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LA VITA È...

Post n°3864 pubblicato il 14 Maggio 2019 da stella112

Oggi è stato un giorno bello? 

Si, anche se dire " bello" non è  proprio esatto, direi più che é  stato un giorno eccitante perché la consapevolezza del mio ruolo in questo mondo, in questo momento qui ed ora mi ha reso felice. Le sfide sono sempre tante, le esperienze pure e questo eccita la mia mente e mi diverte.

A volte capita  di sentire il peso mentale del vivere giornaliero, diciamo che non mi sono fatta mancare nulla nei miei 52 anni di vita però è normale, fa parte dell'esperienza di vita che ci " forgia" dentro, che ci rende consapevoli di quello che siamo o stiamo diventando. 

Un abbraccio

 

 
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Dalla Fisica Quantistica alla Cabala Ebraica: verso la creazione della nostra "Un-alità"

Post n°3863 pubblicato il 15 Marzo 2019 da stella112
 

 

di Stefano Pistorio

Siamo abituati a osservare la realtà che ci circonda come se fosse immutabile. Ma se distogliamo lo sguardo dagli oggetti intorno a noi, cosa succede? Come cambiano e come nasce la dimensione che conosciamo? Come creiamo il nostro mondo?

Attraverso un breve viaggio nella fisica, nelle sacre scritture, in alcuni esperimenti scientifici proviamo a creare un diverso modello di interpretazione di ciò che ci circonda, per riprendere concetti millenari e iniziare a capire come creiamo il nostro mondo.

Una nuova visione

Nell'esperienza quotidiana siamo abituati ad osservare la realtà anche in termini di oggetti. Questi oggetti spesso si mostrano a noi "separati", con una certa distanza gli uni dagli altri. Un libro, ad esempio, ci appare come tale quando lo osserviamo. Ma se distogliamo lo sguardo che ne è del libro? Esiste ancora oppure ritorna ad essere un'altra cosa?

Osserviamo la foto qui a sinistra. Vediamo alcuni cubetti di ghiaccio in acqua che hanno una certa "distanza" fra di loro... ma se sciogliamo il ghiaccio? Prima acqua e ghiaccio sono apparentemente separati, poi, quando il ghiaccio è sciolto, cosa succede alle molecole che lo componevano? Quale è la "distanza" tra le molecole che componevano il ghiaccio sciolto e quelle dell'acqua?

Osservando la realtà conosciuta con un pizzico di distacco e una buona dose di presenza, alcune domande possono sorgere: gli oggetti sono davvero così separati? La loro natura è quella che ci appare? La loro apparente dualità (ghiaccio-acqua) ha un senso? Forse qualche sospetto, rispetto alle osservazioni del quotidiano, può allora sorgere. Proviamo quindi ad aprirci ad altre possibili visioni della realtà, così... tanto per scoprire qualcosa di nuovo.

L'Esperimento delle due fenditure

Come sempre si fa quando si vuole percorrere una nuova strada, partiamo da qualcosa di conosciuto. Questo esperimento è noto anche come il "Principio di indeterminazione di Heisemberg". Su youtube è possibile vedere il simpatico cartone animato del Dottor Quantum, realizzato dal fisico americano Fred Alan Wolf e doppiato in italiano da Alberto Lori.

Sintetizzando, nel video viene mostrato come alcuni elettroni, sparati da un apposito cannone, si comportino come onde se non osservati e come particelle se osservati. Ma come, l'elettrone, una delle componenti base della materia, cambia la sua forma e il suo comportamento in base a chi lo osserva? Se però lascio stare l'elettrone e non lo osservo, non posso conoscere la sua posizione o la sua velocità o la sua traiettoria.

In altre parole, non possiamo conoscere contemporaneamente posizione e direzione di una particella elementare della materia. Se la osserviamo, ne alteriamo la natura ondulatoria, l'osservazione pertanto agisce sull'onda modificandola. Per osservare la particella devo illuminarla, interagendo e modificando la sua posizion, poiché la luce porta con sé energia e questa energia viene "passata" alla particella che, quindi, non è più la stessa di prima. Possiamo dunque dire, che l'osservatore interferisce con l'osservato.

Le onde quando sono osservate "decadono" in particelle. Ma allora cosa succede ad un oggetto quando nessuno lo guarda? Rimane oggetto o decade in qualcos'altro? E ancora, c'è separazione tra ciò che osservo ed io, che sono l'osservatore? C'è una distanza? C'è una diversità sostanziale? Come sono realmente le cose quando non le osserviamo, quando non sono illuminate?

 

Alcuni passi nella dualità

La materia ha quindi una dualità: onda-particella. In pratica, è come se un oggetto possa manifestarsi in due modi diversi e, in effetti, gli esperimenti appena citati dimostrano che se osserviamo le cose... queste cambiano. Abbiamo un tale potere! Ma ne siamo sicuri?

Questo cambiamento dai fisici è chiamato "collasso della funzione d'onda". In pratica l'onda collassa, ma collassare vuol dire cadere e anche un pò "sgonfiarsi". L'onda, "cadendo", diventa una particella, un pezzetto di materia. Una caduta, ovvero un processo che ci potrebbe ricordare l'esperienza della nostra nascita. Il momento in cui diventiamo fisici, in un certo senso "cadiamo", passando dall'unità rispetto a tutto, alla separazione e quindi alla dualità.

Nell'ipotesi che l'individuo abbia origine da un'unica Fonte (chiamata in diversi modi nelle varie culture e religioni), la nostra essenza, prima della nascita, risulta essere tutt'uno con Essa. Portiamo in noi l'essenza del divino: questa essenza è il Sé. Nel momento in cui facciamo l'esperienza traumatica della nascita, ecco che nasce anche l'Io e con lui l'illusione della separazione. Illusione perché ci dimentichiamo rapidamente da dove arriviamo... da un'Unità.

L'io rappresenta la "maschera" che indossiamo quotidianamente (persona, da cui personalità, in latino, significa proprio maschera), si rafforza attraverso l'approvazione degli altri, è sostenuta dal potere e vuole avere il controllo su tutto, poiché vive nella paura. Per ricondurci al Sé e quindi abbandonare la dualità, dobbiamo rivolgerci verso la nostra interiorità, in un viaggio che ci riporta al punto di partenza, ovvero a riunirci con la nostra intima natura divina. Torniamo così nell'Uno da cui siamo stati generati.

C'è una straordinaria similitudine tra il concetto di "collasso della funzione d'onda" e quello di "caduta". Osservando un oggetto microscopico, questo passa da onda a particella, quasi come se l'osservazione lo facesse nascere a qualcosa di nuovo. A prima vista, la vera essenza dell'oggetto si materializza, assumendo così un aspetto duale. Distogliendo lo sguardo, l'oggetto ritorna alla sua sorgente o Fonte originaria.

Spostiamoci però a considerare un concetto più ampio, considerando la creazione del tutto, dove ritroviamo il concetto di dualità. Le prime parole della Bibbia ebraica sono: "Bereshit bara Elohim ..." una possibile traduzione è "All'inizio Dio creò..." ma non è una traduzione molto precisa. La prima parola, bereshit, inizia con la lettera ebraica B (Bet), che nella "Gematria ebraica" ha valore 2 (dualità, guarda caso), inizia con B perché la prima lettera, A (Aleph), è riservata a Dio. Il prefisso El dalla parola Elohim, che si può tradurre con Dio, è scritto con la Aleph, come prima lettera. Aleph è il respiro di Dio, lo si sente, provate a pronunciarla. Quindi da Aleph (il respiro) si crea il mondo, descrivendolo con B bereshit, l'inizio. B è la dualità, ma Dio non è nella dualità, è nell'Uno, nella A, che nella Gematria ha valore 1.

Ancora una volta compare il dualismo, la separazione, ma una separazione fittizia. La Bibbia qui ci sta insegnando che deriviamo da una stessa cosa e siamo solo manifestazioni di quella cosa, manifestazioni che avvengono nella dualità. Siamo noi in quanto osservatori a vedere le cose come in realtà non sono, perché sarebbero onde, vibrazioni... o, come direbbero i fisici, onde di probabilità in cui possiamo solo descrivere la probabilità che una particella sia in un certo posto.

Noi quindi creiamo, siamo creatori del nostro mondo, che ha natura duale. Ma noi stessi siamo onde e particelle. Tutto ciò che conosciamo lo è. Nello sciamanesimo la realtà è una proiezione della nostra anima. Viviamo in un sogno. Viviamo ciò che dobbiamo affrontare e che ancora dobbiamo superare. Si tratta quindi di scegliere una delle onde di probabilità di cui abbiamo parlato, come? Scegliamo l'onda che ci darà l'esperienza. E scegliendo onde diverse, avremo esperienze diverse.

In sostanza, scegliamo inconsciamente l'onda che ci presenta la difficoltà da superare. Il vangelo di Giovanni, in una delle sue innumerevoli traduzioni, quella greca, recita all'inizio così: "En archè en o logos" . E cosa vuol dire? Ad oggi è stata tradotta come "nel principio era il verbo". "Verbo" inteso come verbo divino, vibrazione. Ecco allora che ritorna il concetto di vibrazione, in questo caso, una vibrazione primordiale.

"Le manifestazioni esteriori e quindi la realtà a noi nota, non è altro che un'illusione, noi siamo vibrazione, quindi, siamo tutti la stessa cosa, deriviamo da un'unica vibrazione".(Vittorio Marchi)

Come creiamo la nostra Realtà

Naturalmente il passaggio successivo, è capire se esiste una relazione sperimentalmente valida anche nel mondo macroscopico, col quale ci misuriamo quotidianamente. Ci vengono in aiuto diversi esperimenti come quello di Grinberg, di Jahn e di Emoto. Osservando gli esperimenti del giapponese Masaru Emoto, vediamo come l'uomo è capace di modificare le vibrazioni, quindi le particelle subatomiche che compongono la materia, sia con semplici parole che con pensieri ed emozioni.

Dal 1999, Emoto ha pubblicato diversi volumi di un lavoro dal titolo "I messaggi dall'acqua", contenenti fotografie di cristalli di acqua esposti a variabili diverse e successivamente congelati, in modo da formare strutture cristalline. Dall'osservazione delle fotografie si evince come parole, preghiere, musica ed ambiente esercitino un vero e proprio effetto fisico sulla struttura cristallina dell'acqua, modificando la semplice struttura di base esagonale dei cristalli di ghiaccio di acqua non condizionata (tra l'altro dispersi in modo caotico), nelle strutture belle e raffinate, disposte in modo armonico e simmetrico, dei cristalli di ghiaccio di acqua "informata".

Il neurofisiologo Jacobo Grinberg-Zylberbaum, della National Autonomy University of Mexico, Città del Messico, ha studiato la capacità del pensiero umano di influenzare il mondo vivente intorno a sé. Nel suo studio, due persone collegate a un tipo di unità di monitoraggio fisiologico, quali i macchinari per ECG (elettrocardiogramma), furono isolate una dall'altra in stanze diverse. Una sarebbe stata stimolata con qualcosa - una foto, un leggero impulso elettrico. Successivamente i ricercatori avrebbero esaminato i due ECG per stabilire se le onde cerebrali del ricevente rispecchiassero quelle del mittente stimolato. I particolari modelli neuronali nel cervello del mittente provocati dalla luce, risultarono nel cervello del ricevente seduto in una stanza schermata elettricamente distante 14,50 metri. Ad ogni modo, Grinberg-Zylberbaum scoprì che fu una condizione importante a determinare il buon esito: la sincronia si verificò solo tra coppie di partecipanti che si erano incontrati precedentemente e avevano stabilito un rapporto, passando 20 minuti insieme in un silenzio meditativo. Una sorta di entanglement umano. Nel febbraio del 2016, "Scienze" pubblica l'ennesimo articolo sull'entanglement quantistico. Fino a questa data, erano stati pubblicati articoli in cui si ipotizzava tale proprietà della materia nella sua forma microscopica, da questo articolo ne viene dimostrata la concretezza.

Negli anni '80 dello scorso secolo, il professor Robert Jahn, fisico, ingegnere e studioso di fenomeni psichici e parapsicologici, fondò il Princeton Engineering Anomalies Research Lab, dedicandosi allo studio di effetti psicocinetici su generatori elettronici di eventi casuali da lui stesso costruiti: il "Global Consciusness Project" (GCP).

I ricercatori del GCP piazzarono in tutto il mondo (per la precisione fra Europa, Stati Uniti, Canada, India, Isole Fiji, Nuova Zelanda, Giappone, Cina, Russia, Brasile, Africa, Thailandia, Sud America ed Australia) 134 generatori di numeri casuali ribattezzati "eggs", cioè "uova". La funzione di queste uova è triplice: per circa 100 volte al secondo, generano casualmente un numero, 0 o 1, formulano previsioni sul numero che sarà generato e verificano il risultato della previsione. Ebbene, in concomitanza di disastri aerei, eruzioni vulcaniche, tsunami ed eventi come il crollo delle torri gemelle o la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, le risposte dei dispositivi si allontanavano molto dal range di attendibilità statistica, evidenziandosi come picchi nei grafici di distribuzione dei dati.

Conclusioni

Nel percorso di conoscenza e "collegamento" fatto sin qui, siamo partiti da una visione dualistica. Il dualismo si ritrova ovunque, yin e yang, maschio e femmina, Io e Sé, la lettera Beth dell'alfabeto ebraico, l'osservato e l'osservatore. Ma queste parti duali non si possono separare, sono fortemente connesse. Abbiamo anche visto come non sia possibile separare il sistema di osservazione da quello osservato, tutto è connesso, nulla è separato.

Ma allora dove sta questa dualità? Il ghiaccio e l'acqua sono forse duali? L'entanglement non è forse possibile perché siamo tutti una stessa cosa? Quindi, non ci sono distanze da superare ed è tutto istantaneo. La dualità non è quindi "1 e 1" ma "mezzo e mezzo",così come l'uomo ha caratteri di donna e viceversa. Yin e yang infatti sono "mezzo e mezzo" di un unico cerchio. La creazione è l'atto di separazione dal tutto, noi acquisiamo la nostra fisicità, che non è una, ma è mezza. L'altro mezzo sta nell'oceano... dove ritorneremo.

La visione duale è, appunto, una visione. Potrebbe non essere la realtà. Gesù dice "Io e il Padre siamo una cosa sola"La separazione tra il sé e l'io è solo l'esperienza che si materializza nella nascita, non è il significato. Sarebbe come dire che una goccia d'acqua non appartiene al mare solo perché ne è stata separata. Il concetto totale è il mare, la goccia è una possibile esperienza. Un'altra è una pozzanghera, un lago, un fiume; ma poi tutti si ricongiungono attraverso il "ciclo dell'acqua".

L'illustre psichiatra, psicoanalista, antropologo, filosofo Carl Gustav Jung diceva: "Come oltre l'individuo esiste una società, così oltre la nostra psiche personale esiste una psiche collettiva, l'inconscio collettivo, che cela parimenti in sé grandi attrattive". Andando ancora più indietro nel tempo, il popolo Maya utilizzava questa parola: "In lak'ech" ovvero "Io sono un altro te stesso".

Nell'Africa sub-sahariana, in lingua Bantu, viene utilizzato un termine molto bello "ubuntu", oggi molto noto nel mondo occidentale, per una famosa distribuzione del sistema operativo per computer, Linux. Questa parola indica "benevolenza verso il prossimo". È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell'altro. Ci sono diverse traduzioni di questo concetto. Quella che più mi piace è: "io sono ciò che sono, in virtù di ciò che tutti siamo".

Riferimenti:

"Un altro mondo", film di Thomas Torelli
"Einstein e l'etere: relatività e teoria del campo unificato", di Ludwik Kostro
"Logica da zero a Godel", di Francesco Berto
"La mente nuova dell'imperatore", di Penrose
"Il campo del punto zero", di Lynne Taggart
"L'inizio dell'infinito", di Deutsch
" La scuola degli Dei", di Elio d'Anna
"Alice nel paese dei quanti", di Gilmore

Articolo di Stefano Pistorio

Rivisto da www.fisicaquantistica.it

Fonte: https://www.neuroscienze.net/fisica-quantistica-e-cabala-ebraica/

 
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La febbre nel neonato e nel bambino e l’uso della Tachipirina - prima parte

Post n°3862 pubblicato il 15 Marzo 2019 da stella112

Perché i bambini sono più soggetti a febbre? Come possiamo combatterla senza compromettere l'organismo dei nostri figli?

 


Domenico Battaglia - 13/03/2019 

Tratto dall'articolo Febbre, dolore e infiammazione: come evitare FANS, paracetamolo e aspirina e utilizzare con successo le Medicine Non Convenzionali di Domenico Battaglia, apparso su Scienza e Conoscenza 62.

Quando la febbre si presenta in un neonato nelle prime settimane di vita, è bene dedicare molta attenzione a questi eventi. I neonati possono essere maggiormente soggetti a infezioni specialmente se hanno subito manovre meccaniche durante il parto, o manovre chirurgiche, o in generale un'importante medicalizzazione del parto. In questi casi specialmente, ma più in generale sempre, l'allattamento al seno svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni nei neonati. I bambini allattati al seno sono protetti da molti agenti patogeni e hanno un minor rischio di sviluppare febbri nei primi mesi di vita.

 

La barriera emato-encefalica è ancora permeabile nelle prime 6-8 settimane di vita: per tale motivo la febbre nei bambini molto piccoli necessita un alto livello di attenzione, in quanto risulta più facile, agli agenti patogeni eventualmente presenti, accedere al sistema nervoso aumentando la probabilità di infiammazioni delle meningi (foglietti protettivi del sistema nervoso).

Naturalmente il medesimo grado di attenzione che si mantiene per le febbri cosiddette "spontanee" andrebbe tenuto per quegli episodi febbrili che vengono indotti a seguito dell'inoculo di sostanze esterne, come per esempio nel caso delle vaccinazioni pediatriche svolte nel periodo delle prime 6-8 settimane di vita.

Infatti in questi casi ancora maggiore deve essere l'attenzione rivolta nei confronti di un eventuale episodio febbrile, sintomo evidente di una reazione immunologica in corso, la cui eventuale soppressione mediante farmaci deve essere attentamente ponderata da parte del medico curante.

Paracetamolo, FANS, aspirina: i falsi amici

Spesso, però, accade che anche in queste occasioni, vengano somministrate sostanze farmacologiche come FANS o Paracetamolo (Acetaminofene) per sopprimere gli eventi febbrili, come anche nel caso di sindromi simil influenzali o dolorifiche, spesso senza che ve ne sia urgenza e soprattutto senza avere esplorato fino in fondo le cause della patologia.

Questi farmaci appartengono alla categoria dei cosiddetti farmaci da banco, quindi fruibili senza prescrizione medica, e dunque massicciamente presenti nelle case di molti cittadini, magari sotto varie forme e denominazioni commerciali non immediatamente riconducibili alla formulazione chimica del prodotto. Questo aspetto può rendere l'uso di questi farmaci così comune da banalizzarne pericolosamente gli eventuali effetti collaterali, specie in situazioni di accumulo per somministrazione sovrapposta di farmaci con formulazioni simili fra loro o che ne dovessero contenere porzioni nella loro composizione chimica finale.

Cito da L'Annuario dei Farmaci di Roberto Gava(Ed. Piccin): «Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini, sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale, nausea, vomito, [...] fenomeni allergici (glossite, orticaria, prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica, broncospasmo) [...] Il paracetamolo possiede anche un'elevata tossicità acuta dose-dipendente. I danni sono principalmente epatici [...] con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la progressione verso l'encefalopatia, il coma e la morte. [...] Ci possono essere pure insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia [...].

L'effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del paracetamolo (l'N-acetil-p-benzochinone) che viene neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente. Dopo che le scorte intraepatotocitarie di glutatione si sono esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol epatocitario (circa 10 ore dopo l'assunzione del farmaco) e svolge la sua azione epatotossica».
La terapia per contrastare l'eventuale tossicità prevede la somministrazione (entro le 10 ore) di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio, glutatione per via parenterale (im o ev) (3).

Ancora più recentemente è stato dimostrato un effetto di tossicità a livello del sistema nervoso centralenon solamente secondario alla tossicità epatica, ma diretto.

La soppressione delle febbri con antipiretici, che siano indotte da tossi-infezioni o vaccinazioni, interferisce con il normale sviluppo immunologico e del cervello, portando a disturbi dello sviluppo neurologico in alcuni individui geneticamente e immunologicamente predisposti.

Gli effetti si possono verificare in utero o in età molto precoce, quando il sistema immunitario è in rapido sviluppo (2). Recenti studi confermano, nel caso di un uso non controllato del paracetamolo in gravidanza, un aumento del rischio di criptorchidismo, asma, nascita pretermine per il nascituro, nonché flebotrombosi ed embolia polmonare per la gestante (8). L'uso di FANS in gravidanza è stato correlato con un aumentato rischio di ritardo della crescita intrauterina, ipertensione polmonare persistente del nascituro, ridotta perfusione renale del feto con conseguente riduzione del volume del liquido amniotico (Oligoidramnios), oltre a un rischio maggiore di aborto spontaneo e malformazioni congenite a livello cardiaco, diaframmatico, gastrico o della parete addominale (ernia ombelicale) (8).

Nelle pubblicità proposte attraverso i mass media, sono molto in voga tutta una serie di messaggi riguardanti i FANS che mirano a far acquistare confezioni cosiddette "convenienza", che spesso triplicano il contenuto di compresse o bustine, pensate per il consumo collettivo di tutta la famiglia. In questo modo si induce una possibile auto-prescrizione incontrollata che può facilmente portare a sovradosaggi pericolosi per la salute.


Domenico BattagliaDomenico Battaglia nasce a Palermo nel 1973, si forma agli studi classici e consegue la laurea in Medicina e Chirurgia. Specialista in Urologia. Da alcuni anni si occupa di approfondire lo studio dell'alimentazione e della nutrizione con particolare attenzione all'alimentazione naturale correlata al perseguimento di uno stato di salute più... Leggi la biografia

 

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Che cosa è veramente la febbre?

Post n°3861 pubblicato il 08 Marzo 2019 da stella112
 

Abbiamo sempre considerato la febbre come una malattia da combattere, scopriamo finalmente che cos'è veramente la febbre e da cosa è scatenata


Redazione Scienza e Conoscenza - 08/03/2019 

Estratto dal libro Tachipirina, Paracetamolo e altri Farmaci per Abbassare la Febbre: Sì o No? Di Stefano Montanari, Antonietta Gatti

 

Probabilmente non esiste nessuno che nel corso della vita non abbia avuto esperienza di alterazioni in rialzo della temperatura: la febbre o, per chi vuole parlare difficile, la piressia.

Il fenomeno, di natura molto complessa e su cui non ci addentreremo se non al volo, è dovuto all'azione dei cosiddetti pirogeni (bella parola derivata dal greco "generatori di fuoco").Questi possono essere divisi in due grandi categorie: i pirogeni endogeni e i pirogeni esogeni. I primi sono sostanze contenute in un tipo di globuli bianchi chiamati granulociti che vengono prodotte quando ci sia la presenza d'infezioni o di certi fenomeni legati al cancro; i secondi sono proteine estranee all'organismo e particelle solide particolarmente piccole (nanoparticelle) e, comunque, minuscole entità che non appartengono all'organismo tra cui batteri vivi o morti. Le febbri più comuni, certo non le sole, sono proprio quelle che vengono da un attacco da parte di batteri vivi o di virus tra quelli con cui noi non riusciamo a convivere pacificamente. 

 

Sì, perché con la maggior parte di essi noi, come, del resto, tutti gli esseri viventi, abbiamo stabilito una sorta di patto di non belligeranza e di mutua convivenza e, insomma, non ci diamo fastidio l'un l'altro. A scanso d'incomprensioni, esistono batteri e virus che convivono tranquillamente con certi animali e che, invece, provocano malattie gravissime in altri. 

Un esempio è il virus chiamato SV40 che convive senza problemi con certe scimmie e che, invece, è cancerogeno nell'uomo che pure delle scimmie è parente stretto. Se nel grandissimo numero di queste entità la maggior parte di loro è innocua - e, anzi, ci sono non pochi batteri che noi ospitiamo nei nostri organi, l'intestino in particolare, che sono indispensabili alla nostra vita - con alcuni non andiamo proprio d'accordo, e questo con grande dispiacere prima di tutto per loro perché, una volta che sono penetrati nel nostro corpo, vengono combattuti. Idem per i virus, particelle piccolissime, di norma invisibili al microscopio ottico e visibili solo a quello elettronico, fatte di proteine e acidi nucleici.

 

Se i batteri sono sconfitti, muoiono (i virus non sono propriamente esseri viventi), mentre se stravincono uccidono chi, pur del tutto controvoglia, li ospita. L'ovvia conseguenza è che, morto l'ospite, muiono pure loro. Insomma, come capita anche in altri campi della vita comune, una convivenza serena è interesse di tutti. Però a volte c'è la guerra. Così arrivano gl'invasori, l'ipotalamo sposta in alto la sua soglia di "normalità" termica da mantenere e il sangue mobilita un esercito fatto di globuli bianchi. Si tratta dei monociti, i globuli bianchi più grossi che abbiamo, con un diametro che può arrivare a 18 micron (come abbiamo già detto, un micron è un millesimo di millimetro), che si "militarizzano" diventando macrofagi, cioè cellule specializzate di cui abbiamo accennato in precedenza la cui funzione principale è la cosiddetta fagocitosi, vale a dire la capacità d'inglobare gl'invasori, siano essi virus, batteri o piccole particelle estranee. Fatto questo, se ne vanno a morire con il loro contenuto di "prigioniero catturato". La sorte è quella di subire una specie di dissoluzione che finisce con l'eliminazione naturale dei suoi prodotti da parte dell'organismo. 

Nel corso della loro attività i macrofagi producono delle sostanze proteiche chiamate citochine.

Le citochine sono piccole proteine che si legano alla membrana cellulare comunicando alla cellula un'istruzione che può essere lo stimolo a crescere o a differenziarsi o a morire. Queste inducono diversi effetti e, tra loro, l'innalzamento della temperatura di cui sono responsabili alcune prostaglandine, sostanze di natura acida prodotte dalla maggior parte delle membrane cellulari, che vanno a modificare la termoregolazione. L'organismo mette in atto anche meccanismi apparentemente semplici come i brividi che altro non sono se non rapide contrazioni muscolari che, come fossero un'azione sportiva, innalzano la temperatura. Un altro espediente che l'organismo usa è quello della vasocostrizione periferica: i vasi sanguigni di mani e piedi vengono ridotti di calibro in modo da convogliare il sangue in zone centrali dove è indispensabile per i fenomeni di contrasto agli invasori. È così che, pur avendo una temperatura corporea alta, si sente freddo alle mani e ai piedi. 

 

L'innalzamento della temperatura è un fenomeno indispensabile che, in maniera quanto mai complessa e raffinata, l'organismo mette in atto per potersi opporre all'invasione di ospiti non certo graditi. Di fatto tutti i farmaci febbrifughi, e il paracetamolo fra loro, inibiscono la formazione di una quantità di sostanze di difesa, opponendosi così all'innalzamento della temperatura. Il che significa inevitabilmente rendere più difficile l'azione che l'organismo saggiamente organizza e, in definitiva, ostacolare la guarigione.

Ma l'organismo, per quanto opera mirabile, non è perfetto o, almeno, non lo è se noi lo consideriamo dal nostro punto di vista personale e decisamente egoistico. Mentre la Natura ha un piano infallibile per ucciderci, lasciando così spazio alla nuova vita, noi, pur coscienti dell'inevitabilità della sorte che ci toccherà, non abbiamo nessuna intenzione di morire e nemmeno di ammalarci. Ma, se proprio ci ammaleremo, non vogliamo subire l'incomodo dei sintomi della malattia.

I sintomi sono alterazioni della percezione che il soggetto ha dello stato che per lui è quello di benessere. Dunque, qualcosa di soggettivo diverso da quelli che sono i segni clinici che, a loro volta, sono aspetti oggettivamente anormali riscontrabili nel paziente (facendo attenzione a che cosa consideriamo "normale"). E, allora, magari non proprio in modo saggio, cerchiamo qualche mezzo capace di restituirci la percezione che ci piace e forse il mezzo più frequentato è proprio quello di sopprimere la febbre.

Vero è che a volte l'organismo esagera con le sue azioni di contrasto agli invasori e la guerra rischia di comportare effetti che possono rivelarsi deleteri per l'organismo che ospita quella guerra. Uno di quelli è il raggiungimento di una temperatura corporea eccessiva che può essere certamente utile ai fini della guerra in corso ma che può avere effetti deleteri addirittura irreparabili come provocare condizioni quali, ad esempio, l'epilessia o l'autismo. È in questi casi che si ricorre razionalmente ad un farmaco come il paracetamolo, principio attivo che ritarda sì la guarigione dalla malattia che ha provocato la temperatura eccessiva ma che previene effetti collaterali potenzialmente catastrofici.

Gli acidi nucleici sono composti chimici la cui acidità è piuttosto debole formati da grosse molecole presenti nel nucleo cellulare di tutti gli organismi viventi. Si tratta di sostanze importantissime per quanto riguarda l'informazione genetica e la sua trasmissione di generazione in generazione. Rivestono pure grande importanza nella sintesi delle proteine.

fonte

 

 

 
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DEDICATO A FABRY

Post n°3860 pubblicato il 03 Marzo 2019 da stella112
 



Caro Fabry questo lo scrissi anni or sono, si, quella sono io :-), e dopo arrivò il blog.

 
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L’universo potrebbe essere un gigantesco ologramma- Prima parte

Post n°3859 pubblicato il 03 Marzo 2019 da stella112
 

Secondo una teoria che prende il nome di principio olografico, l'universo sarebbe simile ad un gigantesco ologramma

 


Fausto Bersani Greggio - 27/02/2019 

Secondo una teoria che prende il nome di principio olografico, l'universo sarebbe simile ad un gigantesco ologramma: proprio come una manipolazione della luce permette di registrare un'immagine tridimensionale su una pellicola in due dimensioni, il nostro universo, in apparenza tridimensionale, potrebbe essere totalmente equivalente a un «dipinto» su un'immensa superficie lontana.

Un ologramma è un tipo speciale di fotografia che genera un'immagine tridimensionale quando viene illuminata in modo appropriato. Tutta l'informazione che descrive la scena tridimensionale è codificata e vive su una pellicola bidimensionale (v. Fig. 1)

 

fig.1

Il principio olografico afferma che una situazione analoga si può applicare nella descrizione di un qualunque sistema che occupi una regione tridimensionale purché la teoria fisica che lo descrive operi solamente sul suo confine bidimensionale. Il concetto di ologramma, inteso in modo generale, può essere quindi esteso come una rappresentazione a D - 1 dimensioni di un oggetto D dimensionale.

La fisica dei buchi neri - concentrazioni di massa incredibilmente dense con campi gravitazionali talmente intensi che neppure la luce riesce ad evadere - dà un'indicazione di come questo principio potrebbe essere vero anche a livello astrofisico, se non addirittura cosmologico.

Dallo studio dei buchi neri si ricava una conclusione sorprendente: l'entropia, che è connessa al contenuto di informazione di una qualsiasi regione dello spazio, è definita non dal suo volume ma dall'area della sua superficie

Alcuni fisici ritengono che questo risultato sorprendente possa essere un indizio in direzione di una teoria definitiva della realtà.

Il secondo principio della termodinamica afferma che l'entropia di un sistema fisico isolato non può mai diminuire. Tuttavia quando la materia scompare in un buco nero l'entropia dell'Universo sembrerebbe scomparire per sempre: un buco nero assorbe materia ed energia dallo spazio circostante e quindi "mangia" informazione.

Il secondo principio sembra pertanto essere violato.

Sennonché, negli anni '70, venne dimostrato un teorema in virtù del quale l'area totale di un buco nero, per un qualsiasi evento, non diminuisce mai. Di conseguenza, se si suppone che l'entropia di un buco nero sia proporzionale alla superficie del suo orizzonte, si può pensare che quando la materia cade al suo interno, l'aumento di entropia di quest'ultimo compensi l'entropia "persa" dalla materia scomparsa, una sorta di generalizzazione del secondo principio della termodinamica. Questo assunto fu effettivamente dimostrato da Bekenstein.

E fin qui non ci sarebbe un immediato problema se l'informazione rimanesse confinata all'interno dell'orizzonte degli eventi. Tuttavia Hawking nel 1974 pubblicò un articolo in cui sosteneva che un buco neropuò emettere spontaneamente radiazione termica fino ad "evaporare", fenomeno peraltro, al momento, mai osservato.

Cosa accade all'informazione caduta precedentemente nel buco nero quando esso evapora?

Ed inoltre, che dire del teorema dell'area il quale, a fronte di un'eventuale evaporazione del buco nero risulterebbe evidentemente violato data l'inevitabile scomparsa del buco nero stesso?

Anche se l'idea di Bekenstein, di un'entropia generalizzata data dalla somma dell'entropia dei buchi neri e della materia esterna ad essi, salva la seconda legge della termodinamica, rimane tuttavia aperto il problema del teorema dell'area e dell'informazione.

L'ipotesi di Hawking di un buco nero che possa evaporare pone una serie di problemi teorici, conosciuti con il nome di "paradosso dell'informazione", poiché nel lavoro originale la radiazione di Hawking è puramente termica, col risultato che dell'informazione viene distrutta per sempre: si pensi ad esempio ad alcune proprietà delle particelle catturate all'interno di un buco nero come la massa, la carica elettrica, lo spin, l'energia, la quantità di moto, ecc. tutti dati che andrebbero completamenti persi.

Fintanto che nulla poteva uscire da un buco nero, si poteva pensare che l'informazione, non più accessibile, continuasse comunque ad esistere confinata al suo interno, ma nel momento in cui questo non è più vero allora nascono delle difficoltà di interpretazione a livello quantistico. Infatti in meccanica quantistica l'informazione non viene mai distrutta. I tentativi di spiegazione allo stato attuale risultano alquanto contorti, poco convincenti e sicuramente incompleti.

Personalmente ritengo che il problema possa essere spiegato diversamente.

In una mia precedente pubblicazione su questa rivista [1] dimostrai che il ragionamento di Hawking è affetto da un errore e che in realtà un buco nero non potrà mai evaporare provando quindi che il teorema dell'area è assolutamente generale e non presenta violazioni salvaguardando anche il contenuto dell'informazione nascosta.

E' stato dimostrato, come si è detto, che l'entropia di un buco nero è proporzionale all'area del suo orizzonte degli eventi. Essa risulta misurata in unità di Planck (v. Fig.2)

 

fig.2 

 

ossia, pixel infinitesimi (10^-66 cmq) che rappresentano il limite estremo della nostra capacità di indagare l'infinitamente piccolo. L'idea è che lo spazio-tempo potrebbe non essere perfettamente liscio, esattamente come un'immagine digitale che evidenzia i propri limiti di risoluzione quando si zooma fino a dimensioni dell'ordine di grandezza dei suoi pixel.

L'informazione può essere quindi codificata sullo schermo olografico della sua superficie, il che corrisponde ad una caratteristica particolare: studiare la fisica della superficie olografica equivale a studiare la fisica del volume in essa racchiuso. Lo schermo olografico conserva una sorta di "memoria" o di "archivio", se si preferisce, delle proprietà della materia contenuta al suo interno.

Un processo analogo si verifica anche nel noto esperimento delle due fenditure, l'esperimento premiato nel 2002 dalla rivista Physics World come il più bello della fisica, in cui venne realizzata una figura di interferenza non con onde classiche, come sarebbe lecito attendersi, bensì con particelle, per l'esattezza elettroni.


Fausto Bersani GreggioLaureato in Fisica presso l'Università degli Studi di Bologna con una tesi sulla quantizzazione del campo gravitazionale.Associato all'I.N.F.N. (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) dal 1995 al 2007 per collaborazioni ai progetti di ricerca degli esperimenti L.V.D. (Large Volume Detector) e O.P.E.R.A. (Oscillation Project with... Leggi la biografia

 

Nota personale... I sogno sono la realtà o la realtà è un sogno? 

BELLA DOMANDA!

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FONTE

L’universo potrebbe essere un gigantesco ologramma- Seconda parte

 

 
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PENSIERI IN LIBERTA'

Post n°3858 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da stella112
 

 

Questo blog è nato molto tempo fa, precisamente 14 anni or sono e di cose e situazioni ne sono passate tante sia nella mia vita che nella vosta. Ci sono i fedelissimi, e quelli resteranno sempre nel mio cuore. Grazie a questo blog ho incontrato ed interagito con molte persone e tutte mi hanno lasciato qualcosa per cui ho imparato a guardare  le situazioni in modo diverso e sono cresciuta, sono diventata una persona diversa. Questo blog mi ha regalato anche un grande amico che mi culla a modo suo ed è sempre presente, soprattutto quando ne ho bisogno e questo è impagabile. Grazie Frenk . In questo spazio virtuale si è parlato e discusso veramente di tutto e questo lo ha reso un "posto" speciale per me perchè ogni tanto rileggo qualche vecchio post che mi trovo davanti magari facendo una semplice ricerca con google e questo mi fa sorridere perchè ripenso a quello che mi ha scritto un lettore una volta. " Sai stella che ogni volta che cerco qualcosa mi esce sempre il tuo blog?" 

Ultimamente l'ho un po' trascurato, dopo tanti anni avevo bisogno di una pausa, più da me stessa che dal blog in sè, avevo bisogno di staccare un po' la spina anche perchè nel mio mondo personale me ne succedono sempre di tutti i colori e non è un eufemismo , chi mi conosce lo sa bene. Comunque sia per ora sono qui a scrivere, cosa che amo fare da sempre e che spesso trascuro perchè mi manca il tempo di mettermi seduta tranquilla davanti al pc, proprio come sto facendo ora. Rileggevo ieri sera due miei vecchi diari e mi vien da sorridere per come le cose cambino nel tempo. Quello che prima era un amore grande ora non esiste quasi più. Il cuore cambia in continuazione a seconda delle situazioni. Se c'è qualcosa che ho imparato è che il "per sempre" non esiste e il tempo sistema sempre tutto. 

Un incontro casuale (nulla accade per caso") mi ha fatto riaprire il pc e sbirciare ancora tra i post del mio blog, l'incontro con una giornalista che attendeva come me dal medico. Una parola tira l'altra e la fiamma si è riaccesa.

Ber ritrovati amici, ora non mi resta che augurarvi una splendida giornata e mandarvi un forte abbraccio.

 

 
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I ROMORSI PESANO...

Post n°3857 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da stella112
 

 

I rimorsi pesano , pesano eccome, ti lacerano dentro. Possono essere di qualsiasi genere, per qualsiasi azione fatta, ma rimangono e pesano. Non si dimenticano mai e sono orgogliosa di questo anche se fanno male, ma se ci sono è semplicemente perché la mia consapevolezza è aumentata. Si sa, e per fortuna ,che la consapevolezza è entropia pura e quindi può solo aumentare, mai diminuire, ecco perché quello che un tempo mi sembrava "giusto" ora genera dei rimorsi. Ogni tanto mi ritrovo a pensare ai miei trascorsi, in 50 anni ne succedono di cose, eppure loro sono sempre lì, i rimorsi, ma se non ci fossero io sarei la stessa persona di 20,30 o 40 anni fa, ma la mia vita, il mio percorso mi ha fatto crescere. Mi rendo conto che quello che ho fatto è servito per farmi diventare quello che sono e mi riferisco al più stupido gesto come  schiacciare un ragno, ora non lo farei mai, non consapevolmente, a volte gli incidenti accadono  ,  a un tradimento, o a dover prendere decisioni difficili i in 5 secondi che cambiano la vita alle persone intorno a me. Si, loro sono sempre lì, custoditi nel mio cuore e pesano, ma loro sono la mia storia, la mia vita e con loro convivo e convivrò fino alla fine dei miei giorni su questa terra, provo a soffocarli , a volte ci riesco ma per poco. Non so se voi che mi leggete siete nella mia stessa condizione, comunque sia bisogna essere consapevoli che quello è stato il percorso che ci siamo scelti e lo porteremo a termine a testa alta non lasciando che il peso dei nostri rimorsi, dei nostri ricordi pieghi la nostra schiena, anche perché se non si fossero fatte certe azioni  non saremmo arrivati dove siamo ora,  e se siamo arrivati qui in questo modo significa che qui dovevamo arrivare . 

 

 

 
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L'era dei privilegi è finita: domani la delibera contro i vitalizi

Post n°3856 pubblicato il 28 Giugno 2018 da stella112
 

 

 

di Riccardo Fraccaro, ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta

Domani la delibera per abolire i vitalizi arriva in Ufficio di Presidenza alla Camera. Abbiamo vinto la nostra battaglia in nome di tutti i cittadini per l'equità sociale. È il compimento di un lungo percorso che ha sempre visto impegnato il MoVimento 5 Stelle, sin dalla sua fondazione e poi durante tutta la scorsa legislatura. Stiamo ottenendo un risultato che farà la storia: l'era dei privilegi è finita.

Attualmente sono in pagamento oltre 2.600 vitalizi per un totale di oltre 200 milioni di euro l'anno. Vengono corrisposti assegni d'oro a ex parlamentari che non hanno mai messo piede a Camera e Senato, versiamo cifre da capogiro anche a chi ha versato contributi ridicoli. Il trattamento previdenziale per gli ex onorevoli è uno scandalo intollerabile sul piano economico e morale, un autentico affronto verso tutti gli italiani. La nostra proposta, raccolta nella delibera del presidente Fico, prevede di ricalcolare gli assegni con il metodo contributivo per eliminare ogni iniquità.

Con il Governo del Cambiamento non possiamo più tollerare condizioni di vantaggio della classe politica, anche agli ex parlamentari devono essere applicate le condizioni stabilite per la generalità dei cittadini. Grazie al M5S possiamo dire finalmente addio alla casta iniziando ad eliminare il più odioso dei privilegi. Lo abbiamo promesso e lo stiamo facendo: i vitalizi saranno solo un brutto ricordo. Benvenuti nella Terza Repubblica.

FONTE

 

 
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Alexander Dugin: «L’Italia è l’inizio della grande rivoluzione populista che cambierà il mondo»

Post n°3855 pubblicato il 28 Giugno 2018 da stella112
 

 

Il filosofo russo Alexander Dugin, amico del presidente Putin e sostenitore dei movimenti populisti non ha dubbi: "La lotta contro il mondialismo atlantista passa di qui" e con questa l'Europa troverà la libertà, anche grazie all'aiuto della Russia

di 

 

 

 

Questo non è un momento storico come gli altri. Questo è il momento in cui ha inizio la «grande rivoluzione anti-liberale»: quella del popolo contro le élite, del diritto del cittadino contro il diritto dell'uomo, dell'identità nazionale contro la non-identità globale. In altre parole, come spiega il filosofo russo Alexander Dugin, controverso ma notevole personaggio dell'estrema destra russa, è l'ennesimo scontro tra "civiltà di mare" (mercantile, dinamica) e "civiltà di terra" (statica, tradizionale). Scontro che in questo caso cambierà le sorti dell'Europa e, si immagina, del mondo intero.

Arriva a Milano per presentare insieme al filosofo Diego Fusaro il suo ultimo libro, Putin contro Putin, edito dalla casa editrice Aga. Dugin è noto per aver elaborato una Quarta Teoria Politica (che supera fascismo, comunismo e liberalismo) ma soprattutto per la sua vicinanza al presidente russo Vladimir Putin («Non tanto mia - precisa - quanto delle mie idee»). E sono idee piuttosto chiare, in paricolare in geopolitica: «per l'Europa questo è il momento migliore» perché «oggi ha la possibilità di ritrovare la sua sovranità, il suo ruolo del mondo». Può ancora «ritornare libera» - ma, come è intuibile, non liberale - «proprio grazie all'aiuto della Russia»

Partiamo proprio da qui: cosa intende quando parla dell'aiuto della Russia?
Come è noto, dal punto di vista geopolitico ci sono tre poli: gli Usa, con la loro enorme potenza, l'Europa, che in passato è stata indipendente e sovrana e ora è diventata una colonia strategica degli Stati Uniti - è questo il senso della parola "atlantismo", nata proprio con il dominio americano - e infine la Russia. Un terzo polo che non è europeo né asiatico ma eurasiatico: una novità rispetto al dualismo della Guerra Fredda. Ora: oggi la Russia è più debole rispetto ai tempi dell'Unione Sovietica, ma più forte rispetto ai tempi di Eltsin, in cui rischiava il crollo. Non ha più una funzione di dualismo contro gli Stati Uniti (ruolo che tocca alla Cina) e, soprattutto, non rappresenta più un pericolo né una sfida per Europa e Stati Uniti. È nella posizione di essere, invece, la sua salvezza.

Cioè?
Oggi, con Trump al governo negli Stati Uniti e con una Russia forte ma non minacciosa, l'Europa ha la possibilità di ristabilire il suo ruolo geopolitico. E per questo credo che questo sia il momento ideale. Non si tratta di abbandonare gli Usa per abbracciare la Russia, come sarebbe potuto succedere durante la Guerra Fredda. No: la Russia non ha né le pretese né le risorse, per occuparsene. L'Europa può, oggi, affermarsi con un suo ruolo indipendente sia dagli Stati Uniti che dalla Russia. Ma seguendo un suo cammino di sovranità sull'esempio dato dalla Russia.

Ma come funzionerebbe questa riaffermazione di indipendenza? L'Europa, oltre a essere poco libera, non è nemmeno unita.
Ad esempio, attraverso la formazione "Grande Europa" immaginata da Putin, che arrivi dall'Atlantico fino a Vladivostok. In altre parole, con un'alleanza tra Eurasia ed Europa occidentale. Perché ciò avvenga, gli alleati naturali sarebbero alcuni Stati europei importanti, cioè i francesi e tedeschi, che sono il centro del continente. Del resto è da tempo che la Russia cerca rapporti e contatti più stretti, soprattutto con la Germania e, in via politica con la Francia. Stava quasi per realizzarsi un asse Berlino-Parigi-Mosca in occasione della guerra in Iraq, ma poi è fallito. E il motivo è sempre lo stesso. I nemici, in particolare, sono sempre gli stessi.

 

I populismi distruggeranno questa Unione Europea. Ormai è impossibile fermarli: la Ue non è più rappresentativa e non lo può nemmeno essere perché non corrisponde ai desideri e alla volontà del popolo

E chi sono?
Gli atlantisti, i globalisti, i mondialisti che mantengono il controllo sull'Europa. E il risultato logico è la sua decadenza, il suo declino. È per questo che i Paesi più sovrani, cioè quelli che vogliono affermarsi come europei, hanno già cominciato la loro rivolta contro questa Unione Europea.

Paesi "più europei" perché portano avanti un europeismo anti-Ue?
Esatto. L'Unione Europea deve uscire da questa situazione indefinita, in cui è contesa dal polo atlantista e filo-americano, e un altro polo che - attenzione - non è russo, ma è europeo. Vive un'esitazione tra due posizioni come durante la Guerra Fredda, quando oscillava tra America e Russia, ma stavolta oscilla tra America (intesa come polo atlantico) ed Europa, intesa come l'Europa delle radici. Oggi l'Unione Europea non è più europea e non vuole essere europea. E questa è la vera origine delle tensioni drammatiche tra Italia e Ue, tra Italia e Germania.

Mi faccia capire: esiste un'Europa più europea e una meno europea?
Diciamo che l'Europa ha perso la sua identità geopolitica. E allora l'attitudine negativa, quasi distruttiva, da parte di Italia, Austria, Ungheria (l'altra Europa) è la logica conseguenza dell'assenza di volontà e di strategia di autoaffermazione da parte delle istituzioni centrali.

E la soluzione quale sarebbe?
Semplice. Il ritorno dell'Europa a una strategia sovrana e indipendente da Usa e da Russia. Questi piccoli sovranismi nazionali cui assistiamo non si riconoscono nell'Europa globalista, ma chiedono un ritorno al sovranismo europeo. I primi passi, per fortuna, li abbiamo visti con le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel sull'immigrazione. O con l'annuncio dato da Francia e Germania di voler organizzare un Consiglio di Sicurezza diverso da quello della Nato. Sono tendenze politiche generali, ma chiare.

Ma questi "piccoli sovranismi nazionali" non promuoveranno piuttosto interessi locali?
Dipenderà da cosa faranno Francia e Germania. Se cambieranno il loro atteggiamento nei confronti degli Usa, riaffermando la loro volontà di indipendenza e sovranità, allora cambieranno anche i sovranismi nazionali. Se al contrario continueranno con la linea attuale, allora i populismi distruggeranno questa Unione Europea. Ormai è impossibile fermarli: perché la Ue non è più rappresentativa, non lo può nemmeno essere perché non corrisponde ai desideri e alla volontà del popolo. Oggi la democrazia liberale si definisce come il potere delle minoranze non elette sulla maggioranza dei cittadini. Quelle fanno i colpi di stato contro la Costituzione, le maggioranze reagiscono allora votando i Salvini, i Di Maio, le Marine Le Pen, o i Kurz. Destra o sinistra, non conta più. È una rivolta di popolo contro le élite, cioè contro le minoranze che vogliono difendere apertamente gli interessi delle minoranze. Se questa è la nuova forma della democrazia, ecco, al popolo non piace.

Per i liberali l'identità una cosa da distruggere. Ma distruggere l'identità significa distruggere il popolo: da qui nasce il populismo, che altro non è che l'accusa fatta al popolo di essere popolo.

In tutto questo però ci sono anche i migranti, spesso al centro di questo scontro.
È il punto simbolico più grande. I migranti sono il caso in cui una questione tecnica e marginale, cioè la gestione dell'immigrazione, rivela un contrasto ideologico insanabile.

Quale?
Questo: l'ideologia liberale dominante si fonde sull'assimilazione dell'uomo con il cittadino. È, in altre parole, l'effetto dell'ideologia dei diritti dell'uomo. Secondo questa visione, ogni essere umano gode di particolari diritti universali. Questa posizione ideologica ha come conseugenza che gli Stati siano obbligati a trattare tutti, anche gli stranieri e gli immigrati, come se fossero loro cittadini.

È così.
Ma questa è solo l'applicazione pratica di un'ideologia più ampia, che invece vuole distruggere e assimilare le tradizioni, le culture e le storie dei popoli. E allora il popolo ha una reazione: sarà pure viscerale, sarà organica, ma va al punto perché ha una sua origine politica, ideologica, metafisica. Resiste, anzi combatte questa ideologia. E allora succede che il semplice migrante, la semplice nave che li trasporta - elementi che di per sé non avrebbero alcun interesse sociale - diventano in questo campo di battaglia qualcosa di più grande: il segno della grande scelta di radicalità di questa civiltà.

Si spieghi meglio.
I liberali insistono in questa ideologia di forte ostilità al popolo. Per loro il popolo è una cosa negativa, perché è rischioso e incontrollabile e, se male indirizzato, potrebbe portare all'instaurarsi della dittatura o al governo di un leader forte. Allora la lotta che oggi viene fatta dalle élite contro Salvini, Di Maio e Orban altro non è che la lotta contro l'idea, sì, l'idea, che l'identità sia una cosa positiva. Per i liberali difendere il valore dell'identità di un cittadino o difendere l'identità nazionale costituisce il peggior male possibile, una cosa da distruggere. Ma distruggere l'identità significa distruggere il popolo: e da qui nasce il populismo, che altro non è che l'accusa fatta al popolo di essere popolo.

Ma gli altri reagiscono.
Eccome. Noi stiamo vedendo, di fronte a questa repressione, la reazione dei sovranisti: ebbene, questo è l'inizio della grande rivoluzione anti-liberale. Non è una correzione del liberalismo, no: è l'inizio della grande lotta sistematica dei popoli contro le élite liberali, contro le ideologie portate avanti dai Clinton, da Obama, da Soros, contro la promozione della globalizzazione sociale e politica. Non - e sia chiaro - non contro il controllo dell'immigrazione. Quello, come ho già detto prima, è solo un aspetto tecnico che si trova a rivestire una dimensione metafisica decisiva.

Metafisica?
Sì: oggi l'Europa decide il suo "Essere o non essere": cioè essere un'Europa con identità, o non essere Europa. Perché senza identità l'Europa non è Europa: è solo un territorio, come l'Africa, o l'Antartide.

Il Rinascimento è la forma culturale assoluta: e l'identità italiana è nella sua radice un'identità rinascimentale

L'Europa decide, ha detto. Ma, nel concreto: a chi tocca davvero questa scelta?
Oggi decide chi governa e proprio questo è il problema: è il popolo o è l'élite a governare? Si può dire che ci siano, in realtà, due governi: quello del popolo, rappresentato legittimamente in Italia, in Ungheria e in Austria, e quello europeo, che decide ogni volta in senso opposto. Questo è interessante. È l'inizio della lotta politica della nuova generazione, anzi della politica stessa della nuova generazione che - secondo me - dovrà portare alla creazione del populismo integrale.

In cosa consiste?
Un populismo che non sia né di destra né di sinistra, ma rappresentativo del popolo. Oggi in Italia assistiamo a una novità politica importante, un primo passo, cioè un'alleanza tra destra e sinistra. Già questo è notevole: cosa sarebbe successo se Marine Le Pen si fosse alleata con Jean-Luc Mélénchon? Il caos. O Donald Trump con Bernie Sanders? Sarebbe scoppiato tutto il sistema. O se Syriza si fosse unita ad Alba Dorata? Avrebbero cacciato la Grecia da tutto, sia dall'euro che dall'Unione Europea. E invece, ecco: in Italia è successo. Per la prima volta si supera la divisione destra-sinistra. Ha vinto Salvini, che con le sue felpe e le sue magliette ha contribuito a far smetter di demonizzare il populismo, e anche Di Maio. Insieme a loro ha vinto anche il popolo, in questa nuova lotta contro le élite per ritrovare la propria identità.

Ma dove si trova l'identità di un popolo?
Nella sua cultura.

Quale cultura, però? In Italia, ad esempio, in molti casi è espressione dal dominio americano: film, riviste, magazine. Come si fa a definire identitario un tratto culturale e non identitario un altro tratto culturale?
È una questione aperta. L'Europa è, come ho già detto, una colonia strategica, economica e culturale dell'America. Il problema è che con la politica di Donald Trump le cose sono cambiate: oggi l'Europa è una colonia che non desta più alcun interesse nella madrepatria. Un fatto deplorevole, per usare la celebre espressione di Hillary Clinton. E gli europei che si considerano globalisti, di conseguenza, sono i veri deplorables. Che cosa occorre fare con loro? Non lo so: non è un problema che c'è in Russia. Anche da noi esistono questi deplorables ma sono pochissimi e non decidono niente. Hanno rappresentanza in Parlamento, certo. Esistono. Ma non decidono. Del resto noi siamo russi, siamo orgogliosi della nostra cultura .

I russi hanno recuperato un'identità culturale precedente al comunismo. Gli italiani fin dove nel passato dovrebbero andare?
Questa è una cosa che devono decidere gli italiani. A quale cultura dare valore? Quale aspetto percepito come "italiano" occorre promuovere? Quale mondo di idee recuperare? Non ve lo posso dire io: sono russo. Se lo facessi sarebbe un atteggiamento globalista, razzista, mondialista.

Certo, ma come intellettuale cosa suggerirebbe?
Per me il Rinascimento italiano è la forma culturale assoluta. Ha avuto effetti grandissimi su tutti gli altri popoli, anche su noi russi. Io adoro il Rinascimento e credo che l'identità italiana (poi magari mi sbaglio) sia nella sua radice un'identità rinascimentale. Non medievale. Credo anche che il Risorgimento sia la continuazione del Rinascimento in un altro ciclo storico.

Nel Rinascimento però l'Italia non era unita.
No, certo. Aveva e ha ancora grande varietà al suo interno, con gruppi diversi etnicamente e culturalmente. In questo senso è una ricchezza, ma una ricchezza organica, con i tedeschi sulle Alpi e i francesi valdostani e valdesi, o i siciliani, che sono del tutto diversi. Invece, la diversità data dai rifugiati che non vogliono accettare e comprendere la vostra cultura e i vostri valori è una diversità anti-organica e pericolosa. Se li accettassero e li studiassero non vedo allora nessuna ragione per rifiutarli, no?

Parliamoci chiaro: noi russi conosciamo bene la dittatura, sappiamo bene come è fatto l'autoritarismo, lo abbiamo vissuto. Il regime di Putin è la cosa più democratica che abbiamo mai avuto

 

E il cattolicesimo non costituisce un fattore identitario importante?
Certo. È la forma più importante dell'identità tradzionale europea e latina. Ma anche qui: ci sono molte forme di cattolicesimo e di cattolicità. Gli italiani, se vorranno, dovranno scegliere la forma più importante per loro. Io ritengo che quella Rinascimentale fosse molto ricca e, soprattutto, non è modernizzata. È diversa e può ancora dare molto.

Una domanda su Putin. Anzi: sul dopo-Putin. Chi verrà, secondo lei, dopo di lui?
Putin è una figura simbolica: nessuno comprende Putin, lui è totalmente nascosto. Essendo un simbolo ha un ruolo fondamentale nel contesto internazionale: con il suo esempio mostra il cammino da seguire per far rinascere il Paese.

In che senso?
Al tempo di Eltsin la Russia versava in una situazione disperata, conseguenza diretta dell'adesione al liberalismo. Putin con il suo intervento ha corretto la direzione, senza però instaurare una dittatura o portare in auge il nazionalismo, o un autoritarismo vero. Parliamoci chiaro: noi russi conosciamo bene la dittatura, sappiamo bene come è fatto l'autoritarismo, lo abbiamo vissuto. Il regime di Putin è la cosa più democratica che abbiamo mai avuto.

Messa così, è vero.
Putin ha corretto questa democrazia attingendo a un bagaglio culturale tipicamente russo, e per questa ragione ha ricevuto grandi apprezzamenti. Ora credo che siamo arrivati nel mezzo del cammino della restaurazione del Paese. Il cambiamento definitivo arriverà dopo di lui.

E come sarà?
Non è sicuro. È possibile che continui in questo modo, solo con più velocità. Oppure ci sarà di nuovo una fase di decadenza e un ritorno al disordine dell'epoca di Eltsin. Putin, dal canto suo, non ha fatto nulla per garantire la continuazione del suo corso. Questo è un pericolo sia per noi che per gli altri Paesi, perché una Russia forte e sovrana serve a tutti, anche agli Usa. Senza un controllo organizzato sul nostro territorio sarà il caos: si pensi solo al controllo del nostro arsenale atomico. La Russia di oggi, che esiste nelle sue forme e nei suoi limiti attuali, è un bene per tutti. Anche perché, come dicevo all'inizio, rappresenta una via di salvezza per i Paesi che vogliono tornare a essere liberi. Non russi, ma liberi.

 

FONTE

 

 
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