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Creato da chiaretta_1974 il 12/09/2005

Briciole Di Pane

Nasciamo bisognose di cibo e d'amore, l'anoressia è il rifiuto dell'amore dell'altro, l'altra faccia dell'amore di sè, il rifiuto più atavico e primario: è la malattia dell'amore. Lascia che l'amore entri in te, ed enterà anche il cibo.

 

 

Odio gli uccelli in gabbia

Post n°890 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da chiaretta_1974
Foto di chiaretta_1974

Ciao a tutti,
mi chiamo Filomena.

Purtoppo le ferite profonde dell'anima,ahimè, sono difficili da rimarginare... 
restano lì.
Qualche cicatrice è più visibile di altre.

Ci accompagnano sono la nostra storia ed hanno un loro senso: devono renderci migliori...

Queste righe le scrissi nel '98,a diciannove anni, in estate,
in una delle giornate più buie: erano già passati
un po' di anni dai primi sintomi anoressico-bulimici.
Ne passarono di altri prima di superare del tutto la
malattia (anche se mi sento sempre un pò malata!).

Mi sentivo esattamente cosi': in una gabbia che nessuno
voleva vedere:


> "Odio gli uccelli in gabbia,
> sono presa dalla tentazione di aprire quella prigione
> per vederli volare via, liberi!
> Apro le gabbie degli altri restando però nella mia
> prigione, quella che solo io riesco a vedere.
> E mi sposto con lei, lei con me, come una chiocciola con
> il suo guscio, fedele amica ormai da troppo...abbastanza.
> Un giorno,per gioco, per fatalità, vi entrai.
> All'improvviso una porta dietro di me si chiuse.
> In ginocchio, con le mani e il viso tra le sbarre,
> cercai di guardare il mondo fuori: ogni luce
> si era spenta.
> L'unica luce in grado di vedere, era quella delle stelle
> quando, dopo una giornata interminabile, volgendo lo
> sguardo al cielo, invocavo un urlo, silenzioso, che solo
> l'eco della mia coscienza, ripeteva nel silenzio della sua
> solitudine".


Magari qualcuno, leggendo, capirà.
Grazie.
Filomena.

 
 
 

Un pensiero

Post n°889 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da toposcriciolo

Ho 33 anni, da un po' osservo silenziosa questo prezioso blog.

Dall'età di 18 anni soffro di un disturbo alimentare.

Ora sono in una fase per me critica e davvero lacerante.

Non trovo più la motivazione a perpetuare la malattia, non la sopporto più. Mangio ma non ancora in modo equilibrato e completo e soprattutto libero da ansie e paure.

Dico che la malattia non mi ha ancora abbandonato perchè ancora la paura, o meglio il terrore di ingrassare mi attanaglia e mi massacra.

Perchè non riesco a liberarmene, non ne uscirò mai.

Non riuscirò mai a seguire alla lettera la dieta che la mia dietologa mi ha indicato per riequilibrare i pasti.

Non ce la faccio più a vivere in questo limbo e con questo terrore del peso...io voglio vivere ma non credo se ne esca.

Scusate la sfogo.

Ciao toposcriciolo

 
 
 

Ho voglia di vivere

Post n°888 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da chiaretta_1974

Perchè la malattia non ci ha tolto la voglia di vivere, perchè le difficoltà che il nostro corpo ci pone ogni giorno davanti non bastano a farci smettere di andare avanti.

Ed io ringrazio la vita, perchè mi ha fatto soffrire in prima persona di una sofferenza senza la quale non potrei avvicinarmi a capire coloro che soffrono.

 

 

 
 
 

Lettera alla malattia

Post n°887 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da chiaretta_1974

   Sono certa che passerà,creda in sè lei è più forte della malattia,combatta ,io sono con lei,non è sola
Mi sono aggrappata a queste tue parole con tutta me stessa...Ogni giorno,in  ogni momento di debolezza...ho riletto queste parole...Mi sono detta,non ascoltare quella voce...quella voce maledetta,che ritorna solo per ferirti...pensa solo alle persone che ami e, alle cose che ami...la poesia, la pittura...Vorrei ritornare solo a poter volare...a poter provare quella sensazione, quel brivido, che percorre la schiena ogni volta che un verso di un poeta scuote il cuore...La chiamano  Anoressia... e fa male!
A te adesso mi rivolgo:Mi hai mentito ,mi hai ferita....dovevi essere un nuovo inzio e invece sei stata l'inizio della fine..Sono arrabbiata con te...mi hai rubato anni, possibilità, scelte...perchè mi hai rubata! Dove sono tutte le promesse che mi hai fatto? Questa è la perfezione di cui mi hai ossessionato? Questa è? Mi stai facendo vivere una vita a metà, dove sono tutte le cose che avrei potuto vivere e che non ho vissuto...Mi hai rinchiusa dentro una bolla di sapone. << NON MANGIARE >> mi sussurravi e, specchiandomi mi plasmavi come in un sogno...tu, sì tu,compagna di profondi pensieri e di rinunce che, piano piano hanno svuotato il mio corpo, il mio viso...Mi hai denutrito di bene e mi hai nutrita di effimere, stupide, insignificanti illusioni..Mi hai fatto fare terra bruciata...
Sono arrabbiata con te..sì,e non solo per quello che ha i fatto a me, ma anche per quello che hai fatto alle persone che amo più della mia vita... Hai fatto soffrire Roberto, la mia famiglia, le uniche persone che mi hanno amato incondizionatamente dandogli  una grande sofferenza, li hai fatti piangere, preoccuparsi...li hai fatti sentire in colpa...quando no ne avevano nessuna...mi hai impedito di reagire con il tuo modo così subdolo e barbaro...Cosa mi stai dando  ancora,adesso, ora come ora...Dimmelo !  Solo giorni fatti di vuoti e ossessioni Perchè non mi lasci in pace? Cosa vuoi ancora da me? Perchè non urli adesso...come sto urlando io?
Cosa vuoi ancora? Non ti basta come sono diventata? Guardami, guarda i miei occhi  sono spenti, tristi, non c'è più quella luce...hai cancellato il mio vero sorriso..mi hai ferita...mi hai ferita tanto. Mi hai ingannata..mi dicevi che se fossi stata magra tutto sarebbe stato diverso...Mi hai costretta a vestire di nero...per apparire più magra, per non apparire...per essere ...invisibile ...Ti detesto, perchè mi hai fatto stare bene ,nel male... ti detesto, perchè mi hai reso felice,nel male...ti odio ,perchè mi hai fatto sentire forte ,potente nella mia fragilità....ma erano false sensazioni,false ,false come te, false ,come quel riflesso allo specchio che ,oggi non rispecchia me...ma te.Ti detesto, perchè sei dentro di me...perchè sei una parte di me che mi ha cambiata nello spirito e nel corpo...Ma da oggi tutto cambierà, non te la darò mai più vinta...Certo, ci saranno giorni in cui starò peggio, e avrò voglia di restringere e di farla finita, ma non mi arrenderò..
Cadrò e sarò capace di rialzarmi, adesso sono pronta a darti battaglia, mi riprenderò ci ò che è mio...la mia vita, la mia felicità...non ti permetterò mai più di dominare la mia vita..mai più.Vedremo chi sarà più forte adesso fra noi due... 
Nadia Puccio

 
 
 

Pe (n) sa Differente - La Mostra

Post n°886 pubblicato il 22 Dicembre 2009 da chiaretta_1974


Immagini/pensieri/suoni differenti.

http://www.pensa-differente.it/09/home.php

18 dicembre 2009/8 gennaio 2010 (Ingresso gratuito)
Ore 18.00-20.00


Fondo Verri, Via Santa Maria del Paradiso • Lecce (Italy)

 

Si inaugura venerdì 18 dicembre alle ore 18.00 al Fondo Verri (Via Santa Maria del Paradiso, Lecce) col patrocinio del Comune di Lecce e la Provincia di Lecce, la mostra ‘Creativi per Pe(n)sa differente: Immagini/pensieri/suoni differenti’, al suo primo appuntamento pubblico.


La mostra raccoglie 24 tra contributi grafici, fotografici e pittorici, 4 progetti video e diversi testi scritti che alcuni artisti/creativi hanno realizzato sui temi della campagna di sensibilizzazione ‘Pe(n)sa differente. Festeggia il tuo peso naturale!’.
L’iniziativa è una delle tappe di Pe(n)sa differente che ha già visto i suoi momenti culmine nelle manifestazioni nazionali del 2008 e del 2009.
Agli artisti/creativi che hanno inviato le loro opere è stato chiesto di contribuire a proporre attraverso l’arte modelli culturali che andassero oltre l’immagine consueta che si ha dell’anoressia, della bulimia e dell’obesità, oltre le immagini consumate dai media che sollecitano curiosità vojeristiche.
La campagna ‘Pe(n)sa differente! Festeggia il tuo peso naturale’ predilige immagini e slogan sempre volutamente non provocatori, che non riportano corpi emaciati né abusi sul proprio corpo, piuttosto mirano a proporre modelli positivi, evitando così il rischio di emulazione da parte dei soggetti più fragili.

 




Facebook e i fan di Pe(n)sa differente!

L’appello agli artisti/creativi è stato lanciato attraverso la pagina di ‘Pe(n)sa differente’ presente su Facebook e la mostra è il frutto di un lavoro comunicativo e relazionale realizzato grazie a questo strumento. La pagina del noto social network, infatti, aperta nel luglio 2009, è diventata nel tempo un luogo di scambio, di incontri e di proposte sui temi della campagna, raccogliendo in pochi mesi attorno a sé 1.700 fan provenienti da zone diverse del mondo, Italia, Canada, Spagna, Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Svizzera, Francia, Portogallo, Turchia, Olanda, Cile, Colombia, Costarica, Benin, ecc.
La mostra è un cantiere aperto, sempre pronto ad accogliere nuove proposte e rappresenta il primo passo per la costruzione di un archivio di immagini, suoni e pensieri che arricchiscano la campagna ‘Pe(n)sa differente! Festeggia il tuo peso naturale’. Lo scopo è quello di costruire una galleria di contributi creativi utili a riflettere su quanto la ‘bellezza’ di ciascuno non si traduce sono nelle fattezze fisiche ma nella capacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti, nella capacità di valorizzare e condividere con l’altro la propria individualità e unicità.


Arte e creatività per prevenire anoressia, bulimia e obesità

Le percentuali di morte nei disturbi dell'alimentazione, così come la loro cronicizzazione e le complicanze invalidanti che ne derivano sono molto alte. Ecco perché sono così importanti la prevenzione primaria (che aiuti a non sviluppare queste malattie) e la prevenzione secondaria (che aiuti a riconoscere i disturbi dell'alimentazione in tempi brevi per poter fornire a coloro che ne sono affetti una cura adeguata) di queste patologie.
La prevenzione primaria dell’anoressia, della bulimia e dell’obesità non può non tenere conto dei fattori socio-culturali, fortemente implicati nello scatenare e nel perpetuare questi disturbi.
Le idee culturalmente trasmesse che la felicità e il successo devono passare attraverso l’ottenimento della bellezza a tutti i costi e che la bellezza è sinonimo di corpo ultra-magro o ultra-muscoloso condizionano la nostra alimentazione spingendoci a fare ricorso a comportamenti dannosi per la nostra salute.

È, pertanto, utile costruire azioni mediatiche e comunicative che possano contribuire a creare nuovi e più sani modelli culturali ed estetici mediante la proposizione di 'linguaggi' diversi.


Da questo presupposto e dall’idea che il linguaggio dell’arte stimola la riflessione e da senso all’azione comunicativa, nasce l’iniziativa ‘Creativi per Pe(n)sa differente’, aperta a chi voglia proporre un'idea, uno slogan, un disegno, un collage, una fotografia, un video, una poesia, una canzone, una storia, un film, uno spot, ecc. sui temi della campagna ‘Pe(n)sa differente! Festeggia il tuo peso naturale’. Il periodo individuato è quello delle vacanze natalizie con lo scopo di raggiungere un numero ampio di persone e lanciare un messaggio positivo di accettazione di se e del proprio peso naturale, in un momento delicato per chi soffre di un disturbo alimentare.

La direzione artistica è a cura di Francesco Maggiore e Mauro Marino, la direzione scientifica di Caterina Renna, il coordinamento di Sergio Quarta, la comunicazione di Lara Esposito e gli allestimenti di Mauro Marino, Francesco Baccaro e Marco Rollo.

Le opere esposte sono di Alessandro Aiello (Calabria), Cinzia Adolfi (Sardegna), Efrem Barrotta (Umbria), Silvia Buonvino (Puglia), Azzurra Cecchini (Puglia), Alessandro Colazzo (Puglia), DarkO (Piemonte), Orodè De Oro (Puglia), Loredana De Vitis (Puglia), Esse Dinome (Puglia), Paolo Ferrante (Puglia), Massimo La Greca (Puglia), Iroki (Puglia), Sonya Lalla (Lazio), Erika Londero (Puglia), Annalisa Macagnino (Puglia), Maria Sole Macchia (Veneto), Monica Maggiore (Puglia), Manuela Moramarco (Puglia), Giulia Nonne (Umbria), Arianna Operamolla (Puglia), Marzia Quarta (Puglia), Caterina Renna (Puglia), Fabienne Rhein (Canada), Chiara Rizzello (Liguria), Antonella Spanu (Sardegna), Valentina Zito (Puglia).


su:http://gold.libero.it/bricioledipane/8175463.html

 
 
 

Elogio del corpo II

Post n°885 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da chiaretta_1974

Ricorda, se hai bisogno di una mano,

la troverai alla fine del tuo braccio

e mentre diventi più grande,

ricorda che hai un'altra mano:

la prima serve ad aiutare te stesso,

la seconda serve ad aiutare gli altri.

Audrey Hepburn

su: http://gold.libero.it/bricioledipane/8139563.html

 
 
 

Elogio del corpo

Post n°884 pubblicato il 12 Dicembre 2009 da chiaretta_1974

PARTECIPIAMO ANCHE NOI ITALIANE!

Dall'articolo di Repubblica (in calce) e dalla lettura del blog di questa ragazza americana, mi è venuta (e non è venuta solo a me...) l'idea di dare anche noi il nostro contributo a questo MOVIMENTO D'OPINIONE che ritengo di grande impatto multimediale, sia a livello personale che sociale.

Ecco la prima fotografia della bellezza mediterranea, non elaborata se non dall'intelligenza di chi riesce a vedere nel proprio corpo uno strumento utile, fondamentale e amico per le importanti realizzazioni della vita, e per la vita stessa.

Chi desidera partecipare può realizzare una fotografia di questo tipo ed inviarla a info@bricioledipane.it anche in forma anonima  in modo che sia pubblicata sul blog.

A breve un amica che vive in america scriverà all'amministratrice del blog americano per segnalarle la nostra adesione.

Che altro dirvi?

Che la storia del cambiamento è iniziata, e se volete farne parte ne avete ora la possibilità.

Chiara su http://gold.libero.it/bricioledipane/

 

EXPOSED

Elogio del corpo imperfetto. Il movimento nasce in rete

di Benedetta Perilli
Il bacino largo? È perfetto per indossare gonne a vita alta. E i fianchi abbondanti? Ideali per ballare la salsa. Con ironia, e senza vergogna, nasce sul web il movimento virale "Exposed": donne in sovrappeso alla ricerca di una forma fisica migliore che si scoprono e mostrano il loro corpo, dal collo alle ginocchia, scrivendo sulle foto i motivi per cui amano le loro imperfezioni. Un elogio alla naturalezza che parte dal blog Eating Journey, dell'australiana Michelle, e finisce per conquistare decine di diet blogger, ovvero donne che raccontano giorno per giorno i loro tentativi di dimagrire. Un addome rilasciato, invece di rappresentare un problema, diventa così il luogo amato dove Heather ha portato per nove mesi il suo bel bambino e le braccia forti di Manic Mama sono le alleate quotidiane per abbracciare con affetto amici e parenti.
_________________________________________________
 

LA NUOVA INIZIATIVA PRO DONNE IN CARNE: “ELOGIO DELL’IMPERFEZIONE”

  La giornalista Simona Sessa lancia un’importante iniziativa sociale di autostima e accettazione del proprio corpo.

Corpo imperfetto? Ossessione nel dimagrire? Un difetto odiosissimo?

Da oggi è importante dire basta. Ed accettarsi così come si è.

W le imperfezioni che caratterizzano il corpo di ogni donna. Ogni “difettuccio” rende assolutamente diverse le une dalle altre e segna il nostro fisico più di chiunque altra cosa.

Il must di ora è elogiare l’imperfezione senza vergogna e tabù.

La giornalista e scrittrice Simona Sessa, creatrice del Blog Pin Up del 2000 con più di 40 mila visitatori al mese e punto di riferimento delle donne formose italiane, ha lanciato in questi giorni una nuova e interessante iniziativa “Elogio dell’imperfezione” riprendendo quella lanciata dal movimento Exposed.

http://pinupdel2000.myblog.it/

In pratica le donne che aderiranno alla campagna di autostima lanciata dalla Sessa dovranno “mettersi a nudo”. Scoprire il fisico e fotografarlo scrivendo sulle loro imperfezioni perché le amano.

Nel blog Pin Up del 2000 saranno pubblicate tutte le foto (senza viso) che metteranno a fuoco ogni difettuccio..

Anche in Italia, quindi, attecchisce il nuovo movimento "Exposed": donne in sovrappeso alla ricerca di una forma fisica migliore che parte dal blog Eating Journey, dell'australiana Michelle.

“Ho deciso di sposare questa interessante iniziativa che ritengo davvero terapeutica – spiega Simona Sessa, -. Molte di noi credono che tutte le donne siano perfette e questa ricerca ossessiva nell’essere bellissime e nel dimagrimento accanito ci spinge con l’emularle. Se le altre sono perfette voglio esserlo anche io: questo il pensiero di tante. Ma non è così. Esistono milioni di donne che convivono con corpi normali e con imperfezioni di qualsiasi tipo.

Scoprire che tante di noi hanno difetti di cui non si vergognano ma che esibiscono senza problemi è il primo passo verso una piena accettazione di sé stesse.

Ecco perché è importante la partecipazione di tutte le donne formose”.

Gambe muscolose o bacino largo? Seno cadente e cellulite? Pancia e qualche smagliatura?

Donne scrivete sulla foto e sui vostri “amorevoli” difetti perché li accettate, aggiungete anche il vostro nome o nick ed inviatela a pinupdel2000@alice.it

E’ importante l’adesione di tutte per rivendicare la libertà di pesare quanto si vuole e di non essere giudicate in base al peso.

Un mezzo per combattere la profonda discriminazione verso il peso delle donne: fatelo anche voi.

 

 
 
 

Con gli occhi dei figli. Anoressia e bulimia: quello che i genitori possono fare

Post n°883 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da chiaretta_1974
Foto di chiaretta_1974

un libro di di Fausto Manara

Sperling & Krupfer ed.

 

Ragazze che mangiano troppo, segretamente, o che non mangiano affatto; ragazze assillate dal pensiero del peso e della taglia, che mostrano una vera ossessione per un corpo vissuto come inadeguato.

Ragazze che si vivono come inadatte, sbagliate. Sono disagi sempre più diffusi tra le adolescenti, alimentati da una cultura che esaspera la preoccupazione per la bellezza e propone modelli di femminilità inarrivabili.

Come interpretare il muto linguaggio dei sintomi? E come aiutare una figlia che vede nel cibo un nemico o l'unico amico, e traditore?

Sulla base di una lunghissima esperienza nella cura dei disturbi alimentari, Fausto Manara offre strumenti concreti di comprensione e intervento a chi deve affrontare il problema.

In primo luogo ai genitori delle giovani anoressiche e bulimiche, che quasi sempre hanno una parte di responsabilità nell'origine delle sofferenze psicologiche delle figlie, ma anche una insostituibile funzione positiva.

Attraverso chiare spiegazioni delle dinamiche coinvolte nei processi formativi e due toccanti storie di terapia, l'autore mostra come sia necessario e possibile ridisegnare i rapporti all'interno della famiglia, guardare ai veri bisogni dei figli e dar loro un autentico sostegno nel delicato percorso alla ricerca di un posto sicuro nel mondo.

 http://libreriarizzoli.corriere.it/libro/manara_fausto-con_gli_occhi_dei_figli_-_anoressia_e_bulimia.aspx?ean=9788820045791

 
 
 

Figli obesi: educazione alimentare e significati affettivi a partire dalla famiglia

Post n°882 pubblicato il 30 Novembre 2009 da chiaretta_1974
Foto di chiaretta_1974

L'aumento dell'obesità tra i bambini richiede un'attenzione maggiore alle loro abitudini alimentari, all'educazione “a tavola” senza dimenticarsi il significato relazionale e affettivo che il cibo e il peso corporeo rappresentano.

 

di Monica Oriani

su: http://guide.supereva.it/guida_famiglia/interventi/2009/08/figli-obesi-educazione-alimentare-e-significati-affettivi-a-partire-dalla-famiglia

A giugno l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ha pubblicato le sue stime circa l‘obesità infantile: l’Italia è in testa alla classifica con oltre un milione di bambini obesi di età compresa fra i sei e gli undici anni. Il fenomeno, inoltre, è in crescita. Anche le ricerche italiane non risollevano l’animo: un anno fa l’indagine condotta dal ministero del Lavoro e della Salute e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanita’ nei bambini di terza elementare ha calcolato che il 23,6% e’ in sovrappeso ed il 12,3 e’ obeso.

Quindi, tutti a dieta? Se il rigore a tavola è fonte di stress e frustrazione per un adulto, potete immaginare come possa essere vissuta la dieta da un bambino: una vera tortura.

La vera lotta all’obesità infantile nasce dall’educazione alimentare, partendo da come e cosa mangiare, per poi controllare la quantità. Infatti, già modificando la dieta con cibi più sani e organizzando i pranzi con maggiore calma, seduti intorno al tavolo chiacchierando, il problema verrebbe ridotto di molto.

È necessario ricordare che mangiare può diventare una strategia per attenuare l’ansia e la depressione, attenuando le frustrazioni e gratificando se stessi. Ciò porta a mangiare non solo quando si ha fame, ma anche quando emotivamente si è a terra. Questo meccanismo, a volte un circolo vizioso, porta all’aumento di peso e alla difficoltà a modificare le proprie abitudini. Considerare i vuoti affettivi, le frustrazioni e le ansie che inducono il bambino a chiedere il bis, scardina il meccanismo sopracitato, aiutando il bambino ad affrontare direttamente ciò che lo fa soffrire e abbandonando le razzie alimentari a tavola.

Il cibo e il momento del pranzo diventano per l’uomo metafore della comunicazione e del relazione con se stessi (a partire proprio dal proprio corpo) e con gli altri: rifiutare del cibo o mangiarne abbondantemente esprime significati relazionali e sociali molto forti. Da parte dei genitori è importante, quindi, dare un senso all’ingordigia del proprio figlio, interpretando tale comportamento non come semplice “vizio” o “abitudine” fine a se stessa, ma come un atto comunicativo nei confronti di se stesso e della famiglia.

Spesso, il malessere dei bambini obesi viene ricollegato all’eccesso di peso in sé e alle reazioni dei coetanei. Sicuramente tutto ciò pesa notevolmente sull’umore del bambino, ma come conseguenza dell’eccesso di peso. Il malessere spesso è da trovarsi altrove: in una mancanza percepita, un’ansia sottostante, un’insicurezza insidiosa e nel tentativo di trovare soddisfazione con il cibo. Quest’ultimo e, di conseguenza, il peso del proprio corpo può apparire al bambino una delle poche cose che può e riesce a gestire, ristabilendo così il senso di capacità e competenza.

Come scrive L. Rappoport nel suo libro “Come mangiamo. Appetito, cultura e psicologia del cibo”, edizioni Ponte alle Grazie, pubblicato nel 2003:

“Che vi piaccia o no, il modo in cui mangiamo è strettamente correlato a ciò che siamo o vogliamo diventare. Di fatto, è la presentazione privata e pubblica di noi stessi attraverso il cibo, giacché, per quanto attiene al temperamento, i significati del cibo sono ubiqui e spesso paradossali, nel senso che sono rivolti sia all’interno sia all’esterno. Possiamo cioè mangiare in maniere che mirano a soddisfare necessità interne e personali, oppure sono destinate a produrre un’impressione negli altri. Il nostro comportamento alimentare può quindi essere intimo e velato (alcuni mangiano come davvero desiderano solo quando non c’è nessuno ad osservarli) oppure, come l’abbigliamento, può far parte della immagine sociale che noi stessi costruiamo”.

Frequentemente, e purtroppo molte ricerche lo confermano, sono proprio i genitori che non si accorgono del problema o lo sottovalutano: in fondo, un bambino cicciotello appare più sano e simpatico rispetto al coetaneo mingherlino. Quando, poi, la famiglia stessa tende ad avere qualche chilo in più, la presenza di “ciccia” appare normale. Tali valutazioni, però, portano a creare quelle abitudini alimentari difficili da modificare e che tanto incidono sull’aumento di peso.

Attenzione però a non scivolare nell’ossessione per il controllo del cibo e del peso: le conseguenze sarebbero catastrofiche. Infatti, l’ansia per mangiare poco e sano e vedere l’ago della bilancia scendere, porta a quell’agitazione che viene sedata solo dal trangugiarsi un’intera tavolata di salumi e dolci. E il meccanismo di gratificazione ricomincia…

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E aggiungerei che il rapporto che andiamo ad instaurare coln l'alimentazione di nostro figlio è in stretta correlazione con il tipo di rapporto che abbiamo noi stessi con l'alimentazione. Ergo, non possiamo educare in modo efficace ad un corretto stile alimentare se prima o parallelamente non rieduchiamo il nostro comportamento alimentare. Ecco che allora mentre ci domandiamo cosa possiamo fare per i bambini, è utile interrogarci su ciò che possiamo fare per noi e quanto il nostro Io bambino è rimasto legato a quel rapporto così emotivo con l'atto dell'alimentarsi.

 

Chiara

 

 
 
 

Roma, 30 novembre 09

Post n°881 pubblicato il 29 Novembre 2009 da chiaretta_1974
Foto di chiaretta_1974

Solitudini antiche. Solitudini moderne

Jonas Roma organizza, in collaborazione con la Società Filosofica Italiana e la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo, conferenza dal titolo Solitudini antiche. Solitudini moderne.

Il relatore sarà Alex Pagliardini, psicologo, responsabile di Jonas Roma.

L'incontro si terrà lunedì 30 novembre alle ore 16:00 presso la libreria universitaria Leggere, viale Cittadini 21, Roma.

 
 
 
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