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« Ma quanto ero timida!Ritrovare la verginità perduta »

Le coppie si separano per colpa di internet... sarà vero?

Post n°461 pubblicato il 20 Novembre 2008 da stella112
 

Sempre più spesso sento accusare internet e le chat di essere la causa della separazione di molte coppie. Che possano avere una certa influenza si, ci può anche stare, ma che ne sia la vera causa proprio no. Le persone che solitamente si creano problemi di coppia anche con le chat è perchè in verità, di problemi  ne hanno già abbastanza. In effetti quando una coppia vive bene il proprio amore sia fisico che mentale, solitamente non cerca distrazioni varie come quelle che possono dare le chat,  siti porno o simili. Una coppia si basta . Sempre che non sia una coppia moltooo aperta logico. Si possono avere rapporti tramite chat o varie, (vedi blog, messaggi, e-mail), senza per questo mettere a repentaglio la propria vita di coppia, io ne sono un esempio lampante, ve lo possono confermare molte persone anche in questa sede.

Penso che il problema sia ben altro. Una persona scrive ad uno psichiatra:

Ho chattato per due anni in diverse chat su Internet e mi son beccato cotte a ripetizione, cose forti che mi hanno impedito di vivere la mia vita serenamente come dovrebbe essere, ho una famiglia tutto sommato che si può dire felice. L'ultima "sbandata" mi ha portato sull'orlo della separazione ed ora ho deciso di non chattare più, anche a seguito dell'ultimatum di mia moglie alla quale ho detto tutto. Ieri era l'11 aprile e son tre mesi che non entro in una chat ed io sto capendo molto bene chi cerca di smettere di fumare; penso sia simile: crisi alternate di pianto e di sollievo. Sollievo perché stavo male anche quando chattavo non potendo incontrare chi in quel momento amavo, ed anche se l'avessi incontrata non potevo promettere nulla, non potevo distruggere chi avevo vicino, ma il bisogno di amare e di avere un amore disinteressato da chi mi conosce solo virtualmente è forte. Lo so che son cose che accadono, vorrei solo sapere per quanto tempo ancora durerà questo supplizio.

Lo psichiatra Paolo Migone gli ha risposto:

Il tuo problema esemplifica molto bene il dramma vissuto da tanti che frequentano le chat, cioè che chiacchierano on line con persone che non conoscono personalmente e di cui non hanno neppure mai sentito il tono della voce. Come mai questa attività spesso crea una forte dipendenza, quasi simile, come giustamente dici, a quella delle sigarette o da certe droghe? Il motivo che noi riusciamo a comprendere è abbastanza semplice: il rapporto interpersonale che si instaura in una chat, a causa del fatto che non risente delle limitazioni dovute alla conoscenza diretta (aspetto fisico, mimica, tono di voce, ecc.), permette una grande liberazione della fantasia, una diretta gratificazione dei propri desideri. Si provano emozioni molto forti perché si gioca a sperimentare (anzi, in un certo senso si vive veramente) un rapporto che è quello che avremmo veramente voluto avere, quello che ciascuno di noi ha dentro di sé come modello ideale di rapporto. Ci si sente capiti, si possono condividere tante cose, si ritorna a quello stato, come tu dici, provato quando si avevano le "cotte" adolescenziali. La "cotta", tipicamente, era basata sulla fantasia, e non a caso una ragazzina valeva l'altra, bastando una immagine, una stimolazione minima, per far scattare dentro di noi quella complessa reazione psicoaffettiva. Se ci hai fatto caso, molti amano molto chattare e hanno resistenza a incontrarsi, o anche solo a telefonarsi. Apparentemente questo è paradossale: se ci si piace tanto, perché allora non avvicinarsi maggiormente? Ma questa resistenza non è contraddittoria, vi è un motivo ben preciso che spiega la paura a conoscersi meglio: più ci si conosce, più gli aspetti di realtà necessariamente tolgono spazio alla fantasia e limitano la possibilità di provare quei forti sentimenti che provavamo. Infatti, quel complesso di stati affettivi che in genere chiamiamo amore si basa sempre su un grado di "idealizzazione", di deformazione della persona amata affinché essa rientri meglio nel modello che abbiamo dentro. Questo è un meccanismo adattivo, utile al nostro funzionamento sociale, e con tutta probabilità ha una base evoluzionistica.

Come potete ben notare questo è uno dei tanti esempi che sono alla base di un malessere che sta dentro alle persone, internet è solo un modo per esternarlo.  Internet è un mezzo, ma la regia ce l'abbiamo sempre e solo noi.

Diamo a Cesare quel che è di cesare e a internet quello che è di internet

 
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