Creato da stella112 il 07/10/2005

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"Fermate la guerra e noi non verremo in Europa", con poche parole un tredicenne spiega al mondo l'esodo siriano

Post n°3057 pubblicato il 04 Settembre 2015 da stella112
 

 

Alessandra Teichner, L'Huffington PostPubblicato: 03/09/2015 12:44 CEST Aggiornato: 03/09/2015 13:04 CEST

"Fermate la guerra in Siria, e noi non verremmo in Europa". Schietto come solo un bambino potrebbe dirlo. E infatti è stato proprio un tredicenne a spiegare con queste parole alle telecamere di Al Jazeera la motivazione dell'esodo dei siriani verso l'Europa: la guerra.

Insieme a tanti altri è giunto a Budapest con la sorellina, fuggito da Daraa, città della Siria. I suoi occhi sembrano rassegnati, e con umiltà ed estrema lucidità, in poche parole (e in perfetto inglese), lancia un appello al mondo, che sembra quasi una preghiera.

Nell'inquadratura di Al Jazeera si nota attorno a lui un gruppo di adulti, accennano un sorriso intenerito, osservano come le sue parole così semplici riescano a dipingere una realtà così complessa.

"Alla polizia non piacciono i siriani, in Serbia, in Ungheria, in Macedonia, in Grecia" dice il bambino. "Perciò, qual è il tuo messaggio", gli chiede il giornalista. "Il mio messaggio è: per favore, aiutate i siriani. I siriani hanno bisogno di aiuto adesso. Fermate la guerra adesso. Semplicemente fermate la guerra. Solo questo".

PER VEDERE IL VIDEO ANDATE ALLA FONTE

 

 
 
 

I segreti della Celiachia

Post n°3056 pubblicato il 04 Settembre 2015 da stella112
 

 

Claudia Benatti

E' mai possibile che la diffusione pressoché «epidemica» della celiachia, cioè dell'assoluta intolleranza al glutine che può innescare anche gravi patologie conseguenti, possa essere dovuta ad una modificazione genetica approntata sul frumento? Questa ipotesi non è nuova e su di essa si sono spesso avventati, smentendola con ferocia, i sostenitori delle biotecnologie e dei cibi Ogm.

Ma ora, grazie all'intuizione di uno scienziato di esperienza pluridecennale in campo medico, pare possa arricchirsi di ulteriori dettagli, chiarendosi all'opinione pubblica.

Un frumento nanizzato


Il professor Luciano Pecchiai, storico fondatore dell'Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all'ospedale Buzzi di Milano, ha avanzato una spiegazione di questa possibile correlazione causa-effetto su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate. 


«E' ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto - spiega Pecchial - cosicché facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all'azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire "nanizzato" attraverso una modificazione genetica»...



Appare fondata l'ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica dalla quale per digestione peptica-triptica si ottiene una sostanza chiamata frazione III di Frazer, alla quale è dovuta l'enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia.
«E' evidente - ammette lo stesso Pecchiai - la necessità di dimostrare scientificamente una differenza della composizione aminoacidica della gliadina del frumento nanizzato, geneticamente modificato, rispetto al frumento originario. Quando questo fosse dimostrato, sarebbe ovvio eliminare la produzione di questo frumento prima che tutte le future generazioni diventino intolleranti al glutine». E non è da escludere che sia proprio questo uno degli scogli più difficili da superare.

400.000 malati in Italia


La riconversione della produzione, una volta che questa sia entrata a regime e abbia prodotto i risultati economici sperati, diviene impresa assai ardua e incontrerebbe senza dubbio molte resistenze. Di qui la probabile mancanza di interesse ad approfondire una simile ipotesi per trovarne l'eventuale fondamento.
D'altra parte, nessuno ancora ha trovato una spiegazione al fatto che l'incidenza della celiachia è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni e l'allarme non accenna a rientrare. «Mentre qualche decennio fa l'incidenza della malattia era di 1 caso ogni mille o duemila persone, oggi siamo giunti a dover stimare 1 caso ogni 100 o 150 persone», spiega Adriano Pucci, presidente dell'Associazione Italiana Celiachia. «Siamo dunque nell'ordine, in Italia, di circa 400 mila malati, di cui però soltanto 55 mila hanno ricevuto una diagnosi certa e seguono una dieta che può salvare loro la vita».

In molti sostengono che l'aumento dei casi di celiachia sia una conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e riduttiva. Fatto sta che, anziché cercare spiegazioni sulle cause, cosa che permetterebbe di provvedere poi alla loro rimozione, la ricerca oggi percorre direzioni opposte, ipotizzando e sperimentando ulteriori modificazioni genetiche del frumento stesso per «deglutinare», cioè privare del glutine, ciò che ne è provvisto o «immettere» nel frumento caratteristiche proprie di cereali naturalmente privi di glutine. 

Il mistero dei Creso

A proposito torna alla mente una questione dibattuta qualche anno fa alla quale non è mai stata fornita risposta e che rimane a tutt'oggi un problema apertissimo e attuale: il cosiddetto grano Creso. Nel 1974, all'insaputa dei più, viene iscritto nel Registro varietale del grano duro il Creso. Nove anni dopo, la superficie coltivata a Creso in Italia era passata da pochi ettari a oltre il 20% del totale, con 15 milioni di quintali l'anno per un valore, di allora, di circa 600 miliardi di vecchie lire.
Da una pubblicazione del 1984 si ricavò poi che quel grano era stato «inventato» e sviluppato presso il centro di studi nucleari della Casaccia (1). Nel lavoro, come ricordò nel 2000 anche il fisico Tullio Regge su Le Scienze, si sottolineava l'efficacia della mutagenesi e l'introduzione di nuovo germoplasma e di ibridazioni interspecifiche.

In sostanza, il Creso era il risultato dell'incrocio tra una linea messicana di Cymmit e una linea mutante ottenuta trattando una varietà con raggi X. Per altre varietà in commercio erano stati utilizzati neutroni termici. In che misura, per esempio, il consumo continuativo di questo frumento può avere influenzato l'organismo di chi lo ha ingerito? Non si sa, né pare che alcuno voglia scoprirlo. Lo stesso Regge si limitò ad affermare che comunque «lo hanno mangiato tutti con grande gusto».
E se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo? Chissà se a qualcuno, prima o poi, verrà voglia di capirlo.


Fonte: www.disinformazione.it

 
 
 

Il sesto senso esiste davvero,ma pochi lo sanno.E' generato dalla ghiandola pineale,il nostro terzo occhio!!!

Post n°3055 pubblicato il 04 Settembre 2015 da stella112
 

 

 


Il sesto senso esiste davvero,è generato dalla ghiandola pineale.E' il nostro terzo occhio di cui non ne siamo a conoscenza,comprende tutti gli altri sensi. 

La ghiandola pineale è un meta-organo sensoriale che include i 5 sensi e la mente,è potentissimo... 

La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola, sporge all'estremità posteriore del terzo ventricolo (nel centro geometrico del cranio). Appartiene all'epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono la melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo alla poca luce. 

Conosciuta fin dall'era antica, anche per la sua frequentissima calcificazione in età matura, questa ghiandola di circa 1 cm di lunghezza, 0.5 cm di larghezza e 500 mg di peso, è uno dei centri dell'organizzazione circadiana dell'organismo.
Per Cartesio la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono, in quanto unica parte del cervello a non essere doppia. 

E' il terzo occhio spirituale, la nostra visione interiore ed è considerata la sede dell'anima. 

Il terzo occhio, l'occhio interiore, è un concetto mistico ed esoterico, che si riferisce in parte al chakra ajna di certe tradizioni spirituali orientali ed occidentali. Si dice anche sia la portache porta i regni interiori e a spazi di consapevolezza elevata. 

Il terzo occhio è una parte naturale di ognuno, ma è un meta-organo. Si compone di tutti i sensi e della mente che lavorano all'unisono come organo sensoriale più ampio e piu' potente. 
Quale "senso" il terzo occhio puo' essere usato in vari modi. Apre i nostri sensi agli schemi che ci circondano. Lo usano i veggenti per connettersi e rispondere a delle domande . E' parte dell'empatia: quando una persona puo' toccare e sentire le emozioni degli altri. E' possibile usare il terzo occhio per apprendere come percepire, visualizzare e interpretare l'energia che ci circonda. Quando vediamo con gli occhi fisici, possiamo vedere attraverso il corpo fisico. Il terzo occhio non è parte del corpo fisico, ma del corpo sottile. Questa la ragione per cui la fisiologia non puo' credere che esista.Quando il tero occhio è in funzione possiamo entrare in un'altra dimensione e vedere le cose che non sono visibili all'occhio fisico, ma visibili invece a quello sottile.



Nelle Upanishads, l'essere umano è paragonato ad una città con 9 porte: i due occhi, le due orecchie, le due narici, la bocca, l'uretere e l'ano, che portano all'esterno, al mondo sensoriale. Il terzo occhio è la decima porta che porta ai regni interiori che ospitano una miriade di spazi di coscienza. 

La funzione della ghiandola pineale è stata tra le ultime ad essere scoperta. Il fatto che si trovi in profondità nel cervello, sembrava indicare la sua importanza. Questo fatto ha concorso nel renderla un mistero , caricarla di mito, superstizione e persino teorie metafisiche sulla funzione che si percepiva essa avesse. 

Si crede sia un organo assopito, che puo' essere risvegliato per consentire una comunicazione telepatica. Ma il corpo umano ha un altro occhio ... la cui funzione , che in realtà è la ghiandola pineale. 

L'elemento principale di questa ghiandola è l'energia telepatica, insieme determinano il nostro stato mentale. 

Quando l'energia al terzo occhio è carente, la persona è: non affermativa, indisciplinata, ipersensibile alle emozioni degli altri, ha paura del successo, è schizofrenica (incapace di distinguere tra l'ego e il Sè superiore) 

Quando l'energia al terzo occhio è in eccesso, la persona è: egoica, orgogliosa, manipolativa, dogmatica religiosamente, autoritaria 

Quando l'energia al terzo occhio è in equilibro, la persona è: carismatica, puo' ricevere una guida, non è attaccata alle cose materiali, no ha paura della morte, è maestra di se stessa, non ha bisogno di un'altra persona che completi se stessa. 

Per far si che il nostro stato mentale sia sempre al meglio, evitando quindi che l'energia della nostra ghiandola pineale non sia carente, è necessario prendere alcuni accorgimenti che rallentano la calcificazione di tale ghiandola, in modo che essa possa essere "sveglia". 

La calcificazione e' naturale, la possiamo rallentare poco o molto con metodi naturali senza prendere nessuna pastiglia che non sia la semplice melatonina:
- Meditazione (prima iniziate prima vedrete i risultati)
- Dormire nel silenzio quasi assoluto(organizzatevi coi tappi); le tapparelle devono essere chiuse bene nella stanza da letto; il sole non deve disturbare gli occhi chiusi influenzandone tantissimo i sogni, la loro concentrazione e la stimolazione della ghiandola pineale;
- cercate di dormire abbastanza ore e andando a dormire possibilmente con poca adrenalina e nicotina o caffeina nel sangue.
- l'attivita' fisica che innalza del 200% la melatonina ( molti maestri del teatro lavoravano sulla psiche dei personaggi solo dopo ore di Training Fisico )
- tanti bei carboidrati la sera [inibite i cortecosteroidi e le catecolamine (ormoni dello stress). 



Fonti: http://www.thebigriddle.com/2015/07/the-third-eye-sixth-sense.html#sthash.nn9VYzsk.dpuf Traduzione e sintesi a cura di Cristina Bassi (operatrice olistica ai sensi della legge 4/2013) 

https://www.youtube.com/watch?v=cakrBQqfkf8 http://jedasupport.altervista.org/blog/curiosita/ghiandola-pinealeil-nostro-sesto-senso/ 

 

 
 
 

Sarebbe Washington a finanziare il traffico di clandestini verso l'Italia!!!

Post n°3054 pubblicato il 04 Settembre 2015 da stella112
 

 



Sarebbero gli Stati Uniti a finanziare il traffico di migranti africani dalla Libia verso l'Italia.

Lo afferma l'austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello 'Österreichischen Abwehramts' (i servizi d'intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate. 
l titolo dice: "Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa". Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media. 


© REUTERS/ Goran TomasevicNuove prospettive dell'UE: 2 000 000 di profughi"I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa". Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzzioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichirazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.


Da parte dei servizi, "Si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti". Sarebbero "le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l'Ucraina un anno fa". Chiara allusione alle "organizzazioni non governative" americane, cosiddette "umanitarie" e per i "diritti civili", bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros. 
L'articolo termina con un appello "a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence" perché "partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L'attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l'intensificarsi della crisi".

© Sputnik. Ramil SitdikovI conti congelati di Rossiya Segodnya bloccati da BarclaysIn un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che "anche in Austria c'è il "Business dei profughi". Una "azienda per i richiedenti asilo" ha ottenuto dallo stato 21 milioni per assissterli nelle pratiche e nutrirli. È una vera e propria azienda a scopo di lucroi, con sede in Svizzera, la ORS Service AG, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa (PEE), che fa capo a Barclays Bank: ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "La corazzata Rotschild", che ha come principali azionisti la banca privata NM Rotschild e la loro finanziaria satelletite Lazard Brothers. "Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild. Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (BBC), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg". I Rotschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da "accogliere" e curare con denaro pubblico è certo l'industria di cui hanno previsto (sanno) che crescerà in modo esponenziale.

ONU, emergenza Siria: 4 milioni di rifugiatiThierry Meyssan (Reseau Voltaire) rilancia l'informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l'altro sosteneva che l'ondata di rifugiati in Europa non è l'effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa "la teoria del Caos", e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa.


"Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l'obiettivo strategico delle forze armate USA e dell'alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington". 
"Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della UE (...) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)". 
È proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l'aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché "ci difende dal caos". 
Una sola ultima considerazione: la sinistra dell'accoglienza, come sempre la sinistra, "fà l'interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo": Ad essa s'è aggiunta, con Bergoglio, la Chiesa di Galantino. 
Originariamente pubblicato da Maurizio Blondet
Leggi tutto:http://it.sputniknews.com/mondo/20150823/1017673.html#ixzz3kkk8pBFk

NOTA PERSONALE... NON E' LA PRIMA VOLTA CHE PUBBLICO UN ARTICOLO SIMILE, MA RITENGO CHE SU QUESTO SAREBBE DOVEROSO FARE CHIAREZZA A LIVELLO GOVERNATIVO, MA SI SA, NOI SIAMO I LECCHINI DEL USA.

 
 
 

La bocca dice una bugia... il corpo dice la verità

Post n°3053 pubblicato il 01 Settembre 2015 da stella112
 

 

Le persone mentono continuamente. Ma come si fa a scoprirlo? Esistono piccoli movimenti del corpo, apparentemente irrilevanti, che in realtà identificano, a volte chiaramente, questo comportamento.

MentireSono stati realizzati molti esperimenti per scoprire quali sono le chiavi che permettono di smascherare un "bugiardo". Tra i gesti preferiti, in assoluto: quello di sfregarsi il naso e coprirsi la bocca. Il secondo, da un lato indica la volontà di nascondere un'espressione sincera e che potrebbe smascherarci, dall'altro esprime il desiderio inconscio di imbavagliarsi la bocca per bloccare la bugia che sta uscendo.

Anche il gesto di toccarsi il naso ha una duplice spiegazione: la mano si alza per chiudere la bocca, ma il cervello devia la mano per evitare che avvenga e l'azione finisce per ricadere proprio sul naso. La situazione ambigua crea un disagio che produce una serie di piccoli mutamenti fisiologici, la mucosa delle narici diventa più sensibile, provocando una sensazione di lieve prurito, quasi impercettibile, ma sufficiente a far sì che il naso attiri la mano.

Sappiamo quanto sono importanti gli occhi nella comunicazione non verbale. Il bugiardo di solito non ama mantenere lo sguardo a contatto con l'interlocutore, sa che è pericoloso: "Gli occhi sono lo specchio dell'anima", pensa chi mente. Quindi guarderà di qua e di là, per terra o in alto. Ma attenzione, non è sempre così, a volte i bugiardi che conoscono i segreti del linguaggio del corpo fanno il contrario. Cioè vi guarderanno fisso negli occhi, come per controllare se la loro menzogna sta funzionando o per sembrare più credibili. Bisogna allora percepire altri segnali della loro comunicazione non verbale.

I mentitori a volte sono agitati, battono le palpebre degli occhi rapidamente e più spesso, sorridono meno (per sembrare più credibili), hanno piccoli cambiamenti nel tono di voce. Potrebbero incrociare le braccia, che nella comunicazione non verbale significa chiusura o difesa. Alcuni mentitori possono agitare una parte del loro corpo: per esempio, battere un piede a terra di continuo. A volte iniziano a toccarsi il viso e la bocca, le orecchie o il naso o a giocare con le chiavi o altri oggetti che si tengono in mano.

BugiardoI mentitori tendono a fornire informazioni aggiuntive spesso inutili senza che qualcuno gliele abbia chieste. Chi mente pensa che arricchire la sua storia la farà diventare più credibile. In realtà in questo modo spesso la storia tende ad essere meno credibile e più complicata. Più elaborato è il racconto più è probabile che si tratti di un'invenzione! Come diceva Martin Lutero Una bugia è come una palla di neve: quanto più rotola tanto più s'ingrossa.

Il linguaggio del corpo nei bugiardi spesso è contraddittorio. Per esempio, se vi sta dicendo "ho dormito fuori per ragioni di lavoro" può darsi che faccia un leggero "no" con la testa, scuotendola appena a destra e a sinistra. In questo caso la comunicazione non verbale del mentitore dimostra che il suo corpo non conferma quello che dice con le parole.

Un bugiardo tende a stare sulla difensiva. Spesso fa tutto il possibile per portare l'attenzione dell'ascoltatore lontano da sé. Si arrabbia se si mette in discussione la sua innocenza. Al contrario, le persone che dicono la verità reagiranno offendendosi, non arrabbiandosi. Un altro comportamento classico del mentitore è quello di provare a cambiare l'argomento o spostare la conversazione corrente in una direzione diversa.

Se pensate che qualcuno vi stia mentendo, provate a modificare il tema della conversazione bruscamente. Un bugiardo vi seguirà volentieri, mentre una persona sincera potrebbe restare confusa o imbarazzata per l'improvviso cambiamento e cercherà di tornare all'argomento precedente. Alcune persone sudano di più quando dicono una bugia, ma non è una regola fissa, in quanto molti tendono a sudare di più per timidezza o nervosismo. Comunque, sudare di più, arrossire, tremare, avere difficoltà a deglutire sono spesso segnali della menzogna.

Comunicazione non verbaleUna micro espressione è una brevissima espressione del linguaggio del corpo, spesso dura circa un 25mo di secondo, ma è un importantissimo segnale. Non importa quale sia l'emozione, può essere la rabbia, la paura, la gelosia, o la felicità. Quello che è interessante è che l'emozione sembra cercare un momento di sfogo sul volto della persona in un impercettibile istante.

Un altro dei modi più semplici per catturare i bugiardi è quello di chiedere loro di ripetere la storia che vi hanno appena raccontato. I mentitori non gradiscono affatto di dover ripetere le loro menzogne, quindi saranno impacciati nel farlo e potrebbero dare qualche segnale di "bugia". I bugiardi, di solito, inventano al momento la loro bugia, per questo sono "costretti" a parlare più lentamente del normale, fermandosi più volte mentre parlano, per poter pensare a cosa dire e a come essere più credibili.

I bugiardi più facili in assoluto da individuare sono quelli che fanno di tutto per riaffermare la propria sincerità; usano frasi fatte e affermazioni del tipo: "a dir la verità", "onestamente", "se devo essere del tutto sincero", "in tutta onestà", ecc. Oppure ripetono la domanda che gli è stata posta prima di rispondere: un modo per guadagnare secondi preziosi.

Solitamente solo chi è sincero ha il coraggio di guardarti dritto negli occhi. Alcuni studi, tuttavia, hanno dimostrato che certi bugiardi tendono a mantenere il contatto visivo, anche se in modo innaturale, senza agitarsi, ma irrigidendosi e tenendo immobile la parte superiore del corpo. I bugiardi poi, spesso, sorridono più del dovuto, ma a differenza di un naturale sorriso fatto anche con occhi e sopracciglia, i sorrisi dei bugiardi interessano solo i muscoli delle labbra, tradendo quindi i reali sentimenti nascosti.

Mentire, inoltre, risulta essere un'attività piuttosto stressante e chi lo sta facendo non vede l'ora di "scappare", perciò i bugiardi hanno molto spesso i piedi indirizzati verso una qualche via di uscita. Sbattono le palpebre con una maggior frequenza, abbassano il tono di voce, cercano in tutti i modi per creare una barriera tra sé e i propri interlocutori, magari frapponendo addirittura degli oggetti, con l'obiettivo di costruirsi una sorta di fortezza virtuale.

Naturalmente un singolo segnale o comportamento non è mai una prova conclusiva di una menzogna, ma se durante una discussione si individuano alcuni di questi indizi, allora si hanno buone possibilità di avere di fronte un bugiardo, tenendo comunque conto che, di solito, non si dicono bugie senza un reale motivo. Perciò se questi motivi mancano, forse chi abbiamo di fronte è solo un po' timido o impacciato.

Attenzione quindi a non farvi prendere dalla mania dell'investigatore. Il linguaggio del corpo, la comunicazione non verbale, le micro espressioni, sono argomenti affascinanti, ma non sono un gioco. Potreste infatti rovinare amori o amicizie vere per aver sopravvalutato alcuni segni del linguaggio del corpo.

FONTE

 

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Londra dice stop ai migranti italiani

Post n°3052 pubblicato il 01 Settembre 2015 da stella112
 

Londra dice stop ai migranti italiani

Scritto da: G.B. 

Basta immigrati. Sembrerebbe uno slogan della Lega Nord eppure stiamo parlando degli inglesi che ne hanno abbastanza degli italiani che ogni anno arrivano a Londra per lavorare. Il ministro dell'Interno Theresa May ha detto chiaramente no all'immigrazione di massa, auspicandosi che possa entrare in Inghilterra solamente chi dispone già di un contratto di lavoro.

Questa notizia ci ha scatenato una serie di sentimenti discordanti. Da un lato infatti abbiamo provato una sorta di soddisfazione pensando al modo con cui Salvini e una certa parte politica italiana trattano il problema dell'immigrazione, dall'altro ci ha irritato profondamente. Ma andiamo con ordine; in Italia l'estrema destra incarnata da Salvini continua a urlare slogan contro gli extracomunitari e gli immigrati in genere, accusati di venire in Italia per sostanzialmente vivere alle nostre spalle grazie ai soldi dell'assistenza. Cosa accade però ora che siamo proprio noi italiani a subire come contrappasso lo stesso trattamento? Solo a Londra secondo le ultime stime vivrebbero qualcosa come 250.000 italiani, una cifra astronomica ancor più che spesso e volentieri si tratta di nostri cittadini laureati che ora vengono accusati dagli inglesi di venire, guarda guarda, a rubare loro il lavoro.

Theresa May, ministro dell'Interno britannico, ora ha detto chiaramente che Londra vorrebbe dire basta all'immigrazione anche proveniente dall'Europa, con un chiaro riferimento agli italiani che arrivano ogni anno in massa in Gran Bretagna. In particolare la May si è scagliata contro quelli che arrivano a Londra senza un contratto di lavoro in tasca in quanto verrebbero, udite udite, per "sfruttare" il welfare. Parole già sentite anche se in Italia siamo abituati a urlarle contro immigrati che arrivano con i barconi per fuggire da guerre e persecuzioni. Insomma il governo conservatore inglese sembra voler fare qualcosa per mettere restrizioni all'ingresso in Inghilterra, di fatto violando i principi dell'Unione Europea. Del resto Londra si è sempre ritenuta un pò di qua e un pò di là rispetto all'Europa, e infatti ora chiede niente altro che un superamento di Schengen, considerato non più adeguato ai tempi. E il bello è che certe parti politiche in Italia non possono nemmeno lamentarsi dato che adottano esattamente lo stesso modo di pensare dei loro omologhi britannici, quindi si sarà di fronte alla situazione grottesca per cui alcuni leghisti della prima ora che cercano fortuna a Londra potrebbero essere respinti esattamente come loro vorrebbero fare con i migranti africani in Italia. Insomma la Gran Bretagna si sente sempre meno europea e vorrebbe chiudere sempre più le frontiere, magari in modo analogo a quell'Australia che per molti rappresenta un modello.

 

FONTE

 
 
 

Mattarella e le "ombre" della Terza Guerra Mondiale

Post n°3051 pubblicato il 01 Settembre 2015 da stella112
 

 

Scritto da: G.B. 

Dopo Papa Francesco ora anche il presidente della Repubblica Mattarella ha parlato apertamente di "germi della Terza Guerra Mondiale", che però nel suo caso andrebbero ricercati nell'emergere del terrorismo su scala globale. Ma Mattarella ignora che a lavorare per un conflitto globale, purtroppo, non è solo il "terrorismo".

"Il terrorismo alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla", queste le parole molto forti scelte dal presidente della Repubblica Mattarella nel corso del Meeting di Rimini. Mattarella ha poi esortato il paese a fermare l'odio per evitare che le cose degenerino, e ha invocato per l'Europa un ruolo di dialogo tra le religioni e di integrazione. Parole tutto sommato anche condivisibili dal momento che il terrorismo ha seminato morte e distruzione in tutto il Medio Oriente e non solo, vedi l'insorgere del Califfato dell'Isis e la guerra in Siria. Peccato che si analizzi la situazione del terrorismo senza sforzarsi di capirne le cause, e questo rende del tutto parziale il tentativo di comprenderlo come fenomeno. A volere una Terza Guerra Mondiale infatti non è solo il terrorismo, basti pensare che paesi considerati alleati dell'Occidente come la Turchia hanno intrattenuto rapporti perlomeno dubbi con l'Isis in Siria, a segnalare che non è solo questione di lotta tra religioni ma anche, come al solito, della lotta geopolitica per il potere. Semmai si potrebbe sostenere che le potenze mondiali non si fanno più alcuna remora a utilizzare terroristi di ogni tipo per perseguire i propri obiettivi, ma anche questa non è una novità basti pensare agli Usa che finanziarono i talebani afghani contro l'Urss. Ma Mattarella ha avuto ragione se non altro nel portare nuovamente l'argomento sui giornali dopo che qualche tempo fa di "Guerra Mondiale a pezzi" aveva parlato nientemeno che Papa Francesco. La sensazione è che ci siano paesi che non hanno alcuna intenzione di farla finita con il terrorismo in quanto questa situazione di guerra globale permette a qualcuno di fare i propri interessi, e questo più che terrorismo ci sembra realpolitik e logica di potenza, la stessa che nel secolo scorso ha portato a due guerre mondiali.

Gb

FONTE

 

 
 
 

Prodotti alimentari come armi di distruzione di massa

Post n°3050 pubblicato il 01 Settembre 2015 da stella112
 

Dietro le quinte di #EXPO un progetto intenzionale di distruzione di massa è già in atto, mentre a Milano sfilano i criminali e i loro camerieri in livrea. Le scoperte di Mike Adams nel Natural News Forensic Food Labs, un ricercatore indipendente, sul cibo immesso nella grande distribuzione alimentare.

Questo breve il video cambierà il tuo modo di vedere il cibo. Buona visione.

"Le forniture di cibo sembrano intenzionalmente progettate per porre fine alla vita umana anziché nutrirla. Dopo aver analizzato più di 1000 cibi nel mio laboratorio devo annunciare che la battaglia per l'umanità è quasi persa. IL mio laboratorio ha scoperto che le sostanze sono intenzionalmente formulate e messe nei prodotti alimentari per causare nei consumatori disturbi mentali, infertilità a largo raggio, danni a gli organi e perdita di ogni abilità di poter pensare in modo razionale e consapevole." Mike Adams, di Natural News 

 
 
 

I bambini che crescono con cani e gatti sono più sensibili e compassionevoli

Post n°3049 pubblicato il 31 Agosto 2015 da stella112
 

 

Il contatto con gli animali infonde ai bambini un maggiore senso di responsabilità, aumenta l'empatia e insegna loro il ciclo della vita.di Lorenzo Brenna - Lifegate

Se vostro figlio vi chiede con insistenza un cane o un gatto, una volta appurato che non sia un capriccio, forse fareste bene a concederglielo. Un animale domestico potrebbe infatti avere grandi benefici sullo sviluppo del bambino.

bambino con cane

Diversi studi hanno dimostrato che i bambini che hanno animali domestici hanno un'intelligenza emotiva (IE) più sviluppata. L'intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone ed è considerata una chiave determinante per una migliore e più ricca qualità della vita.

A differenza del quoziente d'intelligenza (QI), che la maggior parte degli esperti considera immutabile, l'intelligenza emotiva può migliorare nel tempo con la pratica e gli animali possono aiutare i bambini a farlo. Ecco i benefici che gli amici a quattro zampe possono avere sui bambini.

1. COMPASSIONE

I bambini che hanno un animale in casa imparano, fin dalla tenera età, a prendersi cura e a nutrire un'altra creatura, osservando inizialmente i genitori e immagazzinando le informazioni che saranno poi sfruttate in ogni interazione con un animale. Numerosi studi hanno inoltre dimostrato che i bambini che vivono con animali hanno una maggiore empatia e più compassione nei confronti degli altri animali e degli esseri umani.

bambino e gatto

2. AUTOSTIMA

Prendersi cura di un animale comporta necessariamente delle responsabilità, queste infondono nel bambino un senso di realizzazione e lo aiutano a sentirsi indipendente e competente. Nienke Endenburg e Ben Baarda, autori del libro The Waltham Book of Human-Animal Interaction, riportano un esperimento nel quale i bambini con bassa autostima hanno mostrato grandi progressi dopo aver avuto un animale nella propria classe per nove mesi.

3. SVILUPPO COGNITIVO

La prossimità con un animale domestico può facilitare l'acquisizione del linguaggio e migliorare le competenze verbali nei bambini. I bimbi infatti non si limitano a giocare con gli animali, gli parlano e spesso leggono perfino insieme a loro. "Dialogare" con un animale aiuta anche i bambini a combattere la balbuzie.

cane con bimbo

4. RIDUZIONE DELLO STRESS

Gli animali offrono un sostegno emotivo impareggiabile e sono in grado di attenuare le emozioni negative. Nel corso di un'indagine nella quale è stato chiesto ai bambini a chi si rivolgerebbero in caso di difficoltà, la maggior parte di loro ha menzionato il proprio animale. Gli animali domestici possono infatti farci sentire un appoggio incondizionato, mentre le altre persone potrebbero invece giudicare e criticare.

5. COMPRENDERE IL CICLO DELLA VITA

Spiegare ai propri figli i concetti di nascita e morte può essere difficile per un genitore, familiarizzare con tali meccanismi può essere più semplice, per entrambe le parti, tramite la vita degli animali. La morte di un animale domestico è evidentemente un momento di grande dolore, ma può anche essere un'importante esperienza di apprendimento. "Il modo in cui i loro genitori gestiscono il lutto insegnerà al bambino ad affrontare la morte", scrivono Endenburg e Baarda. L'altra faccia della medaglia è la nascita, e la riproduzione degli animali può essere un buono spunto per iniziare una discussione sul sesso.

bambina accarezza un cane

 

Lorenzo BrennaDALifegate 

NOTA PERSONALE... NATURALMENTE SI SA CHE QUANDO SI ADOTTA UN ANIMALE LO SI ADOTTA PER SEMPRE E DIVENTA UN COMPONENETE DELLA FAMIGLIA A TUTTI GLI EFFETTI.

 
 
 

Disease mongering: inventare malattie per vendere medicine

Post n°3048 pubblicato il 30 Agosto 2015 da stella112
 

L'industria farmaceutica è arrivata all'invenzione di nuove malattie per produrre nuovi farmaci

Pubblicato il 20/08/2015 da Andrea Bertaglio

Il settore farmaceutico, ormai nelle mani dei colossi del settore, è decisamente molto ricco. Ma si sa, per far soldi servono soldi. Non è un caso, infatti, se in questo campo oggi si spende più denaro per il marketing che per la ricerca. Per essere più precisi, il Big Pharma(l'appellativo dato all'industria farmaceutica) impiega un terzo dei ricavi e un terzo del personale per collocare nuovi medicinali sul mercato. Pionieri di questo nuovo approccio con la salute sono gli Stati Uniti, dove tra il 1996 e il 2001 il numero dei venditori di farmaci è cresciuto del 110%, passando da 42.000 a 88.000 agenti. Non solo, per promuovere i suoi nuovi prodotti questo settore spende ogni anno da 8.000 a 13.000 euro per ogni singolo medico [1].

Nota come Disease mongering, o mercificazione della malattia, questa pratica estrema del marketing funziona in modo abbastanza semplice: basta abbassare i valori di una grandezza misurabile (diabete, pressione arteriosa, colesterolo ecc.), o diagnosticare come disturbo una presunta anomalia del comportamento (tristezza, ansia, timidezza) e il numero di malati cresce automaticamente. In effetti, la logica è la stessa di quella che domina in generale nella società dei consumi: come si è passati dalla produzione di merci per il loro consumo al consumo fine a se stesso per continuare a produrre merci, così si è passati dall'invenzione di nuove medicine per la cura delle malattie all'invenzione di nuove malattie per produrre nuovi farmaci.

Il caso più eclatante si è probabilmente verificato nel 2004, quando una commissione di "esperti" negli Stati Uniti ha riformulato la definizione di ipercolesterolemia (l'eccesso di colesterolo nel sangue). In pratica, riducendo i livelli ritenuti necessari per autorizzare una cura medica, hanno letteralmente triplicato da un giorno all'altro il numero di persone che potevano avere bisogno di cure farmacologiche. Un dettaglio importante: otto dei nove membri di quella commissione lavoravano a quel tempo anche come relatori, consulenti o ricercatori proprio per le case farmaceutiche coinvolte nella produzione di farmaci ipocolesterolemizzanti [2]. E questa è solo la punta dell'iceberg. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA), già nel 2002 l'87% degli autori delle linee guida cliniche aveva conflitti d'interesse a causa di legami con l'industria farmaceutica. Di questi, il 59% aveva rapporti diretti con i produttori dei farmaci relativi alle patologie per cui era chiamato a stilare le linee guida [3].

Attraverso il Disease mongering le persone vengono persuase del fatto che problemi prima accettati come un semplice inconveniente, o come "parte della vita", debbano ora destare preoccupazione e abbiano bisogno di cure mediche. Il fenomeno è tanto diffuso che il prestigioso British Medical Journal ha pubblicato, già nel 2002, una "Classificazione internazionale delle non-malattie": oltre 200 condizioni ritenute a torto come patologiche [4]. Vediamo le prime dieci, anche se ci si potrebbe davvero divertire, elencandole tutte: invecchiamento, lavoro, noia, sacchi lacrimali, ignoranza, calvizie, efelidi (una sorta di lentiggini), orecchie a sventola, capelli grigi/bianchi, bruttezza.

Purtroppo, però, non c'è molto da scherzare. Non solo per le dimensioni che hanno raggiunto queste pratiche, ma anche perché ci vorranno decenni, prima che le si possano sradicare dal sistema socio-sanitario. Oltre alle ingenti cifre di denaro investite, infatti, c'è da considerare che i regali (inviti a pranzo o in vacanza, accesso a congressi in località esotiche e numerosi altri sottili meccanismi di persuasione) non sono riservati solamente ai medici praticanti. La corruzione inizia infatti già con regali da parte delle industrie farmaceutiche agli studenti di medicina prossimi alla laurea: futuri professionisti pronti a collaborare nel lancio di nuove "campagne di sensibilizzazione" con pubblicitari alla Vince Parry. Questo professionista del marketing, in un articolo intitolato "L'arte di inventare malattie", rivelò pubblicamente di collaborare con le case farmaceutiche per "creare nuove idee su disturbi e malattie e un nuovo modo di pensare alle cose per massimizzare le vendite dei farmaci"[5]. Del resto, scrive Parry, "le case farmaceutiche oggi promuovono non solo i propri farmaci, ma anche i disturbi necessari a creare il mercato per i propri prodotti".Questo modo di vedere il settore farmaceutico arriva però da più lontano. Trent'anni fa Henry Gadsen, direttore della casa farmaceutica Merck, dichiarò alla rivista Fortune: "Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque".

Bene, sembrerebbe proprio che siamo arrivati a questo punto. Per questo servono urgentemente dei provvedimenti, sia a livello legislativo che mediatico. Basti pensare che, secondo una ricerca francese, la metà dei prodotti oggi sul mercato è inutile, il 20 per cento è scarsamente tollerato dai malati e il 5 per cento è addirittura potenzialmente pericoloso per la salute [6]. Ne va quindi delle nostre tasche, ma anche e soprattutto delle nostre vite. Questa estrema medicalizzazione della società, in effetti, porta da una parte a terapie inopportune, dall'altra ad enormi sprechi di denaro (spesso pubblico) che compromettono la già traballante sostenibilità economica di interi sistemi sanitari. Il tutto sottraendo risorse utili alla cura e alla prevenzione di patologie reali. E perché no? Alla tanto magnificata ricerca.

Testo estratto dal libro "Medicina Ribelle. Prima la salute, poi il profitto". Edizioni L'Età dell'Acquario

 

[1] Joerg Blech, "Gli inventori delle malattie. Come ci hanno convinti di essere malati". Lindau, 2006

[2] Lenzer J. US consumer body calls for review of cholesterol guidelines. BMJ 2004; 329:759

[3] Choudhry N. Relationship between authors of clinical practice guidelines and the pharmaceutical industry. JAMA 2002; 287: 612-617

[4] Smith R. In search of non disease. BMJ 2002; 324: 883-885

[5] Parry V. The art of branding a condition. Medical Marketing & Media, London, 2003: 43-49

[6] "Inutile un farmaco su due È polemica sulla scoperta dei ricercatori francesi" (articolo)

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