Briciole Di Pane
Nasciamo bisognose di cibo e d'amore, l'anoressia è il rifiuto dell'amore dell'altro, l'altra faccia dell'amore di sè, il rifiuto più atavico e primario: è la malattia dell'amore. Lascia che l'amore entri in te, ed enterà anche il cibo.
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Post n°879 pubblicato il 12 Novembre 2009 da chiaretta_1974
Anoressia e bulimia: indicazioni diagnostiche e cenni terapeutici. Il presente corso di formazione fornisce le basi teorico-pratiche e gli strumenti operativi specifici per lavorare e gestire l’intervento di sostegno psicologico rivolto a persone bulimiche e anoressiche.
Obiettivo Psicologia, forte della sua esperienza decennale nella formazione degli psicologi, ha ideato e progettato questo corso di formazione online a fronte della notevole incidenza statistica dei Disturbi del Comportamento Alimentare, spesso influenzati e alimentati anche dalle tendenze della moda, del divertimento e della pubblicità.
su: http://gold.libero.it/bricioledipane/7980607.html |
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Post n°878 pubblicato il 08 Novembre 2009 da chiaretta_1974
Durante l'ultimo incontro della Consulta Nazionale delle Associazioni sui Dca, svoltosi a Bassano del Grappa, a cui ho partecipato, è nata l'idea di riunire sul sito Briciole Di Pane gli Interventi nella Scuola, volti alla Prevenzione dei DCA. Ne è nata una sezione apposita, che per adesso conta il contributo di tre associazioni, ma che invito a visitare e utilizzare (potete contattarle direttamente per avere maggiori informazioni).
http://www.bricioledipane.it/Table/Prevenzione-a-Scuola/
Chi avesse altro materiale che desidera condividere o chi è interessato ad un intervento nella propria scuola, può contattarmi scrivendo qui o alla mia mail info@bricioledipane.it
La prima, vera, migliore forma di cura è la Prevenzione.
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Post n°877 pubblicato il 05 Novembre 2009 da chiaretta_1974
Ricevo da Valentina Samorì, un' amica di Briciole di Pane e vi inoltro nel caso che qualche lettrice volesse partecipare all'elaborazione di questa Tesi di Laurea. "Buongiorno, siamo due laureandi Volevamo chiedervi se era possibile far compilare alcuni testIn attesa di una vostra gentile risposta,
scrivere a: <valesamo@virgilio.it> |
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Post n°876 pubblicato il 02 Novembre 2009 da chiaretta_1974
su: http://gold.libero.it/bricioledipane/ (ASCA) - Roma, 29 ott - Le madri che sono a dieta hanno il doppio delle possibilita' che le figlie incappino in disturbi alimentari. Lo rivela un sondaggio riportato dal Daily Mail. L'indagine, condotta tra 512 teenager inglesi lettrici della rivista Sugar, ha rivelato che il 6% delle ragazze tra i 12 e 18 anni ha problemi legati al cibo, quota che sale al 10% quando mamma fa la dieta. Piu' della meta' ha infatti cominciato gia' da giovanissima a razionare cibi e pasti, il 59% seguendo l'esempio della famiglia. A spingere verso anoressia, bulimia e binge eating disorders (come viene chiamato il disturbo dell'alimentazione incontrollata) puo' essere anche un atteggiamento troppo severe e critico dei familiari: una teenager su 5 riferisce di essere stata definita ''troppo grassa''. Anche quando mamma continua a guardarsi allo specchio, le bambine guardano e imparano. Ma non e' l'unico dei comportamenti sbagliati: non cenare con i figli oppure preparare un pasto a parte sono errori che ricadono sulle piu' giovani. ______________________________ Se è vero che i DCA non sono solo patologie a causa familiare, è anche vero che una sana educazione alimentare e l'assenza di un rapporto conflittuale col cibo, in famiglia, svolgono un ruolo di protezione nei confronti dell'insorgenza di anoressia, bulimia e binge eating disorders. Come per qualsiasi altro comportamento, essenziale è il ruolo e l'esempio dei genitori sullo sviluppo dei bambini e dei ragazzi. Ecco che allora diventa fondamentale che le donne, giovani o meno giovano, si educhino o rieduchino a livello alimentare e psicologico, nel proprio rapporto con il corpo, con il peso e con il cibo. E' ugualmente importante che il cibo, in famiglia, non diventi merce di scambio, di punizione o premio, nè per sè nè per gli altrui. Fare prevenzione significa anche partire da qui, dalle donne neomamme, che tanto peso hanno sullo sviluppo psicoaffettivo dei loro figli. Chiara Rizzello
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Post n°875 pubblicato il 02 Novembre 2009 da chiaretta_1974
su: http://gold.libero.it/bricioledipane/ Dopo il grande successo che la nostra iniziativa Venerdì 6 novembre dalle 15:00 alle 18:00 Vai al PROGETTO VETRINA VIVENTE per maggiori informazioni
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Post n°874 pubblicato il 30 Ottobre 2009 da chiaretta_1974
su: http://www.bricioledipane.it/Testimonianze/Oggi-io-sono-piena.html Mi chiamo Oriella e ho 22 anni. Non saprei dire quanti anni ho trascorso assediata dall’anoressia. Ho iniziato ad avere problemi con il cibo a 13 anni, ma anche quando ero piccola a volte rifiutavo il cibo. A partire dai 12 anni la mia vita è stata un incubo. Ho subito violenze e maltrattamenti dentro e fuori la famiglia. Ho tenuto tutto dentro per anni. Sono sempre stata sottopeso. Ma più il tempo passava più aumentava il peso dei ricordi e di quello che avevo subito. In qualche modo dovevo svuotarmi e così ho deciso di eliminare il cibo dalla mia vita. Più volte sono entrata e uscita dall’anoressia, o meglio recuperavo dei chili che poi riperdevo. In realtà non ho mai superato la malattia se non adesso. il primo campanello d’allarme si è manifestato a 14 anni. Allora pesavo 40 kg e avevo perso il ciclo mestruale. Solo allora i miei si accorsero che avevo un problema con il cibo. Vivevano con me e pure non si erano accorti di nulla. Ma io non avevo intenzione di curarmi. Recuperai un po’ di peso e la storia si chiuse lì. Ma dentro di me continuavo a soffrire. Dopo tanti anni mi sono rivolta ad una psicologa. Ma le cose non andavano bene e io continuavo a dimagrire, sempre di più. Due anni fa ho toccato il fondo. Pesavo 32 kg. Ho rischiato la vita, ma in quel momento non avevo paura di morire. Ho rifiutato ricoveri e cure. Poi mi sono rivolta ad un centro pubblico. Inutile dire che non sono stata seguita bene. Non c’erano psicologi per me al centro. La conclusione è stata una psicologa del centro che mi seguiva al suo studio privato. Ma qualcosa non è andato. Così ho abbandonato un’altra volta la cura e dopo pochi mesi sono ricaduta nell’anoressia. Poi un giorno mi sono alzata e ho detto basta. Basta all’assedio di una malattia che si impadronisce della tua vita. Perché non ero più io, era l’anoressia. Sono ritornata dalla psicologa. Mi sono guardata dentro, sono rimasta nuda con il mio dolore e con le mie ferite. Oggi finalmente sto bene. Ho quasi finito le cure e per la prima volta nella vita mi sento me stessa. ho ancora tanto da fare, da imparare, da vivere. Ma oggi mi sono innamorata della vita. Se sono arrivata a questo punto lo devo a me stessa, alla mia volontà, alla voglia di liberarmi una volta per tutto della malattia; lo devo alla psicologa che ha rispettato i miei tempi, che ha riempito i miei silenzi; lo devo a mio padre che non si è mai stancato di portarmi al centro e che non ha mai perso la fiducia, neanche quando non ci credevo più neanch’io; lo devo soprattutto a Giovanni che mi ha preso per mano e mi ha riportato alla vita; lui ha riempito la mia vita con l’Amore; perché oggi io sono piena, non di cibo, ma di Amore.
Oriella |
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Post n°872 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da chiaretta_1974
E' finalmente disponibile sul sito www.bricioledipane.it
il modulo per la segnalazione online delle pubblicità offensive o dannose per i Disturbi del Comportamento Alimentare e l'Obesità.
Hai visto o sentito uno spot di questo tipo? Segnalalo allo IAP (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria) con il modulo che trovi sul sito.
E se vuoi parlarne con noi, scrivi qui tra i commenti quale pubblicità non ti è piaciuta e perchè.
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Post n°871 pubblicato il 15 Ottobre 2009 da chiaretta_1974
PUBBLICITA' CHE INGRASSA
PER MAGGIORI INFORMAZIONI: http://www.altroconsumo.it/pubblicitacheingrassa/
Altroconsumo contro l'obesita' infantile Pubblicità che ingrassa: così Altroconsumo ha chiamato la sua campagna contro il marketing aggressivo e le abitudini alimentari scorrette. La pubblicità, infatti, condiziona la nostra vita: le sue esche attirano i più piccoli verso il cibo troppo ricco di zuccheri, grassi e sale. Ecco un esempio: nella mentalità comune - indotta soprattutto dalla pubblicità - i cereali per la prima colazione sono un’ottima alternativa a merendine e snack confezionati. Il nostro test dimostra però che non tutti i prodotti sono uguali: alcuni fiocchi sono stracolmi di zucchero; altri di acidi grassi trans o saturi (i meno sani); qualcuno esagera con il sale. Consumers International, l’organizzazione mondiale delle associazioni di consumatori, è da sempre impegnata nella lotta contro l’obesità infantile. Una battaglia che passa anche attraverso la condanna della pubblicità aggressiva e poco trasparente. Altroconsumo, con le associazioni di consumatori internazionali, promuove la necessità di un Codice internazionale di autoregolamentazione sul marketing di alimenti e bevande destinate ai più piccoli. L’obesità non è una questione estetica: un bambino obeso ha altissime probabilità di diventare un adulto obeso. Con possibile sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete e tumori. E con conseguenze, economiche e sociali, devastanti. L’unica via percorribile, dunque, è una maggiore prevenzione, che parta dai più piccoli. Per queste ragioni Altroconsumo - con una petizione - chiede al governo italiano di difendere i bambini dal marketing aggressivo e dalla pubblicità di prodotti non salutari.
da: http://gold.libero.it/bricioledipane/7830637.html |
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Post n°870 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da annin_a
Care amiche, chi segue questo blog probabilmente si ricorda di me, comunque per riassumere brevemente sono una ragazza di 24 anni, ora al primo anno di dottorato negli USA, che dopo anni e anni è finalmente uscita dalla bulimia. Come Chiara mi aveva detto ancora tanto tempo fa, è vero che un DCA ti lascia una specie di cicatrice che solitamente torna a far male nei momenti di maggior tensione, che è esattamente quello che capita a me. Ora sono in un posto nuovo, ho conosciuto credo un centinaio di persone nel giro di una settimana, cominciano i corsi e gli impegni etc, e mi rendo conto che mi succede questo: da un lato faccio ancora fatica ad accettare il fatto che i kg che ho preso dopo la guarigione non se ne andranno, d'altro canto, so di mangiare bene, vado a correre un giorno sì e uno no e la mia vita in generale è sana, ma soprattutto mi sento bene, per cui evidentemente questo è il mio peso. Però mi sono accorta che, ultimamente, forse per una reazione psicosomatica alle restrizioni di un tempo, ho sempre paura di non mangiare abbastanza, ho quasi paura di avere fame, ed effettivamente mangio tanto. Non troppo, non da abbuffata, però spesso da "abbiocco"...Fondamentalmente mi sono accorta che non riesco ancora ad ascoltare il mio corpo in termini di fame/sazietà, e mi chiedevo se è opportuno (ancora una volta, ma finché l'università paga la mia assicurazione..!) chiedere l'aiuto di una nutrizionista o simili. L'altra cosa è che ho conosciuto una signora, parlando con la quale è venuta fuori la mia storia...Lei si è rivelata subito interessata perché ha una figlia (unica figlia) di 13 o 14 anni, che a quanto pare da qualche tempo ha cominciato a dimostrarsi selettiva nei confronti del cibo (questo no perché fa ingrassare, etc). Questa mamma era piuttosto spaventata, non sapeva cosa fare, come comportarsi, e mi ha chiesto qualche consiglio. Io ho cercato di pensare a come era stato per me (perché proprio a quell'età avevo cominciato ad entrare nel DCA), però avevo molta paura di dirle cose sbagliate - siccome tutti abbiamo una storia differente e comunque, a quanto ho capito, quella è un'età difficile per tutti (il problema è che mia adolescenza è trascorsa all'ombra dei DCA, per cui io non so come gli adolescenti sani affrontino quel periodo). Volevo chiedere se conoscete qualche risorsa (spesso sono tradotti dall'inglese) che potrei girarle. Grazie mille e buona vita a tutte! |
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Mi sono iscritta ora al vostro sito perchè ho bisogno di essere aiutata. da dua anni soffro di binge eating disorder, faccio delle abbuffate tremende di notte, dopo aver già mangiato la cena e mi alzo la mattina con una nausea tremenda per tutto quello che ho ingurgitato senza controllo. Ho diversi problemi comportamentali, non so chi sono e quando ripeto quello che pensano le persone che conosco, e vado spesso in crisi quando mi rendo conto veramente. Sono in cura con psicofarmaci e non riesco ad accettarlo; se sgarro di un quarto d'ora ad assumere i farmaci, divento un'altra persona, aggressiva e insicura e questo mi fa male. Ma mi dice il medico che non posso stare senza perchè mi torna la depressione. mio problema è che non voglio accettare tutte le situazioni negative che esistono nella vita di tutti i giorni. Io sonrimasta molto bambina e non mi rendo conto di aver 31 anni e un futuro davanti. Vivo per il cibo: Un mese fa ero riuscita a smettere e a mangiare normalmente ai pasti seduta a tavola, ma con i problemi che ho adesso al lavoro sono tornata alle mie abbuffate notturne |
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Data di inizio: 16 Novembre 2009






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il 08/11/2009 alle 20:58
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il 08/11/2009 alle 10:52
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