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LA FUGA DEI CERVELLI

Creato da pucci981 il 09/01/2006

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« NOI DONNE VOGLIAMO ESSER...CHIODO SCHIACCIA CHIODO »

AMANTI MAI SCELTE

Post n°1236 pubblicato il 17 Ottobre 2011 da pucci981
Foto di pucci981

Quello che ci rovina, a noi ragazze, è che siamo ostinate. Noi quando iniziamo una cosa, la viviamo come una missione, e ci crediamo a bestia. E' un po' come quando siamo al supermercato e imbocchiamo la fila delle scatolette coi preparati per i dolci, e ci fermiamo davanti a quella con 5 strati di crema, fragole, panna, un trionfo di diabete con su scritto "Pronta in 5 minuti". Beh, mica possiamo lasciarla li, e armate di frustino montiamo uova tutta la giornata, ottenendo come risultato una torre di pisa: cedimenti ovunque, fragole che annegano, crema che trasborda, panna che si scioglie. Buonsenso vorrebbe che al prossimo giro al supermercato evitassimo la corsia delle scatoline come se ferma li ci fosse la suocera a dispensare assaggi di formaggi, e invece, noi insistiamo, e mica cambiamo marca o tipologia, no no, noi insistiamo sui 5 strati. Ottimiste per natura noi donne tendiamo a vedere il bicchiere mezzo pieno anche se il vino è finito da mo perchè il bicchiere c'ha un buco sotto.
Così succede che per un attimo, incrociati gli occhi con quelli di qualche uomo, dimentichiamo di guardargli le mani, nel buio del locale il segno della fede che si è accuratamente levato non si scorge e in poco tempo finiamo inconsapevoli dentro il letto caldo di un tipico fedifrago, e ce ne innamoriamo. Chiariamo subito che farsi uno sposato è una tappa obbligatoria di vita, un po' come provare i colpi di sole, iscriversi in palestra pagando l'abbonamento annuale ed andarci 3 volte, cospargersi di somatoline, ritrovarsi con la macchina in panne perchè la riserva contrariamente alla nostre aspettative non ci è bastata...Tipiche cose da donne insomma. L'uomo sposato, un po' come nel monopoli, è un tappa per cui bisogna passare una volta nella vita, prima di raggiungere il parco delle vittorie. Quando dico "passarci" intendo entrare, dare un'occhiata, provare qualcosa, e uscire senza comprare nulla. Perchè forse a molte sfugge, ma l'uomo sposato non è in vendita, cioè, lo era, ma l'hanno già acquistato, e nella maggior parte dei casi, non lo riportano piu indietro al negozio, è scaduta la garanzia, lo scontrino è andato perso, anche volendo quella che se l'è accaparrato, pure se non gli va più bene, le è diventato stretto, è passato di moda, pure se si è infeltrito sbagliando lavaggio e candeggio, indietro non lo riporta! Piuttosto se lo tiene in aramadio, le da sicurezza, e di certo preferisce tenerlo in disuso piuttosto che cederlo a qualsiasi altra donna.
La particolarità dell'uomo sposato sta nel fatto che ad un certo punto anche lui ci crede a bestia, questo punto coincide perfettamente con il momento in cui vi trova ad aspettarlo a letto con l'uniforme sexy da scolaretta gonna a scacchi e trecce, ed il momento in cui si alza dal letto sfatto per andare a farsi una doccia: in questo frangente di tempo si sente forte, ringalluzzito e pieno di se, e pensa di poter lasciare moglie e figli, stress quotidiani, le bollette da pagare, il mutuo, la scuola, il catechismo, l'apparecchio della piccola, le lezioni di calcio del bambino, il prato da tagliare, i parenti acquisiti, la macchina familiare, e togliti le scarpe quando entri che oggi ho pulito a terra, e mettimi su c'è posta per te che con sto calcio hai rotto.
 
Ristorante di montagna: lui, un bell'uomo sui 47, brizzolato, affascinante, distinto, lei, 40 ben portati, capello fresco di parrucchiera, un trucco leggero, borsa chanel, e i loro due figli, biondi, vestiti burberry. Suv parcheggiato rigorosamente davanti all'entrata del ristorante, a lui suona il telefono, apre la porta alla moglie, fa scendere dalle sue braccia il figlio piu piccolo, e dice "vi raggiungo subito".
Al telefono poi lui : " Sonia, si ciao amore, si ... mi manchi...si, devi scusarmi, ho provato davvero a liberarmi, so che te l'avevo promesso.. non ci sono riuscito, no ma non dire così, lo sai se avessi potuto.... "
" Sonia sono al ristorante devo fare presto, appena torno ne parliamo, ma Sonia sai che voglio te vero lo sai?! Dai quando torno, non dire così, ... non fare così... Sonia....." .
Poi entra al risorante, il tavolo apparecchiato per 4, i bambini che chiedono le patatine fritte con il ketchup, la moglie che chiede chi fosse al telefono, e lui "lavoro".
 
Cara Sonia, toglitelo dalla testa. Mentre tu lo aspetti, a casa, depressa e in pigiama, arrabbiandoti con la vaschetta del gelato, lui bacia la moglie, si dividono una tagliata, assieme guardano i figli che si son sporcati i vestiti griffati di ketchup, sorridono, lui versa l'acqua ai figli ricordando loro di mangiare adagio e di bere, e poi versa del buon vino a lei, che gli prende la mano mentre brindano sobriamente, quasi silenziosi, guardandosi negli occhi. Questa sera andranno nella loro villetta, lui si toglierà le scarpe sull'uscio perchè il pavimento sarà lindo, farà una doccia, metterà a letto i bambini e tornerà da lei, nel suo pigiama di seta, che sa di pulito e di abitudine. Lei, che Sonia sappilo, non lascerà mai.

 
 
 
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