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Spero che interessi almeno questo :...
Inviato da: Fabri
il 24/03/2017 alle 14:26
 
Sì, le scie chimiche sembra proprio che non interessino...
Inviato da: Fabri
il 20/03/2017 alle 14:12
 
Stella ??? Come mai non posti più ?
Inviato da: Fabri
il 26/02/2017 alle 21:26
 
Con la morte si ritorna a non esistere in pace.
Inviato da: daredevil665
il 31/01/2017 alle 15:57
 
Che disaster!!!
Inviato da: daredevil665
il 31/01/2017 alle 15:50
 
 

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Cannabis e cura dei tumori: la ricerca (italiana) che fa sperare

Post n°3784 pubblicato il 16 Marzo 2017 da stella112
 

 

can-cannabis-cure-cancer

 

Nonostante i pregiudizi, sono centinaia gli studi sulle cure a base di cannabinoidi. E i risultati sono molto importanti. Intervista al Prof. Massimo Nabissi

 

C'è chi pensa che la pianta della cannabis sia usata esclusivamente per produrre prodotti "di svago". E c'è chi invece su questa pianta ci ha scommesso molto: non solo agricoltori e imprenditori ma anche ricercatori e medici. Se l'uso della cannabis per alleviare le sofferenze dei pazienti è ormai una realtà, non sempre accettata, ma conosciuta, molto meno conosciuto è il campo della ricerca nel ridurre la crescita, o indurre la morte, delle cellule tumorali.

Sono centinaia gli studi in questo senso, svolti in silenzio nei laboratori di tutto il mondo fin dagli anni '90, che hanno l'obiettivo di ampliare le conoscenze attuali sui farmaci antitumorali e dare nuove speranze ai malati.

cannabis1Come nel laboratorio di Camerino, dove il Dr.Massimo Nabissi, ricercatore del gruppo di Patologia ed Immunologia della Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute, lavora fin dal 2008 allo studio sul ruolo anti-tumorale dei cannabinoidi sia nel GBM (tumore del cervello) sia nel mieloma multiplo. E i risultati sono davvero importanti.

"L'idea dello studio nel mieloma è nata - ci racconta Nabissi - da una collaborazione con il Dipartimento di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Il nostro lavoro aveva dimostrato che la maggior parte delle cellule tumorali isolate dai pazienti analizzati mostrava la presenza di un recettore di membrana che rispondeva se stimolato con i cannabidiolo (CBD). Da questo dato siamo andati a valutare "in vitro" l'effetto del CBD sia da solo sia in combinazione con un farmaco utilizzato di solito nella terapia del mieloma multiplo (il Bortezomib). I dati hanno dimostrato un ruolo anti-proliferativo del CBD e un'azione sinergica della combinazione CBD insieme al farmaco.". Che cosa vuol dire in concreto? Che l'aggiunta del principio attivo della cannabis, insieme al farmaco già conosciuto, permette di ottenere una risposta maggiore rispetto a quella dei due farmaci usati singolarmente.Da qui la spinta a continuare. "Nel lavoro successivo - continua Nabissi- abbiamo testato la combinazione THC/CBD in combinazione con un nuovo farmaco (Carfilzomib) sempre nel mieloma multiplo e anche in questo caso i dati hanno dimostrato che la combinazione è più efficace dei singoli farmaci ed inoltre riduce la migrazione (processo di metastasi) delle cellule tumorali. Questi dati "in vitro" che abbiamo ottenuto, sono stati presi ad esempio, da una Biotech Israeliana, per la richiesta di avvio del primo studio "in vivo", in pazienti affetti da mieloma multiplo".

Per la prima volta quindi la sperimentazione non si limiterà ad essere studiata su delle cellule (fasi pre cliniche di una ricerca) ma arriverà su veri e propri pazienti che utilizzeranno, insieme al farmaco "ufficiale", anche quello a base di THC e CBD.

Se quindi per il mieloma multiplo la sperimentazione sui pazienti sta per cominciare,per altri tipi di tumori la ricerca è già molto avanti. Ci spiega Nabissi: "La sperimentazione con THC/CBD in combinazione con Temodal (il farmaco attualmente in uso nella terapia per il tumore al cervello), ha ormai superato la fase clinica II, con risultati che sono stati appena pubblicati nel sito della casa farmaceutica che ha svolto la sperimentazione . Da quello che si legge, a breve organizzeranno la fase clinica III che se darà risultati positivi potrà permettere di utilizzare questa combinazione nella terapia futura su centinaia o migliaia di pazienti. Per altri tipi di tumore, come il tumore al seno, al polmone, melanoma, pancreas la ricerca è in una fase avanzata a livello di studi pre-clinici".

Nonostante i risultati diano ragione a queste ricerche e suggerirebbero di continuare su questa strada, Nabissi non nasconde il suo rammarico: "Quello che noto in Italia è che ci sono due principali prese di posizione, chi è a favore e chi è contro all'uso terapeutico dei cannabinodi. Trattandosi di farmaci, facendo una comparazione semplicistica, è come se in Italia ci fossero due prese di posizione pro e contro alla morfina, agli anti-depressivi o agli oppiacei. Se i cannabinoidi vengono viste come "droghe", lo stesso dovrebbe valere per la morfina, per gli oppiacei (utilizzati nei cerotti antidolorifici ed acquistabili in farmacia) o per gli anti-depressivi (es. le benzodiazepine), tutti farmaci che possono indurre dipendenza psicologica e fisica (tutti dati reperibili sul sito del Ministero della Salute o nel sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco). Quindi mi chiederei, perché esiste questo pregiudizio per i farmaci cannabinodi? All'estero, almeno in alcuni paesi europei e negli Sati Uniti d'America, l'argomento cannabis terapeutica viene trattato in modo molto più approfondito e lo sviluppo d'imprese che lavorano nell'ambito della cannabis è in forte espansione. Solo in Europa (Olanda, U.K., Germania, Spagna Svizzera, Repubblica Ceca, ecc...) sono presenti diverse ditte che si occupano nello sviluppare nuovi incroci di piante, nella purificazione di cannabinodi, nello sviluppo di nuove formulazioni, nella ricerca pre-clinica". In Italia fare ricerca in questo campo è davvero difficile da punto di vista burocratico o di autorizzazioni, chissà se nel futuro qualcosa cambierà seguendo il caso della Repubblica Ceca ha investito milioni di euro nel 2015 per avviare il primo centro per lo studio dei cannabinoidi in ambito terapeutico.

"Personalmente - ci dice ancora Nabissi - credo che in futuro l'uso terapeutico, in specifiche patologie tumorali, avrà applicazione clinica. A livello di ricerca, sono abbastanza convinto che la sperimentazione sui cannabinoidi avrà un grosso sviluppo in alcuni stati europei."

 

 

FONTE

 
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La Chiesa Cattolica Romana ha la riserva di oro più grande al mondo...

Post n°3783 pubblicato il 16 Marzo 2017 da stella112
 

 

Il maggiore e singolo detentore di lingotti (ingot/bullion) rispetto a qualsiasi altra organizzazione nel corso dei trascorsi 1.000 anni è, ed è sempre stato, il Culto Romano che controlla la Chiesa Cattolica. La Chiesa Cattolica Romana controlla approssimativamente 60.350 tonnellate d'oro, due volte la dimensione delle riserve ufficiali totali di oro di tutto il mondo, o approssimativamente il 30,2% di tutto l'oro mai estratto/prodotto. A prezzi correnti, è possibile stimare il valore di tali beni che costituiscono il più grande tesoro della storia dell'umanità in oltre 1.245 miliardi di dollari statunitensi ($).Ai nostri giorni, la Chiesa Cattolica Romana è tornata a numeri che l'hanno condotta nuovamente ad una posizione dominante nel settore dell'oro di cui non si era testimoni dalla caduta del Sacro Romano Impero (intorno al 1100), fase in cui Essa controllava poco meno del 30% dell'oro complessivamente presente nel mondo.Per la maggior parte dei trascorsi 1.000 anni, la Chiesa Cattolica ha assunto una posizione dominante che gli ha permesso di controllare i mercati dell'oro a livello mondiale, in relazione al fatto di aver posseduto oltre il 50% di tutto l'oro, ed in una posizione talmente dominante, a partire dal XIV secolo fino a giungere al XVII secolo, da controllare oltre il 60% di tutto l'oro mai estratto.




Tale tesoro nella sua totalità è stato suddiviso tra numerose riserve dichiarate ed altrettanto numerose riserve non dichiarate. Soltanto il 20% delle riserve d'oro totali è immagazzinato tramite 'partiti terzi' in riserve ufficiali, la maggiore riserva dichiarata è rappresentata dalla Federal Reserve Bank, seguita dalle riserve presenti in Italia, Svizzera, Germania e Francia. Le più importanti riserve private non dichiarate sono sconosciute, ma paiono essere collocate anche in paesi dell'Occidente e a quanto pare risulterebbero associabili alle più importanti riserve private delle più antiche banche private e società finanziarie d'Europa. Potrebbero inoltre esistere riserve private gestite direttamente dal Vaticano, seppure quest'ultima resti un'ipotesi poco probabile.Mi nasce spontaneo un pensiero: con tutto l'oro che il Vaticano quindi l'Italia possiede, si riuscirebbe ad azzerare il deficit pubblico, e con gli avanzi si potrebbe sfamare intere nazoni bisognose, a cosa serve accumulare queste enormi quantità di oro?....nella parola di Dio in Luca 9 : 25 sta scritto: Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?

Fonte



Tratto da: tuttigliscandalidelvaticano.com

 NOTA PERSONALE... AVETE MAI PROVATO A MANGIARE ORO?

 
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Le scie chimiche ci stanno uccidendo, ma sembra proprio che non interessi a nessuno!

Post n°3782 pubblicato il 16 Marzo 2017 da stella112
 

 

Quando si parla di inquinamento dell'aria, la mente riporta immagini di asiatici con mascherina che camminano avvolti da una sorta di nebbia mortale. Consigliamo la stessa tenuta anche agli abitanti della Pianura Padana.


L'OMS (Organismo Mondiale della Sanità), ha pubblicato i risultati dello studio sulla presenza delle polveri sottili (con particolare attenzione ai valori del PM10 e PM2.5) nel nostro pianeta.

La Terra è stata quindi colorata di verde, giallo e rosso in diverse gradazioni, a seconda della situazione dell'aria che respiriamo. L'Italia è lo Stato messo peggio di tutta l'Europa occidentale.

Non solo non abbiamo zone verdi, come per esempio ha la nostra vicina di casa Francia o la poco più in là Spagna ma la nostra Pianura Padana riporta colori che denotano una situazione allarmante. Alla faccia del Bel Paese.

Inutile dire che la notizia sia stata solo accennata dalla stampa nazionale e in riferimento alla condizione globale, lontana dall'informare sulla condizione disastrosa di casa nostra.

 



Le polveri sottili, o meglio, il particolato, è quell'insieme delle sostanze inquinanti sospese nell'aria che si caratterizzano dalla dimensione delle particelle. PM10 sono delle particelle inalabili, inferiori al centesimo di millimetro, che vengono inalate e raggiungono la prima parte del sistema respiratorio, quindi naso e laringe. PM2,5 sono invece le sostanze molto più fini, nell'ordine dei 2,5 micron in giù e penetrano nel nostro organismo fino ai polmoni, soprattutto durante la respirazione via bocca: queste particelle vengono definite polvere toracica.

Tutta questa materia ce la respiriamo anche noi, nelle nostre case, nei parchi e durante le gite fuori porta. Non sono problemi che riguardano qualcun altro, ma è un'emergenza vera e propria che provoca morti premature. Nel solo 2012 in Italia sono stati registrati 84.400 decessi causati dall'inquinamento dell'aria.

E la cosa forse più preoccupante è che non se ne parla. Come se il "meglio non sapere" potesse salvarci dalle catastrofiche conseguenze di scelte politiche ed economiche.



http://informazionebycuriosity.altervista.org/le-polveri-sottili-ci-stanno-uccidendo-sembra-non-interessi-nessuno/

 

 

 
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RECORD! Giovanna Botteri dagli Stati Uniti: tre bufale in un minuto

Post n°3780 pubblicato il 19 Gennaio 2017 da stella112

RECORD! Giovanna Botteri dagli Stati Uniti: tre bufale in un minuto.

Vi riportiamo un ottimo fact-checking di Mazzucco di luogocomune.it sul servizio dell'inviata Rai negli Stati Uniti Giovanna Botteri a proposito della prima conferenza stampa rilasciata da Trump.

Il video di Mazzucco si conclude con questa domanda, che facciamo nostra: "ma perché i cittadini italiani devono pagare il canone per pagare lo stipendio a persone come la Botteri che distorcono sistematicamente quello che ci raccontano?". 

 

 
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Sovrantita' democratica significa subito spendere 20 miliardi per le popolazioni colpite da terremoto e gelo.

Post n°3779 pubblicato il 19 Gennaio 2017 da stella112
 

 

Sovrantita' democratica significa subito spendere 20 miliardi per le popolazioni colpite da terremoto e gelo. Poi mandare all'inferno la UE

Sovrantita' democratica significa subito spendere 20 miliardi per le popolazioni colpite da terremoto e gelo. Poi mandare all'inferno la UE

di Giorgio Cremaschi

LA SOVRANITÀ DEMOCRATICA È SPENDERE SUBITO 20 MILIARDI per le popolazioni e le aree colpite dal terremoto e dal gelo e mandare all'inferno la UE e i suoi vincoli di bilancio.

Questa dovrebbe essere la risposta alla letterina con cui i burocrati della UE chiedono di tagliare 3,4 miliardi di euro dal bilancio pubblico. 

Attenzione, chi denuncia la cialtroneria di Renzi, che per fare la sua perdente campagna referendaria ha distribuito furbescamente mance e promesse, chi condanna i giochetti del governo con la UE, ha perfettamente ragione. Va però aggiunto che gli stessi burocrati UE si sono prestati ai trucchi renziani, rinviando la loro presa di posizione a dopo il voto sulla controriforma costituzionale, che hanno sfacciatamente sostenuto. Dopo la vittoria del NO ora Bruxelles ci presenta il conto e dice che dobbiamo pagare. Eh no. 

Il ministro Del Rio, ai governanti tedeschi che chiedono par condicio nelle multe tra Volkswagen e FCA , ha risposto che siamo un paese sovrano. Il nostro governo difende la sovranità del paese solo quando deve obbedire a Marchionne? Eh no. 

Quello che sta avvenendo è gravissimo e non può essere coperto dal teatrino della politica di palazzo e dai borbottii incomprensibili di Padoan, Gentiloni, Mattarella. Un paese che si fa imporre il bilancio dello stato da poteri esteri non ha più una sovranità, non è più una democrazia, è solo una colonia. 

Qui emerge tutto il danno dei voti quasi unanimi, con cui le Camere del passato hanno approvato il fiscal compact e lo hanno addirittura inserito nell&#

39;articolo 81 della Costituzione. Quei voti hanno demolito una parte fondamentale dei nostri principi costituzionali, e la vittoria del NO il 4 dicembre ha solo evitato un disastro completo. 

Il paese è in stagnazione e deflazione, la disoccupazione aumenta mentre intere popolazioni sono lasciate alla mercè dei disastri ambientali. Avremmo bisogno di un piano di 20 miliardi di spese urgenti per il lavoro e la sicurezza terrotoriale, altro che quelli stanziati per le banche, su cui la UE non ha avuto granché da dire. Avremmo bisogno di un parlamento democratico, libero di spendere i soldi del nostro paese e di fare altri debiti se questi servono e di decidere con il popolo su come e quando ripianarli. 
Invece dovremmo obbedire ai burocrati di Bruxelles inveleniti per la sconfitta referendaria. Questa condizione di obbedienza è quella in cui è stata precipitata la Grecia, la prima colonia europea della Troika, che evidentemente ora vuole ampliare con noi i suoi domini. 

I parlamenti sono nati proprio per decidere come spendere il denaro pubblico, se non possono più decidere diventano enti inutili...come il parlamento europeo. Che guarda caso ora elegge al suo vertice un berlusconiano incolore. 

No, non fermiamoci ai trucchi di bilancio di Renzi e Padoan, andiamo alla sostanza: la UE e i suoi vincoli e ordini di bilancio vanno mandati al diavolo. 

fonte

 
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Zagrebelsky: “Politici maggiordomi della finanza: hanno il terrore delle urne”

Post n°3778 pubblicato il 19 Gennaio 2017 da stella112
 

 

 

Per la prima volta dopo la vittoria del No al referendum parla il costituzionalista: "Quei venti milioni di italiani hanno capito che c'era qualcosa sotto".

intervista a Gustavo Zagrebelsky di Marco Travaglio, da il Fatto quotidiano, 13 gennaio 2017

Professor Gustavo Zagrebelsky, è trascorso più di un mese dal referendum costituzionale e lei non ha ancora detto una parola dopo la vittoria del No. Perché?

La campagna elettorale è stata lunga e faticosa. Ora è il tempo della riflessione e di qualche bilancio. Sarebbe insensato accantonare il 4 dicembre come se quel voto non avesse rivelato una realtà più dura di tutti gli slogan.

Che Italia ha incontrato, nei suoi incontri per il No?

Una realtà che non appare nei grandi media: a proposito di post-verità... I tanti che si sono impegnati hanno ricevuto centinaia di inviti da scuole, università, associazioni, circoli d'ogni genere. Soprattutto da giovani, da molti di quelli che alle elezioni politiche si astengono, ma al referendum costituzionale hanno partecipato. Si può pensare che un 20 per cento della grande affluenza sia venuta da lì. E con ciò non voglio certo dire che il No ha vinto per merito dei giuristi e dei professori.

Perché ha vinto il No?

Credo che ci siano molte ragioni e che l'errore del fronte del Sì sia stato di far leva su una sola parola, semplice ma vuota: riforme. Si sono illusi che la figura del presidente del Consiglio e del suo governo fosse attrattiva. Si era pensato a un plebiscito in cui ci si giocava tutto e così, per reazione, si è coalizzato un fronte di partiti, pezzi di partiti e movimenti tenuti insieme dal timore della vittoria totale dell'altro. Ma lo slogan inventato dai 'comunicatori' - "è oggi il futuro" - non era un presagio funesto, quasi un insulto, per i tanti che vivono un tragico presente? Non sottovalutiamo poi la pessima qualità della riforma. Spesso è stato sufficiente leggerne qualche brano.

Quella l'abbiamo notata in pochi...

Col senno di poi, trovo stupefacente che molti miei colleghi, politici esperti, uomini di cultura vi abbiano trovato motivi di compiacimento. Ma, forse, non avevano letto il testo. Poi quel 20 per cento di elettori di cui parlavo, e che ottusamente ci s'incaponisce a definire "antipolitici", hanno colto l'occasione altamente "politica" per alzare la testa in nome della Costituzione. In generale, e più in profondo, credo che molti abbiano colto i veleni contenuti in tutta questa triste vicenda che ci ha tenuti inchiodati per così tanto tempo.

Quali veleni?

Quello oligarchico e quello mercantile, che hanno insospettito molti elettori. Sono stati molti cittadini a domandarsi: ma se, come martella la propaganda del Sì, la "riforma" è solo un aggiustamento tecnico - velocità e semplificazione, peraltro contraddette da norme tanto farraginose - perché mai le grandi oligarchie italiane ed estere si spendono in modo così spasmodico perché sia approvata? Ci dev'essere sotto qualcosa di ben più grosso e, se non ce lo dicono, dobbiamo preoccuparci.

Che c'era sotto?

Il disegno di restringere gli spazi di partecipazione, cioè di democrazia, per dare campo ancor più libero alle oligarchie economico-finanziarie. I cittadini hanno presenti i propri bisogni reali: giustizia sociale e dunque fiscale, uguaglianza di diritti e doveri, attenzione a emarginati e lavoro. E si sono sentiti rispondere: più velocità, più concentrazione del potere, mani più libere per pochi decisori.

Cosa hanno voluto dire i 20 milioni di elettori del No?

Voltiamo pagina dalle politiche neoliberiste e dalla svendita del patrimonio pubblico che monopolizzano il dibattito culturale, accademico, giornalistico e politico da 30 anni e hanno prodotto tanti disastri sociali. Operazione completata con la riforma costituzionale dell'articolo 81, cioè dell'equilibrio di bilancio sotto l'egida della Commissione europea, approvata in fretta e furia sotto il governo Monti da centrodestra e centrosinistra nel silenzio generale. Ecco: proponeteci un'altra politica.

Che c'è di male nell'imporre bilanci in ordine?

L'equilibrio di bilancio comporta di fatto la rinuncia alla politica keynesiana di investimenti pubblici per creare sviluppo e lavoro, cioè la pura e semplice rinuncia alla politica. In nome del primato assoluto dell'economia finanziarizzata. Come in Grecia, dove la democrazia è stata azzerata. Nei miei incontri per il No, ho colto una gran fame di politica, cioè di una sana competizione fra politica ed economia, senza il predominio della seconda sulla prima.

Si spieghi meglio.

Fare politica significa scegliere liberamente tra opzioni: se tutto è obbligato da istituzioni esterne, grandi banche e fondi d'investimento, la politica sparisce. È la dittatura del presente, un presente repulsivo per molte persone. Nella dittatura del presente la politica sparisce e la democrazia diventa una farsa. Le elezioni diventano un intralcio, a meno che le oligarchie non siano sicure del risultato. Il sale della democrazia è l'incertezza del responso popolare. Invece si preferisce uno sciapo regime del consenso.

E, dopo il referendum, ecco il governo-fotocopia.

Distinguiamo tra Gentiloni e il suo governo. Il nuovo premier, rispetto al precedente, è una novità: è educato, parla sottovoce, dice cose di buonsenso e appare poco in tv, non spacca l'Italia tra pessimisti (anzi "gufi" e "rosiconi") e ottimisti, fra conservatori e innovatori a parole. Quando il penultimo premier lo faceva, a reti unificate, il minimo che potevi fare era cambiare canale o spegnere la tv. Ora quella finta contrapposizione è finita. Gentiloni pare dire le cose come stanno o, almeno, non dire le cose come non stanno. E il presidente Mattarella, a Capodanno, ha richiamato l'attenzione su tante cose che non vanno. Uno statista deve dire che il futuro non è oggi, ma va costruito da oggi con enormi sacrifici, e che i sacrifici devono distribuirsi tra coloro che possono sopportarli e, spesso, hanno vissuto finora da parassiti alle spalle degli altri.

Vedo che Renzi lei non lo nomina proprio... E del governo Gentiloni che dice?

È il rifiuto di guardare la realtà, una riprova dell'autoreferenzialità del politicantismo. Quasi uno sberleffo dopo il 4 dicembre. Era troppo sperare che si prendesse atto dell'enorme significato politico del referendum, del colossale voto di sfiducia che l'elettorato ha espresso nei confronti degli autori della tentata "riforma"? Non è una questione personale: saranno tutte ottime persone. Ma è una questione politica. Invece, Maria Elena Boschi, la madrina della "riforma", è stata promossa in un ruolo-chiave nel governo e la coautrice e relatrice, Anna Finocchiaro, è diventata ministro. Mah! L'unica novità è la ministra dell'Istruzione, subito caduta sul suo titolo di studio. Per il resto, uno scambio di posti. Ma per i nostri politici, forse perché sospettano di contare poco o nulla, chiunque può fare qualunque cosa.

Non hanno capito o fingono di non capire tutti quei No?

Con i sondaggi che danno la fiducia nei partiti avviata verso il sottozero, verrebbe da credere che Dio acceca chi vuol perdere.

Che si voti ora o nel 2018, siamo comunque a fine legislatura.

Lei ne è così sicuro? Io un po' meno. Si dice che occorre armonizzare le leggi elettorali di Camera e Senato. È giusto. Ma, se non le armonizzano entro il 2018, cioè alla naturale scadenza della legislatura, che succede? Si dirà che, per forza maggiore, per il momento, non si può ancora andare al voto?

Pensa seriamente che potrebbero farlo?

Non mi stupisco più di nulla. La continuità, ribattezzata stabilità, sembra essere diventata la super-norma costituzionale. Il governo Gentiloni non ne è una dimostrazione, in attesa che si ritorni al prima del referendum?

Dicono: non si può votare subito perché il No ha mantenuto il Senato elettivo con una legge elettorale diversa da quella della Camera.

La colpa sarebbe dunque degli elettori? E non di coloro che hanno scritto leggi con la sicumera di chi ha creduto che l'esito scontato del referendum sarebbe stato un bel Sì? Così, la riforma delle Province della legge del 2014 è stata scritta "in attesa della riforma del Titolo V della Costituzione" e l'Italicum è nato sul presupposto dell'abolizione del Senato elettivo. Si può legiferare, tanto più in materia costituzionale, "nell'attesa di..."? Che presunzione! E la colpa sarebbe dei soliti cattivi che deludono le rosee attese... Suvvia...

Napolitano e Mattarella dovevano respingere le due leggi?

Io credo che ci fosse un abbaglio generalizzato: tutti pensavano che le cose sarebbero andate inevitabilmente come poi, invece, non sono andate. Era l'ideologia delle riforme, della volta buona, dell'Italia che riparte, degli italiani in spasmodica attesa da trent'anni... Che cos'è l'ideologia, se non la presunzione di spiegare il mondo a venire tramite le proprie granitiche convinzioni e di tacitare i dissenzienti come eretici? Quelli del No tante volte, in questi due anni perduti, si sono sentiti bollare d'eresia. La verità erano le riforme e i garanti delle istituzioni, se non sono stati essi stessi tra i promotori di quella verità, come il presidente Napolitano, l'hanno probabilmente subita, come il presidente Mattarella, insieme allo stuolo di commentatori e costituzionalisti che non hanno guardato le cose con il distacco che avrebbe fatto vedere loro entrambi i lati delle possibilità. Se lei mi chiede se i garanti avrebbero dovuto aprire gli occhi e moderare l'arroganza e la vanità dei "riformatori", la risposta è sì. Ora il peccato originale di questa legislatura presenta il conto.

Peccato originale?

Nel 2014, dopo la sentenza della Consulta sul Porcellum che delegittimava il Parlamento, pur lasciandolo provvisoriamente in vita, si sarebbe dovuto, appena possibile, tornare alle urne. Una legge uniforme per le due Camere, allora, c'era: quella uscita dalla sentenza, il cosiddetto "Consultellum". Ma anche su questo s'è fatto finta di niente, contando sul fatto che i buoni risultati - su tutti la magica riforma costituzionale - avrebbero fatto aggio sul difetto di legittimità originaria, di cui nessuno avrebbe più parlato. Buoni risultati? Il giudizio l'ha appena dato il corpo elettorale.

Cosa si aspetta ora dalla Consulta, che il 24 si pronuncerà sull'Italicum?

Se valgono le ragioni scritte nei precedenti costituzionali, e non ragioni d'altro tipo, pare di capire che è incostituzionale anche l'Italicum: per i capilista bloccati cioè nominati, per il premio abnorme di maggioranza e per la difformità fra il sistema ipermaggioritario della Camera e il Consultellum proporzionale del Senato.

E sulla bocciatura del referendum della Cgil sull'abolizione dell'articolo 18?

Da ex giudice costituzionale, ho un obbligo di discrezione. Una sola osservazione: sono sconcertato dal fatto che escano notizie, fondate o infondate che siano, sugli schieramenti con nomi e cognomi formatisi nella camera di consiglio, dove dovrebbe regnare il riserbo assoluto.

Cosa si augura di qui alle elezioni?

Che si ricominci a fare politica, non con manovre di palazzo ma con progetti per l'avvenire che ci facciano uscire da questo tempo esecutivo che ha bandito la politica, se non come mera lotta per l'occupazione dei posti di potere. Tolto di mezzo il referendum, che è stato un fattore di congelamento anche delle idee, mi auguro un periodo di disgelo. Spero che si ricominci a progettare politicamente e, attorno ai progetti, si raccolgano le forze sociali disposte a partecipare. Il Pd, così come è stato negli ultimi tempi, è uno dei problemi. Il congelamento della politica è dipeso anche da quel partito che è apparso finora come incantato o inceppato dal suo presunto salvatore. Mi augurerei una terapia di disincantamento. Si sente l'esigenza di qualcuno che alzi gli occhi e guardi oltre il giorno per giorno.

A modo suo, sta cercando di ristrutturarsi il M5S: codice etico, scouting per la classe dirigente, programma, alleanze in Europa.

Stanno scoprendo la politica, evviva! Spero che si pongano il problema politico delle alleanze. In democrazia, le alleanze e anche i compromessi non sono affatto il demonio. La questione è con chi, a che prezzo e per che cosa. Chi stipula buoni accordi dà il segno della propria forza, più di chi si isola nella propria diversità. Così come è segno di forza dire, nel "codice etico": non mi affido alla regoletta automatica secondo cui un avviso di garanzia comporta l'allontanamento dal movimento; ma mi assumo la responsabilità di leggere quel che c'è scritto e poi di dire: "Questa condotta è difendibile, faccio quadrato attorno a te; questa invece è indifendibile e ti mando via". Sui fatti, non sull'avviso in sé. Altrimenti ci si mette alla mercé della denuncia d'un calunniatore o di un avversario, o del ghiribizzo d'un pm.

E la figuraccia in Europa, tra Farage e i Liberali?

Le darei meno peso politico: cattiva gestione d'un problema di tattica parlamentare, che accomuna sempre tutti coloro che stanno in un Parlamento. Sono altri i punti che i 5Stelle devono chiarire.

Per esempio?Democrazia interna, selezione della classe dirigente, programma, politica estera, immigrazione. Sui migranti, a proposito di rimpatri, Grillo in fondo dice la stessa cosa del governo che veglia sulla nostra sicurezza, secondo la legge. Ma, non esistendo una posizione chiara o chiaramente percepita del M5S, qualunque cosa dica può essere accusato ora di deriva lepenista, ora di lassismo buonista.

I 5Stelle insistono per il referendum sull'euro.

La Costituzione non lo prevede. Ma un referendum informale per dare un'idea di massima degli orientamenti tra i cittadini, non vedo perché non sia possibile. Piuttosto, anche qui, occorre la chiarezza delle posizioni. Uscire dall'euro, come, quando e con quali conseguenze? Contestare l'Europa per distruggerla e tornare alle piccole patrie, o per rifondarla, e come? Tra tutti gli Stati attuali, o solo con il nucleo più omogeneo? E così via.

Se i 5Stelle vincono le elezioni, che succede?

Si farà di tutto per impedirglielo. Anzitutto con una legge elettorale ad hoc: quella proporzionale. Quando il Pd vinse le Europee col 41%, l'Italicum col premio di maggioranza a chi arrivava al 40% era la legge più bella del mondo. Ora che i sondaggi ipotizzano un ballottaggio vinto dal M5S, non va più bene e si vuol buttare via una legge mai usata: roba da perdere la faccia. Non per nulla la Commissione di Venezia e la Corte di Strasburgo nel 2012 (Ekoglasnost contro Bulgaria) hanno detto che non si cambia legge elettorale nell'imminenza delle elezioni. Ma anche qui arriva il conto di troppe miopie.

Quali miopie?

Dal 2013 una classe politica lungimirante avrebbe tentato di parlamentarizzare i 5Stelle. Invece li hanno demonizzati e ostracizzati. E ora non sanno più come neutralizzarli se non col proporzionale, che ci riporterà alle larghe intese Pd-Forza Italia. Nulla di scandaloso di per sé (vedi la grande coalizione tedesca). Ma in Italia il rischio è che sia l'ennesimo traffico di interessi, con fine ultimo di restare comunque a galla.

I 5Stelle non sono pronti per governare. Non le fanno paura?

Chi governa lo decidono gli elettori. Sotto certi aspetti, chiunque disponga del potere dovrebbe fare paura. A parte ciò, come già sta avvenendo dove governano i 5Stelle, le nuove responsabilità impongono loro di cambiare pelle, natura e, spero, anche toni: più oggettività e meno proclami. Se si pensa che il problema sia afferrare il potere, perché poi tutto scorra facilmente, ci si sbaglia di grosso.

Il M5S ha difeso la Costituzione dalla "riforma" , ma vuole il vincolo di mandato contro i voltagabbana, che ora vengono multati.

C'è una soluzione più semplice e costituzionale: il parlamentare è libero di cambiare partito e anche di votare come vuole, in dissenso dal suo gruppo. Ma, se lascia la maggioranza con cui è stato eletto per passare all'opposizione, o viceversa (caso molto più frequente), subito dopo deve decadere da parlamentare: perché ha tradito i propri elettori e ha stravolto il senso politico della sua elezione.

Lei vive a Torino: che gliene pare di Chiara Appendino?

Non l'ho votata, perciò posso dire in totale libertà che è una felice sorpresa. Ha detto che non tutto quel che s'è fatto prima è da buttare: ecco la forza della continuità. È più fortunata di Virginia Raggi, che a Roma ha trovato una situazione infinitamente più compromessa: lì è difficile salvare qualcosa del passato. Ma vedo che, ai 5Stelle in generale e alla Raggi in particolare, non si perdonano molte cose che si perdonano agli altri. Due pesi e due misure.

Anche a giornali e tv si perdonano bugie e falsità, mentre per il Web s'è perfino coniato il neologismo della "post-verità".

Come se, prima del Web, l'informazione fosse il regno della verità! Da sempre la menzogna è un'arma del potere, lo teorizzava già Machiavelli. Il che non significa che la si debba accettare. Anzi, occorre combatterla, perché la verità è, invece, l'arma dei senza potere contro i prepotenti. La Verità non esiste, ma la verità sì. Almeno sui dati e sui fatti oggettivi. Poi le interpretazioni sono libere.

Si dice che il successo di Trump, della Brexit e dei 5Stelle contro gli establishment è colpa delle fake news sul Web.

Troppo facile. Le bufale del Web sono così dozzinali che chi ha un minimo di conoscenza può facilmente respingerle, perché quella è una comunicazione orizzontale: verità e bugie, spesso anonime o firmate da ignoti, non hanno autorevolezza e si elidono reciprocamente. Invece la somma delle bugie o delle reticenze diffuse dalla stampa e dalle tv sono firmate, dunque più autorevoli, ergo meno smentibili, perché quella è una comunicazione verticale. Occorrerebbe bloccare gli interventi anonimi sul Web, così sarebbe più facile distinguere chi è credibile e chi no. Se poi qualcuno diffama, si creino procedure giudiziarie rapide. La difesa della reputazione delle vittime è inconciliabile con i tempi lunghi. Ma le fake news diffuse per turbare l'ordine pubblico sono già ora materia penale. Per il resto, questa storia della post-verità mi pare un discorso falso: come se, prima, non esistesse e vivessimo nel paradiso della verità.

Che intende dire?

Da quando gli elettori disobbediscono regolarmente agli establishment, questi cercano scuse per giustificare le proprie sconfitte e per mettere le mani sull'unico medium che ancora non controllano: la Rete. Si sentono voci autorevoli domandare: ma non vorremo mica far votare gli ignoranti, anzi i "populisti"? Se lo chiedeva già Gramsci: è giusto che il voto di Benedetto Croce valga quanto quello di un pastore transumante del Gennargentu? La risposta, di Gramsci ieri e di ogni democratico oggi, è semplice: se il pastore vota senza consapevolezze, è colpa di chi l'ha lasciato nell'ignoranza; e se tanta gente vota a casaccio, è perché la politica non gli ha fornito motivazioni adeguate. Questi signori pensino a come hanno ridotto la scuola, la cultura e l'informazione: altro che il Web!

Grazie, professore.

(13 gennaio 2017)

fonte

 

 

 
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Medico italiano ha scoperto la cura per la Sclerosi Multipla

Post n°3777 pubblicato il 11 Gennaio 2017 da stella112
 

Paolo Zamboni, chirurgo vascolare di Ferrara, ha scoperto che la Sclerosi Multipla è dovuta anche ad un accumulo di ferro nel cervello indotto dal restringimento anomalo delle vene. Attraverso un operazione chirurgica le vene sono riaperte e in alcuni casi scompare completamente la malattia

La cosa sorprendente è che è stato ostracizzato dai suoi colleghi e non ha ricevuto alcun finanziamento o supporto. Come mai? Perché il trattamento farmacologico della Sclerosi Multipla richiede i farmaci tra i più costosi al mondo e non c'è alcun interesse a soppiantare l'attuale terapia.

Il Prof. Paolo Zamboni cominciò ad interessarsi alla Sclerosi Multipla dopo che sua moglie negli anni '90 ne fu colpita e da quel momento iniziò una grande ricerca che lo portò a riconoscere che le cose non stavano proprio come la medicina ufficiale insegnava. Scoprì infatti che solo i malati di sclerosi multipla hanno un accumulo di ferro nei vasi sanguigni cerebrali che causa necrosi, infiammazione, disturbi immunitari e cominciò ad indagarne la causa. Analizzando il circolo venoso dei pazienti vide che tutti avevano un restringimento importante (60-80%) delle vene del collo (insufficienza venosa cronica cerebrospinale chiamata CCSVI) che crea un ristagno venoso nel cervello. Attraverso un'angioplastica simile a quella che si fa per riaprire le coronarie ostruite risolve le condizioni dei pazienti eliminando gli ostacoli al deflusso del sangue "sporco" dal cervello.

«Mi colpì il fatto che tutti, pur non conoscendo le cause della sclerosi multipla, la studiassero su un modello animale basato sull'ipotesi arbitraria che fosse di origine autoimmune (l'encefalopatia autoimmune sperimentale,ndr): non mi pareva un buon metodo per comprendere davvero la malattia.Studiai ciò che era stato rilevato dell'anatomia del cervello dei malati: in molti casi, fin dai tempi di Jean-Martin Charcot, il neurologo che per primo descrisse la sclerosi multipla, si segnalava che le placche si trovassero sempre al centro di vene cerebrali. Alla fine degli anni Ottanta alcuni ricercatori avevano individuato chiari segni di patologie croniche delle vene cerebrali dei malati di sclerosi multipla; io stesso, osservando vetrini di autopsie, ne trovavo.

Il 29 settembre del 2002 lei eseguì per la prima volta un ecodoppler (ecografia del circolo sanguigno, ndr) delle vene extracraniche in un malato con sclerosi multipla...
Vidi che il circolo era difficoltoso e il sangue non scorreva bene. Dalla letteratura scientifica mi resi conto che si conosceva pochissimo della circolazione venosa nelle persone sane, quasi nulla di quella nei malati.

Nella primavera del 2009, viene pubblicato sul Journal of Neurology Neurosurgery and Psychiatry il primo lavoro sulla correlazione fra CCSVI e sclerosi multipla in 65 pazienti; a fine 2009, i primi dati dopo aver "liberato" le vene di quei malati con l'angioplastica percutanea transluminale (o PTA).

Come ho segnalato fin dal primo studio, anche dopo la PTA esiste circa il 50 per cento di probabilità di recidive, in alcuni casi non è l'intervento appropriato, e pochi pazienti, circa uno su quattro secondo le osservazioni pubblicate da Fabrizio Salvi, continuano a stare bene a lungo»

Prof. Paolo Zamboni, estratto da un'intervista al Corriere

Sul sito della Fondazione Veronesi in un articolo del 2013 leggiamo che lo scetticismo della classe medica è dovuto al fatto che si stanno aspettando i risultati di uno studio iniziato nel 2012 i cui risultati non sono ancora stati resi noti. E' incredibile come una terapia che potrebbe essere risolutiva per milioni di persone possa essere fatta attendere tutto questo tempo.

Sebbene i media e il mondo scientifico vogliano far apparire questa terapia come non attendibile, sono tantissimi i casi di guarigione avvenuti grazie al metodo Zamboni chiamato anche Brave Dreams (tradotto "Sogni Coraggiosi" in un società dove devi essere davvero coraggioso per andare contro il sistema).

A sei mesi dall'operazione mi ritengo guarita dalla sclerosi multipla

Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, al settimanale Gente

Nicoletta Mantovani, che oggi ha 47 anni, aveva mostrato i primi sintomi della malattia a 18 anni, malattia che è progredita per 25 anni rendendo la sua vita un inferno. Poi la conoscenza del professor Zamboni e la fiducia cieca, a quanto pare ripagata, nella terapia. Eppure, nonostante quella di Nicoletta Mantovani non sia l'unico casi di "redenzione" dalla sclerosi multipla, il metodo Zamboni deve lottare ancora contro diversi detrattori. Nicoletta è presidente onorario dell'Associazione Ccsvi nella sclerosi multipla onlus per raccogliere fondi per finanziare il metodo Zamboni.

Il metodo Zamboni ha avuto così tanto eco in tutto il mondo che il professore ferrarese riceve chiamate e pazienti in continuazione provenienti da Russia, America, Libano, Croazia, ecc. In Canada, dove il problema della sclerosi multipla è molto sentito, hanno fatto anche un servizio televisivo (sottotitolato in italiano) dove hanno mostrato anche il caso di una persona completamente guarita.

 

In Canada oggi l'intervento in angioplastica, praticato da Zamboni, per disostruire le vene del collo è ormai all'ordine del giorno.

Sulla rivista Scienza e Conoscenza è stato dedicato un articolo a questa cura e viene riportata la storia di Teresa, malata da quando aveva 19 anni, è guarita in mezz'ora di ambulatorio grazie al dott. Tommaso Lupattelli al Gvm di Ostia, dove esegue il metodo-Zamboni.

L'importanza dell'alimentazione per evitare recidive

Come abbiamo visto c'è anche il rischio importante di recidive. Infatti come sempre affermiamo qui su Dionidream, l'alimentazione e lo stile di vita sono fondamentali per l'insorgere di ogni malattia e quindi se vogliamo mantenere la salute dobbiamo introdurre salute nella nostra bocca. Abbiamo visto di recente come una dieta che mima gli effetti del digiuno crea degli enormi benefici nei pazienti affetti da sclerosi multipla e anche come l'integrazione vitamina Dpossa essere risolutiva in alcuni casi. Ho riportato pure la storia di una dottoressa guarita grazie ad una dieta sana.

Con la recente scoperta che il sistema linfatico e il sistema immunitario arrivano fino al cervello tutti i libri di neurologia sono da riscrivere e diventa enorme il ruolo dell'alimentazione per le patologie del sistema nervoso. Infatti se la nostra alimentazione è errata (quasi tutti pensano di avere una dieta sana ma in realtà ingurgitano zucchero, pane, pasta, cracker, latticini, cibi pieni di bassa qualità e poveri di minerali e vitamine) si producono molte scariche acide, l'intestino si infiamma con la conseguente permeabilità intestinale e queste tossine entrano nel sistema linfatico e sanguigno arrivando fino al cervello e creando enormi danni.

Per contattare il prof. Zamboni puoi trovare il recapito telefonico a questo link dell'ospedale Sant'Anna di Ferrara. Esistono anche dei medici in tutta Italia formati direttamente dal prof. Zamboni che praticano la sua terapia.

 

 

FONTE

 
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L'ANIMA OLOGRAFICA: QUINDI IL KARMA HA ESAURITO LA SUA UTILITA'?

Post n°3776 pubblicato il 04 Gennaio 2017 da stella112
 

 

From The Light To Flee

Gli studi del presente ci dicono ripetutamente che una significativa porzione di persone nel mondo occidentale, ora crede nella reincarnazione. Sebbene questo fenomeno sia da imputarsi a vari movimenti esoterici che fiorirono  dalla seconda metà del 19° secolo, esso ha acquistato significativamente terreno, negli anni 60, con l'esplosione  dell'interesse per quelli che sono gli approcci spirituali dell'Oriente. E tutto questo è stato rinforzato da un proliferare di terapeuti che propongono regressioni in vite passate.

 

Ora l'ondata sembra ritornare ... Per alcuni anni, l'enfasi  si è spostata verso l'idea  che tutti siamo parte dell'Uno, il Tutto, la Sorgente,l'Assoluto, il Punto Finale, il Grande Spirito o come altro volete chiamare la 'coscienza universale'. Naturalmente questa non è una nuova idea. Ma cio' che sta cambiando  è soprattutto il fatto che piu' ricercatori spirituali, improntati sulla mente,  tendono verso la visione che tutto al di fuori  dell'"Uno", sia mera "illusione".

Infatti, di questi tempi,  la parolaillusione viene usata moltissimo nei cerchi spirituali , sebbene ci si debba riferire a contesti assai diversi, che percio' vale la pena considerare quali siano. Naturalmente i lettori saranno tutti d'accordo sul fatto che il mondo fisico in sè, in un certo senso è una illusione, almeno per quel che concerne il fatto che è supportato  da piani non fisici  e stati dell'essere a cui la scienza sta indirizzandosi sempre piu'.

 

Ma che ne è dell'idea che ci reincarniamo solo perché manchiamo di vedere attraverso la illusione , ma che non appena otteniamo la illuminazione , possiamo "rompere i legami del karma" e "riunirci con la Fonte?" Ancora piu' radicalmente: perchè non considerare l'idea che ogni nozione di individualità è completamente illusoria su tutti i livelli  e che non appena moriamo non c'è alcun senso di continuità della consapevolezza dell'anima individuale?

 

Sia che lo rendano esplicito o meno, queste ultime due idee sono "i modelli della illusione"  supportati da una fetta significativa di commentatori spirituali famosi nei tempi moderni: sia che essi siano propositori, per esempio, "del potere dell'adesso" o dell' "ordine cosmico" , o del "misticismo quantico" . Comunque vedere il mondo in questo modo è totalmente in contrasto con cio' che potremmo chiamare "il modello dell'esperienza", che sostiene che conduciamo molte vite per poter vedere tutti i lati di ogni medaglia emozionale ed imparare a gestire le sfide manifeste, che la vita la vita su questo pianeta procura.

 

In altre parole, un modello in cui l'enfasi è sull'anima individuale che cresce grazie alla esperienza nelle molte vite (incarnazioni).Se dovessimo quindi adottare un approccio razionale, piuttosto che affidarci sulla "saggezza rivelata" antica o moderna, è sicuramente accurato considerare quale di questi modelli sia meglio supportato da una analisi logica e da prove disponibili.

 

Possiamo iniziare con la premessa che deve esistere una sorta di forza ultima o energia che è alla base di tutto l'universo, visibile e non, che è l'Origine o Fonte di tutto cio' che è in lui.

 

Tuttavia, per quanto ineffabile possa essere,  questo principio di  coscienza universale è piuttosto una necessità logica ed è sicuramente supportato dalla ricerca scientifica sia a livello quantico che a quello macroscopico. L'idea che 'siamo tutti uno' è anche un elemento comune delle esperienze trascendenti , sia che siano spontanee, meditative, o indotte da allucinogeni. Quindi il nostro prossimo passo deve essere quello di investigare se, allo stesso tempo, ci sia una vera evidenza che supporti l'idea di una coscienza individuale che esiste o sopravvive indipendentemente dal corpo fisico.

L'area piu' rilevante per la ricerca  è quella delle NDE ( near-death experiences: esperienze prossime alla morte).

 

In particolare ci interessano i casi  che coinvolgono soggetti che tornano  con una informazione che si basi su fatti e che sia successivamente verificata e tuttavia cosi oscura che ad essa non hanno potuto attingervi in nessun "modo normale".

Casi di NDE e reincarnazione

Uno dei casi piu' affascinanti della storia è avvenuto all'inizio degli anni 70 e riguarda un giovane e dotato scienziato russo di nome George Rodonaia. Il suo lavoro sui trasmettitori chimici del cervello fu preso molto in considerazione dal KGB, al punto che quest'ultimo non era certo pronto a perderlo in favore degli USA, che lo aveva invitato a Yale per continuare la sua ricerca.

 

Il giorno della sua partenza, mentre era per strada a Tbilisi e attendeva il taxi verso l'aeroporto, venne deliberatamente falciato da una macchina e dichiarato morto all'istante. Il suo corpo rimase per tre giorni in obitorio, ma quando inizio' l'autopsia le sue palpebre si mossero  e fu portato d'urgenza in sala operatoria .

 

Come uomo di scienza George non aveva mai trovato tempo per la religione. Quindi persone a lui vicine, rimasero stupefatte quando, tre giorni dopo il suo lungo ricovero, questi inizio' a descrivere
cosa gli era accaduto mentre era "morto"

 

Infatti si era trattato di una esperienza atipica e altamente trascendente, in cui egli affermo' di essere stato in grado di viaggiare ovunque volesse e "fuori dal copro". In particolare fu attratto verso una neonata, appena nata, nell'ospedale attiguo all'obitorio, perchè la piccola non smetteva di piangere ed i dottori non erano stati in grado di diagnosticare il problema. Con sua grande sorpresa trovo' che era in grado di comunicare con lei telepaticamente ed anche di fare una scansione del suo corpo  e di stabilire che il suo bacino era stato rotto, probabilmente alla nascita. Ancor piu' incredibile è che, non appena George si senti' abbastanza bene da passare l'informazione , i medici fecero una radiografia alla neonata e trovarono che effettivamente aveva quella frattura.

 

Ci sono altri casi simili di NDE che coinvolgono informazioni  incomprensibili  e dati di fatto che stanno insieme cosi saldamente da indicare che la nostra  consapevolezza individuale effettivamente continua ad esistere anche quando il cervello fisico non funziona proprio piu'. E fin qui ci siamo. Ma c'è qualche evidenza che sostiene l'idea successiva che le anime individuali hanno molte vite?

 

Qui incontriamo due aree importanti di ricerca : la prima riguarda i bambini che hanno spontaneamente memorie di vite passate. Sebbene storicamente molti di questi casi giungano dall' Asia, una delle piu' belle riguarda un ragazzino Americano  di nome James Leininger di Lafayette, Louisiana. Nato nel 1998, la sua fascinazione per aeroplani-giocattolo, dalla sua primissima età, prese un risvolto sinistro ai suo secondo compleanno di vita, quando iniziarono vividi incubi.

Il suo sonno divenne turbolento, scalciando in aria con le gambe e mormorando: "schianto d'aereo, incendio, il piccolo uomo non puo' uscire." La madre Andrea (è un nome femminile in tedesco ndt) non aveva particolari convinzioni religiose ma quando sua madre suggeri' che potevano essere ricordi  di una vita passata, inizio' ad incoraggiare il piccolo James a parlare di quel che gli accadeva. Cosi il bambino comincio' a rivelare incredibili dettagli , come il fatto che anche il pilota dell'aereo si chiamava James; che era stato ucciso dai Giapponesi; che stava volando su un Corsairs; che uno dei suoi copiloti  si chiamava  Jack Larsen. Misteriosamente cito' anche il nome di Natoma.

 

Il padre del piccolo, Bruce, rimase dubbioso su ogni sorta di spiegazione spirituale, ma sapeva che nè lui nè un altro membro della loro famiglia avevano un interesse particolare nell'aeronautica o nella guerra. Cosi inizio' a ricercare e presto pote' constatare che un velivolo -corriere chiamato USS Natoma Bay aveva stazionato nel Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale ed aveva preso parte nella nota battaglia per l'isola giapponese di Iwo Jima nei primi mesi del 1945. Ordino' quindi un libro su questo fatto storico e un giorno mentre lo sfogliava,  James indico' l'isola di Chichi Jima sulla cartina, esclamando: "Papà, ecco il luogo dove il mio aereo fu  colpito e cadde ." Il padre allora contatto'  la 'Natoma Bay Association', che confermo' che Jack Lars era stato uno dei piloti  e anche che solo un pilota era stato perduto a Chichi Jima: si trattava del 21enne James M. Huston Jr.

 

Bruce apprese anche che Huston sulla Natoma Bay , aveva volato su dei Wildcats, non dei Corsairs. Ma quando contatto' l'anziano sorella di Huston, questa gentilmente e gli invio' delle foto, tra e quali anche una, che includeva il fratello che stava orgogliosamente vicino ad un Corsair. Gli archivi militari poi indicarono che il ragazzo era stato originariamente parte di una elite, uno squadrone speciale, che faceva dei voli-test su questi velivoli.

Ma il fattore decisivo riguarda  tre bambole 'GI Joe'. Quando Bruce chiese al figlio perchè le chiamasse Leon, Walter  e Billie, il bimbo rispose: "perchè mi salutarono quando andai in paradiso". Di nuovo, dagli archivi militari venen la conferma che tre piloti della Natoma Bay, compagni di Huston,  erano Leon S. Conner, Ensign Walter J. Devlin e Ensign Billie R. Peeler - e che tutti e tre erano morti prima di Huston in altre missioni. Nemmeno ora sono disponibili informazioni su internet  sulla Natoma Bay , se non su libri noti e simili.

 

Vite passate e regressione ipnotica

 

La seconda area per la ricerca sulle vite passate è la regressione ipnotica. Con questa dobbiamo prima dare adito al fatto che il cervello umano pare immagazzini un archivio completo di tutto cio' a cui siamo stati esposti, indipendentemente da quanto o per quanto tempo e che sebbene la piu' parte di queste memorie rimangano inaccessibili  alla nostra coscienza ordinaria,  ad esse si puo' attingere in trance. Cosi vite passate apparentemente autentiche e dettagliate, che includono persino forti emozioni  e strani accenti etc, a volte è stato dimostrato che provengano da fonti perfettamente normali - non ultimo dalla narrativa storica, che è spesso sottovalutata dai ricercatori spirituali. Nonostante questo, rimangono alcuni casi che riguardano informazionicosi incomprensibili  che solo una spiegazione paranormale  sembra appropriata.

Una di queste riguarda una giovane donna, soprannominata Jane Evans, che fu una dei molti soggetti portati in regressione dall'ipnotista gallese Arnall Bloxham. La prima volte che la donna ando' da lui fu nei tardi anni 60 e dimostro' di essere un soggetto molto rispondente alla terapia che, nel corso di un certo numero di sessioni, regredì in sei vite separate dai tempi dei Romani in poi. Questa donna sarebbe poi diventata la protagonista di un documentario  del 1976, fatto da un produttore della BBC, inizialmente scettico: Jeffrey Iverson; il documentario venne intitolato cosi: 'The Bloxham Tapes' ( Le registrazioni di Bloxham). La sua vita passata piu' celebrata fu quella di una ebrea perseguitata nel 12° secolo a York; in una piu' attenta investigazione, tuttavia, questo caso in qualche modo non è convincente.

 

Infatti la sua vita piu' forte, in termini di prova incomprensibile, riguardava Alison, un giovane domestico di un finanziere e mercante  francese,Jacques Coeur del 15° secolo. Alcune delle informazioni storiche  a cui giunse Jane in trance fu relativamente incomprensibile e pote' essere verificata solo da professionisti storici francesi.

Per esempio, la donna disse che il nomignolo di Charles VII era "gambe di airone"; che suo figlio Louis aveva avvelenato la moglie; che la sua padrona Agnes Sorel aveva due cani domestici vestiti "di pelliccia bianca con un collari di gioielli"; e che Coeur era ebreo e suo padre era uno orafo. Quel che forse fece piu' impressione, fu il fatto che lei sapesse che Coeur era un avido collezionista di arte, di dipinti di Jean "Fouquet," il pittore di corte del re e uno dei debitori di Coeur, di Jan "van Eyck," il pittore di corte del vicino duca di Burgundy, di "Giotto," un maestro italiano del secolo precedente  e del poco noto "John di Bruges" che (Iverson lo scopri solo con grande difficoltà) era anche noto come John Bondolf ed era un pittore fiammingo di corte per il nonno del re.

 

Desto' ancora piu' impressione che la donna riportasse che Coeur aveva un "domestico per il corpo" di nome Abdul, che  "era vestito in modo diverso dagli altri". Solo da archivi francesi di corte e del tempo,  Iverson fu in grado di confermare che Coeur  aveva uno schiavo fisico egiziano.

 

Per quanto tutto cio' colpisca, il fattore determinante in questo caso è il ricordo di Jane di una "meravigliosa mela d'oro contenente gioielli" che disse fu data a  Coeur dal Sultano della Turchia. Tutti i tentativi iniziali di Iverson per verificare l'esistenza di un simile pezzo furono un fiasco fino all'ultima notte che questi passo' nella città natale di Coeur,  Bourges. Quando l'uomo ritorno' al suo hotel, trovo' un messaggio di uno storico locale, che gli riporto' di aver fatto ricerche negli archivi contemporanei e di aver li trovato "una lista poco chiara" di articoli  confiscati dal Tesoro a Jacques Coeur". In tale lista c'era una "grenade" d'oro : una "pomegranate" (melograno). Naturalmente questa assomiglia molto ad una mela, nella forma e dimensione, e la parola inglese contiene la radice francese pomme.

 

(...) Possiamo dire che tutto questo sia il semplice risultato di un soggetto che attinge ad una sorta di memoria universale o persino dalla possessione da parte del defunto? Probabilmente la prova piu' forte del fatto che si tratta proprio di memorie delle vite passate dell'individuo stesso, giunge da soggetti a cui è stata fatta una regressione nel tempo tra le vite, o 'infra-vite'.

 

Questo deriva dalla ricerca di un numero di psicologi e di psichiatri pionieri, in tutto il mondo, che si imbatterono nell' "infra-vita" e in modo indipendente, tra  gli anni 70 e 80. I loro resoconti, provenienti dai soggetti interessati, sono estremamente coerenti; l'esperienza puo' essere scissa in 5 elementi principali:

 
- transizione e guarigione
- revisione della vita passata
- interazione del gruppo d'anima
- programmazione della vita successiva
- ritorno

Questa prova, che ora è fatta di migliaia di soggetti provenienti da diversi background, suggerisce fortemente che c'è una continuità dell'identità dell'anima individuale lungo le molte vite.

L'anima Olografica

Dunque come facciamo combaciare propriamente la prova della sopravvivenza dell'anima individuale e della reincarnazione, con l'idea di una coscienza universale che è alla base di tutto?

 

Sebbene le fonti spirituali piu' profonde attraverso le epoche, diano indicazioni della verità,  la soluzione piu' semplice ed anche elegante la possiamo attingere dai recenti decenni, grazie alla scoperta dell'ologramma. Vuol dire che bisogna applicare questo principio non già al cervello, non alla memoria e nemmeno all'universo come tale, ma piuttosto alla stessa coscienza dell'anima:

 

La coscienza dell'anima è olografica. Siamo sia aspetti individuali della Fonte che totali rappresentazioni olografiche di essa e  questo contemporaneamente.Tuttavia questo non significa che la individualità dell'anima sia in sè una illusione. Il principio dell'ologramma è che  la parte contiene il tutto, pur restando completamente distinguibile da esso.

 

L'altro messaggio che giunge chiaro e forte dalla ricerca della "infra-vita" (tra-le-vite), così come dalle fonti spirituali piu' profonde, è che il libero arbitrio e la responsabilità personale regnano sovrane. Questo è cio' che ci permette di comprendere dai nostri errori e di crescere come anime. Quindi ogni anteprima della vita successiva, vista tra le vite, rappresenta semplicemente le maggiori probabilità e le minori possibilità e non c'è una punizione karmica o predestinazione.

 

Infatti l'idea del karma in sè presumibilmente ha esaurito la sua utilità, perchè è chiaro che le dinamiche sul come le nostre attitudini, intenzioni ed esperienze nutrono i futuri che noi stessi ci creiamo, sia tra le vite che nella vita, sono ben piu' complesse e non possono essere  ridotte a "semplicistiche" leggi.

 

Per concludere: pare che "non ci siano imperfezioni nel grande piano". Il mondo fisico non è un abominio creato da angeli caduti. Né il ciclo della reincarnazione è qualcosa da cui si deve fuggire a tutti i costi, sia ottenendo improvvisamente la illuminazione per vedere attraverso la illusione, che imparando a rinunciare a tutti gli attaccamenti per non generare piu' karma.

 

Sebbene faremmo bene a tendere ad un livello di distacco emozionale e di equilibrio  e meditare regolarmente è assolutamente impagabile per cercare di far avanzare i nostri 'sè superiori', la vita deve essere vissuta e bisogna fare esperienza!

 

Quindi dove finisce il tutto? La prova della "infra-vita" di nuovo supportata dalle piu' profonde fonti spirituali suggerisce che continuiamo a reincarnarci fino a che abbiamo esaurito tutte le possibilità di crescita sul piano fisico. E questo è solo "la fine dell'inizio" del viaggio dell'anima, perchè ci sono molte altre opportunità per nuove esperienze in altri regni.

 

Per quanto concerne l'idea di "riunione con la Fonte", il concetto dell'Anima Olografica suggerisce in primis che non ci separiamo mai da Essa e che Essa è sempre dentro di noi e noi dentro di Lei.

 

E che ne è della domanda da un milione di dollari: quale è il senso dell'universo in primis e come l'essere umano si inserisce in tutto "il quadro piu' grande"?

 

L'obbiettivo primario della Sorgente, della Fonte, è diversificarsi nei miliardi di aspetti del sè, dell'anima olografica che opera nei vari regni in tutto l'universo, è fare esperienza di tutto cio' che è  e puo' essere. Quindi come aspetto individualizzato della Fonte che ha scelto di reincarnarsi su questo pianeta, stiamo semplicemente adempiendo ad una piccola parte di quell'obbiettivo, nel momento in cui raggiungiamo un equilibrio di tutte le esperienze disponibili  per mezzo di questo "percorso"

 

By Ian Lawton,
fonte: http://www.wakingtimes.com/2012/11/16/reincarnation-the-interlife-universal-consciousness-the-holographic-soul/
Traduzione per The Living Spirits di Cristina Bassi

 

PS:
La storia incredibile di James Leininger è documentata nel libro Soul Survivor: The Reincarnation of a World War II Fighter Pilot.

 

IAN LAWTON è un filosofo spirituale, l'architetto di 'Rational Spirituality' ed una delle autorità di spicco sul tema "infra-vite" (interlife). Ulteriori casi di studio si possono trovare nel librettoLittle Book of the Soul (2007), mentre tutta al ricerca relativa a questo articolo si puo' trovare in The Big Book of the Soul (2008).

 

Tratto da: http://thelivingspirits.net/
By Ian Lawton,
Traduzione di Cristina Bassi

Attraverso: http://www.astronavepegasus.it/

 

 

 
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Mirko Busto: "L'olio di palma non fa male? Andatelo a dire ai bambini indonesiani"

Post n°3775 pubblicato il 30 Dicembre 2016 da stella112

 

Mirko Busto: L'olio di palma non fa male? Andatelo a dire ai bambini indonesiani



di Mirko Busto

100.000 morti in un anno. E' questo l'ammontare dei decessi causati dagli effetti diretti e indiretti degli incendi appiccati in Asia equatoriale nel solo 2015.

Lo rivela uno studio delle università di Harvard e Columbia, pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters. Secondo gli esperti in salute pubblica e modelli atmosferici questi roghi, appiccati di proposito dalle multinazionali dell'olio di palma nelle foreste dell'Indonesia, sarebbero la causa di oltre 90mila morti premature in Indonesia, più di 6mila in Malesia e 2.200 a Singapore.

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A questa già tragica realtà si aggiungono 500 mila casi di infezione alle vie respiratorie, quasi 50 milioni di persone esposte a fumi tossici 24 ore al giorno per settimane, voli annullati, scuole chiuse anche a Singapore e in Malesia.

Gli incendi sono causati dalla crescente domanda di olio di palma e legname che spinge questi paesi a bruciare le proprie foreste per lasciar spazio alle piantagioni. Il danno per quello che rimane della biodiversità planetaria è incalcolabile: in soli 40 anni abbiamo cancellato dalla faccia della terra il 58% delle specie animali presenti. E il massacro continua dato che gran parte della ricchezza biologica che ci resta si trova proprio nelle aree adatte alle coltivazioni della palma da olio.

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Ma gli incendi non distruggono solo le foreste e la vita che le abita. Le foreste forniscono a tutti elementi vitali troppo spesso ignorati: regolano il clima terrestre, le precipitazioni e assorbono la CO2 emessa dalle attività umane. I fuochi che continuano a devastare quelle aree emettono milioni di tonnellate di gas serra che riscaldano il pianeta e destabilizzano il clima peggiorando le catastrofi meteorologiche. Basti pensare che nel 2015 l'Indonesia, devastata dagli incendi, ha superato le emissioni degli Stati Uniti, per capire quanto questa situazione sia ormai fuori controllo.

Le torbiere su cui si sviluppano questi incendi contengono materiale organico combustibile e rilasciano in atmosfera grandi quantità di polveri sottili come i PM 2.5, cioè il principale fattore globale di mortalità legata all'inquinamento dell'aria, si legge inoltre nello studio.

Quali saranno le conseguenze  di un sistema economico e industriale che non riesce a fermarsi dal distruggere il nostro futuro nonostante la scienza stessa ci stia mettendo in guardia con previsioni drammatiche?

C'è chi è indifferente a tutto questo: indifferente alla morte e indifferente alla vita.

 Non dimentichiamo, infatti, che l'ultimo studio dell'Autorità per la sicurezza alimentare europea, ha accusato l'olio di palma di avere gravi effetti sulla salute dei consumatori. Ma a qualcuno non importa.

 

Olio di palma significa profitto, significa lauti guadagni a fronte di spese irrisorie. E se tutto ciò avviene a discapito della salute e della vita di tutti gli altri, chissenefrega. Come se un giorno, a foreste distrutte, si potessero respirare soldi invece che ossigeno!

Non è la prima volta che la deforestazione sconsiderata ha conseguenze sulla salute di milioni di cittadini in quei paesi, ma i dati del 2015 sono senza precedentirispetto alle nubi tossiche della precedente crisi del 2006 sono state colpite il triplo delle persone. Alla faccia delle tanto sbandierate certificazioni di sostenibilità che sono attive dal 2006!

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I governi dei Paesi colpiti dai devastanti incendi dovrebbero utilizzare questi dati per conteggiare gli enormi costi di malati e morti, e prendere seri provvedimenti per fermare la devastazione degli ultimi polmoni verdi del pianeta. Ma come più volte si è tentato di spiegare in queste nazioni non vige alcuna regolamentazione a favore dell'ambiente e della salute delle persone. Anzi, il livello di corruzione e di laissez-faire di questi governi raggiunge livelli altissimi che non lasciano presagire niente di buono.

Che fare quindi? C'è chi si gira dall'altra parte e chi decide di agire ora. Del resto, nel nostro piccolo, abbiamo un potere enorme, l'unico in grado di determinare un cambiamento nelle politiche economiche e industriali: scegliere a chi diamo il nostro denaro e non comprare prodotti contenenti olio di palma. Un gesto che fa paura alle grandi multinazionali che cercano, e cercheranno sempre, di convincerci che tanto non cambia mai nulla. Non è così.

Fai la tua parte: non essere complice, evita l'olio di palma. Le alternative ci sono.



*Parlamentare del M5S, Commisione Ambiente

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