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Stessa massa per materia e antimateria

Post n°3046 pubblicato il 28 Agosto 2015 da stella112
 

Stessa massa per materia e antimateria

 

antimateria

L'interno dell'esperimento ALICE di LHC. Crediti: A Saba/CERN

Il team INFN dell'esperimento ALICE dimostra, con una precisione di una parte su 10000, che l'antimateria aggregata si comporta in modo analogo alla materia ordinaria. I risultati dello studio pubblicati su Nature Physics.

Il superacceleratore LHC (Large Hadron Collider) continua a regalare scorci nuovi sulla natura alla scala subnucleare. Nell'ambito dell'esperimento ALICE - A Large Ion Collider Experiment, una delle quattro macchine fotografiche grandi come cattedrali, che al CERN di Ginevra sbirciano i segreti dell'infinitamente piccolo - un team di fisici italiani dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ha verificato l'uguaglianza di una proprietà fondamentale di materia e antimateria nucleare, la massa, a un livello di precisione mai raggiunto prima. La ricerca si è guadagnata la pubblicazione su Nature Physics, la prima per ALICE su questa prestigiosa rivista.

Grazie all'abbondante produzione di nuclei leggeri nelle collisioni tra nuclei pesanti di piombo, l'esperimento ALICE è riuscito a selezionare un campione di un milione di nuclei di antideuterio e di migliaia di nuclei dell'isotopo leggero dell'antielio, e a misurare la differenza di massa con i corrispondenti nuclei di materia. Questa differenza, entro le incertezze sperimentali, è risultata pari a zero. La misura conferma la validità di una simmetria fondamentale della natura, la cosiddetta simmetria "CPT" (Carica, Parità, Tempo), in base alla quale se esiste un nucleo, allora esiste anche un antinucleo con la stessa massa, ma carica opposta.

«È un risultato che dimostra le straordinarie possibilità aperte da esperimenti come ALICE: il fatto di disporre di uno strumento cosi sofisticato per osservare la struttura della materia permette di effettuare misure molto diverse fra loro. Dobbiamo sempre essere pronti a possibili sorprese!», sottolinea Paolo Giubellino, spokesperson di ALICE.

Le indagini volte a definire le caratteristiche dell'antimateria rappresentano da 50 anni uno dei punti di contatto tra la fisica delle particelle e lo studio dell'evoluzione dell'universo. L'antimateria è la controparte speculare della materia. Un concetto che sembra lontano dal senso comune. Eppure, è entrata ormai nelle vite quotidiane. Basti pensare alla PET (Tomografia a Emissione di Positroni), dove la lettera "P" indica proprio un pezzetto di antimateria, il positrone, cioè l'antiparticella dell'elettrone. Storicamente, il primo scienziato a prevedere l'esistenza e il comportamento delle antiparticelle fu Paul Adrien Maurice Dirac, premio Nobel per la fisica nel 1933. La scoperta delle antiparticelle - la prima fu proprio il positrone, nel 1932, grazie a Carl Anderson - però, da sola non dimostra l'esistenza di stati di antimateria aggregata, cioè formata da antiparticelle, come avviene per le particelle ordinarie che costituiscono la materia. La parola antimateria, infatti, non solo implica l'esistenza delle antiparticelle previste dalla teoria di Dirac, ma anche che queste interagiscano fra loro in modo totalmente simmetrico rispetto a quanto avviene per la materia ordinaria. Solo nel marzo del 1965, al CERN, grazie al gruppo di Antonino Zichichi arriva la prova sperimentale dell'esistenza dell'antimateria nucleare, con la scoperta dell'antideuterio e la misura della sua massa. Successivamente, vengono osservati anche altri antinuclei leggeri (antitrizio, antielio e antialfa).

«La scoperta del primo esempio di antimateria nucleare - afferma Antonino Zichichi, project leader del rivelatore TOF (Time of Flight, letteralmente tempo di volo) in ALICE - è avvenuta al CERN, nel 1965, usando un fascio di antiprotoni della maggiore intensità mai raggiunta prima, e una tecnologia da record per la misura del tempo di volo. La scoperta dell'antimateria ha costituito la prova fondamentale che se l'universo è fatto esclusivamente di materia, ciò non accade perché l'antimateria non esiste e non fa parte della logica dell'universo, ma per via di altre fondamentali leggi e fenomeni della natura ancora da scoprire. Ciò ha portato Heisenberg a dire - nel suo libro The Physicist's Conception of Nature - che questa scoperta dell'antimateria è stata forse il più grande balzo in avanti della fisica del XX secolo».

Per ripetere con maggiore precisione questa misura, i fisici di ALICE hanno utilizzato un rivelatore la cui costruzione e messa a punto, con finanziamenti INFN, è interamente sotto responsabilità delle sezioni INFN di Bologna e Salerno e del Centro studi e ricerche Enrico Fermi di Roma. Si tratta proprio del rivelatore TOF, un grande cronometro alla frontiera della tecnologia. Il tempo di volo è la misura del tempo che impiega una particella prodotta in una collisione a raggiungere il rivelatore, a circa 4 m di distanza. Il rivelatore TOF misura con grande accuratezza questo tempo, grazie alle cosiddette Multigap Resistive Plate Chamber (MRPC), camere sviluppate dai gruppi italiani e capaci di ottenere risoluzioni temporali di 80 picosecondi (80 millesimi di miliardesimi di secondo), su una superficie di 144 m2, grande quanto un campo di pallavolo. La particella di luce, il fotone, impiega ad esempio poco più di 10 nanosecondi, 10 miliardesimi di secondo, a raggiungere il rivelatore. I nuclei di antideuterio analizzati dal team di ALICE, invece, vanno un po' più lenti, in media il 30% più piano, e i fisici li identificano proprio perché arrivano 5 nanosecondi dopo la luce. Conoscendone l'energia (più precisamente la quantità di moto), attraverso la misura del loro ritardo si può misurare con grande precisione la loro massa.

La misura di ALICE si collega a quella effettuata 50 anni fa dal gruppo guidato da Zichichi, migliorando sensibilmente la precisione nella stima della differenza in massa di nuclei e antinuclei, fino ad arrivare a una parte su 10000 nel caso dell'antideuterio e una parte su 1000 per l'antielio. In genere, misure di questo tipo richiedono esperimenti dedicati. Al contrario, nel caso di ALICE la misura è stata effettuata nell'ambito di un programma di ricerca focalizzato su uno studio completamente diverso: la produzione e l'analisi di un plasma di quark e gluoni simile a quello prodotto nei primi istanti successivi al Big Bang. Ciò è stato possibile, non solo in virtù del grande numero di dati disponibili, ma anche grazie alle ottime capacità dell'esperimento, ai limiti della tecnologia esistente, di tracciare e identificare l'elevatissimo numero di particelle prodotte nelle collisioni.

Lo studio appena pubblicato su Nature Physics, non solo conferma che esiste l'antimateria aggregata, come dimostrato 50 anni fa, ma che si comporta, con una precisione di una parte su 10000, in modo analogo a quella ordinaria.

Davide Patitucci

Per saperne di più:

Leggi su Nature Physics l'articolo "Precision measurement of the mass difference between light nuclei and anti-nuclei"

media.inaf.it

NOTA PERSONALE... FABRY, A QUESTA CONCLUSIONE CI E' ARRIVATO PURE MALANGA SENZA SPENDERE TUTTI QUEI SOLDI, TE LO SPIEGA BENE NEI SUOI VIDEO... QUEL MALANGA E' PROPRIO UN GRANDE.

 

 
 
 

Wikileaks, taglia da 100 mila euro per il testo segreto del Ttip

Post n°3045 pubblicato il 28 Agosto 2015 da stella112
 
Tag: TTIP

 

Nelle stanze segrete della diplomazia, i burocrati europei stanno negoziando il trattato di libero scambio Europa-Usa (Ttip), che riscriverà le regole del commercio mondiale. WikiLeaks lancia una campagna per rivelare il testo completo. E imbarcando sponsor eccellenti, da Varoufakis a Glenn Greenwald

DI STEFANIA MAURIZI

Wikileaks, taglia da 100 mila euro per il testo segreto del Ttip

Una ricompensa di 100mila euro per chi aiuterà a rivelare il testo del più importante trattato commerciale internazionale che l'Europa sta negoziando in segreto con gli Stati Uniti: il trattato di libero scambio Europa-Usa, o Ttip.


E' così che l'organizzazione di Julian Assange, WikiLeaks, parte all'attacco della riservatezza che circonda il Ttip: raccogliendo, attraverso un'iniziativa di crowdfundingappena lanciata , ben 100mila euro da donare come "taglia" a chiunque contribuirà a rivelare il testo di un accordo che cambierà la vita di miliardi di cittadini e lavoratori, europei, americani, ma non solo. Sì, perché il Ttip è un accordo "monstre" che condizionerà le due economie più grandi del pianeta, quella europea e quella americana, che insieme costituiscono il 40 percento dell'economia mondiale. Anche per questo l'iniziativa di WikiLeaks ha subito iniziato a incassare l'appoggio di testimonial eccellenti, come l'ex ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, il giornalista americano Glenn Greenwald e il filosofo Evgeny Morozov.

Un trattato blindato nel segreto. L'idea alla base del Ttip è creare un mercato unico con le stesse regole e con gli stessi standard, in modo da semplificare al massimo i rapporti commerciali e potenziare le occasioni di business per le aziende. Ma in realtà cosa contenga esattamente il testo completo dell'accordo non è chiaro, perché il Ttip viene negoziato da Europa e Stati Uniti nel riserbo più assoluto.

Nel video sul Ttip realizzato dall'organizzazione di Julian Assange e che oggi "l'Espresso" pubblica in esclusiva (), Julian Assange spiega la riservatezza che circonda le trattative.




«Se i parlamentari europei vogliono avere accesso al Ttip, devono chiamare l'ambasciata americana e fissare un appuntamento. Gli appuntamenti sono possibili solo due giorni alla settimana in fasce orarie di due ore. L'accesso è permesso solo a due parlamentari per volta. I parlamentari si recano all'ambasciata Usa, sono tenuti a consegnare ogni dispositivo elettronico, in modo che non possano fare copie del testo, e devono acconsentire a mantenere riservato quello che leggono a quel punto sono ammessi a una sala di lettura sicura, dove due guardie dell'ambasciata Usa controllano tutto quello che i parlamentari ammessi fanno. Come possono i parlamentari europei capire cosa stanno negoziando per l'Europa in condizioni come queste?».

Pare incredibile che, nel mezzo di una crisi finanziaria che ha devastato le vite di milioni di lavoratori in tutto il mondo, i giganti del mercato stiano ridisegnando le regole dell'economia in questo clima di assoluta mancanza di trasparenza e partecipazione.

La spada di Damocle dei tribunali speciali. I ventotto paesi dell'Unione Europea, Italia inclusa, stanno trattando l'accordo di libero scambio con gli Usa come blocco unico, anziché come singole nazioni. A sedere al tavolo delle trattative per i ventotto paesi è la Commissione Europea e sul sito dell'Unione è possibile trovare una serie di informazioni sul Ttip ( qui in inglese ), che però non affrontano davvero i nodi più controversi delle trattative. Come la questione dei tribunali internazionali per la risoluzione delle controversie stato-investitori (Isds). Gli Isds sono tribunali internazionali che permettono «alle aziende di promuovere azioni legali contro gli stati per praticamente tutto ciò che le imprese sostengono che influenzi i loro investimenti», spiega WikiLeaks nel suo video, precisando: «Se una protesta ha un effetto sui loro profitti, [le grandi aziende, ndr] possono promuovere un'azione legale. Se le leggi toccano i loro profitti, possono promuovere un'azione legale. Se nuove regole possono avere un impatto su dove o cosa vogliono fare con i loro soldi, possono promuovere un'azione legale».

I tribunali Isds non sono certo una novità introdotta dal Ttip: la stessa Unione Europea, sul proprio sito, ammette che molti dei trattati commerciali firmati dai paesi europei fin dagli anni '50 includono questi sistemi di risoluzione delle controversie stato-multinazionali, che però in molti casi hanno operato in modo controverso. «Guardando alla storia dei tribunali Isds», spiega l'organizzazione di Julian Assange, «i critici sostengono che la sovranità degli stati europei e la democrazia sono a serio rischio. Casi di controversie legali di fronte ai tribunali Isds includono l'azienda svedese Vattenfal, che ha promosso un'azione legale contro lo stato tedesco per 3,7 miliardi di dollari per aver eliminato gradualmente l'energia nucleare. La British-American Tobacco, che ha trascinato in tribunale l'Australia per aver approvato una legge che limita la pubblicità delle sigarette. L'azienda francese Veolia, che ha presentato un'azione legale contro l'Egitto per aver alzato il minimo salariale».

Sul proprio sito, l'Unione Europea nega risolutamente che i tribunali Isds previsti nelle trattative del Ttip possano impedire ai governi che aderiscano al trattato di legiferare nel pubblico interesse a causa della pressione legale delle grandi corporation, eppure l'Ue precisa di volere includere nel Ttip miglioramenti sulla trasparenza e sull'imparzialità di questi tribunali, segno evidente che qualche problemino con gli Isds c'è. Di fatto nel giugno scorso, l'Alto Commissariato Onu per i diritti umani ha espresso preoccupazione ( qui il comunicato in inglese) per le negoziazioni in corso su alcuni aspetti del Ttip, citando proprio il problema della riservatezza delle negoziazioni in corso e quello dei tribunali Isds. «L'esperienza dimostra che la funzione regolatoria di molti stati e la loro abilità di legiferare nel pubblico interesse è stata messa a rischio», ha dichiarato l'Alto Commissariato senza mezzi termini, spiegando come i tribunali Isds abbiano costituito una spada di Damocle di tipo legale per i governi che hanno cercato di introdurre regole per proteggere l'ambiente, la sicurezza alimentare, l'accesso ai farmaci generici ed essenziali e la riduzione del fumo.

Riuscirà WikiLeaks a raccogliere i 100mila euro per ricompensare chi aiuterà l'organizzazione a rivelare il testo del trattato di libero scambio Europa-Usa? Nel caso degli altri due trattati "monstre" in corso di negoziazione, il Tisa e il Tpp, l'organizzazione di Julian Assange è effettivamente riuscita a spezzare la barriera del segreto: se conosciamo una buona fetta dei testi di questi due accordi, che influenzeranno la vita di miliardi di cittadini e lavoratori, è solo grazie a WikiLeaks che li ha rivelati in collaborazione con un team di media internazionali, tra cui "l'Espresso". Per il Ttip la scommessa è stata appena lanciata. E la posta in gioco è alta. Come spiega WikiLeaks, «Il Ttip è la partita più importante che si sta giocando in questo momento in Europa».

E «la segretezza del Ttip getta un'ombra sul futuro della democrazia in Europa», ragiona Julian Assange, «sotto la veste del Ttip gli "interessi speciali" agiranno senza controllo, proprio come abbiamo visto nel recente assedio finanziario contro il popolo greco. Il Ttip ha effetti sulla vita di ciascun cittadino europeo e trascina l' Europa in un conflitto a lungo termine con l'Asia. E' tempo di porre fine al segreto del Ttip». 

FONTE

 
 
 

Imminente guerra nucleare? Putin autorizza l'uso di armi nucleari contro la NATO

Post n°3044 pubblicato il 27 Agosto 2015 da stella112
 

 

By Edoardo Capuano 

Putin autorizza l'uso di armi nucleari contro la NATOIl Ministero della Difesa (MoD) riporta oggi che il Presidente Putin ha firmato l'ordine "Settembre di Guerra", che autorizza l'uso dell'arma atomica nei primi attacchi contro le forze della NATO, per i crescenti i timori del Cremlino che il regime di Obama stia per scatenare un attacco massiccio in Ucraina contro le forze separatiste e la Repubblica Autonoma di Crimea.

Il Presidente Putin ha firmato il grave ordine di guerra in Crimea, durante l'incontro sulla sicurezza con i massimi vertici militari della Federazione, secondo il rapporto, prendendo pubblicamente atto delle preoccupazioni del Kremlino affermando: "È evidente che la minaccia di forze estere per destabilizzare in questo o quel modo la penisola rimane: giocando la carta nazionalistica, utilizzando questi o quegli errori ed inefficienze delle autorità, indirizzano le preoccupazioni dei cittadini su un vicolo distruttivo.

Alcune capitali parlano apertamente della necessità di condurre attività sovversive; importanti strutture vengono create, e personale per atti di sabotaggio e propaganda radicale viene reclutato e addestrato".

Al momento della firma del Presidente Putin dell'ordine di guerra, secondo il rapporto, oltre 9000 soldati e 3000 componenti delle batterie dei sistemi missilistici balistici tattici Iskander-M della Federazione iniziavano l'immediato rischieramento di 800 chilometri nell'Oblast di Astrakhan, divenendo operativi nel Distretto Militare Meridionale.

Acuendo i timori di guerra al Kremlino, la presente relazione continua che i 65000 militari ucraini disposti sul fronte presso Donetsk, secondo gli esperti del MoD, attaccheranno contemporaneamente a pianificati attentati terroristici occidentali in Crimea, nel "maldestro tentativo" di forzare la Federazione a difendere solo quest'ultima, invece della prima.

Gli sbarramenti di artiglieria preparatori delle forze ucraine guidate dagli USA già spaventano l'Unione europea (UE) sull'imminente guerra, nota la relazione, e colloqui sulla crisi tra Germania e Francia sono in programma, a cui il Presidente Putin non parteciperà, anche se potrebbe parteciparvi successivamente.

I preparativi della Federazione, tuttavia, afferma la relazione, sono "molto più seri" con almeno 50000 soldati altamente addestrati pronti ad intervenire immediatamente in Ucraina, una volta iniziata la guerra, e il massicciodispiegamento della 20.ma Armata sul fronte occidentale continua a ritmo accelerato.

La relazione del MoD rileva inoltre che l'ordine del Presidente Putin estende al 15 ottobre le grandi esercitazioni della Difesa Aerea in corso ad Ashuluk, 500 chilometri dal confine della Federazione con l'Ucraina orientale, che dovrebbe anch'essa combattere in guerra.

Con decine di migliaia di truppe occidentali in Spagna per l'esercitazione Trident Juncture 2015, che la NATO definisce le "più ambiziose" nella "storia moderna", gli esperti del MoD dicono nel rapporto che l'ultima settimana di settembre si avvierebbe una provocazione bellica senza precedenti per "scatenare" la guerra in Ucraina.

Il Capo di Stato Maggiore dell'esercito statunitense, Generale Ray Odierno, ha affermato la scorsa settimana che la Russia è la prima minaccia militare agli Stati Uniti, afferma la relazione; sarebbe curioso saperne il perché, dato che gli USA spendono in militarismo e guerre più di tutti gli altri Paesi del mondo combinati.

Mentre gli Stati Uniti hanno condotto una serie di esercitazioni militari segrete d'estate, i cui risultati preoccupano i funzionari della difesa e delle forze armate statunitensi sul loro Paese impreparato a una guerra prolungata contro la Russia, gli analisti del MoD in questa relazione notano che il regime di Obama sarebbe pronto ad iniziarla comunque, preparandosi all'apocalisse economica imminente del mese prossimo.

E su quanto catastrofica sarà l'apocalisse economica di settembre, il sito dissidenteInfoWars ha anche avvertito, questa settimana che il "panico totale" ha sopraffatto coloro che sanno cosa sta arrivando.

Fonte originale: whatdoesitmean.com / Traduzione di Alessandro Lattanzio -SitoAurora

TRATTO DA http://www.ecplanet.com/node/4750

NOTA PERSONALE... C'E' NIENTE DA FA... QUESTA GUERRA LA VOGLIONO PROPRIO FARE :-(

 
 
 

Il ruolo dei media e della NATO sulla crisi dei migranti

Post n°3043 pubblicato il 27 Agosto 2015 da stella112
 

By Edoardo Capuano 

Il ruolo dei media e della NATO sulla crisi dei migrantiUn efficace articolo diRussia Insider affronta la gravissima questione della copertura mediatica sulla migrazione che si rifugia in Europa, che nasconde accuratamente l'elefante nella stanza: le politiche aggressive della NATO che ne sono alla base. Il frame che comanda i giornalisti - consciamente o inconsciamente che sia - impone loro di passare sotto silenzio le cause di questa ondata migratoria senza precedenti, e di attaccare come "razzista" chiunque cerchi di mettere in discussione le compiacenti politiche di accoglienza.

Media sembrano determinati a non segnalare che la causa principale della crisi migratoria che la UE si trova ad affrontare è il caos e la miseria che gli Stati Uniti hanno contribuito a provocare in Libia, Siria, Iraq, Yemen e Somalia.

La portata della crisi migratoria che sta affrontando oggi l'Europa non può essere sottovalutata. È veramente senza precedenti. Ma quel che viene abitualmente sottovalutato, tuttavia - ed è di fatto quasi ignorato dai media mainstream - sono le vere radici della crisi.

Il dibattito sull'immigrazione nella UE si svolge quasi interamente senza riferimento alcuno alle cause del recente afflusso di migranti dal Nord Africa e dal Medio Oriente. L'elefante nella stanza è la NATO, e nessuno vuole davvero parlarne.

Centinaia di articoli, carichi di numeri e proposte e previsioni, omettono di fare un collegamento diretto tra la causa e l'effetto. I conduttori televisivi rimangono apparentemente sconcertati, a bocca aperta, davanti alle immagini apocalittiche che scorrono sui loro schermi, ma pochi sono disposti a trarre le dovute conclusioni. E' un collegamento così logico e basilare che è difficile credere che non venga esplicitato in maniera molto forte e con insistenza. 

Forse è solo il fatto che i giornalisti sono così condizionati dal frame che mette gli Stati Uniti e la politica della NATO in una luce positiva, che fa sì che il collegamento nemmeno venga loro in mente. O forse sono semplicemente in imbarazzo e cercano di deviare l'attenzione dal loro sostegno continuo, e documentato, ai vari interventi militari in quei paesi.

In entrambi i casi, il risultato è che la storia è raccontata in un modo che fa apparire i tempi della crisi quasi casuali. Assistiamo a una discussione su come 'gestire' le barche piene di libici che attraversano il Mediterraneo - come se la Libia fosse un paese imploso appena ieri, e senza nessuna ragione apparente.

Un dibattito feroce infuria su 'cosa fare' con questi migranti - ed è comprensibile perché questo è il problema più immediato - ma il dibattito di cui c'è davvero bisogno è sulle politiche, le politiche della NATO, che sono state il catalizzatore di questi eventi.

Anche se l'Europa fosse unita nel formulare una 'soluzione' al problema, non sarebbe nulla più che una soluzione-cerotto, perché tratterebbe solo il sintomo. Dopo tutto, che importa coprire la ferita aperta con un cerotto quando il tizio che brandisce il coltello è ancora nella stessa stanza? Non ci vuole un genio per capire come finisce la storia.

Ogni volta che la questione è citata a malincuore dai media, è accennata astrattamente e brevemente da un giornalista o un conduttore che fa riferimento ad un "conflitto" o parla di come la violenza "si sia riaccesa" in questi paesi negli ultimi mesi e anni.

Ai redattori del New York Times, in particolare, piace molto caricare tutta la colpa sulle spalle dell'Europa. Qui il Times sostiene che la crisi migratoria "mette a fuoco i passi falsi dei politici europei." Un altro articolo, della redazione, dà lezioni all'Europa su come gestire la situazione.

Nel mese di aprile, il capo della NATO, Jens Stoltenberg, ha fatto appello a una "risposta esaustiva" alla crisi e ha promesso che la NATO avrebbero aiutato a stabilizzare la situazione. Il ruolo della alleanza nella "stabilizzazione" dell'Afghanistan era parte del suo approccio complessivo alla crisi dei rifugiati nel Mediterraneo, ha detto.

Questa è bella, detta dal capo di una alleanza di 'sicurezza' e 'difensiva' che ha portato avanti per anni una politica di destabilizzazione offensiva nelle stesse regioni da cui le persone sono in fuga a centinaia di migliaia. Ma i commenti di Stoltenberg e le azioni della NATO possono essere facilmente decodificati mediante l'impiego di un po' di buon senso.

Il modus operandi della NATO è chiaro. Il modello, ripetuto più e più volte, comporta la completa destabilizzazione di una regione, seguita rapidamente da un'altra 'soluzione' NATO al problema. Se a questo si aggiunge l'uso di portavoce che senza vergogna fingono ignoranza e mentono clamorosamente (Jen Psaki, Marie Harf ecc), e dei media compiacenti che ripetono la linea a pappagallo senza farsi domande, questo è il risultato.

L'intervento della Nato in Libia del 2011 è stato autorizzato dalle Nazioni Unite per motivi "umanitari" e ha provocato la morte di un numero che va da 50.000 a 100.000 persone e lo sfollamento di 2 milioni di persone. Molto umanitario.

Allo stesso modo, dopo la campagna condotta dagli Stati Uniti per destabilizzare la Siria nel tentativo di rovesciare Bashar al-Assad, facilitando (e anche sostenendo) l'avvento dell'ISIS nella regione, l'incredibile cifra di 10 milioni di persone sono state sfollate (secondo Amnesty International) ed i paesi europei sono stati lasciati a raccogliere i cocci. La Germania, ad esempio, si è impegnata a sistemare 30.000 rifugiati siriani. La Svezia, un paese non NATO, ne ha accolto quasi altrettanti.

E dovrebbe essere chiaro, tuttavia, che il numero di persone che i paesi europei hanno preso in carico impallidisce rispetto a quanti sono stati ospitati dai paesi del Medio Oriente. Il Libano, per esempio, ospita 1,1 milioni di rifugiati siriani. La Giordania ne ospita più di 600.000. L'Iraq ospita quasi 250.000 persone. La Turchia ne ospita 1,6 milioni.

C'è un paese che in tutto questo ne sta venendo fuori illeso - almeno sul fronte siriano. Quel paese sono gli Stati Uniti. Dopo quattro anni di guerra gli Stati Uniti hanno accolto meno di 900 rifugiati siriani. I funzionari americani hanno spiegato che motivi di "sicurezza nazionale" richiedono di non poterne accogliere di più, anche se hanno detto che sarebbero contenti di poter aumentare l'accoglienza.

Dibattito non consentito

C'è un secondo crimine multimediale che passa inosservato, ed è questo: nei paesi europei dove il massiccio afflusso di migranti provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa ha causato gravi divisioni sociali e dove i migranti non sono riusciti ad integrarsi (per una serie di motivi, sia per le politiche governative che per le credenze religiose spesso radicali), i media occidentali non permetteranno a nessuno di parlarne onestamente - e guai a chi cerca di farlo.

Prendete la Svezia, dove la malattia del politicamente corretto è a uno stadio ancora più avanzato di quanto non sia nel resto d'Europa. Lì, ogni tentativo di discutere la coerenza della politica delle 'porte aperte' sull'immigrazione, viene bollato come "razzista". Ironia della sorte, la nazione sta affrontando una crisi degli alloggi e non ha posto dove mettere la maggior parte delle persone che si sta impegnando ad accogliere. Ecco quel che si dice una vera e propria politica lungimirante di buon senso.

Si tratta di una combinazione pericolosa per l'Europa: un afflusso insostenibile di migranti, una politica estera che ne assicura la continuazione, dei media compiacenti, e un'epidemia di "correttezza politica" che ha infettato l'intero continente.

L'ABC dei media sulla crisi dei migranti: parlare molto di migranti, non far menzione del perché siano scappati e quindi chiamare "razzista" chiunque ne faccia un problema - successo! Oh, e si ottiene un ulteriore bonus se si può collegare in qualche modo tutto questo a un' 'aggressione russa', a Vladimir Putin e alla NATO come alleanza difensiva.

Alcuni paesi europei stanno adottando un approccio più intransigente e per questo vengono stroncati. L'Ungheria, ad esempio, sta cercando di costruire una barrieralungo il confine con la Serbia, simile alle barriere lungo le frontiere greco-turche e bulgaro-turche. Ancora una volta, questo ha scatenato accuse di razzismo e xénofobia dai media e dagli ambienti politici.

Ma è parte del gioco, no? Se i sostenitori delle guerre della NATO possono focalizzare il dibattito sull'idea che chiunque voglia affrontare o valutare criticamente la politica dell'immigrazione è "razzista", allora non ci sarà bisogno di parlare in primo luogo del perché i migranti sono qui o del perché a casa propria si trovino ad affrontare delle circostanze così terribili.

Oksana Boyko di Russia Today ha cercato di recente di affrontare questo argomento con Peter Sutherland, rappresentante speciale delle Nazioni Unite sulla migrazione internazionale e lo sviluppo, ma non ha ottenuto niente. Ha affermato che la discussione sulla migrazione verso l'UE non può davvero fare a meno di affrontare l'essenza e il cuore del problema, ma ha dovuto constatare che a quanto pare la politica della NATO non è un argomento in discussione.

Discutere della crisi dei migranti in Europa senza riconoscere il contesto in cui è stata creata, è inutile. Sarebbe come chiedere agli americani di discutere della brutalità della polizia, senza parlare della questione razziale. I due aspetti sono inevitabilmente interconnessi e qualsiasi "soluzione" che provenga da una discussione incompleta alla fine non può che fallire.

Per ora, però, sembra che l'Europa continuerà a discutere questa crisi umanitaria in termini di 'cosa fare', senza affrontare il 'come fermare', e continueremo a muoverci in un circolo vizioso.

Una soluzione più semplice, ovviamente, sarebbe che la NATO ponesse fine alle sue campagne di destabilizzazione in Medio Oriente e Nord Africa, ma questo richiederebbe l'accettazione e il riconoscimento di alcune dure verità.

Autore: Danielle Ryan / Fonte: vocidallestero.it

TRATTO DA http://www.ecplanet.com/node/4751

 

 
 
 

GLI ILLEGALI AL GOVERNO

Post n°3042 pubblicato il 27 Agosto 2015 da stella112
 

 

Gli italiani? Un popolo che non conta piu' nulla. Deve solo soffrire e stare in silenzio


Il popolo italiano ormai non conta più nulla,non decide più nulla, deve solo soffrire in silenzio, pagare e far finta di nulla.Il governo è abusivo e non è eletto,il senato è corrotto,la maggioranza è incostituzionale e la mafia comanda...Un governo abusivo, sia perché guidato da un premier non eletto, sia perché nato grazie ad un premio di maggioranza incostituzionale (secondo una sentenza della corte dei conti), sia perché il Senato si regge dopo la compravendita di alcuni senatori, nella corruzione più totale, sia perchè il parlamento non conta più nulla, funge solo da "passacarte".Al Quirinale c'è un presidente della Repubblica nominato da un Parlamento, giudicato incostituzionale dalla stessa Corte della quale faceva parte l'attuale Presidente Mattarella. Quella Corte che, mentre lo giudicava tale, ne ha permesso la sopravvivenza: e, caso strano, uno di loro è finito al Colle.Dal Presidente della repubblica fino all'ultimo dei parlamentari, la classe politica al potere è tutta illegittima. Ogni decisione di questo governo, avallata da questo Parlamento, è illegale.Nonostante ciò, senza alcun mandato politico decidono le sorti di una nazione democratica, senza interpellare minimamente il popolo (tramite referendum ecc) riguardo le decisioni importanti, proprio come in una dittatura, permettendosi di additare come "fascisti" coloro che osano opporsi alle loro decisioni.Come il bue che da del cornuto all'asino.Fanno entrare quanti più migranti possibili senza rendere conto al popolo italiano, andandoli addirittura a raccattare sulle coste libiche. Li vanno a prendere a casa perchè glie lo chiede la mafia, "il business dei migranti rende più della droga", così la mafia cambia affare e lo stato cambia strategia per servirla e riverirla, come ha sempre fatto negli anni.Al funerale di Casamonica si è capito benissimo chi comanda la capitale, il Lazio, l'Italia. Nessuno spiegamento di forze dell'ordine, nemmeno un vigile, ne un carabiniere o un poliziotto a cercare di fermare l'ingorgo creato da tale funerale, nessuno si è permesso di interferire minimamente nonostante c'erano le basi per farlo. Se fosse stata una pacifica manifestazione a creare quell'ingorgo ci sarebbero state manganellate a volontà per tutti...Dall' altra parte c'è un popolo che non si ribella in una situazione del genere, e resta a guardare immobile la devastazione della propria identità, della propria cultura e, anche, del proprio benessere conquistato in decenni di sacrifici e lavoro.La domanda che nasce davanti all'arroganza di un governo abusivo e illegale:E' lecito impegnarsi con tutti i mezzi disponibili per abbattere un governo andato al potere illegalmente, che ha acquistato senatori e con il loro voto decisivo traghetta clandestini a casa nostra, favorendo un business mafioso dal quale riceve gonfie mazzette?
Scritto da Gerardo

http://www.italianosveglia.com/gli_italiani_un_popolo_che_non_conta_

piu%92_nulla_deve_solo_soffrire_e_stare_in_silenzio-b-89592.html#

http://altrarealta.blogspot.it/ 

 

 
 
 

LA ZOMBIZZAZIONE PSICOATTIVA

Post n°3041 pubblicato il 27 Agosto 2015 da stella112
 

 

La principale fonte della zombizzazione psicoattiva è la televisione; state in guardia quando guardate la TV: per introdurre nella vostra coscienza certe informazioni, gli addetti si servono delle tecnologie audio all'avanguardia. 
Vi siete mai accorri che la trasmissione va in onda accompagnata dai toni leggeri, appena percettibili? Non è la musica. Queste tonalità la nostra coscienza non percepisce perché siamo concentrati sulla voce del conduttore. Ma si tratta dei suoni psicoattivi..

Oggi esiste una ventina di tecniche che permettono di influenzare il pubblico. Il meccanismo della zombizzazione è semplice: la coscienza dell'ascoltatore viene portata allo stato meditativo, mentre il conduttore gli sta facendo il lavaggio del cervello (non si potrebbe esprimersi con una maggiore precisione!). Essendo rilassata, la maggior parte degli ascoltatori smette di percepire criticamente ciò che sente. 
I tecnici del suono TV amano usare i toni isocronici. Avete mai sentito come certe notizie si coprono da un certo suono metallico? Si tratta dell'introduzione allo stato beta, affinché il vostro cervello ricordi meglio ciò che sta dicendo il conduttore TV. Dopo seguirà un rilassamento, per cambiare le vostre convinzioni.

Un'altra fonte della zombizzazione psicoattiva è la pubblicità. In certi tipi di pubblicità si adoperano dei metodi che agiscono sul subconscio (negli USA e in Canada questo è vietato per legge). Cercate di non guardare la pubblicità!
E un'alta fonte ancora è la musica pop. Non abbiate dubbi: gli hit parade vengono fatti con degli elementi psicoattivi. Potete sperimentarlo da soli. Esiste, per esempio, un hit di Kipelov "Sono libero"https://www.youtube.com/watch?v=zVt3B427PPU.
Potrete sentire una colonna isocronica mascherata sotto forma del rumore di un elicottero, e poi dei ritmi monoaurali ed alcuni effetti dello spostamento spazio-acustico. In realtà, questo hit è un innocuo programma alfa, camuffato come musica. Non arreca alcun danno e lo si può ascoltare senza preoccupazioni. 
Ma ci sono anche altri esempi, molto pericolosi. 
Se un ritmo binaurale sarà sovrapposto agli appelli di uccidere, all'esaltazione della morte, questo messaggio sarà fissato nel subconscio. Si conoscono i fatti di cronaca quando degli adolescenti prendevano in mano le armi e andavano ad uccidere i propri professori e i compagni di classe. Posso dire con certezza che tutti questi ragazzi erano dei fanatici dei hit simili, ascoltati con le cuffie. 
Gli scienziati che studiano la neuro acustica inorridiscono se analizzano la musica pop. E' piena di tutto, inclusi i messaggio subliminali. Il cervello adolescenziale è particolarmente recettivo e i creatori di questa musica sanno che sarà ascoltata dai bambini/ragazzi, e con le cuffie. A loro non importa che è nociva, il loro scopo è quello di venderla.
Secondo gli scienziati americani, dietro ogni strage compiuta con le armi c'è un ascolto delle canzoni psicoattive dei quali l'omicida era un fan accanito. Sia la nostra società, sia i genitori dei ragazzi ne sono all'oscuro, si crede che le canzoni non possono fare del male. Se avete i figli adolescenti cercate di salvarli dall'ascolto della musica pop di bassa lega; è meglio che ascoltino per lo meno la musica pop classica, senza parlare della musica classica.
State attenti alla musichetta in filodiffusione nei supermercati. Non è una semplice musichetta leggera! Sono i potenti programmi mirati alla vostra "deconcentrazione ". Così, se vi siete recati al supermercato per una cosa, finite col fare una marea di acquisti inutili. Non sapete di essere stati sottoposti ad un attacco audio e di essere stati derubati (con il vostro consenso).
Fare un esperimento: entrate in un supermercato indossando le cuffie. Capirete subito di essere più concentrati se state ascoltando la vostra musica e non quella che il supermercato vi propina. Tenete pure conto che in certi brani si inseriscono dei messaggi subliminali che vi invitano a comprare ciò che a voi non serve.

Lenni Rossolovski

Traduzione Olga Samarina

http://altrarealta.blogspot.it/ 

 

 
 
 

Effetti di campo della coscienza

Post n°3040 pubblicato il 24 Agosto 2015 da stella112
 

 

campo della coscienzaI recenti approfondimenti nell'ambito della fisica rivoluzionano la posizione dell'essere umano nel contesto cosmico. Alcuni fisici e biologi molecolari stanno cominciando ad integrare nello studio della coscienza la visione innovativa che proviene dalle teorie che tendono alla unificazione delle forze fondamentali di natura. Desidero riportare l'attenzione attraverso questo articolo su un fenomeno che è stato oggetto di studio scientifici, ma che penso non abbia avuto la meritata risonanza nei diversi contesti culturali e sociopolitici. Il fenomeno degli effetti di campo della coscienza è un fenomeno fisico-quantistico nella dimensione della collettività e la sua adeguata osservazione ed applicazione è in linea con quel rinnovamento culturale e scientifico che si sta verificando in questi decenni, con importanti ricadute nel nostro quotidiano.

I recenti approfondimenti nell'ambito della fisica ed in particolar modo della meccanica quantistica continuano a rivoluzionare la nostra visione e la posizione dell'essere umano nel contesto cosmico, sebbene assistiamo ancora al perdurare in alcuni ambiti di una visione meccanicistica. Mentre la teoria della relatività di Einstein ha dimostrato che la materia è una forma di energia, la meccanica quantistica che indagava le dimensioni subatomiche ha messo in evidenza che a quel livello l'energia presenta una natura ondulatoria. Finché la nostra osservazione si limita ad una dimensione biomolecolare o molecolare la materia sembra avere una certa densità, ma quando l'osservazione giunge al livello subatomico le cosiddette particelle subatomiche non sono altro che oscillazioni di campi di energetici che veicolano informazione.

Ancora oggi nella ricerca scientifica per quanto riguarda le funzioni complesse della coscienza e della mente si privilegia una visione localizzatoria; anche negli studi di neuroimaging si tende ad adottare una tale struttura, anche se i ricercatori incominciano a comprendere che nei processi complessi vi è una attivazione complessiva del sistema nervoso centrale (e d'altra parte non potrebbe essere altrimenti). Ci chiediamo quindi in una visione avanzata se non sia il caso che lo studio scientifico della mente e della coscienza non debba essere esteso e coinvolgere le dimensioni della fisica fondamentale integrandole alle classiche visioni meccanicistiche.

Una visione innovativa

Alcuni fisici e biologi molecolari stanno cominciando ad integrare nello studio della coscienza la visione innovativa che proviene dalle teorie che tendono alla unificazione delle forze fondamentali di natura, sino alla ricerca della dimostrazione di un campo unificato, da cui originano quelle leggi di natura che organizzano la vita nel cosmo ed anche i processi biofisici della nostra mente.

La nostra coscienza emerge ed è espressione di questo campo fondamentale in natura: la struttura del cervello e della mente è in grado di amplificare e trasfigurare gli impulsi primordiali che provengono da questa fonte; e questi ultimi influenzano morfogeneticamente l'espressione morfologica e temperamentale dell'individuo. In questa accezione la coscienza individuale è espressione di questo livello fondamentale della fisica che è autoreferente, intendendo per autoreferenza la capacità di autorelazionare le perturbazioni che avvengono al proprio interno, determinando un fenomeno primordiale di coscienza.

La struttura del cervello umano nella sua natura biologica ha anche una dimensione biofisica, consente la realizzazione di questo processo nei termini di autoreferenza che partecipa al processo della consapevolezza. Quindi la coscienza non è conseguente alla particolare struttura biologica del cervello quale esito di un processo evolutivo, non è secondaria, ma è espressione di una "complessità" che scaturisce dal progressivo diversificarsi dei diversi livelli delle leggi di natura; e questo processo è armonizzato da una coscienza primordiale.

massmeditationfeatIl nostro DNA, un superconduttore

Alcuni biologi molecolari hanno evidenziato che il DNA nella sua struttura biofisica si comporta come un superconduttore, cioè non disperde energia ed è in grado di veicolare informazione. L'informazione veicolata nel campo diviene tanto più "influente" quanto più è coerente come fenomeno oscillatorio. Ad esempio la luce che è costituita da una funzione d'onda di tipo elettromagnetico non coerente tende a disperdersi differentemente da un raggio di luce laser, le cui oscillazioni sono coerenti e manifesta proprietà quantistiche dei campi elettromagnetici oscillanti. Quando utilizziamo delle tecniche che sono in grado di generare coerenza delle onde cerebrali assistiamo ad una serie di processi mentali che hanno peculiari caratteristiche, che non vengono espresse in condizioni di normalità, ossia quando il cervello presenta fenomeni di desincronizzazione come nel normale stato di veglia.

La MT e la coerenza delle onde cerebrali

Esistono delle tecniche che consentono di realizzare un alto livello di coerenza nelle onde del nostro sistema nervoso centrale e queste tecniche sono state ampiamente studiate nei loro effetti sui diversi parametri della fisiologia, ma ne sono stati anche studiati gli "effetti di campo" sulla coscienza collettiva di una popolazione.

Attraverso le tecniche di meditazione trascendentale (MT) ed MT-siddhi, la mente può accedere a dei livelli di minima eccitazione realizzando un alto livello di coerenza delle onde cerebrali, sia interemisferica che fra i lobi anteriori medi e posteriori del cervello. Quando si realizza un alto livello di coerenza cerebrale le onde cerebrali, che sono delle macrofunzioni d'onda quantistiche, consentono la realizzazione di quel fenomeno chiamato"effetto di campo della coscienza", cioè una propagazione della coerenza nell'ambiente circostante. Ciò che accade è una sorta di fenomeno di risonanza della coerenza, le onde altamente coerenti "influiscono" e rendono coerenti le onde cerebrali di altre persone, determinando un funzionamento più coerente di alcuni processi mentali. La realizzazione di questo livello di coerenza cerebrale determina la riduzione degli effetti dei campi magnetici in cui noi siamo immersi e la propagazione della coerenza cerebrale; quest'ultima tende ad armonizzare e rendere coerenti le onde cerebrali della coscienza collettiva determinando degli effetti positivi sui quei parametri che indicano la qualità della vita all'interno di una collettività.

E' sufficiente che un numero di individui pari alla radice quadrata dell'1% della popolazione pratichi la meditazione trascendentale e la MT-siddhi per potere assistere agli effetti di campo sulla coscienza di quella popolazione. Sostanzialmente il fenomeno è correlato alla propagazione di una forte onda di coerenza collettiva, costituita dalla somma di fase delle singole componenti individuali del gruppo che pratica la tecnica. Le influenze sulla qualità della vita di un gruppo che si sono osservate sono letteralmente sorprendenti; sono stati effettuati negli anni '80 ben 15 studi sugli effetti di campo della coscienza e sono stati osservati miglioramenti nella collettività per quanto riguarda la riduzione del numero dei reati (omicidi-suicidi), la riduzione del numero degli incidenti stradali, la riduzione dei tassi di ricovero ospedaliero, la riduzione di mortalità prenatale ed infantile, la riduzione del consumo di alcool e di sigarette e miglioramento di alcuni parametri di natura economica.

Bruno Renzi

karmanews.it

 

 

 
 
 

Sulle esperienze di pre-morte

Post n°3039 pubblicato il 24 Agosto 2015 da stella112
 

  

Ormai da quasi mezzo secolo sono state raccolte centinaia di testimonianze di persone strappate alla morte dopo incidenti, malattie gravissime o tentati suicidi, al punto che si sono potute ricavare alcune statistiche (1): grazie anche ai progressi nelle tecniche di rianimazione. Tra le vittime di tali traumi mortali ospedalizzate e tirate fuori dalla morte, i più sono incoscienti di quel che è avvenuto; ma circa il 4-5% riferisce di avere, in qualche modo, gettato un'occhiata in quello che descrivono ome un aldilà. Probabilmente conoscete già le costanti di ciò che riferiscono, perhé hanno avuto qualche risalto nella letteratura New Age: il vedere dall'esterno il proprio corpo esamine, la sensazione di percorrere una galleria in fondo alla quale splende una luce bellissima, l'incontro con familiari morti che vengono ad accoglierli sorridenti, o la presenza di un accompagnatore, una sensazione di gioia e di essere avvolti dall'amore.

Meno noto è che non tutte queste esperienze di pre-morte sono esperienze di felicità: in un caso su cinque, i sopravvissuti raccontano di essere stati sull'orlo di un luogo orribile, che loro stessi descrivono come "inferno". Un caso su cinque significa il 20 per cento.

 Risultati immagini per angie fenimore Angie Fenimore

Angie Fenimore, casalinga, madre e moglie infelice, tentò il suicidio nel 1991. Si trovò «immersa in un'oscurità che si estendeva all'infinito in ogni direzione, e non era solo nera, era un vuoto senza fine, assenza di luce». E tuttavia, con un senso che non sapeva di avere, la donna vedeva in essa degli altri esseri. Esseri «con lo sguardo vuoto davanti a sé, fissati in uno stupore senza pensiero, senza curiosità di dove erano. Completamente assorti in sé stessi, ciascuno chiuso nella sua infelicità per avere scambi mentali o emozionali con gli altri. Avevano la capacità di comunicare gli uni con gli altri, ma ne erano impossibilitati dal buio». Angie parla di un suo «enorme disappunto», per un motivo che prova a spiegare in un modo strano: in quel luogo «le possibilità di imparare erano senza fine, ma non avevo né libri, né tv, né amore, non avevo intimità, non il sonno, non amici, nessuna luce, nessuna crescita, nessuna felicità e nessun sollievo».

Da questa solitudine totale la chiama «una voce di grandiosa potenza, non alta ma che mi schiacciava come una tremenda onda sonora; dentro a cui risonava una ira così feroce che con una parola avrebbe potuto distruggere l'universo, ma includeva anche un così possente e risoluto amore che, come il sole, poteva far nascere la vita sulla terra». Questa Voce gli rivolge parole «lancinanti»: «È questo che vuoi davvero?».

Il resto si trova nel libro che la donna ha scritto, Beyond the Darkness. Miracolosamente richiamata in vita, Angie si dichiara oggi «formata da un nuovo significato: di fede, di essere soggetta al volere sacro, si essere veramente una figlia di Dio», da lui amata. Col senno di poi, ipotizza che il «luogo» dov'è stata, possa essere qualcosa come il purgatorio.

http://blog.godreports.com/wp-content/uploads/2013/08/comingoutofcoma-1-150x150.jpg  Matthew Botsford

Matthew Botsford usciva da un ristorante di Atlanta dove aveva partecipato ad un raduno di uomini d'affari, quando fu preso nel mezzo di una sparatoria di strada fra delinquenti: una pallottola 9 mm nel cervello (ce l'ha ancora), arresti cardiaci ripetuti sul marciapiede poi nell'ambulanza, un mese di coma indotto dai medici per ridurre la tumescenza cerebrale.

«Avevo 28 anni - dice ora - non avevo mai pensato a Gesù come Salvatore o Vita. Ero occupato di me stesso, avevo i miei piani. Mi sentivo giovane, vibrante e forte».

Ora, nel buio, mentre il suo corpo in coma giaceva nel letto d'ospedale, Matthew si trova immediatamente sospeso a mezz'aria «con le braccia stese, legate con antiche catene» sopra un abisso di lava. Il fumo della lava trascinava con sé anime come scintille in un fuoco, un solo grido si levava da lì, fatto di infinite grida di dolore, di perdita, di tormento. «Ero con altri, ma solo. Nel mio proprio tormento». La lava sale fino ai suoi piedi: «Ho sentito l'odore della mia carne ustionata che bruciava via fino all'osso». Demoni lo osservavano e si prendevano gioco di lui. «Corpi tozzi, con scaglie, e corna di vario numero e lunghezza secondo il loro livello di autorità». alcuni con denti affilati gli strappavano la pelle dalla schiena, «ciò che mi causava un tremendo dolore. Sentivo il suono della mia pelle strappata... sentivo il loro puzzo come di carne putrefatta. Capivo che non sarebbe mai finito».

Frattanto sua moglie Nancy era nella loro casa del Michigan ignara di tutto. Svegliata da una telefonata alle due di notte, si precipita verso Atlanta. Non le viene nemmeno in mente di pregare, anche lei non crede molto in Dio. Le cose cambiano all'ospedale, quando i medici dicono che Matthew ha il 30% di possibilità di superare la notte, che forse è meglio che muoia anziché sopravvivere mentalmente menomato, e alcuni addetti cominciano a farle pressioni perché dia il consenso alla donazione degli organi.

Smarrita, Nancy si aggira per i corridoi dell'ospedale, insensata, fuori di sé. Passano ore. Di colpo, sente una mano che le afferra la spalla: si volta, non c'è nessuno: «Ho sùbito capito che era Gesù, l'ho sentito con ogni cellula del corpo». Capisce anche il senso del messaggio. Si mette a pregare con disperato fervore: «Signore, salva mio marito. Anche in sedia a rotelle gli starò vicino».

Matthew, da laggiù, racconta quel che gli è successo, con queste incredibili parole:

«Nel mio "settore" all'inferno, ho visto un grosso dito cominciare a protrudere da fuori, per rivelarsi infine come una mano umana», una mano piena di rughe e screpolature, una mano vecchissima. «La mano di Dio è scesa metodicamente verso di me e mi ha preso alla vita, causando l'immediato rilascio delle catene, facendo fuggire i demoni e vincendo il buio, la paura e la non-speranza. Non è ancora il tuo momento, gridò la Voce tonante».

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Matthew s'è svegliato dal coma ridotto a 45 chili, la parte destra paralizzata, la memoria funzionale di un neonato. Due anni di intensa, penosa riabilitazione per reimparare a fare le cose più semplici, anche a defecare. «Ed ho ancora deideficit», dice, «ma prima ero spiritualmente morto e quel proiettile mi ha dato la bella, vera vita. Quando mi hanno sparato, ero nel posto giusto, dove dovevo essere». Insieme a Nancy va di congregazione in congregazione a diffondere la Buona Notizia.

 

  Mickey Robinson

Mickey Robinson porta ancora sul volto piagato e con un occhio cieco, i segni dell'incidente aereo da cui è scampato non si sa come. Era, dice, un paracadutista sportivo «assatanato dalla caduta libera. La mia vita girava tutta in 30-60 secondi di caduta e cinque minuti di discesa a paracadute aperto; dovevo farlo di nuovo, era la mia droga».

Il piccolo aereo da turismo era pieno di compagni paracadutisti quando precipitò in fiamme. Alcuni riuscirono a lanciarsi, Mickey soltanto troppo tardi. Raccolto in fin di vita, sfigurato, con ustioni di terzo grado in gran parte del corpo, fratture multiple e ferite varie, il ragazzone si ritrova in un letto d'ospedale schiacciato dai dolori, quando di colpo «il mio vero me» esce dal corpo «come un guanto dalla mano. Ero istantaneamente nel mondo spirituale. E immediatamente ho saputo che è quello il mondo reale».

Tutti coloro che riferiscono la loro esperienza di pre-morte negano di aver sognato. No, non è stato un sogno: è la realtà quella che hanno vissuto. Le cose hanno colori più vivi, i contorni più netti. Tutto è «frizzante e vivace», dirà uno. Si è in uno stato di coscienza più acuto, le emozioni più intense e più chiare. Sembra di avere non solo i cinque sensi, ma molti di più - motivo per cui è difficile trovare le parole per raccontare un simile evento («Ero come parte di un grande affresco; percepivo le tre anime che erano nell'ambulanza con me; non soltanto la loro presenza, il loro amore, i loro cuori, le loro emozioni, sentimenti, sensazioni sia fisiche che mentali» dice un sopravvissuto).

In quello stato, Mickey «sa» di star viaggiando veloce, verso una luce «pura, più bianca della neve e più brillante di mille soli, coinvolgente». Solo che «guardo alla mia destra e c'è quella nerezza generale. Di colpo capii la sua completezza. Era eterna, senza vita alcuna, era vuota ed era per sempre intrattabile... E più la guardavo, più intensa sembrava la natura di esser tagliato fuori, separato. Era orribile. Orribile. Dopo questo, non posso sentire qualcuno che dice: va all'inferno. Non si desidera che la peggiore persona del mondo, Hitler, Bin Laden (sic) vada a finire lì. Era così orribile».

Robinson si accorge con orrore che quel nero sta eclissando la luce verso cui andava a velocità crescente; «Era come essere in una stanza buia e chiudere la porta di quella stanza. E lo spazio tra la porta che emana luce si stava restringendo. Ma non era una porta, era un luogo reale; e si stava chiudendo, stava eclissandosi, e io adesso sono ritto sull'orlo estremo, sul precipizio d'eterna separazione. E allora grido fuori di me: "Aiuto, io voglio vivere! Dammi un'altra possibilità!". E prima che la porta si chiudesse del tutto, mi trovo alla presenza dell'Onnipotente. E all'istante so che non morirò per l'eternità. All'istante, so chi era questo essere che era in quel lato di me, che non potevo vedere, Era come un vivo fiume di luce d'oro...». Segue un colloquio in una bellissima lingua. «Non ne avevo mai sentito parlare, ma ero pieno di Spirito Santo.. .In tutti gli anni della mia vita ero stato nell'oscurità, e Dio mi ha dato questo spazio per gridare a lui. E in questo spazio ha cambiato il mio futuro, il mio destino e il mio intero scopo. Per tutto questo tempo Dio mi ha amato, è stato con me. Voi non aspettate di essere disperati per farlo».

Risultati immagini per howard storm  Howard Storm

Ed eccoci ad Howard Storm, professore di belle arti all'università del Kentuchy. «Non ero una persona gradevole, diciamo. Un po' professor-so-tutto, ateo militante ostile a qualunque religione, materialista, uno che cedeva a scoppi d'ira e usava queste rabbie per manipolare il prossimo. Se ho mai pronunciato il nome di Dio è stato per tirare qualche bestemmia».

Nel 1985, durante un viaggio in Europa con sua moglie, un'ulcera perforata: eccolo in un letto d'ospedale a Parigi, improvvisamente gravissimo. Anzi agonizzante. Con angoscia, sente che è prossimo alla morte. Chiude gli occhi in attesa del grande nulla. Invece «con mia sorpresa, mi trovo in piedi a guardare il mio corpo disteso nel letto». Cerca di richiamare l'attenzione della moglie, invano; lui grida bestemmie - o crede di gridare - ma lei non sente. Si accorge invece che qualcuno, oltre la porta della stanza, lo sta chiamando per nome, a bassa voce: «Howard, Howard, vieni». Erano voci diverse, stavano apparentemente nel corridoio.

Chi siete? «Siamo qui per curarti». Medici, infermieri? «Presto, vieni e lo vedrai». Non rispondevano a tono... Storm segue le voci nel corridoio, e "c'era come una nebbia". Quelle figure erano più avanti, e non riusciva a vederle chiaramente. «Davano risposte evasive, mi incitavano solo a seguirli, mi facevano fretta». Più Storm li segue allontanandosi, e più quelli davanti, da allegri che erano, diventano maleducati, impertinenti: «Presero a deridermi per il mio sedere nudo che la vestaglia d'ospedale non riusciva a coprire, e di com'ero patetico. Stavano parlando di me, ma quando tendevo l'orecchio loro si dicevano: "Sst, può sentirti!"». Più Storm si allontana nella foschia (nessun punto di riferimento, solo il terreno fangoso e umido), più quelli diventano aggressivi, anche se qualcuno di loro avvertiva gli altri: attenti, sennò si spaventa e scappa via.

Adesso, quelli sono diventati una folla ostile, sguaiata, triviale: saltano addosso al povero Storm e lo picchiano. «Un tumulto selvaggio di insulti, grida e percosse. Io lottavo come un ossesso e nello stesso tempo era chiaro che loro si stavano divertendo. Sembrava che per loro fosse una specie di gioco e che io fossi il pezzo forte del loro divertimento. La mia pena diventava il loro piacere. Appena riuscivo a liberarmi di uno, altri cinque mi assalivano. Mi stavano addosso, presero a umiliarmi sessualmente nel modo più degradante... A un certo punto, cominciarono a strapparmi pezzi di carne. Con orrore capii che ero fatto a pezzi a mangiato vivo, lentamente, così che il loro divertimento durasse il più possibile».

Una voce interna gli ingiunge di pregare. Lui rifiuta tre volte: non so come pregare. Poi cede e comincia a dire frasi come: «Il Signore è il mio pastore...God bless America, qualunque cosa che avesse una connotazione religiosa». La torma si raggriccia, si ritira urlando oscenità, urlandogli che quel che diceva non aveva alcun valore... Lui di rimando: «Padre nostro, che sei nei cieli...» a pezzi e bocconi. Si ritrova finalmente solo. Ma in una totale «disperazione, angoscia e oscurità, che non avevo la minima idea di quanto tempo fosse trascorso. Giacevo semplicemente in quel luogo sconosciuto. Non c'era alcuna direzione da seguire. Ora capivo che quella era la fine assoluta della mia esistenza, più orribile di qualsiasi cosa avessi mai potuto immaginare».

A quel punto il disperato accenna ad una canzoncina che aveva imparato all'Asilo: «Gesù mi ama, sì lo so...». Subito nel buio totale appare «una stellina minuscola»: è l'Amico - forse il suo angelo - che corre al suo soccorso (2).

A me ha colpito l'aspetto comico e scurrile, ancorché atroce, di quella torma di tormentatori, che richiama qualcosa che Storm non può conoscere: qualcosa di analogo alla compagnia dei Malebranche, la famiglia di alati demoniaci nel canto 22, che si incitano a vicenda, si fanno ingannare da un dannato, si azzuffano tra loro: «Noi andavam con li diece demoni.
Ahi fiera compagnia! ma ne la chiesa- coi santi, e in taverna coi ghiottoni».

Ma tutte le testimonianze hanno un'impressionante impronta dantesca.

Lo so, l'incredulo continuerà a non credere, a irridere a questi racconti come illusioni - nonostante la sicurezza dei testimoni che no, quella non è stata una esperienza onirica, è realtà. Né si saprà mai quanto di queste «esperienze» sia influenzato da elementi culturali che il testimone possiede come patrimonio collettivo. E certo, si può legittimamente negare che costoro abbiano conosciuto la morte - tant'è vero che sono tornati a vivere tra noi, magari salvati dai progressi delle tecniche di rianimazione.

Mi preme notare una costante: l'esperienza ha per tutti un carattere spiccatamente pedagogico: come se li preparassero al ritorno nell'aldiquà, per lo più l'angelo amico, o un parente defunto, o Gesù, o Dio onnipotente, gli fanno passare in rassegna la propria vita passata. Non giudicano, ma è la persona che si vergogna delle sue mancanze (3)...

Una cosa è indubbia: che coloro che hanno avuto l'esperienza di tipo luminoso hanno acquisito un atteggiamento vitale completamente nuovo.

«Prima della mia esperienza, ero convinto che Dio era un argomento filosofico. Dopo l'esperienza, la mia convinzione riguardo a Dio supera completamente ogni altra, compresa la convinzione che due più due fa quattro. Mi ha sorpreso, con gratitudine, di scoprire che Dio è un Essere d'Amore e di Compassione - un aspetto, questo, a cui non avevo attribuito nessuna importanza in precedenza». (Jeffrey)

«Io ora so che c'è un Dio... lo credo con tutto il mio cuore adesso, e non era così prima.L'amore incondizionato di Dio, immeritato, supera ogni nostra comprensione».

«Mi sento vicino alla mia famiglia... Non vedo più il mio ruolo di coniuge e padre come un compito obbligatorio, ma piuttosto come un rapporto di sostegno. I miei figli devono essere educati ed amati... e non semplicementeallevati correttamente» (G.D).

Non si può dubitare che queste parole, specie le ultime, testimoniano di una maturità spirituale, di un livello di saggezza alto, insolita nei nostri tempi, in persone senza particolare pratica religiosa né ascetica. È un privilegio, un dono invidiabile che questi hanno ricevuto, a prezzo del tragico incidente che li ha segnati. Una grazia, diremmo noi.

E quanto a coloro che hanno vissuto l'esperienza nel registro tenebroso, «infernale»? Non c'è nessuno di loro che non abbia cambiato vita, che sia tornato ai vecchi vizi, rabbie, al precedente materialismo ottuso.

Mi ha ispirato a questa ricerca una frase del celebre oncologo del bel mondo, Umbert Veronesi: "Il cancro è la prova che Dio non c'è". Allora m'è tornato in mente che, tempo fa, avevo letto l'esperienza di un altro ateo ed anti-religioso militante, il professor Howard Storm. E come l'abbia cambiato la sua esperienza di pre-morte. Umberto Veronesi non ha avuto questo dono. Non contento di aver passato la vita a farsi ricco - tanto che a lui si applicherebbe l'anagramma di Dali: Avida Dollars - da ultimo si è messo volontariamente a predicare l'ateismo e peggio, la propaganda della transessualità, l'elogio dei gay come avanguardia di una nuova umanità - alla sua età. Ad 88 anni uno può scoprire da un momento all'altro di quanto sia stato stupido. Definitivamente degno di scherno, ed ormai senza rimedio. Eternamente cretino nella perdizione che ha tenacemente voluto, dopotutto.

1) Molte informazioni ed esperienze di pre-morte sono raccolte dal sito «Near Death Experience Research Foundation» (NDE RF) che ha anche un'estensione parzialmente tradotta in italiano. In questo sito si fa riferimento ad ampi sondaggi: «The prevalence of NDE in the adult population has been estimated by several major surveys. A Gallup Poll in 1992 led to an estimate that 13 million Americans had experienced a NDE (esperienze di pre-morte, ndr.). The population of the United States in 1992 was approximately 260 million, leading to an estimate of NDE prevalence of 13 million/260 million, or 5%. A survey in Germany (Knoblauch H., Schmied, I. (2001). Different Kinds of Near-Death Experience: A Report on a Survey of Near-Death Experiences in Germany. Journal of Near-Death Studies, 20(1), 15-29.) found 4% of over 2000 people surveyed reported having experienced a NDE. From these data, it is possible to estimate the incidence of NDE». Le persone che hanno avuto una esperienza di pre-morte vengono sottoposte ad un questionario-standard, a scopi statistici.«Out of a total of 626 experiences submitted to the website, 302 of these experiences met the research definition of NDE as defined as, "A lucid experience associated with perceived consciousness apart from the body occurring at the time of actual or threatened imminent death" (Long)». È un vero peccato che ricerche simili non esistano, per quanto ne so, in nazioni di ambiente cattolico.
2) Lo stesso Storm asserisce che la luce verso cui l'Amico lo portò non era ancora il paradiso: «Io non vidi mai Dio, e non ero in paradiso. Ero nei lontani sobborghi...».
3) Storm: «Potevo percepire i loro sentimenti di tristezza e di sofferenza, o di gioia, mentre la revisione della mia vita scorreva davanti a noi. Essi non dicevano che qualcosa era buono o cattivo, ma io potevo sentirlo. E potevo anche sentire tutte quelle cose alle quali erano indifferenti. Per esempio, non fecero alcun caso agli ottimi risultati al liceo. Semplicemente non provavano niente al riguardo, così come nei confronti di altre cose di cui io mi ero sentito molto orgoglioso. Ciò a cui reagivano era il modo in cui avevo interagito con le altre persone. Questo stava alla base di tutto. Sfortunatamente la maggior parte delle mie interazioni con gli altri non erano adeguate al modo in cui avrei dovuto interagire, vale a dire con amore. Ogni volta che nella mia vita avevo reagito con amore, essi mostravano grande gioia».

FONTE

 
 
 

Italia defunta fra 10 anni. La tesi è della London School of Economics

Post n°3038 pubblicato il 24 Agosto 2015 da stella112
 

 

By Edoardo Capuano 

Italia defunta entro 10 anni"Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all'Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent'anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale.

Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà". Così Roberto Orsi, italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.

UN SETTORE DISTRUTTO - Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo orsi, è lo smantellamento del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli: "Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse.

Questo dato da solo dimostra l'immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell'élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. L'Italia non avrebbe potuto affrontare l'ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori.

La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l'apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell'Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull'Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell'UE sapendo perfettamente che l'Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza, l'Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa".

RESPONSABILITÀ POLITICHE - Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica: "L'Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale.

Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall'ufficio dell'ex Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d'Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell'UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo.

Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica, che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell'ordine repubblicano. L'interventismo dell'ex Presidente è stato particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e dei due successivi esecutivi, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale.

L'illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d'Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L'attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l'intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità.

I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell'Italia".

Fonte: quifinanza.it

TRATTO DA http://www.ecplanet.com/node/4732

 

 
 
 

Immigrazione umanitaria o invasione pianificata dagli Usa?

Post n°3037 pubblicato il 24 Agosto 2015 da stella112
 

 

By Edoardo Capuano 

Immigrazione incontrollata o invasione pianificata dagli UsaLo afferma l'austriaco InfoDirekt, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello 'Österreichischen Abwehramts (i servizi d'intelligence militari di Vienna): ed InfoDirekt è un periodico notoriamente vicino alle forze armate.

l titolo dice: "Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa". Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media.

"I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa" Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzazioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.

Da parte dei servizi, "Si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti". Sarebbero "le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l'Ucraina un anno fa". Chiara allusione alle "organizzazioni non governative" americane, cosiddette "umanitarie" e per i "diritti civili", bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros.

L'articolo termina con un appello "a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence" perché "partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L'attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l'intensificarsi della crisi". 

In un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che "anche in Austria c'è il "Business dei profughi", Una "azienda per i richiedenti asilo" ha ottenuto dallo stato 21 milioni per assisterli nelle pratiche e nutrirli. È una vera e propria azienda a scopo di lucro, con sede in Svizzera, la ORS Service AG, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa (PEE), che fa' capo a Barclays Bank: ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come "La corazzata Rotschild", che ha come principali azionisti la banca privata NM Rotschild e la loro finanziaria satellite Lazard Brothers. "Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild. Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (BBC), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg".

I Rotschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da "accogliere" e curare con denaro pubblico è certo l'industria di cui hanno previsto (sanno) che crescerà in modo esponenziale.

http://www.info-direkt.at/rothschild-und-die-asyl-industrie/

Thierry Meyssan (Reseau Voltaire) rilancia l'informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l'altro sosteneva che l'ondata di rifugiati in Europa non è l'effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa "la teoria del Caos", e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa.

"Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l'obiettivo strategico delle forze armate USA e dell'alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington".

"Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della UE (...) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)".

http://www.voltairenet.org/article187426.html

È proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l'aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché "ci difende dal caos".

Una sola ultima considerazione: la sinistra dell'accoglienza, come sempre la sinistra, "fà l'interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo": Ad essa s'è aggiunta, con Bergoglio, la Chiesa di Galantino.

Fonte: maurizioblondet.it

TRATTO DA http://www.ecplanet.com/node/4738 

 

 
 
 
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