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Stress: una porta verso la malattia

Post n°3850 pubblicato il 11 Aprile 2018 da stella112
 

 

Carmen Di Muro 

La vita è movimento perpetuo ed il suo accadere è scandito attimo dopo attimo, dentro e fuori di noi, in un gioco che si compie lungo un continuum e che ci chiama in determinati momenti ad affrontare situazioni esistenziali dolorose o stressanti a cui non sempre siamo preparati a rispondere adeguatamente. Eventi che non abbiamo previsto turbano il nostro equilibrio interiore ed implicano che debba necessariamente essere compiuto un salto affinché ci si possa ricollocare alla luce del nuovo accadimento. Nella maggior parte dei casi, però, il primo movimento istintivo diviene quello di ripiegarci su noi stessi, sulla propria interiorità che chiede spiegazioni e cerca di adattarsi a ciò che è sopraggiunto inaspettatamente, in modo da potersi riorientare al meglio.

La perdita di lavoro, un lutto, un tracollo finanziario, l'interruzione di un rapporto sentimentale, condizioni ed ambienti altamente stressanti e altri tipi di situazioni spingono a chiudersi in se stessi, sull'inquietudine che non trova senso, e a non comprendere quanto schemi di pensiero negativi inizino a dominare il nostro paesaggio interno, divenendo talmente familiari e radicati che è faticoso separarli dal proprio senso di auto-identità. Ciò drena energia vitale dalle riserve energetico-emozionali e crea un flusso disarmonico nella mente, che a sua volta si esprime nel corpo producendo un effetto di uguale o maggiore intensità sul campo elettromagnetico personale. Questo scompenso energetico non soltanto rende difficoltoso il ricollocarsi su vibrazioni alte ed armoniche necessarie per risollevarci, ma al contempo non permette al nostro organismo di svolgere la sua funzione metabolica in maniera efficiente.

Oggi sappiamo che un campo elettromagnetico sano determina reazioni elettrochimiche altrettanto sane, viceversa quando ci sono delle distorsioni nel suo flusso si generano problemi nella rete di segnali elettromagnetici che interconnettono tutte le molecole del nostro organismo.

 

La scienza stessa ci mostra che ad ogni forma emotiva corrisponde un rimaneggiamento della conformazione corporea, ovvero alcune arborizzazioni delle cellule nervose vengono a terminare sulla parete di certi organi e, ad ogni emozione sperimentata in risposta a situazioni significative o particolarmente stressanti, corrisponde anche una ridistribuzione dell'energia nervosa sui diversi organi del corpo, stimolandoli di più o di meno.

Ciò significa che le complesse dinamiche vibrazionali del mondo interiore, si ripercuotono non soltanto sul nostro corpo fisico, nella regolazione neuronale, ormonale, sanguinea e cellulare, ma vanno a riverberarsi su tutta la realtà esterna, poiché i nostri pensieri e di conseguenza i nostri modi di fare parleranno il linguaggio del polo sul quale sono accordati, attirando e dando vita ad una serie di situazioni non funzionali al nostro benessere e non permettendoci di affrontare quelle esistenti con la giusta abilità.

 

Infatti in una condizione di forte instabilità energetica, che coincide dal punto di vista tangibile, con una grande instabilità emotiva, l'ipotalamo in risposta allo stress produce corticotropina, inducendo l'ipofisi a produrre l'ormone di rispondenza e le ghiandole surrenali, a loro volta, reagiscono producendo aldosterone e cortisolo, affinché tutte le funzioni vitali rimangano bilanciate. L'effetto positivo del cortisolo, però, può trasformarsi in negativo quando una volta spento il campanello di allarme che ha dato il via alla sua attivazione, la sua produzione non si placa apportando una serie di conseguenze dannose sul cervello e sul sistema immunitario in grado di modificare il loro equilibrio e quello dell'intero organismo, che diviene vulnerabile all'azione di agenti patogeni. Nello stato di stress il consumo energetico diventa altissimo e l'organismo finisce con l'andare ad attingere a tutte quelle riserve funzionali del corpo che pian piano si sfibra.

Il circolo del benessere e del malessere è qualcosa che si plasma e si negozia in ogni attimo della vita, in quanto in noi c'è la possibilità di scelta. Scelta intesa come consapevolezza nel capire i segnali sottili che il nostro corpo o l'ambiente ci indicano a livello frequenziale. Lo stato di salute e la vitalità dipendono, allora, essenzialmente dall'atteggiamento interiore che ci fa entrare in contatto con la volontà armonizzatrice della nostra anima capace di mettere ordine nel caos delle nostre paure.

Visita: carmendimuro.com

 

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Che cos'è l'Epigenetica?

Post n°3849 pubblicato il 11 Aprile 2018 da stella112
 

 

David Perlmutter - 03/04/2018 

Ci è stato dato un dono quasi perfetto che è in gestazione da oltre 2 milioni di anni: il nostro DNA, il codice della vita, che viene raffinato e perfezionato da innumerevoli generazioni per fornirci la salute ottimale, la funzionalità e la longevità. 

Eppure, nell'ultima metà dell'1% della storia umana, noi come specie stiamo sperimentando una drammatica sfida alla nostra capacità di evitare la malattia.

L'esplosivo aumento di diabete, obesità, ipertensione, malattia di Alzheimer e altre patologie degenerative non è una manifestazione di qualche cambiamento improvviso nella nostra genetica. In effetti, i genetisti farebbero davvero fatica a identificare una qualsiasi mutazione significativa nel genoma umano rispetto a quello di 20.000 anni fa.

Allora, che cosa è cambiato? Se il progetto genetico che codifica salute e longevità è sempre lo stesso, quali fattori hanno corrotto il messaggio di questo codice apparentemente immutabile?

A quanto sembra, il concetto che il nostro DNA rappresenti un codice fisso e immutabile viene ora considerato scientificamente antiquato. Quello che siamo arrivati a comprendere è che il nostro codice genetico è in realtà molto dinamico. Gli stessi geni che si ritenevano serrati in una teca di vetro sono ora visti in continuo mutare in risposta a innumerevoli influenze ambientali.

È questa la scienza dell'epigenetica, che rivela non solo un nuovo modo di concettualizzare il comportamento dei nostri geni ma, cosa più importante, fornisce anche una nuova prospettiva sulla comprensione delle dilaganti problematiche di salute che caratterizzano il moderno mondo occidentale. La ricerca epigenetica svela che le nostre scelte relative al modo di vivere (il cibo che mangiamo, gli integratori che prendiamo, l'esercizio fisico che facciamo e perfino il contenuto emotivo delle nostre esperienze quotidiane) sono elementi coinvolti nell'orchestrazione delle reazioni chimiche che attivano o disattivano parti del nostro genoma, che codificheranno esiti pericolosi per la salute spianando la strada a una patologia, o creeranno un ambiente interno favorevole alla longevità e alla resistenza alle malattie.

Ecco quindi il dono di questa nuova comprensione dei geni e della loro espressione. Il profondo vantaggio di questo nuovo paradigma sta nella rivelazione che ognuno di noi ha l'opportunità di modificare la propria espressione genica e di cambiare il destino riguardante la propria salute.

 

Stando ben attenti alle informazioni presentate, potremo comprendere come influenzare positivamente l'espressione del nostro DNA per migliorare e conservare la salute e per allungare la vita.

E che si tratti di modificare la dieta, riaccogliendo i grassi alla nostra tavola, o di prendere più sole, o di dedicare più tempo al sonno, o perfino di impegnarsi ad andare a piedi nudi di tanto in tanto, ogni raccomandazione proposta in Io non mi ammalo! ai fini della responsabilizzazione è studiata per ristabilire la comunicazione con il nostro dono più prezioso, il codice genetico, con l'obiettivo del miglioramento della vita.


David PerlmutterDavid Perlmutter, medico neurologo, è una personalità di spicco nell'ambito della medicina complementare negli Stati Uniti.Ha pubblicato i propri articoli su autorevoli riviste scientifiche, quali il Journal of Neurosurgery e il Journal of the American Medical Association.Ha fondato e dirige il Perlmutter Health Center.

 Leggi la biografia

 

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Da cosa nasce l'ansia e come possiamo risolverla

Post n°3848 pubblicato il 19 Marzo 2018 da stella112
 

 

Scritto da: Carmen Di Muro 

 

Da cosa nasce l'ansia e come possiamo risolverla

 

Quando siamo centrati su obiettivi, stati d'animo e pensieri che non rispecchiano la nostra missione vitale più elevata, il nostro campo energetico diventa maggiormente sensibile all'azione di basse vibrazioni, che trovando terreno fecondo sul quale attecchire, non permettendogli di manifestarsi armoniosamente.

Questi nuclei di energia discordante agiscono al di fuori della consapevolezza e originano da traumi ed esperienze dolorose avvenute all'interno di relazioni intime, soprattutto nelle prime tappe dello sviluppo infantile, che plasmano il nostro mondo interiore, che non sempre raggiunge una maturazione sana, ma al contrario diventa contenitore di energie emozionali disturbanti, che possono rimanere latenti anche per tutta la vita divenendo fonte di malessere e disturbi somati.



Da cosa nasce l'ansia?

È questa l'energia che ci dirotta in quella tensione perenne tra passato e futuro: anticipando ciò che deve venire e allo stesso tempo, bloccandoci in un passato che non vogliamo rivivere. L'ansia è frutto di diverse dinamiche interiori e delle relazioni che intessiamo con gli altri. Al di sotto di essa, c'è sempre uno stato emotivo celato, che molto spesso viene inibito nel suo manifestarsi, soprattutto quando trova origine nei confronti di quell'"alterità" significativa da cui ci lasciamo sottilmente direzionare e che, senza saperlo, diventa fonte di emozioni sia positive che negative. Positive perché è ciò che dà alla nostra vita stabilità, e negative perché, al contempo, non rispecchia profondamente il nostro modo di essere. Ed è proprio quando lo scarto tra un sentire positivo e negativo nei confronti di una situazione o una persona che abbiamo a cuore aumenta, che sorgono i problemi. Si entra in uno stato di conflitto interiore, e per camuffare la rabbia, la paura, mista all'amore, sentimenti questi apparentemente inconciliabili, il nostro essere reagisce producendo una struttura di "energia ansiosa" che ci tutela, per non mettersi di fronte allo specchio, per evitare il confronto con se stessi e con ciò che proviamo.

Partendo da questo sentire che toglie il fiato, però, ci è data la possibilità di addentrarci in punta di piedi nella nostra intimità, per capire meglio di noi, ciò che non sappiamo e che ci fa paura vedere, lasciandoci traghettare dolcemente lungo il viaggio che essa compie all'interno del nostro organismo. E la scienza oggi ci aiuta sempre più a decifrarne i segnali, direzionando il nostro sguardo verso la presa d'atto delle vie di scarico corporee che l'ansia utilizza per manifestarsi, offrendo una mappa delle emozioni inconsce e sepolte che la generano e delle relative difese utilizzate per evitare di sentire qualcosa che emerge e che fa male. Ed è proprio allora che per evitarne il contatto noi la schiacciamo giù, la reprimiamo attivando difese che danno luogo alla maggior parte di quei sintomi somatici, che diventano voce narrante di una storia di dolore che solca le tracce dell'anima. E il corpo non mente, con i suoi malesseri, i suoi affanni, i suoi dolori.

Ma la nostra vecchia storia può divenire nuova storia nel momento in cui si contattano le emozioni inespresse, lasciandole scorrere liberamente, riportandole alla coscienza e riconoscendole come flusso energetico che muove la nostra carne. Ed è qui che un cammino di psicoterapia centrato sull'integrazionediviene la strada capace di illuminare l'intimità interiore, fino alla ricomprensione del sé più profondo che conduce all'anima.

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Candida ricorrente: il problema è intestinale

Post n°3847 pubblicato il 05 Marzo 2018 da stella112
 
Tag: CANDIDA

 

Scritto da: Federico Perinelli |

Candida ricorrente: il problema è intestinale

 

Il passo fondamentale nella risoluzione degli episodi recidivanti o ricorrenti di candida è quello di valutare la patologia valutandone tutti gli aspetti. Questo significa non concentrarsi esclusivamente sul sintomo, ma considerare e valutare le cause in modo che il trattamento risulti efficace, completo e innocuo.

Sistema immunitario ed equilibrio intestinale

Il nostro benessere è strettamente collegato all'efficienza del sistema immunitario che permette di mantenere nel tempo la nostra salute. Tutto questo perché ci protegge dalle sostanze dannose sia di origine esogena (ad esempio sostanze inquinanti, batteri, miceti e virus) sia di origine endogena (ad esempio sostanze di scarto del nostro metabolismo) con le quali quotidianamente veniamo in contatto. Riassumendo possiamo affermare che la capacità di mantenerci in salute dipende dai meccanismi di difesa che il nostro sistema immunitario attua per proteggerci nonostante le continue aggressioni che subisce. Nello specifico il nostro intestino ha il compito importantissimo di scegliere in maniera selettiva quello che è necessario al nostro organismo, rifiutando ed eliminando ciò che invece risulta non essere utile. Questo importante compito dipende dalle mucose. Ovviamente le mucose sono presenti in tutti i distretti del nostro organismo e sono collegate tra di loro mediante una rete di cellule linfoidi che rientrano in un sistema definito MALT(Mucosal - Associated Lymphoid Tissue). La maggiore concentrazione del MALT è il tratto gastrointestinaleche, per la sua importanza, viene definito GALT (Gut - Associated Lymphoid Tissue) dove Gut è intestino. Da ciò possiamo concludere che il nostro benessere e la nostra salute sono strettamente correlati alla salute e alla funzionalità del nostro intestino perché la flora batterica è una fondamentale linea di difesa che svolge sia attività protettiva che di modulazione della risposta immunitaria. Affinché tutto proceda e funzioni nel migliore dei modi è condizione necessaria che rimanga inalterato l'equilibrio nella composizione della flora batterica eubiotica ("buona"), quando ciò non accade, si crea un disequilibrio che predispone all'insorgenza delle affezioni intime più diffuse come per l'appunto la candida

Che cosa è la candida e come si sviluppa

Contrariamente a quello che pensa il luogo comune la candida è utile al nostro organismo. Per definizione è un micete unicellulare saprofita che partecipa alla digestione dei carboidrati e degli zuccheri aiutando quindi gli enzimi nel processo di fermentazione. La candida ha un altro importante compito quello di chelare i metalli pesanti nell'intestino permettendo che non vengano depositati nel nostro organismo. In determinate situazioni, come assunzioni continua di antibiotici, cortisonici, pillola anticoncezionale, lassativi piuttosto che alimentazione scorretta con eccessivo consumo di zuccheri o periodi di forte stress e di errati stili di vita, si verifica un deperimento delle difese immunitarie le quali, non reattive e forti, creano le condizioni ottimali di una disbiosi intestinale che favorisce il proliferare di microorganismi patogeni, sia a livello intestinale sia a livello di altre mucose, come ad esempio quella vaginale. In questo caso la candida da "buona" diventa patologica trasformandosi in un parassita che sviluppa una struttura ramificata, che partecipa ad aumentare ancora di più la disbiosi intestinale, danneggia la permeabilità intestinale e produce numerose tossine, circa 80 per l'esattezza. Come specificato, le mucose del nostro organismo sono tra loro collegate e spesso la candida patogena può, nel momento in cui prolifera, interessare anche altri distretti corporei, dando vita e innescando ad esempio altri malesseri come onicomicosi, stomatiti, micosi cutanee.

Come intervenire per ristabilire l'equilibrio intestinale e vaginale

I trattamenti farmacologici tradizionali tendono a non considerare le cause, ma agiscono sui sintomi, attaccando tutti i patogeni in maniera non selettiva e creando così le condizioni ottimali per le recidive e i fenomeni ricorrenti. I normali antimicotici colpiscono anche la flora batterica "buona" lasciandola ulteriormente danneggiata.
Il micete, a questo punto, sviluppa fenomeni di resistenza ai farmaci, che risultano quindi inutili: questo comporta, nella maggior parte dei casi, che si ricorra a un aumento nel dosaggio e nella tipologia dei principi attivi utilizzati, ottenendo conseguenze ancora più dannose perché la flora intestinale diventa sempre più povera e non capace di tenere sotto controllo il micete patologico, dando luogo a continue ricadute. Per contro è fortunatamente possibile intervenire in maniera naturale ed efficace, utilizzando sostanze vegetali in sinergia tra loro in modo da effettuare sia un'azione antimicrobica selettiva su funghi e batteri con un drenaggio intestinale, sia un'azione di ripristino delle mucose intestinali e di stimolo immunitario, per concludere con un integrazione di fermenti lattici adeguati . La specie acidophilus La-14 risulta essere tra i principali colonizzatori dell'intestino tenue. Hanno capacità di produrre acido lattico, aumentando il livello di acidità dell'intestino e indebolendo la crescita dei patogeni come candida, escherichia coli, proteus.

In ogni caso è sempre bene non intraprendere decisioni personali e rivolgersi al proprio medico o allo specialista che dopo un'adeguata visita di controllo può decidere il trattamento più efficace valutando la situazione fisiologica personale.

A presto, Buona Salute.

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Tumore, acidità e inibitori di pompa protonica

Post n°3846 pubblicato il 05 Marzo 2018 da stella112
 

 

Scritto da: Stefano Fais |

 

Tumore, acidità e inibitori di pompa protonica

 

Un fenomeno di grande importanza nella terapia dei tumori è la capacità delle cellule tumorali di resistere all'azione di una grande varietà di agenti anticancerogeni, e l'acidità tumorale, specialmente nei tumori solidi, ha un ruolo chiave. Il meccanismo secondo cui l'acidità tumorale riduce l'effetto dei farmaci antitumorali (che sono fondamentalmente tutti dei terribili veleni cellulari) è basato sul fatto che la maggior parte di questi composti sono "basi deboli" (chimicamente parlando). Quindi se si trovano in un ambiente ricco di H+, cioè acido, vengono immediatamente protonati e neutralizzati all'esterno delle cellule tumorali: in poche parole i farmaci vengono bloccati nell'ambiente extracellulare e non entrano nella cellula tumorale. Anche le poche molecole che riescono a entrare, probabilmente mediante una sorta di effetto auto tamponante, sono inglobate dalle vescicole intracellulari acide, che le neutralizzano e/o le eliminano mediante rilascio extracellulare di tali vescicole.

Il nostro gruppo è stato il primo al mondo a lavorare sull'ipotesi che una inibizione delle pompe protoniche potesse sia migliorare l'effetto delle terapie esistenti, sia di per sé avere un effetto anti-tumorale. Abbiamo quindi inizialmente dimostrato che inibitori di pompa protonica comunemente in uso nel mondo come potenti anti-acidi (PPI) erano in grado di rendere le cellule cancerogene e i tumori sensibili all'azione dei chemioterapici, anche a dosi sub-ottimali. I dati pre-clinici hanno portato al coordinamento di una serie di studi clinici in pazienti con diversi tipi di cancro e con risultati veramente incoraggianti. Inoltre tali dati sono stati supportati da studi clinici in animali da compagnia affetti con tumori spontanei.

Comunque, l'ipotesi più stimolante e originale era quella di privare, tramite utilizzo di PPI, le cellule cancerogene delle condizioni per loro essenziali alla sopravvivenza. Questo allo scopo di indurre una sorta di suicidio nelle cellule mediante l'acidificazione intracellulare e la conseguente attivazione di enzimi litici, in grado di indurre una rapida e inesorabile morte cellulare. Gli esperimenti condotti in questa direzione hanno tutti mostrato che i PPI (farmaci come omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, rabeprazolo, già usati per le gastriti), sono estremamente tossici per diverse cellule tumorali umane. I dati da noi ottenuti sono in grande accordo con quanto dimostrato da altri colleghi che utilizzano molecole in grado di inibire altri scambiatori di protoni e ioni come le anidrasi carboniche (1), i symporter come NHE1 (2), e i trasportatori delle monocarbossilasi (3). 

Note

(1) Un enzima presente nei globuli rossi del sangue, l'anidrasi carbonica, aiuta nella conversione dell'anidride carbonica ad acido carbonico e ioni bicarbonato.

(2) Un symporter è una proteina integrale della membrana che è coinvolta nel trasporto di molti tipi differenti di molecole attraverso la membrana cellulare. Il simporter lavora nella membrana plasmatica e le molecole vengono trasportate contemporaneamente attraverso la membrana cellulare ed è quindi un tipo di cotransportatore. NHE-1 è noto anche come scambiatore di sodio / idrogeno 1.

(3) Si tratta di proteine che catalizzano la diffusione del lattato attraverso le membrane cellulari.

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Talento, frequenze e DNA

Post n°3845 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da stella112
 

Scritto da: Carmen Di Muro 

 

Talento, frequenze e DNA

 

La scienza oggi ha scoperto come le sole indagini molecolari del DNA non siano in grado di svelare la moltitudine di fenomeni biologici che avvengono nel nostro corpo. Esiste un'informazione sovraordinata, molto più sottile, che controlla l'accensione e lo spegnimento dei geni. Il nostro DNA non solo è depositario dell'informazione necessaria per il funzionamento cellulare dell'organismo, ma in realtà è una struttura di risonanza elettromagnetica dinamica in grado di immagazzinare, trasmettere e modificare informazioni essenziali che riguardano ogni dimensione della nostra esistenza.

Esso, infatti, funge da internet biologico e può essere attivato dalle frequenze a cui, quotidianamente, siamo sottoposti. Campi elettromagnetici di intensità e frequenza ultrabassa possono modulare l'attività proliferativa cellulare, nonché l'azione di anticorpi e neurotrasmettitori. Le cellule del corpo umano hanno codice genetico identico che fa di ciascuno di noi un individuo unico e diverso da tutti gli altri, ma pur contenendo identico DNA, sono differenti tra loro proprio grazie all'azione del codice epigenetico, ossia l'insieme di quei segnali mediati dall'ambiente e, più significativamente, dalle nostre percezioni di quell'ambiente che veicolano e modificano l'informazione all'interno dei nostri geni. Questi segnali non sono soltanto di natura chimica, ma soprattutto elettromagnetica.

Che cos'è il talento?

Ciò è di fondamentale importanza nella comprensione che nella profondità della materia vivente, dove alberga la sequenza prima che determina la nostra unicità genomica, non c'è trascritta soltanto l'informazione che permette al nostro organismo di funzionare in modo perfetto. In essa sono contenute delle tracce vibrazionali di individualissime capacità che ogni individuo di per sé possiede. Esse altro non sono che singolari e sconosciuti talenti, potenzialità racchiuse nel nostro essere, che possono restare sommerse per tutta la vita senza manifestarsi se non vengono opportunamente stimolate nel corso del tempo. Il talento è un'energia creativa che vive dentro ognuno di noi che, lasciata libera, porta ogni persona alla sua piena e spontanea realizzazione. È l'attitudine a seguire il proprio destino, al quale si può accedere in qualsiasi momento. Ognuno è portatore di questa straordinarietà che ci rende individui unici e irripetibili. Il saper fare una cosa in modo migliore rispetto ad altre persone, implica che tali sequenze si siano attivate nel corso della nostra vita, perché sono state stimolate dalla giusta frequenza informatizzata che ha permesso loro di esprimersi spontaneamente.
Siamo network biologici in grado di captare, immagazzinare e modificarci in virtù dell'incessante flusso di informazioni a cui siamo esposti nel corso della nostra esperienza di vita.

Nel momento in cui frequentiamo determinati contesti in modo continuativo, la nostra sfera profonda si adatterà inscindibilmente alle frequenze maggiormente presenti intorno a noi. Il problema sorge quando l'ambiente è carico di frequenze basse e disarmoniche. Per esempio, ambienti poco stimolanti, trapuntati da sentimenti di bassa intensità causeranno sin dall'infanzia un addensamento energetico, facendo sì che le vibrazioni personali si adattino radicalmente alla vibrazione dominante del contesto di appartenenza. La familiarità con vibrazioni di polo negativo, a lungo andare causerà inevitabilmente una sofferenza dell'anima che non sarà più in grado di esprimere pienamente le sue potenzialità, e questa disarmonia si riverserà sul corpo, alterando pian piano la struttura e le catene di congiunzione del DNA.
Si attivano, così, sequenze genomiche disfunzionali, piuttosto che geni funzionali a mobilitare e far emergere i nostri talenti sconosciuti. L'ambiente in cui cresciamo influenza il nostro destino risvegliando geni "addormentati" o lascandoli per sempre "silenti". Ai geni serve solo tempo per sincronizzarsi l'uno con l'altro e con l'ambiente, e un talento può modificarsi in un altro, nel momento in cui l'ambiente esterno fornisce le frequenze armoniche adatte al risveglio di geni fino a quel momento addormentati. Nulla impedisce quindi che un artista diventi uno scienziato, o viceversa, o che si possano scoprire delle capacità anche in tarda età.

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Le emozioni ci fanno davvero ammalare?

Post n°3844 pubblicato il 15 Febbraio 2018 da stella112
 

 

Scritto da: Redazione Scienza e Conoscenza |

Le emozioni ci fanno davvero ammalare?

 

Tratto da Il Libro della Medicina Orientale

Quando parliamo di salute, uno degli aspetti più importanti dei cinque elementi riguarda le nostre emozioni. Ciò che proviamo e sentiamo può davvero farci ammalare.

Ciascun elemento e organi associati possono essere fortemente colpiti da un'emozione specifica.
Di solito, in una persona sana questo avviene per un breve lasso di tempo; ma se le emozioni rimangono inespresse per lunghi periodi, ciò può portare a un'intera gamma di disturbi e malattie.
Di frequente le persone lamentano un disturbo che ha avuto inizio a seguito di una forte problematica emozionale, ad esempio un problema alla pelle subito dopo la morte di un proprio caro.

Oppure disturbi intestinali dopo che la propria unica figlia è andata via di casa per frequentare l'università. E ancora, indolenzimento a collo e spalle dopo una settimana lavorativa particolarmente stressante e frustrante. Il collegamento tra questi eventi e i disturbi che ne derivano non sempre viene compreso e riconosciuto o, nel caso lo fosse, spesso non viene preso in considerazione e lo si accantona come "coincidenza" perché non può essere facilmente spiegato in termini convenzionali.

Per molte persone sembra essere molto più semplice trattare un eczema con una pomata a base di steroidi piuttosto che interpretarlo come la manifestazione fisica di un dolore, un lutto o un dispiacere. È difficile riconoscere che quel dolore, lutto o dispiacere ha distrutto l'equilibrio nell'elemento Metallo e nei suoi due organi correlati, Polmoni e Intestino Crasso; che lo squilibrio a livello dei Polmoni è "tracimato" trasformandosi in un problema dermatologico poiché, per la medicina orientale, i Polmoni hanno il compito di controllare la pelle; e che un aspetto fondamentale per curare quell'eczema consiste nel rafforzare l'elemento Metallo, in modo da elaborare il dolore (lutto o dispiacere) e permettere alla pelle di guarire.


In genere, le emozioni vanno e vengono, e nella maggior parte dei casi non si verificano problematiche dovute a uno stato emotivo persistente; per alcune persone, invece, specialmente quando uno degli elementi è più debole rispetto agli altri, un'emozione può essere difficile da lasciar andare.

Più a lungo un'emozione rimane irrisolta dentro di noi, maggiori possibilità ci sono che internamente si verifichino disagi e malattie. Il problema è che, a quel punto, qualunque collegamento tra il disturbo e l'emozione che l'ha causato difficilmente verrà individuato come tale.

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La Storia è già scritta, non lo sapevate?

Post n°3843 pubblicato il 02 Febbraio 2018 da stella112
 

 

Corsa al petrolio, sconvolgimenti economici, scontro di civiltà, guerra sacra e chi più ne ha più ne metta, compreso il rapimento di soldati! Molti pensano che queste siano le ragioni per il quale molte o tutte le guerre nascono e si moltiplicano come tumori inesorabilmente mortali.
Purtroppo non è così, i motivi di questa violenza in realtà non sono "i" motivi ma "gli" strumenti per raggiungere un obiettivo previsto in realtà da molto tempo. La verità c'è, è sotto i nostri occhi ricoperti di melma fatta di tv, stress da troppo lavoro, alcol, droga, gadgets elettronici, ecc. La verità è nascosta tra le pagine della storia, non quella ufficiale, ma quella troppo spesso tenuta nascosta a noi povere cavie confinate nelle nostre piccole gabbiette di cemento e mattoni.
Tutto, o quasi, parte ufficialmente il 24 giugno del 1717, quando i "grandi capi" della massoneria si riuniscono a Londra e tracciarono le linee guida per il "Novus ordo Sec(o)lorum" in base ad un disegno nato dalle ceneri del pensiero di grandi profeti come Jan Amos Kominsky (noto come Comenius) a sua volta erede spirituale di Johann Valentin Andreae. Questi due signori si possono considerare i veri padri del mondialismo moderno, il loro pensiero spaziava dalla politica al sociale, dall'economia all'educazione, Comenius parlava di un mondo dove tutte le razze si sarebbero fuse in una sola, così come le religioni. Un mondo dove l'educazione scolastica sarebbe dipesa da un'unica università madre di tutte le altre e di fatto oggi è così. Una politica centralizzata nel quale il nuovo mondo si sarebbe riconosciuto come figlio di un unico governo mondiale.Per fare questo ci sarebbero voluti diversi secoli e una serie di eventi, questi ultimi tappe fondamentali del cammino della nuova Massoneria speculativa per raggiungere l'obbiettivo finale: il Nuovo Ordine Mondiale.
L'ordine del giorno delle Massonerie riunite era quello di ovviare al problema dei poteri che allora operavano in Europa, ma anche quello di accelerare la nascita di un potere più forte e che fosse lontano dal Vecchio Continente, ed ecco la nascita degli Stati Uniti d'America (4/7/1776) attraverso lo sterminio di intere etnie alle quali inoltre è stato possibile rubare millenni di conoscenze di alchimia e medicina molto care a "maghi e stregoni" moderni.In Europa il problema era più serio, troppe monarchie troppi cervelli che pensavano e soprattutto troppo grande il potere della Chiesa, quindi ci voleva un drastico cambio di direzione che avrebbe portato alla distruzione delle monarchie a partire dalle più potenti: 1789 Rivoluzione Francese.
Il Secondo passo prevedeva (come da prassi) che dalle ceneri di una distruzione così grande nascesse una società rinnovata, che oltre ad aver perso i suoi punti di riferimento spirituali, anche grazie all'opera dell'Inquisizione che, specie nella prima parte del secondo millennio, aveva debellato i liberi pensatori e le tradizioni più antiche tacciandole di Satanismo o Stregoneria, perdeva ora anche i riferimenti istituzionali visti i periodi bui che l'Europa si apprestava a vivere.Dalle ceneri rinasce solo la Fenice ed eccola allora svolazzare sulla vecchia Europa per approdare ad un'altra tappa fondamentale non solo per l'Italia, ma per tutto il movimento Massonico in essere da quel momento in poi: 1847-1860 Risorgimento.
Mazzini e Garibaldi come profeti e fautori della nuova Italia, il secondo aiutato dalla Massoneria Inglese attraverso lo stanziamento di fondi e l'invio di parecchi soldati (si dice 20 mila) il che fa capire come sia riuscito a fare ciò che ha fatto. Altro che mille! Il primo autentico profeta e figura di spicco nell'ambito della Massoneria Europea; i moti Mazziniani non erano atti alla sola unificazione dell'Italia ma anche a quella dell'intera Europa. C'è una lettera molto interessante che Mazzini scrisse ad uno dei profeti più importanti ( se non il più importante) della Massoneria moderna, Albert Pike con il quale condivideva una profonda amicizia.Eccovi qualche passo di questa lettera che spiega da sola quello che stiamo cercando di spiegare in questo articolo:Il documento è curiosamente profetico e precorritore della sinistra triade "crisi-guerra-rivoluzione" o del concetto di "ordo et caos" più volte citato nei nostri articoli:
"[ ... ] La prima Guerra Mondiale doveva essere combattuta per consentire agli "Illuminati" di abbattere il potere degli zar in Russia e trasformare questo paese nella fortezza del comunismo ateo. Le divergenze suscitate dagli agenti degli "Illuminati" fra Impero britannico e tedesco furono usate per fomentare questa guerra. Dopo che la guerra ebbe fine si doveva edificare il comunismo e utilizzarlo per distruggere altri governi e indebolire le religioni.La Seconda Guerra Mondiale doveva essere fomentata approfittando della differenza fra fascisti e sionisti politici. La guerra doveva essere combattuta in modo da distruggere il nazismo e aumentare il potere del sionismo politico, onde consentire lo stabilimento in Palestina dello stato sovrano d'Israele. Durante la Seconda Guerra Mondiale si doveva costituire un'Internazionale comunista altrettanto forte dell'intera Cristianità. A questo punto quest'ultima doveva essere contenuta e tenuta sotto controllo sin quando richiesto per il cataclisma sociale finale. Può una persona informata negare che Roosevelt e Churchill hanno realizzato questa politica?La Terza Guerra Mondiale dovrà essere fomentata approfittando delle divergenze suscitate dagli agenti degli Illuminati fra sionismo politico e dirigenti del mondo islamico. La guerra dovrà essere orientata in modo che Islam (mondo arabo e quello musulmano) e sionismo politico (incluso lo Stato d'Israele) si distruggano a vicenda, mentre nello stesso tempo le nazioni rimanenti, una volta di più divise e contrapposte fra loro, saranno in tal frangente forzate a combattersi fra loro fino al completo esaurimento fisico, mentale, spirituale ed economico.Cosa ne dite? Questa lettera è stata scritta nel 1870! Ecco invece cosa scrive il Pike in un'altra delle tante lettere che i due grandi amici si spedivano spesso a proposito di quello che sarebbe accaduto dopo la Terza Guerra Mondiale, lettera che si dice sia catalogata presso la biblioteca del British Museum di Londra:
"Noi scateneremo i nichilisti e gli atei e provocheremo un cataclisma sociale formidabile che mostrerà chiaramente, in tutto il suo orrore, alle nazioni, l'effetto dell'ateismo assoluto, origine della barbarie e della sovversione sanguinaria. Allora ovunque i cittadini, obbligati a difendersi contro una minoranza mondiale di rivoluzionari, questi distruttori della civiltà, e la moltitudine disingannata dal cristianesimo, i cui adoratori saranno da quel momento privi di orientamento alla ricerca di un ideale, senza più sapere ove dirigere l'adorazione, riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero rivelata finalmente alla vista del pubblico, manifestazione alla quale seguirà la distruzione della Cristianità e dell'ateismo conquistati e schiacciati allo stesso tempo!"
A noi sembra tutto molto interessante e a voi? Questa è solo una piccola parte della storia, il resto è scritto tra le pagine di molti libri che però non sono best seller alla Dan Brown o alla Ken Follet e nemmeno i libricini dei tanti comici che affollano le nostre librerie. Vi consigliamo comunque qualche lettura che potreste trovare un po' più interessante dei "Novella 5000" o dei "Mai Visto" che avete sfogliato sotto l'ombrellone."O.N.U. gioco al massacro" di M.Blondet, "La rivoluzione Francese nell'opera della Massoneria" di Carlo Alberto Agnoli o ancora "Il vero volto dell'Immigrazione" di Giulio Valli, se invece volete il punto di vista dei grandi maestri massoni provate a leggervi "Morals and Dogma" di A.Pike, ma a nostro avviso per chi a lo stomaco forte, passate direttamente a "Massoneria e Sette Segrete la faccia occulta della storia" di Epiphanius.Buone lettura e per chi ancora non è tornato dalle vacanze, si prepari ad un ritorno in un mondo un po' più scomodo e profondo.


http://www.nwo.it/storia_scritta.html

 

 
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Tesla, Reich, Ighina: perché considerare folli le Grandi Menti del xx secolo

Post n°3842 pubblicato il 02 Febbraio 2018 da stella112
 

 


"Ogni uomo è una creatura dell'epoca in cui vive; solo pochi sono in grado di elevarsi al di sopra delle idee del loro tempo". Voltaire
Nikola Tesla (1856-1943) è stato uno degli scienziati più geniali di tutti i tempi nel campo della fisica dell'elettromagnetismo. Le sue idee rivoluzionarie e le invenzioni tecnologiche, alcune delle quali non completamente comprese nemmeno oggi, lo hanno posto in antagonismo con la scienza tradizionalista e con l'establishment politico ed economico dei suoi tempi.
Il grande sogno di Tesla era quello di eliminare miseria e povertà, distribuendo gratuitamente energia elettrica a tutti, in quanto la sua scoperta dei raggi cosmici, nel 1896 - che già gli aveva fatto guadagnare la fama di "pazzo" - lo aveva portato a sostenere che ci doveva essere una fonte di energia sconosciuta e senza limiti che poteva essere incanalata.
Nel 1901, brevettò infatti un apparato per l'utilizzo dell'energia libera radiante, le cui sorgenti principali erano il Sole, la magnetosfera terrestre, la Terra e i raggi cosmici, che condensando l'energia intrappolata tra la Terra e la sua atmosfera superiore, la trasformava in energia elettrica utilizzabile gratuitamente dall'uomo, come dono del pianeta ai suoi abitanti.
Ma questo progetto si scontrava enormemente con l'imperante logica del profitto, sorta con la rivoluzione industriale, ed inoltre le idee inedite di Tesla, non avendo analoghi precedenti nella storia della scienza, non sarebbero mai state incentivate finanziariamente, perché non avrebbero potuto essere realizzate per procurare un guadagno immediato e così, nonostante egli detenesse oltre 700 brevetti, morì in solitudine sulla soglia della povertà, ed il giorno stesso della sua morte, tutti i suoi appunti e documenti vennero sequestrati dall'FBI.
Stessa sorte, se non addirittura più clamorosa, toccò al Dr. Wilhelm Reich (1897-1957), contemporaneo di Tesla, pupillo e assistente di Clinica Psicoanalitica del Dr. Sigmund Freud, storicamente famoso per le sue scoperte in psichiatria e psicoanalisi, ma i cui studi in materia biofisica sono stati letteralmente cancellati da ogni registro storico.

 

La prima metà del XX secolo è stata un periodo di grande fermento intellettuale e di formidabile ingegno umano, ma nonostante il fiorire di scoperte rivoluzionarie nella biologia e nella fisica, il negazionismo della scienza "ufficiale" ha impedito letteralmente che queste influenzassero il panorama scientifico accademico, che a tutt'oggi, è solo agli inizi di quella rivoluzione culturale che sarebbe già dovuta esplodere e che invece si sta appena affacciando, con singoli, timidi e spesso isolati tentativi.
Negli anni '30, il Dr. Reich notò una "connessione energetica" fra tutti gli esseri viventi che chiamò "orgone"; egli lavorò per molti anni e in paesi differenti per studiarne le leggi e le manifestazioni, ma subì una radicale censura da parte del governo degli Stati Uniti che, per decreto della FDA (Food and Drug Administration, l'ente federale Americano per il controllo degli alimenti ed i farmaci) deliberò - probabilmente un caso unico nella storia - un rogo ufficiale per distruggere tutti i numerosi libri di Reich, oltre ai suoi manoscritti personali. Per almeno una decade, fino al 1962, la FDA sequestrò ogni copia circolante del lavoro di Reich, inclusi gli appunti di ricerca che riuscì a trovare e che contenessero la parola "orgone".
Eppure, prima dei suoi studi sull'energia cosmica orgonica, il Dr. Reich si guadagnò una grande reputazione internazionale come scienziato di grande integrità, ciò nonostante passò i suoi ultimi giorni in prigione, dove morì nel 1957, etichettato come ciarlatano e ricattatore dal governo Americano e dal sistema medico.
Ma cosa esattamente fece sì che il Dr. Reich venisse tacciato di eresia, perseguitato e messo in ridicolo dall'establishment medico e scientifico? Egli aveva scoperto qualcosa che poteva essere assimilato all'energia responsabile della pulsazione biologica che dà la vita sulla Terra (e probabilmente nell'Universo). Inoltre, suggerì l'idea che il cancro fosse il risultato dell'incapacità di esprimere le emozioni, in particolare di natura sessuale (energia sessuale).
L' "accumulatore di orgone" che egli inventò, era un contenitore abbastanza grande da accogliere una persona seduta al suo interno e lo aveva usato per trattare con successo pazienti affetti da diverse patologie, ma per il governo degli Stati Uniti l'orgone non esisteva e la parola stessa era sufficiente per classificare il materiale da bandire e distruggere, nel caso fosse stato pubblicato.
E' paradossale come qualcosa che si riteneva "non esistere" abbia potuto suscitare un tale accanimento, come se avesse costituito una reale minaccia o un pericolo imminente. Eppure riusciamo a spiegare razionalmente questa follia, non appena comprendiamo che il principale ostacolo al progresso e alla felicità dell'uomo, è proprio la paura.
Paura che nuove idee possano infrangere le proprie certezze, così da doversi rimettersi in discussione: è proprio per questo che i piccoli uomini hanno bisogno dei dogmi. Paura di conoscere se stessi, o meglio di riconoscersi in qualcosa di troppo diverso dalla propria tradizione. Qualcosa che potrebbe essere scomodo e sconveniente.
Paura dell'ignoto, di ciò a cui non siamo in grado di dare un volto noto, una spiegazione convincente usando gli strumenti che abbiamo a disposizione. Paura che un intero sistema crolli e con esso i suoi protocolli, le sue verità di carta e i suoi dogmi ritenuti irrevocabilmente sacri.
Paura di perdere i propri privilegi, il proprio status, il potere raggiunto faticosamente a seguito di una scalata sociale, secondo le logiche del profitto e del materialismo. In sostanza paura del cambiamento, cioè della vita stessa.
Le idee di Reich però, per quanto eretiche, non perirono in quel "rogo". Diversi studiosi proseguirono in sordina quel filone di ricerca sfociando nei campi d

ella bioenergetica, della psicosomatica, della radionica e dell'energetica vibrazionale.

 

Importanti attività di ricerca sono state condotte da Richard Blasband, Robert Morris, Courtney Baker, John Schleining, Jerome Eden e James DeMeo. Quest'ultimo scienziato statunitense, da oltre 30 anni continua gli studi di Reich sull'energia dell'orgone,dirigendo un laboratorio di ricerca nell'Oregon. Egli sostiene che l'energia orgonica, corrispettiva dell'etere del XIX secolo, è la forza vitale, una energia reale e tangibile che esiste nell'atmosfera, in forma libera e che ricarica anche noi, ricarica il terreno e gli alberi.
Tuttavia, le difficoltà nel portare avanti queste ricerche nell'ambito della scienza ufficiale, gli hanno fatto osservare: "In Occidente gli scienziati accademici sanno tutto e non gli si può insegnare niente. Sono consapevoli di quello che conoscono, ma non conoscono quello che non sanno. Un vero scienziato sa che esistono dei limiti alla conoscenza e che c'è bisogno di conoscere di più, di sapere quello che ancora non si sa e questo è molto raro".
In circa un secolo di studi, diversi autori, sconosciuti al grande pubblico perché indistintamente derisi o ignorati, come Albert Abrams, Georges Lakhovsky, Giuseppe Calligaris, Alexander Gurwitsch, Jacques Benveniste, Pierluigi Ighina e molti altri, hanno seguito lo stesso filo conduttore nella ricerca, contribuendo enormemente alla scoperta delle Leggi della Natura, pur senza avere mai ricevuto nessun riconoscimento scientifico ufficiale.
Grazie a loro ed alla mentalità alternativa che pian piano sta emergendo, dovuta anche alla sempre crescente diffusione delle filosofie orientali, i ricercatori indipendenti più illuminati di oggi, stanno valutando una scoperta sensazionale: la possibilità che l'informazione biologica non venga trasmessa soltanto per via biochimica, ma anche per via elettromagnetica e attraverso il campo energetico (eterico, orgonico, vitale, o che dir si voglia) universale.
Ognuno di questi coraggiosi pionieri, meriterebbe un tributo personale ed almeno un articolo interamente dedicato, per la portata delle loro scoperte, ma non essendo ciò possibile, ho scelto di dedicare una nota in ricordo di un ricercatore italiano che mi ha commosso e affascinato nello stesso tempo, per il grande valore della sua opera, espressa con semplicità disarmante ed insieme, con solida consapevolezza di sé. I saccenti uomini di scienza ne hanno ignorato l'esistenza, la gente comune ha sorriso alle sue affermazioni ferme e quiete, beffandosi del suo desiderio di condividere le sue scoperte, troppo distanti dai luoghi comuni e dalle loro nozioni di scienze imparate a scuola.
Solo i bambini in visita al laboratorio di Pierluigi Ighina, nella loro innocente integrità, libera da sovrastrutture, si sono riempiti di meraviglia, a bocca aperta e col naso all'insù, osservando le nuvole che si aprivano nel cielo, proprio sopra l'elica rotante di Ighina, un'invenzione rivoluzionaria in grado di far piovere o di far tornare il sole, simile nel principio di funzionamento al Cloudbuster di Reich, potenzialmente in grado di risolvere il problema della siccità nei paesi poveri, ma che nessuno ha mai voluto prendere in considerazione per più approfondite indagini. Gli unici davvero interessati sono stati quei bambini delle elementari: "La più grande soddisfazione della mia vita!" ha ammesso Ighina, con il suo genuino sorriso edentulo e gli occhi umidi, in un'espressione di saggia lucidità che solo un decano della vita e della conoscenza può avere.
Pierluigi Ighina (1908-2004), per 10 anni allievo e collaboratore di Guglielmo Marconi, è stato uno scienziato e ricercatore controcorrente, pressoché sconosciuto al pubblico. Fondatore del Centro Internazionale Studi Magnetici di Imola, ha dedicato tutta la vita allo studio dell'elettromagnetismo e dell'atomo. Ha teorizzato il ritmo sole-terra secondo il quale dall'interazione dell'energia solare con quella terrestre si produce materia, attraverso l'Atomo Magnetico.
Nel suo libro "Il Monopòlo magnetico" Ighina spiega che l'energia solare è il monopòlo positivo dell'atomo magnetico che arriva alla terra a spirale, dalla terra riparte un'altra spirale verso il sole con segno negativo e così il ciclo si chiude. Il riflesso di questa energia, abbinato alla pulsazione che lo caratterizza, crea la vita ed ogni cosa animata o inanimata è segnata da un proprio ritmo.
Noi esistiamo in virtù di questa pulsazione vitale, di questa doppia spirale di energia che promuove il movimento che dà la vita. E' straordinaria, a mio parere, e meriterebbe di essere indagata a fondo, l'analogia di questa descrizione con quella del DNA, la molecola della vita, soprattutto, alla luce delle più recenti ricerche, ancora embrionali, sul suo ruolo di "antenna biologica" rice-trasmittente a funzionamento elettromagnetico!
Nella sua ultima intervista, nel 1999, Pierluigi Ighina dichiarò: "Il 2000 è vicino, io ho poco tempo, ma sono avanti trent'anni. Gli scienziati invece sono molto indietro. Se mi dessero ascolto, se solo un poco mi ascoltassero, risolverebbero tutti i problemi del mondo. Ho 91 anni e da tanto tempo studio il magnetismo e molti fenomeni della fisica che ancora non sono stati capiti. Il secolo che sta per iniziare potrebbe cambiare la scienza. Non so se siete pronti per ascoltare queste cose, ma è bellissimo. Il sole è il centro della vita. Dentro il sole, al centro, abbiamo scoperto un cuore, un cuore pulsante che batte agli stessi ritmi del corpo umano, un cuore magnetico. Siete liberi di credere o no a quello che scrivo. Se ci credete, avrete capito i segreti del mondo, se non ci credete, per me è lo stesso...".
Sono convinta che ognuno degli scienziati che ho citato avrebbe voluto che i propri studi non dovessero essere considerati un traguardo, bensì un punto di partenza, da approfondire ed integrare, correlare alle acquisizioni di altri, nel vero spirito della ricerca, per inseguire e perché no, raggiungere, quel "principio unificator" che è stato il sogno dei più grandi filosofi di ogni tempo.


Fonte: http://ilquieora.blogspot.it/2016/01/tesla-bruno-reich-ighina-hamer-perche-perseguire-considerare-folli-eretici-grandi-menti.html

 

 
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Educate i bambini alla felicità... non alla perfezione!

Post n°3841 pubblicato il 31 Gennaio 2018 da stella112
 

 

Prima o poi succede a tutte le madri: stavate passeggiando con vostro figlio o vostra figlia per il parco, oppure al centro commerciale e incontrate una vecchia amica, una vicina, magari con pargoli o nipotini, ed ecco, che come di consueto, scatta la fatidica gara a quale dei bimbi abbia le caratteristiche migliori.
Non deve sorprenderci che negli ultimi decenni molti genitori abbiano assunto un modello educativo basato sulla iper-genitorialità. Si tratta di genitori che vogliono che i loro figli siano preparati al meglio per la vita, ma non nel senso più ampio del termine, bensì nel più limitato: vogliono cioè che i loro figli abbiano le conoscenze e le competenze necessarie per diventare un buon professionista, ottenere un buon lavoro e guadagnare abbastanza, nulla di più di questo. Questi genitori hanno un solo obiettivo: vogliono che i loro figli siano perfetti.
Per raggiungere questo obiettivo non esitano a iscriverli a diverse attività extrascolastiche, spianando loro la strada oltre ogni limite e, naturalmente, spingendoli al successo ad ogni costo. E la cosa peggiore è che credono di farlo "per il loro bene". Il problema principale di questo modello educativo, è che aggiunge inutile pressione sui bambini,finendo per togliere loro l'infanzia e creando degli adulti emotivamente disastrati.I pericoli di spingere i bambini verso la perfezione
Sotto pressione, la maggior parte dei bambini obbedisce e raggiunge i risultati che si aspettano i genitori, ma in ultima analisi, in questo modo si ottiene solo di limitare il loro pensiero indipendente e lo sviluppo di competenze profonde che li possono portare al successo vero e proprio. Se non diamo loro lo spazio e la libertà per trovare la propria strada e li carichiamo di aspettative, i bambini non potranno prendere le loro proprie decisioni, sperimentare e sviluppare la loro identità.

 

Pretendere che i propri figli siano sempre i 'migliori' racchiude dei rischi, poiché genera una pressione inutile che li priva della loro infanzia. L'infanzia è un periodo di apprendimento, ma anche di gioia e divertimento. I bambini dovrebbero imparare divertendosi, facendo errori, perdendo tempo, lasciando volare l'immaginazione e trascorrendo del tempo con altri bambini. Aspettarsi che i bambini siano i migliori in un particolare campo, carica sulle loro spalle una inutile responsabilità. Questo metodo educativo li priva della loro infanzia.
Quando i genitori si concentrano più sui risultati che sullo sforzo, il bambino perde la motivazione intrinseca, perché capisce che conta di più il risultato che il cammino intrapreso. Pertanto, possono aumentare le probabilità che commetta frodi a scuola, perché per lui non è così importante imparare quanto lo sono i voti. Allo stesso modo, concentrandosi sui risultati, perde interesse per il cammino della vita e smette di goderselo.Come si pianta il seme della paura di fallire
La paura del fallimento è una delle sensazioni più limitanti che possiamo sperimentare. Questo sentimento è intimamente legato alla concezione che abbiamo del successo. Quindi, spingere i bambini verso il successo fin dalla tenera età, serve solo a piantare in loro i semi della paura di fallire. Di conseguenza, è probabile che questi bambini non diventino adulti indipendenti e intraprendenti, come vorrebbero i loro genitori, ma persone che vanno sempre sul sicuro e accettano la mediocrità perché hanno paura di fallire.Generare una perdita di autostima
Molte persone di successo, professionalmente parlando, non sono sicure di sé. Ad esempio, molte top model, per esempio, hanno confessato di pensare di essere brutte o grasse, quando in realtà sono delle icone di bellezza. Questo perché il livello di perfezionismo al quale sono sempre state sottoposte, le porta a credere che tutto ciò che faranno non sarà mai abbastanza e che basterà il minimo errore perché gli altri le disprezzino. I bambini che crescono con questa idea diventano adulti insicuri, con una bassa autostima, credendo di non essere abbastanza meritevoli d'amore. Di conseguenza, vivono dipendendo dalle opinioni degli altri.
"Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: A essere contento senza motivo. A essere sempre occupato con qualche cosa. A pretendere con ogni sua forza quello che desidera". (Paulo Coelho)Cosa dovrebbe sapere realmente un bambino
I bambini non hanno bisogno di essere i migliori, ma solo di essere felici. A questo proposito, ti devi solo assicurare che tuo figlio sappia:
- di essere amato incondizionatamente e in ogni momento, non importa quali errori fa o farà;- di essere al sicuro, che lo proteggerai e lo amerai come meglio potrai;- che può fare lo scemo, perdere tempo a fantasticare e a giocare con gli amici;- di poter scegliere ciò che più gli piace e perseguire quella passione, non importa di cosa si tratti. Che può trascorrere il tempo libero facendo ghirlande di fiori o disegnando gatti con sei gambe, se è quello che vuole, invece di praticare la fonetica o il calcolo;- di essere una persona speciale e meravigliosa, come molte altre persone nel mondo;- di meritare rispetto e che deve rispettare i diritti degli altri.Cosa non devono dimenticare i genitori
È anche essenziale che i genitori sappiano:
- che ogni bambino impara secondo il proprio ritmo, e che non devono confondere la stimolazione che aiuta a sviluppare con la pressione che travolge;- che il fattore più influente nel rendimento scolastico dei bambini, è che i genitori leggano libri ai loro figli, che dedichino loro del tempo per coltivare insieme la passione per la lettura. Non sono le scuole costose o i giocattoli iper-tecnologici a determinare risultati;- che il bambino che ottiene i voti migliori, non è quasi mai il più felice, perché la felicità non si misura in questi termini;- che i bambini non hanno bisogno di più giochi, ma di una vita più semplice e spensierata e di passare più tempo con i genitori;- che i bambini meritano la libertà di esplorare tutto e decidere da soli cosa gli piace e li rende felici.
Come diceva Arthur Schopenhauer: "Ogni bambino che nasce è in qualche misura un genio, così come un genio resta in qualche modo un bambino".Rivisto da www.fisicaquantistica.it
Fonte: http://psicoadvisor.com/educate-bambini-alla-felicita-non-alla-perfezione-3747.html

 

 

 
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