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LA FUGA DEI CERVELLI

Creato da pucci981 il 09/01/2006

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PERCHè UN'AMICA è MEGLIO DI UN FIDANZATO

Post n°1242 pubblicato il 06 Marzo 2012 da pucci981
Foto di pucci981

Domenica sera guardando il grande fratello ( e così mi son giocata la lettura di questo post da parte dell'99% dei possibili lettori che alla parola Grande Fratello vanno in tachicardia) ho avuto modo di fare una riflessione. Faccio outing, mi son vista il Gf, un po' per guardare la Marcuzzi impachettata dentro un abitino H&M che ogni volta che lo vedo in negozio lo schifo, un po' perchè se la giocava con un film con Roul Bova e Martina Stella che obbiettivamente recitano peggio di Ferdinando quando la smena con la ex. Fatto sta che quasi incredibilmente son riuscita a partorire un pensiero guardando lo strazio di quella tipa riccia che dicono somigli alla Fico, e della sua amica Floriana, quella tipa che è entrata magra e ne uscita facendomi dubitare delle sorti del povero Rudolf... ho timore che se lo sia mangiato per colazione, una cosa tipo Rudolf e cerali.
Per grazia ricevuta dopo qualche settimana le due hanno avuto la possibilità di incontrarsi nuovamente e han dato alla tv cinque minuti di pianti e giuramenti d'amore eterni, commentati sarcasticamente da Signorini che in studio ha paragonato le scene di trasporto tra le due con le scene molto piu contenute e tiepide che la ricciolona ha regalato nel momento in cui si è rivista con il simil fidanzato che si cuccata all'interno della casa. Cosi ho avuto un'illuminazione, e per non lasciar Signorini nel limbo dell'ignoranza, son qui a sipegargli due robe: perchè un'amica è più importante di un fidanzato.
1- La regola d'oro prima di tutte: i fidanzati passano, le amiche restano.
2- Non c'è uomo per cui valga la pena di perdere un'amica.
3- Se ti ubriachi il fidanzato ti cazzia, l'amica ti tiene i capelli.
4- Se ti serve un abito corto il fidanzato te lo vieta, l'amica te lo presta.
5- Se stai male per un uomo, l'amica è pronta a presentartene altri mille fino a cedertene uno dei suoi pur di farti tornare il sorriso.
Se stai male per un'amica, il fidanzato gioca alla Wii e fa finta di ascoltarti emettendo suoni incerti quali "eh, mah, boh, ma dai, hai ragione, eh non so cosa dirti queste cose tra donne non le capisco". Utile come un cavatappi nel deserto.
6- Un uomo nel periodo del mestruo ti irrita perchè non comprende il nervosismo isterico di quei giorni, e non capisce che le ruote e i lanci col paracadute son solo una trovata pubblicitaria, inoltre, supportato da un testosterone martellante pretende di marcare il cartellino incurante del fatto che noi in quei giorni l'unica cosa che vogliamo avere tra le cosce è il tampax regular. Un 'amica in quei giorni, quando esci di casa sprovvista, ti presta anche tre tampax regular.
7- Un fidanzato molto spesso limita la libertà della propia donna, ignorante del fatto che siamo nel 2012 e che nel 68 ci son state donne che per vedersi risconosicuti diritti paritari a quelli maschili son scese in piazza simboleggiando con le mani il proprio organo sessuale, robe che ad oggi si vedono solo ai concerti di Vasco. Così tristemente ancor oggi purtroppo capita che un caprone di fidanzato si permetta di vietare alla malcapitata di uscire con le amiche. Un' amica se esci con un uomo ti consiglia cosa mettere, cosa dire, cosa non dire, e aspetta ansiosa il momento in cui andando a letto le racconti per filo e per segno la serata che hai passato con lui, perchè un'amica non vieta mai, ma condivide.
8- Se vogliamo considerare il sesso un atto liberatorio, il fidanzato ovviamente acquista un valore aggiunto che un'amica non può darti, almeno non utilizzando gli stessi mezzi. Ma in tema di atti liberatori con un'amica puoi spararti di quelle serate pazze in cui balli, sudi, gridi, salti, ridi, dove la cosa piu schifosa che ti potrebbe capitare di ingoiare è del wasabi (...) e in più hai un sacco di foto della serata da poter mostrare!
9- Avere un fidanzato è un po' come tenere in borsetta un blocchetto infinito di ticket restaurant, si un fidanzato, se ti va bene, ti offre sempre la cena, ma se hai un'amica piacevole di uomini che ti offrono la cena ne hai uno diverso ogni sera e questi il giorno dopo nemmeno pretendono che gli stiri le camicie.
10- Qualsiasi fidanzato tu abbia tra le mani sappi che molto probabilmente, prima o dopo, ti tradirà, accecato qual'è dall'offerta immediata di sesso a portata di mano che il mercato offre e dal fatto che l'amore e la passione sembra durino non piu di tre anni, passati i quali siamo un po' tutte a rischio corna. L'amicizia allora sarà l'unica cosa che potrà tirarti fuori dal tunnel della disperazione, sarà l'unico appiglio che avrai quando l'uomo su cui hai risposto speranze e progetti, fiducia e amore, tornerà a casa con la giacca sporca di fondotinta e un profumo nuovo tra le pieghe della pelle. In quel momento l'unica cosa che vorrai, a parte infilare un mazzo di petardi nel di dietro di colei che infranto un sogno di vita assieme al tuo uomo, sarà un'amica, e se avrai coltivato il bene e il sentimento di affetto nonostante la tua storia d'amore, la tua amica sarà lì pronta a insultare con te sia l'ex che l'amante.
E la cosa più bella dell'amicizia è che se l'amica è una di quelle con la A maiuscola sarà li per te anche se da quando stai con un uomo non te la sei più cagata, perchè l'amicizia quando c'è è molto più fedele dell'Amore.

 
 
 

MISURE "FAI DA TE"

Post n°1241 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da pucci981
Foto di pucci981

Noi donne, fin da piccole, subiamo lo stress psicologico causatoci dal maschio sulla forma e quantita delle nostre tette. Le tette ci condizionano fin da ragazzine quando l'età dello sviluppo arriva a cambiare le fisionomie di tutte le tue compagne di classe, e un po' come nella canzone di fabri fibra, a tutte...tranne a te.
E quando il tuo compagno di banco sbava dietro alla Maionchini di V° superiore, che come V° non ha solo la classe, e non si accorge di te nemmeno se gli passi il compito di matematica, capisci che puoi avere anche gli occhi blu, i capelli profumati e la media del 9 in pagella, ma senza le tette il mondo non ti sorriderà mai. Vessate da questa paranoia inflittaci, subiamo da anni anche le pretese maschili su grandezza e forma, e una serie di metafore ortofrutticole si son fatte spazio nell'immaginario comune. Così in natura troviamo i seni a mela, a pera, a ciliegia, due meloni, angurie e le poco amate cipolle... Chi di noi da ragazzina non ha mai aperto la credenza dove mamma teneva il servizio buono e ha provato ad infilare la tette dentro le coppe di champagne?! Ed arrivare a mettere i propri seni dentro la cristalleria non è mica tanto sano eh! Ma vi capisco, perchè a noi con sta storia della coppa di champagne ci hanno fatto il lavaggio del cervello! E insomma, a distanza di anni, e dopo averle fatte generosamente toccare a numerose mani maschili, che internos poi parlan parlan ma con ste tette non sanno nemmeno bene che farci, ancora non abbiam compreso come debban essere. Pronto e sveglio il genio maschile da subito ci serve una prova pratica e concreta per togliere ogni dubbio: quella della matita. Si dice che la tetta perfetta sia quella che se ci infili sotto una matita non la trattiene ma la fa cadere al suolo. Agevolate le piatte direte voi, invece no, perchè tale regola entra in vigore dalla terza in poi, come a mettere da subito fuori gara quelle che per dare una parvenza sotto la maglia son costrette a ricorrere al push up di intimissimi che ragala taglie in più. Si, amiche, abbiamo subito troppo, questa cosa delle tette ci sta condizionando la vita in modo ecessivo, ed è ora di riprenderci una sorta di rivincita personale. Alla fine poi a dire il vero sessualmente a che servono le tette? A ben poco, qualche strizzatina, qualche strusciatina, ma se entriamo nel tecnico tetta o non tetta, gli attrezzi del mestiere principali son ben altri.
Anche l'uomo fin da ragazzino comprende che per esser preso in considerazione dal gruppetto di compagni dovrà fare ben altro che tirare un bel calcio mirato in campo, e che quello che fa la differenza si misura invece in spogliatoio, sotto la doccia!
Cresce così già con l'ansia da prestazione, e da quando è arrivato "Sex and the City", che ha guardato anche se non ve lo confesserà mai, ha scoperto che per quanto generose possiamo essere nel voler sdramatizzare l'argomento, quando diciamo "le dimensioni non contano" , fossimo di legno, ci si allungherebbe il naso. Perchè cari compagni, purtroppo cascate male se pensate che le proporzioni del vostro amico lì sotto, siano da paragonare a quelle del regalo sotto l'albero. Quello più è piccolo più è di valore, mentre per il vostro coso..beh, non lo si misura mica in carati purtroppo. Il vostro dramma esistenziale è ancor più sentito dal momento in cui si è fatta strada la consapevolezza che comunque ce l'abbiate, la vostra donna, nel corso della sua vita, molto probabilmente ne ha incontrato di sicuro uno di piu grande. Ma noi che ben comprendiamo le vostre domande esistenziali e siamo vicine ai vostri dubbi di virilità quasi a volervi fare un favore abbiamo formulato una prova "fai da te", si insomma, una risposta che potete darvi da soli chiusi dentro le quattro mura della vostra cuccia, lontani da occhi indiscreti, per arrivare ad una maggiore consapevolezza di voi stessi e di quello che avete da offrire al mondo femminile.
Assillati dalla domanda "ce l'avrò della misura ideale?", recatevi in bagno per la consueta, mi auguro, doccia giornaliera. Lì sotto, se l'impianto è funzionante, dovreste essere in grado di alzare manualmente la vostra bandiera, quindi come a voler impastare un dolce Cammeo, impastate fino ad ottenere un composto solido e mettete sul fuoco ma giustamente non portate ad ebbollizione, altrimenti poi il soufflè si sgonfia! Fatto ciò, ottenuto il risultato più interessante al quale vi sembra di poter aspirare, uscite dalla doccia e assumete la posa dell'attaccapanni. Questo dovrete essere, degli attaccapanni viventi, al quale appendere asciugamani. Ora se al chiodo riuscite senza fatica ad appendere un asciugamano da corpo, quelli grandi per intenderci che quando vai in hotel te li trovi posati addosso al termo, caldi pronti ad abbracciarvi dopo la doccia, ecco se riuscite pure a farci due passi senza far cascare l'asciugamano dal chiodo, gioite, perchè a voi appartiene il regno dei cieli... e se non proprio a voi nello specifico, di sicuro alle vostre amanti. 
Se invece l'asciugamano ideale da appendere al vostro chiodo è quello da viso o da bidet, beh insomma, siate ottimisti perchè anche se le mezze stagioni non ci sono più, le mezze misure non son poi così malaccio, specie se accompagnate da tecnica e paliativi, ciò vi sia utile per capire che forse dovrete metterci un poco più d' impegno, dovrete giocare un po' di fantasia, dovrete sincronizzare i movimenti, ma alla fine anche voi mezzani potreste avere buoni risultati.
Ok...agli altri che resta vi chiederete? Beh forse i fazzoletti da naso, un Tempo, si, o due rettangolini di carta igienica Foxy, o una salviettina rinfrescante, bhe non dimentichiamoci lo Scottex..si a loro da appendere resta questo, mica per reggere... ma per coprire va che è meglio!!!!!  

 
 
 

MA CHISSENE DELLE ROSE

Post n°1240 pubblicato il 16 Febbraio 2012 da pucci981
Foto di pucci981

Anche quest'anno come le lenticchie del 31 dicembre, abbiamo assaporato l'emozione e il brivido di ricevere delle inaspettate rose rosse.
Quale stupore, quale gioia, ma ripeto quale stupore...si quale stupore... beh stupore... un po' ce lo aspettavamo, un po' la fila di uomini col piumino addosso e cicca in bocca che esce da qualsiasi negozio di fiori a mo' di serpentone ci aveva fatto presagire che forse, in un disperso negozietto del paese, anche il nostro virile maschio dal tasso di romanticismo pari allo 0, sarebbe stato partecipe ad una solidale routine che vede migliaia di rassegnati compagni obbligati a ricorrere al mazzolin di fiori per far contenta l'amata.
A noi donne così eteree e delicate viene spesso associato un fiore, e noi non potremo esserne più felici, felici si fa per dire, si insomma l'8 marzo gironzoliamo per il centro lasciando pallini gialli come pollicino lasciava briciole e il 14 febbraio siamo un' esplosione di rose rosse dal gambo lungo che arrivate a casa mettiamo gelosamente dentro quel vaso in entrata adibito ai fiori del 14 febbraio! Questo se ne sta buono-buono-zitto-zitto tutto l'anno e ammoritzza il suo investimento essendo d'uso qualche giorno in quel di febbraio prima che i petali omaggiati caschino inesorabilmente al suolo e lo facciano ritornare il triste vaso spoglio di sempre. Ma non son mica petali qualunque, suvvia, son costosissimi petali di rosa di S.Valentino, prezzo stimato 80 centesimi l'uno.
L'uomo del 14 febbraio si sveglia con un' ansiosa consapevolezza che fa capolino nella sua testa solo quel giorno: fiori. Spaesato si reca alla fioreria di fiducia, mica di fiducia settimanale o mensile, il regalar fiori per lui non è una passione come la fede calcistica, ma annuale. Entra in quel piccolo e appannato metro quadro di corridoio in cui si destreggia dimostrando equilibrio non indifferente perchè ostacolato da vasi fioriti ovunque, non prima di aver aspettato il suo turno accompagnato da un senso di stordimento e confusione causatogli dal luogo inusuale. Poi quando tocca a lui, colto da lampo di originalità guarda la fioraia e le dice "mah..non so... io direi rose rosse, no??" per poi aggiungere, dopo essere venuto a conoscenza del prezzo, "bhe magari ne bastan 3...magari ci metta del verde e tanta carta e fiocchi che fan volume..magari eh". 
Così l'uomo del 14 febbaraio si mette in pace con la coscienza e si sente apposto come dopo un'assoluzione del prete.
La popolazione maschile si divide in tre categorie a San Valentino:
- quelli che IO SAN VALENTINO NON LO FESTEGGIO, perchè è una festa consumistica, perchè chi lo festeggia è sfigato, perchè io amo tutti i giorni, perchè non ho bisogno di un giorno di festa per dimostrare il mio amore, perchè poi ma hai visto quanto cazzo costan i fiori ma che senso ha?!
- quelli che IO SAN VALENTINO LO FESTEGGIO OBBLIGATO DALLA FIDANZATA, perchè sennò mi tiene il muso, perchè lei ci tiene cosi tanto, perchè forse quella sera non ha il mal di testa, perchè se non lo festeggio alle sue amiche di me dice peste e corna e divento l'argomento di discussione per tutto il giorno sucessivo e rischio che mi lasci per non aver adempiuto al romanticismo imposto da un giorno di "festa", perchè le compro due rose un paio di giorni prima le metto in frigo e spero che si conservino e così spendo meno me la cavo e la azzittisco evitandomi giorni di discussioni inutili.
- quelli che IO SAN VALENTINO LO FESTEGGIO PERCHè è UN'OCCASIONE IN PIù PER PASSARE UNA BELLA SERATA CON L'AMATA, perchè ogni sera è speciale e questa giornata non è altro che un motivo in piu per uscire assieme, cenare occhi negli occhi, sorprenderla con un inaspettato mazzo di fiori, magari glieli faccio recapitare a lavoro così la lascio emozionata davanti agli occhi delle colleghe zitelle piene d'invidia, e la faccio sentire unica, perchè vabbè la crisi ma la felicità della mia donna vale pur qualche euro in piu per comprarle dei fiori.
Ora a fronte di questo, di qualunque categoria facciate parte.. volevo dirvi... siamo in periodo Sanremese, siete tutti piu o meno sconvolti dalla farfalla di Belen, ma forse non sapete che il primo Festival lo vinse all'epoca tale Nilla Pizzi, pace all'anima sua, proprio con la canzone "Grazie dei Fiori", quindi grazie si a tutti voi che avete ogni anno il pensiero di cavarvela col mazzo, ma a noi ragazze ste cazzo (cazzo si può dire..a San Remo lo dicono parecchie volte ogni sera quindi si può dire) di rose c'hanno un po' stufato! Siete scontati come l'uovo di pasqua, la calza della Befana, le frittelle a Carnevale, la panna sulla Cioccolata, i plastici di Vespa, il silicone della Moric, un goal di Ibraimovic, la mia camera in disordine, quindi è San Valentino... ok... festeggiatelo o meno ma quello che vi chiediamo è: abbiate un minimo di FANTASIA!

 
 
 

OTTIMIZZIAMO I TEMPI

Post n°1239 pubblicato il 25 Gennaio 2012 da pucci981
Foto di pucci981

Siete capaci di capire quando state spudoratamente solo perdendo del buon tempo?
Avere una relazione al giorno d'oggi è sempre più difficile, e le varie situazioni amorose si sprecano, così alle volte ci troviamo incastrate in rapporti di puro sesso con la falsa speranza si trasformi in amore, in rapporti di puro tradimento, con la falsa speranza si trasformi in amore, in rapporti di pura amicizia con la falsa speranza si trasformi in amore... e a noi ragazze, sentimentali come siamo, questa falsa speranza si trasformi in amore ci frega!
Svegliamoci donne, Antoine Lavoisier quando diceva "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma"...non intendeva certo ne rospi in principi, quindi evitavevi ricerce inutili per fossi, ne relazioni improbabili in amore, e già che ci siamo nemmeno le zucche in carrozze....
Il fatto è che per quanto ci faccia comodo credere alle creme antirughe e al Badedas tonificante, noi donne s'invecchia peggio degli uomini, o quantomeno noi invecchiamo e sfioriamo, e l'interno coscia pende e il sedere si appiattisce, e le mani hai voglia a metterci la crema, ma quelle si fanno a piegoline, e poi non c'è nulla da fare perdiamo quella luce negli occhi che abbiamo da ragazze, mentre loro invecchiano e si scopano le 20enni e gli occhi non solo gli si illuminano ma gli diventano di fuoco. E' un dato di fatto, fatevene una ragione, quelli c'hanno tutte le fortune: quando gli scappa la pipì possono fare ovunque, i peli se li possono tenere, non hanno il ciclo una volta al mese e nemmeno i sintomi premestruali del prima e del dopo, non vivono con il terrore dei dolori del parto che un giorno verrà, non corrono poi nemmeno il rischio di svegliarsi una mattina col pancione incinte di non si sa chi, non sanno cosa sia il tacco 12 dopo una serata in discoteca, e non invecchiano mai..ma diventano più affascinanti.
Gli uomini d'oggi sono lenti, fanno tutto con calma, siamo ahinoi circondate da lumache: il mutuo, la casa, la famiglia tutti progetti a lungo termine che prenderanno forse vita dopo i 40. Prima no, guai, eh no, prima no! Eeeh c'hanno da fare prima, cose serie: devono giocare a calcetto la sera e tornare a casa con le ginocchia sbucciate, perchè poi più ferite di guerra accumulano sul campo più fa scena, perchè a quell'età e a quei livelli il calcetto non è un gioco dove si corre dietro al pallone ma bensì un pretesto per tirare calcioni a stinchi sconosciuti e scaricare lo stress da lavoro e litigare alla cazzo, che quelli ne han bisogno. E poi prima di metter su prole devono godersi la moto, tappa obbligatoria della maturazione maschile, che prevede una serie di vacanze in cui si parte in gruppo, tutti motodotati, ci si carica una povera fidanzata costretta, nel sellino di dietro, più scomodo di un vano tra i maiali in un camion trasporta suini, e quali che siano le intemperie del meteo non importa, anzi, più il tempo si accanisce, maggiori le difficoltà che rendon ardua l'impresa, tanto meglio se ne esce l'ego maschile al bar quando racconta, gonfiando due tiri di vento, di aver sfidato un tornado della florida casualmente dalle nostre parti, e di esserne uscito indenne in groppa alla sua moto, poco importa se gli si è volatilizzata la fidanzata per strada...
Fatto sta che al giorno d'oggi a causa di questa immaturità maschile latente noi donne spesso ricopriamo la parte delle eterne fidanzate, perchè questi non si decidono. In questo clima di crisi Italiano la prima cosa ad essere in crisi è il matrimonio, e pure se real time ci si mette d'impegno trasmettendo maratone di "abito da sposa cercasi" e fantomatici matrimoni organizzati da Enzo Miccio, che diciamocelo, fa venire voglia di arrangiarsi altro che wedding planner, qua a noi povere ragazze il matrimonio resta solo da guardare in tv.
Però pure noi dobbiamo tutelarci da queste storie infinite con uomini che non si decidono mai, dobbiamo correre ai ripari attraverso un piano che vada sancire quanto sia il tempo che una donna può lecitamente perdere dietro ad un maschio. Dobbiamo mettere dei paletti per capire quando non è più pazienza, ma accanimento, sennò questi se ne aprofittano. Allora così facendo un po' una media direi che un quinquennio, una mano... un dito per anno insomma, può bastare, al termine del quale se il nostro comodo cavaliere non si è ancora deciso a genuflettersi ai nostri piedi supplicandoci con le lacrime agli occhi di uno che senza di noi sprofonderebbe nel mare della disperazione, per chiederci la mano, il braccio, le gambe e tutto il pacchetto completo, allora care mie è meglio voltar pagina.
Di solito questo limite era posto dopo i 7 anni, se non ci si decideva per il matrimonio ci si lasciava, perchè insomma pure Brad Pitt dopo 7 anni in Tibet è tornato a casa, ma a mio modesto parere cinque bastano e avanzano, perchè care mie se uno vi ama vi mette in merletti e tulle bianco già dopo 3 anni, se uno vi ama non dovete passare 7 estati ad attaccar cerotti e a farvi compromettere la piega dal casco per convincerlo che voi siete quelle da sposare, perchè un uomo o non si convince mai o si convice (immediatamente) già al "ciao".

 
 
 

PERCHè PURE GLI UOMINI STANNO MEGLIO SINGLE

Post n°1238 pubblicato il 23 Novembre 2011 da pucci981
Foto di pucci981

A volte un uomo è da solo perchè ha in testa strani tarli.
Io, è inutile, per i Pooh c'ho la fissa, mi rendo conto di essere un Paolo Bitta con le tette alle volte, orfana solo di camper. Fatta questa autoconsiderazione su me stessa, ho stranamente pensato al fatto che da donna, non considero mai la condizione sociale del maschio. Comandata dagli ormoni, difficilmente mi calo nei panni dei comandati dal pisello. Ma i Phoo, anche oggi, mi fanno riflettere.
Si perchè più e più volte ho analizzato le inclinazione femminili che ci rendono single, ma mai e poi mai mi son fermata a pensare che insomma, magari pure l'uomo, c'ha i suoi cazzi, anzi i suoi tarli per dirla alla Red Canzian, per i quali preferisce rimanere single.
Noi donne da zitelle sentimentali quali siamo, ci passiamo le serate davanti ai classici d'amore, incapaci di trovare l'uomo ideale, riversiamo le nostre aspettative nella tv, invasate dalle favole a lieto fine!
Da Dirty Dancing a Footloose, alle mille volte in cui abbiamo visto Colazione da Tiffany, perchè noi è guardando film del genere che, sognatrici quali siamo, riusciamo a calarci nella parte per quelle due ore: indossiamo tubini neri, siamo delle perfette ballerine in grado anche di fare il volo d'angelo, portiamo i jeans a vita alta e capelli cotonati, corteggiate da uomini fedeli e innamorati, che ci fanno sentire uniche, pieni di attenzioni nei nostri confronti, soprese ogni giorno, obbiettivo matrimonio. Da single ciò di cui siamo alla ricerca è racchiuso in film commedia dal vissero tutti più o meno felici e contenti.
Gli uomini invece preferiscono spararsi un porno, proprio perchè è sicuro che alla fine i protagonisti non si sposano, zero ansie, solo relax. Che gli frega a loro delle storie d'amore, del romanticismo, quello in cui il lui della situazione, riccone sfondato, con l'aereo privato porta la sua bella all'opera dall'altra parte del mondo?! Poveri i nostri uomini, l'Opera... Romeo & Giulietta lo conoscono da quando l'ha fatto Leonardo di Caprio, si ricordano chi l'ha scritto perchè han visto Shekspeare in Love, tutti sacrifici cinematografici che gli abbiamo inflitto noi! Poveri loro che  con la crisi è tanto se han la benzina nel serbatoio per venire a prenderci a casa, quale aereo privato, al massimo, ben che vada, un Ryan air a 9,90 + tasse! A ragion veduta preferiscono calarsi nella parte dell'idraulico che suona il campanello, gli apre una accaldata casalinga in tacchi e copricapezzoli indaffaratissima nei lavori domestici, spic and span alla mano, profumata di stirammira, pronta a farsi possedere senza bisogno di essere conquistata da portafogli gonfi, da gesti galanti o da una dialettica qualsiasi, perchè diciamocelo, i porno mica concorrono al premio per i dialoghi! Pochi discorsi e massima resa! Preferiscono decisamente sognare di essere superdotati, instancabili amatori, fantasiosi giocolieri, babbi natale di orgasmi, sempre pronti a fare il loro dovere, immedesimandosi in trame che non richiedono nemmeno coccole finali, o le lunghe smielose chiaccherate a tema "a che punto è la nostra relazione" del dopo sesso a cui noi donne non sappiamo rinunciare.
Se per noi ragazze la massima aspirazione e diventare mogli di un affascinante e innamorato milionario, per loro è sognare di riuscire a durare due ore, far venire 15 orgasmi a 2/3 ragazze contemporaneamente, e andarsene a casa senza complicazioni sentimentali.
Probabilmente anche al maschio di oggi non dispiace poi così tanto restare single. Prima di tutto perchè una donna inevitabilmente è un debito. Dall'apertivo, alla cena, al cinema un week end costa di più ai nostri compagni che non fare un tavolo in discoteca e bersi il portafoglio in Champagne e Belvedere. Se poi si aggiungono Compleanno, Natale, S. Valentino, l'Onomastico, la Festa della Donna, l'Anniversario del primo bacio, la cena a casa dei genitori di lei con annesso fiori alla Madre e Bottiglia al Padre, cioè a uno gli passa la voglia. Poi perchè è assicurato che una donna per quanto poco limita le liberta animali dell'uomo, niente piu ruttino dopo la birra, e non stapparla coi denti, e non alitare in macchina che poi mi si "impuzzano" i capelli di luppolo, e non fumare in macchina perchè i vestiti mi si "impuzzano" di fumo, e mia madre poi che pensa? Che le serate me le passo a farmi le canne e a bere birra, cioè poi crede che io vada nei centri sociali e che tu sia un tossico con i rasta! Ma come sei abituato?! Noi donne poi abbiamo la sindrome della missionaria, che non è una propensione religosa ne tanto meno una posa da letto, ma solo una cosa che come ci fidanziamo eeeee lo dobbiamo cambiare, lo pigliamo com'è, ci va bene, per carità, si si benissimo, ma dobbiamo smussare qui e li qualcosina, a partire dall'abbigliamento. Li conosciamo in felpa e li lasciamo in giacca e camicia. Li conosciamo in all star e li lasciamo col mocassino. Li conosciamo spettinati e barbuti e li lasciamo taglio pulito e profumo di dopobarba. Però vogliamo che con noi si sentano liberi di essere se stessi.
E poi arriva la spada di damocle, la punizione peggiore che si possa infliggere ad un uomo, l'ansia fatta oggetto: l'anello di fidanzamento. Perchè una un giorno si sveglia e inizia a smaronare il bisogno materiale di un impegno serio e concreto rivolto al futuro, che un uomo deve prendersi assolutamente! E non c'è pena più grande di un uomo svenato d'amore per la sua bella che gironzola con al dito un diamante talmente grosso da non permetterle di chiudere le dita. Fossi uomo mi fidanzerei con la plastica attorno al tappo della bottiglietta d'acqua naturale, molto piu romantico, economico, e se ci si lascia ci si evita pure la lite per il ritorno dei regali!
Capite, questi poi preferiscono starsene single, e guardare i porno, dove gli anelli son vibranti, e le donne almeno san fare le casalinghe oltre ai mestieri di genere orale!

 
 
 

CHIODO SCHIACCIA CHIODO

Post n°1237 pubblicato il 18 Novembre 2011 da pucci981
Foto di pucci981

Diverse sono le reazioni degli essere umani di fronte alla triste fine di una storia d'amore. C'è chi disorientato dalla nuova situazione si chiude in casa per prenderne coscienza, farsene una ragione, soffrire in solitario, c'è chi affida ai programmi della De Filippi il proprio sconforto, autoinfliggendosi maratone di uomini&donne/amici/c'è posta per te, per potersi permettere così di deprimersi spegnendo il cervello davanti la tv, confidando in una lobotomia spontanea in grado di cancellare i ricordi, c'è chi ripone tutte le sue speranze di ripresa sulla carta di credito e nello shopping sfrenato, quasi compulsivo, di quello che poi torni a casa e ti ritrovi con maglioni di taglia XL quando da sempre hai una striminzita S..perchè si sa, la disperazione è una cattiva consigliera!
Molto spesso al genere maschile capita di sfogare la delusione nella Vodka, quel genere di bicchiere che al momento vedono mezzo vuoto, cercano di riempirlo con qualcosa che abbia un grado alcolico tale da far si che l'unica loro preoccupazione sia "dove caspita mai sarà il bagno?". Il cibo entra di diritto a far parte dei modi per smaltire una delusione: da quelli che del barattolone Sammontana si mangerebbero pure ettichetta e cucchiaio oltre al gelato, fame bestiale, a quelli che lo stomaco per protesta gli si chiude e inscena uno sciopero, avvilito e ripugnante di qualsiasi genere alimentare. Per fortuna come sostegno, nei momenti in cui "quando finisce un amore così com'è finito il mio senza una ragione ne un motivo senza niente", un po' tutti andiamo alla ricerca di una spalla amica su cui piangere, perchè, ognuno a nostro modo abbiamo pur sempre bisogno di sfogarci. 
Capita così che come filosofia di vita ci sia qualcuno che adotti la regola del "chiodo schiaccia chiodo". 
Per lo più di dominio maschile, noi ragazze ci siamo trovate, non poche volte, perplesse, nell'incapacità di capire come mai il nostro ex fidanzato, dopo poco, non perdesse tempo nel trovare del sesso veloce. Incredule e vessate puntualmente dopo la fine delle nostre storie abbiamo sopportato per anni le lascività immediate che il nostro perduto amore non faceva mistero di commettere. Per spiegarcela, per giustificarlo, in nome del sentimento che abbiamo provato per lui, abbiamo dato la colpa all'orgoglio maschile, che molte volte lo porta a voler ripristinare un'opinione pubblica che piuttosto di aver pena di lui, si rallegri della ritrovata attività. Insomma per anni voi uomini non avete perso tempo nell'andare a scopare la prima disperata che di mestiere fa il corvo in attesa sul ramo, e noi abbiamo talmente sopportato che ora sarà un po' quest'inversione dei ruoli, sarà che cavolo, pure voi fate un mea culpa, ma ci avete messo una certa curiosità, fatto stà che oggi noi ragazze in primis abbiamo compreso l'importanza di dare una svolta immediata alla fine di una relazione. Perchè chi ha tempo non perda tempo, e piangere in pigiama coi capelli sporchi non è che mai ci abbia poi così aiutate nel superamento del periodo di abbruttimento post fine, così battagliere ci siamo fatte forze e alla depressione abbiamo sostituito la reazione!
Così dopo 4 anni d'amore la vostra unica ragion di vita vi ha lasciati, voi state raschiando il fondo del barile con la lingua per la morte nel cuore che vi è scesa, e venite a sapere che lei, quella che vi figuravate madre dei vostri figli, tutta pettorine e stirammira e panini di Spuntì al tonno, passate due settimane, ha riaperto i battenti in gran spolvero organizzando all'interno dei suoi locali una svendita di usato garantito!
Di primo acchito, amici delusi, posso comprendere una sorta di sensazione di stupore, un raptus di gelosia, un rosario d'insulti, e la rabbia che vi attanaglia le meningi e non vi fa comprendere un simile comportamento, mista a conclusioni di rito che piu o meno recitano "eppure, diceva d'amarmi...sta t....".
Ebbene a molti apparirà incomprensibile ma io il "chiodo schiacci chiodo", la consolazione immediata, l'aprisi immediatamente dopo una rottura, il crearsi nuovi sbocchi, vie d'uscita ed entrata alternative, insomma, il risalire su un nuovo cavallo dopo aver fatto salami del vecchio, è la dimostrazione più chiara, la più lampante, la prova tangibile davanti agli occhi di tutti, che lei, la vostra ex, vi ama.
Il fatto che lei si impacchetti e si regali al primo arrivato, è il gesto più significativo del suo amore per voi. No ve lo voglio spiegare perchè, voi maschi limitati, probabilmente non capite l'intensità e l'importanza del gesto. Perchè noi a volte lasciamo anche per mettervi alla prova, perchè noi a volte lasciamo anche perchè vorremmo darvi una scossa, perchè noi lasciamo ma poi ci rendiamo conto di aver cannato tutto, e poi siamo donne, andiamo in black out al bar per la scelta del tipo di zucchero da mettere nel caffè, in confusione davanti a dolcificante/canna/fruttosio/miele/raffinato, dopo anni di uso continuo ancora ci impieghiamo l'eternità di fronte agli scaffali di assorbenti, il panico nel decidere tra l'esterno, l'interno, super - medio - mini, ali o non ali, centrino ricamo o liscio, "è" o non "è", l'indecisione fa parte di noi come le tette!
Tanta è la disperazione, tanta è la difficolta di assopire il ricordo martellante del vostro personcino, che cerchiamo con un gesto disperato, perchè credeteci, concederci ad un nuovo uomo, magari più aitante, magari più attento alle nostre attenzioni, magari che all'inizio per far scena ci porta a cena in uno dei ristornatini nuovi, aperti da poco, quelli che fanno atmosfera, che voi avete beatamente sostitutito col pub coi megaschermi sky calcio, si ecco, tanto è la difficoltà di farcene una ragione, che contro tutti i nostri principi di ragazze oneste e per bene, siamo quasi costrette a darla via, ma mica perchè siam troie, ma solo perchè vi amiamo ancora!
Perchè mentre per voi il "chiodo schiaccia chiodo" è imposto dal vostro testosterone e dalla vostra voglia di rivalsa rispetto alla figura che potreste fare davanti ai vostri amici, per noi, capiteci, è un gesto obbligato, si, ma dettato dall'ammore.

 
 
 

AMANTI MAI SCELTE

Post n°1236 pubblicato il 17 Ottobre 2011 da pucci981
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Quello che ci rovina, a noi ragazze, è che siamo ostinate. Noi quando iniziamo una cosa, la viviamo come una missione, e ci crediamo a bestia. E' un po' come quando siamo al supermercato e imbocchiamo la fila delle scatolette coi preparati per i dolci, e ci fermiamo davanti a quella con 5 strati di crema, fragole, panna, un trionfo di diabete con su scritto "Pronta in 5 minuti". Beh, mica possiamo lasciarla li, e armate di frustino montiamo uova tutta la giornata, ottenendo come risultato una torre di pisa: cedimenti ovunque, fragole che annegano, crema che trasborda, panna che si scioglie. Buonsenso vorrebbe che al prossimo giro al supermercato evitassimo la corsia delle scatoline come se ferma li ci fosse la suocera a dispensare assaggi di formaggi, e invece, noi insistiamo, e mica cambiamo marca o tipologia, no no, noi insistiamo sui 5 strati. Ottimiste per natura noi donne tendiamo a vedere il bicchiere mezzo pieno anche se il vino è finito da mo perchè il bicchiere c'ha un buco sotto.
Così succede che per un attimo, incrociati gli occhi con quelli di qualche uomo, dimentichiamo di guardargli le mani, nel buio del locale il segno della fede che si è accuratamente levato non si scorge e in poco tempo finiamo inconsapevoli dentro il letto caldo di un tipico fedifrago, e ce ne innamoriamo. Chiariamo subito che farsi uno sposato è una tappa obbligatoria di vita, un po' come provare i colpi di sole, iscriversi in palestra pagando l'abbonamento annuale ed andarci 3 volte, cospargersi di somatoline, ritrovarsi con la macchina in panne perchè la riserva contrariamente alla nostre aspettative non ci è bastata...Tipiche cose da donne insomma. L'uomo sposato, un po' come nel monopoli, è un tappa per cui bisogna passare una volta nella vita, prima di raggiungere il parco delle vittorie. Quando dico "passarci" intendo entrare, dare un'occhiata, provare qualcosa, e uscire senza comprare nulla. Perchè forse a molte sfugge, ma l'uomo sposato non è in vendita, cioè, lo era, ma l'hanno già acquistato, e nella maggior parte dei casi, non lo riportano piu indietro al negozio, è scaduta la garanzia, lo scontrino è andato perso, anche volendo quella che se l'è accaparrato, pure se non gli va più bene, le è diventato stretto, è passato di moda, pure se si è infeltrito sbagliando lavaggio e candeggio, indietro non lo riporta! Piuttosto se lo tiene in aramadio, le da sicurezza, e di certo preferisce tenerlo in disuso piuttosto che cederlo a qualsiasi altra donna.
La particolarità dell'uomo sposato sta nel fatto che ad un certo punto anche lui ci crede a bestia, questo punto coincide perfettamente con il momento in cui vi trova ad aspettarlo a letto con l'uniforme sexy da scolaretta gonna a scacchi e trecce, ed il momento in cui si alza dal letto sfatto per andare a farsi una doccia: in questo frangente di tempo si sente forte, ringalluzzito e pieno di se, e pensa di poter lasciare moglie e figli, stress quotidiani, le bollette da pagare, il mutuo, la scuola, il catechismo, l'apparecchio della piccola, le lezioni di calcio del bambino, il prato da tagliare, i parenti acquisiti, la macchina familiare, e togliti le scarpe quando entri che oggi ho pulito a terra, e mettimi su c'è posta per te che con sto calcio hai rotto.
 
Ristorante di montagna: lui, un bell'uomo sui 47, brizzolato, affascinante, distinto, lei, 40 ben portati, capello fresco di parrucchiera, un trucco leggero, borsa chanel, e i loro due figli, biondi, vestiti burberry. Suv parcheggiato rigorosamente davanti all'entrata del ristorante, a lui suona il telefono, apre la porta alla moglie, fa scendere dalle sue braccia il figlio piu piccolo, e dice "vi raggiungo subito".
Al telefono poi lui : " Sonia, si ciao amore, si ... mi manchi...si, devi scusarmi, ho provato davvero a liberarmi, so che te l'avevo promesso.. non ci sono riuscito, no ma non dire così, lo sai se avessi potuto.... "
" Sonia sono al ristorante devo fare presto, appena torno ne parliamo, ma Sonia sai che voglio te vero lo sai?! Dai quando torno, non dire così, ... non fare così... Sonia....." .
Poi entra al risorante, il tavolo apparecchiato per 4, i bambini che chiedono le patatine fritte con il ketchup, la moglie che chiede chi fosse al telefono, e lui "lavoro".
 
Cara Sonia, toglitelo dalla testa. Mentre tu lo aspetti, a casa, depressa e in pigiama, arrabbiandoti con la vaschetta del gelato, lui bacia la moglie, si dividono una tagliata, assieme guardano i figli che si son sporcati i vestiti griffati di ketchup, sorridono, lui versa l'acqua ai figli ricordando loro di mangiare adagio e di bere, e poi versa del buon vino a lei, che gli prende la mano mentre brindano sobriamente, quasi silenziosi, guardandosi negli occhi. Questa sera andranno nella loro villetta, lui si toglierà le scarpe sull'uscio perchè il pavimento sarà lindo, farà una doccia, metterà a letto i bambini e tornerà da lei, nel suo pigiama di seta, che sa di pulito e di abitudine. Lei, che Sonia sappilo, non lascerà mai.

 
 
 

NOI DONNE VOGLIAMO ESSERE SALVATE

Post n°1235 pubblicato il 11 Ottobre 2011 da pucci981
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Quello che non avete ancora capito è che noi donne dormiamo. Si, certo, non tutte abbiamo capelli fluenti e abito azzurro da ballo ma pur lavorando e sfoggiando una certa autonomia siamo tutte delle belle addormentate nel bosco. Il nostro sonno non è evidente come quello della Bella, ma è piu intimo, non russiamo per intenderci, ma i nostri sentimenti, quelli piu profondi, che siamo così poco inclini a dare ad un uomo, sono come in letargo e necessitano di una svegliata. Sarà che i nostri genitori ci han letto troppe favole ma noi moderne protagoniste del 2011, tutte griffe e cibi dietetici, in realtà, aspettiamo di essere salvate.
Da cosa di preciso non si sa: dal lupo, dalla strega che ci vuole propinare la mela, dall'ago del fuso, dal cattivo di turno che ci vuole sposare e nel frattempo ci rinchiude nelle segrete del castello! Da che mondo è mondo noi sogniamo il the end con un paio di scarpette di cristallo (due, mica solo una) sbrilluccicanti nella stanza guardaroba. Purtroppo comprendiamo che del principe in armatura e cavallo bianco dovremo fare a meno, siamo nel 2011 e le armature scarseggiano, e nei nostri monolocali il posto cavallo manca, ma portiamo con noi una sorta di complesso che fa si che ci innamoriamo perdutamente di colui che ci salva! Alla fine Jack, ci lascia le penne, ma Rose la salva, e Richard a modo suo Pretty Woman se la carica in macchina e la salva dalla strada offrendole amore e una nuova prospettiva di vita, e Kevin Kostner resuscita e fa una strage ma alla fine, un po' tardino eh, la sua Madeleine Stowe la recupera, giusto due minuti e gli muore tra le braccia, ma vabbe se stiamo a guardare tutto... il fatto è che noi donne siamo tante Cenerentole, molte Rose, qualcuna, anzi decisamente piu di qualcuna, è proprio Pretty Woman, è pieno di Pretty Woman, e in poche, visto il dramma finale, vorremo essere Madeleine, ma siamo tutte così in attesa di essere salvate.
Le mie amiche ultimamente sono agli arresti domiciliari, inchiodate a letto, affette da quella che io amo definire "la sindorme del pompiere".
Ai piu maliziosi che stanno immaginando scene poco ecclesiastiche, dico subito che sono fuori strada.
Ho compreso così che l'amore a volte si manifesta quando la persona che stiamo frequentando e che fino a quel determinato momento è sempre stata considerata senza gloria ne infamia, si ritrova, un giorno, a dover venire in nostro soccorso. Così quello che fino ad allora non consideravamo affatto, o tenevamo come uomo di scorta da utilizzare quando in casa eravamo rimaste a secco di batterie per il nostro amore artificiale, balza ai nostri occhi e va dritto al nostro cuore, improvvisamente intenerito da quello che è un gesto davanti al quale a noi sembra ci stia dimostrando devozione assoluta, nonchè la sua presenza al momento del bisogno. Nella vita quotidiana noi donne abbiamo spesso bisogno di essere salvate mentre voi uomini avete la strana dote di sparire quando abbiam bisogno di voi: arriviamo a casa con le borse della spesa, e voi? in palestra. Dobbiamo aprire il barattolo della conserva, e voi? a calcetto. Siamo in macchina, completamente perse contromano in un una ZTL del centro, e abbiam litigato anche con la tipa del TomTom, e voi? Telefono irraggiungibile. Siamo ingrassate due kg e la zip del vestito non si chiude e vi chiediamo una mano, e voi? "Mettitene un altro, hai l'armadio pieno!". Siamo in bagno e ci finisce la carta igienica, e voi? "Fatti un bidet, che c'ho italia-brasile ai supplementari". Si, voi maschi siete in grado di non esserci anche quando ci siete!
 
Al telefono:
M: ehiiii Liz! Ciao!!! Credo di essermi innamorata!
Liz: Bellooooo si finalmente! Ma........... scusa........... di quale degli ultimi 3 che stavi vedendo?
M: Di S.!!!!
Liz: .......... S?!!! Fino a ieri lo consideravi meno di zero..........
M: si si, ma poi stantotte ho sfasciato l'auto!
Liz: oddio stai bene?????!!!!!!
M: ah, si si, benissimo! Mi son rotta un'unghia! Non sapevo chi chiamare...e ho chiamato S! E lui è arrivato, mi ha riaccompagnata a casa! E' stato carino no?! Non è stato super carino?! Inizia proprio a piacermi davvero!
Liz: tu c'hai la sindorme del pompiere!
M: ..........ma lui è un Geometra!
Liz: botte in testa zero? siamo sicure?!
 
Quello che stai facendo la pizza a casa e ti accorgi, staccando la pellicola trasparente, che il tuo prosciutto è passato a miglior vita da una settimana, e lui pronto ha già un piede all'Alì.
Alle volte, ci salvate pure con 2 etti di Rovagnati.

 
 
 

ARIDE COME IL DESERTO DEL GOBI

Post n°1234 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da pucci981
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Che sia un virus o una malattia, che siano i nostri geni che con l'andare del tempo han vissuto la selezione darwiniana, che sia una dilagante moda o un travestimento in stile carnevalesco ma a scopo preservativo, e non parlo certo dei durex, fatto sta che noi donne oggi siamo decisamente meno dolci.
Abbiamo archiaviato le smielosità da romeo&giuliet tanto poi giustamente pure a loro a che gli son servite le parole di Shakespeare? Alla fine entrambi in chiesa ci son arrivati, si, ma col vestito di legno. Molte di noi, a quell'unica amica che su Fb posta ogni due minuti link diabetici con quelle frasine scontate e pallose sull'amore, la vita, i fiori, il sole dammi tre parole cuore amore e una lametta che mi taglio le vene, hanno oscurato la bacheca, dite la verità, io faccio outing, l'ho tolta dalle notizie della home, una sta lavorando e cerca svago e si trova immersa in un barattolo di miele, no non si può. Ad oggi i baci perugina ce li compriamo si, ma per mangiarceli, perchè alla dolcezza, quella delle papille gustative, non sappiamo rinunciare, pure se ci fa venire un giro coscia alla Orfei, ma quella del bigliettino ce la sacrifichiamo volentieri, anche perchè poi se ti capitano le frasine dell'Anonimo rischi di passare mezza giornata a chiederti se esiste davvero uno che lavora per la Perugina nel ruolo di scrittore di frasine del cazzo, mentre tu perdi attimi preziosi della tua vita incastrata da un bilancio.
Fin da piccola ho ben compreso che la dolcezza mi sarebbe servita a poco in vita mia, intesa sia in termini di gesti, parole e dolci ipercalorici. Adolescente portai a casa di un fidanzatino dell'epoca una meringata per 10 persone comprata nella migliore pasticceria del luogo. A cena eravamo in due, io e lui. Lo trovai un gesto carino, mi ero anche vestita da brava ragazza. La sera dopo già scopava un'altra, che mica gli aveva portato nulla di gastronomico, per lo meno non comprato nella migliore pasticceria del luogo, ma allo stesso modo gli aveva servito dell'altro su un piatto caldo a domicilio svestita da brava ragazza. Magari ha fatto lo splendido, sicuro, e le ha pure offerto una fetta della meringata che era avanzata, e questo, vi dirò, mi sta piu in culo del fatto che abbia scopato un'altra.
Noi della dolcezza, allo stesso modo, non sappiamo nemmeno piu che farcene, come una sorta di allergia, se al mattino ci svegliamo e ci troviamo un messaggio da parte del nostro frequentante del momento con scritto "buongiorno principessa", potremo decidere per un taglio immediato del personale, perchè onestamente nel 2011 un uomo con un minimo di personalità non può scrivere ad una donna "buongiorno principessa" ma chi sei, Benigni? Ma soprattutto non darmi della Nicoletta Braschi, per piacere! Si, a noi quelli che "ti porto a vedere il tramonto", a meno che non stia parlando di regalarci una settimana a formentera, allora scusami ma che due palle. L'amante dello spettacolo pirotecnico poi, che ci fa mangiare al tendone delle feste di paese l'ultimo giorno per vedere i fuochi d'artificio, che Dio abbia un occhio di riguardo e ce ne scampi, in mezzo ad un ammasso di vecchi e bambini che puzzano di frittelle e che appiccicano di zucchero filato, a testa in su a vedere il solito ripetersi di noiosissimi fuochi, che poi ti resta il collo incriccato per due giorni, lo vorremo lapidare. Quello che esci vestita in tiro e ti porta al cinema a vedere film d'amore, e tu, con tacco 12 in mezzo ad adolescenti in all star, sei li seduta a sorbirti il fidanzato di qualche sconosciuta che ti ronfa di fianco, e vorresti alzarti, andare in bagno e lanciare un sos alle amiche di salvataggio che se la stanno spassando a qualche festa di qualche stilista gay! Quello che arriva coi fiori, errore! I fiori vanno recapitati, che scoprisse l'interflora, esistono omini che li recapitano a domicilio, perchè il fiore di per se alla fine a noi che ci frega, due giorni e va a finire nel pattume, dalla parte dell'umido, a noi ci frega essere soprese in luoghi dove altre abbiano da provare per noi un'invidia indicibile. La nostra collega strega di lavoro deve morire d'invidia, piu invidia proverà lei, più noi ameremo il vostro gesto, e di conseguenza voi.
Noi siamo un po' cosi, dopo una serata assieme, abbiamo sonno, e preferiamo tagliar corto con un semplice "buonanotte", cioè leggete tra le righe, li dentro c'è tutto ciò che vorreste sentirvi dire, sintetizzato si, ma c'è "grazie per la bella serata sono stata bene assieme a te ci sentiamo presto non vedo l'ora di rivederti fai sogni d'oro e ronfffffff", "buonanotte!" ...semplicità di vita! No?!
Con il tempo abbiamo imparato, compreso, provato sulla nostra pelle, che in fin dei conti troppa dolcezza, troppe parole, troppo circo in un uomo corrispondono a pochi fatti. E preferiamo di gran lunga la concretezza, e piuttosto che camminare tre metri sopra il cielo, vogliamo qualcuno che  ci faccia stare coi piedi ben saldi a terra, anche se pur sempre su un tacco 12.

 
 
 

QUANTE CENE è DISPOSTO AD OFFRIRE UN UOMO SENZA AVERE NULLA IN CAMBIO

Post n°1233 pubblicato il 22 Settembre 2011 da pucci981
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Io vorrei sfatare il vecchio detto che oggi piu che in altri tempi vuole che nessuno faccia niente per niente. E già che ci sono voglio ripristinare anche una certa credibilità all'uomo medio italiano che ben è rappresentato dal Premier in carica non fosse altro in relazione al suo essere un vecchio porco. Oddio sono ben conscia che di noi donne oggi si ha l'idea di agghindate opportuniste, lo so che se passiamo l'aperitivo con la gola arsa perchè nel portafogli non c'abbiamo un euro, speso tutto in tacchi alti e unghie, e nessuno ci offre un prosecchino tanto per gradire è perchè anni di soprusi a voi uomini v'hanno temprati ed ora col picchio che ci offrite da bere se come risposta, di regola, ricevete un due di picche un grazie e un "Me lo bevo con le mie amiche". Però d'altra parte voglio credere che ci sia di fondo un piacere personale che va oltre al bisogno nudo e crudo di fare sesso, nel portare a cena una donna, nel condividere con lei il desinare, nell'offrire ad una donna una cena anche solo per passare delle ore assieme in piacevole compagnia, senza per questo voler in cambio nulla. Si ecco un'uscita non finalizzata al sesso.
La cena a due da che mondo è mondo è da sempre strumentalizzata. I siti che parlano di cibo afrodisiaco e che la includono nei preliminari sessuali si sprecano. Dal canto mio, essendo una che a tavola mangia, e parecchio, ho sempre pensato che a pancia piena piuttosto che darmi selvaggia e indomabile ad un uomo, mi schiaccio un pisolo senza impegno davanti alla tv. Se proprio tocca, dopo cena, la vivo più passivamente, stesa, anzi protesa... a guardare il soffitto con la tagliata che si shekera alle patate. Alcuni uomini non portano a cena una donna se prima non l'hanno di già avuta come partner tra le lenzuola, forse dopo, ma forse, sempre se la prova eminflex ha dato nel tempo dei risultati talmente meritevoli da far passare la fortunata dal piano orizzontale del letto di casa a quello verticale della sedia al ristorante; altri la vedono come arma invece per riuscire a concludere la serata con una sana ginnastica digerente da camera. Di fatto nessuno offre una cena ad una donna senza un secondo fine. Peccato, a noi, detta senza ritegno e ipocrisia alcuna, piace così tanto mangiare gratis! Così parte da oggi un gioco di ruolo dedicato alle donne che si apprestano ad uscire con qualche nuova conquista. Il gioco, che vi regalerà una reputazione integerrima, è prettamente ad uso scientifico, quasi uno studio di settore, atto a chiarire attitudini, comportamenti e disponibilità dell'uomo di questo millennio. Si chiama "Quante cene è disposto ad offrire un uomo senza avere nulla in cambio". Consiste nel farsi invitare a cena da un pretendente, riuscire a farsi invitare nuovamente e ripetutamente, senza però cedere mai nella volgarità e nella leggerezza della fusione dei due corpi. Si ecco, dovete resistere, dovete cercare di tenervi su le mutandine, dovete così concentrarvi di più nell'abile arte della discussione, cercate di essere piacevoli commensali, sorridenti dame di compagnia, e non escort da botta e via. 
La QUINTA cena avrà un bonus, vista la caparbietà e la pazienza del malcapitato, potrete offrirla voi. Consiglio: il mc donald potrebbe salvarvi la vita, e il portafoglio di LV.
Agli uomini bancomat che dovranno sponsorizzare, internos, dico che non c'è nulla di cui preoccuparsi, alla fine del gioco arrivano in poche, di base, la moltitudine femminile riuscirà a concedersi prima di arrivare al sorbetto, sempre se cena e compagnia risultano ottimi, ovviamente!

 
 
 

REGOLE DI STILE ED ELEGANZA

Post n°1232 pubblicato il 14 Settembre 2011 da pucci981
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Non so voi ma a me il fascino dell'uomo in giacca e cravatta non mi ha mai conquistata. Non ce la faccio, a me piace l'uomo scazzo, e il completo mi sa di tremenda serietà, giuro mi mette depressione. Da questo discorso si taglian fuori i modelli di Dolce&Gabbana, quelli no, quelli non mi metton depressione, quelli strozzati dal cravattino me li sposerei tutti e col sorriso in faccia, a 36 denti, anche se dubito sulla loro eterosessualita. In American Gigolo ad esempio Richard lo preferisco comunque appeso a testa in giù in mutande piuttosto che nella scena in cui ordinatissimo mostra gli abiti coordinati a mutande cravatte e calzini. Io di eleganza capisco poco, ma so che Gianni Agnelli è l'unico che con l'orologio sopra il polsino della camicia riusciva ed essere comunque figo. Così anche se l'argomento non mi interessa, credendo che fosse arrivato il momento, mi son voluta documentare in merito. No perchè semmai mi capitasse un elegantone per le mani, vorrei esser in grado di capire se l'eleganza è improvvisata male o studiata bene.
La cravatta che a me fa tanto cappio al collo, non deve avere il nodo molle, ne allentato, dicono di larghezza non superiore a due pollici! 
Ho capito che stretto vi sentite strozzare, ma o vi infliggete sta sofferenza con gioia oppure non fate quelli che "vorrei ma non posso" che se la mettono morbida con sto nodo largo che fa tanto sposo al termine del matrimonio quando arriva a non sopportare più ne parenti ne piatti di cibo. Il nodo largo è quanto di piu brutto si possa vedere, al pari dello smalto sbeccato nelle unghie di una donna. Fa molto ragazzo di campagna messo in tiro, quindi o vi impiccate o risparmiatevi i soldi del cravattino. A nodo eseguito la cravatta non deve arrivarvi alla cintura, ma nemmeno fermarsi tra pettorali...troppo lunga fa moscio, troppo corta fa ridere. Per le vostre cravatte cercate di scegliere fantasie geometriche, tra pallini o righe, cose sobrie, e lasciate pure dentro l'armadio quella con Topolino, e se proprio vi piacciono gli animali Hermes propone piccoli elefantini, ma non so se funzionano come quelli portafortuna che vendono i marocchini per le spiagge, nel dubbio io resterei nelle banali geometrie o tinte unite, questione di sicurezza!
La giacca è importantissima per misurare l'eleganza di un uomo, è per questo che se ve la andate a comprare da Zara ve la sgamiamo subito, perchè o avete un fisico perfetto, e non pretendiamo tanto, oppure le cuciture inevitabilmente vi sbordano. A partire dalle spalle, fino alla manica passando per il taglio in zona vita/fianchi. Una giacca va sempre adattata alla propria figura, non potete commettere l'errore di comprarla e pensare che vi stia sommariamente bene...sommariamente sta ceppa, vi deve stare da Dio.
Come noi ragazze, dopo Colazione da Tiffany, abbiamo compreso la neccessità di un tubino nero dentro l'armadio, voi uomini dovete avere per forza un bell'abito!
L'abito maschile non dev'essere di tessuto lucido, non siete dei cioccolatini da scartare anche se dentro avete il cuore scioglievole, e nessuno vi richiede di essere cartarinfrangenti. In inverno, anche se c'è la moda del color block e il brizzolato con abiti colorati sembra levarsi 10 anni dal groppone, evitate di utilizzare colori pastello, tanto se vi cade la forfora sulle spalle, giacca viola milka o blu notte, ve la vediamo lo stesso.
Se avete la giacca con tre bottoni chiudete solo il bottone centrale! Se invece ha due bottoni chiudete solo il primo. Quando vi sedete aprite i bottoni, vi è permesso esplodere in libertà.
Lo spezzato è difficoltoso e nasconde insidie di ogni genere, è li dietro l'angolo che vi aspetta per indurvi in inganno! Spezzato è spezzato quindi vietatissimo abbinare un pantalone ad una giacca a caso dello stesso colore. Se spezzate dovete usare sempre due colori diversi tra giacca e pantalone oppure due gradazioni differenti, decisamente piu sportivo tenetevelo per il tempo libero, per l'uscita casual!
Il colletto della camicia non vi deve irritare la rasatura della barba ne vi deve lasciare il collo ballonzolante, evitate che si possano introdurre due dita tra il vostro collo e il colletto. Colletto che non deve essere troppo piccolo sennò fa Prete di Paese, ma nemmeno vi deve arrivare alle orecchie e ingessare il collo perchè fa molto palo nel c..... Per quanto riguarda i polsini ai bottoncini preferite i gemelli, paul smith li fa con le donnine nude...molto pin up...internos...mi piacciono un sacco ma non credo siano propriamente eleganti!
Sotto l'abito scuro non metteteci mai scarpe marroni, e la cintura non prendetela piu alta di 3 cm!
Dopo aver appreso tutto cio, non so voi, ma io passerò le giornate ad indicare con l'indice tutti coloro che cannano la chiusura dei bottoni della giacca. Ora mi sento forte in materia. Archiviata definitivamente l'immagine dell'uomo Cocacola in canotta e jeans sgualcito, credo di poter ambire con una certa sicurezza ad un Notaio. Chissà se un Notaio col vestito perfetto farà con me la gara dei rutti!

 
 
 

COMITATO DI ACCOGLIENZA

Post n°1231 pubblicato il 08 Settembre 2011 da pucci981
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No beh, noi ormai abbiamo deposto le speranze e ci siamo ben messe via il fatto che un uomo ci venga a prendere sotto casa. Se un tempo i nostri nonni usavano galanterie e non si risparmiavano nel corteggiamento della donna di cui si erano invaghiti, se avevano pazienza e costanza, (due cose queste che se chiedi cosa siano ad un ragazzo moderno è capace di risponderti "le veline"), se gradualmente arrivavano al cuore della prescelta corteggiandola come una venere inarrivabile, oggi i nostri coetanei di venire a prenderti sotto l'ufficio con due margherite di campo in mano non c'hanno voglia. Oltretutto sono pure a rischio di denuncia per stalking. No perchè a me di trovarmene uno qua sotto mi spaventa pure. Sarà per questo che si è necessariamente dovuto aggiornare l'iter di approccio. Così oggi siamo costrette da brave a prender la macchina e raggiungere il nostro uomo a casa. Beh guardiamola da un punto di vista fiabesco...anche Cenerentola con zucca e topi in gran spolvero ha alzato il culo per andare a casa del principe, e si, il nostro non avrà un castello ma un monolocale di 40 metri quadri, ma pure noi di sicuro mica c'arriviamo con le scarpe di cristallo. Quel che è certo è che se a fronte di un vostro sms "usciamo a bere una cosa?" lui vi risponde "te la offro a casa mia" di sicuro non vi vuole solo versare un chupito di hierbas tra le sue quattro mura per far andare la bottiglia che è agli sgoccioli. Accettando di fare le fattorine del pizza express, senza essere portatrici di pizza, ma insomma, effettuando comunque di per se una consegna a domicilio, noi, che passiamo così sopra alle nostre idee femminili sull'importanza dei ruoli e dei tempi e del corteggiamento, almeno speriamo in un minimo di decoro per far sembrare quel che è un po' piu romantico di quel che è.
Veniamo a casa vostra a portarvela, a servirvela calda e fumante, pronta per esser sbranata, cercando di mantenere ugualmente un'espressione verginale in volto, che fa tanto "si son venuta a scopare ma son una brava ragazza", e voi, chiariamoci, mica potete aprire in ciabatte champ. Ho capito che siete a casa vostra e che tanto mica si deve uscire, ma col cavolo, non potete accogliere una donna come accogliereste il vostro migliore amico che arriva a ruttarvi sul divano davanti alla tv. Il fatto di essere a casa vostra non vi da il permesso di farci entrare in contatto, anche solo visivo, con la vostra maglia da casa, unta di schizzi di qualsiasi cosa, un prodotto antigenico che sembra il risultato mal riuscito di una puntata di paint your life! Se volete accoglierci in mutande perchè a casa vostra vi piace che le vostre chiappe aderiscano al divano e siete ormai irrimediabilmente abituati cosi, beh ok potrebbe essere il male peggiore, ma in tal caso fate che siano solo quelle il vostro unico indumento, evitate la maglia o la canotta sopra, e i calzini sotto. Vi anticipo, lo so, non ci crederete, ma non tutti lo sanno. Avvistato recentemente esemplare di uomo sesso col calzino.
Anche perchè alla fine datemi retta, se quello che andate a presentare è un regalo da poco, almeno, abbiate l'accortezza di puntare tutto sulla presentazione del pacco, giocatevi la confezione, perchè poi di certo l'abito non fa il monaco e al traguardo si arriva piu o meno con la divisa da lombrichi, (ve la traduco: nudi come vermi), ma il pino è con le luci ad intermittenza che diventa un albero di natale!

 
 
 

APPUNTAMENTO CUSCINETTO

Post n°1230 pubblicato il 29 Agosto 2011 da pucci981
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Così capita che una sera, complice una ritrovata simpatia per lo specchio, a noi donne ci prenda bene, la serata, due drink, l'aria tiepida, quella lampada che ci siam fatte meritevole di averci tolto quel colore verdognolo tipico della vita d'ufficio, e insomma , perchè no, capita che abbiamo anche voglia di lasciarci andare. Capiamoci, siamo pur sempre ragazze virtuose, Lady Oscar si è concessa carnalmente ad Andrè praticamente quando ormai cecato stava in punto di morte, e noi tutte conosciamo la fama di cui gode Georgie che corre felice sui prati, per cui come moderne Belle Addormentate nel bosco, ci concediamo si, ma solo a favore di un bacio rubato. Il bacio rubato di una sera, ok, chiamiamolo col suo nome, quel limone che non si nega a nessuno e che può scappare ogni tanto così a casaccio: serve! Non siam qui a dispensar casse di agrumi, s'intende, ma alle volte a noi ragazze piace anche essere limitatamente lascive, disinibite al punto giusto, concederci quanto basta, e un petto a petto ravvicinato, quando si è in mezzo ad una bolgia di gente, la musica giusta, ci stanno bene i capelli perchè non c'è umidità, ci  fa sentire libere di limonare a casaccio il ben capitato!
Molte volte il limone della serata finisce lì, sparisce tra la confusione, viene beatamente sfanculato, e resta solo una di quelle cose da raccontare in macchina alle amiche durante il ritorno verso casa, per lo più un flash figurato riassumibile con un "oh... ho baciato uno, maglietta blu!". Altre volte l'imprevedibile limone, arriva sorprendentemente alla tappa "presentazioni ufficiali con stretta di mano", riusciamo così ad abbinare una lingua ad un nome, che di questi tempi è già tanta roba, e ancor più sorprendentemente si arriva perfino allo scambio del numero telefonico. Il fatto è che un uomo che se ne sta lì col suo bicchiere in mano da inizio serata, impalato a guardarsi attorno, quando viene baciato due idee se le fa, e in lui cresce una speranza. Noi ragazze invece è fondamentale chiarire che quando baciamo così a casaccio, non riponiamo ne speranze ne ci facciamo idee, è un passatempo momentaneo dovuto ad un unico momento di euforia, un sussulto ormonale che può anche finir li.
Alle volte il limone estemporaneo porta ad un'uscita. Allora, capiamoci, ok vi siete ritrovati la nostra bocca appiccicata in una sera d'estate, ma non fatevi strane idee, cioè ma chi vi conosce?! Noi vediamo quest'uscita come un test di gradimento, una prova del nove, vi diamo così la possibilità di farvi conoscere perchè si vi avremo pur baciati, ma non vi abbiamo mai sentiti parlare, non sappiamo se la vostra faccia risulti interessante in contesti diversi da quello in cui vi abbiam visti, magari aprite bocca e siete noiosi, magari avete le nocche delle mani pelose, e non ci avevamo mica fatto caso, magari la forfora come neve a dicembre sulle spalle, la voce stridula, il portafoglio vuoto, le spalle a coppo, la camminata strana, la stessa maglia blu della sera prima... insomma, mille possono essere le varianti che potrebbero portarci a pensare nel corso dell'uscita "mammamia ho baciato questo! Ma come stavo??!". Proprio per questo l'uscita post limone viene chiamata "appuntamento cuscinetto", serve per conoscersi, è tipo un break pubblicitario, il film è iniziato con una scena ad effetto ed ora vive un momento di stop tecnico necessario. Durante l'appuntamento cuscinetto il baciato se ne arriva baldanzoso sicuro di se stesso e abbastanza sicuro di scopare. La donna arriva paranoica col dubbio di aver fatto una cazzata, è preoccupante ma volte questo stato d'animo c'azzecca pure. La prima cosa che il baciato vuole fare alla vista della sua conquista è limonare. La prima cosa che vuole fare la donna alla vista del suo errore è temporeggiare. Motivo per cui durante l'appuntamento cuscinetto è fondamentale non limonare, si resetta tutto, e si riparte da zero, è un'uscita di approfondimento, è di fatto un primo appuntamento, e serve a noi ragazze per capire se siamo state un po' troppo frettolose con le valutazioni iniziali o se invece c'è margine! Se il primo bacio c'è già stato l'appuntamento cuscinetto deve concludersi con un "ciao", un "ci sentiamo eh", una qualsiasi frase scontata che non includa al suo interno un mischiarsi di lingue.
Consumato in questo modo amichevole tutto tornerà alla normalità: voi baciatrici a tradimento avrete avuto l'occasione di comprendere se è la GreyGoose a farvi vedere il mondo migliore o se effettivamente c'avete visto giusto, e allo stesso tempo, la vostra reputazione, compromessa forse da quella facilità nell'approcio che avete dimostrato, restando con le labbra al loro posto, sarà ripristinata. Lui che è uscito con voi solo perchè era convinto di aver già un piede nel vostro letto e che pensava di poter "vincere facile" tornerà a casa un po' frastornato ma vabbè son i rischi del mestiere, e poi siete state troppo lascive all'inizio, vada per il mistero all'uscita sucessiva, se create curiosità attorno a voi magari il tizio vi richiama!

 
 
 

I NUOVI MOSTRI

Post n°1229 pubblicato il 02 Agosto 2011 da pucci981
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Sei una semplice ragazza di provincia? Non ti sei mai sentita parte integrante di un gruppo? Da ragazzina a scuola quando formavano le due squadre di pallavolo restavi sempre l'ultima scelta obbligata? E pensare che passavi i pomeriggi cercando di apprendere l'arte sacra della schiacciata da Mila e Mimi haiuwara! Si, per te Vasco ha intonato "e mi ricordo che mi si escludeva", nessuno ti ha mai inserita nel gruppo di e-mail a cui mandare quelle odiose catene su amicizia e amore, e a dire il vero, almeno per quest'aspetto, non ti sei persa nulla, ma silenziosamente a te questo stato di non appartenenza ti fa sentire anonima. Hai provato col coro della chiesa ma il tuo animo sensibile al terzo "io credo risorgerò questo mio corpo vedrà il Salvatore" non ha retto, dopotutto tre funerali a settimana son pesantini da affrontare, ti sei iscritta alla newsletter di Groupon ma dopo qualche settimana ti sei stancata di vedere la tua casella mail intasata solo di offerte per cavitazione, massaggi anticellulite, depilazione definitiva, tette nuove a 990 euro, e poi la tentazione di acquistare ogni giorno il pacchetto super scontato era troppo forte e rischiavi di dilapidare i risparmi di una vita, per cui ti sei dovuta eliminare! Non preoccuparti, perchè per te, che sei alla deriva e che hai bisogno di un caloroso gruppo pronto ad accoglierti a braccia aperte, da oggi c'è una possibilità in più! Si fanno strada da tempo e ormai sono diventate una mania imperante le adepte al gruppo "LV, Chirurgia Plastica & Cane Topo".  I requisiti richiesti per entrare in questo gruppo d'elite son tassativi e le vecchie leve non fanno sconti, quindi preparatevi ad un investimento iniziale di capitale! Prevalentemente bionde, ma non solo, fedelmente accompagnate dal loro inseparabile amico a quattro zampette dal nome più disparato "chanel, hermes, gucci," ho sentito perfino un caso di cani gemellari chiamati "dolce&gabbana" ,e io che i miei due meticci li avevo chiamati Ippo e Potamo, che caduta di stile; nella maggior parte dei casi chiwawa affetti da nanismo, perchè il cane è come la mutandina... più piccola è più fa figa, al contrario della mutandina però l'assenza del cane non è contemplata pena l'esclusione dal gruppo. Caratteristica essenziale per entrare a farne parte di diritto è l'essere in possesso di una qualsiasi LV, in genere si riconosce valore maggiore a quelle che se la sono fatte regalare da un uomo, rispetto a coloro che se la sono comprata da sole; ora, la maggioranza di queste giovani, dopo un passato formato bauletto, predilige la neverfull, meritevole di essere spaziosa il giusto tanto quanto serve per metterci dentro scarpe di ricambio, deodorante, trucchi, tampax, smalto e acetone, una sciarpa che non si sa mai, gli occhiali da sole e il cane. Così che spunti da sotto l'ascella col suo musetto marrone che ben si confà ai toni delle Louis Vuitton, perchè i chiwawa di ste tipe o glieli vendono difettati o evidentemente son svogliati, fatto sta che sti poveri animali non li vedi mai camminare. Credo che vadano proprio al negozio chiedendo "cortesemente un modellino di cane nano che non cammini e che mi stia in borsetta". Comunque finchè non provano a richiuderlo dentro una pochette, tra i-phone e rossetto, possiamo evitare di allertare la protezione animali. Fondamentale, per essere accettate, è l'aver condiviso almeno un momento di solidale difficoltà, sotto ai ferri di un qualsiasi chirurgo. Questo è il reale collante del gruppo, la sofferenza post operatoria, l'essersi fracassate il naso aquilino a favore di un nasino alla francese, o meglio, avere almeno le tette siliconate. Che poi, voglio dire, le svendono pure su groupon, oramai ste tette te le tiran dietro! Inutile dire che questo gruppo ti darà l'affetto che hai sempre cercato tra le compagne di banco che mai t'han passato una palla durante la lezione di ginnastica, ti darà tutto il sostegno che non hai trovato nell'ambito del tuo gruppo di lavoro, e comuque sia mal che vada, almeno ti avrà fatto comprare un cane, e se gli insegni a camminare forse una palla, piccola tipo ping pong, te la riporta indietro!

 
 
 

GLI ACCORGIMENTI CHE FANNO LA DIFFERENZA

Post n°1228 pubblicato il 01 Agosto 2011 da pucci981
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Questo racconto è basato su fatti veramente accaduti
 
 
Ci sono delle cose fondamentali che fanno di un uomo, un UOMO.
Il profumo di dopobarba, un mutuo, la passione per una qualsiasi squadra di calcio in grado di trasformarlo da persona normale a uomo delle caverne, il venerdì sera con gli amici, la pipì in piedi, il non chiedere mai informazioni stradali nemmeno se è smarrito peggio di pollicino nella foresta quel giorno che gli uccellini gli han mangiato i pezzi di pane, i gemelli ai polsi della camicia, una lieve pancetta risultato di rilassamento misto ad alcool, l'irrefrenabile propensione al barbecue, l'animarsi quando si parla di politica, l'amore per i pompini.
Così puo capitare di uscire con un ragazzo, all'apparenza perfetto, di quelli che sulla carta noi tutte acquisteremo con una strisciata di Mastercard, che nel corso della serata  manifesti quella che è la sua nota stonata. Sono i particolari a fare la differenza e noi, se dapprima ci eravamo fatte abbagliare dal principe con la sua dorata armatura, in tempo zero, siamo capaci di demolire tutti i sogni di vita assieme e di un roseo futuro, si insomma, basta una falla che l'armatura, tutto d'un tratto, ci appare un ammasso di latta arruginita. Poi ci sono anche dei prìncipi a cui una proprio non può passar sopra,siamo purtroppo estremamente rovinate dalla nostra infanzia, fin da piccole ci facciamo di quei film assurdi su come dovrà essere colui che ci strapperà dal braccio di nostro padre per poi prenderci sotto al suo, tanto ch,e per alcune di noi, cercare un uomo è una missione, alle volte impossibile. A rendere tutto piu complicato anche il fatto che le nostre esigenze molte volte non si fermano alla pulizia, ad un minimo di intelligenza, al desiderio che abbia uno straccio di lavoro e che guadagni il minimo indispensabile per offrirci il Mc Donald della domenica con patate fritte e coca piccola, la speranza che a letto abbia chiare le tappe del monopoli, e che non corra troppo per arrivare subito al "parco delle vittorie", a noi anche una piccola sbavatura può sembrare un irrimediabile difetto. 
 
Lisa: "Allora, raccontami!!! Com'è andata l'uscita col tipo nuovo?"
M.: "Si, si, bene, lui carino!"
Lisa: "A si carino, l'avevo notato, e poi? Cosa avete fatto???"
M.:" No, cioè lui è anche uno apposto, è venuto a prendermi a casa, macchina in ordine, vestito bene!"
Lisa:"Si si vabbe e dove ti ha portata?"
M.:"Mi ha portata a Venezia, aperitivo, poi a cena su un bel posto nuovo, elegante, abbiamo mangiato pesce, ha aperto una bottiglia di quelle giuste, conversazione piacevole, ha pagato lui!"
Lisa: "A bene allora, cioè mi sembra bene! Scusa e poi? C'ha provato?"
M.: "Bene si si, piacevole, davvero interessante, bel tipo, no no non c'ha provato, scusa alla prima uscita no!"
Lisa: "Beh un bacio...neanche quello??"
M.:"Nooooooo!!!"
Lisa: "Bello, interessante, ti viene a prendere a casa, ti porta a venezia, aperitivo, cena di pesce, champagne.....e non gli infili la lingua in bocca???!!"
M.: "Oh! Te lo giuro... non ce l'ho fatta! E' stato piu forte di me, ma non ridere... cioè ma ti rendi conto???? Tutto perfetto, il tipo perfetto, davvero numero uno, bello, brillante, simpatico, finchè non abbiam preso l'autostrada! Non ci potevo credere! Non aveva il telepass! Ti rendi conto?! "
Lisa ".............................................."
M.:" Ma dai cazzo sei uno sfigato, dove vai nel 2011 senza il telepass? Ma come si fa? Ha preso la corsia con l'indicazione del biglietto, si è affiancato al pulsantone rosso e ha ritirato il biglietto, l'ha messo nel parasole, ma daiiiiiiiiiii!!!!!!!!! Poi al casello sucessivo, lì che ravana per cercare le monetine per pagare! Ti prego!!!! Ti giuro, non ce la faccio nemmeno a baciare uno senza il telepass!"
Lisa:"A beh, capisco, il telepass.... !".
 
Alle volte, la tappa fondamentale tra voi e una possibile scopata, è il Punto Blu.

 
 
 

ALL'ITALIANO PIACE STRANIERA

Post n°1227 pubblicato il 26 Luglio 2011 da pucci981
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"Vorrei uscire con una marocchina, algerina, tunisina, slovena, egiziana, rumena, americana, portoricana, una marziana" a Fabri Fibra, l'abbiamo capito tutti, più o meno basta che respirino, così dopo essermi comprata il CD tamarro da sparare in macchina a bomba, rigorosamente con gomito fuori dal finestrino, ho compreso che poi Fabri mica dice delle stronzate. In quanto uomo ha sintetizzato in pieno il pensiero di molti italiani che effettivamente sono irresistibilmente attratti dall'idea, perchè mica tutti c'hanno il culo di provare la pratica, di condividere il matrimoniale per qualche ora con qualsiasi tipo di donna estera. Voglio dire che all'uomo italiano sconfinare gli piace quasi di piu che giocare in casa; i nostri maschi sono ahimè irrimediabilmente soggiogati dal fascino straniero tanto che, notate bene, pur essendo la stragrande maggioranza dei casalinghi con il corpo inglobato dal divano e la testa dalla tv, con l'incapacità cronica di prenotare un volo, la paura dell'aereo, l'ignoranza geografica che già vacilla quando si parla di sardegna corsica e sicilia, una tranquillità di base che li fa star cosi bene dentro il loro rassicurante stivale, spinti dal pensiero di posti quali Cuba, Brasile, Tahilandia, incuriositi da flora e fauna locali come cani in calore alzano le chiappe e si trasformano in Tour Operator in grado di far impallidire Francorosso. Non c'è gara, noi italiane ormai siamo superate, arrendiamoci all'idea di esser passate di moda come la permanente, sempre la solita minestra li ha ormai stancati, e sono così inguaribilmente affascinati dalle straniere che queste ci battono anche in territorio italiano! Noi donne invece siamo diverse, a noi piace viaggiare per il gusto di viaggiare e a Bangkok ci andiamo per acquistare borse tarocche fatte meglio delle originali, ma alla fine se si parla di uomini amiamo le tradizioni e preferiamo puntare su quel che offre il made in Italy con pregi e con i tanti difetti. Cioè a Formentera ci andiamo ogni estate per trovarci un italiano mica uno spagnolo!
L'uomo italiano gia da ragazzino parte con l'idea del campeggio, mica per un'esperienza a contatto con la natura, mica per mettersi alla prova nella costruzione di una canadese, mica per farsi le ossa e dormir per terra, ma solo per scopare le tedesche/olandesi. Diciamocelo, la prima lampadina si accende ai nostri già nell'adolescenza, quando ingenui si affacciano al mondo delle donne estere e comprendono che riescono miracolosamente a portarsi a letto una tedesca che non capisce un H di italiano con cui si comunica solo attraverso boccali di birra: è indiscutibilmente amore. Piccole Claudie Schiffer che vantano la diceria di essere più abbordabili, meno dispendiose in termini di energie, più veloci a regalarsi perchè queste stan qui due settimane in villeggiatura e vogliono portarsi a casa la loro storiella estiva, insomma basta un cospicuo investimento in Weizen e il gioco è fatto. Noi donne italiane, all'idea del giovane tedesco che diventa color aragosta dopo il primo giorno di sole e passa il resto della vacanza a fare il cambio pelle, che odora di crauti e di luppolo, che prima di fare ogni brindisi con il boccale da litro canta canzoncine in lingua, che di giorno gira scalzo e la sera si infila quelle ciabatte orribili e Dio ci scampi dai calzini, che come abbigliamento il massimo della moda lo espirme con una maglia dell'Ajax... beh anche no. Noi di bere il cappuccino alle 16.00 il 15 di agosto ce lo vogliamo risparmiare.
Nello specifico, l'uomo nostrano diventa pazzo per le Giapponesi/Cinesi/Tailandesi, tanto non le distinguono neppure, hanno capelli lisci, scuri e occhi allungati, anche se quella volta che l'avete portato a vedere "Memorie di una geisha" ronfava prima della fine del primo tempo, loro associano queste ragazze alle filosofie orientali, alla pace e la calma, alla gentilezza, alla riconosciuta servilità, all'arte dei massaggi, gli oli, i profumi, e tutto ciò li eccita come 18enni davanti ad un poster di Sabrina Salerno. Noi donne invece nell'immaginario comune il giapponese/cinese/tailandese purtroppo ce lo figuriamo piccoletto, col riporto, una lanterna rossa sull'uscio di casa, che gira per le stanze piene di Bonsai cercando di acchiappare le mosche con le bacchette (mannaggia a Karatè Kid) con le mani che sanno di sushi, con quel colorito tra il giallino e il pallido che insomma non è che lo renda proprio il sex simbol per eccellenza, per cui l'oriente ce lo evitiamo volentieri, sia mai che non ci capiti di finire a servire ai tavoli di un qualsiasi risorante cinese reo di lasciarci quel caratteristico odore di fritto tra capelli e vestiti che non se ne va nemmeno a lavatrici di Ace Gentile.
L'uomo italiano, stanco di tutta la merce troppo esposta che noi offriamo già all'uscita per l'aperitivo, è sempre più attratto da quel vedo non vedo, dal mistero, incuriosito dall'austerità che emanano le donne Arabe/Indiane/Marocchine, quel burqa da cui escono solo occhi scuri e profondi lo ingrifa più del calendario della Canalis, le vesti colorate di azzurro, rosso, arancione, giallo, rosa e il colore scuro o ambrato delle pelli di queste bellezze quasi intoccabili destano in loro gusto del proibito e sognano di rotolare assieme tra tappeti, cuscini, aromi speziati e musica chill out. Noi donne italiane in ferie a Sharm ci siamo pure state ma ecco, come dire, prima di tutto uno che ci vuole scambiare con dei cammelli, sarà pure onorevole per la sua cultura, ma a noi di essere messe sullo stesso piano dei cammelli non è che proprio ci faccia tremare il perizoma, nemmeno quello che soffia il piffero in piazza a Marrakech rientra nel nostro immaginario erotico per non dire che poi  già ci schifano le anguille, figuriamoci ad avere serpenti ammaestrati per casa, e a dire il vero con timore ci appropinquiamo all'Arabia, si questi c'avranno pure i soldi e la casa a Dubai ma noi mica vogliamo finire in un harem vestite di lustrini e paillette!
Si, Fabri aveva ragione a lui piacciono le donne, le more, le bionde, le grasse, le tonde, le top model con due bombe, e di questi tempi comunque sia è gia qualcosa! Io, per non sbagliare, mi sparo un bel Rap Futuristico.

 
 
 

QUANDO IL TEST TE LO EVITERESTI VOLENTIERI

Post n°1225 pubblicato il 20 Luglio 2011 da pucci981
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Io non son mai stata brava coi test. Nennemeno coi test simpatici proposti da DonnaModerna, quelli in cui se rispondi sempre A fai 100 punti B fai 50 e C fai ciofeca. Pur sapendolo, ero una da C. E nemmeno a scuola erano il mio forte, un po' perchè era nell'orale che eccellevo, grazie ad una provvidenziale parlantina fluente, talmente fitta che rimbambivo anche i professori, i quali, stanchi di ascoltarmi, nemmeno mi ascoltavano, così divagavo con voce sicura e suonava come se fossi preparatissima. I test invece sono lì, nero su bianco, scritti, indelebili e se canni qualcosa il risultato è disastroso. Come tutti prediligevo quelli con le crocine, fondamentalmente erano piu facili da copiare, allungavo l'occhio, promettevo in cambio un mozzico del mio panino al salame ungherese ad ora intervallo e il gioco era fatto. A dirla tutta al test di guida sono pure stata bocciata. Le crocine le avevo copiate, ma la pratica, ecco...lì hai ben poco da copiare e anche se ti guardi in giro nessuno può suggerirti, così con il limite dei 50 km/h in un centro abitato in cui non abitava nessuno io superavo i 70 km/h e "signorina accosti". Certo è che nessuno di questi test seppur significativi nella vita di una persona sarà mai paragonabile all'esperienza di fare un test di gravidanza.
Succede tutto così: hai smesso di prendere la pillola affidandoti alle dicerie delle amiche, credendola un'idea geniale a beneficio della tua forma fisica, gonfiori addio, cellulite t'ho fregato, e poi andiamo passa pur sempre per lo stomaco i medicinali fanno bene da una parte male dall'altra vedrai che senza starai meglio. Sebbene sia provato scientificamente che la stragande maggioranza di ingenue ragazze si ritrovi incinta proprio nei primi mesi del post pillola credendo erronaemente che anni di contracettivo abbiano ridotto le loro ovaie a prugne secche e ingnorando il fatto che al contrario sono ferili come campi di concime, decidi temeraria di affidarti al rischio. E dopo anni in cui alle 14.08 del 15 del mese ti arrivava il ciclo puntuale come il testimone di geova della domenica mattina, ti ritrovi a dover fare i conti con un ciclo autodidatta, che decide lui quando e dove e SE arrivare. Inutile dire che già alle 15.08 del 15 del mese sei con l'ansia cavallina, in preda a crisi di panico, in un via vai dal bagno alla costante ricerca di qualche segno tangibile tendente al rosso vermiglio, e stai li nell'insperata attesa di qualche campanello d'allarme, mai sin d'ora ti sei ritrovata a deisderare così fortemente un mal di testa lancinate! E i giorni passano e il tuo ciclo non ne vuole sapere, sembra inscenare uno sciopero bianco, e stranamente attorno il mondo di persone e amiche si trasforma: pancie giganti ti passano sotto al naso, ti sorridono quasi malignamente, prossime partorienti affollano la tua fermata del bus, enormi ventri al 9 mese si fanno spazio in posta e devi pure cedere il seggiolino d'attesa, i parcheggi liberi vicino alle entrate dei centri commerciali son tutti improvvisamente adibiti a donne incinte, le tue amiche ti parlano di loro amiche prossime al parto che chissenefrega, tutto attorno a te è un'enorme cicogna vivente che sembra non veda l'ora di svolazzarti in testa. Ed è lì, con questo terrorismo psicologico che tu in preda al panico inizi a parlare con le tue ovaie. Beh se funziona con le piante... dopo una settimana di ritardo non ti frega nemmeno piu che ti arrivino di venerdì e ti rovinino il week al mare, basta che arrivino. Solo che le ovaie sembrano non rispondere alle tue suppliche, l'andirivieni al bagno è preoccupante, provi pure ad andare a correre lungo l'argine sperando che qualche salto induca al cedimento, ti fai doccie caldissime perchè il caldo stimola, ma niente. Son passati dieci giorni. Il ritardo non è piu un ritardo ma diventa una catastrofe. E' lì che finalmente decidi che non puoi più stare con l'ansia, ma devi sapere, prima di impazzire nella ricerca di un nome che suoni decentemente abbinato al cognome di lui. Così come di consueto mandi qualche fidata amica in farmacia a comprarti un test, perchè poi stranamente se una c'ha il terrore della gravidanza ha come un blocco nei confronti della farmacia, dire "mi scusi un test di gravidanza" è una frase impronunciabile, è come una sorta di tremenda premonizione e non ce la fa ad uscirti dalla bocca. E' a questo che servono le amiche: a tenerti i capelli finche la sbronza ti fa effetto e a comprati test di gravidanza per leggerezze commesse durante una sbronza. Così al modico prezzo di 12 euro hai tra le mani un termometro che rivelerà il tuo futuro, più economico della zingara all'angolo che legge la mano, piu sicuro delle previsioni di Fox, veloce ed inconfutabile, e nonostante questo i 3 - 5 minuti di attesa saranno ugualmente i più lunghi della tua vita. Per essere sicura ne hai presi 2? 24 euro...è il prezzo da pagare per essersi affidate al cosidetto salto della quaglia, con gli sconti, ad aver tenuto le gambe chiuse, da Zara ti ci saresti comprata due abitini della linea TRF. Il colmo della cosa è che ci devi fare la pipì sopra, ma non è mica facile quando sei nel panico e ti trema la mano, ti trema la pipì, ti trema tutto e dopo due goccie già iniziano ad uscire i geroglifici nel termometro e tu hai la figurina della scatola davanti con i due casi fotografati e butti un occhio alla scatolina un occhio al termometro e guardi e riguardi per esser sicura, e i disegnini così elementari diventano quiz incomprensibili. In quei 5 minuti ti passa davanti l'immagine di te con 20 kg in piu, agli sconti della Chicco, le occhiaie, le notti insonni, le pappine, i vomitini e intanto si disegna la righina rossa su termometro che sta ad indicare che il pericolo è scampato, ma attendi lo stesso tutti i 5 minuti, e implori all'altra righina di non comparire, e contemporaneamente ti si annebbia la visione di te che balli ad ibiza col trikini, le feste in spiaggia con le amiche, le serate a milano, marittima e non, la leggerezza dell'essere senza la benchè minima responsabilità se non quella di non perdere le chiavi di casa. E anche per questa volta sei salva, test negativo, il pargolo può aspettare, la prossima volta però pillola, anello, preservativo..tutti assieme, perchè la sicurezza non è mai troppa!

 
 
 

L'IMPORTANZA DEI GIUSTI APPELLATIVI

Post n°1224 pubblicato il 18 Luglio 2011 da pucci981
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Al mio paese ad ottobre è festa. Sapete quella sagra di paese con gli autoscontri il tagadà e i calcinculo?! La sentivo molto quando da ragazzina era il mio unico pretesto per poter uscire di casa la sera e andare con le amichette a elemosinare gettoni a gratis per salire sull'autoscontro, nella speranza che qualche compaesano o amichetto di scuola prendesse di mira il mio autoscontro, perchè a quell'età c'è la psicologia dell'autoscontro che dice che se ti vengono addosso allora è buon segno! Se nessuno ti si scofanava allora era un po' come tornare a casa senza nessuna dichiarazione favorevole. Fatto sta che le pulizie a casa mia ad ottobre in previsione dell'arrivo dei parenti erano un po' come il castello del principe al granballo. Così mi si parcheggiava in taverna col "Pronto legno" a spolverare per giorni. Fu lì che io conobbi Modugno: nella mia taverna aromatizzata dal Pronto Legno. Si perchè lì noi s'aveva uno di quei "cosi" vecchi, che ora fa figo dire vintage, o cmq. uno di quei pezzi dell'età della pietra in cui funzionavano solo delle vecchissime cassette grandi quanto una videocassetta, e mio padre ne aveva una che era indiscutibilmente la mia preferita. Iniziava con "Ohilalà Susanna quando te ne vai in campagna", prseguiva con una canzone che non finiva mai interpretata a grande richiesta da Marisa Lurito che diceva una cosa tipo "arriva gigi l'amoroso il rubacuori gli occhi neri da insolente" per poi raggiungere il suo culmine con "Piange il telefono" di Modugno. Ora io piccoletta coi calzini antiscivolo mentre usavo il Pronto più come deodorante di ambienti che per spolverare, sognavo il mio primo bacio dato da un truzzo che spingeva l'autoscontro con la gamba di fuori e mi speronava dichiarandomi il suo amore. Fino all'arrivo di Modugno che già al primo ascolto mi aprì gli occhi, perchè Susanna e Gigi l'Amoroso si erano simpatiche canzonice che ballavo attorno al tavolo, ma Piange il Telefono era qualcosa di più! E mi riferisco alla fine della canzone quando dopo essere stato per l'ennesima volta rifiutato dalla donna che amava, al telefono con la figlia ignara del fatto che quel disperato al telefono fosse suo padre, lui voce ferma bassa piena sicura tra la disperazione e una ritrovata fiducia risponde ad un "arrivederci signore"....con "CIAO PICCOLA". Capii immediatamente che io lo sfigato arrampicato sull'autoscontro non lo volevo più, che di quello che riusciva a stare in piedi durante tutto il giro del tagadà non sapevo che farmene, e nemmeno di quello che vinceva il giro a gratis perchè prendeva la coda dei calcinculo non me importava più nulla, io volevo uno che voce ferma bassa piena sicura di se tra la disperazione e una ritrovata fiducia mi dicesse un "CIAO PICCOLA".  Il mio obbiettivo da perseguire da li in poi fu senza dubbio il ciao piccola, che a parte qualche goffo tentativo troppo goffo anche per essere chiamato tentativo non arrivò mai. Ci vuole una certa sicurezza per dire certe cose e non sembrare ridicoli. Certo è che dopo essermi sentita appellare coi nomi piu disparati volevo dare un consiglio a tutti i ragazzi che usano certi nomignoli credendosi fighi, in particolar modo uno.  No, perchè io credevo che fosse stato ritirato dal mercato tipo lo Spunti, che fosse stato mandato in esilio come Romeo bandito da Verona, estinto come il Velociraptor, ucciso per impiccagione per un mondo migliore ...invece esiste ancora qualche esemplare di maschio che spocchioso e pieno di se osa farsi uscire di bocca cose tipo "ci vediamo dopo baby, ciao baby, ehi baby"! BABY .Non si può sentire! Ora spieghiamoci, gli unici al mondo che possono usare un appellativo del genere senza sembrare degli sfigati platonici e sbruffoncelli sono:
- Fonzie perchè è negli anni '50, sta da Alfred, ed ha un chiodo in pelle anche in agosto, ha la brillantina tra i capelli, e un po' anche perchè riesce ad accendere musica e luce con un pugno sul muro. 
- Mirko dei Beehive quando con la tuta bianca con le frange, ciuffo rosso e braccio al cielo canta "Baby I love you I wonder thing undone, Baby I need you, vorrei vederti ma tu No non vuoi venir, solo impazzirò senza di te"
- Johnny Castle (Patrick Swayze), pace all'anima sua, per rispetto, è tutto ciò che ci ha lasciato, non usate impropriamente il suo "nessuno può mettere baby in un angolo". Lui cmq. ballava di bacino, poteva dire quel che gli pareva.
E poi siamo in italia, la maggior parte dei maschi in circolazione con l'inglese è fermo, piantato, perso già al "the cat is on the table"..cosa si mettono a fare i fenomeni inserendo parole inglesi in un vocabolario che già di italiano vanta all'attivo al massimo 4 pagine! Ma per favore. Siete distanti anni luce da Modugno. Lui si che era un figo!

 
 
 

QUANDO VALE LA PENA PIANGERE PER UN UOMO? ANCHE MAI...

Post n°1223 pubblicato il 15 Luglio 2011 da pucci981
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Il titolo del mio post è gia di per se un post. Perchè potrei dirvi che comunque sarebbero andate le cose prima o poi quell'uomo che vi sta dandando tanto da fare, quel bel ragazzo per cui state spendendo ore versando lacrime piuttosto che divertendovi assaporando la vita che vi scappa dalle mani, quell'uomo che probabilmente vi ha tradite, trattate male, vi ha umiliate, prese in giro, rotto un'unghia, prima o poi, se ve lo foste tenuto, sarebbe inevitabilmente diventato la fotocopia di vostro padre. No dico..vi immaginate tra vent'anni con vostro padre? No, che ansia. Ecco. E' che prima o poi arrivano tutti li: addominale scolpito addio, lontano ricordo di fotografie sepolte in soffitta, capelli ad avercene, attenzione alla moda spodestata da una canotta post lavoro, comoda, fresca, nessuna paranoia se si sporca, livello di sex appel da ricercare chiedendo info per dettagli all' 892424 "scusate...per il sex appeal di mio marito cosa devo seguire???".."cara mia..la marcia funebre!". Con l'andar del tempo, assuefatto all'abitudine di un rapporto consumato, insoddisfatto per la scelte universitarie dei figli che trattano la casa come un albergo, perchè prima o poi quella frase gli esce ad un padre, si sarebbe seduto a tavola e avrebbe dato il meglio di se stesso riprendendovi perchè il grana non era grattuggiato la pasta scotta il sugo insipido, il volume della TV sempre troppo basso e poi il vino dov'è?!. Quell'uomo sarebbe diventato così. Si voi oggi lo piangete come un parente defunto, per voi oggi la sua perdita è paragonabile alla fine della vostra vita, dopotutto l'interruzione dello you&me lascia inevitabilmente il segno, e si, oggi non averlo piu vi fa sentire perse come quando da bambinette facendo avanti e indietro per la spiaggia col secchiello per raccogliere l'acqua del mare ad un certo punto vi siete voltate e non avete piu visto l'ombrellone dei vostri genitori. No perchè perdersi in spiaggia da piccoli, a chi non è successo...è traumatico! Purtroppo il periodo piagnisteo è caratteristico di noi donne, cioè noi si piange per i cani della bonaccorti, per Blair e Chuck, per una vetrina di zara, per la ceretta, per l'amica che piange (chiamela solidarietà), per la margherita che al mama nonmama termina col nonmama. Così ecco che noi, donne, sensibili ed emotive siamo le migliori clienti dei fazzoletti "tempo", perfette testimonial nel momento in cui non riusciamo a capire le reali intenzioni di un pretendente che appare e scompare come il campo telefonico in metropolitana. E quando non capiamo, quando siamo convinte di essere state lasciate ingiustamente, tradite ingiustamente, dimenticate ingiustamente, ignorate ingiustamente...non ci resta che piangere. Io non so, ma trovo piu tragiche le doppie punte alla perdita di un uomo che in un futuro non lontano sarebbe venuto a letto con un pigiama grigio fantasia astratta modello divano anni '70, avrebbe acceso la lucetta, messo gli occhialini da presbite, aperto un libretto sulla spiritualità che a quell'età inizia a venirgli la para della dipartita, e si sarebbe addormentato russando, libro a terra, tv accesa su tg regionale. Le doppie punte quelle poi hai voglia a tagliare... son cose che mica le puoi smollare in tempo! Fatto sta che comunque sia, care ragazze, se proprio volete piangere e volete farlo con lui davanti per farlo sentire una beneamata cacca, almeno non mettetevi il mascara waterproof, si insomma, quello resistente all'acqua che non sbava, perchè sennò la sceneggiata risulterebbe pari ad Avatar con gli omini verdi struccati, vuoi mettere l'effetto panda con nero che cola tra la pazzia e la disperazione?!

 
 
 

C'E CHI DICE NO

Post n°1222 pubblicato il 13 Luglio 2011 da pucci981
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Quando inizia una relazione la maggior parte delle volte si rivela un flop per molte ragazze.
Noi donne dall'animo semplice abbiamo la tendenza ad agrapparci al pirmo maschio che passa in modo quasi ossessivo, (noi donne siamo ossessive per natura ormonale), molte volte così ce lo facciamo scappare, proprio quando sembra che lo teniamo in pugno, ad un tratto puff.. e lui evapora come una goccia di acqua che cade in un marciapiede del centro di milano il 15 agosto.
Abbiamo letto harmony, abbiamo la stivalata bianca di Pretty Woman nascosta ma pronta all'uso, riposta tra le ballerine da lavoro, abbiamo imparato i passi di Dirty Dancing, abbiamo ascotato attentamente tutte le interviste fatte ai Trans che si sono confessati da Chiambretti e Vespa svelando i segreti del mestiere col quale ci fregano tutti gli uomini papabili, abbiamo seguito "quelli che il calcio" ogni domenica e in frigo teniamo sempre un paio di birre che non si sa mai, eppure non di rado, dopo esserci date con l'ingenuità di una bambina a cui offrono le caramelle, ci ritroviamo in mano con un pugno di mosche.
L'essere rifiutate dopo qualche mese di relazione è prerogativa di molte le quali ad oggi credono di essere vittime di malocchio. Al che, davanti a tutte queste che fan le lamentine, mi son chiesta, ma voi, che siete costantemente scaricate, fatemi capire, fate un po' le stronze o al cospetto dell'uomo che vi interessa prendete il vostro carattere e lo chiudete in frizeer con la mascherina blu contro le occhiaie? Io, ormai lo sapete, poco incline alle smancerie per natura, ho capito che gli uomini dovete trattarli un po' a bastone e carota. Imparate a dirgli NO, e non soltanto quando vi solletica con l'idea di fare sesso in posti strani e voi non siete depilate e avete l'intimo spaiato, ma in generale ogni qualvolta è il caso di dirgli NO. Tirate fuori il carattere e se una cosa non vi sta bene dite di NO, ma dite no anche se vi sta bene, così per spiazzarlo, mostratevi risolute, dettate le vostre condizioni per non subire sempre e solo le sue. E giocate d'anticipo, prima che sia lui a farlo per noia, mandatelo voi a quel paese ogni tanto... così all'inizio di una storia, potete anche permettervi di indicargli la porta d'uscita dalla vostra vita con segnali luminosi o con i motti delle hostess alitalia...a voi la scelta! Se si comporta in quel classico modo che hanno i maschi che poi da ai nervi, quello in cui fa l'indeciso perenne, quello che un giorno si e l'altro dipende dall'oroscopo, quello che delle sere al telefono vi scarica la batteria e altre il telefono questo sconosciuto..deve aver evidentemente smarrito la sim con il tuo numero, mandatelo a zappare! Davvero fatelo, usate pure i toni cattivi che usereste con una che vi passa davanti al banco dei prosciutti, niente paura alzate la voce, stando però ben attente a non passare da "donna con carattere che si fa valere" a "pazza isterica che sveglia il vicinato", modalità divise da sottili linee di confine! Tanto poi anche loro rispondono perfettamente alla regola del rifiuto, la regola del boomerang, che vuole il ritorno del rifiutato a breve lasso di tempo. Si ecco non preoccupatevi di incazzarvi e di mandarli a raccoglier castagne quelli poi ritornano indietro come una missiva con l'indirizzo errato! Così quando vi chiede di uscire e voi siete li con l'argilla spalmata sul viso e scalpitate per vederlo, rifilategli qualche "no scusa esco con le amiche" anche se in realtà siete a casa a spolverare tra i buchi dei centrini, oppure "no scusa ho la puntata dei Cesaroni", meglio la prima come scusa che la seconda a dire il vero, e stessa cosa vale anche col sesso..per tenerlo un po' sulle spine non concedetevi ogni qual volta a lui prudono gli argini! E poi, sia ben chiaro, imponetevi all'interno del vostro rapporto, anzichè star li a subirlo passivamente in balia che lui vi chiami. Tanto non vi chiama. Cioè a sto punto...siate voi le prime a non richiamare. Lui è uno di quelli che prima o poi vi snocciolerà pari pari la seguente frase "io adesso, in questo periodo, non me la sento di impegnarmi perchè bla bla bla bla, però tu mi piaci bla bla bla bla", e il vostro compito è di anticiparlo! Se fate quelle che vogliono una storia non averte mai una storia. Se fate quelle che non vogliono una storia...avrete la vostra storia. Come le chiavi della macchina che quando non vi servono vi ritornano sempre tra le mani e quando siete in ritardo e dovete scappare non riuscite a trovarle!

 
 
 
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