Creato da stella112 il 07/10/2005

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PSICOFARMACI; SPACCIO LEGALIZZATO

Post n°2434 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Squilibrio Chimico Come Causa di Depressione?
Che cosa succede se confidiamo ad uno spacciatore di soffrire di depressione, e costui ci offre una sostanza che a sua detta può farci stare meglio? Cosa succede se per lo stesso motivo ci rivolgiamo ad un medico, ed il medico ci offre una sostanza che a sua detta ci farà stare meglio?

Benché le sostanze trattate dalle due figure siano diverse, in entrambe i casi qualcuno ci sta essenzialmente offrendo una soluzione 'farmacologica' finalizzata a ridurre i sintomi negativi del nostro stato d'animo.

I medici, i media e la società sostengono che gli stati depressivi dipendano da uno 'squilibrio chimico', ma in realtà dietro gli stati depressivi non esiste alcuno squilibrio chimico.


La dottoressa Joanna Moncrieff, esperta di salute mentale presso il dipartimento dei servizi di salute mentale dell'University College di Londra sta adottando un approccio 'politicamente scorretto' nella caratterizzazione dei farmaci anti-depressivi e di tutti gli altri psicofarmaci, sostenendo che non siano altro che una nuova forma di dipendenza.


Asserisce che, sebbene medici, media e società in generale continuino a ripetere il concetto secondo cui sindromi come la depressione e l'ansia siano l'effetto di uno 'squilibrio chimico' cerebrale, in realtà non esiste alcuna prova concreta a sostegno di tale luogo comune.

"La ricerca scientifica non ha rilevato alcuna anomalia del sistema della serotonina nelle persone affette da depressione."
Molte persone hanno finito per persuadersi che il loro problema di depressione dipenda da questo fantomatico 'squilibrio chimico', dunque accettano di buon grado la soluzione di assumere dei farmaci come soluzione alla sindrome, mentre in realtà il vero problema è la leggerezza con cui si prestano alla assunzione di farmaci.


In generale si trascura di spiegare che i farmaci usati in psichiatria sono droghe psicoattive a tutti gli effetti, proprio come l'alcool e la cannabis. I farmaci psicoattivi hanno l'effetto di suscitare in chi li assuma una serie di alterazioni nello stato fisico e mentale. E questo effetto riguarda chiunque, a prescindere dal fatto che abbia un disturbo mentale. Pertanto, un modo alternativo di comprendere le modalità con cui i farmaci psichiatrici influenzano le persone è esaminare gli effetti psicoattivi che producono.


La Moncrieff afferma che i farmaci come gli antidepressivi spesso producono gli stessi effetti di altre droghe dichiarate illegali. La sola differenza risiede nel fatto che i primi sono prescritti da medici professionisti e commercializzati in un modo 'politicamente corretto.'


Siamo stati persuasi che questi farmaci servano a correggere un difetto nel cervello; che siano la cura di uno 'squilibrio chimico.' Ma il problema è che tale squilibrio non è mai stato dimostrato.


Certo, si può sostenere che il prodotto farmaceutico faccia sentire meglio, tuttavia non è forse vero che anche numerose altre sostanze considerate illegali abbiano il potere di farci sentire 'meglio'?


La dott. Moncrieff non sta suggerendo di assumere altre e più economiche droghe illegali che producono effetti simili a quelli delle droghe legali. Il suo intento è diresponsabilizzare coloro i quali assumano farmaci ansiolitici ed antidepressivi; indurli a riflettere su ciò che stanno realmente facendo a se stessi quando ogni mattina si alzano e assumono la stessa pillola, fino al giorno in cui si ritrovano a dover innalzare il dosaggio, perché il loro organismo ha sviluppato una tolleranza.


Dato che ormai un americano su dieci assume regolarmente un farmaco antidepressivo, è giunto il momento di dedicare uno sguardo più critico a questo commercio di droghe legali.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Natural Society
Link diretto:
http://naturalsociety.com/depression-chemical-imbalance-doesnt-exist/#ixzz20nBQsyMO
di E. Renter
Traduzione a cura di Anticorpi.info

 

 

 
 
 

Campi di sterminio UE in Grecia: migliaia di internati con la forza!

Post n°2433 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da stella112
 

 

La malattia mentale costituisce un altro lato oscuro della crisi economica della Grecia che in genere è invisibile, ma - come concordano ormai medici e psicologi - i drastici cambiamenti intervenuti nella vita quotidiana dei greci nel corso degli ultimi sei anni hanno causato gravi conseguenze sullo stato di salute mentale del Paese. Come riferisce il sito web GreekReporter.com, gli ospedali psichiatrici di tutta la Grecia sono stacolmi di pazienti le cui condizioni mentali e fisiche sono a volte impressionanti, per l'orrore che suscita la condizione di esseri umani devastati dalla crisi generata dall'euro e gestita in modo criminale dalla Troika inviata in Grecia dalla Ue. L'ospedale psichiatrico Dafne, cui fa riferimento tutta la regione di Atene e dell'Attica, ammette circa 200 nuovi pazienti ogni mese e tale numero supera del 30% la capacità di ricezione per cui i ricoverati rimangono in attesa nei corridoi e sono costretti a dormire sulle lettighe. Inoltre, il numero degli ingressi non volontari è aumentato drammaticamente dal 2010. A tuttoggi, quasi il 55% dei pazienti viene ricoverato nelle cliniche per disordini mentali non su base volontaria ma per intervento della polizia o per ordine di un magistrato. I pazienti che sono ammessi in questi istituti sono per lo più disoccupati, uomini d'affari che sono andati in bancarotta o genitori che non hanno i mezzi per nutrire i propri figli. La maggior parte dei ricoverati sono persone di oltre 40 anni di età che non hanno mai mostrato in passato segni di squilibrio mentale. Sempre per colpa della crisi, che ha falciato stipendi e posti di lavoro per colpa dei diktat della Troika, anche centinaia di persone senza fissa dimora sono finite negli ultimi tempi negli ospedali psichiatrici con gravi disturbi mentali. Di solito questi pazienti rimangono in ospedale per un breve periodo di tempo e poi tornano di nuovo in strada senza ricevere più alcuna assistenza medica. Diversi studi scientifici in Europa e negli Usa hanno definitivamente stabilito un effettivo collegamento fra l'essere un senzatetto e soffrire di disturbi mentali. Il mese scorso, un uomo di 44 anni che soffriva di depressione si è tolto la vita nel centro di Atene. Il giorno prima di suicidarsi era stato ricoverato all'ospedale Dromokaiteio dove però i medici non avevano ritenuto necessario ricoverarlo in osservazione e lo avevano subito dimesso. Secondo i media locali, in genere gli ospedali chiedono ai medici di dimettere i pazienti in quanto le strutture sono sempre piene e non ci sono posti disponibili. Nel corso dei primi nove mesi del 2014, 3.412 pazienti sono stati esaminati all'ospedale Dafne ma solo 1.757 sono stati ammessi. "Purtroppo in questo momento non abbiamo le strutture necessarie per aiutare queste persone e anche i redditi dei loro famigliari si sono notevolmente ridotti", ha osservato Theodoros Megalooikonomou, direttore dell'Ospedale Psichiatrico Dafne. Questi ospedali pischiatrici sono dei veri lager degni del dottor Mengele. La Troika deve essere processata e condannata per crimini contro l'umanità. Max Parisi Fonte: ilnord.it

http://informatitalia.blogspot.it

 

I PROSSIMI SAREMO NOI? 

 
 
 

Haarp, geoingegneria e Muos : passato, presente e futuro della guerra planetaria

Post n°2432 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da stella112

 

Haarp  viene messo in pensione. Il nuovo che avanza è il Muos. Lo annuncia il Pentagono con la solita malcelata tracotanza, tanto che potrebbe essere tradotta così: "cari" inferiori ogni resistenza è inutile,
nonostante le vostre rimostranze abbiamo il diritto di decidere per voi, entro il 2017 il Muos sarà operativo. La Nato ha fatto valere il silenzio assenso, quindi contando sulle italiche debolezze ha imposto la costruzione in Sicilia di una delle basi operative del sistema Muos. Guarda caso in concomitanza con l'inizio dell'attività del Muos la Air Force ha annunciato che, entro l'estate, si appresta a smantellare Haarp.

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Dopo aver pettinato tantissime nuvole e averle acconciate alla "veneziana", Haarp viene messo a riposo. La sua storia è costellata da una serie di attività per controllare il clima e l'ambiente. Ma non è finita qui. Con l'aiuto dell'irrorazione chimica nei cieli, secondo fonti autorevoli, il programma di Haarp  ha raggiunto lo scopo per cui era stato progettato. Così ha affermato in Senato David Walker, vice Segretario della Air Force per la scienza, la tecnologia e l'ingegneria. "Ci stiamo muovendo verso altri modi di gestione della ionosfera, cosa per cui HAARP è precisamente progettato, immettere energia nella ionosfera per poterla realmente controllare. Ma questo lavoro è già stato completato."


muoos 1

Haarp,dopo aver preso la "medaglietta" al valor militare viene messo da parte. Visti gli ingenti capitali occorsi per controllare la ionosfera, e sapendo che i militari rinunciano ad un'arma soltanto quando sono consapevoli di possederne un'altra più potente, si può ipotizzare che il progetto a stelle e strisce di realizzare l'arma finale sta prendendo altre strade ancora più redditizie. La futura guerra ambientale sarà combattuta tramite 4 satelliti geostazionari, più uno di scorta, e quattro stazioni terrestri posizionate in modo strategico alle Hawaii, in Virginia, in Italia e in Australia. Tutto ciò costituisce il sistema del Muos.  Le quattro stazioni radio garantiscono la copertura di tutto il pianeta. Si legge che l'obiettivo consiste nel portare la connessione digitale tra i mezzi militari, perlopiù droni,  presenti in qualsiasi luogo. In modo da formare un' unità da guerra in grado di muoversi all'unisono come uno sciame di api nonostante distanze considerevoli.

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Il sistema terrestre del Muos riesce quanto meno a trasferire dati, gestire la rete globale e controllare i satelliti. Secondo alcuni il progetto Muos, visto che può lavorare alle frequenze caratteristiche dell'esperimento Haarp, estende a livello globale le stesse potenzialità di controllo del clima e ambientale sviluppate  dal progetto precedente. Alcuni giorni fa, secondo fonti dell'esercito statunitense, l'Artico è stata la sede prescelta di un esperimento di trasferimento di un grande quantitativo di dati, il cui esito positivo ha confermato la potenza di questa arma ambientale. Quindi il Muos è pronto per fare la sua parte nella guerra planetaria e le scie chimiche costituiscono l'elemento di continuità tra Haarp e il Muos. L'irrorazione chimica, rilasciando nell'aria metalli pesanti, rende conduttiva l'atmosfera che diviene così un ambiente favorevole alla trasmissione delle frequenze. Prima con Haarp e successivamente con il Muos  l'obiettivo dei militari rimane sempre lo stesso : dominare il pianeta e i suoi abitanti attraverso delle frequenze veicolate con l'ausilio delle scie chimiche. Quindi se vogliamo interrompere la guerra planetaria in atto che viene combattuta sulla nostra pelle, possiamo iniziare a smascherare l'irrorazione clandestina nei cieli. 

Fonte: primapaginadiyvs.it

 

NOTA PERSONALE... PRESENTE LA MORIA DI SPECIE ANIMALI CHE AVVENGONO IN TUTTO IL MONDO? BENE.... SONO COLLEGATE AGLI ESPERIMENTI CHE QUESTI DEMENTI FANNO. RICORDATE CHE NOI SIAMO VIBRAZIONI, LE NOSTRE CELLULE SONO VIBRAZIONI CHE SE VENGONO SCOSSE DA "RUMORE" NON IN LINEA CON LA NOSTRA NATURA CREANO CAOS. A QUESTI PERVERTITI NON INTERESSA SE FANNO DANNI A TUTTI I LIVELLI, A LORO BASTA SENTIRSI DIO.

 
 
 

ONU denuncia le scie degli aerei: "Composti chimici finiscono in aria, acqua e suolo"

Post n°2431 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Rosalind Peterson alla 60° conferenza sul Cambiamento Climatico tenutasi presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York denuncia la grave minaccia che si sta abbattendo sulle nazioni. Rosalind, tecnologa agricola, ha lavorato per il Dipartimento dell'Agricoltura americano fondando nel 2006 la Coalizione per la Difesa dell'Agricoltura (Agriculture Defense Coalition), è stata invitata ad affrontare questa conferenza a causa del suo lavoro di ricerca nel settore agricolo in materia di cambiamento climatico, oscuramento globale, e sugli effetti delle nuvole artificiali e dei programmi sperimentali di modificazione del clima in materia di agricoltura. [Vedi Sapevate che l'inseminazione delle nuvole sta avvenendo sopra di noi?] Il video dell'intervento di 17 minuti, sottotitolato in italiano, mostra in maniera chiara quello che sta accadendo sopra le nostre teste, gli interessi economici delle multinazionali, dei pericoli per la salute dell'uomo, degli animali e delle piante, i risultati sull'inquinamento dell'acqua e del suolo. [Vedi Alluminio Tossico oltre la norma nei Terreni - ANALISI: ALLUMINIO E BARIO OLTRE LA NORMA NELL'ACQUA PIOVANA]

fonte: http://www.dionidream.com/onu-denuncia-le-scie-degli-aerei/

 Chemtrails - Scie Chimiche - La Conferma di Rosalind Peterson alle Nazioni Unite

 

 

 
 
 

La 'black list' di 54 farmaci da evitare per tutelare la salute

Post n°2430 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Gli esperti della Fondazione Gimbe hanno stilato un elenco di 54 farmaci da evitare per proteggere la salute dei pazienti. Nella 'black list' pubblicata sulla rivista d'informazione indipendente sui farmaci 'Prescrire International'  sono elencati medicinali con effetti collaterali eccessivi rispetto ai benefici; vecchie molecole con profilo rischio-beneficio meno favorevole rispetto a quelle nuove, oppure nuovi farmaci con profilo rischio-beneficio meno favorevole rispetto alle alternative; medicinali per cui non esistono adeguate prove di efficacia, ma è ben documentato il rischio di gravi effetti avversi.
Come spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, "innanzitutto i medici che dovrebbero valutare con estrema cautela la prescrizione di questi farmaci, ma anche le autorità regolatorie perché allo stato attuale delle conoscenze il profilo rischio-beneficio dei farmaci inclusi è sfavorevole in tutte le indicazioni approvate.

"Di conseguenza, per un'adeguata tutela dei pazienti, è necessario valutare l'opportunità di mantenerli sul mercato o di limitarne le indicazioni autorizzate".

La 'black list' comprende 54 farmaci usati in:

  • oncologia (Catumaxomab, Panitumumab, Trabectedina, Vandetanib, Vinflunina) 
  • cardiologia (Aliskiren, Fenofibrato, bezafibrato Ivabradina, Trimetazidina) 
  • dermatologia e allergologia (Tacrolimus unguento, Prometazina), 
  • trattamento del diabete (Linagliptin, saxagliptin, sitagliptin evildagliptin) 
  • obesità (orlistat), 
  • analgesici per le malattie osteoarticolari (Celecoxib, etoricoxib e parecoxib, Ketoprofene hegl, Piroxicam), 
  • miorilassanti (tiocolchicoside, chinina), 
  • molecole per osteoporosi (Denosumab, stronzio ranelato) e 
  • osteoartrite (Diacereina, Glucosamina), 
  • antibiotici (Moxifloxacina, Telitromicina).


Nella lista anche medicinali utilizzati in:

  • gastroenterologia (Domperidone, droperidolo, Procalopride), 
  • ginecologia-endocrinologia (Tibolone), 
  • neurologia (Flunarizina, Tolcapone)
  • anti-Alzheimer (Donepezil, galantamina, rivastigmina, memantina)
  • quelli per le malattie dell'apparato respiratorio(Decongestionanti vasocostrittori orali e nasali, Omalizumab, Pirfenidone). 
  • antidepressivi (Agomelatina, Duloxetina cloridrato, Venlafaxina), 
  • altri farmaci psicotropi (Asenapina, Dapoxetina) 
  • pillole per smettere di fumare (Bupropione, Vareniciclina).



fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/black-list-farmaci.php

 http://realtofantasia.blogspot.it/

 

 

 
 
 

Il regime neoliberista reprime ogni protesta

Post n°2429 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da stella112

 

di Luciano Lago -

A Roma la Polizia ha caricato brutalmente i lavoratori delle acciaierie di Terni che manifestavano per i loro sacrosanti diritti ed alcuni degli operai sono rimasti feriti.
L'attuale regime neo liberista al servizio della finanza, impersonato dal governo Renzi, tollera ed è accomodante con le manifestazioni della piazza quando queste sono fatte dai gay, dagli pseudo pacifisti, dai cortei degli immigrati extracomunitari che richiedono diaria ed alloggio a spese degli italiani, dalle kermesse del tipo di quella del 1° maggio, persino dalle ributtanti "Femen" che si esibiscono in spogliarelli improvvisati.Quando invece si tratta di operai che manifestano per il loro posto di lavoro sacrificato agli interessi delle multinazionali, allora il regime si dimostra intollerante e sordo ad ogni richiesta. Si reprimono con la forza coloro i quali non si assoggettano ai cambiamenti imposti dai mercati, dalle multinazionali, nonchè alle nuove regole del lavoro senza tutele e con precarietà assicurata, questo il regime non lo può tollerare perchè deve risponderne ai suoi referenti a Bruxelles, a Francoforte ed alla city di Londra. Il governo non può dimostrarsi debole con il dissenso e le proteste, non può fare "brutta figura" con l'Europa. Matteo Renzi lo aveva già detto: dobbiamo fare i compiti a casa e fare "bella figura" con l'Europa.  Forse però non tutti avevano capito che, fra i compiti a casa previsti c'erano proprio la spoliazione dei diritti del lavoro e l'affidamento al mercato dei servizi pubblici una volta privatizzati.Il mercato italiano deve essere omologato al Nuovo Ordine Mondiale e globalizzato, prestabilito dai poteri finanziari ed i cittadini italiani questo lo devono comprendere con le buone o con le cattive, come è già accaduto ad Atene, a Lisbona ed a Madrid.
Le insurrezioni popolari non devono manifestarsi neanche al loro sorgere e vanno brutalmente represse.La segretaria della CGIL, Camusso, nel suo sforzo di mantenersi a galla, ha espresso "solidarietà" ai lavoratori, a quegli stessi che il sindacato ha da un pezza tradito consegnando  il lavoro italiano all'Europa dei mercati e della finanza.Lo scempio del lavoro e la macelleria sociale in Italia sono ormai in uno stato  molto avanzato ed è già  praticamente irreversibile.In questa situazione si scambiano le accuse fra governo e sindacati di regime e  ci sarebbe quasi da ridere, visto che fioccano le accuse di essere al servizio dei "poteri forti" da parte del sindacato al governo Renzi e di essere dei "falsari delle tessere" da parte del governo al sindacato, questo malgrado tutti appartengano allo stesso fronte della sinistra neo liberista del PD, questo partito totalmente asservito agli interessi del grande capitale finanziario.Cadono le maschere fittizie e si rivelano i ruoli essenziali ed il gioco delle parti nella tragica commedia della decadimento italiano.


http://www.controinformazione.info/il-regime-neoliberista-reprime-ogni-protesta/

Il deputato 5 Stelle Luigi Di Maio commenta così su Facebook: 

Renzi alla Leopolda ha detto agli operai delle acciaierie di Terni che si sarebbe impegnato di più per loro. Intendeva facendoli manganellare come stamattina? Tre di loro sono in ospedale.

   

 

 
 
 

Si possono fare molti soldi dicendo alle persone sane che sono malate

Post n°2428 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Share: Posted _n settembre 8, 2011 by pjmanc Così inizia un vitatissimo articolo scritto per il

 

Così inizia un vitatissimo articolo scritto per il "Britisch Medical Journal" da un giornalista scientifico, un medico di base e un professore di farmacologia clinica, il cui titolo esplicita l'argomento:  Vendere malattie: l'industria farmaceutica e il mercato della malattia.

Gli autori dimostrano, con numerosi esempi, che c'è una costante azione, da parte dell'industria farmaceutica, di medicalizzazione della società, al fine di allargare il mercato.
Lo studioso della Sanità Gianfranco Domenighetti così descrive le strategie di allargamento del mercato messe in atto dall'industria e dagli altri anelli della rete.
"Anticipazione della diagnosi, screening e altre procedure assimilabili, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano temporale della vita. Abbassamento della soglia tra normalità e patologia, che tende ad estendere il dominio della vita sul piano quantitativo. Attribuzione della qualifica di patologico a condizioni esistenziali comuni, che tendono ad estendere il dominio della malattia sul piano qualitativo"
La promozione dello sreening rappresenta probabilmente "il più grosso business per creare nuovi ammalati", scrive Domenighetti.
Tipico è lo screening per il PSA (l'antigene prostatico specifico), che è stato proposto a tappeto in Europa e negli USA a maschi cinquantenni, anche in buona salute, con effetti nulli sul controllo della mortalità per tumore alla prostata, con molti effetti negativi derivanti dalla diffusione ingiustificata della chirurgia della prostata e con molti effetti positivi per i produttori dei test e dei farmaci.


 L'altro pilastro della strategia di marketing è l'abbassamento della soglia che divide il normale dal patologico.
Gli esempi li abbiamo sotto gli occhi: la soglia del colesterolo e quella della pressione arteriosa sono diventate talmente mobili verso il basso che si fa fatica a catturare l'ultime limite. Al punto che ormai è frequente sentire cardiologi dire che meno colesterolo si ha e meglio è, stravolgendo la fisiologia e la biochimica, che ci insegnano che questa molecola è essenziale per la stabilità della membrana cellulare e per la sintesi degli ormoni steroidei (ormoni sessuali, cortisolo, DHEA e altri di minor peso).
Dal punto di vista conoscitivo, adottare questo punto di vista significa passare dal concetto di equilibrio dei valori (del colesterolo, della glicemia, della pressione arteriosa, eccetera) a quello di nemici interni da annientare.
Il concetto di salute che è alla base non è quello di equilibrio, che la persona ricerca in prima persona, ma è quello di difesa dai nemici sia interni che esterni, da realizzarsi con armi che vengono fornite dall'esterno sotto forma di pillole, bisturi e simili.
Ray Moynihan, primo firmatario dell'articolo sopra citato, in un suo recente libro fa notare che la decisione di abbassare la soglia del colesterolo in USA, dopo molte traversie, è stata presa nel 2004 da un gruppo di nove esperti federali, di cui otto hanno interessi con le industrie che producono farmaci per abbassare il colesterolo.
Le nuove linee guida, solo negli USA, hanno di colpo creato 25 milioni di malati in più, facendo passare da 12 a 36 milioni le persone che dovrebbero ricevere un farmaco per abbassare il colesterolo. Per non parlare poi delle linee guida sull'ipertensione, per le quali, nel giro di pochi anni, si è passati da una pressione di 90/140 considerata normale a 120/80. Infine nella primavera del 2003, gli esperti chiariscono che se si raggiungono quei valori la persona deve essere considerata in "pre-ipertensione". Insomma per questi signori, uno per essere considerato sano, dovrebbe stare sempre sul filo dell'ipotensione! Anche qui è ovvio che abbassare la soglia significa alzare la prescrizione di farmaci, e comunque medicalizzare uno stato normale.


Fonte: http://www.osservatorioglobale.it/si-possono-soldi-dicendo-alle-sa

ne-malate/

tratto-da: http://informatitalia.blogspot.it

 

 

 
 
 

Göbekli Tepe, archeologia sconvolta, storia riscritta

Post n°2427 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da stella112
 

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Ogni tanto accade. Accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell'evoluzione della civiltà nella storia antica. Sta accadendo ora, in Turchia, su alcune colline chiamate Göbekli Tepe vicino alla pianura di Harran, nei pressi del confine siriano. La scoperta riguarda un complesso di templi che risalirebbe addirittura ad migliaia di anni prima della Grande Piramide, intorno a 11.500 anni fa, 6000 anni prima che Stonhenge prendesse forma. E, soprendentemente, tra i 3000 ed i 1500 anni prima di Çatalhöyük, considerato uno degli insediamenti più antichi della storia.

Göbekli Tepe è un sito particolare, come particolare è la dedizione che l'archeologo tedesco Klaus Schmidt ha posto nel suo lavoro negli ultimi dodici anni. L'antica civiltà che ha costruito le rovine di Göbekli Tepe è stata definita "la Roma dell' era Glaciale", un complesso urbano popolato da cacciatori-raccoglitori dotati di una raffinata cultura religiosa, architettonica e sociale. Il sito fu inizialmente esaminato dall' Università di Chicago e dall' Università di Istanbul negli anni '60. Dopo la visita del sito, che fu soltanto un "mordi e fuggi" su quello che agli antropologi sembro un cimitero abbandonato risalente al Medioevo, nel 1994 arrivò Schmidt, convinto che in quel luogo ci fosse più che un vecchio cimitero. "Solo l'uomo può aver creato una collina come questa" sostenne Schmidt "E' chiaro che questo è un sito enorme risalente all'Età della Pietra". Si possono trovare terrazze, cerchi di pietra, pilastri alti sei metri a forma di "T" e monoliti. E come se non bastasse, i rilevamenti radar hanno mostrato come sotto il terreno si celino almeno altre 15 rovine monumentali.

Fino ad ora sono stati portati alla luce alcuni dei 50 pilastri del complesso, uno dei quali, secondo le datazioni, rappresenterebbe l'opera d'arte monumentale più antica del mondo. Su uno dei pilastri è possibile ammirare dei simboli astratti, anche se in realtà l'intero sito è ricoperto da bassorilievi e scultura di animali e piante. Cinghiali selvatici, manzi, leoni, volpi, leopardi, si può trovare di tutto a Göbekli Tepe. Ci sono anche raffigurazioni di esseri umani, scultura semi-umanoidi prive di volti.

La tesi di Schmidt è quella che la cooperazione tra cacciatori e la formazione di questo centro di culto siano nate per esigenze religiose. Il tempio ha costituito il fulcro della città, attorno ad esso è stato costruito tutto il resto. Non si tratta del "tradizionale" insediamento urbano di poche case, qui si parla di una città fatta e finita, con tempi, laboratori specializzati, case. Questa scoperta sta pian piano rivoluzionando il mondo dell'archeologia. Come afferma Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University "Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambio completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliate".

Le teorie sulla "rivoluzione del Neolitico" hanno sempre sostenuto che tra 10 e 12 mila anni fa agricoltori ed allevatori hanno iniziato a creare villaggi, città, lavori specializzati, scrittura, e tutto ciò che sappiamo delle antiche civiltà. Ma uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città, o dopo i luoghi di culto. Ora invece sembra che la religione si apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani, anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città. Il sito di Göbekli Tepe sembra anche dimostrare che in quella regione sia nata l'agricoltura, oltre che l'architettura domestica.

La mappatura genetica del grano sembra dimostrare che in questa zona siano stati, per la prima volta nella storia, coltivati cereali. Anche i primi maiali selvatici d'allevamento sembra si siano originati qui intorno a 10.000 anni fa. Su sito sono state scoperte oltre 100.000 ossa animali, macellati e cucinati sul posto. Tra gli animali sono state ritrovate gazzelle (circa il 60% del totale delle ossa finora esaminate), pecore, cinghiali e cervi rossi, assieme a dozzine di ossa di uccelli. Tutti questi animali erano selvatici, il che dimostrerebbe la natura di cacciatori della popolazione dell'area. Il problema della diffusione di questa scoperta è alquanto bizzarro: non sta nell'assenza di prove che possano dimostrare inequivocabilmente la sua età, come si potrebbe pensare. Il problema sta nella presenza di troppe prove.

"Il problema con questa scoperta" sostiene Schwartz della John Hopking University "è che è unica". Non sono infatti stati ritrovati altri siti monumentali risalenti all'epoca di Göbekli Tepe, in nessuna parte del mondo. Si è sempre creduto infatti che in quel periodo l'uomo vivesse all'interno di caverne, dipingendole con scene di caccia, o costruendo al limite qualche rifugio in pietra grezza. Addirittura anche dopo il periodo in cui Göbekli Tepe era al suo massimo splendore, per i circa 1500 anni successivi, sembra ci siano pochissime evidenze di edifici anche solo paragonabili a quelli ritrovati nel sito turco. Le mura di Gerico, finora considerate la costruzione monumentale più antica della storia dell' uomo, sono probabilmente nate più di un millennio dopo Göbekli Tepe.

Questa è una scoperta che potrebbe mettere in discussione la linea temporale sull'evoluzione della civiltà umana. Fino ad ora è stato portato alla luce solo il 5% del sito, ed i lavori procedono senza sosta, tant'è che sul posto sono presenti ben 3 differenti team di archeologi. Gli scavi a Göbekli Tepe procedono lentamente, dato il clima della regione: le temperature estive sono proibitive, durante l'inverno invece le piogge non consentono gli scavi, ed il periodo utile per l'attività archeologica è rappresentato da due mesi durante la primavera e due in autunno.

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2010/02/gobek...-sconvolta.html

Fonte (in inglese) sulla scoperta www.archaeology.org/0811/abstracts/turkey.html 

 

Gobekli Tepe. La culla degli Dei

 

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Metropoli Anunnaki? - Una città di 200.000 anni fà

 

 
 
 

La Manipolazione delle Masse e il Governo Invisibile (Video)

Post n°2426 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Gli uomini raramente sono consapevoli delle vere ragioni che stanno alla base delle loro azioni"Edward L. Bernays Le scoperte nel campo del comportamento umano, della psicologia cognitiva e delle neuroscienze hanno permesso la crezione di efficaci tecniche di manipolazione
Bernays, che è stato considerato dal giornale Life come uno dei cento americani più influenti del XX secolo, si autodefiniva "consulente in pubbliche relazioni"; oggi il suo lavoro si chiama "Spin doctor" (termine inglese la cui traduzione è : dottore del raggiro, manipolatore di opinioni. Lo Spin è infatti un effetto particolare che si dà alla palla da baseball e il termine allude alla manipolazione delle notizie da divulgare). Lo Spin Doctor è dunque un esperto di comunicazione, colui che scrive discorsi per i personaggi pubblici, elabora strategie per le campagne elettorali, è portavoce di partiti, esperto di sondaggi, ecc.
L'dea di Bernays era fondamentalmente questa: sarebbe stato sicuramente più comodo se un comitato di saggi avesse potuto scegliere i dirigenti politici, dettare il comportamento pubblico e privato, decidere dell'abbigliamento e degli alimenti che la gente deve mangiare, ecc. Poiché però l'America era un Paese democratico, occorreva trovare altre strade per manipolare le opinioni e le abitudini delle masse e queste strade erano la propaganda e le pubbliche relazioni. Chi padroneggiava questi strumenti di intervento sociale costituiva il "governo invisibile", quello che dirigeva veramente il Paese.

Bernays osservava che, dei 120 milioni di abitanti che vi erano allora in America, solo pochissime persone erano veramente capaci dicomprendere i processi mentali e i modelli sociali delle masse: questo piccolo gruppo di persone tirava le fila, controllava l'opinione pubblica, sfruttava le vecchie forze sociali esistenti, inventando altri modi per organizzare il mondo e di guidarlo.
Per organizzare la società democratica dunque, secondo Bernays, eranecessario costituire questa struttura invisibile che, legando inestricabilmente innumerevoli gruppi e associazioni, costituiva lo strumento attraverso il quale il regime democratico poteva organizzare il proprio pensiero collettivo.

Lo Spin Doctor è un persuasore occulto che possiede la capacità di elaborare sofisticati ed ingegnosi trucchi psicologici per influenzare e manipolare le masse.

La propaganda, sosteneva Bernays, doveva essere l'organo esecutivo del governo invisibile: dirigenti invisibili dovevano controllare il destino di milioni di esseri umani. Lo Spin Doctor è dunque colui che, servendosi dei mezzi di comunicazione, si incarica di far conoscere una determinata idea al grande pubblico. Nel farlo, studia i gruppi che il suo cliente vuole raggiungere ed individua dei leader che possono facilitare l'approccio. Influenzando il leader infatti, automaticamente si influenza anche il suo gruppo di riferimento. I colleghi meno influenti del leader con il tempo imitano gli atteggiamenti del leader, contribuendo così alla diffusione dell'idea.
Bernays capì che per rendere credibile un'idea o vendere un prodotto doveva esserci una «terza parte indipendente» che se ne rendesse garante. Creò quindi numerosissimi Enti e Organizzazioni "indipendenti", che sfornavano studi «scientifici» e comunicati stampa, i quali venivano così a mescolarsi e a sovrapporsi con quelli emessi da Istituzioni veramente serie e indipendenti.
Adottando le tecniche proprie del giornalismo e della psicologia infatti, gli spin doctor costruiscono quella cheil giornalista Marcello Foa chiama "un'arma di distruzione di massa", efficace perché manipola le masse senza che esse se ne rendano conto, creando idee e stereotipi duraturi nel tempo e difficilissimi da estirpare.

L'avvento di internet, dei blog e dei social network ha minato lo strapotere degli spin doctor. I giornali, perdendo il monopolio dell'informazione non solo più gli unici detentori delle notizie e i cittadini possono informarsi in maniera indipendente. Ultimamente però questi professionisti della manipolazione stanno affinando le loro tecniche adattandole alla realtà digitale e sociale delle informazioni.
Il meccanismo di cui gli spin doctor si servono per manipolare l'informazione è il frame, cioè la cornice. Si tratta di un concetto forte creato ad arte dagli spin doctor che si impianta nei valori dei cittadini. "Una volta creato il frame - spiega Foa - tutto quello che rientra nella cornice rafforza la mia visione del mondo. Le notizie, anche vere, che escono da questa cornice, tendo automaticamente ad essere scartate".
Il giornalista porta l'esempio della moneta unica: "l'euro è fondamentale per il nostro benessere". Chi pone dubbi su questo concetto, viene considerato un destabilizzatore che mette a repentaglio il futuro dell'Europa. È un frame molto forte e quindi, di riflesso, le persone reagiscono rifiutando questo concetto e considerandolo falso".
Ecco il video completo in cui Foa spiega nel dettaglio i meccanismi appena descritti:


Edward Louis Bernays ha pubblicato  "Propaganda - Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia."


Esempi di campagne mediatiche di Bernays.
Per promuovere le vendite del bacon (pancetta) per la Beechnut Packing, Bernays condusse una ricerca, intervistando un campione di medici per chiedere loro che tipo di prima colazione ritenessero migliore per la salute: meglio una prima colazione leggera o sostanziosa?
La maggior parte dei medici riferì che riteneva più indicata una prima colazione sostanziosa. Queste conclusioni furono inviate a 5.000 medici, insieme ad una pubblicità che suggeriva di mangiare eggs and bacon (uova e pancetta) per rendere la colazione più sostanziosa. Ebbe successo questa campagna? Per rispondere, basti dire che eggs and bacon è ancora oggi considerata la colazione tipica degli americani.
La più famosa campagna di Bernays rimane comunque quella elaborata per l'American Tobacco Company. A metà degli anni Venti, alle donne era vietato di fumare in pubblico. Consultandosi con lo psicoanalista A.A. Brill, Bernays capì che ciò che le donne desideravano a quei tempi era comportarsi pubblicamente allo stesso modo degli uomini. Così, durante la parata di Pasqua di New York del 1929 Bernays pagò delle ragazze per partecipare alla sfilata, come se fossero suffragette. Al suo segnale, queste donne accesero delle sigarette. Naturalmente non mancava una nutrita schiera di fotografi, assoldati per immortalare l"evento", che la stampa definì un'accensione di "torce di libertà". Fu un fatto di cui si parlò in tutto il mondo e, da allora, il fumo fra le donne divenne un segno di emancipazione.
La più estrema propaganda politica di Bernays fu invece condotta per conto della United Fruit Company (oggi Chiquita Brands International) situata negli Stati Uniti, che controllava gran parte del terreno agricolo del Guatemala. Il governo americano aveva allora interesse a rimuovere il presidente democraticamente eletto (1951) Jacobo Arbenz Guzman (Operation PBSUCCESS). Arbenz Guzmán infatti aveva tentato di nazionalizzare la United Fruit Company (UFC), offrendo alla compagnia il compenso di 600.000 dollari, il valore dichiarato dalla Compagnia: molto inferiore alla realtà, per evitare la tassazione.
Nel 1952 il Partito Comunista dei Lavoratori Guatemalteco venne legalizzato; l'UFC e le banche che la sostenevano, collaborarono dunque con la CIA per persuadere l'amministrazione statunitense che Arbenz era un comunista e che stava aprendo la strada a una presa del potere da parte dei comunisti.
L'amministrazione americana ordinò alla CIA di sponsorizzare un colpo di stato, rovesciando il governo e costringendo alla fuga Arbenz Guzmán. Bernays si occupò specificamente di far circolare le informazioni su Arbenz fra i maggiori giornali americani. Per il suo lavoro alla United Fruit, sembra sia stato pagato 100.000 dollari all'anno, un guadagno enorme negli anni cinquanta.
Per la Aluminum Company of America (Alcoa), convinse invece il pubblico americano che la fluoridificazione dell'acqua era utile per la salute. Questo obiettivo fu raggiunto grazie alla collaborazione dell'American Dental Association. 

fonte: dionidream.com

 

GUARDA IL VIDEO 

 

Come gli Spin Doctor manipolano i giornalisti usando il "Frame" - Marcello Foa

 

 

 
 
 

DNA: uno scrigno di meraviglie dentro ciascuno di noi

Post n°2425 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da stella112
 

 


L'Iperuranio è quel mondo al di sopra della volta celeste dove, Platone racconta nel Fedro, risiedono le idee. Queste idee primordiali che stanno in un mondo atemporale e aspaziale sono quelle a partire dalle quali il demiurgo ha creato la materia e la vita.L'uomo, a seconda di quanto è collegato con questo mondo, può essere più o meno selvaggio, più o meno illumintao.Il processo di apprendimento secondo Platone non è nient'altro che un processo di ricordo,reminescenza, che ci porta progressivamente a riprendere contatto con il mondo delle idee.Negli anni '30 Edgar Cayce, ribattezzato il profeta dormiente per le sue capacità visionarie durante il sonno, descrisse con precisione i registri akasici: dei luoghi fuori da spazio e tempo nei quali risiedono a livello energetico tutti i registri della natura, delle vite degli uomini, della materia.
Negli anni '70 ricercatori russi e tedeschi, con ricerche indipendenti tra loro, cominciarono a scoprire che il DNA è molto più di un codice genetico dove un'alternanza ordinata di molecole conteneva le istruzioni per creare il nostro organismo. Pjotr Garjajev in Russia e Fritz Albert Popp in Germania iniziarono a studiare le proprietà elettromagnetiche e biofotoniche del DNA.Garjajev iniziò a studiare le proprietà elettromagnetiche del DNA aprendo la strada a molti altri ricercatori, non ultimo il premio Nobel Luc Montagnier. Oggi questi studi stanno progressivamente portando a dimostrare proprietà inaspettate del DNA, forse anche quelle che portano alla telepatia e alle visioni.Popp scoprì e pubblicò su Nature che il DNA emette fotoni, nacque così la biofotonia, tutt'oggi ampio campo di ricerca. Forse è un caso che di persone particolarmente serene o forti  si dica "ha una luce speciale"?

Queste immagini sono emblematiche: forse è solo un caso ma rappresentano bene la risonanza che c'è tra l'antica saggezza e la moderna scienza. Il simbolo della vita, il simbolo della medicina scelto dagli antichi sono due serpenti intorno ad un bastone, avviluppati a formare una doppia elica.Il simbolo che la scienza oggi ha scelto come simbolo dell'uomo è il DNA, una doppia elica all'interno della quale sono custodite tutte le istruzioni dell'essere umano.
Adesso grazie a studi pionieristici come quelli di Garjajev e Popp la scienza accetta il fatto che la doppia elica del DNA è prima di tutto un solenoide: oggetto ben conosciuto in fisica. I legami degli atomi di idrogeno del DNA, ponti a idrogeno, creano un terzo filamento di DNA, di natura elettromagnetica che scorre lungo il solenoide. Basta fare una breve ricerca su internet per leggere come i solenoidi siano degli induttori elettromagnetici.

 

In un prossimo articolo entreremo nei dettagli degli studi di Garjajev e Popp, ora però vorrei solo proporvi delle suggestioni. E' certo ormai che nel DNA si origino campi elettromagnetici e che questi interagiscono tra loro. Esattamente questo è quello che succede nel computer. Ma ancor di più: Alan Touring, genio dimenticato e padre del computer, teorizzò la così dettamacchina di Touring, fondamentalmente un nastro infinito riscrivibile e leggibile nel quale potevano venir codificate tutte le informazioni e tutti gli algoritmi per processare la realtà ed elaborare delle risposte. È complesso come concetto ma basta leggerne un po' per notaregrosse somiglianze con le moderne descrizioni del DNA.
Bene e se il DNA, l'Iperuranio ed i registri Akasici fossero la stessa cosa?Molte altre culture, come quelle sciamaniche, raccontano di viaggi in stato di trance all'interno di un mondo parallelo da dove potevano attingere a tutte le risposte, dove potevano comunicare in forma telepatica e viaggiare senza spostarsi col corpo.Forse la radio e la televisione non ci permettono di vedere e sentire dalla distanza? Il DNA può fare lo stesso stando agli studi di Garjajev e colleghi successivi.A questo punto la domanda che viene da farsi è: come possiamo accedere a queste informazioni custodite nel nostro DNA?

http://www.dionidream.com/dna-uno-scrigno-di-meraviglie-dentro-ciascuno-di-noi/

 

 

 
 
 

La macchina dei buchi neri

Post n°2424 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da stella112
 

Il 29 settembre scorso, una voragine si è improvvisamente aperta in una strada della Crimea, nella Federazione Russa, che conduce dalla capitaleSinferopol al villaggio di Nikolayewka.

Un intero nucleo famigliare composto da sei persone è deceduto inclusi due gemellini di soli tre anni quando alcune auto sono precipitate a tutta velocità nel baratro. La voragine è larga otto metri e profonda una ventina.
Osservate il pertugio, non è curioso? Appare molto arrotondato e regolare come fosse stato scavato da una trivella invisibile. Il terreno sottostante non appare bagnato e non ci sono tubature rotte che potrebbero avere causato il cedimento strutturale del terreno.
Si potrebbe ipotizzare fantascientificamente che esista un qualche satellite militare in grado di produrre queste caverne in luoghi prescelti. Una macchina capace di generare onde elettromagnetiche sparate da un cannone orbitante nello spazio.
Negli ultimi anni questi giganteschi buchi sono stati segnalati un po' ovunque nel globo in circostanze del tutto imprevedibili. Il buco perfetto che ha inghiottito il letto di Jeff Bush
Diverse persone sono perite in questi eventi tra cui nel febbraio 2013 Jeff Bush, a Seffner in Florida, un sobborgo di 8000 abitanti non lontano da Tampa. Il cadavere del trentasettenne non è mai stato ritrovato dopo che la sua stanza da letto è stata improvvisamente inghiottita da una voragine profonda 30 metri. Anche in questo caso, sembra un'operazione chirurgica. Le suppellettili della casa di Bush sono rimaste al loro posto, perfino il berretto appeso alla maniglia della porta della sua camera. Il fratello Jeremy è sceso immediatamente dentro la buca non riuscendo più a rintracciare i resti del fratello. Un mistero nel mistero. Come può avvenire una cosa del generane in un collasso caotico dovuto a "cavitazione".
Forse una nuova e terrificante forma di ingerenza aliena?
Non aleatorio immaginare che qualcuno intelligente quanto malvagio abbia costruito un sistema per provocare voragini in giro per il mondo il cui scopo sfugge a un'analisi razionale. http://pianetax.wordpress.com/

 

CERTO CHE SONO SITUAZIONI PROPRIO STRANE E SEMPRE PIÙ FREQUENTI...

 
 
 

Chiuso per crisi: in tutta Italia scompaiono negozi e botteghe storiche

Post n°2423 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Da Torino a Napoli nessuno si salva. Tasse alte, adempimenti asfissianti, affitti che ti strozzano e concorrenza dei centri commerciali. A Milano non ce la fanno nemmeno gli esercizi commerciali a due passi dal Duomo. A Genova i cinesi sostituiscono le vetrine storiche della città.
Serrande abbassate, non è una questione di orario, giorno o stagione, sono abbassate perché il proprietario non ce la fa più, time out, addio, è stato bello finché possibile.Un allarme che sbaglieremmo a considerare affare dei commercianti. I negozi, soprattutto le piccole botteghe, fanno parte del panorama e dell'identità delle nostre città. Senza le insegne illuminate, senza le vetrine che ci distraggono e ci accompagnano, si spengono le luci e anche la vita delle strade. Che diventano semplici luoghi di passaggio. Non solo: i negozi sono un presidio che assicura la cura e la pulizia delle vie. Sono, soprattutto, un fondamentale luogo di incontro. Per parlare, scambiare non solo merci, ma anche notizie sulla vita del quartiere e dei suoi abitanti. Sono un conforto, una compagnia per chi vive in solitudine.Milano, Torino, Genova, Roma o il Sud Italia, è sempre uguale, secondo Confesercenti i più colpiti sono bar e ristoranti, librerie e negozi di abbigliamento: tra luglio e agosto di quest'anno, per ogni nuova impresa commerciale avviata, ben due sono defunte. A giugno 2014 più del 40 per cento delle attività aperte nel 2010 ha chiuso e bruciato investimenti per 2,7 miliardi di euro. Un collasso. Così basta passeggiare per le vie, non solo periferiche, ma anche centrali delle città per scoprire cartelli con su scritto vendesi o affittasi; in alcuni casi si parla di "obsolescenza", riferito a tutte quelle attività colpite dallo sviluppo del commercio in rete, quindi le agenzie di viaggio, i negozi di musica, home video, le librerie o le edicole (quattro chiusure ogni due nuove aperture).Alcuni numeri: i ristoranti segnano un meno 2.500, malissimo il commercio in sede fissa (-14mila negozi), il business delle sigarette elettroniche (4 chiusure per ogni nuova apertura), l'abbigliamento (addio a 3300 negozi). Inutile l'estremo tentativo dei saldi estivi: il Codacons stima che la quota di spesa media mensile dedicata al vestiario dalle famiglie italiane si è attestata dal 2012 al 5 per cento: quasi la metà del 13,6 registrato nel 1992, e che ci poneva, assieme al Giappone, al vertice della classifica mondiale.Milano, guai perfino in centro 
Corso Vercelli, corso Magenta, via Meravigli, avanti fino alla centralissima piazza Cordusio. Se ne contano 20 di saracinesche chiuse lungo i due chilometri e mezzo di una delle principali direttrici dello shopping milanese. La crisi c'è ancora: "Gli affitti sono troppo alti per la situazione di oggi", lamenta la signora dietro al bancone del Food & drink Rossomagenta. Qualche passo più in là, la parrucchiera sulla soglia del locale guarda a destra e a sinistra:"Qui i negozi aprono e chiudono". Di fronte, proprio all'imbocco di corso Magenta, la bottega Luxury lingerie non ha superato l'estate: "L'avevano inaugurato appena qualche mese fa".Aprono e chiudono, i negozi. Sono più quelli che chiudono, a guardare i dati della Camera di commercio di Milano: a fine giugno 2014 le attività commerciali in città, esclusi bar e ristoranti, erano 12.216: 61 in meno di un anno prima. Soffrono di più i negozi di abbigliamento (-114), quelli di articoli da regalo e per fumatori (-55, soprattutto per il crollo delle vendite delle sigarette elettroniche), i giornalai (-25) e le cartolerie (-20).Nemmeno le zone del centro vengono risparmiate. Anzi, qui le chiusure pesano per il 20% su tutte le cessazioni. Chi è fuori dai circuiti più fortunati del Quadrilatero della moda, di corso Vittorio Emanuele e di via Dante non sempre se la passa bene: per 100 metri quadri si pagano anche 100mila euro di affitto all'anno. Troppo, le vendite non sono più quelle di un tempo. "Il diradarsi di attività è un fenomeno che già da un po' di anni colpisce le aree meno affascinanti - spiga
Alessandro Prisco, presidente di Asco Duomo, associazione di negozianti di 25 vie del centro -. Via Larga è piena di cartelli 'affittasi', la seconda parte di via Mazzini è desolante, come l'inizio di corso Italia". All'angolo tra piazza Duomo e via Mercanti c'era un negozio di abbigliamento da montagna: via anche questo, s'è trasferito fuori Milano per lasciare il posto a un temporary shop che vende accessori per la cucina. Due passi in più, di nuovo piazza Cordusio. Poi l'inizio di via Meravigli: aperto il Big's bar e il negozio di candele Ceratina. Giù le saracinesche della storica cartoleria De Magistris, del centro fitness, della farmacia che da un po' s'è spostata in un centro commerciale, giù quelle della boutique Ilaria Folli e del negozio di specialità dolciarie regionali, un'istituzione da 50 anni. Resistono un altro bar, la bottega di numismatica e quella di biancheria per la casa. Per ora.Genova, meno tre al giorno
"Certi giorni scendo in strada e non riconosco la mia città". Annalisa Parodi ha 84 anni, è vedova, se ne sta sulla porta del suo condominio e indica, una per una, le saracinesche abbassate. Poi aggiunge: "Sa, per me che sono sola il negozio era più che un posto dove comprare. Io mi mettevo il vestito bello per andarci. Era un'occasione per parlare, per sentire le notizie del quartiere, per partecipare alla vita degli altri. E se avevo bisogno di qualcosa, se non stavo bene, il macellaio mio amico veniva a darmi una mano. Ma ora anche lui ha chiuso". Annalisa abita a Sestri Ponente, storico quartiere operaio di Genova, semplice, ma pieno di dignità e di vita. Oggi nel Ponente soprattutto alcune vie secondarie sembrano le
strade di Atene durante gli anni più bui: una lunga fila di saracinesche abbassate. Succede qui e in tutta la città, come dimostrano i dati della Camera di Commercio. L'anno nero è stato il 2013: 573 aperture e ben 938 cessazioni di attività, per usare un termine burocratico che non racconta i dolori, talvolta i drammi, delle chiusure dei negozi. Alcuni con decenni di vita alle spalle. Accade nei quartieri meno ricchi, ma anche in quelli più benestanti, come Nervi (dove hanno casa
professionisti e giocatori di serie A, per dire): storiche insegne hanno lasciato spazio a banche. Poi anche queste hanno ceduto e sono arrivati i cinesi. Sempre aperti, tutti con la stessa merce. E i genovesi, con meno soldi in tasca, li affollano.Paolo Odone, commerciante di vecchia data e presidente della Camera di Commercio, la spiega così: "Negli ultimi 5 anni il saldo fra le aperture e le chiusure dei negozi è stato sempre negativo, con un picco di -365 - un negozio in meno per ogni giorno dell'anno - nel 2013. La crisi economica non ha fatto che accentuare una situazione resa già critica dallo "sboom" demografico di una città che aspirava al milione di abitanti e si è ritrovata sotto i 600mila. In questa situazione, le famiglie dei commercianti hanno resistito spesso con il capitale, il cosiddetto fieno in cascina, ma oggi è finito anche quello. E con i prezzi in calo dello 0,2%, una Tari fuori da ogni proporzione e un sistema fiscale insostenibile, a fine anno rischiamo un nuovo tracollo".Chiudono i negozi, le strade si desertificano. E la città diventa più grigia. I ragazzi a volte si ritrovano nei centri commerciali - con la polemica delle tante Coop fiorite in ogni quartiere - ma anche i colossi stanno male.A Roma lacrime diffuse
Via del Tritone, a due passi da piazza di Spagna, lacrime per chi si ricorda come era un tempo "qui giravano i soldi, ora siamo dei pezzenti", parola di negoziante in crisi. Via Merulana, tra Colosseo e piazza San Giovanni, la situazione è
anche peggiore, difficile trovare una saracinesca alzata, è ruggine, polvere, malinconia, abbandono. In periferia, o comunque fuori dal centro, è anche peggio: la vecchia edilizia pensata e voluta da Caltagirone, prevedeva appartamenti sopra, attività commerciali sotto: ora è un perenne cartello vendesi. "Nei primi due mesi del 2014 sono stati chiusi 682 negozi", raccontano i dati dell'Osservatorio Confesercenti e "nei tre settori di commercio, turismo e intermediazione, dove 451 fanno parte della categoria del 'commercio al dettaglio in sede fissa'. Detto altrimenti, negozi e botteghe artigiane". Ma complessivamente la situazione è anche peggiore e racconta di oltre diecimila locali commerciali sfitti o invenduti, con orafi, corniciai e falegnami inseriti nella categoria "Panda". "Persino i centri commerciali accusano il colpo, mentre le uniche attività che sembrano tener lontano la crisi sono i bar e i ristoranti. Sempre secondo la Confederazione nazionale dell'artigianato, in nove anni gli esercizi di ristoro nel cuore della Capitale sono passati dai 48 del 2003 ai 153 del 2012. Bar e ristoranti gestiti sì, da italiani, ma che appartengono sempre più a stranieri, cinesi per lo più". Così è normale vedere a Roma delle saracinesche sollevarsi do notte, un momento, un attimo, e qualcuno varca la soglia solo per dormirci: la tariffa è tra i 30 e i 50 euro a notte, nessuna licenza, solo "un racimolare qualche soldo, sono mesi che cerco di affittare ma
niente", spiega un ex negoziante del centro. Quindi l'escamotage del dormitorio. "Ma se ha chiuso la Ferrari, pensa noi", insiste. Vero. Saldi al 70 per cento per lo store del Cavallino, uno dei punti di gloria dell'era Montezemolo, ora non più, casse vuote, e nessuna voglia di ripianare, la soluzione è stata quella di mollare.Napoli 'a nuttata non passa
A Napoli citano Eduardo De Filippo e dicono: "Adda passà 'a nuttata". Ma la nottata del commercio partenopeo è buia e tempestosa. Nei primi sei mesi del 2014, tra Napoli e provincia, hanno serrato le saracinesche 2.244 negozi e 591 tra bar e ristoranti. L'elenco dei caduti vanta nomi illustri. Ha chiuso dopo 50 anni il negozio di abbigliamento De Vito. Hanno chiuso altri esercizi storici come Buonanno e De Nicola. Hanno svuotato i locali grandi firme come Diesel, in piazzetta Rodinò, Frette, un punto Armani. Alla fine dell'anno scorso ha chiuso dopo 95 anni la libreria Guida a Port'Alba dove acquistava Benedetto Croce e dove intere generazioni si erano rifornite di testi scolastici. Una recente inchiesta della Procura antimafia, pm Catello Maresca, ha dimostrato che gli interessi dei distributori di cd e dvd vergini e a poco prezzo, grazie all'evasione delle tasse, si saldano con quelli dei clan camorristici che con la pirateria audio-video ricavano ingenti profitti. Con la chiusura di un altro punto Guida e di Loffredo, l'intero quartiere Vomero, 200 mila abitanti, da dove proviene una nutrita fetta dell'intellighènzia napoletana (a cominciare dal sindaco Luigi de Magistris) è rimasta sprovvista di librerie. Per fortuna, o purtroppo, c'è Internet. Costrette alla chiusura, con centinaia di dipendenti sul lastrico, le grandi catene di elettronica e prodotti culturali come Eldo in piazza Matteotti, e Fnac.Nel solo settore dell'abbigliamento il calo in Campania è stato del 10,5%, il peggiore in Italia (dati Federmoda - Confcommercio). Poi quando apre una nuova azienda non bisogna esultare subito. "Le nuove iscrizioni al Registro delle Imprese sono operazioni finanziarie per mascherare stati di crisi" spiega il presidente della Camera di Commercio Maurizio Maddaloni, "e troppo spesso per agevolare attività illegali, come accade per alcuni ristoranti o negozi di abbigliamento che
aprono e chiudono in poco tempo". Ricorda il presidente Ascom, Pietro Russo: "Dal 2008 la provincia di Napoli ha perso 11 punti di Pil e 100 mila occupati, il 15% della forza lavoro. Poi ci sono tante criticità tipiche del nostro territorio: la vendita di merci contraffatte negli ultimi 5 anni ha tolto, solo in provincia di Napoli, ben 6 miliardi al circuito dell'economia legale; ed abbiamo una città a brandelli".Torino, dopo gli operai le librerie
Le ultime ad andarsene sono le librerie del centro di Torino. Qualche storico negozio lascerà gli spazi in cui stava da decenni: la libreria Zaniboni o la Dante Alighieri non riapriranno, mentre la Paravia si trasferirà in un quartiere meno centrale. La crisi ha colpito pure i negozi più grandi, come la Fnac che ha chiuso o la Coop che si è trasferita fuori città. Per rimanere in tema di libri, la trattoria Mama Licia, in passato frequentata dall'editore Giulio Einaudi, ha lasciato le sue cucine per gli affitti troppo alti. La situazione non cambia fuori dal centro fino alla periferia: che sia il ricco quartiere Crocetta o l'operaia Mirafiori, panetterie, piccoli alimentari, negozi d'abbigliamento e di sigarette elettroniche abbassano le serrande e i locali restano sfitti e invenduti per anni. In città, stando agli ultimi dati della Confesercenti, dall'inizio dell'anno hanno chiuso 543 attività, quasi 1.200 se si considera la provincia. Nel 2013 non era andata meglio: spariti 1.167 negozi, "con un saldo negativo di 181 esercizi in rapporto alle aperture", stando all'Ascom e alla Camera di Commercio. È il sintomo di una crisi che è cominciata con la Fiat e i suoi operai, ha colpito il suo indotto e, a catena, i consumi e si ripercuote su tutta l'economia. A dare il colpo di grazia poi sono gli affitti sempre alti, soprattutto nella centralissima via Roma, tanto alti da soffocare anche attività economiche di lusso. Per abbattere i costi i gestori dello storico emporio alimentare Paissa hanno chiuso il locale di piazza San Carlo tenendo aperti gli altri locali più piccoli e dagli affitti meno alti in via Cernaia e in corso Alcide De Gasperi. Una libreria che chiuderà i battenti è la Dante Alighieri. Per Mimmo Fogola, che la gestisce insieme al fratello Nanni, il problema non è l'affitto: "La concorrenza delle grandi librerie: sebbene la legge imponga sconti fino al 15 per cento, loro arrivano al 25 per cento semplicemente chiamandole 'promozioni'".

di Alessandro Ferrucci, Luigi Franco, Vincenzo Iurillo, Andrea Giambartolomei e Ferruccio Sansa

Il Fatto Quotidiano, Lunedì 23 settembre 2014


http://altrarealta.blogspot.it/ 

 

 
 
 

Ebola, 11 soldati americani in quarantena nella base di Vicenza

Post n°2422 pubblicato il 28 Ottobre 2014 da stella112
 

 

I militari dovranno rimanere nella base militare americana di Vicenza per 21 giorni, senza possibilità di contatto con la famiglie In isolamento in Italia un gruppo di soldati americani di rientro dalla Liberia, riferiscono Cnn e Cbs News. La Liberia è uno dei Paesi africani più colpiti dall'epidemia legata al temuto virus dell'Ebola.I militari statunitensi dovranno rimanere nella base militare americana di Vicenza per 21 giorni, dove saranno monitorati, senza possibilità di contatto con la famiglie. Il Pentagono sostiene che si tratta soltanto di una precauzione. Un bimbo di 5 anni è stato messo in osservazione al Bellevue Hospital di New York per sintomi che ricordano quelli dell'ebola. Secondo l'emittente Abc, il piccolo - che è tornato dalla Guinea sabato e aveva 39 di febbre - è stato messo in isolamento ma non è ancora stato sottoposto ai test e non è in quarantena. Secondo il New York Post il bimbo vomitava ed è stato trasportato da casa sua nel Bronx in ospedale dai servizi di emergenza. Per far fronte all'epidemia di ebola "devono essere mobilitati 40.000 esperti" nel piu' breve tempo possibile. E' l'appello lanciato da Christos Stylianides, neo-designato coordinatore Ue per la lotta all'ebola, parlando durante la sua prima conferenza stampa dopo la nomina della settimana scorsa. Stylianides ha sottolineato che gli esperti che si recheranno nella regione "devono ottenere garanzia che saranno evacuati in caso di necessita'." Il coordinatore ha insistito che "lavorerà con gli Stati membri per organizzare le operazioni di evacuazione" del personale europeo potenzialmente affetto dalla malattia. Stylianides ha ribadito che i rischi di ebola "sono stati sottostimati" dalla comunità internazionale, e che l'epidemia "rischia di estendersi ben oltre l'Africa Occidentale" se non si agisce presto e in modo efficace e coordinato. Funzionari della Commissione europea spiegano che "non tutti i 40.000 nuovi lavoratori devono essere necessariamente internazionali". Se riuscissimo a raggiungere la cifra di 5.000 esperti europei sarebbe un gran risultato," spiega un funzionario. Tuttavia, vista la carenza di personale addestrato nei paesi colpiti dall'epidemia, gli esperti sanitari locali "dovranno essere formati molto rapidamente," spiega l'alto funzionario Ue. La cifra di 40.000 esperti addizionali deriva dalla necessità di mettere a disposizione in Liberia, Guinea e Sierra Leone un numero di "5.000 letti in più" nei prossimi due mesi. "Per ogni letto servono 8 esperti," spiega il funzionario. (Affaritaliani.it )


http://notizie.virgilio.it/videonews/ebola-bimbo-in-isolamento-a-new-york-servono-40mila-esperti.html

  
 
 
 

Con le privatizzazioni arrivano gli avvoltoi delle grandi banche

Post n°2421 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da stella112
 

 

di Luciano Lago - I sostenitori del libero mercato come "fattore di progresso" ci hanno raccontato che l'Italia, come qualsiasi altro paese, deve rinunciare a molti dei servizi che oggi sono in mano pubblica, dello Stato o degli Enti Locali, per procedere alle privatizzazioni che darebbero luogo a maggiore efficienza e alleggerirebbero i conti del debito pubblico.
Sarà come dicono lorsignori, i sostenitori ad oltranza delle teorie neoliberiste e del primato del mercato sulle esigenze della collettività e delle persone. I partiti di governo in Italia, per primo il PD, sono i primi convinti assertori della necessità di liberalizzare e rottamare ogni incrostazione di mano pubblica in conformità alla esigenza di adeguarsi al mercato omologato ed all'Europa.Matteo Renzi lo ha sostenuto anche alla Leopolda ed in altre occasioni: "non bisogna avere nostalgia per rimanere aggrappati al vecchio mondo, quello dove lo Stato provvedeva a tutto, forniva i servizi, pagava le pensioni, gestiva gli ospedali, provvedeva ai trasporti, dava le case popolari a meno abbienti, ecc... Non esiste più il posto fisso, il mondo è cambiato".Molto meglio certo avere uno Stato più snello ed affidare tutti i servizi ai privati che possono gestirli con efficienza: i trasporti, la sanità, i fondi pensione, ecc., tutto a società private che svilupperanno (secondo Renzi ed i suoi sodali del PD) anche posti di lavoro e alleggeriranno i compiti dello stato.Tutto questo nella teoria ma, per verificare come questa idea possa essere messa in pratica, disponiamo di un ottimo esempio in un paese a noi vicino e simile all'Italia, per molti aspetti: la Spagna.
Bene in Spagna si è proceduto già nel corso del 2013 ad alleggerire lo Stato e gli enti locali dai tanti compiti che gravavano su di esso. Ad esempio la municipalità di Madrid (el Ayuntamiento) e di altri governi regionali, aveva annunciato la vendita di 5.000 appartamenti (di proprietà pubblica) a consorzi privati come Goldman Sachs e Blackstone, assicurando che non si sarebbero variate le condizioni per gli inquilini con i quali era stato fissato il costo dell'affitto.Questo era un patto in teoria ma la dura realtà ha iniziato a manifestarsi mano a mano che i contratti di affitto sono arrivati a scadenza. Risulta che la Goldman Sachs ha richiesto la rivalutazione del canone che viene adesso adeguato al mercato, risultando un rincaro degli affitti che può arrivare a 8/10 volte il canone pagato in precedenza. Vedi: Goldman Sachs atemoriza a familias espanolas humildes aumentandoles la renta.Esemplare il caso di Jamila Bouzelmat, una signora di 44 anni, madre di 6 figli, la quale pagava 53 euro di affitto per la sua casa e sopravviveva grazie ad un assegno di 500 euro per la disoccupazione che viene corrisposto al marito e di colpo di è vista recapitare una richiesta di canone rivalutato per 436 euro mensili .Come lei altre migliaia di inquilini, di basso reddito, che godevano di un canone agevolato per gli appartamenti di case popolari (edilizia pubblica), trovandosi in situazione di mancanza di lavoro o di precarietà i quali, alla scadenza del contratto, si sono visti recapitare i nuovi canoni dalla società proprietaria degli immobili ex pubblici ed ora vivono nel terrore di essere sfrattati.La Goldman Sachs, che adesso risulta proprietaria del 15% degli immobili, ha agito in maniera del tutto legale, avendo acquisito la proprietà degli appartamenti, che si era deprezzata per la crisi di un 40% circa, ha proceduto a vendere rivalutando le rendite delle sue proprietà immobiliari come avrebbe fatto qualsiasi altro proprietario immobiliare, attento alla redditività del suo investimento.Naturalmente questo ha provocato forti proteste e manifestazioni in Spagna e soltanto a causa di queste, risultano al momento sospese le esecuzioni di sfratto alle famiglie che non riescono a pagare i canoni rivalutati.spains-poor-are-terrified-of-goldman-sachsTuttavia la vicenda è significativa perchè indica chiaramente, per chi ancora non lo avesse capito, quali siano i reali beneficiari delle politiche di austerità e di privatizzazione fortemente volute in Europa dai  partiti anti popolari che applicano le ricette neoliberiste dettate da Bruxelles e dai governi complici. Non a caso emergono sempre le grandi società speculative come la Goldman Sachs come i reali beneficiari dei processi di privatizzazione.La Spagna in questo è un paese esemplare, infatti ci dicono che ha applicato con successo le famose "riforme" che in Italia ancora tardano ad attuarsi, ci viene indicato come esempio, dato che, fra l'altro, ha privatizzato anche una buona parte del sistema sanitario ove risulta che già il 40% circa degli ospedali siano passati in proprietà ai privati, con effetti di alleggerimento del costo per lo Stato del sistema sanitario ma non altrettanto per i cittadini ai quali sono state aumentate le rette ed il costo dell'assistenza.In Italia non tarderanno ad arrivare queste riforme richieste dall'Europa e che Renzi si è impegnato a fare per dimostrare che loro sono "un governo serio" e "credibile" nei confronti delle istituzioni di Bruxelles e del FMI che preme da tempo per aprire la strada anche in Italia all'arrivo dei grandi avvoltoi come Goldman Sachs e Blackstone.In base ai piani già pronti dell'elite finanziaria, in Italia si potrà privatizzare tutto: dalla rete elettrica ai servizi di trasporto, agli ospedali, al sistema di previdenza ed alle assicurazioni sugli infortuni. Sarà un sistema molto innovativo ed amerikano che spazzerà via le vecchie incrostazioni stataliste.La popolazione italiana, nel frattempo opportunamente mescolata con le centinaia di migliaia di nuovi arrivati dall'Africa e dall'Asia, potrà sperimentare i "vantaggi" del mercato aperto, della società multiculturale, emancipata e finalmente moderna e liberista, quella che tanto piace al fiorentino ed ai suoi finanziatori.Nella foto in alto: manifestazioni contro gli sfratti (desahucios) a Madridhttp://www.controinformazione.info/con-le-privatizzazioni-arrivano-gli-avvoltoi-delle-grandi-banche/#more-7302

 

 

 
 
 

Come preparare l'Aloe Arborescens di Padre Romano Zago

Post n°2420 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da stella112
 

Scritto Da Roberta Ragni

Aloe arborescens Compton

L'aloe come rimedio anticancro? E' da un po' di anni che si parla della ricetta dell'Aloe Arborescens di Padre Romano Zago, convinto delle proprietà miracolose di questa preparazione, che sarebbe capace di guarire tumori anche in fase avanzata, in breve tempo e senza particolari effetti collaterali.

Avevamo scoperto in redazione qualche tempo fa questo nome e questa ricetta grazie alla segnalazione di una nostra lettrice, che l'aveva sperimentata sul marito malato di cancro (fortunatamente l'uomo è riuscito a sconfiggere il suo male), unitamente alle testimonianze di parenti e amici che hanno intrapreso questo percorso, più o meno felicemente. Cerchiamo di capire di cosa si tratta andando con ordine.

CHI È PADRE ROMANO ZAGO? Nato in Brasile, si legge sul sito a lui dedicato, nell'attuale comune di Progresso, l'11 aprile del 1932, Romano Zago, ascendenti italiani, entra appena undicenne nel seminario Serafico "San Francesco" di Taquari dove porta a termine gli studi. Diviene novizio nel 1952. Studia filosofia a Daltro Filho e Teologia a Divinipolis, in Mato Grosso, e viene ordinato sacerdote nell'ordine dei Frati Minori. È presto nominato professore presso il seminario di Taquari dove aveva iniziato i suoi studi, nel 1971 si laurea anche in lettere ed insegna Francese, Spagnolo, Portoghese e Latino nelle varie case del suo ordine. Nel 1991 viene inviato a prestare il proprio servizio in Israele, dove prosegue nell'insegnamento ai giovani.

Oggi vive e lavora in Brasile, dove è tornato al termine della sua missione in Terrasanta. Nel 1998 ha concesso l'autorizzazione ad un'industria brasiliana a produrre in suo nome il preparato a base di Aloe. È da qui che prende il via la storia dell' "Aloe di Padre Romano Zago", bevanda fedele alla formula originale, e commercializzata in numerosi paesi. Nello stesso anno veniva istituita la Fondazione "Fra Romano Zago", che oltre ad essere attiva nel sostegno a persone in difficoltà e nella solidarietà in genere, conduce un'intensa attività di diffusione e ricerca sui vantaggi e sulle proprietà curative dei prodotti naturali, fra cui l'Aloe ha, ovviamente, un posto di primo piano.

La ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla rivista "Terra Santa" e su altre riviste specializzate. È l'inizio della notorietà per il frate francescano e il suo elisir di lunga vita. Rientrato in Brasile nel '95, Padre Romano Zago divulga ulteriormente la sua formula, e comincia a dedicarsi in modo continuativo alla sua sperimentazione e alla cura degli ammalati più gravi e disperati. Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie la sua esperienza nel libro "O cancer tem cura" ("Di cancro si può guarire", edizione italiana Adle edizioni, Padova).

LE ORIGINI DELLA RICETTA - È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta. L'aloe, o Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la "materia prima" su cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. "Conoscevo già la pianta - dichiarerà in seguito il religioso, riporta sempre il sito citato, - in Brasile, mia madre ce la dava sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande". Mescolando il succo ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d'api e grappa, ottiene un composto dalle presunte proprietà guaritive straordinarie.

GLI INGREDIENTI - Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi tre ingredienti: l'aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le proprietà dell'aloe? "La spiegazione è semplice" dirà lo stesso Padre Romano. Ed in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d'api, naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le sostanze curative contenute nel succo d'aloe, fino ai recettori più remoti del nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica.
Quanto alla grappa, essa effettua un'azione di vasodilatazione, ovvero allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell'organismo. Il sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre, l'organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido viscoso e ricco di proprietà, ovvero l'aloina, che sgorga quando si incide una pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato.

COME SI PREPARA? LA RICETTA

  • 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 3-10 foglie a seconda della lunghezza
  • 350 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)
  • 10 ml di grappa, pari a un cucchiaino (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)

L'ideale, spiega il blog Aloe Arborescens è una pianta con foglie di 40 cm di lunghezza o più (5 anni o più), ma vanno benissimo anche piante con foglie da 20 centimetri almeno (2 anni di età). Tagliare le foglie, il gel non deve vedere mai la luce.

Scegliere le foglie né troppo in alto perché sono troppo giovani, nè quelle troppo in basso perchè sono ingiallite e appassite. Coprirle dalla luce anche artificiale, basta metterle in un sacchetto di plastica non trasparente. Pulirle dalla polvere con uno straccio asciutto, non bagnarle con acqua. Tagliare via le spine con un coltello, lasciando tutta la buccia esterna. Tagliare a pezzetti e mettere in un frullatore insieme al miele. Quando si è ottenuta una crema verde semi-liquida, si mette in un barattolo opaco in cui non possa entrare la luce e si mette nel frigorifero (non in freezer).

E' molto meglio però preparare barattoli più piccoli, mantenendo le proporzioni, il grande vantaggio è di avere un preparato ancora più fresco e più efficiente ogni volta. In questo caso, è bene seguire la ricetta con dosi di un terzo rispetto all'originale (120 grammi di foglie di Aloe, pari a 1-4 foglie a seconda della lunghezza; 120 grammi di miele naturale di qualità, non artificiale e non millefiori)

La grappa non è necessaria e non va mescolata nel preparato: va bevuto un cucchiaino quando si assume il preparato per dilatare i vasi. Bisogna assumere 3 di questi barattoli più piccoli di fila senza interruzione. 3 barattoli più piccoli equivalgono quindi a un barattolo grande della ricetta originale. Le dosi, come il numero delle foglie, sono indicative. Il preparato va assunto preferibilmente a stomaco vuoto per migliorare al massimo l'assorbimento dei principi attivi.

ELISIR ANTI - CANCRO? - Lungi da noi il voler dare false speranze a chi è malato. Ovviamente non siamo medici e non possiamo accertare in alcun modo che questa ricetta faccia davvero guarire dal cancro. Nemmeno i casi di guarigione riportati sono sufficienti per fare letteratura scientifica. Resta il fatto che la ricetta di Padre Zago continua a destare interesse e clamore. Forse l'aloe da sola non basta, ma certamente è in grado di ridurre gli effetti collaterali di chemio-terapia e radio-terapia. C'è da dire, però, che con tutta probabilità nemmeno i protocolli standard bastano da soli: vanno certamente uniti a uno stile di vita e a un'alimentazione più sana.Almeno su questo tutti i medici concordano.

fonte

 

JOITV " INCONTRI SENZA CENSURA LA BASSANESE "PADRE ROMANO ZAGO

 

Leggi anche http://notizie.bassanonet.it/attualita/17804.html

 
 
 
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