Life's a Journey..a passeggio in India del nord e sud est asiatico..nuovo sito www.enricoguala.it |
TASHI DELEK

Nessuno è nato sotto una cattiva stella;
ci sono semmai uomini che guardano male il cielo
(Dalai Lama)
SPIRIT OF LADAKH..2010
ALLA SCOPERTA DEL TIBET IN ESILIO..BY ENRICO
SGUARDI OLTRE..ALLA SCOPERTA DELL'INDIA DEL NORD
PROFONDO RAJASTHAN
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Post n°199 pubblicato il 08 Agosto 2011 da enry0270
Finalmente è pronto il nuovo sito-blog di Life's a Journey per l'accesso basterà digitare www.enricoguala.it e si accederà al nuovo portale. Ricco di notizie e curiosità sull'area del sud est asiatico ed India del Nord! Dal Ladakh all'Himachal Pradesh, da Bangkok ad Hanoi...notizie e curiosità.. venite a trovarmi! Enrico
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Post n°198 pubblicato il 06 Agosto 2011 da enry0270
Dorje Legpa (Sanskrit: Vajra Sadhu) è anche detto "il devoto con lo scettro saetta" (tiene il Vajra nella mano destra),era originariamente un dio della religione prebuddhista del Tibet. La leggenda narra che Padmasabhava,il missionario buddhista dai poteri magici (VIII sec),riuscì a sottometterlo e a convertirlo. Da allora Vajra Sadhu fa parte del panteon buddhista con la funzione di protettore dei sacerdoti oracolisti. Come iconografia è raffigurato con il cappello rotondo rigido di paglia intrecciata e laccata in uso nelle sedute oracolistiche; sta seduto su un leone,tiene il Vajra nella mano destra, mentre nella mano sinistra si porta alla bocca per divorarlo il cuore di un nemico ucciso. |
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Post n°197 pubblicato il 22 Luglio 2011 da enry0270
Anche quest'anno a Chiusa Pesio verranno a trovarci i monaci Tibetani! Ecco il programma: GIOVEDI 18 AGOSTO ore.9-11/ 17-19 insegnamenti di Filosofia Buddista tenuti dal Maestro tibetano h.11,30 accoglienza dei monaci tibetani con inizio costruzione del Mandala, VENERDI 19 AGOSTO h.9-11 insegnamenti di Filosofia Buddista tenuti dal Maestro tibetano Pare Rimpochè. h. 10-13 / 15-19 proseguimento costruzione del Mandala. Ala del Pellerino, Chiusa Pesio. h. 20,45 Conferenza pubblica del Maestro tibetano Pare Rimpochè sul tema “ La Nonviolenza e la Pace interiore”. Sala didattica del Parco Alta Valle Pesio.Chiusa Pesio. SABATO 20 AGOSTO h.9-11 insegnamenti di Filosofia Buddista tenuti dal Maestro tibetano Pare Rimpochè. B&B Creatività Natura Salute, Frazione Vigna 8, Chiusa Pesio. h.h. 10-13 / 15-19 proseguimento costruzione del Mandala.Ala del Pellerino, Chiusa Pesio. DOMENICA 21 AGOSTO h.9-12 proseguimento costruzione del Mandala. Ala del Pellerino, Chiusa Pesio. h.13.00 Pranzo con piatti tipici tibetani (su prenotazione, il ricavato sarà devoluto ai monaci). B&B CreativitàNaturaSalute, Frazione Vigna 8, Chiusa Pesio. h.16,00 Cerimonia di distruzione del Mandala, con spargimento della sabbia nel fiume Pesio. Per Insegnamenti di filosofia Buddhista (aperti a tutti) e pranzo tibetano, informazioni e prenotazioni contattatemi che vi fornirò i numeri di telefono. |
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Post n°196 pubblicato il 17 Luglio 2011 da enry0270
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Post n°195 pubblicato il 04 Luglio 2011 da enry0270
Dharmacakra è il termine in sanscrito, mentre in Tibetano è chos kyi 'khor lo...mi riferisco alla Ruota del Dharma che è il simbolo della filosofia Buddhista ed è anche uno degli 8 simboli del Buon Auspicio.
Nel momento in cui, nel Parco delle Gazzelle a Sārnāth vicino a Vārāṇasī, il Buddha Śākyamuni rivela ai suoi primi discepoli le Quattro nobili verità , secondo la tradizione buddhista egli mette in moto la Ruota del Dharma o dharmacakra. La ruota, nella precedente iconografia indiana, è un'arma sacra, segnatamente di Indra. Questa arma è messa in moto (o lanciata) dal Buddha Śākyamuni per colpire gli ostacoli, gli errori, gli attaccamenti che impediscono all'uomo di raggiungere il Nirvāṇa. E come un'arma, questa "ruota" (cakra) "colpisce" da uomo a uomo, da paese a paese, da era storica a era storica con gli "insegnamenti" (dharma) del Buddha Śākyamuni. Tradizionalmente il dharmacackra è costituito da otto raggi che rappresentano il Nobile ottuplice sentiero che sono: Nei monsteri Tibetano ( o Gompa) si può vedere la Ruota del Dharma con ai lati le 2 Gazzelle a ricordo del luogo, il Parco delle gazzelle, in cui il Buddha Śākyamuni predicò per la prima volta la dottrina buddhista.
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Post n°194 pubblicato il 26 Giugno 2011 da enry0270
Visitando i monasteri tibetani,quando starete per entrare all'interno
Fungono sia da guardia del corpo di Buddha, sia da osservatori del mondo
Hanno il compito di impedire ai demoni di penetrare nel mondo
Conosciamoli in dettaglio: **Nord - Vaisravana (nome buddhista) - Kubera (induismo)
Di colore giallo, tiene con la mano destra l’asta dello stendardo (che annuncia la vittoria della dottrina del Buddha – protettore della fede) Nella mano sinistra ha una mangusta (che si ciba di serpenti, simbolo di avidità e odio) ![]() ** Est - Dhatarāṣṭra (nome buddhista) - Indra (induismo) Di colore bianco, colore dell'alba e della «chiara luce» Re dei musici celesti che hanno il compito di suonare per gli dei, esso stesso suona il liuto ![]() ** Sud - Virūḍhaka (nome buddhista) - Yama (induismo) “il virgulto” sovrano degli spiriti maligni, è blu, colore simbolo di lussuria e vitalità, guardiano del sud e della frontiera fra l'immortalità e l'esistenza condizionata dal passare del tempo, egli ha per simbolo la spada. Il corno in testa (che gli fa da elmo) è una proboscide di un mostro abbattuto dalle fattezze elefantine. Viene rappresentato in atteggiamento dinamico,proiettato in avanti nell'atto di avventarsi contro un nemico sguainando la spada. è il generale capo dei kumbhanda, nani dal muso di bufalo. (traggono il nome da una loro particolarissima caratteristica: grossi testicoli ,grandi come pentole). ![]() ** Ovest -Virūpākṣa (nome buddhista) -Varuna (induismo) Virupaksa (con gli occhi deformati) protegge l'Ovest ed è il custode delle reliquie del Buddha.
Rivela il suo compito il piccolo chorten (stupa) incorniciato da una mandorla. La mano sinistra tiene un serpente (naga) perchè è il signore delle schiere dei Naga ![]() |
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Post n°193 pubblicato il 25 Giugno 2011 da enry0270
Ciao a tutti! Rispondere a tutte queste domande in modo sintetico non è In questo post vi dirò che tipo di attrezzatura mi porterò dietro per il Innanzitutto: Tipologia di viaggio: Viaggio di un mesetto tra Viet e Cambogia "fai da te" In dettaglio l'attrezzatura fotografica: Zaino fotografico della KATA mod. 123 go 30
La particolarità di questo zaino sta nel fatto che può diventare monospalla. La mia fedele Sony Alpha a 850, macchina fotografica digitale full frame
**Obiettivi: Tamron SP AF 28-75mm F/2,8 XR Di LD Aspherical [IF]
Scelto perchè molto leggero e luminoso;minime aberrazioni cromatiche **Obiettivo Tamron SP AF 70-200mm F/2,8 Di LD [IF] Per coprirmi la focale fino a 200mm,ottima qualità,luminosità..un po' pesante Utilizzo per ritratti e quando devo riprendere la scena da lontano.
**Obiettivo Sony 85mm 2,8 SAM Obiettivo luminoso,ideale per ritratti,fisso,molto leggero
per info clicca qui. --------------------------------------------------- Bene..questo è quello che mi porterò dietro..oltre ad una 50.na di Giga di lascerò a casa...il 17-35,il 28-135 ed il 75-300... Spero di esservi stato utile..altrimenti ci sentiamo via email!
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Post n°192 pubblicato il 15 Giugno 2011 da enry0270
Dal 9 al 17 luglio 2011 a Borgo San Dalmazzo vi sarà una mostra Intanto vi preannuncio che nei prossimi mesi questo blog diventerà un sito internet del Borgo Photo Festival..clicca qui
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Post n°191 pubblicato il 30 Aprile 2011 da enry0270
a cura della consulta giovanile di Robilante
Venerdì 06/05/2011,
sala mostre Comune di Robilante, ore 21 "SGUARDI OLTRE...RACCONTI DI VIAGGIO DALL'INDIA DEL NORD"
presentazione di Enrico Guala un viaggio di scoperta negli stati indiani del Nord
dal Punjab all'Uttar Pradesh
dall' Himachal Pradesh al Ladakh
L'India.. una stato con una identità millenaria, una società complessa, multiculturale e multistratificata.
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Post n°190 pubblicato il 18 Aprile 2011 da enry0270
Dal 14 al 17 aprile 2011 a Borgo San Dalmazzo ho potuto esporre Ringrazio il Comune di Borgo San Dalmazzo,l'Ente Fiera e Nei prossimi giorni vi saranno notizie per quanto riguarda Grazie a tutti! |
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Post n°189 pubblicato il 27 Marzo 2011 da enry0270
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Il LOSAR è la parola tibetana per indicare il Capodanno: Lo indica l'"anno", Esso viene celebrato per 15 giorni, ma i festeggiamenti più importanti si Tradizionalmente, il Losar è preceduto da cinque giorni di esercitazione con Il Losar celebra i 15 giorni nei quali il Buddha mostrò ogni giorno Nel 13mo secolo il sakya tibetano Chögyal Pagpa introdusse il Buddhismo in Mongolia, diventando anche il maestro del re Kubilai Kahn, nipote di Gengis Khan.Insieme al Buddhismo, la Mongolia adottò il sistema del calendario tibetano. In segno di amicizia fra i due popoli, il primo mese dell'anno tibetano venne chiamato "mese mongolo", ed i tibetani iniziarono a celebrare, il primo giorno dell'anno, la vittoria di Gengis Khan sui cinesi. L'anno tibetano ha 360 giorni, suddivisi in 12 mesi di 30 giorni ciascuno. La luna nuova segna sempre l'inizio di un mese, mentre la luna piena segna sempre il 15mo giorno del mese. Per bilanciare i 354 giorni del ciclo lumare con i 360 giorni del calendario, è previsto un sistema complesso di giorni mancanti (tsi chad-pa) e di giorni ripetuti (tsi lhag-pa). fonti: http://www.comunitatibetana.org/ e wiki
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Il grande orientalista italiano Giuseppe Tucci, condusse diverse spedizioni archeologiche in Tibet, India, Afghanistan ed Iran. Una spedizione del 1931 lo vede protagonista negli stati dell'himachal pradesh e ladakh alla ricerca di tsha tsha. Attraversò la valle di Lahul, e la valle di Manali, sulle montagne dell’Himachal Pradesh, Gli tsha tsha sono delle tavolette votive, delle specie di figure coniche o delle formelle di argilla impastata con acqua e talvolta con le ceneri di lama o personaggi santificati, appiattite. Gli tsha tsha sono contenuti in una serie di vani che si aprono nelle finestrelle dei chorten (stupa tibetani) a questo link alcune di queste opere portate in italia da Tucci...clicca qui |
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Post n°184 pubblicato il 12 Febbraio 2011 da enry0270
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Presso la religione induista, Puja (dal sanscrito reverenza) è un Tradizionalmente, essa si esegue di fronte ad una Murti, Anche nel Buddhismo questa pratica dell’offerta è molto diffusa ed La pratica dell’offerta è particolarmente curata dai praticanti buddhisti |
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Post n°180 pubblicato il 06 Dicembre 2010 da enry0270
Una mia intervista-reportage sul Ladakh è pubblicata sul webzine DISCORSI FOTOGRAFICI. per leggerla cliccate qui
Cos'è "Discorsi Fotografici"? DF nasce dall’esigenza di creare un punto di riferimento e discussione nel panorama italiano della fotografia tradizionale e digitale. In un processo da fotografo a fotografo, Discorsi Fotografici punta a realizzare un canale di informazione sulle ultime novità, tecniche, tendenze, e tutto ciò che riguarda lo sconfinato mondo del dipingere con la luce. Punto di forza dell’idea è la creazione di podcast audio e video in cui far interagire il fotografo professionista così come chi si avvicina per la prima volta a questa arte, creando una sorta di talk-show fotografico unitamente alla tradizionale informazione via web. |
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L'albero del Bodhi era un grande e molto antico fico sacro (Ficus religiosa), collocato all'interno dell'area in cui oggi sorge il Tempio di Mahabodhi, a Bodh Gaya (circa 100 km da Patna nello stato indiano di Bihar Il culto dell’albero era gia’ parte della cultura Indiana precedente, cosi’ lo sviluppo del Bodhi, come simbolo devozionale, e’ stato uno sviluppo naturale.
La storia prosegue poi mettendo in relazione altri quattro periodi di sette giorni, ognuno passato sotto un albero diverso - il Banyan, il Mucalinda e l'albero Rajayatana, quindi ancora una volta il Banyan. Ognuna di queste situazioni ha la sua ben nota vicenda che lo spazio qui non consente di riportare. L'albero dell’illuminazione e’ chiamato, in latino, Ficus religiosa o albero sacro. I Buddhisti generalmente lo chiamano Bodhi, o albero Bo. Bodhi e’ la parola in lingua Pali e in Sanscrito per illuminazione. A Bodhgaya vi e’ ancora oggi un albero che discende da quello originale e alberi Bodhi si trovano comunemente in tutti i centri Buddhisti ovunque nel mondo. " |
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Eccoci ormai giunti alla bellissima festa delle luci: DIWALI!! (in sanscrito: दीपावली, in telugu:దీపావళి, in tamil: தீபாவளி in kannada:ದೀಪಾವಳಿ in sinhala:ද්ර්පවාලි)
Si tratta di una delle feste più importanti e popolari indiane;in questa festa gli indiani usano augurarsi buon anno nuovo e scambiarsi dei doni. Questa festa segna l'inizio dell'anno per gli hindu,i gianisti ed i sikh. In India vengono accese ovunque piccole lampade a olio – sui davanzali delle case, nelle strade, nei templi – per illuminare la notte. Per gli hindu si tratta di una festa in onore di Lakshmi, dea della fortuna e della ricchezza e sposa di Vishnu: secondo la tradizione infatti Lakshmi viene a visitare le case davanti alle quali sono accese le piccole lampade, portando prosperità alla famiglia che la abita. Ma gli hindu onorano anche Ganesh, il dio-elefante che aiuta a superare gli ostacoli, e il dio Rama, che tornato dall’esilio dopo avere sconfitto il demone Ravana eliberato la sua amata Sita trovò la strada di casa illuminata dalle lampade (come racconta il grande poema epico Ramayana). Per i sikh il Diwali commemora invece il ritorno di Guru Har Gobind nella città santa di Amritsar dopo avere liberato alcuni re hindu imprigionati dall’imperatore musulmano Jahangir Mentre per i giainisti il Diwali ricorda il raggiungimento della liberazione (moksha) da parte di Mahavira, il fondatore del giainismo. per saperne di più sui festeggiamenti in Italia..clicca qui! |
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Post n°177 pubblicato il 16 Ottobre 2010 da enry0270
In questo post voglio darvi alcune notizie su uno stato confinante con l'India..il Bhutan;per visitarlo ci vogliono dei permessi speciali,bisogna farsi accompagnare da un'agenzia del posto e pagare parecchi dollari al giorno quale tassa di soggiorno..a parte questo il Bhutan è senz'altro un paese molto interessante ed affascinante.. Storicamente era chiamato Lho Mon ora è il Bhutan anche se l'origine di questo termine non è noto.
Forse Bhutan deriva dal sanscrito Bhota-ant (la fine del Bhot – dove Bhot è uno dei vari nomi del Tibet, e difatti il Bhutan rappresenta una delle porzioni meridionali della catena montuosa) o dal sanscrito Bhu-uttan (~ alte terre).La gente chiama sé stessa Drukpa e chiama la propria patria Druk Yul, che significa "terra del drago" oppure Druk Tsendhen, "terra del drago del tuono", dal momento che la tradizione vuole che il tuono sia il ruggito dei draghi cinesi, la creatura che decora la bandiera nazionale. Il Bhutan è uno stato senza sbocco al mare situato alle pendici meridionali della parte orientale della catena dell'Himalaya, il regno è racchiuso fra due importanti civiltà asiatiche, il Tibet a nord e gli Stati indiani dell'Assam, di Arunachal Pradesh, del Sikkim e del Bengala Occidentale ad est, ovest e sud. Ci sono tre gruppi etnici principali. Il gruppo Sharchop vive soprattutto nella parte orientale e il gruppo Ngalop del Bhutan occidentale è composto da discendenti delle popolazioni tibetane che immigrarono nel V secolo. Le popolazioni di origine nepalese, chiamate Lotshampa, si stabilirono nella parte meridionale verso la fine del XIX secolo.Le divisioni etniche stanno progressivamente scomparendo a causa dell'aumento dei matrimoni interetnici e delle migrazioni. Religione La scuola Drukpa (uno dei gruppi in seno alla scuola Kagyu del Buddhismo tibetano e facente parte del Buddhismo Mahayana) è la religione di stato. Il Bhutan è l'unico paese a professare come religione ufficiale la forma del buddhismo detta Mahayana. Il buddhismo ha giocato un ruolo fondamentale nella storia e nello sviluppo delle strutture sociali; tuttora riveste un importante ruolo sia per il grande peso del clero all'interno della società (fino a pochi decenni fa monopolista di fatto della cultura, in quanto unicamente nei monasteri era possibile ricevere l'istruzione) sia per l'importanza assegnata ai valori religiosi anche nell'azione politica. Architettura Gli dzong, edifici simili ai castelli, con le mura digradanti, con le linee classiche, gli ampi cortili e le meravigliose sale sono fra gli esempi più belli dell'architettura bhutanese. Gli dzong ospitano grandi monasteri e sono collocati in posizioni dominanti in cima alle colline o alla confluenza di fiumi. Essi sono anche il centro amministrativo dei distretti di appartenenza. Gli edifici più comuni sono i “chorten” o “stupa”, piccoli templi costruiti per ospitare reliquie sacre. (da wiki) |
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Post n°176 pubblicato il 11 Settembre 2010 da enry0270
Julley! Con questo video vi voglio presentare l'ultimo viaggio fatto in Ladakh tra maggio e giugno 2010 (prima dei tragici avvenimenti). Un bellissimo viaggio fatto con mio fratello e altri 3 amici che ci ha portato sulle alte vette himalayane,in un posto stupendo a stretto contatto con una popolazione straordinaria. Per questa primavera dovrebbe essere pronto tutto il materiale da proiettare in qualche circolo culturale/di viaggi..vi farò sapere;se intanto siete interessati a qualche proiezione..contattatemi! Una "chicca": l'amico Simone Garro compositore e musicista, mi ha composto la colonna sonora..un grazie di cuore! Ultima cosa..se vi piacciono alcune foto contattatemi..vi manderò i "provini". Ora vi lascio al video di presentazione di "Spirit Of Ladakh"..un caro saluto!
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