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Un blog creato da enry0270 il 17/02/2007

Life's a journey..

Viaggio di scoperta nelle regioni dell'india del nord

 
 

TASHI DELEK

immagineQuesta mia fotografia è dedicata al popolo Tibetano, che possa un giorno tornare libero nelle proprie terre.

FREE TIBET

Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo

(Dalai Lama)
 

ALLA SCOPERTA DEL TIBET IN ESILIO..BY ENRICO

 

SGUARDI OLTRE..ALLA SCOPERTA DELL'INDIA DEL NORD

 

PROFONDO RAJASTHAN

 

VIAGGIO IN MYANMAR - OTTOBRE 2009

 

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gli Stupa..o Chorten in Tibetano

Post n°174 pubblicato il 08 Agosto 2010 da enry0270

Viaggiando nei paesi del subcontinente indiano vi capiterà di ammirare moltissimi Stupa o Chorten in Tibetano.

Nelle regioni dell’India del Nord e del Tibet questi "grossi birilli" in muratura,
alti da due ad una quindicina di metri,sono caratteristici come il torii lo
è per il Giappone o il grande crocifisso lo è per molte vallate alpine

Tutte e tre,così piccole (un nulla di fronte alla grandiosità della natura)
bastano a dare atmosfera e linea,a benedire un intero paesaggio.

Nelle regioni Tibetane un chorten dà vita a tutto un fianco di monte,
ad un recesso fra le rocce.

Alcune volte nei chorten si possono celare le ossa o le ceneri di un lama
venerato,ma più comune è che vi siano immagini sacre o scritture.

Per un tibetano che,viaggiando,passa vicino ad una di queste
costruzioni essa simboleggia la religione stessa;gli porta a mente
un altro grandioso dramma cosmico,così diverso da quello cristiano:
il dramma delle miriadi di esseri che.attraverso il ciclo delle nascite,
tendono alla illuminazione.

La parola chorten in Tibetano significa “ricettacolo delle offerte”,
traduzione dal sanscrito dhatugarbha (che si corruppe poi in dagaba,
da cui deriva la nostra “pagoda”).

L’origine va quindi ricercata in India (come quasi ogni motivo spirituale
della cultura tibetana);in India si usava seppellire il corpo dei buddisti
particolarmente venerati o qualche loro reliquia importante,in mausolei
di muratura detti stupa.

Nelle regioni tibetane lo stupa si è molto allungato ed ha preso la sua
forma caratteristica..Del resto è anche mutato lo scopo ed il senso;
non più come tomba ma come cenotafio.

Non bisogna però dimenticare che un chorten rappresenta in piccolo
la cosmologia lamaista;ciascuna parte raffigura uno degli elementi
di cui tutto è composto ed in cui alla morte si risolvono i corpi.

Il basamento rappresenta la terra,lo staio l’acqua poi il fuoco e la
parte più alta l’aria.

Sulla cima vi sono  due oggetti che sembrano una falce di luna ed un
sole,ma in realtà la falce rappresenta l’aria (la volta inversa del cielo),
ed il sole è una fiamma che sta a simbolo dello spazio,dell’etere,
l’ultimo e più sottile elemento.

Nomi locali per lo stupa sono:
Chaitya - Nepal
Candi - Indonesia
Chedi - Thailandia
Chorten - Tibet e Bhutan
Dagoba/Chaitiya - Sri Lanka
Chedey - Cambogia
Tap - Korea
That - Laos
Ta - Cina (letteralmente "torre")
Tô - Giappone (torii)

 
 
 

Info Ladakh..

Post n°173 pubblicato il 06 Agosto 2010 da enry0270
Foto di enry0270

The J-K Government has provided a helpline number 00870763613623 for the family and friends of the tourists trapped in the area.Per chi volesse avere notizie su famigliari o turisti in questi giorni in Ladakh, il governo del J-K ha attivato un numero di telefono 00870763613623 per informazioni vi consiglio il sito http://www.visitladakh.com/

 
 
 

Tragedia in Ladakh..

Post n°172 pubblicato il 06 Agosto 2010 da enry0270

Con enorme tristezza vi scrivo questo post..

In queste ore stanno arrivando tragiche notizie dal Ladakh e da Leh in particolare..vi riporto una agenzia ANSA

- NEW DELHI, 6 AGO - Almeno 60 persone sono morte e altre 300 sono rimaste ferite per le inondazioni a Leh, nella regione indiana del Ladakh. La zona, conosciuta come il ''piccolo Tibet'', e' situata nello stato settentrionale indiano di Jammu e Kashmir. Tra le vittime non si segnalano turisti stranieri che di solito in questa stagione estiva affollano la localita' himalayana famosa per i monasteri buddisti e per il trekking. Secondo una televisione indiana, sono circa 10 mila i senzatetto.

 L'ambasciata d'Italia a New Delhi ha detto che ''diversi connazionali sono bloccati da alcuni giorni sulla strada Manali-Leh colpita da frane in diversi punti''.

.....non ho parole..

 

 
 
 

Libro fotografico "Spirit of Ladakh"

Post n°171 pubblicato il 01 Agosto 2010 da enry0270
 

Finalmente dopo un lungo lavoro di "scrematura" ed elaborazione delle foto sono riuscito a completare il libro.

Il libro è composto da 60 pagine, circa 75 foto e con pensieri e aforismi dei maestri dell'India
(da Gandhi a Prajnapada, dal Dalai Lama a Tagore)..contiene anche il discorso completo  del XIV Dalai Lama durantela cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace il 10 dicembre 1989

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Spirit of Ladakh

per visualizzare alcune foto del libro, potete cliccare qui

per ordini cliccare qui

 
 
 

Holi festival!!

Post n°170 pubblicato il 13 Luglio 2010 da enry0270
 

Se vi capita di passare per l'India del Nord nel periodo di luna piena tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, preparatevi a incontrare ovunque persone in festa. Quella di Holi è una ricorrenza che segna la fine dell'inverno e l'avvicinarsi della primavera. I fiori iniziano a sbocciare, il sole splende nel cielo e sembra che ogni altra cosa passi in secondo piano.

Più di ogni altra festività, Holi è il trionfo dell'India gioiosa ed esuberante. Lasciatevi trascinare dai costumi colorati, dai sari in seta, dai colori sgargianti, dagli incensi, dai suoni e dalle bandiere, dai templi e dai luoghi sacri di questo straordinario paese.

Molte tradizioni e usanze sono legate alla festa di Holi - quella che vivrete e sentirete raccontare dipenderà dal luogo in cui vi troverete. Nelle regioni meridionali, soprattutto in Kerala, la tradizione vuole che il dio dell'amore, il giovane Kamdev (l'equivalente hindu di Cupido), in uno dei suoi pericolosi giochi infantili, un bel giorno abbia spedito una freccia al terzo occhio del suo signore, il dio Shiva.

Per questa bravata, il povero Kamdev non fu solo castigato. In un incontenibile eccesso di zelo punitivo, Shiva lo fece ardere vivo. La sua compagna implorò a lungo che l'amato Kamdev le fosse restituito, ma i suoi desideri furono esauditi solo in parte. Shiva acconsentì al ritorno di Kamdev dall'aldilà, ma non permise che gli fosse restituita la forma umana. Di qui, l'uso di cantare litanie e lamentazioni durante la festa di Holi.

Una storia ancora più fosca e tetra racconta di donne vampiro dedite a uccidere i bambini succhiando loro il sangue e desiderose di eliminare il dio Krishna nello stesso modo. I fuochi accesi alla vigilia di Holi rappresentano la punizione inflitta a una delle vampiresse, Putana, che fu bruciata viva. Ma segnano anche il trionfo della vita, l'avvicinarsi della primavera e la vittoria sul freddo inverno.

Un altro mito interessante è quello di Hiranyakashyap e Prahlad, una specie di versione hindu di Guerre Stellari, una lotta tra il bene e il male, segnata dal trionfo della fede sui limiti della fisica. In questa versione Holika, sorella di Hiranyakashyap, è inviata a uccidere il nipote Prahlad, che ha rifiutato le lusinghe delle tenebre, continuando ad adorare il dio Vishnu e rifiutando di ubbidire a suo padre Hiranyakashyap. Per punirlo, Holika conduce Prahlad in una fornace ardente, ma è vittima della sua stessa trappola, perché viene incenerita dal fuoco. La brutta fine di Holika è ricordata dai falò accesi alla vigilia della festa di Holi.

Questi miti e leggende hanno il sapore della tragedia, ma quella di Holi è una ricorrenza segnata dalla gioia e dell'esuberanza. L'avvicinarsi della primavera infonde a tutti nuova energia e il consumo di bhang e thandai a base di marijuana ha la sua parte nell'euforia generale. Le persone in festa si riversano nelle strade con buone scorte di gulal (un colorante) e gavettoni e, dalla mattina presto, non hanno pietà per nessuno. La guerra del colore infuria per tutta la mattina, ma a mezzogiorno, puntualmente, scatta il cessate il fuoco. Le strade ritornano stranamente tranquille, mentre le persone si lavano nei fiumi o nelle tinozze. Nel pomeriggio i guerrieri si ristorano mangiando dolcetti e celebrando le glorie della battaglia.

Un tempo i colori erano estratti da un fiore che sboccia solo nel periodo della festa, ma oggi è più probabile che le munizioni siano acquistate al mercato locale. Le montagne di profumato gulal - il giallo dello zenzero, l'arancione dello zafferano, il blu dell'indaco, fino al turchese più intenso, con tutte le sfumature possibili - vi faranno venire una voglia matta di partecipare.

I viaggiatori e i turisti sono avvisati: nessuno è immune dall'assalto dei gavettoni e del gulal. Non limitatevi a indossare una vecchia maglietta tirata fuori dallo zaino o qualcosa che potrete tingere con facilità dopo essere stati colpiti. Procuratevi una buona scorta di gulal e rispondete colpo su colpo.

(fonte www.lonelyplanetitalia.it)

 

 
 
 

Alcuni consigli pratici sul Ladakh..

Post n°168 pubblicato il 22 Giugno 2010 da enry0270
 

 

Prima di passare alla descizione vera e propria dei luoghi più importanti del Ladakh, penso sia importante darvi qualche consiglio sul pernottamento,spostamento,mangiare etc..

Innanzitutto l'amara (o dolce) sorpresa appena atterrati in aeroporto:i cellulari NON funzionano..(i nostri gestori non hanno nessun servizio di roaming con i gestori attivi in Ladakh), l'unica possibilità per avere una scheda sim Airtel è andare alla posta di Leh con un indiano che farà il contratto per voi a suo nome..

Anche se i vostri cellulari personali non funzionano però vi sono ad ogni angolo telefoni fissi..il costo per una chiamata in Italia di 3 minuti è di circa 100Rs..quindi molto conveniente! Se volete essere reperibili potete sempre dare il numero della Guesthouse..

PERNOTTAMENTO A LEH

Per quanto riguarda il pernottamento, vi consiglio  l'ottima GuestHouse "Glacier View". I proprietari sono molto cordiali e simpatici. La guesthouse è molto bella,camere spaziose e luminose,bagno in camera,terrazza,servizio lavanderia e acqua calda 24h su 24. D'inverno la guesthouse è chiusa.

Il costo per una camera doppia è di 400Rs;vi consiglio di prenotare con anticipo per i mesi di luglio-agosto.

Se vi interessa contattarli mandatemi una email.

MANGIARE  A LEH

Per la prima colazione vi sono ottimi "bakery" dove si possono gustare buonissime cake..la torta migliore, a mio avviso, è quella alla cannella (ma vi consiglio anche quelle all'albicocca,al limone o al cioccolato!).

Per pranzo vi consiglio i locali con la terrazza..mangerete con una vista panoramica incredibile!

A cena è d'obbligo il SUMMER HARVEST,ottimo cibo tibetano e indiano..a prezzi contenuti..invece se vi manca tanto la pizza e la birra "IL FORNO" è il locale che fa per voi!

PER SPOSTARVI

Moto - Se decidete di affittarvi una moto (dalla Vespa alla Enfield), vi sono molti noleggiatori sia in Changspard che a Main Bazar..ma mi raccomando, controllate bene le moto!Una cosa importante:fatevi dare il numero di telefono del negozio e accertatevi che in caso di bisogno vengano a sostituirvi la moto! (a me è successo e nel giro di 1 ora avevo una nuova moto).

Taxi - I taxi si trovano vicino all'ufficio turistico, è una cooperativa che li gestisce e hanno un tariffario fisso..c'è poco da contrattare.

Agenzie - Per andare nella Nubra,allo Tso Moriri e al Pangong Lake bisogna rivolgersi alle agenzie (che organizzano anche i Trek).
Dopo aver chiesto più preventivi abbiamo optato per la "Mountain Trails" che si trova all'inizio di main bazar..Ci siamo trovati molto bene..indicativamente vi posso dire che 2 giorni allo TsoMoriri e 3 giorni nella Nubra Valley- escluso pernottamento e pasti - ci è costato 14000Rs..anche qui se vi interessa l'email chiedete pure.

Mi raccomando: date sempre un'occhiata alle bacheche di annunci delle agenzie..è pieno di richieste di compagni di viaggio per le escursioni..così potete dividere la spesa!

PERMESSI - inner line

Per poter andare nella Nubra Valley,allo Tso Moriri (Rupsu Valley) e al Pangong Lake è necessario avere il permesso (essendo compresi nella "inner line").
Tutte le agenzie di Leh ottengono i permessi nel giro di una giornata lavorativa;il costo è di Rs100 più una tassa di soggiorno giornaliera di Rs20. I permessi hanno una validità di 1 settimana e vengono richiesti,con il passaporto,ai numerosi controlli per la strada.

TURISMO RESPONSABILE IN LADAKH

Facciamo la nostra parte per cercare di preservare il Ladakh!
Oltre a non sprecare l'acqua e l'energia elettrica, per bere vi consiglio di farvi riempire sempre la stessa bottiglia con acqua depurata; questa soluzione è sostenuta da Dzomsa,una organizzazione ambientalista che fornisce ricariche di acqua depurata - REFILL - a 7Rs al litro.

DZOMSA si trova all'inizio di Main Bazar,vicino all'agenzia Splash Adventure Tours.
Nel negozietto Dzomsa si trova anche un servizio di lavanderia ecocompatibile,un servizio per riciclare carta e batterie e tanti prodotti locali (ottime le marmellate di albicocche!). 

 
 
 

Prime foto..Spirit of Ladak

Post n°167 pubblicato il 20 Giugno 2010 da enry0270
 

Julley! (saluto Ladako)..

Questa mattina ho incominciato a "scremare" un po' di foto...una cinquantina di foto verranno utilizzate per la creazione di una guida ai Gompa Ladaki (quando il libro sarà pronto verrete avvertiti), una parte delle foto le utilizzerò per una presentazione del Ladakh con un sito internet apposito..intanto su facebook ve ne sono alcune;eccovi l'indirizzo:

 

http://www.facebook.com/album.php?aid=2068615&id=1169499637&l=c0fb91951c

a presto!!

 
 
 

Piccolo diario di viaggio..

Post n°166 pubblicato il 19 Giugno 2010 da enry0270
 
Foto di enry0270

 The Spirit of Ladakh

 Piccolo sunto del diario di viaggio

Venerdì 28 maggio 2010

Finalmente è arrivato il momento...

Ci ritroviamo alle 6.00 a Borgo San Dalmazzo..siamo un bel gruppo di 5 amici: io,mio fratello Roberto,Simone il mio collega e le due ragazze Alice e Debora..gli zaini sono belli pieni e pronti..inizia l'avventura!

Il volo della Qtar è per le 11.55 da Milano Malpensa per Doha;arrivati a Doha si cambia aereo e alle 3.00 del 29 maggio siamo in India! (rispetto all'Italia vi sono 3h,30 in più).

Sabato 29 maggio 2010

Atterrati in India, l'attesa è per il bagaglio..ci mettono un po' ad arrivare, ma per fortuna arrivano tutti!dopo un veloce primo cambio di banconote all'aeroporto (con 1€ si prendono 56Rupie) un bus della Kingfischer ci porta all'aeroporto dei voli nazionali;una corsa al chek-in per spedire i bagagli e alle 6.00 parte il volo per Leh!

Il tragitto Delhi-Leh dura all'incirca 1h,20 e la vista sulle alte montagne Himalayane è a dir poco straordinaria!

Alle ore 7.20 del 29 maggio si atterra finalmente all'aeroporto  di Leh!

Leh è il capoluogo del distretto di Leh e della divisione del Ladakh, nello stato federato del Jammu e Kashmir...Leh ha 27000 abitanti ed è ad un'altitudine di 3486mt!

Dopo quasi 24h di viaggio siamo stanchi ma contenti di essere arrivati in Ladakh..l'altitudine si fa un po' sentire.

Arrivati in aeroporto e ritirato i bagagli un taxi prepagato (Rs 160) ci porta alla GuestHouse consigliata dalla mitica Lonely Planet..Glacier View!

La guesthouse si dimostrerà un'ottima scelta..Rs400 al giorno la doppia, bagno in camera e acqua calda è gestita da una simpatica e accogliente famiglia tibetana..ve la consiglio vivamente!

La mattinata la passiamo a girare un po' per Leh..il tempo cambia repentinamente da neve a sole in un batter d'occhio..incredibile.

L'amara sorpresa è che in Ladakh non funzionano i cellulari, ma vi sono ottimi internet point (in media si pagano 80Rs all'ora).

Dopo un buon pranzo su una delle tante terrazze panoramiche di Leh, ci concediamo un meritato riposo.

Per la cena scegliamo il Summer Harvest che si dimostrerà uno dei migliori ristoranti di Leh e dove il costo è veramente basso (in media si pagano 150Rs a testa).

Alle 22.45 si fa ritorno alla Guesthouse..meritato riposo.

Domenica 30 maggio 2010

Ottima colazione in un caffè con tanto di torta alla cannella o al cioccolato(Rs35 per una fetta di torta enorme!).

Anche se le guide consigliano 2 giorni di assoluto riposo prima di affrontare camminate faticose, visto che stiamo tutti bene, decidiamo di andare a visitare lo Shanti Stupa..un bel percorso impegnativo che ci porta però ad avere una vista stupenda sulla valle.

Il pomeriggio altra buona camminata al palazzo di Leh e al Namgyal Tsemo Gompa..vista bellissima su Leh.

Di sera andati mangiare al Tibetan Restaurant (Rs800 in 5)..mangiato bene anche se il locale non è un granchè.

Lunedì 31 maggio 2010

Per la giornata di oggi abbiamo deciso di affittare le moto!

Prendiamo 2 vespe e 1 honda 125 ed una mitica Henfield..il costo per tutto il giorno è veramente molto basso: le vespe costano Rs400 al giorno, Rs500 l'Honda 125 e Rs600 l'Henfield!

Pronti a partire..con le moto visteremo nell'ordine i Gompa di Shey, quello di Thiksey ed infine quello di Hemis. (descriverò ogni singolo Gompa in post specifici nei prossimi giorni)..

Cena al Summer Harvest (Rs 650 in 5).

Martedì 01 giugno 2010

Vista l'ottima scelta di ieri di andare a visitare con le moto, oggi si replica!

Visitato i Gompa di Chemrey e il Takthok Gompa a Shakti...

Al ritorno un forte vento ci ha rallentato di molto l'andatura...

Affittare le moto è veramente un'ottima cosa..bisogna solo mettere in conto che si possono anche rompere!Bene..a noi oggi è capitato che alla partenza l'Honda 125 di Debora aveva la ruota a terra..(fortuna che eravamo a Leh)..a metà strada, precisamente a Karu, alla mia Vespa si è rotto l'acceleratore..(chiamato a Leh il ragazzo che nel giro di 45min mi ha portato un'altra moto..una bella Honda nuova!)..ma non è finita qui! Quando mancavano circa 5Km da Leh è stata la volta della Enfield di Simone..si è fermata e non c'è stato più verso a farla ripartire!!per fortuna che eravamo quasi a Leh! Oggi non siamo stati molto fortunati..ma oramai entrati nel pieno spirito indiano bisogna prendere tutto con filosofia e soprattutto con maybe e noproblem!

Mercoledì 2 giugno 2010

Visto il tempo un po' incerto di oggi abbiamo optato di prendere una macchina con driver che per Rs1900 ci ha portati a visitare il Gompa di Likir e quello di Alchi..per fortuna però poi il tempo è tornato molto bello..e la visita dei due Gompa è stata molto bella...

A pranzo abbiamo mangiato vicino al gompa di Alchi..un ristorantino all'aperto molto carino e con ottimo cibo!

Al ritorno abbiamo organizzato i prossimi giorni con un'agenzia locale..ci facciamo portare allo TsoMoriri Lake (2 giorni-1notte) e nella Nubra Valley (3giorni-2notti)..il prezzo concordato è stato di Rs14000 (compreso l'inner line – il permesso obbligatorio).

Giovedì 3 giugno 2010

Partenza ore 8 per Lago Tso-Moriri..ci vogliono circa 7 ore di auto per raggiungerlo..ma ne vale veramente la pena! (anche per quanto riguarda lo TsoMoriri lo descriverò in seguito..).

Dormito per Rs600 a notte alla Guesthouse Lake View..sistemazione spartana, ma a parte i campi tendati non vi è altra scelta!per contro in questa guesthouse si mangia molto bene!

Pomeriggio a girovagare attorno al lago..e a visitare il bel Gompa.

Venerdì 4 giugno 2010

Ore 8.00 si riparte!Di notte la temperatura è scesa ben al di sotto dello 0°..ma con un paio di coperte in più siamo stati al caldo;visto anche il periodo di “bassa stagione”, eravamo gli unici visitatori del lago..una bella cosa, perchè in luglio-agosto questo posto viene preso d'assalto e bisogna prenotare con largo anticipo..

Al ritorno abbiamo fatto il 2° passo carrozzabile più alto al mondo..il Taglung-La (5328mt)..sulla strada che collega Manali-Leh (ancora chiusa per neve).

Sabato 5 giugno 2010

Organizzato una bella giornata per visitare con auto+driver (rs1300) i seguenti Gompa:

-Stakna,Matho,Stok,Spituk

Domenica 6 giugno 2010

Oggi si parte per la Nubra Valley!! Al mattino purtroppo il Kardung-La era chiuso..ripartiti alle 17..e in circa 1h45 arrivati al passo più alto al mondo carrozzabile..il mitico Kardung-La pass 5600mt!il tempo era molto bello e la vista bellissima!

Alle 22 circa arrivati a Diskit..dormito alla guesthouse “Dune Sand” (Rs500 la doppia).

Lunedì 7 giugno 2010

Dopo la colazione partiti per Hunder dove vi sono ancora i leggendari cammelli Bactriani..qui infatti passava un ramo della mitica via della seta..è possibile trovare i cammelli sia allo stato brado che in cattività..

Tornati a Diskit a vistare il Diskit Gompa e l'imponente statua di Chamba (Maitreya).

Proseguito nella Nubra Valley per Sumur (dove dormiremo questa notte alla guesthouse “Namgail” Rs600 a notte la doppia) e visitato il Samstemling Gompa proseguito fino a Panamik dove vi sono le sorgenti d'acqua calda termali.Tra Panamik e Sumur, dopo una camminata è possibile arrivare ad un bel laghetto di montagna.

Martedì 8 giugno 2010

Dopo la colazione alla guesthouse siamo ripartiti per Leh..rifatto il Kardung-La e rimasti bloccati per un paio d'ore perchè nevicava..per fortuna alle 13.30 è stato riaperto e così alle 15.30 eravamo a Leh.

Per cena provato il Little Italy Restaurant..discreto il mangiare ma molto sporco..non consigliato.

Mercoledì 9 giugno 2010

Sveglia alle 5..perchè alle 5,30 viene un taxi che ci porterà ad assistere alla puja delle 6 al Monastero di Tiksey..imperdibile..molto suggestiva.

Nel pomeriggio andati per visitare a Lek il Gompa di Sankar..ma fino alle 17 non apre..

Cena al nostro ristorante preferito..il Summer Harvest.

Giovedì 10 giugno 2010

Oggi è la giornata di partenza per Alice e Debora..ottime compagne di viaggio..

Alle 6 dopo, averle accompagnate in aeroporto, siamo andati a Lamayuru dove si terrà una due giorni di festival..

Da Leh a Lamayuru ci vogliono circa 3h di auto..alcuni punti della strada sono particolarmente suggestivi. A Lamayuru pernottato e mangiato alla Guesthouse Dragon (Rs600 a notte)..camere spartane senza bagno in camera..

Giornata a Lamayuru a vedere il bellissimo festival.

Venerdì 11 giugno 2010

Partiti da Lamayuru in mattinata e lungo la strada per Leh fermati a vistare i Gompa di Chanraszing e quello di Rizong.

Ritorno nel pomeriggio a Leh.

Sabato 12 giugno 2010

Oggi giornata dedicata alla visita di Leh..e ai primi acquisti..

Domenica 13 giugno 2010

Ore 7.00 Partenza per il Pangong Lake..purtroppo a 10Km dalla vetta del Chang-La (5298mt), una copiosa nevicata ci ha impedito di proseguire..purtroppo si torna a Leh...sob..

Lunedì 14 giugno 2010

Dopo un'ottima colazione io e Simone ci siamo presi un taxi e andati a Basgo a visitare il Chamba Gompa e il bellissimo Sar-Zung Temple ubicato all'interno del Gompa.

Pomeriggio a Leh..

Di sera, a mezzanotte, io e Roby andati al Summer Harvest che ha tenuto aperto apposta per noi per vedere la prima partita dell'Italia ai mondiali del SudAfrica..

Martedì 15 giugno 2010

Giornata fotografica per Leh e ultimi regali..domani si riparte.

Mercoledì 16 giugno 2010

Il nostro programma era ripartire dal Ladakh in auto e percorrere la Leh-Manali per poi arrivare a Delhi (in tutto calcolando 4 giorni)..purtroppo quest'anno gli alti passi sono ancora tutti chiusi a causa delle copiose nevicate..è stato quindi obbligatorio ritornare a Delhi per via aerea.

L'aereo per Delhi della Kingfisher è partito puntuale alle 8..alle 9,30 eravamo già nella torrida Delhi (30 gradi di differenza da Leh!!).

Pomeriggio in giro per Delhi..pernottato nella Old Delhi in Main Bazar..(Rs 300 la doppia).

Giovedì 17 giugno 2010

Alle ore 2.00 un taxi ci ha riportato in aeroporto..un volo della Qtar, con scalo e cambio a Doha, ci riporterà in Italia..alle 13.30 siamo a Milano..

Un viaggio molto bello dove lo splendido scenario delle alte vette Himalayane fa da cornice a luoghi sempre sognati..per qualunque informazione potete contattarmi all'indirizzo email:india(@)enricoguala.it

Un grosso grazie di cuore a tutti i partecipanti di questo viaggio “Spirit of Ladakh”..

Nei prossimi mesi il lavoro verterà sullo sviluppo digitale delle foto..e su una guida ai monasteri (Gompa) visitati in questa splendida avventura..

Life's a Journey!www.enricoguala.it

 

 
 
 

Si torna..

Post n°165 pubblicato il 16 Giugno 2010 da enry0270
 

Delhi 16 giugno 2010...

Namaste'..questa mattina dopo un volo Kingfisher durato circa 1h20min, ho lasciato il Ladakh per ritrovarmi con 30gradi di differenza a New Delhi..il cambio di temperatura e' impressionante!

Domani alle 5 un volo della Qatar mi riportera' in Italia, ci sara' un cambio d'aereo a Doha, per poi ripartire alla volta di Milano.

Una breve anticipazione delle 3 settimane in Ladakh: il viaggio e' stato stupendo, poter ammirare e studiare da vicino i vari Gompa e' sempre una grande emozione..da un punto di vista fotografico e' una vera goduria! Il mio sogno e' quello di fare una piccola guida ai monasteri Ladakhi con tante foto...vedremo se andra' in porto questo progetto...e magari ritornarci per accompagnare un piccolo gruppo di persone..

Da lunedi' incomincero' il lungo lavoro di catalogazione ed elaborazione delle foto e del materiale...insomma: non si finisce mai di viaggiare!

Un saluto e un ringraziamento particolare ai miei compagni di avventura: mio fratello, Simone,Alice e Debora..

 
 
 

Spirit Of Ladakh...

Post n°164 pubblicato il 26 Maggio 2010 da enry0270

Finalmente tutto è pronto per l'avventura "Spirit of Ladakh 2010"!

Partenza da Milano venerdì 28 maggio, via Doha, per Delhi con la Qatar Airlines e poi Delhi - Leh con la compagnia aerea Kingfisher.
Il ritorno è previsto per il 17 giugno..

Un viaggio tra le alte vette del Ladakh (regione del Jammu-Kashmir) alla scoperta del territorio e dei moltissimi Gompa Tibetani.

Un viaggio di ricerca,fotografico ed antropologico in un territorio incredibile, dove la capitale Leh è ad un'altezza di circa 3500m s.l.m....

Cercherò,nel limite del possibile, di aggiornare questo Blog o FB...intanto vi saluto tutti e ci risentiamo presto!

Enrico

 
 
 

Salone del Libro di Torino: l'India paese ospite d'onore!

Post n°163 pubblicato il 12 Maggio 2010 da enry0270
 
Foto di enry0270

L'India. Paese ospite d'onore al Salone del Libro di Torino dal 13 al 17 maggio 2010.

Da Gozzano a Salgari, l'India da sempre affascina gli Italiani: la culla di una spiritualità millenaria, terra di miti e leggende che s'intrecciano in un melting pot straordinario di civiltà e linguaggi. Seconda potenza industriale d'Asia, la sfida dell'India e' la risoluzione delle drammatiche contraddizioni economiche tra tradizione e modernità.

Conosciamo gia' scrittori della diaspora come Salman Rushdie, che raccontano le scissioni di chi, abbandonato il Paese d'origine, ha scelto di vivere in Occidente: ora, al Salone del Libro 2010, la possibilita' di conoscere anche gli altri, quegli autori che hanno scelto di restare, in mezzo ai conflitti e le tensioni.

Solo per citare alcuni degli ospiti presenti: Kiran Desai, Anita Nair, Vikas Swarup (il diplomatico-scrittore di fama mondiale grazie al film Slumdog Millionaire tratto da un suo romanzo), Indra Sinha, Tarun Tejpal (il Saviano indiano), Altaf Tyrewala, Kiran Nagarkar, Ambarish Satwik, Sudhir Kakar (autore di Gli Indiani. Ritratto di un popolo, Neri Pozza).

Significativa anche la presenza femminile, con scrittrici emergenti apprezzate anche in Occidente: Tishani Doshi, Anuradha Roy, Radhika Jha, Namita Davidayal, Shobhaa Dé e Sampat Devi: fondatrice del movimento del "Sari Rosa", la coraggiosa attivista femminista che da anni lotta contro le violenze e le ingiustizie che relegano, di fatto, le donne indiane in una condizione di minorità.

E inoltre, la giovane artista Amruta Patil che presenta Kari, dura e straordinaria graphic novel metropolitana, un genere che sta conoscendo interesse e popolarita' anche in India.

 

Tra gli ospiti, scrittori occidentali che hanno scritto sull'India, come Gregory David Roberts (l'autore del cult Shantaram), James Levine e lo spagnolo Javier Moro che presenta Il sari rosso, la biografia di Sonia Gandhi.Menzioniamo, tra gli eventi, le serate del Punto India con una serie di letture teatrali di romanzi dei maggiori narratori indiani d'oggi, da Salman Rushdie a Aravind Adiga; le sessioni musicali con il tampura di Kamod Raj Palampuri; le lezioni di sari di Jitendra Singh Rathore e le performances di danza indiana di Giulia Peyronel.

www.salonelibro.it

 
 
 

contatti..

Post n°162 pubblicato il 23 Aprile 2010 da enry0270

Namastè...

il 28 maggio si avvicina..questa volta andrò in Ladakh! 3 piene settimane per visitare Gompa e coltivare la passione per la cultura tibetana.

Sono a vostra disposizione per qualunque informazione e/o consiglio...e per quest'autunno sarà sicuramente pronta anche la presentazione-proiezione fotografica che sarò ben felice di proiettare in circoli-scuole e associazioni culturali...

per contatti, la mia email è: india(@)enricoguala.it

salutissimi!

 
 
 

Uscita la nuova Lonely Planet..INDIA DEL NORD!!

Post n°161 pubblicato il 14 Aprile 2010 da enry0270

Namastè cari amici..Vi segnalo che è appena uscita la nuova guida della Lonely Planet sull'India del Nord!!

ottava edizione
978-88-6040-585-2
992 pagine
€ 32.00

Questa edizione vi aiuterà a scoprire la varietà dell'India del Nord, dai bazar di Delhi ai deserti del Rajasthan, dalla bellezza del Sikkim himalayano all'antico forte di Jaisalmer, al Ladakh etc..tutto aggiornato ed in lingua italiana!

 
 
 

In giro per New Delhi..l'osservatorio astronomico Jantar Mantar

Post n°160 pubblicato il 19 Marzo 2010 da enry0270
 

Lo Jantar Mantar, costruito nel 1724, a Delhi, è il più grande osservatorio senza strumenti ottici del mondo.

 

Jantar Mantar deriva dal sanscrito Yantar (strumento) Mantar (calcolo, formula) ed è un grandioso complesso di strumenti astronomici contraddistinti da un’enorme precisione, insuperata per strumenti del genere. Uraniborg, la “città osservatorio” costruita dal facoltoso astronomo danese Tico Brahe, il più grande osservatorio europeo prima dell’invenzione del telescopio, era molto più piccola dello Jantar Mantar. Sappiamo che astronomi europei (come Xavier de Silva, direttore dell’osservatorio di Lisbona) furono invitati dall’illuminato governante per far diffondere in India le ultime scoperte occidentali nel campo, tuttavia il maragià prese a modello per il nuovo osservatorio quello di Mirza Ulugh a Samarcanda, costruito nel 15° secolo.

Ciò che colpisce visitando il complesso, realizzato nel 1724, è l’armonia con cui si fondono le esigenze di precisione delle misure con le leggi astronomiche e con l’eleganza delle costruzioni. Per le sue forme, Sawai Jai Singh II, che successivamente costruirà altri 4 osservatori, si ispirò all’architettura tradizionale indiana ma accettando influssi anche islamici e greci.

Fra gli strumenti dell’osservatorio spicca il Samrat Yantra, una grande meridiana disegnata dallo stesso Jai Singh, su cui si può leggere non solo l’ora solare di Jaipur (Tempo Standard Indiano) con la precisione di mezzo secondo, ma anche le coordinate celesti del Sole in quel momento. Altri strumenti consentono di misurare la posizione della Luna e dei pianeti, di determinare la data dei giorni più lungo e più breve dell’anno, il diametro del Sole e della Luna etc..

 
 
 

Chandigarh..ovvero Le Corbusier

Post n°159 pubblicato il 02 Marzo 2010 da enry0270
 

Chandigarh (in punjabi ਚੰਡੀਗੜ੍ਹ; hindi चंडीगढ), è una città incredibile..sembra di..non essere in India!la città funge da capitale di due stati, Punjab e Haryana, ma ne è amministrativamente indipendente rispondendo direttamente al governo centrale, avendo lo status di territorio (Union Territory of Chandigarh).

Il grande architetto Le Corbusier ne ha curato il piano urbanistico che ha ridisegnato la città negli anni cinquanta e vi ha progettato molti edifici pubblici, tanto che si può affermare che Chandigarh ha la più grande concentrazione di opere di Le Corbusier al mondo.

Chandigarh sorge ai piedi della catena sub-himalayana dei monti Shivalik e si trova tra gli stati di Haryana a sud e Punjab a nord, ed è molto vicino al confine con l'Himachal Pradesh, ad est.

È nota per essere una delle città più ricche e belle dell'India tanto da meritare l'appellativo di "The City Beautiful". Il suo nome significa "il forte di Chandi", che è una dea il cui tempio si trova nel vicino distretto di Panchkula, nell'Haryana.

Chi era Le Corbusier:

Le Corbusier, pseudonimo di Charles-Edouard Jeanneret-Gris (La Chaux-de-Fonds, 6 ottobre 1887 – Roquebrune-Cap-Martin, 27 agosto 1965), è stato un architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese.

Viene ricordato - assieme a Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright e pochi altri - come un maestro del Movimento Moderno. Pioniere nell'uso del cemento armato per l'architettura, è stato anche uno dei padri dell'urbanistica contemporanea. Membro fondatore dei Congrès Internationaux d'Architecture moderne, fuse l'architettura con i bisogni sociali dell'uomo medio, rivelandosi geniale pensatore della realtà del suo tempo.

 

 
 
 

In giro per New Delhi..Qutb Minar..partII

Post n°158 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da enry0270
 

Come secondo giro alla scoperta di New Delhi, vi porto a visitare il più alto minareto in mattoni del mondo: Qutb Minar

L'edificio è alto 72,5 metri, il diametro è di 14,3 metri alla base, mentre misura 2,75 metri alla sommità. È composto da cinque piani che si affacciano in altrettante balconate. Esso è il più famoso dei monumenti che compongono il Complesso di Qutb, che nel 1993 è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

La costruzione del minareto è stata commissionata, alla fine del XII secolo, dall'imperatore afghano Qutb-u-din Aibak, dalla quale prende il nome. La costruzione venne interrotta al primo piano dopo la morte dell'imperatore. I successivi tre piani vennero continuati dal suo successore Iltutmish chiamato comunemente Altamash. Venne ultimata nel 1230. Nel 1326 Il Qutb Minar venne colpito da un fulmine. Muhammad-bin-Tughluq effettuò delle riparazioni per i danni causati. A seguito di un altro fulmine, nel 1368, il minareto venne nuovamente danneggiato. In seguito l'ultimo piano venne sostituito con gli attuali due piani da Firuz Shah Tughluq. Nel 1503, dopo un ulteriore danneggiamento da parte di un fulmine, i due piani superiori sono stati riparati ed ampliati da Sikandar Lodi. A causa di un terremoto, all'inizio del XIX secolo, la cupola che sovrastava la struttura cadde e venne sostituita da una nello stile del tardo Moghul. La differenza di stile era così forte che nel 1848 venne rimossa ed ora giace a sud-est del minareto stesso.

Il complesso, molto bello da visitare, si trova in periferia sud di Delhi..eccolo qui su google map

 
 
 

In giro per New Delhi...INDIA GATE ...part1

Post n°156 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da enry0270
 

In questi post voglio portarvi alla scoperta di New Delhi..

Partendo dal centro troviamo l' INDIA GATE

Situato alla fine est di Rajpath a New Delhi, l'India Gate e la visita di Delhi comincia da lì.
E 'chiamata anche l'All India War Memorial, ed è un monumento costruito dai Edwin Lutyens per commemorare i soldati indiani morti nella Prima Guerra Mondiale .


L'arco è di 43 ms alta e poggia su una bas di Bharatpur pietra.
Sotto l'arco è la jawan Amar Jyoti, per commemorare le truppe indiane perso nella guerra Indo-Pakistan del 1971.

Questo santuario è fatto di marmo nero con un fucile in piedi sul suo barile.
Il piedistallo ha parole Amar jawan (guerriero immortale) incisa su di essa .
La bandiera di esercito indiano, indiano della marina e dell'aviazione sono cresciuto qui come un omaggio a questi guerrieri perduto.

Questo monumento è dedicato a quei martiri che hanno combattuto e sono morti per la nazione .

se volete vedere un video vi consiglio : clicca qui

 
 
 

Il TAJ MAHAL ad Agra

Post n°155 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da enry0270

Il Taj Mahal è da sempre considerata una delle più notevoli bellezze architettoniche dell'India e del mondo a tal punto che il complesso è tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 9 dicembre 1983.

Da Delhi è possibile,in circa 4-5 ore prendere un treno per arrivare ad Agra e visitare l'imponente "Tempio dell'Amore".

Nei fatti è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum.

 Nonostante vi siano molti dubbi riguardo al nome dell'architetto che lo progettò, generalmente si tende a considerare Ustad Ahmad Lahauri il padre dell'opera.

L'origine del nome Taj Mahal è ancora oggi incerta. Le varie corti che sono succedute al regno di Shah Jahan hanno chiamato il monumento semplicemente rauza (complesso di tomba e moschea) di Mumtaz Mahal.
 
È credenza generale che Taj Mahal (il cui significato letterale è "Palazzo della Corona" oppure "Corona del Palazzo") sia una versione abbreviata del nome di Mumtaz. Spesso, al giorno d'oggi, ci si riferisce ad esso chiamandolo semplicemente il Taj.

Arjumand Banu Begum, conosciuta anche con il nome di Mumtaz Mahal, che in persiano significa "la luce del palazzo", morì nel 1630 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell'imperatore. L'imperatore ordinò la costruzione del mausoleo per mantenere una delle quattro promesse che aveva fatto alla moglie quando ella era ancora in vita, inizialmente fece seppellire la moglie nel luogo della sua morte, ma, quando si rese conto che trasferire tutto il marmo necessario alla costruzione fin lì sarebbe stata una impresa proibitiva, decise di spostare i lavori ad Agra.

I lavori di costruzione del mausoleo, iniziati nel 1632, durarono 22 anni per concludersi nel 1654. Tra le 20.000 persone che vi presero parte si contano anche numerosi artigiani provenienti dall'Europa e dall'Asia Centrale. Tra di essi vi era anche un artista italiano: Geronimo Veroneo.

L'architetto incaricato di realizzare il Taj Mahal è tuttora sconosciuto, la maggior parte degli studiosi attribuisce la paternità dell'opera a Ustad Ahmad Lahauri, ma alcuni parlano del Turco Ustad Isa; anche Geronimo Veroneo è indicato come uno dei possibili architetti, per quanto non ci siano prove certe su questo argomento.

Il Taj Mahal venne costruito utilizzando materiali provenienti da ogni parte dell'India e dell'Asia. Oltre 1.000 elefanti vennero impiegati durante le costruzioni per il trasporto delle materie prime. Il marmo bianco venne portato dal Rajasthan, il diaspro dal Punjab e la giada e il cristallo dalla Cina. I turchesi erano originari del Tibet e i lapislazzuli dell'Afghanistan, gli zaffiri venivano da Sri Lanka e la corniola dall'Arabia.
 
In tutto 28 diversi tipi di pietre preziose e semi-preziose, vennero incastonati nel marmo bianco per un costo totale di circa 32 milioni di rupie.

L'unico materiale locale utilizzato fu l'arenaria rossa che decora le diverse strutture del complesso.

 Per i lavori di costruzione, invece di utilizzare bambù per realizzare le impalcature (come era di tradizione in quelle zone), furono utilizzati mattoni. Al termine dei lavori l’enorme impalcatura doveva essere smantellata, e per alcuni questa operazione avrebbe richiesto all'incirca cinque anni. Per risolvere questo problema, l’imperatore stabilì che chiunque avrebbe potuto prendere per sé i mattoni dalle impalcature: secondo la tradizione in una notte l’intera impalcatura fu smantellata.

Subito dopo la fine della costruzione del Taj Mahal, Shah Jahan fu deposto dal figlio ed imprigionato. In questo stesso periodo la capitale dell’impero Mughal fu spostata da Agra a Delhi, facendo diminuire notevolmente l’importanza di questa città e l’attenzione delle autorità su di essa.

A causa di un disinteresse durato diversi secoli, alla fine del XIX secolo, complici l'erosione ed i ladri depredatori di tombe, la struttura versava in un grave stato di abbandono. Durante il governatorato inglese di Lord William Bentinck, inoltre, ci sarebbe stato un piano per demolire il Taj Mahal al fine di recuperare i marmi di cui è ricoperto e i terreni da utilizzare poi per la coltivazione.

Secondo alcuni, tuttavia, questa sarebbe solo una voce messa in giro in quel periodo per screditare l’immagine del poco amato governatore Lord Bentinck.

 
 
 

I favolosi Templi di Khajuraho

Post n°154 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da enry0270
 

Nel mio viaggio in India,non poteva mancare la visita ai Templi di Khajuraho,sito protetto patrimonio dell'Umanità.

I favolosi Templi si trovano nello stato del  Madhya Pradesh a circa 620 Km a sud di Delhi.

Khajuraho ha il più grande numero di templi medievali induisti e giainisti dell'India, fatto che ha portato l'UNESCO nel 1986 ad inserire il villaggio nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità. Il nome di Khajuraho deriva dalla parola hindi khajur, che significa palma da datteri.

Storia

Durante il Medioevo la città fu la capitale del regno della dinastia Rajput, il cui dominio si estendeva su questa parte dell'India fra il X ed il XII secolo. I templi di Khajuraho vennero tutti edificati nell'arco di un centinaio d'anni, fra il 950 ed il 1050 circa. Successivamente la capitale del regno venne spostata a Mahoba, ma la città continuò a fiorire ancora per diverso tempo.

Khajuraho era racchiusa da mura aventi 8 porte, ai fianchi di ognuna delle quali si trovavano 2 palme dorate. In origine entro la cerchia delle mura si trovavano oltre 80 templi, ma solo 22 di essi si sono conservati fino a noi senza crollare ed andare in rovina; essi sono disposti su di un'area di circa 21 chilometri quadrati. Una delle principali ragioni dell'ottimo stato di conservazione di questi edifici è il fatto che, al contrario di altre città dell'India settentrionale, i templi di Khajuraho non subirono attacchi o saccheggi da parte dell'uomo nel corso dei secoli. Essi rappresentano un notevole esempio di architettura indiana medievale e hanno guadagnato una certa notorietà per le sculture erotiche con cui sono decorati, una rappresentazione dello stile di vita tradizionale dell'epoca. I templi vennero riscoperti verso la fine del XIX secolo, quando alcuni dei monumenti erano stati ricoperti dalla vegetazione.

Architettura dei Templi

Lo stile con cui sono stati eretti i templi di Khajuraho è quello tipico delle costruzioni dell'India settentrionale in quell'epoca. Alcuni di essi sono dedicati a divinità giainiste, ma la maggior parte è dedicato a divinità dell'Induismo (come ad esempio Brahma, Vishnu, Shiva ed alcune delle forme femminili di Devi). Spesso i templi venivano costruiti con un corpus centrale e quattro santuari minori ai quattro angoli del tempio principale.

Questi santuari secondari si sviluppano notevolmente in verticale, con un gran numero di forme a guglia che creano una base appropriata per la guglia principale del tempio centrale; nel caso del tempio Kandariya Mahadeva, esse raggiungono il numero di 84 ed i 116 metri di altezza. L'insieme di guglie e pinnacoli, principali e secondari, danno ai templi di Khajuraho il loro aspetto esteriore unico. Il loro sviluppo graduale in altezza, via via che ci si avvicina alla guglia principale, richiama la forma dei picchi himalayani.

Le sculture 

I templi di Khajuraho sono noti per le sculture erotiche che li adornano; esse comunque non sono presenti all'interno degli edifici o vicino alle rappresentazioni delle divinità, bensì si trovano nella parte esterna del muro interno in quei templi che hanno due cerchie di mura intorno all'edificio. Vi sono numerose interpretazioni riguardo la posizione di queste sculture erotiche: secondo alcuni esse rappresentano il fatto che per giungere al cospetto della divinità si debba lasciare i propri desideri e le proprie pulsioni sessuali all'esterno del tempio. Esse mostrano anche che la divinità è pura come l'ātman, che non è affetto da desideri sessuali né da altre caratteristiche del corpo fisico.

Le sculture all'esterno dei templi mostrano esseri umani e tutti i cambiamenti che avvengono nel corpo umano; solo il 10% circa ha tematiche legate all'erotismo, mentre la maggior parte di esse mostra persone impegnate nelle attività di tutti i giorni

Quando i templi vennero eretti probabilmente veniva accettata la tradizione tantrica, secondo la quale la soddisfazione dei desideri terreni è un passo verso il nirvana. Prima della conquista del Gran Mogol, quando i giovani vivevano in eremitaggio fino al momento in cui diventavano uomini, essi potevano imparare gli usi del mondo studiando le sculture dei templi di Khajuraho ed i desideri terreni che esse ritraggono.

 

 
 
 

ARTE Indiana a Cuneo

Post n°153 pubblicato il 27 Novembre 2009 da enry0270
 
Foto di enry0270

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AMRITSAR - GOLDEN TEMPLE

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