
collana di profumatissimi gelsomini! Un popolo di una
gentilezza impensabile!



(Chiedo scusa per la pessima impaginazione, ma è l'unico modo
per render i post leggibili)


 
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L'albergo

Post n°28 pubblicato il 30 Agosto 2006 da FridaA

23 luglio

Ci svegliamo presto.
L’albergo, carino, è a più piani e io ed A. abbiamo scelto la chiave corrispondente a una stanza del terzo!!



Non c’è ascensore e i l’altezza dei gradini mi ricordano le piramidi Maya, pare di essere a Tikal!! Vabbeh ci consoliamo dicendo che è un piano intermedio ed abbastanza vicino al quinto, quello dove saliamo per fare la prima colazione: tea, ottimo pane, formaggini, burro, marmellata e uova sode. Uova sode??? Sì, uova sode che, pur con tutta la mia fame e volontà, non riesco a mangiare, le porta quindi con me per offrirle a qualcuno. Non riesco a mangiare nemmeno la marmellata, qualsiasi gusto abbia assaggiato anche nei giorni a seguire, era troppo dolce ed aveva un sapore … come dire … chimico! Ed è risaputo che sono di bocca buona … Mah, solitamente mangio di tutto!!!
Ogni mia colazione sarà da quel giorno, pane, formaggini e burro con un, ovunque, magnifico tea speziato.



Qual'è il mio zaino?

 
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Il viaggio. Ha inizio il racconto

Post n°27 pubblicato il 30 Agosto 2006 da FridaA

All’aeroporto di Roma Fiumicino conosco i componenti del gruppo
di Avventure nel mondo.

Siamo in 10, tre di Milano, due di Genova, due dell’area veneta, due di Roma,
io di Bologna.

E’ la prima volta che faccio un viaggio organizzato … beh, diciamo semi-
organizzato, li ho sempre detestati … per fortuna
con me c’è A.,
che conosco da molti anni e, comunque vadano
le cose, potrò contare su un
amico di vecchissima data.

Con un volo della Yemenia, arriviamo a Sana’a alle 18.15 ora locale.
All’aeroporto, dopo aver sbrigato le pratiche per ottenere i visti,
un pullmino del Gumdan Palace Hotel, ci conduce a destinazione.
Doccia, breve riposo e, vaiii … finalmente il centro di Sana’a …
così speravo!
In realtà il ristorante non è nella città vecchia e dopo cena gli altri
sono stanchi …

E si torna in albergo!
Cominciamo bene!!! Ma come, a un passo dal sogno e non poterlo
vivere appieno?

Ovvia sensazione di impotenza e dispiacere che cerco di contenere!

Si rimanda la visita al giorno dopo. Le foto sono quindi del 23 luglio.

Sana’a ... il fiore delle mille e una notte ... con  i suoi vicoli e il suo souk ... la città con palazzi da fiaba, le finestre gioello con vetri di alabastro, decorazioni e intarsi che ti lasciano a lungo con il naso all'insù.

      

Fra i vicoli della capitale


 

 
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Post n°26 pubblicato il 29 Agosto 2006 da FridaA
Ed ora ... Lui ...

con gli occhi neri e il suo sapor mediorientale ...

Cliccare sopra per i particolari :))

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A pensarci bene, dovrei accontentarmi di essere prigioniera del suo corpo ... non altrettanto facilmente lo sarei della sua mente :)
 
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