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Life's a Journey..

a passeggio in India del nord e sud est asiatico..nuovo sito www.enricoguala.it

 

TASHI DELEK





Al popolo Tibetano, che possa un giorno tornare libero nelle proprie terre.

FREE TIBET

Nessuno è nato sotto una cattiva stella;

ci sono semmai uomini che guardano male il cielo

                                                                               (Dalai Lama)

 

 

SPIRIT OF LADAKH..2010

 

 

ALLA SCOPERTA DEL TIBET IN ESILIO..BY ENRICO

 

SGUARDI OLTRE..ALLA SCOPERTA DELL'INDIA DEL NORD

 

PROFONDO RAJASTHAN

 

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Pronto il nuovo blog-sito Life's a Journey!

Post n°199 pubblicato il 08 Agosto 2011 da enry0270
 
Foto di enry0270

Finalmente è pronto il nuovo sito-blog di Life's a Journey

per l'accesso basterà digitare  www.enricoguala.it  o www.lavitaeunviaggio.it

e si accederà al nuovo portale.

Ricco di notizie e curiosità sull'area del sud est asiatico ed India del Nord!

Dal Ladakh all'Himachal Pradesh, da Bangkok ad Hanoi...

notizie e curiosità..venite a trovarmi!

Da maggio 2013 è online anche il nuovo FORUM

Enrico

 

 
 
 

TIBET in Valle Pesio...18-21 agosto 2011

Post n°197 pubblicato il 22 Luglio 2011 da enry0270
 

Anche quest'anno a Chiusa Pesio verranno a trovarci i monaci Tibetani!

Ecco il programma:

GIOVEDI 18 AGOSTO

ore.9-11/ 17-19 insegnamenti di Filosofia Buddista tenuti dal Maestro tibetano
Pare Rimpochè presso B&B Creatività Natura Salute, Frazione Vigna 8, Chiusa Pesio.

h.11,30 accoglienza dei monaci tibetani con inizio costruzione del Mandala,
che proseguirà anche nel pomeriggio (15-19) Ala del Pellerino, Chiusa Pesio.

VENERDI 19 AGOSTO

h.9-11 insegnamenti di Filosofia Buddista tenuti dal Maestro tibetano Pare Rimpochè.

h. 10-13 / 15-19 proseguimento costruzione del Mandala. Ala del Pellerino, Chiusa Pesio.

h. 20,45 Conferenza pubblica del Maestro tibetano Pare Rimpochè sul tema “ La Nonviolenza e la Pace interiore”. Sala didattica del Parco Alta Valle Pesio.Chiusa Pesio.

SABATO 20 AGOSTO

h.9-11 insegnamenti di Filosofia Buddista tenuti dal Maestro tibetano Pare Rimpochè. B&B Creatività Natura Salute, Frazione Vigna 8, Chiusa Pesio.

h.h. 10-13 / 15-19 proseguimento costruzione del Mandala.Ala del Pellerino, Chiusa Pesio.

DOMENICA 21 AGOSTO

h.9-12 proseguimento costruzione del Mandala. Ala del Pellerino, Chiusa Pesio.

h.13.00 Pranzo con piatti tipici tibetani (su prenotazione, il ricavato sarà devoluto ai monaci). B&B CreativitàNaturaSalute, Frazione Vigna 8, Chiusa Pesio.

h.16,00 Cerimonia di distruzione del Mandala, con spargimento della sabbia nel fiume Pesio.

Per Insegnamenti di filosofia Buddhista (aperti a tutti) e pranzo tibetano, informazioni e prenotazioni contattatemi che vi fornirò i numeri di telefono.

 
 
 

Sguardi Oltre..racconti di viaggio dall' India del Nord

Post n°191 pubblicato il 30 Aprile 2011 da enry0270
 

a cura della consulta giovanile di Robilante

Venerdì 06/05/2011,

 sala mostre Comune di Robilante, ore 21

 "SGUARDI OLTRE...RACCONTI DI VIAGGIO DALL'INDIA DEL NORD"

presentazione di Enrico Guala

un viaggio di scoperta negli stati indiani del Nord

dal Punjab all'Uttar Pradesh

dall' Himachal Pradesh al Ladakh

L'India.. una stato con una identità millenaria, una società complessa,

multiculturale e multistratificata.

 

 
 
 

Mostra fotografica sul Ladakh

Post n°189 pubblicato il 27 Marzo 2011 da enry0270

Durante la Rassegna della Montagna di Borgo San Dalmazzo (CN) che ci sarà dal 14 al 17 aprile 2011, sarà allestita anche una mostra fotografica sul Ladakh, autori Enrico Guala & Pellegrino Simone.

 
 
 

Happy LOSAR!! 5 marzo 2011

Post n°186 pubblicato il 05 Marzo 2011 da enry0270
 

Il LOSAR è la parola tibetana per indicare il Capodanno: Lo indica l'"anno",
mentre sar indica il "nuovo".
Il Losar è la festività più importante per i Tibetani

Esso viene celebrato per 15 giorni, ma i festeggiamenti più importanti si
tengono per i primi tre giorni. Il primo giorno, si estrae una bevanda
chiamata changkol dal chhaang, un tipo di birra tibetana.
Il secondo giorno è conosciuto come "Losar del Re" (gyalpo losar).

Tradizionalmente, il Losar è preceduto da cinque giorni di esercitazione con
il Vajrakilaya, un coltello rituale

Il Losar celebra i 15 giorni nei quali il Buddha mostrò ogni giorno
un miracolo diverso al fine di accrescere l'accumulo di meriti ed accrescere
la devozione dei discepoli. 

Nel 13mo secolo il sakya tibetano Chögyal Pagpa introdusse il
Buddhismo in Mongolia, diventando anche il maestro del re Kubilai Kahn,
nipote di Gengis Khan.Insieme al Buddhismo, la Mongolia adottò il
sistema del calendario tibetano.
In segno di amicizia fra i due popoli, il primo mese dell'anno tibetano
venne chiamato "mese mongolo", ed i tibetani iniziarono a celebrare,
il primo giorno dell'anno, la vittoria di Gengis Khan sui cinesi.
L'anno tibetano ha 360 giorni, suddivisi in 12 mesi di 30 giorni ciascuno.
La luna nuova segna sempre l'inizio di un mese, mentre la luna piena
segna sempre il 15mo giorno del mese. Per bilanciare i 354 giorni del
ciclo lumare con i 360 giorni del calendario, è previsto un sistema
complesso di giorni mancanti (tsi chad-pa) e di giorni ripetuti
(tsi lhag-pa).

fonti: http://www.comunitatibetana.org/
e wiki

 

 

 
 
 

Giuseppe Tucci in Ladakh...

Post n°185 pubblicato il 26 Febbraio 2011 da enry0270
 

Il grande orientalista italiano Giuseppe Tucci, condusse diverse spedizioni archeologiche in Tibet, India, Afghanistan ed Iran.

Una spedizione del 1931 lo vede protagonista negli stati dell'himachal pradesh e ladakh alla ricerca di tsha tsha.
Partì in luglio da Shimla, la capitale dell’Himachal Pradesh, e andò in Ladakh per la valle di Rupshu, secca e desertica e ancora poco conosciuta.

Attraversò la valle di Lahul, e la valle di Manali, sulle montagne dell’Himachal Pradesh,
La spedizione percorse poi la valle della Spiti, nella parte più settentrionale dell’Himachal Pradesh.
Raccolse e successivamente catalogò numerosi tsha tsha fino alla città di Kaja;ma cosa sono i tsha tsha?

Gli tsha tsha sono delle tavolette votive, delle specie di figure coniche o delle formelle di argilla impastata con acqua e talvolta con le ceneri di lama o personaggi santificati, appiattite.

Gli tsha tsha sono contenuti in una serie di vani che si aprono nelle finestrelle dei chorten (stupa tibetani)

Sono veri e propri ex voto o sono distribuiti ai pellegrini in ricordo della visita fatta a luoghi connessi con qualche tradizione buddhista, sia in India sia in Tibet, e sono quindi importantissimi per i tipi iconografici delle rappresentazioni incise: dei e divinità varie, principali o locali; esseri semidivini, nati dall’unione fra divinità e umani ; e umani assurti per le loro qualità a esseri tutelari e divinizzati. Tucci descrisse i vari tipi di tsha tsha raccolti sia nel Ladakh sia a Spiti, a Kunuvar e a Guge.

a questo link alcune  di queste opere portate in italia da Tucci...clicca qui
per info su Tucci clicca qui
vi segnalo anche il blog della Prof.ssa E.Garzilli ricco di notizie su Tucci ( e da dove ho preso queste notizie)..clicca qui

 
 
 

Il LADAKH..dove la terra incontra il cielo

Post n°184 pubblicato il 12 Febbraio 2011 da enry0270

 

 
 
 

Presentazione viaggio "Spirit of Ladakh"

Post n°176 pubblicato il 11 Settembre 2010 da enry0270
 

Julley!

Con questo video vi voglio presentare l'ultimo viaggio fatto in Ladakh tra maggio e giugno 2010 (prima dei tragici avvenimenti).

Un bellissimo viaggio fatto con mio fratello e altri 3 amici che ci ha portato sulle alte vette himalayane,in un posto stupendo a stretto contatto con una popolazione straordinaria.

Per questa primavera dovrebbe essere pronto tutto il materiale da proiettare in qualche circolo culturale/di viaggi..vi farò sapere;se intanto siete interessati a qualche proiezione..contattatemi!

Una "chicca": l'amico Simone Garro compositore e musicista, mi ha composto la colonna sonora..un grazie di cuore!

Ultima cosa..se vi piacciono alcune foto contattatemi..vi manderò i "provini".

Ora vi lascio al video di presentazione di "Spirit Of Ladakh"..un caro saluto!

 

 
 
 

Alcuni termini Buddhisti...breve dizionario

Post n°175 pubblicato il 06 Settembre 2010 da enry0270
 

Alcuni termini più importanti con relativa breve spiegazione:

BUDDHA: La parola Buddha in tibetano è tradotta in Sangye dove Sang significa "perfettamente purificato" e Gye "completa manifestazione" di tutte le qualità e saggezza

BODHISATTAVA: praticante del buddhismo che ha raggiunto l'illuminazione. (per una descrizione più completa: clicca qui)

CAMPANE TIBETANE: Le campane tibetane sono delle ciotole ottenute dalla fusione di sette metalli, ognuno dei quali corrisponde simbolicamente ad un pianeta: Oro-Sole, Argento-Luna, Mercurio-Mercurio, Rame-Venere, Ferro-Marte, Stagno-Giove,

Piombo-Saturno.
Il suono della campana varia a seconda della proporzione dei componenti della lega, della forma e dello spessore del metallo di cui sono fatte e si ritiene che la vibrazione sia utile a favorire la concentrazione durante la meditazione ed a rasserenare l'animo.

 

 

 

CEMBALI: I cembali sono due piccoli piatti costituiti da una particolare lega di metalli scelti per la qualità del suono che permette di ottenere un suono puro, penetrante e lungo, quando vengono percossi l'uno contro l'altro. Il suono ha un profondo effetto psicologico durante la meditazione perché aiuta chi la pratica a distaccarsi dalla mente.

DHARMA: l'insieme degli insegnamenti del Buddha

GANTHA: Gantha è la campana, ovvero lo strumento musicale più usato nei monasteri, perché si ritiene che il suo suono allontani gli spiriti malvagi.
I monaci la tengono nella mano sinistra mentre nella destra tengono il Vajra. La campana è collegata al Vajra poiché quest'ultimo rappresenta la compassione del Buddha, il principio maschile, mentre la campana rappresenta la saggezza: il principio femminile.
Il Buddismo ritiene che sia necessario che questi due principi siano ben equilibrati per realizzare una vera crescita spirituale. La campana rappresenta anche la parte fisica del Buddha, mentre il Vajra ne rappresenta la mente

GESHE: titolo attribuito a chi ha completato l'educazione monastica

GUMPA: Sala di meditazione all'interno del quale i Monaci eseguono riti,cerimonie e mandala.

JAPAMALA: Il japamala è una sorta di rosario utile per la ripetizione del nome di una Divinità o di un mantra sia verbale che mentale. Japa le significa "mormorare", mala vuol dire "ghirlanda", "collana". Un mala ha 108 grani ma ciò non rappresenta il numero 108, bensì la 1 rappresenta la realtà, 0 al centro rappresenta la divinità e 8 rappresenta la natura creativa. Quando la natura e la realtà si uniscono avviene la creazione, la percezione e la cognizione. Addizionando insieme uno e otto si ha 9, numero che moltiplicato per qualsiasi altro numero, darà sempre un numero le cui cifre sommate formeranno sempre nove. Nello stesso modo l'Universo è costante, invariabile e perfetto.

LAMA: insegnate. Il lama è la guida per accedere agli insegnamenti più profondi.

MANI: Il mani o Ruota della Preghiera, è costituito da un cilindro in rame, ottone o altri metalli, a volte placcato d'argento sorretto da un manico di legno o di bambù All'interno del cilindro è inserita una lunga striscia di carta arrotolata su se stessa, recante una frase un mantra ripetuto più e più volte.
Roteando il mulinello da preghiera, i benefici effetti del mantra, contenuto all'interno del mulinello si espandono, come cerchi nell'acqua, nello spazio, pervadendo tutti gli esseri viventi, in ogni direzione.

MUDRA: gestualità simbolica delle mani durante la preghiera

PHURBA: Phurba, in sanscrito, significa piolo o paletto. Il phurba è un pugnale a tre lame, spesso sormontato da un Vajra, usato in particolari rituali sacri. Il suo simbolismo è molto potente ed è considerato come una sorta di "pugnale magico" usato per "sconfiggere", anche i più terribili demoni. Il Phurba è anche il simbolo di un mezzo diretto per spezzare i legami e gli impedimenti che si incontrano nel cammino verso la liberazione interiore.

PUJA: rituale di preghiera durante la quale vengo fatte delle offerte alla divinità.

VAJRA: Vajra in sanscrito significa sia folgore che diamante e simboleggia l'essenza e la purezza degli insegnamenti religiosi. Quasi uno scettro, il Vajra è spesso disegnato nelle mani del Buddha ed è uno strumento liturgico, usato assieme ad una campanella in metallo durante i rituali di purificazione.

 
 
 

Libro fotografico "Spirit of Ladakh"

Post n°171 pubblicato il 01 Agosto 2010 da enry0270
 

Finalmente dopo un lungo lavoro di "scrematura" ed elaborazione delle foto sono riuscito a completare il libro.

Il libro è composto da 60 pagine, circa 75 foto e con pensieri e aforismi dei maestri dell'India
(da Gandhi a Prajnapada, dal Dalai Lama a Tagore)..contiene anche il discorso completo  del XIV Dalai Lama durantela cerimonia di consegna del premio Nobel per la pace il 10 dicembre 1989

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Spirit of Ladakh

per ordini cliccare qui

 
 
 

Si torna..

Post n°165 pubblicato il 16 Giugno 2010 da enry0270
 

Delhi 16 giugno 2010...

Namaste'..questa mattina dopo un volo Kingfisher durato circa 1h20min, ho lasciato il Ladakh per ritrovarmi con 30gradi di differenza a New Delhi..il cambio di temperatura e' impressionante!

Domani alle 5 un volo della Qatar mi riportera' in Italia, ci sara' un cambio d'aereo a Doha, per poi ripartire alla volta di Milano.

Una breve anticipazione delle 3 settimane in Ladakh: il viaggio e' stato stupendo, poter ammirare e studiare da vicino i vari Gompa e' sempre una grande emozione..da un punto di vista fotografico e' una vera goduria! Il mio sogno e' quello di fare una piccola guida ai monasteri Ladakhi con tante foto...vedremo se andra' in porto questo progetto...e magari ritornarci per accompagnare un piccolo gruppo di persone..

Da lunedi' incomincero' il lungo lavoro di catalogazione ed elaborazione delle foto e del materiale...insomma: non si finisce mai di viaggiare!

Un saluto e un ringraziamento particolare ai miei compagni di avventura: mio fratello, Simone,Alice e Debora..

 
 
 

ARTE Indiana a Cuneo

Post n°153 pubblicato il 27 Novembre 2009 da enry0270
 
Foto di enry0270

Life's a Journey vi invita....

 
 
 

I SIKH

Post n°151 pubblicato il 16 Novembre 2009 da enry0270
 
Foto di enry0270

 

L'immagine in alto a sinistra sul mio blog è una mia foto scattata ad Amritsar al Golden Temple (vedi post precedenti..), vi lascio alcune informazioni sul Sikhismo..

L'etimologia della parola Sikhismo si rintraccia nella parola Sikh, che deriva dal sanscrito e che significa "discepolo" o "allievo", o dal dialetto indoeuropeo pali, sikkhā.

Il sikhismo è una religione nata in India settentrionale nel XV secolo, basata sull'insegnamento di dieci Guru che vissero in India tra il XVI ed il XVII secolo.

La religione si sviluppò all'interno del conflitto tra la dottrina dell'induismo e dell'islamismo. Nel 1469 Nânak, figlio d'un contadino di Talvanti, presso Lahore, appartenente alla casta kshatria, lasciò la sua vita di agi e di soddisfazioni personali per girare il paese, Ceylon e il mondo islamico, fino a Mecca e Baghdad, in compagnia del giullare Mardana. La sua esistenza finì a Kartarpur, nel Punjab, nel 1538.
È la quinta religione mondiale, con oltre 23 milioni di seguaci, chiamati sikh. 19 milioni di seguaci vivono in India, di cui la maggior parte nello Stato del Punjab. Tale Stato includeva anche una parte oggi appartenente al Pakistan, ma la maggior parte della popolazione sikh che lì viveva emigrò nella parte indiana, in seguito alla divisione dell'India britannica nel 1947 e al fine di evitare le persecuzioni religiose.
Esistono numerose comunità sikh nel Regno Unito, negli USA e nel Canada. C'è anche un'importante minoranza sikh in Malesia e a Singapore.
Negli ultimi anni comunità sikh si sono insediate anche in Italia, in particolare nell'Agro Pontino e nella pianura padana. I più importanti Gurdwara, edifici dedicati al culto sikh, in Italia si trovano a Novellara, Castelgomberto e Maccarese e anche a Flero [1]

Storia

Il Sikhismo entrò in urto con la Gran Bretagna nel 1845, avversando l'opera della Compagnia delle Indie che cercava di porre sotto controllo il sub-continente indiano, col benevolo incoraggiamento della Corona britannica. Lo scontro finì con una secca sconfitta dei sikh, che con il Trattato di Lahore (1846) dovettero cedere alla Compagnia Orientale delle Indie parte del loro territorio, rinunciando anche al Kashmir.
Nel 1848, i sikh insorsero ancora una volta ma vennero nuovamente sconfitti. L'intero Punjab fu assoggettato all'Impero Britannico, il loro tesoro (fra cui il noto diamante "Koh-i-Noor", ossia "Kūh-i nūr", "Montagna di luce") sequestrato e il loro sovrano esiliato in Europa fino alla sua morte avvenuta nel 1893 a Parigi.
Ciononostante, i sikh furono fra i soldati dell'esercito coloniale indiano che rimasero più fedeli alla Gran Bretagna in occasione del Mutiny (l'ammutinamento del 1857), una rivolta che viene oggi considerata da alcuni storici una semplice reazione ad alcune secondarie direttive britanniche nei confronti dei tabù alimentari dei militari indiani di religione islamica e induista. Altri storici la ritengono invece il primo episodio della guerra d'indipendenza indiana.
Furono due guardie del corpo sikh, Beant Singh e Satwant Singh, ad assassinare il 31 ottobre 1984 il primo Ministro Indira Gandhi in occasione di un lungo confronto innescato dal separatismo sikh. Nel 2004, il Dottor Manmohan Singh è stato il primo sikh a ricevere l'incarico di Primo Ministro, a causa dei veti che avrebbero certo impedito l'assunzione della carica da parte della capolista del vincitore Partito del Congresso, l'italo-indiana Sonia Gandhi.

Amritsar

 Amritsar è il centro culturale e spirituale della religione sikh e sede del famoso Tempio d'Oro, conosciuto anche con il nome di Harmandir Sahib. (v.post prec)

 

 
 
 

MilleOrienti di M.Restelli

Post n°143 pubblicato il 06 Settembre 2009 da enry0270
 

 

Carissimi..vi volevo segnalare un ottimo blog :

MilleOrienti - La mia Asia:cultura,politica,società

di Marco Restelli 

ricco di notizie dall'amato continente asiatico..non perdetelo!

Per visitare il suo Blog..clicca qui 

 

 

 
 
 

Ci riaggiorniamo dopo il 20 settembre!

Post n°142 pubblicato il 03 Settembre 2009 da enry0270
 

 Cari amici! Finalmente anche per me sono arrivate le ferie!

Ci riaggiorniamo con i nuovi post dall'area indo-tibetana dopo
il 20 settembre..per ora vi saluto con questa foto fatta al rifugio
di Valmasque in Francia (Valle delle Meraviglie)... anche qui
 una bandiera tibetana grida Free Tibet!

 
 
 

I Cinque Dhyani Buddha

Post n°140 pubblicato il 26 Luglio 2009 da enry0270
 

Nei miei vaggi in terre dove il Buddhismo ha trovato   maggior  diffusione, una delle prime cose che mi sono  chiesto è il significato del linguaggio gestuale del Buddha...cosiddetto  MUDRA
Nel Buddhismo Vajrayana, i Cinque Dhyani Buddha ( dal sanscrito dhyani) - sono un gruppo di Buddha ricorrenti nei mandala.

 La loro genesi, secondo molte tradizioni tantriche, è delle più antiche, essendo essi emanazioni
dell' Adi-Buddha, principio originatore dell'universo spirituale.

 I Cinque Dhyani Buddha (o Buddha della meditazione) sono l’essenza e il fondamento delle enunciazioni sulla natura dell’uomo e sulla sua struttura psicofisica,e al contempo archetipi per la via spirituale della trascendenza e della liberazione.

Essi sono:

Il Buddha Vairocana – al centro della coscienza risplende per prima cosa, in una chiara luce bianca, la sillaba mantrica OM,e da questa nasce il Buddha Vairocana (in tibetano rNam-par snang-mdzad) che ha il colore della bianca conchiglia (madreperla).

E’ seduto su un loto,sopra un trono, che ha per simboli i bianchi leoni.

Gestualià: Dhammachakka mudra, entrambe le mani che sono anche tenute più vicine al torace e sembrano far girare la ruota della legge buddista).

Vairocana è congiunto in inscindibile unione tantrica con la sua consorte chiamata Prajna Akasadhatvisvari.

Questo Buddha governa l’intera sfera della fisicità (scr. Rupaskandha), la prima delle cinque componenti della personalità umana.

Il Buddha Aksobhya – appare ad oriente dalla sillaba mantrica HUM l’azzurro Aksobhya “l’imperturbabile” (in tib. Mi-bskyod-pa).
Ha nella mano sinistra posta in grembo,lo scettro di diamante, chiamato Vajra.
Il Buddha Aksobhyra simboleggia la immodificabilità della pura natura del diamante.

 Il mudra più diffuso  rappresenta il Buddha in posizione seduta con la mano sinistra aperta ed il palmo rivolto verso l’alto e la mano destra che quasi tocca il suolo.
Questa posizione delle mani simboleggia un episodio importante della leggendaria vita del Buddha, quando l'asceta sedeva in meditazione sotto un albero di baniano a Bodhigaya in India cercando di raggiungere l' illuminazione.

Mara, l'equivalente buddhista di Satana, lo tentava con donne e feste, Buddha allora toccava la terra e chiedeva alla natura di sostenere la propria determinazione e di aiutarlo a resistere
alle tentazioni.

Aksobhya è congiunto in inscindibile unità tantrica con la Prajna  Locana.

Aksobhya è associato al piano della coscienza (scr. Vijnanaskandha) che si realizza nel dharmakaya al centro del cuore.
Il Buddha Aksobhya emette la bianca luce,limpida come il diamante, di Vajrasattva

Il Buddha Ratnasambhava – in una luce d’oro risplende la sillaba germinale TRAM, poi da questa origina a sud il giallo Buddha Ratnasambhava (in tib. Rin-chen ‘byung-ldan) che ha nelle mani il gioiello (scr. ratna).
E’ congiunto in tantrica unione con la Prajna gialla Mamaki,che è associata all’elemento terra.

Rappresenta il sentimento e la meditazione su questo Buddha serve a liberarsi dal difetto della superbia che è frutto dell’egocentrismo.

Questo Buddha simboleggia la “saggezza della eguaglianza” perché la legge del dharma ha un “unico sapore” nel quale tutti gli esseri sono uguali.

Il Buddha Ratnasambhaya ha la mano destra atteggiata nel gesto del varadamudra , il gesto di colui che porge la dottrina.
Questo mudra significa fare la carità e anche benedizione.
Il Buddha può essere sia in posizione eretta che in quella seduta.

La mano destra si trova aperta, in basso, con il palmo rivolto verso l’esterno.
Significa l’insegnamento dato con il primo sermone di Buddha a Sarnath.

Il Buddha Amitaba -  da un raggio di luce rossa appare ad occidente nel mandala, la sillaba germinale mantrica  HRIH, che serve ad invocare Il Buddha rosso Amitaba (in tib. ‘Od-dpag-med)

E’ il Buddha “dell’incommensurabile splendore”.
Nei testi è definito di color rosso rubino o rosso rame.
Ha nelle mani il fior di loto a 8 petali e la ghanta.
E’ congiunto in tantrica unione mistica con Prajna Pandara (in tib. Gos dkar-mo) che ha il colore di un cristallo che emette luce rossa.

E’ associato alla sfera della “percezione differenziante” e ha le mani in grembo nel gesto della meditazione.
Mudra: entrambe le mani sono appoggiate sul grembo e i palmi sono rivolti verso l'alto, con la mano destra sopra la sinistra: questa posizione simboleggia la meditazione.

Opposto a lui c’è il desiderio umano della cupidigia (desiderio smodato) che inducono l’uomo a legarsi al doloroso mondo della transitorietà.

E’ il sovrano del “paradiso occidentale” che le anime redente sperano di raggiungere.

Grazie alla forza dei Voti da lui giurati quando era un bodhisattva, Amitābha conserva la possibilità di far rinascere coloro che lo invocano in questo Paradiso Occidentale, dove possono studiare il Dharma sotto la sua guida.

Il Buddha Amoghasiddhi -  da una luce verde appare a nord  Amoghasiddhi (in tib. Don-yod grub-ba) da una sillaba mantrica AH, seduto su un loto. E’ di colore verde turchese e ha nelle mani il vajra a forma di croce e la ghant.
E’ congiunto in tantrica unione con la sua Prajna Samayatara (in tib. Dam-tshig sgrol-ma)

E’ raffigurato con la mano destra alzata nel gesto della garanzia di protezione. 
Il Buddha in piedi o seduto con una mano destra alzata,
simboleggia l' offerta di protezione del Buddha ai suoi seguaci e la loro liberazione dalle paure, la rassicurazione.
Alcune rappresentazioni mostrano il Buddha con entrambe le mani nella stessa posizione.
L’uomo si affranta dall’avarizia e dall’invidia meditando sulle qualità di questo Buddha 

 
 
 

Autobus e minibus in partenza da LEH

Post n°133 pubblicato il 07 Luglio 2009 da enry0270
Foto di enry0270

Molti autobus e minibus partono da Leh diretti per i villaggi vicini..alcuni di questi bus non sono utili al viaggiatore perchè partono da Leh nel pomeriggio e tornano indietro la mattina seguente (questo perchè vanno incontro alle esigenze degli abitanti del posto).

Eccovi alcuni collegamenti più importanti..Inutile dirvi che la cifra è irrisoria...però ci mettono parecchio tempo...fatevi due calcoli in base a quanto tempo avete a disposizione!

ALCHI (48Rs) -- durata 2,30h -- part.ore 15.30
BASGO (35Rs) -- durata 1,30h -- part.ore 15.30
HEMIS (34Rs) -- durata 1,30h -- part.ore 9.45 e 16
MATHO (20Rs) -- durata 1h -- part.ore 7.30 e 16
PHYANG (25Rs) -- durata 1h -- part.ore 7.30 - 13 - 16.30
SASPUL (45Rs) -- durata 2h --part.ore 15,30
SPITUK (Rs10) -- durata 20min --part.ogni 30min
TAKTOK (Rs40) -- durata 2 ore -- part.ore 8 e 10

Per La NUBRA VALLEY vi sono diversi autobus che fanno servizio da Leh verso i villaggi.
Un bus collega SAMUR il martedì e il sabato (Rs85 -7h),prosegue per Panamik (Rs102-8h).

A mio avviso consiglio i taxi collettivi,sicuramente più cari ma che vi faranno  visitare diverse località nel medesimo giorno;un'ottima cosa è che le tariffe sono stabilite dal sindacato di Leh..quindi potrete richiedere un tariffario dove c'è il posteggio dei taxi.

Il prossimo post riguarderà la NUBRA VALLEY...

 
 
 

Poesie Viaggianti...Il Viaggio di R.Blades

Post n°123 pubblicato il 11 Giugno 2009 da enry0270
 

Pellegrinaggio al Rewalsar Lake

Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.

Camminando si apprende la vita
camminando si conoscono le cose camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.
(Rubén Blades)

 
 
 

Impermanence - Il riscatto di un popolo

Post n°103 pubblicato il 01 Ottobre 2008 da enry0270
 


L’originale documentario di Goutam Ghose sulla vita del 14° Dalai Lama,accurato nella ricostruzione storica, ricco di interviste per
diffondere tramite la sacra figura tibetana, valori, ideali e speranze
di un popolo in fuga.


L’impermanenza del tutto è una verità universale. Noi siamo nati per
morire, ma la questione fondamentale della vita è cme vincere il dolore
tra la nascita e la morte". Con questa emblematica frase Goutam Ghose
descrive il senso del suo documentario sul quattordicesimo Dalai Lama (Impermanence, presentato nella sezione "Cinema digitale" di Venezia 2004),
la più sacra autorità religiosa tibetana, la reincarnazione vivente del
Buddha, la guida spirituale e morale di un intero popolo. Girato con
cura e sensibilità, con l’aiuto di due troupe in diverse località del
Tibet per riprese durate oltre un mese, il documentario parte
dall’infanzia del sacro ministro religioso, e con una perizia da
scienziato percorre le varie tappe della sua vita, da quando, non
ancora prescelto, Tensin Gyatso giocava con l’acqua e con gli altri
bambini davanti a case povere di legno logoro, passando dalla nomina di
Dalai Lama,fino all’invasione cinese, e all’esilio. I cineasti più assidui sono già stati abituati al Tibet dalle opere di Bertolucci,
Scorsese, Annaud, ma questo documentario ci regala suggestioni nuove e
uniche in quanto molte immagini sono state girate con speciali permessi
rilasciati dalle autorità cinesi che hanno autorizzato il regista
indiano a filmare in località mai riprese prima come l’interno del
palazzo del Potala (l’antica residenza del Dalai Lama), il monastero di
Jokang a Lasha (uno dei pochi luoghi di culto ancora attivi in Tibet) e
in posti quasi inaccessibili all’uomo, figuriamoci a una troupe
cinematografica.
L’autore racconta la volontà del Dalai Lama e della
sua comunità di far sopravvivere la profonda e antica cultura di un
popolo che è stata preservata per secoli nel silenzio delle montagne e
che oggi, grazie a un piccolo territorio nel cuore dell’Himalaya
fornito dall’India, è risorta nei suoi valori essenziali.
Il
pensiero del Dalai Lama ci arriva dalla sua capacità di comunicazione
con il pubblico, tocca i temi più importanti (pace, perdono, umanità,
tolleranza, fede) ai quali sempre più persone di oriente e occidente
guardano con interesse. Il regista cerca di trattare il discorso
sull’importanza della non-violenza, del dialogo, della compassione e di
"impermanence" con un linguaggio poetico e ironico in modo che arrivi
efficacemente alla mente e al cuore degli spettatori come un segnale di
enorme importanza e speranza, specialmente in un clima di violenza
generalizzata come quello di questi ultimi anni. Goutam Ghose, ormai noto in tutto il mondo come grande ritrattista dei più suggestivi
personaggi contemporanei del mondo dell’arte, della cultura, del
pensiero, della solidarietà, si concentra questa volta sulla più
importante guida etica e religiosa di un’intera etnia per lanciare un
messaggio tanto semplice quanto fondamentale: vincere il dolore è
l’eterna ricerca dell’umanità e l’illusione di avvertire come
permanente ciò che è passeggero induce all’errore e porta alla
distruzione. L’unica soluzione dunque è avere una forte consapevolezza
della propria responsabilità universale. Quindi, "è innegabile che la
nostra felicità sia indissolubilmente legata a quella degli altri. È
innegabile che se la società soffre soffriamo noi stessi. Ed è altresì
innegabile che più abbiamo il cuore e la mente afflitti da sentimenti
ostili, più infelici diventiamo. Perciò possiamo rifiutare qualsiasi
cosa, religione, ideologia, tutta la saggezza ricevuta, ma non possiamo
sfuggire la necessità dell’amore e della compassione". Parola di Dalai
Lama.

 
 
 

Il mio Tibet

Post n°97 pubblicato il 24 Giugno 2008 da enry0270
Foto di enry0270

Ho appena finito di leggere "Il mio Tibet - Conversazioni con il Dalai Lama" di Thomas Laid.
Lo consiglio a tutti gli appassionati di cultura,storia,simbologia e tradizioni Tibetane.

Il
Dalai Lama racconta per la prima volta in questo libro la storia del Tibet che Thomas
Laird, giornalista e scrittore americano, ha ricavato da moltissime ore
passate a tu per tu con Sua Santità Tenzin Gyatso a Dharamsala, in
India. "Il potere delle armi è immediato e forte, molto energico e
decisivo, ma con il passare del tempo è facile che si indebolisca. La
verità è debole ma immutabile, debole ma eterna, e talvolta cresce a
poco a poco. Il caso tibetano è proprio così." Nel racconto avvincente
del Dalai Lama, ricco di aneddoti illuminanti e di episodi curiosi, si
snoda il cammino millenario del popolo tibetano: dai remoti miti sulle
origini dei primi abitanti dell'altopiano himalaiano all'arrivo del
buddhismo dall'India; dalla nascita dell'istituzione del Dalai Lama e
dei grandi monasteri agli anni della dominazione mongola e mancese;
dall'invasione cinese del 1950 agli incontri di Sua Santità con Mao
Tse-tung e alla sua rocambolesca fuga in India nel 1959. La storia del
Tibet racchiude in sé lo sviluppo di una spiritualità oggi
universalmente conosciuta e amata e i cambiamenti, a volte graduali, a
volte repentini, di un luogo magico che ha ispirato e affascinato
l'Occidente per secoli. Ma la storia del Tibet è soprattutto la storia
di un popolo orgoglioso della propria cultura, che nemmeno
cinquant'anni di occupazione militare hanno potuto sottomettere. "Il
mio Tibet" non è solo un affascinante viaggio nella storia e nei
misteri di un popolo, rappresenta anche un gesto di grande forza
simbolica per indicare ai tibetani, e al mondo intero, la verità e
l'unicità della millenaria vicenda di questo paese.

 
 
 
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