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Un blog creato da chiaretta_1974 il 12/09/2005

Briciole Di Pane

Nasciamo bisognose di cibo e d'amore, l'anoressia è il rifiuto dell'amore dell'altro, l'altra faccia dell'amore di sè, il rifiuto più atavico e primario: è la malattia dell'amore. Lascia che l'amore entri in te, ed enterà anche il cibo.

 
 

 

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« Messaggio #463Prevenire è meglio che curare »

Post N° 465

Post n°465 pubblicato il 01 Dicembre 2006 da chiaretta_1974
Foto di chiaretta_1974

Dichiarazione dell’On. Giovanna Melandri Ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive (9 novembre 2006)

Desidero chiarire il mio pensiero, circa le dichiarazioni estrapolate dal mio intervento a chiusura del convegno sulla corretta alimentazione e l’attività fisica organizzato oggi dalla Coop. Non ho nessuna intenzione di riprodurre in Italia, sic et simpliciter, l’iniziativa del governo spagnolo, che trovo eccessivamente statalista. Le misure “restrittive” tra l’altro possono rafforzare la resistenza e la chiusura delle anoressiche in quanto vissute come interventi punitivi. Ho detto piuttosto, e ribadisco, che desidero chiedere la collaborazione degli stilisti italiani per assumere insieme iniziative utili a contrastare il fenomeno dilagante dell’anoressia nel nostro paese: lavorando quindi con gli operatori del sistema, sia sul piano dell’iniziativa simbolica, che su quello di una più convinta azione sociale, per promuovere modelli estetici ispirati a stili di vita “sani”.


Dichiarazione dell’on. Giovanna Melandri Ministro per le Politiche giovanili e le Attività sportive (16 novembre 2006)

“La tragica morte della giovanissima modella brasiliana Ana Carolina Ramos è il secondo caso nel giro di pochi mesi di morte legata all’anoressia. La situazione ha ormai assunto aspetti inquietanti. Già nei giorni scorsi ho auspicato un coinvolgimento degli operatori del mondo della moda e dei mezzi d’informazione per affrontare questo problema e per lavorare insieme alla costruzione di nuovi modelli, non solo per contrastare il fenomeno dell’anoressia, ma anche quello della bulimia e di tutti gli altri disturbi del comportamento alimentare. La risposta che ho registrato in questi giorni è stata straordinariamente positiva e ho raccolto la disponibilità a collaborare da parte di molti operatori del sistema della moda italiana. Siamo al lavoro. Ribadisco che il mio intento non è quello di eliminare la taglia 38 dalla produzione o dal mercato, bensì quella di limitare l’abuso in passerella di modelle troppo magre che rischiano, anche involontariamente, di trasmettere esempi negativi per le più giovani. Non voglio in nessun modo demonizzare il mondo della moda, una delle industrie più vitali e rappresentative del nostro Paese. Tuttavia l’incidenza di alcuni modelli proposti nelle sfilate di moda rischia di contribuire alla diffusione di comportamenti pericolosi e rischiosi per la salute di molte ragazze. L’Italia ha contribuito fin dal passato a diffondere il canone della bellezza mediterranea, generosa e solare, che penso possa essere recuperato come un buon esempio da proporre anche alle più giovani”.


  


 
 
 
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