Life's a journey..Viaggio di scoperta nelle regioni dell'india del nord |
ALLA SCOPERTA DEL TIBET IN ESILIO..BY ENRICO
SGUARDI OLTRE..ALLA SCOPERTA DELL'INDIA DEL NORD
PROFONDO RAJASTHAN
VIAGGIO IN MYANMAR - OTTOBRE 2009
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Come secondo giro alla scoperta di New Delhi, vi porto a visitare il più alto minareto in mattoni del mondo: Qutb Minar L'edificio è alto 72,5 metri, il diametro è di 14,3 metri alla base, mentre misura 2,75 metri alla sommità. È composto da cinque piani che si affacciano in altrettante balconate. Esso è il più famoso dei monumenti che compongono il Complesso di Qutb, che nel 1993 è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. La costruzione del minareto è stata commissionata, alla fine del XII secolo, dall'imperatore afghano Qutb-u-din Aibak, dalla quale prende il nome. La costruzione venne interrotta al primo piano dopo la morte dell'imperatore. I successivi tre piani vennero continuati dal suo successore Iltutmish chiamato comunemente Altamash. Venne ultimata nel 1230. Nel 1326 Il Qutb Minar venne colpito da un fulmine. Muhammad-bin-Tughluq effettuò delle riparazioni per i danni causati. A seguito di un altro fulmine, nel 1368, il minareto venne nuovamente danneggiato. In seguito l'ultimo piano venne sostituito con gli attuali due piani da Firuz Shah Tughluq. Nel 1503, dopo un ulteriore danneggiamento da parte di un fulmine, i due piani superiori sono stati riparati ed ampliati da Sikandar Lodi. A causa di un terremoto, all'inizio del XIX secolo, la cupola che sovrastava la struttura cadde e venne sostituita da una nello stile del tardo Moghul. La differenza di stile era così forte che nel 1848 venne rimossa ed ora giace a sud-est del minareto stesso. Il complesso, molto bello da visitare, si trova in periferia sud di Delhi..eccolo qui su google map |
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In questi post voglio portarvi alla scoperta di New Delhi.. Partendo dal centro troviamo l' INDIA GATE
Situato alla fine est di Rajpath a New Delhi, l'India Gate e la visita di Delhi comincia da lì. Questo santuario è fatto di marmo nero con un fucile in piedi sul suo barile. Questo monumento è dedicato a quei martiri che hanno combattuto e sono morti per la nazione . se volete vedere un video vi consiglio : clicca qui |
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Post n°155 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da enry0270
Il Taj Mahal è da sempre considerata una delle più notevoli bellezze architettoniche dell'India e del mondo a tal punto che il complesso è tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO dal 9 dicembre 1983. Da Delhi è possibile,in circa 4-5 ore prendere un treno per arrivare ad Agra e visitare l'imponente "Tempio dell'Amore". Nei fatti è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum. Nonostante vi siano molti dubbi riguardo al nome dell'architetto che lo progettò, generalmente si tende a considerare Ustad Ahmad Lahauri il padre dell'opera. L'origine del nome Taj Mahal è ancora oggi incerta. Le varie corti che sono succedute al regno di Shah Jahan hanno chiamato il monumento semplicemente rauza (complesso di tomba e moschea) di Mumtaz Mahal. Arjumand Banu Begum, conosciuta anche con il nome di Mumtaz Mahal, che in persiano significa "la luce del palazzo", morì nel 1630 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell'imperatore. L'imperatore ordinò la costruzione del mausoleo per mantenere una delle quattro promesse che aveva fatto alla moglie quando ella era ancora in vita, inizialmente fece seppellire la moglie nel luogo della sua morte, ma, quando si rese conto che trasferire tutto il marmo necessario alla costruzione fin lì sarebbe stata una impresa proibitiva, decise di spostare i lavori ad Agra. I lavori di costruzione del mausoleo, iniziati nel 1632, durarono 22 anni per concludersi nel 1654. Tra le 20.000 persone che vi presero parte si contano anche numerosi artigiani provenienti dall'Europa e dall'Asia Centrale. Tra di essi vi era anche un artista italiano: Geronimo Veroneo. L'architetto incaricato di realizzare il Taj Mahal è tuttora sconosciuto, la maggior parte degli studiosi attribuisce la paternità dell'opera a Ustad Ahmad Lahauri, ma alcuni parlano del Turco Ustad Isa; anche Geronimo Veroneo è indicato come uno dei possibili architetti, per quanto non ci siano prove certe su questo argomento. Il Taj Mahal venne costruito utilizzando materiali provenienti da ogni parte dell'India e dell'Asia. Oltre 1.000 elefanti vennero impiegati durante le costruzioni per il trasporto delle materie prime. Il marmo bianco venne portato dal Rajasthan, il diaspro dal Punjab e la giada e il cristallo dalla Cina. I turchesi erano originari del Tibet e i lapislazzuli dell'Afghanistan, gli zaffiri venivano da Sri Lanka e la corniola dall'Arabia. L'unico materiale locale utilizzato fu l'arenaria rossa che decora le diverse strutture del complesso. Per i lavori di costruzione, invece di utilizzare bambù per realizzare le impalcature (come era di tradizione in quelle zone), furono utilizzati mattoni. Al termine dei lavori l’enorme impalcatura doveva essere smantellata, e per alcuni questa operazione avrebbe richiesto all'incirca cinque anni. Per risolvere questo problema, l’imperatore stabilì che chiunque avrebbe potuto prendere per sé i mattoni dalle impalcature: secondo la tradizione in una notte l’intera impalcatura fu smantellata. Subito dopo la fine della costruzione del Taj Mahal, Shah Jahan fu deposto dal figlio ed imprigionato. In questo stesso periodo la capitale dell’impero Mughal fu spostata da Agra a Delhi, facendo diminuire notevolmente l’importanza di questa città e l’attenzione delle autorità su di essa. A causa di un disinteresse durato diversi secoli, alla fine del XIX secolo, complici l'erosione ed i ladri depredatori di tombe, la struttura versava in un grave stato di abbandono. Durante il governatorato inglese di Lord William Bentinck, inoltre, ci sarebbe stato un piano per demolire il Taj Mahal al fine di recuperare i marmi di cui è ricoperto e i terreni da utilizzare poi per la coltivazione. Secondo alcuni, tuttavia, questa sarebbe solo una voce messa in giro in quel periodo per screditare l’immagine del poco amato governatore Lord Bentinck. |
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Nel mio viaggio in India,non poteva mancare la visita ai Templi di Khajuraho,sito protetto patrimonio dell'Umanità. I favolosi Templi si trovano nello stato del Madhya Pradesh a circa 620 Km a sud di Delhi.
Khajuraho ha il più grande numero di templi medievali induisti e giainisti dell'India, fatto che ha portato l'UNESCO nel 1986 ad inserire il villaggio nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità. Il nome di Khajuraho deriva dalla parola hindi khajur, che significa palma da datteri. Storia Durante il Medioevo la città fu la capitale del regno della dinastia Rajput, il cui dominio si estendeva su questa parte dell'India fra il X ed il XII secolo. I templi di Khajuraho vennero tutti edificati nell'arco di un centinaio d'anni, fra il 950 ed il 1050 circa. Successivamente la capitale del regno venne spostata a Mahoba, ma la città continuò a fiorire ancora per diverso tempo. Architettura dei Templi Lo stile con cui sono stati eretti i templi di Khajuraho è quello tipico delle costruzioni dell'India settentrionale in quell'epoca. Alcuni di essi sono dedicati a divinità giainiste, ma la maggior parte è dedicato a divinità dell'Induismo (come ad esempio Brahma, Vishnu, Shiva ed alcune delle forme femminili di Devi). Spesso i templi venivano costruiti con un corpus centrale e quattro santuari minori ai quattro angoli del tempio principale. Questi santuari secondari si sviluppano notevolmente in verticale, con un gran numero di forme a guglia che creano una base appropriata per la guglia principale del tempio centrale; nel caso del tempio Kandariya Mahadeva, esse raggiungono il numero di 84 ed i 116 metri di altezza. L'insieme di guglie e pinnacoli, principali e secondari, danno ai templi di Khajuraho il loro aspetto esteriore unico. Il loro sviluppo graduale in altezza, via via che ci si avvicina alla guglia principale, richiama la forma dei picchi himalayani.
Le sculture I templi di Khajuraho sono noti per le sculture erotiche che li adornano; esse comunque non sono presenti all'interno degli edifici o vicino alle rappresentazioni delle divinità, bensì si trovano nella parte esterna del muro interno in quei templi che hanno due cerchie di mura intorno all'edificio. Vi sono numerose interpretazioni riguardo la posizione di queste sculture erotiche: secondo alcuni esse rappresentano il fatto che per giungere al cospetto della divinità si debba lasciare i propri desideri e le proprie pulsioni sessuali all'esterno del tempio. Esse mostrano anche che la divinità è pura come l'ātman, che non è affetto da desideri sessuali né da altre caratteristiche del corpo fisico.
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Post n°153 pubblicato il 27 Novembre 2009 da enry0270
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Post n°152 pubblicato il 25 Novembre 2009 da enry0270
Nell'induismo, Lakshmi (devanagari लक्ष्मी, IAST Lakṣmī, talvolta traslitterato in Laxmi) è la devi dell'abbondanza, della luce, della saggezza e del destino, ma anche (secondariamente) fortuna, bellezza e fertilità. È comunemente considerata consorte (Shakti) di Viṣṇu, e madre con lui di Kama, deva dell'amore. Le origini della dea Lakshmi sono descritte nello Shri Sukta ("Inno a Shri"), aggiunto al Rig Veda tra il 1000 e il 500 a.C. Come divinità della ricchezza è venerata da coloro che vogliono guadagnare o mantenere i propri guadagni; si crede che Lakshmi (e quindi la ricchezza) visiti solo case pulite e abitate da gente che lavora, mentre si tiene lontana dalla sporcizia e dai pigri. FESTIVITA' La principale festa dedicata a Lakshmi è la Diwali, la festa delle luminarie; per tradizione in tutte le case si pongono delle piccole candele alle finestre e si prega Lakshmi di passare a benedirle. ICONOGRAFIA Fisicamente, la dea Lakshmi è generalmente rappresentata come una bella donna, con quattro braccia, seduta su un loto, vestita con vesti preziose e gioielli; ha un atteggiamento benevolo, è giovane ed ha un aspetto materno. |
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Post n°149 pubblicato il 10 Novembre 2009 da enry0270
"Un giorno, mentre leggevo un libro, mi arrivò per caso un'email da una persona che viveva proprio nel luogo descritto nel libro. Quel luogo è l'India e da allora fa parte dei miei sogni. Di quelli belli, di quelli paurosi e anche di quelli inutili...." inizia così la descrizione dell'amore di Silvia Merialdo per l'India e per la letteratura indiana... Nel suo blog "Indian Words" troverete recensioni , commenti di libri e opere letterarie di scrittori indiani ... insomma..un blog tutto "da leggere".. Grazie a lei ho appena acquistato il libro "Crepuscolo a Delhi"..eccovi la sua recensione: Crepuscolo a Delhi Scritto negli anni Trenta da Ahmed Ali, madrelingua urdu, in inglese perché potesse essere letto al di fuori dell’India, Crepuscolo a Delhi ha un certo contenuto politico, come racconta lo stesso autore nell’introduzione, descrivendo le traversie che ha avuto la pubblicazione del libro. Di questo vorrei parlare, ma ora, che ho appena chiuso il libro, di questo non posso parlare. Posso solo parlare di Delhi. |
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Post n°148 pubblicato il 08 Novembre 2009 da enry0270
Ieri ho prenotato per il prossimo viaggio in India (precisamente Jammu e Kashmir - Ladakh) dal 28 maggio 2010 al 17 giugno 2010...il titolo del viaggio sarà "Spirit of Ladakh"...sarà un viaggio di scoperta su alcuni tratti particolari del Buddhismo tibetano e l'occasione per un reportage fotografico. Ho trovato allettanti occasioni di volo per Delhi (Milano - Doha - Delhi) con la compagnia aerea del Qatar...ad oggi un volo andata/ritorno con questa importante compagnia aerea è di circa 460€! Il link della compagnia è : Qatar Airwais Per Delhi - Leh l'andata sarà in aereo e il ritorno,molto probabilmente, via Srinagar o Manali con bus. L'avventura è iniziata... |
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Post n°147 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da enry0270
Sposarsi in India è una questione complessa, qualunque sia la casta Il matrimonio è una cerimonia altamente propiziatoria,e sebbene negli ultimi anni i "matrimoni per amore" siano aumentati notevolmente (soprattutto nei centri urbani),lamaggior parte di quelli hindu sono combinati dalle famiglie. In India il matrimonio è considerato un sacramento, che proporziona non solo la continuità familiare nei figli, ma anche il mezzo per ripagare il proprio debito agli antenati. Nel prossimo post vi parlerò proprio del numero 7...il numero sacro..
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Post n°146 pubblicato il 11 Ottobre 2009 da enry0270
Matho Gompa - Ladakh
Questo imponente Gompa si trova a circa 10 Km a sud-est di Stok. Si eleva al di sopra della vallata su un inespugnabile sperone roccioso; Questo Gompa appartiene all'oscura setta di Sakya;la sala delle preghiere conserva numerosi e bellissimi affreschi raffiguranti Sakyamuni,Avalokitesvara e Maitreya. Vale sicuramente mettere nel vostro itinerario questo bellissimo Gompa..non ne rimarrete delusi!
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Post n°145 pubblicato il 03 Ottobre 2009 da enry0270
Lo splendido THIKSEY GOMPA
si trova a 2Km a sud di Shey (Ladakh) ed è una città all'interno di un monastero. Migliaia di monaci vivono e lavorano nelle capanne imbiancate a calce che costellano il fianco della collina. Questo bellissimo Gompa è costituito da due sale di preghiera: Si può anche visitare una sala sul retro che contiene affreschi raffiguranti esseri umani scorticati e tesori che risalgono all'epoca della fondazione del Gompa (XVsec). E' fondamentale,ripeto fondamentale, raggiungere il monastero al mattino presto (alle 7) per poter presenziare alla puja..non ve ne pentirete! Se volete dormire, vi è un unico servizio di pernottamento-ristoro,che viene gestito dal gompa, il Chamba Hotel (camere da 350Rs),le camere hanno tutte un piccolo bagno privato..per prenotare vi lascio l'email:
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A Naggar (vedi post precedenti),nella Kullu Valley non potete Nato a San Pietroburgo il 18 ottobre 1874 e morto a Naggar il Nei primi anni del 1900, il professor Roerich dipingeva, organizzava
Prevedendo i notevoli cambiamenti del suo paese, decise di Nel 1929 e nel 1935 venne proposto come Premio Nobel per Attratti dall’Oriente i Roerich partirono per l’Asia nel 1923 e per saperne di più vi invito a visitare il sito http://www.roerichtrust.org/
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Carissimi..vi volevo segnalare un ottimo blog : MilleOrienti - La mia Asia:cultura,politica,società di Marco Restelli ricco di notizie dall'amato continente asiatico..non perdetelo! Per sapere chi è Marco Restelli..clicca qui Per visitare il suo Blog..clicca qui
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Cari amici! Finalmente anche per me sono arrivate le ferie! Ci riaggiorniamo con i nuovi post dall'area indo-tibetana dopo
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Post n°141 pubblicato il 03 Agosto 2009 da enry0270
Ciao..visto che siete in molti a chiedermi informazioni su dove |
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Post n°140 pubblicato il 26 Luglio 2009 da enry0270
Nei miei vaggi in terre dove il Buddhismo ha trovato maggior diffusione, una delle prime cose che mi sono chiesto è il significato del linguaggio gestuale del Buddha...cosiddetto “MUDRA” La loro genesi, secondo molte tradizioni tantriche, è delle più antiche, essendo essi emanazioni I Cinque Dhyani Buddha (o Buddha della meditazione) sono l’essenza e il fondamento delle enunciazioni sulla natura dell’uomo e sulla sua struttura psicofisica,e al contempo archetipi per la via spirituale della trascendenza e della liberazione. Essi sono: Il Buddha Vairocana – al centro della coscienza risplende per prima cosa, in una chiara luce bianca, la sillaba mantrica OM,e da questa nasce il Buddha Vairocana (in tibetano rNam-par snang-mdzad) che ha il colore della bianca conchiglia (madreperla).
E’ seduto su un loto,sopra un trono, che ha per simboli i bianchi leoni. Gestualià: Dhammachakka mudra, entrambe le mani che sono anche tenute più vicine al torace e sembrano far girare la ruota della legge buddista). Vairocana è congiunto in inscindibile unione tantrica con la sua consorte chiamata Prajna Akasadhatvisvari. Questo Buddha governa l’intera sfera della fisicità (scr. Rupaskandha), la prima delle cinque componenti della personalità umana. Il Buddha Aksobhya – appare ad oriente dalla sillaba mantrica HUM l’azzurro Aksobhya “l’imperturbabile” (in tib. Mi-bskyod-pa).
Il mudra più diffuso rappresenta il Buddha in posizione seduta con la mano sinistra aperta ed il palmo rivolto verso l’alto e la mano destra che quasi tocca il suolo. Mara, l'equivalente buddhista di Satana, lo tentava con donne e feste, Buddha allora toccava la terra e chiedeva alla natura di sostenere la propria determinazione e di aiutarlo a resistere Aksobhya è congiunto in inscindibile unità tantrica con la Prajna Locana. Aksobhya è associato al piano della coscienza (scr. Vijnanaskandha) che si realizza nel dharmakaya al centro del cuore. Il Buddha Ratnasambhava – in una luce d’oro risplende la sillaba germinale TRAM, poi da questa origina a sud il giallo Buddha Ratnasambhava (in tib. Rin-chen ‘byung-ldan) che ha nelle mani il gioiello (scr. ratna). Rappresenta il sentimento e la meditazione su questo Buddha serve a liberarsi dal difetto della superbia che è frutto dell’egocentrismo. Questo Buddha simboleggia la “saggezza della eguaglianza” perché la legge del dharma ha un “unico sapore” nel quale tutti gli esseri sono uguali.
Il Buddha Ratnasambhaya ha la mano destra atteggiata nel gesto del varadamudra , il gesto di colui che porge la dottrina. La mano destra si trova aperta, in basso, con il palmo rivolto verso l’esterno. Il Buddha Amitaba - da un raggio di luce rossa appare ad occidente nel mandala, la sillaba germinale mantrica HRIH, che serve ad invocare Il Buddha rosso Amitaba (in tib. ‘Od-dpag-med) E’ il Buddha “dell’incommensurabile splendore”.
E’ associato alla sfera della “percezione differenziante” e ha le mani in grembo nel gesto della meditazione. Opposto a lui c’è il desiderio umano della cupidigia (desiderio smodato) che inducono l’uomo a legarsi al doloroso mondo della transitorietà. E’ il sovrano del “paradiso occidentale” che le anime redente sperano di raggiungere. Grazie alla forza dei Voti da lui giurati quando era un bodhisattva, Amitābha conserva la possibilità di far rinascere coloro che lo invocano in questo Paradiso Occidentale, dove possono studiare il Dharma sotto la sua guida. Il Buddha Amoghasiddhi - da una luce verde appare a nord Amoghasiddhi (in tib. Don-yod grub-ba) da una sillaba mantrica AH, seduto su un loto. E’ di colore verde turchese e ha nelle mani il vajra a forma di croce e la ghant. E’ raffigurato con la mano destra alzata nel gesto della garanzia di protezione.
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Post n°139 pubblicato il 25 Luglio 2009 da enry0270
Nel 7° secolo,Vajrayana rivaluta l’uso della BHAVACHAKRA (in sanscrito “Ruota della Vita” che era già presente agli albori dell’iconografia buddhista e le attribuisce un simbolismo essenziale). Sidpa Korlo (srid pa'i 'khor lo) è la traduzione in tibetano della Il significato della ruota della vita è quello di ricordare agli uomini tutto l’orrore del ciclo delle reincarnazioni da cui è possibile fuoriuscire solo con la beatitudine del nirvana. Include gli insegnamenti connessi al samsara le Quattro Nobili Verità, Vediamo ora in dettaglio com’è rappresentata: Al centro vi è un grande cerchio stretto fra gli artigli e i denti di MARA La testa di MARA è cinta da una corona di 5 teschi che vogliono
Sulla sinistra della testa è riprodotto BUDDHA con il braccio destro Al centro della ruota sono raffigurati 3 animali che rappresentano i Il serpente verde del “desiderio” (espressione di cupidigia e possesso) Questi 3 animali sono rappresentati mentre si mordono la coda,cioè il
Attorno al cerchio dove sono rappresentati questi 3 animali, si nota Il terzo cerchio è suddiviso in 6 parti ovvero i sei regni dell’esistenza; Gli DEI al centro con Avalokiteshvara che ha le sembianze di un Buddha I SEMIDEI (Lhamayin) titani sempre in guerra con gli Dei;ad essi un Nel settore sottostante vi è il mondo degli animali dove Buddha blu Vi è poi il mondo degli “Yidak” o esseri miserabili dove si soffre la L’ultimo mondo è quello degli Inferi dove i dannati soffrono i supplizi. La corona più esterna del cerchio ha all’interno 12 figure che Sono: il cieco – simbolo della non conoscenza e dell’ignoranza Il vasaio – ricorda il configurarsi impulsivo della psiche La scimmia – esperienza cosciente e scoperta del mondo esterno 2 uomini in barca – distinzione fra io e non io Una casa on 6 finestre ma ancora vuota – l’uso dei cinque sensi e Una coppia abbracciata - senza contatto non ci sarebbe sensazione Uomo accecato da 2 frecce – Piacere e dolore dovuto alla conseguenza Uomo che beve – Desiderio del piacere La scimmia – mentre coglie i frutti da un albero,desiderio che si Una donna incinta – dall’attuale esistenza nasce la reincarnazione Il parto – la rinascita è la conseguenza della vita precedente Un vecchio (o un cadavere) – la vecchiaia e la morte sono l’unica Fonte: libro Ladakh di Marco Vasta (vedi mia recensione post precedente) |
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Post n°138 pubblicato il 18 Luglio 2009 da enry0270
Viaggiando nei paesi del subcontinente indiano vi capiterà Nelle regioni dell’India del Nord e del Tibet questi "grossi birilli" Tutte e tre,così piccole (un nulla di fronte alla grandiosità della natura) Nelle regioni Tibetane un chorten dà vita a tutto un fianco di monte, Alcune volte nei chorten si possono celare le ossa o le ceneri di un lama Per un tibetano che,viaggiando,passa vicino ad una di queste La parola chorten in Tibetano significa “ricettacolo delle offerte”, L’origine va quindi ricercata in India (come quasi ogni motivo spirituale Nelle regioni tibetane lo stupa si è molto allungato ed ha preso la sua Non bisogna però dimenticare che un chorten rappresenta in piccolo
Il basamento rappresenta la terra,lo staio l’acqua poi il fuoco e la Sulla cima vi sono due oggetti che sembrano una falce di luna ed un Nomi locali per lo stupa sono:
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Post n°137 pubblicato il 17 Luglio 2009 da enry0270
Per chi vuole visitare le regioni del Kashmir, Ladakh, Zanskar, Questo è il link dove potrete avere tutte le informazioni: cliccate qui! a presto... |
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