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ITALIA: VACCINI CON MERCURIO E ALLUMINIO. DOCUMENTO UFFICIALE!!!

Post n°3793 pubblicato il 25 Maggio 2017 da stella112
 

 


di Gianni Lannes



Costituzione della Repubblica italiana, articolo 32:

«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».



 

I vaccini esavalenti somministrati in Italia contengono ancora mercurio. Perché il ministro Lorenzin non dimostra con solide prove scientifiche che non c'è più mercurio e che sono davvero sicuri? Impossibile, perché come attesta un documento interno della Glaxo, il mercurio è presente nell'esavalente somministrato ai bambini in Europa, Italia inclusa. Non è tutto: c'è pure l'alluminio. Comunque la Glaxo ha investito l'anno scorso soltanto in Italia, addirittura 1 miliardo di euro, e i profitti devono pure tornare anche a scapito della salute dell'infanzia. Ecco perché i politicanti e i camici bianchi italidioti sono così proni. Ha dichiarato infatti, il ministro Beatrice Lorenzin: "L'obiettivo del decreto, oltre all'obbligatorietà, è allargare l'attuale lista delle vaccinazioni perché abbiamo creato negli anni una differenza tra le vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate". Niente di più falso: prove alla mano dell'Istituto superiore di sanità, sia pure compromesso nel malaffare, attestano che dal 2004 in Italia è sparito il quadrivalente e si somministra ai piccoli malcapitati l'esavalente (ovvero altri due vaccini non obbligatori).


Basandoci sulla quantità di 10 ppb (parti di miliardo)ovvero 0,01 ppm (parti per milione) ovvero 0,010 mg/Litro rinvenuta nel vaccino esavalente Infanrix Hexa, possiamo affermare che alcune delle più nette evidenze epidemiologiche e tossicologiche presenti in letteratura scientifica, evidenziano che il mercurio, anche a dosi bassissime, provoca danni alle cellule dendritiche immature, alle membrane e al DNA dei neuroni. Le evidenze scientifiche smascherano tutti gli scientisti e i camici bianchi che escludono alla radice la presenza di Thimerosal nei vaccini e ne certificano in modo superficiale la loro sicurezza.
La letteratura scientifica e l'esperienza clinica dimostrano che i metalli pesanti svolgono un ruolo chiave nello sviluppo di malattie autoimmuni e neurodegenerative. Almeno 240 studi pubblicati su Pubmed comprovano una correlazione causale fra mercurio e disturbi dello spettro autistico. I metalli pesanti inducono autoimmunità, aggravano lo stato di malattia, e la rimozione o l'identificazione della sensibilizzazione ai metalli pesanti può migliorare notevolmente la salute del paziente.


Il barone accademico Roberto Burioni, docente al famigerato San Raffaele di Milano, da decenni al centro della cronaca nera, le spara sempre più grosse. Sentite questa: 

«Il mercurio non è più necessario e non è più contenuto nei vaccini in uso da molti anni. La formaldeide è contenuta in tracce minime che non comportano alcun danno; l'alluminio è indispensabile per stimolare la risposta immune e la sua sicurezza è dimostrata da oltre 70 anni di utilizzo e da casistiche di centinaia di milioni di pazienti».
Nei vaccini c'è il mercurio: infatti è contenuto in un conservante che si chiama Tiomersale, ovvero timerosal, mercuriotiolato, etilmercuriotiosalicilato, sodio timerfonato. Lo si puo' trovare nei vaccini contro il tetano, difterite e pertosse, antiepatite A, antiepatite B e antiinfluenzale. Negli Stati Uniti l'ente di controllo sui farmaci, la FDA, ha disposto che l'eliminazione del timerosal dai vaccini, già dal 1999. In Italia invece ce lo teniamo grazie alle deroghe ministeriali. Perche'?

Ora il Codacons chiede chiarezza su possibili conflitti di interesse e spunta un video in cui il responsabile della Glaxo spiega il "trucco" dei vaccini combinati per renderli più redditizio. Ecco perché in Italia il quadrivalente (per quelli obbligatori) è sparito dal 2004. 

«Chiarezza su possibili conflitti di interesse in tema di vaccini. La chiede il Codacons, secondo cui il dibattito sulle vaccinazioni scoppiato in Italia rende non più procrastinabile la garanzia di massima trasparenza a tutela delle famiglie. Fin dagli anni '80 i vaccini in Italia sono stati terreno fertile per intrallazzi illeciti tra medici, politici e case farmaceutiche, al punto da portare ad una condanna in Cassazione per l'allora Ministro della Sanità De Lorenzo e l'allora responsabile del settore farmaceutico del ministero Duilio Poggiolini, colpevoli di aver intascato una tangente da 600 milioni di lire per unificare due vaccinazioni - spiega l'associazione - E che la combinazione di più vaccini sia un business per far arricchire le aziende farmaceutiche lo afferma lo stesso Direttore della GlaxoSmithKline, Jean Stèphane, in un video reperibile in rete nel quale, parlando ad una platea di dirigenti di imprese, afferma testualmente:

"abbiamo comprato tutti i brevetti sull'epatite B, è stata la prima volta che un vaccino è coperto da brevetto. Noi abbiamo tutti i brevetti e ora voi concorrenti se volete venire sul mercato dovrete negoziare con noi. E poi in seguito abbiamo sviluppato, se volete, dei vaccini combinati, cioè abbiamo inserito l'epatite B con altri prodotti che non erano coperti da brevetto e facendo così abbiamo reso evidentemente i prodotti combinati protetti e quindi la strategia non è molto più complicata di cosi".

In sostanza il laboratorio Glaxo avrebbe cercato di creare un monopolio e poi avrebbe commercializzato dei vaccini combinati perché molto più redditizi rispetto a quelli singoli.

Una questione che investe anche l'Italia - denuncia il Codacons - dal momento che non è reperibile nel nostro paese il vaccino contro la difterite, con il Ministero della salute che costringe le famiglie a ricorrere all'esavalente se vogliono sottoporre i propri figli alle 4 vaccinazioni obbligatorie e uno spreco di soldi pubblici di 114 milioni di euro annui in favore delle case farmaceutiche. Per tale motivo abbiamo presentato un esposto all'Autorità Anticorruzione, chiedendo di verificare i rapporti che esistono o sono esistiti tra i medici autori del Piano vaccinale varato dal Ministero della Salute e le aziende produttrici di farmaci, perché vogliamo sia esclusa con la massima certezza la possibile presenza di conflitti di interesse».Thimerosal in Childhood Vaccines, Neurodevelopment Disorders, and Heart Disease in the United States (fonte: Journal of American Physician and Surgeons, Vol. 8, Nr. 1, Spring 2003, Autori: Mark R. Geier, M.D., Ph.D., David A. Geier):

«Abstract:

In questo studio sono state valutate le dosi di mercurio contenuto nel Thimerosal, presente nei prodotti di "immunizzazione" (NdR: in realta' trattasi solo ed unicamente di vaccinazione e non di immunizzazione che non esiste) dell'infanzia in rapporto alle linee guida dello Stato Federale degli US e l'effetto dell'incremento di tali dosi nell'incidenza dello sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. Questo studio ha dimostrato come i bambini abbiano ricevuto, in tal modo, dosi di mercurio in eccesso rispetto alle linee guida dello Stato Federale US che stabiliscono i limiti di ingestione di metilmercurio per via orale. Inoltre, le nostre analisi hanno dimostrato un incremento del rischio relativo di neuropatie e malattie cardiache con l'incremento di tali dosi di mercurio. Questo studio fornisce una forte evidenza epidemiologica al fine di poter stabilire un legame fra l'esposizione a mercurio - proveniente dai vaccini dell'infanzia - e lo sviluppo di neuropatie. Conclusioni. Questo studio mette in evidenza una forte evidenza epidemiologica per un collegamento fra la somministrazione di vaccini contenenti Thimerosal e lo sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. Alla luce della voluminosa letteratura a supporto del meccanismo biologico della reazione avversa indotta dal mercurio, della presenza di mercurio nei vaccini in quantità eccedenti le linee guida sulla sicurezza della FDA ed EPA per l'ingestione orale di mercurio, degli studi epidemiologici che dimostrano le reazioni avverse da tali vaccini appare confermata una relazione causale fra la somministrazione di vaccini contenenti Thimerosal e lo sviluppo di neuropatie e malattie cardiache. È auspicabile che una completa rimozione di Thimerosal dai vaccini dell'infanzia possa arginare la tragica e in apparenza iatrogena epidemia di autismo e disturbo della parola che sta interessando gli Stati Uniti d'America».


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/05/italia-vaccini-con-mercurio-e-alluminio.html

 

 
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A PROPOSITO DELL'OBBLIGO DI VACCINARE

Post n°3792 pubblicato il 20 Maggio 2017 da stella112
 

Un po' di VERA informazione scientifica:


VACCINI

Che cos'è una vaccinazione? Una stimolazione ripetuta ed intensa degli organi linfoidi. Cosa accade? Si introduce un antigene (proteina virale purificata), che provoca l'attivazione del sistema complementare. Sono una ventina di proteine circolanti e di membrana, essenziali nel meccanismo di difesa umorale contro gli agenti infettivi. Questo comporta il reclutamento di varie cellule immunocompetenti, monociti, macrofagi, polinucleati, linfociti B e T. In seguito alla risposta immunitaria si formano anticorpi che si legano all'antigene relativo con formazione di immunocomplessi circolanti. Nasce già la prima domanda: Dove vanno? Seconda domanda? Conosco la codificazione genetica del sistema del complemento di quel bimbo? Perché tutti dovrebbero sapere che le proteine del complemento C2 e C4 hanno a che fare con il Lupus, la C3 con infezioni fatali,  la C5 è 6 con la meningite, la C1 con l'edema angioneurotico. Ovviamente non esiste nessun screening di cautela. Secondo aspetto. Queste proteine purificate da sole sono scarsamente immunogeniche. Vuol dire che da sole non bastano ad indurre una risposta immunitaria. Allora che si fa? Si sporca il vaccino. Quasi nessuno sa che al fine di avere una risposta immune è necessario un espediente che si chiama Adiuvante di Freund. Si mescola la proteina purificata con una emulsione di olio minerale e batteri della tubercolosi uccisi al calore, emulsionati con lanolina e formaldeide. Perché questo è importante? Perché un aggregato con tubercolina passa nel nucleo cellulare. E' questo che induce reazione antigene anticorpo e che produce alfa e gamma globuline del siero. Si induce una enorme ossidazione dell'intero sistema che è la coordinata principale del terreno canceroso e leucemico. Mi sono interessato alle vaccinazioni per ovvie ragioni genitoriali visto che ho tre figli. 10 giorni dopo l'inoculazione del vaccino (trivalente, esavalente) abbiamo una caduta della conta linfocitaria in tutti i bambini, una riduzione della capacità fagocitante dei neutrofili e iperproduzione di Ig E. Si forma nel sangue un aggregato di antigeni e proteine del complemento circolanti per tutta la vita. E' interessante notare dal piano vaccinale che nei primi mesi vengono somministrati solamente vaccini inattivi, per il fatto che il livello di anticorpi naturali è ancora molto basso. Il massimo viene raggiunto a 14 anni. Durante la gravidanza, nella placenta è presente una condizione immunitaria di tipo 2 (il monossido di azoto non viene prodotto), vale a dire che le cellule T nella placenta producono in grande parte citochine del tipo 2. Perché?Perché se in gravidanza si producessero prevalentemente citochine del tipo 1, avremmo la morte precoce del feto (rigetto). I vaccini vivi, come MPR generano reazioni acute del tipo 1, vengono catturati dalle cellule dendritiche, ma essendo il sistema tarato sul tipo 2 non è in grado di reagire e i virus insediati all'interno delle cellule vengono congelati, soppressi temporaneamente. Ricordo che il tipo 1 ci difende dai tumori, oltre che dai virus.Questo è l'inizio del percorso verso la predisposizione alle malattie autoimmuni e al cancro.La vaccinazione di massa parte dal presupposto che la reazione di ogni bambino, alla somministrazione del vaccino sia uguale per tutti perché nel periodo neonatale l'organismo è tollerante verso gli antigeni con i quali viene in contatto. Peter Medewar, inglese, ebbe il premio Nobel negli anni 40 per l'esperimento, da cui il dogma, per cui se al neonato vengono inoculate delle cellule infettive di una qualche malattia il sistema dovrebbe reagire con un rafforzamento del sistema immunitario, imparare cioè a riconoscere l'antigene o l'agente patogeno come conseguenza della vaccinazione. Come l'organismo, di fronte a 55.000 proteine diverse riesca a fare questa distinzione è considerato un mistero. Dal 1994 questo dogma è caduto.Con una vaccinazione, si ha una iperstimolazione delle cellule dendritiche e delle cellule T citotossiche causando notevoli danni all'organismo. In particolare, i vaccini vivi attenuati, hanno la capacità di penetrare le cellule dendritiche e quindi stimolare le cellule T con eccessiva produzione del gas Monossido di Azoto che darà origine a fenomeni infiammatori, come per esempio la Meningite asettica. Inoltre a causa della memoria immunitaria il sistema, nel corso della vita, di fronte a qualsiasi virus risponderà con una iperstimolazione delle cellule T e diventerà perciò la causa diretta di Malattie Autoimmunitarie. Le cellule dendritiche sono geneticamente espresse e sono decisive nel caso dei trapianti. Questo, che si chiama MHC (maggior complesso di istocompatibilità), è diverso da persona a persona, tranne che nei gemelli identici.La reazione agli agenti esterni, siano esse tossine, organi trapiantati, vaccinazioni, sono quindi individuali: nessuno avrà la stessa reazione a delle sostanze estranee.Cento anni fa solo il 10% della popolazione era affetta da tumori, oggi siamo al 35% ed entro il 2030 saremo al 50%. Stiamo violentando continuamente il nostro sistema immunitario. Non ci siamo accorti, ma oggi lo sappiamo, che con le vaccinazioni e gli antibiotici, abbiamo alterato la catena di respirazione mitocondriale, la sede della produzione dell'energia, con una commutazione permanente verso la forma di produzione fermentativa, senza cioè l'utilizzo di ossigeno. Questo non significa altro che una cellula tumorale diventa un parassita cellulare, perché ha bisogno di quantità enormi di glucosio. I geni dei mitocondri non possiedono meccanismi di riparazione, rispetto ai geni protetti all'interno del nucleo della cellula. Questi geni mitocondriali danneggiati, oppure mutati, sono trasmessi solo per via materna alle generazioni successive. Fra tre generazioni il numero dei geni danneggiati sarà superiore ai geni intatti. La mia risposta è una sola... o cambiamo... o muoriamo. 

 
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La MACCHINA di DIO: il mistero del raggio della Vita. Ettore Majorana e l'energia pulita (Video)

Post n°3791 pubblicato il 19 Maggio 2017 da stella112
 

 

In questa importantissima conferenza il giornalista RINO DI STEFANO ci introduce alla conoscenza di un argomento di eccezionale interesse e le cui implicazioni potrebbero determinare profondi cambiamenti negli assetti politico-economici, socio-culturali e scientifici della nostra società. Si tratta infatti di uno dei più affascinanti misteri dell'epoca moderna che ci viene illustrato anche attraverso filmati sconvolgenti e scottanti documenti. Il giornalista Rino di Stefano presenta infatti le evidenze straordinarie che confermano l'esistenza di una macchina in grado di produrre energia gratuita e illimitata, di un raggio capace di vaporizzare la materia, tutto all'interno di un intrigo internazionale. Questi sono gli ingredienti di un'incredibile storia vera che ci viene raccontata dal bravissimo giornalista che l'ha scoperta e documentata


Quell'energia pulita tanto auspicata dal presidente Obama dopo il disastro ambientale del Golfo del Messico forse esiste già da un pezzo, ma qualcuno la tiene nascosta per inconfessabili interessi economici. Ma non solo. Negli anni Settanta, infatti, un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia, che di fatto cambierebbe l'economia mondiale archiviando per sempre i rischi del petrolio e del nucleare, sarebbe stata volutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein, dove si troverebbe tuttora. Sembra davvero la trama di un giallo internazionale l'incredibile storia che si nasconde dietro quella che, senza alcun dubbio, si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione di energia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose. In altre parole, la realizzazione di un macchinario in grado di dissolvere la materia, intendendo con questa definizione qualunque tipo di sostanza fisica, producendo solo ed esclusivamente calore. 

Questo processo avverrebbe tramite l'emissione, da parte di questa straordinaria macchina, di un fascio concentrato di antimateria, che a suo tempo fu definito "raggio della morte" e che, di fatto, sarebbe all'origine dell'energia gratuita che ci tengono nascosta e di molte altre incredibili proprietà in grado di rivoluzionare molti aspetti delle nostre certezze scientifiche, ma anche spirituali. E sono proprio queste ulteriori proprietà, di natura realmente inimmaginabile, che ha portato a ribattezzare questo strabiliante strumento come "La Macchina di Dio". Il giornalista Rino Di Stefano, già ospite l'anno scorso del Centro Studi e Ricerche C.T.A. 102, da molti anni si sta occupando di questo affascinante argomento raccogliendo pazientemente e rigorosamente una quantità significativa di documenti e testimonianze dirette che ne attestano l'attendibilità. In procinto di pubblicare un volume in cui esporrà i risultati delle sue indagini su quello che indubbiamente è uno dei casi più misteriosi e controversi del panorama scientifico-politico degli ultimi cinquant'anni, Rino di Stefano ha già scritto diversi articoli su questo soggetto, due dei quali sull'edizione nazionale de Il Giornale, e ne ha anche parlato nell'ambito di alcune trasmissioni televisive in ambito Rai e Mediaset. All'origine della vicenda c'è un uomo, Rolando Pelizza, del quale la cronaca dei giornali ha dipinto un quadro a metà tra lo scienziato e l'avventuriero. Pelizza venne alla ribalta nel 1976 quando contattò il governo italiano dell'epoca, allora presieduto da Giulio Andreotti, per offrire una macchina che, a suo dire, annichilirebbe la materia, trasformandola in energia pura. Il governo affidò al professor Ezio Clementel, presidente del CNEN e docente di fisica presso l'Università di Bologna, il compito di verificare il funzionamento dello strumento. L'esperimento venne effettuato tra la fine di novembre e i primi di dicembre 1976, seguendo un protocollo di quattro prove, e fu positivo. Il professor Clementel presentò una relazione nella quale affermava che l'energia sprigionata andava ben oltre la tecnologia conosciuta. L'esperimento venne anche filmato e attualmente alcuni di questi video sono presenti anche in rete. A quel punto entrarono in ballo gli Stati Uniti, il governo italiano si tirò indietro e un oblio artificiale calò su Pelizza e la sua macchina.

Nel corso di questa conferenza, Di Stefano ci parla di alcuni degli argomenti più significativi della vicenda presentandoci fatti inediti e sconvolgenti. Il mistero, infatti, si infittisce ancora di più con il racconto di Pelizza che coinvolge la figura di Ettore Majorana, il celebre fisico scomparso nel nulla nel 1938 e di cui si è tornati stranamente a parlare proprio nei mesi scorsi. Si tratta perciò di un video di immenso interesse. 

 

 
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2,5 milioni di italiani hanno vissuto esperienze premorte. Lo scienziato spiega cosa sono

Post n°3790 pubblicato il 19 Maggio 2017 da stella112
 

 

premorteDalla luce in fondo al tunnel all'osservazione di medici ed infermieri fuori dal proprio corpo, i racconti sulle esperienze premorte sono sempre di più: in Italia si calcola che ad averle vissute siano stati 2,5 milioni di pazienti, il 4% della popolazione. Ma cosa sono? E cosa possono dirci sulla morte?

A queste domande risponde ad Adnkronos il cardiolo Pim van Lommel divenuto celebre per il suo studio sulle Nde (Near Death Experience - Esperienze Premorte) intitolato "Near-death experience in survivors of cardiac arrest: a prospective study in the Netherlands" e pubblicato sulla prestigioso rivista The Lancet.

Cosa sono le esperienze premorte. "Una premorte può essere definita come il ricordo di una serie di impressioni vissute durante uno speciale stato di coscienza, con diversi elementi comuni: un'esperienza fuori dal corpo, sensazioni piacevoli, la visione del tunnel, della luce, dei propri cari defunti, il passare in rivista la propria vita, e il ritorno cosciente nel corpo" spiega van Lommel che le definisce anche esperienze trasformative poiché causano "cambiamenti profondi nel modo di cogliere la vita, elimina la paura della morte e rafforza la sensibilità intuitiva".

Quando si vivono queste esperienze. All'origine di queste esperienze può essere "un arresto cardiaco (morte clinica), uno shock a seguito di emorragia (parti difficili), un insulto cerebrale o colpo apoplettico, un quasi affogamento o un'asfissia, ma anche malattie gravi, episodi di depressione, isolamento o meditazione".

Arresto cardiaco e premorte. Gli studi del cardiologo si sono concentrati proprio sulla stretta relazione tra arresto cardiaco ed esperienza premorte. Dai dati raccolti è emerso che "durante l'arresto cardiaco, vi sono buone ragioni per dedurre che la coscienza non sempre coincida con il funzionamento del cervello: un'accresciuta consapevolezza, con eventuali percezioni, può talvolta essere esperita separatamente dal corpo". Insomma, in questo frangente la nostra coscienza si troverebbe "al di là del tempo e dello spazio".

E la morte quindi cos'è? Lo scienziato sostiene inoltre che la morte come la intendiamo noi sia in realtà legata unicamente al nostro aspetto fisico. Mentre se parliamo di coscienza, questa non ha né inizio, né fine: "Non si può evitare di giungere alla conclusione che la coscienza sia sempre esistita e continui a esistere indipendentemente dal corpo, e che essa non abbia né inizio né fine".

Zeina Ayache
scienze.fanpage.it

 

 

 
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Scienziati dimostrano che la musica stimola gli oppioidi naturali del cervello provocando molti effetti terapeutici

Post n°3789 pubblicato il 19 Maggio 2017 da stella112

 

musica oppioidi

 

Pitagora, maestro, matematico e filosofo greco di 2600 anni fa, fu il primo ad usare la musica come medicina. Infatti la musica secondo Pitagora non è solo una forma di intrattenimento ma un'espressione della pura armonia dell'universo che ha tre effetti sull'essere umano:

  1. Armonizza l'anima umana
  2. Equilibra e purifica la mente
  3. Guarisce il corpo fisico, lo rigenera e lo mantiene in salute

Oggi più di 400 studi scientifici hanno dimostrato che davvero la musica è medicina. I benefici neurochimici della musica sono in grado di potenziare il sistema immunitario, ridurre i livelli di ansia e di contribuire a regolare l'umore in modo più efficace rispetto ai farmaci.

"Abbiamo dimostrazioni che la musica può svolgere un ruolo di "assistente sanitario" in contesti che vanno dalle sale operatorie alle case di cura," spiega il prof. Levitin del Dipartimento di Psicologia della McGill University"Ma ancora più importante, siamo stati in grado di documentare i meccanismi neurochimici in cui la musica può influire, dividendoli in 4 settori: gestione dell'umore, stress, sistema immunitario e aiuto per i legami sociali"

L'analisi apparsa in Trends in Cognitive Science, è stata suggerita dal numero crescente di studi che riguardano i trattamenti con la musica basati su dati scientifici (non si tratta di musicoterapia, che è un'altra cosa). Prima di questa analisi, nessuno aveva davvero avuto il tempo di soffermarsi nell'osservazione di tutto il materiale che le nuove evidenze scientifiche stavano portando alla luce.

 

In effetti, la musica viene spesso utilizzato per scopi di auto-trattamento; molti di noi ascoltano la musica per calmarsi o per darsi la carica. E lo facciamo tanto quanto -se non più spesso- di quanto facciamo con caffè o alcool. Come altre esperienze piacevoli, ci sono due componenti correlate al godimento della musica: la pregustazione di ascoltare la tua canzone preferita, e poi effettivamente l'ascolto in sé. Il rilascio di dopamina del cervello, rilascio legato alla "ricompensa", è coinvolto in entrambe le fasi. Ma i neuro-scienziati si sono chiesti per decenni se ci fosse qualcos'altro, ossia - cos'è che da alla musica la capacità di indurre benessere e guarigione?

La risposta sta negli oppioidi endogeni. Gli oppioidi endogeni sono sostanze chimiche naturali del cervello, dotate di proprietà analgesiche e fisiologiche, tra cui le più famose sono le endorfine. Gli oppiodi sono in grado di eliminare il dolore, rallentare l'invecchiamento, innescare il benessere e favorire quindi i processi di autoguarigione.

Il team del professor Levitin ha dimostrato che, bloccando i segnali degli oppioidi nel cervello somministrando alle persone un farmaco chiamato naltrexone, questo riduce la quantità di piacere che le persone riferiscono di ottenere dall'ascolto della loro canzone preferita. Provano ancora godimento nel momento della pregustazione dell'ascoltare la canzone, ciò suggerisce che, sebbene la dopamina sia effettivamente coinvolta, in realtà è quando iniziano a fare effetto gli oppioidi del cervello che la musica inizia ad influenzare le nostre menti.

 

Un grande rilascio di oppioidi spiegherebbe inoltre l'effetto della musica sul nostro corpo. È risaputo che l'ascolto di musica può innalzare la soglia del dolore delle persone, tanto che in alcuni casi, la musica viene utilizzata per ridurre l'uso di antidolorifici come la morfina.

Nelle loro analisi, il team di Levitin ha esaminato oltre 400 studi, alla ricerca di modelli per supportare con evidenze scientifiche l'ipotesi in oggetto, ossia che la musica influenzi positivamente la chimica del nostro cervello. Sono riusciti a isolare quattro aree di intervento:

 

  • Premio/ricompensamotivazione e piacere (ad esempio può aiutare in caso di disturbi alimentari)
  • Stress e stimolazione sessuale (per contribuire a ridurre l'ansia)
  • Sistema immunitario (per rafforzare il sistema immunitario e rallentare la degenerazione cellulare dovuta all'invecchiamento)
  • Solidarietà sociale (per aiutare a costruire fiducia e legami sociali)

I ricercatori hanno collegato queste aree a quattro sistemi neuro-chimici primari:

  • Dopamina e oppioidi
  • Cortisolo (e gli ormoni correlati)
  • Serotonina (e gli ormoni correlati)
  • Ossitocina

"Sappiamo che la musica facilita l'attivazione di processi neurochimici di oppioidi cerebrali che l'intervento farmacologico non è stato in grado di eguagliare", ha affermato Francesco Chandra commentando lo studio.

"Ci son stati casi in cui grazie alla musica abbiamo ridotto gli psicofarmaci o eliminati del tutto, e abbiamo potuto osservare i benefici associati a miglioramenti dell'umore e dell'attività mentale."

Uno studio ha dimostrato che in pazienti che hanno ascoltato musica prima di un'operazione son stati riscontrati livelli di ansia più bassi rispetto alle persone che hanno preso ansiolitici come il Valium - oltretutto senza i costi e gli effetti collaterali dei farmaci. Gli scienziati suppongono quindi che la musica possa stimolare il rilascio di peptidi oppioidi endogeni nel cervello.

"Le prove esaminate forniscono il supporto preliminare per affermare che la musica è tra quelle scelte di vita che possono ridurre lo stress, prevenire le malattie, e gestire il dolore" affermano gli autori dello studio.

Tom Fritz del Max Planck Institute For Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia e Daniel Bowling dell'Università di Vienna, stanno lavorando ad una macchina, la "jymmin", un particolare tipo di apparecchiatura che associa la musica al sollevamento pesi. I suoni cambiano quando si spinge più forte, e il ritmo della musica corrisponde a quello dell'allenamento. "Jymmin rende la musica molto piacevole - si ha la percezione di essere molto espressivi musicalmente ", spiega Fritz.

Hanno mostrato che dopo 6 minuti di utilizzo della macchina, la quantità di sforzo che la persona percepisce si dimezza. Abbinando la musica all'allenamento, hanno detto i delegati della conferenza, l'esercizio con le macchine può alzare la resistenza fisica di una persona sopra allo standard.

I loro esperimenti sono una ulteriore conferma al fatto che gli oppioidi siano coinvolti. "È un altro pezzo del puzzle", dice Bowling. «Non è necessario un neuro-scienziato per affermare che la musica può essere stimolante, intensamente piacevole o molto triste, ma questa è una svolta eccezionale per la ricerca sulle basi biologiche della musica."

Fritz sta lavorando su un software in grado di fornire simili "feedback musicali" per gli utenti, che dice potrà aiutare ad alleviare il dolore in persone in ripresa da un ictus o dalla tossicodipendenza. Alcuni ospedali già usano la musica per alleviare l'ansia prima di un intervento chirurgico, e anche per trattare il dolore post intervento. Ma Sven Bringman del Karolinska Institute in Svezia dice che potrebbe essere uno strumento terapeutico molto più utilizzato.

"La musica non è ancora utilizzata tanto come dovrebbe, perché richiede più tempo rispetto ad un infermiere che somministra una pillola di sedativo."

Mentre la musica deve essere ancora pienamente "sfruttata" clinicamente, Levitin dice che abitualmente ci avvaliamo dei suoi effetti sul nostro cervello. "Molte persone usano la musica per regolare il loro stato d'animo durante la giornata. Usiamo la musica per dare un sottofondo musicale alla nostra giornata. Le persone usano la musica per regolare i loro stati d'animo e creare la colonna sonora della loro vita."

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Dr Mercola: “Ecco gli integratori naturali per il trattamento della depressione”

Post n°3788 pubblicato il 19 Maggio 2017 da stella112
 

 

integratori naturali depressione

 

Dr. Joseph Mercola

Sono 1 su 20 gli americani di età superiore ai 12 anni che combattono contro la depressione1 e un 11% della popolazione degli Stati Uniti di età superiore ai 12 anni è sotto antidepressivi2. Questo, nonostante le prove schiaccianti che dimostrano come gli antidepressivi non sono migliori rispetto al placebo in termini di efficacia. Come osservato in un articolo del 2014 sugli antidepressivi e l'effetto placebo, pubblicato sulla rivista Zeitschrift Fur Psychologie:3

"Si suppone che gli Antidepressivi lavorino correggendo uno squilibrio chimico, in particolare, la mancanza di serotonina nel cervello. Infatti, la loro presunta efficacia è la prova principale per la teoria dello squilibrio chimico.

Ma l'analisi dei dati pubblicati e dei dati non pubblicati, dati che sono stati nascosti da aziende farmaceutiche, rivela che la maggior parte (se non tutti) i benefici sono dovuti all'effetto placebo ...

Anche la piccola differenza statistica tra antidepressivi e placebo può essere un effetto placebo potenziato, a causa del fatto che la maggior parte dei pazienti e dei medici nei suddetti studi hanno poi aperto il cieco con successo".

La teoria della serotonina è stata smentita

Una ricerca4,5 pubblicata nel 2009 ha aggiunto ulteriori prove alla già grande quantità di risultati a riprova che la teoria della serotonina bassa è scorretta, in quanto hanno trovato forti indicazioni a prova che la depressione in realtà inizia molto prima nella catena degli eventi del cervello. In sostanza, i farmaci si concentrano solo sull'effetto e non sulla causa.

Più recenti ricerche sui meccanismi che provocano ansia e fobie sociali hanno focalizzato il trattamento farmacologico convenzionale sugli inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI). Come si è visto, questi problemi di salute mentale sono in realtà legati ad elevati livelli di serotonina nell'amigdala, non bassi livelli.6,7,8,9 La vostra amigdala è la sede delle emozioni primitive come la paura. Più serotonina viene prodotta in questa zona, più ansiosi ci si sente.

 

Questo aiuta a spiegare perché alcuni pazienti depressi finiscano per sentirsi più ansiosi rispetto a prima di prendere gli antidepressivi stimolatori di serotonina. Come indicato nel documento di cui sopra:

"La teoria della serotonina è così vicina all'essere smentita più di qualsiasi altra teoria nella storia della scienza. Invece di curare la depressione, i comuni antidepressivi possono indurre una vulnerabilità biologica che da alle persone più probabilità di diventare depressi in futuro."

Vitamine e integratori aumentano l'efficacia degli antidepressivi

Un recente studio10 solleva ancora più domande sull'efficacia degli antidepressivi.

La meta-analisi, pubblicata sull'American Journal of Psychiatry, ha scoperto che alcuni integratori alimentari hanno amplificato l'efficacia di diverse classi di antidepressivi, compresi gli SSRI, gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) e gli antidepressivi triciclici.

Un totale di 40 studi clinici sono stati inclusi nella revisione, e quattro integratori - olio di pesce, vitamina D, metilfolato (una forma efficace di acido folico), e S-adenosilmetionina (SAMe) - si è visto che aumentavano l'impatto del farmaco rispetto a quando veniva assunto solamente il farmaco (senza l'associazione dell'integratore).

L'olio di pesce - in particolare il grasso EPA - ha prodotto il miglioramento più significativo. Studi condotti sull'uso di creatina, zincovitamina C, triptofano (un aminoacido), e acido folico (B9) hanno prodotto risultati misti. Come riportato da Scientific American:11

"Secondo alcune stime, i due terzi non rispondono al primo antidepressivo che assumono e l'altro terzo non riesce ad ottenere un miglioramento dopo vari tentativi di trattamento.

Le implicazioni sono che i medici e i pazienti possono prendere in considerazione di aggiungere dosi terapeutiche di nutrienti, ad esempio l'omega-3, come potenziale approccio a basso costo per contrastare la depressione nelle persone che non rispondono ai farmaci antidepressivi - spiga il dottor Jerome Sarris."

Gli integratori potrebbero essere gli unici responsabili dei miglioramenti?

Secondo gli autori, "molti più pazienti nei vari studi hanno mostrato un miglioramento dell'umore, quando venivano loro prescritti gli omega-3 del pesce, metilfolato, vitamina D e integrazione di SAMe in combinazione con farmaci antidepressivi, rispetto a quelli che hanno preso solo i farmaci."12

Che cosa realmente manca qui è un confronto tra chi assume solo gli integratori, chi solo il farmaco, e chi assume entrambi.

Considerando il fatto che gli antidepressivi hanno dimostrato di non essere migliori rispetto al placebo, e possono addirittura peggiorare la depressione in alcune persone, probabilmente i pazienti dovrebbero sperimentare gli stessi se non migliori risultati prendendo soltanto gli integratori, senza i farmaci.

Se fosse davvero così, allora perché rischiare la salute prendendo un antidepressivo? Infatti, altri studi hanno dimostrato che, soltanto assumendo gli omega-3 e la vitamina D questi possono aiutare a migliorare la salute mentale.

Abbassare l'infiammazione cronica riduce la depressione

Una probabile teoria sul motivo per cui funzionano è perché questi integratori aiutano a combattere l'infiammazione e lo stress ossidativo, non solo nel cervello ma anche nel vostro intestino.

La depressione è spesso associata ad

  • Infiammazioni gastrointestinali
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie neurodegenerative
  • Diabete di tipo 2
  • Cancro

Un'infiammazione cronica di basso grado è un importante fattore che contribuisce a tutte queste patologie, portando i ricercatori ad affermare che "la depressione può essere una manifestazione neuropsichiatrica di una sindrome infiammatoria cronica" e che la causa primaria di infiammazione può essere una disfunzione dell'asse intestino-cervello.13

Un numero crescente di studi clinici ha infatti confermato che il trattamento dell'infiammazione gastrointestinale con

può migliorare i sintomi della depressione attenuando stimoli pro-infiammatori al cervello che hanno origine nell'intestino.14

La Vitamina D è il più potente antidepressivo naturale
Omega 3 - L'elisir per la salute cardiovascolare e cerebrale
Come la lamentela riprogramma il cervello verso ansia e depressione

Nota. Altri integratori utili sono la rhodiola rosea e l'inositolo. Va detto anche che in alcuni casi la depressione può avere a che fare con un conflitto profondo irrisolto e che quindi è necessario seguire un trattamento psicologico o olistico che miri al risolvimento della propria situazione interiore.

Inoltre il Dr. Angelo Bona da conferma di queste ricerche affermando nel suo sito:

"Molti  miei pazienti trattati con alti livelli di vitamina D e di omega-3 EPA e DHA guariscono dal panico e dalla depressione eliminando gli antidepressivi."

Riferimenti

 

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16 trucchi psicologici che renderanno la tua vita molto più semplice

Post n°3787 pubblicato il 11 Maggio 2017 da stella112

 

 

 

Quando ci si trova in determinate situazioni molto spesso si tende a reagire d'istinto, ovviamente esistono diversi tipi di persone con caratteri molto differenti tra loro, ma nella maggior parte dei casi l'essere umano propende per adottare il medesimo comportamento.

Proprio per questo motivo mettendo in pratica gli insegnamenti di alcuni trucchetti psicologici, a volte, è possibile capire l'emozione che sta provando chi ci troviamo di fronte, ma anche, in un certo modo, gestire a nostro favore differenti tipi di situazioni che risultano essere abbastanza comuni.

Presta attenzione ai piedi

Se ti avvicini a due persone che stanno nel bel mezzo di una conversazione e quando li saluti ruotano il busto verso di te, ma non i piedi, significa che vogliono che ti allontani e che non ti unisca a loro. Allo stesso modo, quando stai parlando con qualcuno che sembra ti stia prestando attenzione, ma noti che i suoi piedi sono rivolti verso un'altra direzione, significa che vogliono terminare al più presto la conversazione.

Focalizza gli occhi

Quando conosci qualcuno che ti interessa, prova a prestare attenzione al colore dei suoi occhi mentre gli sorridi. Probabilmente si soffermerà guardandoti alcuni secondi in più a differenza di come farebbe normalmente e, senza dubbio, corrisponderà il tuo sguardo.

Impegno graduale

Le persone accetteranno di aiutarti in qualcosa di complicato solo se prima chiederai loro di darti una mano in una cosa molto più semplice. Per esempio: una persona mi chiede indicazioni per la strada, dopodiché mi chiede di camminare un po con lei di modo che non si perda, alla fine l'accompagno per tutto il percorso.

L'iperbole del favore

Chiedi aiuto a qualcuno per qualcosa di molto complicato e ti dirà di no; dopodiché chiedigli aiuto per fare quello che realmente volevi (qualcosa di molto più ragionevole), probabilmente sarà molto più propenso nel darti una mano.

Dissonanza cognitiva

Se chiedi a qualcuno di farti un piccolo favore, la dissonanza cognitiva farà si che questa persona pensi: visto che mi ha chiesto questo favore, probabilmente gli piaccio.

Contatto visivo

Se fai una domanda a qualcuno che ti risponde parzialmente o con monosillabi, semplicemente aspetta. Rimani in silenzio e continua a mantenere il contatto visivo, sicuramente l'altra persona continuerà a parlare.

Gomma da masticare

Mastica chewing gum quando sta per avvicinarsi il momento di affrontare una situazione che sai già che ti renderà nervoso o ti metterà a disagio, come per esempio parlare in pubblico. Questo può aiutare a calmarci, in quanto il nostro cervello ragiona in questo modo: "Non potrei mangiare se mi trovassi in una situazione pericolosa, pertanto non sono in pericolo.".

Guarda al di sopra delle spalle

Quando incroci un gruppo di persone per la strada, guarda al di sopra delle loro spalle, o tra le loro teste, molto probabilmente si apriranno per farti strada e lasciarti passare.

Condividi per imparare

Quando stai studiando o imparando qualcosa, insegnalo anche ad un tuo amico. Permettigli di farti delle domande; se sei in grado di rispondergli significa che lo hai appreso bene.

Il modo di parlare

Attenzione: le persone difficilmente ricordano quello che dici, piuttosto ricorderanno il modo in cui le hai fatte sentire mentre glielo dicevi.

Il colloquio di lavoro

Il consiglio è quello di cambiare il proprio stato psicologico anticipatamente. Convinciti del fatto che stai per andare ad incontrare una persona che conosci da tempo, un vecchio amico che non vedi l'ora di rivedere. Visualizza la circostanza: mentre vi stringete la mano, guardandovi negli occhi e conversando. Mantieni un atteggiamento aperto, assicurati che le tue gambe siano separate, le mani appoggiate sulle anche e le spalle all'indietro mentre sorridi. Questo potrebbe sembrare il classico cliché, però ricorda che sei tu che gestisci la tua condizione psicologica e che il potere della suggestione è molto forte.

Mostrati felice

Se ti mostri molto contento di vedere un'altra persona, questa reagirà allo stesso modo; non sempre succede la prima volta, però quasi certamente accade volta successiva.

Mantieni la calma

Quando una persona è arrabbiata con te, mantieni la calma. Questo farà si che l'altra persona si arrabbi ancora di più, dopodiché si sentirà in imbarazzo.

Autoimmagine

Ogni persona ha un'immagine ben chiara di se stessa e combatterebbe con le unghie e con i denti per difenderla. Se utilizzi queste informazioni con intelligenza puoi colpire una persona attraverso la sua autoimmagine.

Chiama le persone per nome

Le persone amano essere chiamate con il proprio nome, questo permetterà di stabilire sin dal principio un rapporto confidenziale.

Sorridi per abitudine

Se fai il sorriso più grande che puoi, immediatamente ti sentirai subito meno triste.

via La Stella Blog

 

VI CONSIGLIO LA VISIONE DI QUESTO VIDEO SULLA PNL

 
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Quanto sono efficaci e quanto sono deleteri i vaccini?

Post n°3786 pubblicato il 01 Maggio 2017 da stella112
 

Quanto sono efficaci e quanto sono deleteri i vaccini?

Scritto da: Stefano Montanari | Medicina Non Convenzionale

 

La domanda è più che ragionevole e la sola risposta veritiera da darle è che non lo sappiamo. E, con noi, di fatto non lo sa nessuno. Non lo sa nessuno perché forse nessuna classe di farmaci è affetta da una letteratura tanto palesemente distorta e inaffidabile e nessun farmaco è sperimentato così poco rispetto alle necessità e, soprattutto, alle caratteristiche che gli sono proprie. Per rendersi davvero conto se un vaccino sia efficace e per raccogliere i dati epidemiologici del caso occorrono molti anni, spesso addirittura qualche decennio, e una popolazione vastissima.

 

Su questo non può esserci discussione, visto che è la Natura a disporre così e non c'è nulla di meno democratico e di meno comprensivo della Natura. Per mettere in atto studi del genere occorrono tanto tempo e tanto denaro, due beni primari che nessuna industria farmaceutica è disposta a sacrificare da una parte e nessun ente di controllo è pronto a pretendere. Anzi, oggi proprio questi enti diventano sempre più larghi di manica e permissivi.

La Food and Drug Administration (FDA), l'istituzione statunitense che per quel paese controlla i farmaci e dà il benestare per la loro commercializzazione, oggi controlla molto meno di quanto sarebbe necessario, e questo giustificandosi con il sostenere che la velocità permette di avere disponibili in fretta farmaci essenziali per la salute (1). In più, sempre negli USA, esiste una proposta di legge per dare ancora maggiore licenza all'ingresso sul mercato di nuovi farmaci (2).

È un dato di fatto che l'atteggiamento dell'FDA venga velocemente adottato da moltissimi altri paesi, e questo soprattutto nelle circostanze che tornano comode alla grande industria, quella che, del tutto ufficialmente, finanzia gran parte dei costi delle istituzioni e dei laboratori di ricerca. Lo abbiamo sottolineato già più volte e ci si perdoni se insistiamo, ma il concetto è d'importanza fondamentale: dal punto di vista farmacologico si può tranquillamente affermare che, come qualunque prodotto medicinale, anche i vaccini non sono efficaci nella totalità dei casi. Chi illude il prossimo promettendo un'invulnerabilità acquisita sempre e comunque a vaccinazione compiuta commette un atto che è impossibile non definire truffaldino.

(1) http://www.fda.gov/forpatients/approvals/fast/ucm20041766.htm.
(2) 21st Century Cures Act. 

L'articolo di Stefano Montanari è tratto da questo libro:

 

Cosa accade al sistema immunitario dopo la somministrazione di un vaccino?

Scritto da: Gianpaolo Giacomini | Medicina Non Convenzionale

Cosa accade al sistema immunitario dopo la somministrazione di un vaccino?

 

Continua l'intervista al dottor Giampaolo Giacomini.

Può spiegare al nostro pubblico cosa accade al nostro sistema immunitario dopo la somministrazione di un qualsiasi vaccino? Cosa succede all'interno del nostro corpo?

Anche da adulti, un vaccino produce profonde modificazioni immunitarie ed energetiche nella nostra struttura. Quantisticamente parlando, se noi siamo la materializzazione osservata di una funzione d'onda osservabile, è molto probabile che l'effetto di un vaccino sia quello di modificare il tessuto vibratorio di quell' onda, determinando una sorta di "scivolamento" della nostra realtà interiore percepita e percepibile.

Cercherò di spiegarmi in parole semplici. Viviamo la nostra realtà come soggetti che percepiscono se stessi e l'ambiente circostante. Diciamo che essendo sintonizzati sul nostro canale, percepiamo i nostri programmi quotidiani. Un trauma, una malattia grave, una droga o un farmaco (drugs nel mondo anglosassone) può avere l'effetto di farci cambiare canale e sintonizzarci su una frequenza che non è più la nostra.

Questo fatto avviene a livello energetico-sottile, ma è determinato nel corpo da una serie di eventi a cascata che coinvolgono il sistema nervoso, endocrino e immunitario. È sufficiente che anche uno solo di questi sistemi riceva uno shock profondo per determinare questa sorta di switch tra Io e "non Io". A livello immunitario, ciò che più disturba il nostro organismo non è solamente l'inoculazione di un virus attenuato o volgarmente detto "ucciso" (e che comunque si tratta di un frammento di DNA o RNA, quindi di un codice ben definito e potenzialmente sempre attivabile secondo l'epigenetica) quanto gli adiuvanti che vengono iniettati assieme al vaccino.

È risaputo che un antigene virale o batterico non è sufficiente a innescare una risposta immune contro di esso, ma è necessario che questo sia associato a degli adiuvanti, molecole tossiche in grado di attivare massivamente il sistema immunitario il quale, in questo "minestrone" di attivazioni, produce anche anticorpi contro il virus in questione. Potrete ben capire che, nel caso avessi una debolezza delle funzioni epatiche, mangiare frittura per quaranta giorni non sarebbe un modo saggio per attivare i processi epatici, no?

Un ultimo aspetto, che ancora non mi spiego, è l'assurdità di iniettare un vaccino, quale quello per l'influenza, quando questa si contrae per via inalatoria. L'inoculazione stimola una risposta prettamente anticorpale, mentre l'immunità vera dovrebbe riguardare primariamente le barriere immunitarie legate alle mucose, quali il tessuto linfoide associato alle mucose del canale digerente e respiratorio (MALT).

Che alternative esistono quindi per fare vera prevenzione, per noi stessi, per i nostri bambini e per la collettività?

Vivere bene, ciascuno centrato nel suo cammino personale, fieri di essere ciò che siamo, risolvendo le nostre debolezze e sfide, giorno dopo giorno. Non trovo un modo migliore per affrontare la Vita. Dal nostro stato di equilibrio interiore nasce la nostra solidità, a tutti i livelli.

Nelle arti marziali si insegna che non è necessario combattere per dimostrare di essere il più forte, è sufficiente essere in equilibrio con il proprio Io superiore. E, cosa ancora più bella, si insegna che la vera forza non sta nel battere l'altro, ma nel riuscire a "domare" se stessi, attraverso la disciplina, la conoscenza, il continuo esercizio della volontà di migliorarsi giorno per giorno.

È altresì necessario alimentarsi in modo adeguato, rispettando la propria costituzione metabolica, senza seguire mode o diete che affatichino il nostro sistema. Parlava di questo il medico greco Ippocrate molti anni or sono e persino l'Imperatore Giallo Huang Ti nel suo trattato di medicina interna redatto circa nel 1900 a.C. È necessario seguire i bioritmi naturali, sincronizzarsi con la Natura, rispettando le stagioni e il ciclo circadiano di luce-buio. Il nostro sistema PNEI è così strettamente legato a tutti questi fattori da poterci garantire sì la salute ma anche la malattia, se non rispettiamo le "regole".

La Vita è piena di regole, così come lo sono la chimica, la fisica e la biologia, branche della scienza che studiano la Vita nella sua più intima manifestazione. Ho imparato in questi miei, tutto sommato, pochi anni di esistenza attiva che "nella Vita non esistono limiti, ma regole". Esistono, poi, innumerevoli pratiche naturali che permettono al nostro organismo di mantenersi sano e in salute, la principale delle quali è il "drenaggio tossinico". Il corpo è un sistema di flusso aperto e dinamico, dove ogni cosa che entra deve anche uscire, dopo ovviamente essere stata trasformata.

Abituarsi a effettuare un drenaggio tossinico regolarmente, magari ai cambi di stagione, è un'ottima abitudine per mantenerci in salute. Spesso infatti, la malattia altro non è che lo sforzo che il nostro organismo compie nel tentativo di espellere tossine sedimentatesi dentro i nostri organi e tessuti connettivi. A questo proposito, cito sempre l'inspiegabile picco di epidemia "influenzale" che si verifica dopo i giorni di Natale e Santo Stefano, o in generale dopo le feste natalizie.


Leggi la prima parte dell'intervista al dottor Giacomini

FONTE

 
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Ahmadineyad: "La guerra contro la Siria provocherà il collasso dell'egemonia mondiale degli USA"

Post n°3785 pubblicato il 01 Maggio 2017 da stella112

 

Ahmadineyad: "La guerra contro la Siria provocherà il collasso dell'egemonia mondiale degli USA"

 

Ahmadineyad: La guerra contro la Siria provocherà il collasso dell'egemonia mondiale degli USA

Donald Trump "ha scelto la via della guerra", nonostante "le promesse fatte al suo popolo", ha lamentato l'ex presidente iraniano.

La crisi in Siria causerà il crollo dell'egemonia mondiale degli Stati Uniti, ha dichiarato l'ex presidente iraniano Mahmud Ahmadineyad in un'intervista a Euronews.
 
Quando gli è stato chiesto il suo parere circa la situazione in Siria dopo l'attacco degli Stati Uniti, Ahmadinejad, che ha registrato la sua candidatura per le prossime elezioni presidenziali del 19 maggio, ha sottolineato che Donald Trump "ha scelto la via della guerra", nonostante "le promesse fatte al suo popolo. "
 
L'ex presidente iraniano ha dichiarato che "questa guerra porterà sicuramente al crollo dell'egemonia degli Stati Uniti nel mondo" per "molte ragioni" che spiegherà "un'altra volta".
 
"Dobbiamo unirci tutti" 

Ahmadinejad ha chiesto un patto tra Iran, gli Stati Uniti, la Russia, l'Arabia Saudita e la Turchia. "Dobbiamo metterci tutti insieme" al lavoro "per  la sicurezza, il dialogo e la pace" in Siria, e per contribuire a realizzare "la volontà e la sovranità" del popolo siriano.
 
In questo senso, il presidente ha esortato a rispettare la sovranità del paese arabo e lasciare che il suo popolo "scelga quello che vuole". Egli ritiene che bisogna "accettare la sua scelta," dal momento che "niente e nessuno è al di sopra del popolo siriano".
 Fonte: Euronews 

 

 
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Cannabis e cura dei tumori: la ricerca (italiana) che fa sperare

Post n°3784 pubblicato il 16 Marzo 2017 da stella112
 

 

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Nonostante i pregiudizi, sono centinaia gli studi sulle cure a base di cannabinoidi. E i risultati sono molto importanti. Intervista al Prof. Massimo Nabissi

 

C'è chi pensa che la pianta della cannabis sia usata esclusivamente per produrre prodotti "di svago". E c'è chi invece su questa pianta ci ha scommesso molto: non solo agricoltori e imprenditori ma anche ricercatori e medici. Se l'uso della cannabis per alleviare le sofferenze dei pazienti è ormai una realtà, non sempre accettata, ma conosciuta, molto meno conosciuto è il campo della ricerca nel ridurre la crescita, o indurre la morte, delle cellule tumorali.

Sono centinaia gli studi in questo senso, svolti in silenzio nei laboratori di tutto il mondo fin dagli anni '90, che hanno l'obiettivo di ampliare le conoscenze attuali sui farmaci antitumorali e dare nuove speranze ai malati.

cannabis1Come nel laboratorio di Camerino, dove il Dr.Massimo Nabissi, ricercatore del gruppo di Patologia ed Immunologia della Scuola del Farmaco e dei Prodotti della Salute, lavora fin dal 2008 allo studio sul ruolo anti-tumorale dei cannabinoidi sia nel GBM (tumore del cervello) sia nel mieloma multiplo. E i risultati sono davvero importanti.

"L'idea dello studio nel mieloma è nata - ci racconta Nabissi - da una collaborazione con il Dipartimento di Ematologia degli Ospedali Riuniti di Ancona. Il nostro lavoro aveva dimostrato che la maggior parte delle cellule tumorali isolate dai pazienti analizzati mostrava la presenza di un recettore di membrana che rispondeva se stimolato con i cannabidiolo (CBD). Da questo dato siamo andati a valutare "in vitro" l'effetto del CBD sia da solo sia in combinazione con un farmaco utilizzato di solito nella terapia del mieloma multiplo (il Bortezomib). I dati hanno dimostrato un ruolo anti-proliferativo del CBD e un'azione sinergica della combinazione CBD insieme al farmaco.". Che cosa vuol dire in concreto? Che l'aggiunta del principio attivo della cannabis, insieme al farmaco già conosciuto, permette di ottenere una risposta maggiore rispetto a quella dei due farmaci usati singolarmente.Da qui la spinta a continuare. "Nel lavoro successivo - continua Nabissi- abbiamo testato la combinazione THC/CBD in combinazione con un nuovo farmaco (Carfilzomib) sempre nel mieloma multiplo e anche in questo caso i dati hanno dimostrato che la combinazione è più efficace dei singoli farmaci ed inoltre riduce la migrazione (processo di metastasi) delle cellule tumorali. Questi dati "in vitro" che abbiamo ottenuto, sono stati presi ad esempio, da una Biotech Israeliana, per la richiesta di avvio del primo studio "in vivo", in pazienti affetti da mieloma multiplo".

Per la prima volta quindi la sperimentazione non si limiterà ad essere studiata su delle cellule (fasi pre cliniche di una ricerca) ma arriverà su veri e propri pazienti che utilizzeranno, insieme al farmaco "ufficiale", anche quello a base di THC e CBD.

Se quindi per il mieloma multiplo la sperimentazione sui pazienti sta per cominciare,per altri tipi di tumori la ricerca è già molto avanti. Ci spiega Nabissi: "La sperimentazione con THC/CBD in combinazione con Temodal (il farmaco attualmente in uso nella terapia per il tumore al cervello), ha ormai superato la fase clinica II, con risultati che sono stati appena pubblicati nel sito della casa farmaceutica che ha svolto la sperimentazione . Da quello che si legge, a breve organizzeranno la fase clinica III che se darà risultati positivi potrà permettere di utilizzare questa combinazione nella terapia futura su centinaia o migliaia di pazienti. Per altri tipi di tumore, come il tumore al seno, al polmone, melanoma, pancreas la ricerca è in una fase avanzata a livello di studi pre-clinici".

Nonostante i risultati diano ragione a queste ricerche e suggerirebbero di continuare su questa strada, Nabissi non nasconde il suo rammarico: "Quello che noto in Italia è che ci sono due principali prese di posizione, chi è a favore e chi è contro all'uso terapeutico dei cannabinodi. Trattandosi di farmaci, facendo una comparazione semplicistica, è come se in Italia ci fossero due prese di posizione pro e contro alla morfina, agli anti-depressivi o agli oppiacei. Se i cannabinoidi vengono viste come "droghe", lo stesso dovrebbe valere per la morfina, per gli oppiacei (utilizzati nei cerotti antidolorifici ed acquistabili in farmacia) o per gli anti-depressivi (es. le benzodiazepine), tutti farmaci che possono indurre dipendenza psicologica e fisica (tutti dati reperibili sul sito del Ministero della Salute o nel sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco). Quindi mi chiederei, perché esiste questo pregiudizio per i farmaci cannabinodi? All'estero, almeno in alcuni paesi europei e negli Sati Uniti d'America, l'argomento cannabis terapeutica viene trattato in modo molto più approfondito e lo sviluppo d'imprese che lavorano nell'ambito della cannabis è in forte espansione. Solo in Europa (Olanda, U.K., Germania, Spagna Svizzera, Repubblica Ceca, ecc...) sono presenti diverse ditte che si occupano nello sviluppare nuovi incroci di piante, nella purificazione di cannabinodi, nello sviluppo di nuove formulazioni, nella ricerca pre-clinica". In Italia fare ricerca in questo campo è davvero difficile da punto di vista burocratico o di autorizzazioni, chissà se nel futuro qualcosa cambierà seguendo il caso della Repubblica Ceca ha investito milioni di euro nel 2015 per avviare il primo centro per lo studio dei cannabinoidi in ambito terapeutico.

"Personalmente - ci dice ancora Nabissi - credo che in futuro l'uso terapeutico, in specifiche patologie tumorali, avrà applicazione clinica. A livello di ricerca, sono abbastanza convinto che la sperimentazione sui cannabinoidi avrà un grosso sviluppo in alcuni stati europei."

 

 

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