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Creato da stella112 il 07/10/2005

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La ruota delle reincarnazioni

Post n°2284 pubblicato il 01 Settembre 2014 da stella112
 

 

di Camilla Ripani

Il concetto di reincarnazione mi ha sempre affascinato, inoltre esso può spiegare moltissime questioni, per esempio i talenti manifesti fin dalla tenera età, o quella sensazione - a volte fortissima - di conoscere già luoghi mai visti e persone mai incontrate prima.

La ruota delle reincarnazioniIn ogni caso, per me è sempre stato facile intuire come questa non fosse l'unica vita, l'unico piano di esistenza; per non parlare di tutte quelle volte (numerosissime) in cui ho avuto la sensazione di vivere più vite nel corso di una stessa...

In genere, si pensa alla reincarnazione come a una serie di vite che accadono l'una dietro l'altra. Le dottrine esoteriche spiegano che la reincarnazione è il mezzo attraverso cui la coscienza può crescere; in sostanza, l'uomo ha bisogno di attraversare diverse esistenze per imparare a mettere la propria personalità al servizio dell'anima. Tutto accade, quindi, attraverso un andamento sequenziale, un percorso lungo la "ruota del tempo", che chiede di aspettare centinaia di anni, forse millenni...!

Oggi so che questa descrizione è allo stesso tempo vera e non vera: tutto dipende da quale punto di vista si guarda... ma procediamo per gradi. Quella della "ruota del tempo" è un'immagine bellissima... e anche perfetta per il tassello che mi accingo a inserire. Le incarnazioni, infatti, sono da sempre simboleggiate da una ruota, per questo si parla anche di "ruota delle reincarnazioni".

Prima di continuare, devo aprire una breve parentesi sulle "dimensioni", affinché sia chiaro come, ampliando la propria consapevolezza da una dimensione a un'altra, l'esperienza possa modificarsi drasticamente. Pensate a un rappresentante della seconda dimensione, per esempio a un foglio di carta. Dal punto di vista del foglio, la realtà è misurabile solo in termini di superficie, e qualora dovesse incontrare un oggetto tridimensionale, non saprebbe vederlo.

Intersezione tra foglio e ciambellaMettiamo che il foglio si intersechi con una ciambella (che è un oggetto tridimensionale), posta perpendicolarmente rispetto al foglio. Guardando a ciò che accade, esso noterebbe solo due cerchi, reputandoli due fenomeni distinti nello spazio e nel tempo... ma chiunque guardasse lo stesso fenomeno dal punto di vista della terza dimensione, vedrebbe che in realtà si tratta di un unico oggetto: una ciambella, appunto!Cambiando la prospettiva dimensionale, dunque, cambia totalmente l'esperienza percepita.

Parlando dei piani spirituali e in particolare dell'anima, essa vive in una dimensione superiore, dove il tempo e lo spazio sono trascesi... Se praticate la meditazione, avrete certamente familiarità con la sensazione di non-tempo e di unione con il Tutto, che spesso si verifica durante tale pratica. Questo accade perché in quei momenti si è più vicini, come consapevolezza, al piano dell'anima. Com'è possibile, allora, che abitando in una dimensione dove il tempo è trasceso, l'anima "viaggi" attraverso varie incarnazioni, una dietro l'altra, cioè usando il tempo stesso? Avete già capito dove voglio arrivare?

Per quanto riguarda la singola incarnazione, certamente questa si verifica mediante il tempo. Per il piccolo-io incarnato, il tempo esiste così come esiste lo spazio: andare da Roma a Milano richiede del tempo, che cambierà in base al mezzo usato, ma in ogni caso si tratta di due luoghi diversi (nella nostra dimensione) e quindi per andare dall'uno verso l'altro ci muoveremo temporalmente.

Per l'anima, invece, per la quale non esiste né spazio né tempo poiché ogni cosa è Uno, non ha senso parlare di entrare e uscire da un'incarnazione all'altra, perché per lei significherebbe muoversi proprio nel tempo (ossia sarebbe come non vedere la ciambella intera, ma solo i due cerchi)... Non sto dicendo che la reincarnazione dell'anima non esiste, non proprio... sto solo sottolineando che essa si svolge su un piano "privo di tempo"!

Esiste uno schema che mostra facilmente questo concetto. Abbiamo detto che, dal punto di vista animico, ovvero un punto di vista che appartiene a una dimensione superiore, non esiste distanza spaziale né temporale, ma tutto è, istantaneamente. Tenendo ciò presente, significa che, quando guardi alla ruota delle incarnazioni, ti accorgi che ogni raggio cioè ogni incarnazione accade nello stesso istante!

Questo concetto per la mente non è semplice, poiché la mente abita nello spazio-tempo tridimensionale e quindi può solo "capire". Ora invece, è necessario utilizzare l'intuizione. L'intuizione, il pensiero astratto, è la facoltà che ci collega con la mente superiore altrimenti detta "anima"... Bisogna quindi essere in grado di ascoltare col cuore!

Riprendiamo ora l'immagine della ruota. Attraverso ciascuno dei raggi, l'anima immerge una parte di sé nella dimensione materiale (quindi in una realtà con minori dimensioni rispetto alla sua). Ciascun "raggio" fa esperienza di una certa "nota", di una qualità che si ha bisogno di assorbire, di rendere armonica. Ma tutte le esperienze accadono simultaneamente: non può essere diversamente! Quando un bambino nasce già con un talento, egli sta usando una qualità che, osservata dal piccolo-io incarnato, ha "già" coltivato in una vita passata; ma per l'anima questa "vita passata" sta accadendo istantaneamente. Per l'anima esiste solo l'eterno, "atemporale" presente. Allo stesso modo, ciò che il bambino apprenderà in questa vita, a sua volta se lo ritroverà già acquisito in una "vita futura" che, anch'essa, si sta svolgendo istantaneamente.

Il fatto che le incarnazioni siano istantanee ci permette di intuire come ogni cosa sia collegata... Ciò spiega, per esempio, perché certi sensitivi vedano gli eventi del futuro: non in quanto già scritti, piuttosto in quanto già esistenti. E spiega anche perché la previsione di un buon medium può fallire: non perché egli abbia errato nella sua percezione, ma perché il "futuro" nel frattempo si è modificato... Non si pensi, infatti, a ciascuna vita (ciascun raggio della ruota) come a qualcosa di stabile e ben definito: in realtà, in ogni istante, la ruota e i suoi raggi, possono modificarsi.

Ciò che la coscienza ha pienamente acquisito, non ha più bisogno di essere proiettato ossia esperienziato nella materia e quindi può addirittura "scomparire" dal presente, dal passato e dal futuro, cioè dalle varie vite. Questo tipo di nozione ci dà la chiave per comprendere anche il funzionamento dei traumi. I traumi sono aggregati di energia che sono sempre vivi nell'oggi. Anche se accesi da un evento del "passato", essi agiscono nell'oggi. Ma quando nell'oggi tu riesci a scioglierli, allora automaticamente sono sciolti nel passato (se ne può addirittura perdere memoria) e così nel futuro (dove non influenzano più le nostre scelte). Questo significa che non esiste un trauma che non possa essere superato, ma anche che, nel momento in cui lo superi, in un certo senso è come se non fosse mai esistito...

Tutti questi concetti non sono nuovi, in parecchi ne hanno parlato. Si tratta di informazioni che ci giungono quando siamo pronti a riceverle!

Prima di chiudere vorrei lasciarvi un ultimo tassello che vi può svelare come (intra)vedere le altre vostre vite. Il punto è semplice: potete accorgervi di altre vostre vite attraverso ciò che il piccolo-io incarnato chiama "gli altri". Gli altri sono la proiezione di altre vostre vite... cioè di altre vostre parti di coscienza (o almeno, questo è ciò che mi è stato rivelato e che risuona con la mia verità interiore). Gli altri sono voi in altre vostre vite. Quelle dove magari la vostra ombra agisce allo scoperto. O quelle dove la vostra luce ha il coraggio di mostrarsi... Da colui che vi è simpatico o di cui vi innamorate, a colui che vi crea problemi e ostacoli... tutti sono "proiezioni di voi"...

Avete mai sentito dei maestri parlare del karma, di come in una vita, per esempio, vi trovate a fare il persecutore e, in quella successiva, la vittima? In una vita interpretate un ruolo, e in quella dopo ti ritrovate ad avere il ruolo opposto... Ora possiamo completare questo quadro: voi state già ricoprendo tutti questi ruoli, nello stesso istante. E lo state facendo attraverso gli altri. Solo che, sul piano sotto-dimensionale del piccolo-io, vedete gli altri diversi da voi e non vi accorgete che sono gli altri-vostri-piccoli-io...

Ricapitolando, abbiamo detto che la ruota e i suoi raggi-vite non sono statici, ma che istante dopo istante possono manifestarsi in stati differenti in base alla coscienza dell'anima, e che l'anima orchestra ogni cosa da un piano atemporale e non-locale, quindi per lei tutti gli stati sono esistenti, in un unico punto, in un unico istante... In poche parole tutto questo significa che dentro ogni parte trovi il tutto, e dentro una vita trovi tutte le vite...

Articolo di Camilla Ripani

Rivisto da Fisicaquantistica.it

Fonte: http://spiritualitaquotidiana.blogspot.it/2014/02/la-ruota-delle-reincarnazioni.html

 

 

 
 
 

PUTIN STA PER DECIDERE L'EMBARGO ALL'IMPORTAZIONE DI AUTOMOBILI PRODOTTE NELLA UE

Post n°2283 pubblicato il 01 Settembre 2014 da stella112
 


PUTIN STA PER DECIDERE L'EMBARGO ALL'IMPORTAZIONE DI AUTOMOBILI PRODOTTE NELLA UE (ADDIO BMW, MERCEDES, AUDI, FERRARI)

mercoledì 27 agosto 2014

LONDRA - Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare e se uno di questi giocatori e' Vladimir Putin allora le cose si mettono davvero male per i bulletti del quartierino.

E difatti dopo aver vietato le importazioni di prodotti agroalimentari dall'Unione Europea il governo di Mosca potrebbe vietare anche l'importazione di auto prodotte nei paesi UE e Il Ministero dello Sviluppo Economico russo conferma che sta lavorando a questa ipotesi.

Tale provvedimento metterebbe in seria difficoltà soprattutto la Germania, che vede nella Russia un importante mercato per le sue auto tant'e' che il gruppo Volkwagen (che comprende, tra le tante, anche Audi, Porsche, Lamborghini e Ducati) ha già preso ufficialmente posizione contro le sanzioni economiche al governo russo e pare che a breve anche Mercedes e BMW si uniranno al coro.

In ballo ci sono centinaia di migliaia di posti di lavoro e una cifra d'affari per le esportazioni che potrebbe ridursi del 25% e il Comitato Est dell'Economia tedesca rivela che le più importanti imprese tedesche, tra cui Adidas, Siemens, Deutsche Bank e Basf starebbero studiando delle soluzioni per aggirare i diktat dell'UE.

E cosi' non contenti di aver distrutto l'industria agroalimentare adesso i politici asserviti alla UE rischiano di infliggere danni ulteriori alle economie dei paesi UE senza raggiungere nessuno degli obiettivi prefissati visto che l'economia russa continua a crescere e la Russia diventa sempre piu' influente.

Al momento e' difficile prevedere un cambiamento di direzione da parte del governo tedesco ma se tutte le grosse industrie tedesche si uniscono per chiedere la fine di questa politica antirussa per la Merkel le cose potrebbero mettersi male e chissa' sorse questa ribellione contribuira' alla distruzione dell'Unione Europea.

Fonte notizia: Il Mattino online - che ringraziamo.



http://www.ilnord.it/c-3439_PUTIN_STA_PER_DECIDERE_LEMBARGO_ALLIMPORTAZIONE_DI_AUTOMOBILI_PRODOTTE_NELLA_UE_ADDIO_BMW_MERCEDES_AUDI_FERRARI

http://altrarealta.blogspot.it/ 

 

 
 
 

Islam, sgozzati in diretta a decine

Post n°2282 pubblicato il 01 Settembre 2014 da stella112
 

 

Non c'è nemmeno la pietà della ghigliottina. La compassione gelida della lama affilata che taglia di netto: un colpo secco, il buio. Che cosa significa decapitare un uomo? La risposta è: quindici secondi. Provate a scandirli a voce alta. I miliziani dell'Isis non usano asce o mannaie. Utilizzano il coltello.



Quindici secondi da quando affonda la prima volta nella carne a quando il corpo della vittima smette di tremare.

I guerriglieri dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante sono in due, il volto celato da drappi di stoffa nera. Hanno i piedi lerci infilati nelle ciabatte. Trascinano di peso un giovane, un civile, sulla terra polverosa intorno a Deir ez-Zor, a nord est di Damasco. Il ragazzo, forse meno di trent'anni, ha le mani legate dietro la schiena. Lo buttano a terra, uno dei miliziani lo gira su un fianco. Lui non può reagire, sembra immobilizzato, ha gli occhi fissi: sa che lo aspetta la morte. Non domani o fra un mese: ora, subito. Ma ha le mani legate e non può sferrare un pugno, proteggersi il volto. Pregare di essere risparmiato, magari.

E non può neppure scappare. Deve offrire il collo agli uomini che lo hanno catturato. Lo fa quasi docilmente, con lo sguardo acquoso, il cervello perso dietro chissà quale pensiero finale. Poi la lama entra, vicino alla nuca. Provate a tastarvi il collo: ecco, è proprio lì. A quel punto gli occhi del ragazzo si spalancano, ma non vedono niente, solo il dolore cieco. Il guerrigliero dell'Isis è un uomo del deserto con le mani e il cervello educati alla violenza. Il suo taglio non è preciso: la lama va su e giù, come farebbe un seghetto dentro un pezzo di legno. Se ne può udire lo scricchiolio. Avanza a fatica e recide le vene, dilania la carne. Il sangue comincia ad allargarsi sulla sabbia. Il giovane perde il controllo della vescica e si piscia nei pantaloni.

Ed ecco le urla. Il terrore assoluto, totale. Mentre il ragazzo viene sgozzato non riesce a chiamare la mamma, può solo emettere un vocalizzo straziante: «Aaaah, aaaah, aaaah». Sempre più forte, sempre più atroce. A che cosa pensi, mentre ti ammazzano? Mentre senti il coltello che adesso aggredisce le ossa fino a spezzarle? Pensi il dolore, solo quello, in un'ascesi infernale. E la morte non arriva. Quindici secondi, non uno di meno. Li avete contati?

Il ragazzo dimena le gambe in uno sforbiciare folle sulla terra brulla. La parte superiore del corpo è bloccata dai carnefici e gli occhi sono ancora dilatati dal male infinito. Continua ad agitare la gambecome un tarantolato finché un terzo uomo dell'Isis non gli appoggia un sandalo sudicio sul ginocchio per fermare quel moto demoniaco. La lama è arrivata fino quasi al pomo d'Adamo. L'urlo disperato del giovane, raccattato in chissà quale villaggio e chissà con quale scusa, degrada in un gorgoglio mostruoso, mentre il sangue gli invade la gola. Poi, finalmente, la morte. Il corpo del ragazzo, sfinito, la accoglie afflosciandosi come un sacco vuoto. Quindici secondi. Tanto è durato il supplizio.

Il video lo trovate su Syrianfight.com, che ogni giorno documenta - con foto e filmati - la macelleria islamica dell'Isis. Ce ne sono altri, di siti così. LiveLeak.com, per esempio. O Isiswatch. Sono pieni di immagini raccapriccianti, di riprese vietate ai minori che mostrano al mondo i massacri che i soldati del Levante stanno compiendo in Siria e in Iraq. Sono foto e video che non possiamo mostrare, ma che servono a capire. Perché quando si legge che il giornalista James Foley è stato decapitato è difficile farsi un'idea. Abbiamo visto un uomo inginocchiato, poi lo stesso uomo con la testa separata dal corpo. In mezzo, un sottinteso agghiacciante. Che però deve essere svelato, perché bisogna che si sappia che cosa fanno gli aguzzini di Allah.

Bisogna guardare con i propri occhi l'incubo che si lasciano dietro. Non è una decapitazione: sono decine, centinaia. Non sono l'eccezione, com'era il paficista Nick Berg a cui Al Qaeda incise la gola dieci anni fa. Sono la regola.

Qualcuna è salutata dal raschio catarroso «Allah Akhbar». Altre sono accompagnate dalle risate dei macellai. Non sono semplicemente assassini, questi dell'Isis. Hanno col sangue e la violenza un legame antico, di rocce e di sabbia. Uccidono un uomo come si farebbe con una capra, hanno nelle mani le rimembranze dei loro antenati pastori. In un video c'è un guerrigliero in passamontagna che apre il collo di una vittima alla stregua di un quarto di bue: si vede la carne rossa attorno all'osso. Se la mangiasse, non sarebbe più atroce.

Sono vampiri. Aggrediscono il collo in cerca di sangue. Infilano le teste dei nemici e dei civili incolpevoli sulle punte dei cancelli come fossero picche. Come faceva Vlad l'impalatore. Il loro massacro è sistematico, ma non ha purezza scientifica, la geometria malvagia del genocidio. È sommario: è un ammassarsi di corpi mozzati uno sull'altro. Nei cassoni dei camion, sui marciapiedi, vicino ai ragazzi che osservano per nulla scossi. È questa la misura dell'orrore: la sporcizia, la puzza di morte che promana dallo schermo. La paura sorda di un ragazzo, l'ennesimo civile, che rantola di essere innocente, biascica preghiere prima che lo sgozzino. Fortuna che un pietoso jihadista gli pianta una pallottola nel cranio appena prima che il suo collega proceda alla decapitazione.

Nelle canzoni blues, i patti col diavolo si stringono agli incroci delle strade: l'Isis trasforma le città in un inferno dove gli angoli delle strade sono ornati di uomini crocifissi. In una foto, pubblicata su Twitter, si vede un miliziano sorridente: sta facendosi un «selfie» con un cadavere attaccato a una ringhiera. In un'altra si vede un bambino con un kalashnikov in mano, sprizza felicità per il giocattolo nuovo. Si è messo in posa vicino a una croce di legno a cui sta appeso un uomo. È morto, ha il capo reclinato: sembra davvero Gesù. Ma non è il Cristo scarno del Mantegna. Ha il gonfiore schifoso della morte, la tunica impregnata di sangue e fluidi corporei. Il bambino lo guarda e sorride. E forse pensa che presto toccherà a lui sgozzare qualcuno. Quel giorno verrà, e per lui sarà un giorno lieto.

di Francesco Borgonovo fonte


http://altrarealta.blogspot.it/

NOTA PERSONALE... Possibile che questi non siano considerati crimini contro l'umanità? Possibile che non ci sia nessuno che dice BASTA"? QUESTI CE LI TROVIAMO SOTTO CASA TRA NON MOLTO




donne vendute al mercato






 

 
 
 

La proposta di Draghi: la Troika al posto degli stati nazionali

Post n°2281 pubblicato il 30 Agosto 2014 da stella112
 

 

Vi ricordate la lettera di Jean Claude Trichet e di Mario Draghi del 5 agosto del 2011 da cui l'incubo ha avuto inizio? Si concludeva così: "E' necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala. b) C'é anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione".Beh, da Monti alle "riforme" di Renzi, passando per Letta, vale a dire tre primi ministri non votati da nessuno, il governo "con il pilota automatico" si sta adoperando in tutti i modi per mantenere fede al diktat. Ma, non a sufficienza, perché, ieri, dopo tre anni esatti da quella lettera, Mario Draghi è tornato alla carica: "Per i Paesi dell'Eurozona è arrivato il momento di cedere sovranità all'Europa per quanto riguarda le riforme strutturali".Ulteriori cessioni di sovranità a paesi che già non controllano più la politica monetaria, fiscale e valutaria? Cosa vuole esattamente questo Signore? Principalmente non far perdere di vista l'obiettivo dei "vicerè" formalmente al potere: bisogna continuare con la macelleria sociale e le privatizzazioni-svendite selvagge per cui questi governi sono stati messi alla guida dell'Italia e non ci possono essere tentennamenti alle lacrime e sangue ulteriori che verranno richieste nel prossimo autunno. E, inoltre, Draghi ha voluto blindare il cosiddetto Modello Cipro, vale a dire il prelievo forzoso direttamente sui conti correnti che verrà probabilmente applicato come ulteriore non soluzione rispetto all'insostenibilità di un'unione monetaria fallimentare e fallita.Mario Draghi, un signore non eletto da nessuno e che detta ordine agli Stati sovrani, ha fatto intendere quale sarà il passo successivo della nuova governance della crisi della zona euro: imporre ai Paesi dei contratti di riforma vincolanti firmati direttamente con la Commissione europea, attraverso cui i Paesi si impegnano, previa sanzione, a rispettare quanto firmato. In settimana la Commissione l'ha preannunciato per la Grecia; e, se vi ricordate, non è un'idea partorita a Francoforte o Bruxelles ma dal terzo asse del male: Berlino. Nel Consiglio europeo del dicembre scorso, come sappiamo grazie allaricostruzione in esclusiva che fece Le Monde,Angela Merkel propose questo strumento come un passo necessario per salvare l'euro. Al rifiuto della Spagna di Rajoy, che ha spiegato come fosse impossibile per lui giustificare un'ulteriore cessione di sovranità di fronte all'opinione pubblica, sapete che rispose Draghi? "Se non fate le riforme, perderete la sovranità nazionale". All'epoca c'erano le elezioni europee di maggio come "ostacolo" e Angela Merkel ha proposto di rimandare la decisione al dicembre 2014. Draghi sta ora solo preparando il terreno.Con la cessione di sovranità, con questa parola d'ordine impostaci da Maastricht ad oggi, passando per l'introduzione della moneta unica, cosa abbiamo ottenuto? Povertà di intere popolazioni, disoccupazione di massa e svendita dei beni pubblici. Ma alle oligarchie finanziarie europee ancora non basta, vogliono ancora di più: la totale distruzione degli Stati nazionali, ultimo ostacolo a un mercato globalizzato.La sfida oggi in Europa è epocale ed è tra chi vuole riappropriarsi di quote importanti di sovranità (alimentare, energetica, valutaria, monetaria, fiscale... ) per poter tornare a incidere positivamente sulle condizioni di vita dei propri cittadini; e chi vuole, attraverso questi organismi sovranazionali continuare l'opera di dissoluzione delle democrazie nazionali con tutte le conquiste sociali realizzate negli ultimi decenni.

Paolo Becchi
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/08/la-proposta-di-draghi-la-troika-al-posto-degli-stati-nazionali/1086086/#.U_-RjEvAJfE.facebook


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NOTA PERSONALE... CI VOGLIONI I CANNONI PER SVEGLIARE IL POPOLO?

 
 
 

Ucraina. La tragedia umanitaria che lascia indifferenti le "democrazie"

Post n°2280 pubblicato il 30 Agosto 2014 da stella112

 

Scritto da: G.B. il 29 agosto 2014 

Il numero di persone uccise nella guerra civile ucraina ha raggiunto quota 2600 ma nessuno nell'opinione pubblica internazionale sembra avere il minimo interesse nella situazione umanitaria della popolazione dell'Ucraina dell'Est.

Photo Credit  (RIA Novosti / Valeriy Melnikov)

Vuoi perchè li chiamano "russofoni", vuoi perchè quella in Ucraina dell'Est è una guerra silenziosa che l'Occidente combatte lontano dai riflettori, in pochi sembrano curarsi delle condizioni umanitarie in cui versa la popolazione civile. In Ucraina dell'Est si muore e a uccidere la popolazione civile non sono i separatisti filorussi che, al contrario, si oppongono all'avanzata dell'esercito di Kiev che, contro il suo stesso popolo, non ha esitato a lanciare missili balistici e bombe al fosforo. A oggi sono almeno 2600 le persone rimaste uccise dall'inizio delle operazioni militari di Kiev contro le forze separatiste cominciate alla metà di aprile, e le cifre sono state confermate danche dall'Ufficio dell'Ala Commissione per i Diritti Civili della Nazioni Unite. Secondo i dati a disposizione il numero di morti nell'Est sarebbe in continuo aumento e Navi Pillay, alto commissario dei Diritti Umani, ha ammesso che tutte le unità militari che combattono in Ucraina dell'Est colpiscono deliberatamente obiettivi civili. Stranamente però nessuno, nè Hollande, nè Obama,, nè la Merkel, nè Renzi, chiedono però spiegazioni a Poroschenko per i massacri di civili che avvengono quotidianamente con Donetsk, la "capitale" della Repubblica Popolare del Donbass, che viene bombardata tutti i giorni a tappeto. Circa la metà degli abitanti di Lugansk e Donetsk avrebbero già abbandonato le loro case, tuttavia l'evacuazione continua a non essere facile dal momento che l'artiglieria di Kiev continua a martellare quartieri civili. Sono molti i civili che hanno paura di morire mentre cercano di fuggire, e molti rifugiati sono stati colpiti e uccisi proprio mentre tentavano di mettersi in salvo. A Donetsk e in tutta l'Ucraina dell'Est sono stati colpiti ospedali, asili, scuole e altre infrastrutture, ma nessuno ha mai minacciato Kiev di ripercussioni per questi atti di guerra. Dare tutta la colpa dell'escalation a Putin ottiene infatti quasi l'effetto indiretto di autorizzare l'esercito di Kiev a osare sempre di più, col risultato di nuovi civili innocenti morti ogni giorno.

 

FONTE

 
 
 

L'Isis è una minaccia per l'Europa. Lo conferma l'Arabia Saudita

Post n°2279 pubblicato il 30 Agosto 2014 da stella112
 

 

Scritto da: G.B. il 30 agosto 2014 

L'Arabia Saudita avrebbe messo in guardia il mondo sull'Isis sostenendo che se non si interverrà subito per debellarlo il terrorismo arriverà in Europa. La cosa inquietante è che proprio l'Arabia Saudita avrebbe finanziato il Califfato islamico per anni. 

In Arabia Saudita c'è il petrolio, tanto petrolio, motivo in più per intrattenere con il paese saudita ottimi rapporti diplomatici. Questo almeno è quello pensano gli Stati Uniti che con i sauditi intrattengono ottimi rapporti diplomatici e commerciali evitando di rompere le uova nel paniere a Riad su temi scottanti come quello dei "diritti umani" che invece sono il cavallo di battaglia di Washington quando si tratta di accusare un paese scomodo e trovare un casus belli. Ora, mentre in Siria da quattro anni si combatte una guerra civile che l'Occidente ha fomentato nell'illusione di vedere allontanato Assad, il mondo ha scoperto la furia jihadista dell'Isis e di colpo si è spaventato nel timore che il Califfato compia altri genocidi. L'Isis è una creatura della guerra in Siria e ha ricevuto appoggi, armi e denaro proprio da quei paesi che avevano interesse nella destabilizzazione della Siria, ovvero la Turchia, il Qatar, e ovviamente l'Arabia Saudita. Ora, ironia della sorte, proprio i sauditi avvisano che se non si fermeranno i jihadisti dell'Isis entro un anno il terrorismo arriverà sin dentro l'Unione Europea, una frase pesante e ancora più pericolosa in quanto detta a ragion veduta dal momento che l'Arabia Saudita c'entra eccome con la nascita e lo sviluppo dell'Isis anche se nessuno in Occidente sembra chiederne conto. In un articolo apparso su The Atlantic Steve Clemons, giornalista e fondatore dell'American Strategy Program, ha sollevato il problema del ritorno del terrorismo e dei nemici allevati in casa dagli alleati sauditi. Del resto come detto poco sopra è ormai risaputo che i sauditi sono i principali sostenitori delle milizie ribelli in Siria, quindi impossibile non pensare a uno stretto legame anche con l'Isis. Nel gennaio 2014 John McCain, senatore repubblicano molto attivo in politica estera, dichiarava alla Cnn in polemica con Obama: "Grazie a Dio per i Sauditi e il principe Bandar".Nemmeno un mese dopo alla conferenza per la sicurezza di Monaco aveva anche ribadito il concetto: "Grazie a Dio per i Sauditi e il principe Bandar, e i nostri amici del Qatar". Bandar è il principe Bandar bin Sultan che all'epoca era anche il numero uno dell'intelligence saudita oltre che ambasciatore negli Usa dal 1983 al 2005. Bandar ha rappresentato la monarchia integralista saudita di fronte a vent'anni di presidenti americani fino alle sue dimissioni arrivate nell'agosto del 2013. Dopo gli Usa avrebbero fatto pressioni per non inoltrare più miliardi all'opposizione incontrollata della Siria, e alla fine Bandar è stato dimesso. Ma secondo quanto ricordato da Clemons, le dimissioni sarebbero state la conseguenza di attriti sulla gestione della questione della Siria da parte dell'Arabia Saudita dal momento che gli Usa, assieme a Francia e Turchia, avrebbero investito sul disorganizzato e non rappresentativo Free Syrian Army, ben presto fagocitato da Al-Nusra e dall'Isis. Insomma dall'Arabia Saudita invece sarebbero arrivati i miliardi per l'Isis anche se attraverso capitali privati, motivo per cui l'Isis è una creatura indiretta dell'Occidente che ora potrebbe anche mordere le mani del padrone. 

FONTE

 

 

 
 
 

Ciò che resta di Atlantide

Post n°2278 pubblicato il 29 Agosto 2014 da stella112
 

Leonella Cardarelli


Per molti la storia o l'esistenza del continente Atlantide, prima del diluvio universale, è pura fantasia... eppure se ne parla molto e numerose testimonianze ci arrivano da studiosi ed intellettuali.

Secondo Corrado Federici "alla base di lontane leggende c'è sempre un nucleo di verità simbolica e spirituale".
Ciò vuol dire che dietro ad ogni nostra forma di pensiero, dietro ogni nostro modo di dire si nasconde qualcosa che è andato perduto. Purtroppo più un evento è cronologicamente lontano e non collocabile in uno spazio temporale ben definito... più viene visto come una leggenda, una fiaba o una favola. Il mito non è fantasia ma un racconto simbolico che contiene una verità.
Per la conoscenza esoterica il mito di Atlantide rappresenta il passaggio verso la nostra razza, la razza aria.
Esamineremo insieme le testimonianze e i resti archeologici attribuiti a questa civiltà antichissima e poi sarà il lettore a decidere se credere o meno all'esistenza del continente perduto.

Atlantide è il continente che, secondo molti studiosi di storia antica, è esistito prima del diluvio universale.
Si sostiene che gli abitanti di Atlantide erano dei giganti e che l'atmosfera in cui vivevano era un'atmosfera acquosa, non a caso in lingua maya la sillaba "ATL" vuol dire acqua, forza dell'acqua. Da qui deriva il termine greco "atlas", che significa instancabile, da cui la parola "atleta"...

Atlas era il re della Mauritania e si credeva fosse il figlio di Giove. È rappresentato come una divinità che sostiene il globo e questa immagine esiste nell'America precolombiana.
In quasi tutte le culture vi è la credenza che il mondo sia iniziato con un diluvio, che è quello che noi conosciamo come diluvio universale.
Troviamo tracce del diluvio non solo nella Genesi ma anche nel Codice Boturini, nel Popol Vuh (raccolta di miti e leggende maya), ne "Le stanze di Dzyan" (libro trovato in Tibet; descrive tutte le ere dell'uomo nelle diverse umanità), nel Codice Dresda.
Gli Aztechi sostenevano di essere originari di Aztlan, una terra sconosciuta. Di etimologia azteca, in lingua nahuatl Aztlan significa proprio "gente di Aztlán".
Secondo alcuni studiosi il termine Aztlán deriverebbe dalle parole nahuatl "aztatl", che significa "airone" (o uccello dalle piume bianche) e "tlan(tli)", che significa "posto del": Aztlán vorrebbe quindi dire "posto degli aironi". Secondo un'altra teoria, deriverebbe dal nome del dio Atlas e significherebbe "vicino all'acqua". In Messico esiste inoltre un'area chiamata Chichen Itza che significa salvati dalle acque.
Oggi esistono molte teorie sull'ubicazione di Atlantide: Mediterraneo, America, Canarie, Mar del Nord. Come mai?
Perché Atlantide era tutto, solo nell'ultimo periodo era rimasto, di esso, un'isola, perciò leggiamo che Atlantide era un'isola. Invero Atlantide era tutto un intero continente ma nell'ultimo periodo della sua esistenza era solo un'isola poiché aveva già subito molte devastazioni.
Negli anni '80 del XIX secolo Augustus Le Plongeon, studioso francese, sostenne di essere in grado di decifrare i testi degli antichi maya in cui vi erano riferimenti al continente Mu (Mu o Lemuria è il continente che sarebbe esistito prima di Atlantide), inghiottito da violente eruzioni vulcaniche. Pochi credettero a Le Plongeon, anche se molti studiosi credono che Mu sia effettivamente esistita. Uno di essi è William Niven, secondo il quale i sacerdoti di Mu avevano inviato emissari nella Mesoamerica per insegnare e tramandare una conoscenza segreta e preparare un luogo di rifugio in caso di catastrofe. Questo luogo è, con molta probabilità, quello che in molte popolazioni è noto come luogo sotterraneo: Agharti, identificato altresì come Shangri-la. Ma di questo parleremo dopo...
Se pochi credettero all'esistenza di Mu, per Atlantide fu diverso, forse perché ne parlano anche noti intellettuali, in primis Platone. Platone fa riferimento ad Atlantide (o Poseidonia) nei suoi dialoghi "Timeo" e "Crizia".
Nel "Timeo" Platone scrive che suo zio Crizia narra di Atlantide. Crizia racconta che Solone, grande legislatore e suo antenato, aveva visitato l'Egitto nell''800 a.C. e notò che gli Egizi erano eccessivamente evoluti per quel periodo. Così indusse un gruppo di sacerdoti di Sais a parlare del loro passato ed uno di essi asserì che la Terra aveva subito molte catastrofi dovute agli elementi naturali (fuoco, acqua, terra, aria) e che proprio nel 9.600 a.C. vi fu una grande catastrofe dovuta all'acqua. Il sacerdote disse inoltre a Solone che al di là delle colonne d'Ercole esisteva un'isola: Atlantide, grande quanto la Libia e l'Asia messe insieme e che in quel periodo - 9.600 a.C. - Atene già esisteva (il sacerdote intendeva per Libia una zona grande quanto tutto il Nordafrica e per Asia una zona vasta quanto il Medio Oriente).
Platone nel "Crizia" continua il suo racconto su Atlantide affermando che fu fondata dal dio del mare Poseidone; scrive che col passare del tempo l'essenza divina degli Atlantidei svanì per lasciare il posto ad una componente sempre più umana e Atlantide sparì in un giorno e una notte.
Oltre a Platone menzionarono Atlantide altri intellettuali come il filosofo neoplatonico Proco; quesi sosteneva che Cantore si era recato in Egitto e lì aveva visto delle colonne con su scritta la leggenda di Atlantide. Anche Aristotele e Plutarco parlano di isole e continenti perduti.
Ma cosa resta oggi di Atlantide?

I LUOGHI DEL MISTERO E IL PIANETA TERRA
Il testo "Gli eredi di Atlantide" scritto da Colin Wilson e Rand Flem Ath è molto illuminante dal punto di vista dei luoghi misteriosi collegati e collegabili ad Atlantide. Gli autori di questo testo sostengono che siti sacri misteriosi come le piramidi egiziane, cinesi e sudamericane non sono stati costruiti dagli indigeni per motivi locali, ma sono tutti collegati ad una civiltà antidiluviana, cioè Atlantide.
Oggi, con la libertà culturale, chiunque può facilmente scoprire che in tutta la storia che ci è stata raccontata... qualcosa non quadra. Manca qualche "pezzo"...
I luoghi misteriosi più noti sono l'Egitto, l'America e l'Isola di Pasqua. Esistono anche molte popolazioni antiche che avevano conoscenze straordinariamente precise per il tempo in cui sono vissute: i Maya, gli Incas, gli Egiziani, i Templari e gli Indù.
Ebbene, questi luoghi e queste popolazioni sono ricollegate al mito di Atlantide e alla sua popolazione evolutissima.
Colin Wilson e Rand Flem Ath sono fautori della teoria di Charles Hapgood (1904-1982) secondo il quale Atlantide era collegata nell'attuale Antartide. L'Antartide oggi è coperta dai ghiacci ma se accettiamo l'idea che la crosta terrestre è mobile dobbiamo pensare che prima della catastrofe con cui è nata la nostra civiltà, l'attuale Antartide si trovava più a nord e non era un ambiente freddo né ghiacciato. Oggi è accettata la teoria che le masse polari non siano ancorate ad uno strato di materiale solido ma ad una mistura lubrificante come un dentifricio.
Hapgood fu un grande ricercatore e dedicò tutto se stesso allo studio di Atlantide e della conformazione terrestre. Ebbe persino l'appoggio di Einstein ma comunque poco credito a suo tempo, anche da parte dei geologi.
Einstein appoggiò Hapgood nella sua teoria sullo slittamento della crosta terrestre e lo incoraggiò nella stesura di "Earth's shifting crust". In quest'opera Hapgood sostiene che la crosta terrestre può scivolare sotto il peso delle calotte polari portando alla deriva interi continenti.
Nel 1952 Hapgood dimostrò con l'aiuto di Einstein che il globo un tempo era coperto dai ghiacci e questa teoria è oggi universalmente accettata: nell'era precambriana o archeozoica (800 milioni di anni fa) tutto il globo era coperto dai ghiacci e l'era glaciale durò per altri 300 milioni di anni.
Per chiarezza espositiva precisiamo che il globo ha conosciuto una serie di ere glaciali e la causa è tuttora ignota ma vi sono valide ipotesi.
Colin Wilson e Rand Flem Ath hanno congetturato che se le ere glaciali si sono succedute ad intervalli regolari ciò può essere derivato dal fatto che il sistema solare possa attraversare una nuvola di polvere cosmica. Altri studiosi avevano pensato a qualcosa di simile, cioè che le ere glaciali fossero causate da polveri vulcaniche presenti nell'atmosfera terrestre.
James Croll, invece, dà una spiegazione più accettata al fenomeno: egli sostiene che le ere glaciali dipendono dall'inclinazione dell'asse terrestre (il succedersi delle stagioni dipende dall'inclinazione dell'asse terrestre). L'inclinazione dell'asse è oggi di 23,4° ma c'è stato un lievissimo spostamento recente a causa dello tsunami del 2004.
Il testo più rivoluzionario di Hapgood fu "Maps of the ancient sea kings" in cui l'autore tende a dimostrare che la civiltà è molto più antica di ciò che si crede. Non a caso oggi anche nei libri di storia si tende ad anticipare sempre di più l'inizio della civiltà poiché sempre più prove palesano che la civiltà è antichissima. Ad esempio negli anni '60 del XX secolo si riteneva che Gerico (la prima città murata) risalisse al 6.500 a.C. invece oggi la si fa risalire ad almeno duemila anni prima.
Il fattore più rilevante è caratterizzato dai resti archeologici: se accettiamo l'idea che la crosta terrestre si muove, si spiega perché in Siberia siano stati ritrovati resti di mammut con fiori tra le narici. Per essere presenti in Siberia fiori e mammut la Siberia non poteva essere ghiacciata.
Einstein era convinto, dai dati geologici di Hapgood, che la crosta terrestre potesse fratturarsi e slittare, ma dubitava che la calotta polare avesse fatto parte del fenomeno, come di contro sosteneva Hapgood. Dubitava altresì che la massa di ghiaccio potesse cagionare lo slittamento della crosta.
È tuttora complesso capire come era formata la Terra prima del diluvio, forse nessuno potrà mai dirlo con certezza; più passa il tempo però, più si comincia ad accettare l'idea che noi non siamo stati i primi ad abitarla.

L'EGITTO
Tra i luoghi più misteriosi al mondo abbiamo l'Egitto con la Sfinge e le piramidi. Nella biblioteca di Alessandria erano conservati documenti su antiche civiltà e alcuni di essi sono stati salvati. La conoscenza egiziana derivava sicuramente dalla conoscenza atlantidea.
La grande piramide di Cheope (Khufu) fu costruita verso il 2.500 a.C. Il grammatico greco Agatarchide di Cnido scoprì tramite antiche tradizioni che analizzando attentamente i lati della piramide si evince che gli Egizi sapevano perfettamente che la Terra è sferica.
Anche Rand Flem Ath sostiene che la grande piramide di Cheope sia frutto di una profonda conoscenza matematica e geografica perché i quattro lati della piramide sono esattamente allineati con i quattro punti cardinali.
Come si spiega che nel 2.500 a.C., un'epoca considerata quasi primitiva, un popolo avesse già compreso una cosa del genere?
Probabilmente fu grazie alle eclissi o perché essi avevano notato che le navi si allontanano all'orizzonte... ma sono solo ipotesi.
Il sito della grande piramide (di Cheope) è a 30° nord dall'equatore e dal polo, cioè a un terzo della distanza tra l'equatore e il polo. Ciò vuol dire che gli Egizi non solo sapevano che la terra fosse sferica ma conoscevano anche la lunghezza dell'equatore e la sua distanza dai poli.
La grande piramide rappresenta la metà della Terra, dall'equatore al polo nord. Nel 2.500 a.C. questo popolo possedeva una cognizione mondiale della geografia.

Robert Bauval, ingegnere belga ed autore di "The Orion mystery", rimase colpito dalla singolare posizione delle tre piramidi: non si spiegava per quale ragione la piramide di Micherino fosse più piccola e perché non fosse allineata alle altre due. In fondo anche Micherino era un importante faraone...
Una notte Bauval vide le tre stelle della cintura di Orione e realizzò che le tre piramidi riflettono in terra la disposizione delle tre stelle della cintura di Orione.
Bauval era a conoscenza del fatto che gli Egizi consideravano la loro terra un riflesso del cielo. Queste piramidi però non erano proprio un riflesso esatto poiché le costellazioni si spostano a causa della precessione degli equinozi. Per Bauval l'ultima volta che le piramidi di Giza rispecchiarono la cintura di Orione fu nel 10.500 a.C., una data che per quel popolo doveva essere molto importante perché rappresentava l'inizio della loro storia.
Bauval sostiene che anche la Sfinge è orientata secondo la costellazione di Orione del 10.500 a.C. Orione è una importante costellazione dal punto di vista religioso e spirituale perché si sostiene che sia la patria degli dei.

LE AMERICHE
Passiamo ora ad esaminare un'altra zona misteriosa: il Sudamerica e la Mesoamerica e in particolare la popolazione maya, stanziatasi in Messico.
Il Messico è una zona colma di misteri, infatti la civiltà maya ha molte analogie con quella egizia.
Anche i Maya erano molto evoluti... anche troppo per il periodo in cui vivevano; avevano straordinarie conoscenze astronomiche ed anche loro, come gli egizi, costruivano piramidi.
Tante sono le analogie che si suppone che queste due aree (Africa e Americhe) fossero unite (e dal punto di vista geologico questa ipotesi è quasi completamente avallata) o che derivino da una popolazione comune che abbia dato loro determinate conoscenze.
In Messico, ad esempio, sono state ritrovate sia teste olmeche che figure litee di guerrieri con tratti somatici africani. Alcuni sostengono che le teste olmeche non siano africane ma cinesi.
Oltre alle teste olmeche, nell'area del Messico è stato ritrovato un bassorilievo che raffigura una coppia di elefanti: si tratta della stele B del tempio maya di Copàn (Honduras) del VII secolo d.C. Come facevano i maya a ritrarre degli elefanti se essi erano scomparsi da più di tredicimila anni?
A questo punto dobbiamo ricordare che Platone nel "Crizia" accenna alla presenza di elefanti nel continente Atlantide.
Tra i vari ritrovamenti misteriosi non possiamo non menzionare le sfere di granito, ritrovate nella giungla della Costa Rica occidentale. Si tratta di sfere di varie dimensioni, precise, lisce. La più grande pesa venti tonnellate ed ha un diametro di due metri e mezzo. Non si sa di preciso quale obiettivo avessero queste sfere. L'archeologo statunitense Samuel K. Lothrop notò che esse erano disposte in gruppi di tre come a formare dei triangoli irregolari.
Alcune sfere sono state trovate anche su montagne ed è inspiegabile come siano state portate lì. Sfere identiche ma più piccole sono state rinvenute nell'Isola di Pasqua, altro luogo misterioso di cui parleremo più avanti.
A volte le sfere erano collocate in modo da formare delle linee e il professore Ivar Zapp collegò queste linee alle ley lines. Le ley lines, dette anche linee legge o sentieri del drago sono come le vene delle terra, sono cioè dei canali in cui scorre un'energia molto forte. In queste aree della terra sono collocati siti sacri come Stonehenge, Avebury, Glastonbury e vi si verificano fenomeni come i cerchi nel grano.
Poiché gli abitanti della Costa Rica erano dei navigatori si è congetturato che queste sfere servissero come strumento per la navigazione o che raffigurassero le stelle.
Sia i Maya che gli Egizi avevano un calendario precisissimo, il più preciso era quello dei Maya, che si ferma al 2012. Questo calendario era così preciso perché derivava dalla popolazione atlantidea.
In Messico, a Teotihuacàn esiste un viale chiamato "La via dei morti". Essa si trova a trenta km N-E da Città del Messico e non procede esattamente da nord a sud ma è inclinata a 15,5° rispetto a nord, forse per allinearla con il tramonto delle Pleiadi, costellazione - detta anche "delle sette sorelle" - importante nella mitologia mesoamericana.
David Kelley era uno studioso che si occupò a fondo della popolazione maya e notò che vi erano profonde analogie tra il calendario azteco, maya e indù. Queste analogie presupponevano contatti transpacifici tra queste popolazioni.


Kelley sosteneva che il calendario maya avesse avuto origine a Taxila, città commerciale indù. I Taxiliani erano molto avanzati scientificamente e sapevano che la terra era una sfera.
I Maya non solo conoscevano la precessione degli equinozi (e non avevano telescopi) ma anche Urano e Nettuno, migliaia di anni prima che gli scienziati occidentali li scoprissero.
John Lash ritiene di aver trovato un'antichissima prova di precessione degli equinozi in uno zodiaco inciso sul soffitto del tempio di Hator a Dendera: ciò significa che anche gli Egizi conoscevano la precessione degli equinozi anche se attualmente la si fa risalire verso il 134 a.C., attribuendo questa scoperta all'astronomo greco Ipparco.
Anche i Sumeri erano grandi astronomi. Essi sapevano quanto tempo impiega ciascun pianeta a percorrere la sua orbita, dividevano il giorno in ventiquattro ore, ciascuna di sessanta minuti ed ogni minuto in sessanta secondi.

ANTICHE MAPPE, TEMPLARI ED ESPLORATORI
Rand Flem Ath effettuò studi su mappe molto antiche dalle quali si evince che gli Atlantidei avrebbero tracciato una cartografia mondiale ed avrebbero avuto altresì sofisticati metodi di rilevamento.
A proposito di mappe dobbiamo ricordare la mappa più famosa legata ad Atlantide: la mappa di Piri Reis, disegnata nel 1513 e trovata in un archivio del Palazzo imperiale di Costantinopoli. La carta mostra il profilo orientale delle Americhe, quello occidentale di una parte di Europa e Africa e inoltre la costa nord del continente antartico.
Hapgood restò impressionato dall'accuratezza di questa mappa perché Ferdinando Magellano partì nel 1519 (cioè sei anni dopo la stesura della mappa) per il suo viaggio verso le Indie passando per l'America e scoprendo la parte più meridionale del continente americano. La cosa più sorprendente della mappa è la raffigurazione dell'Antartide, scoperta nel 1818. L'Antartide raffigurata nella mappa però non è come la conosciamo noi oggi ma come era prima di essere ricoperta dai ghiacci.


 

Piri Reis, ammiraglio turco ed ex pirata, amico di Cristoforo Colombo, asserì di aver compilato quella mappa grazie ad antichi documenti del IV secolo a.C. che si trovavano nella biblioteca di Costantinopoli. Con larga probabilità questi documenti a cui faceva riferimento Piri Reis erano a loro volta delle copie di mappe risalenti ad epoche atlantidee. Secondo alcuni, Cristoforo colombo viaggiò con questa mappa, ma non è certo. La mappa di Piri Reis si trova oggi in Turchia.Colombo viaggiò con le idee ben chiare e viaggiò con l'impulso templare, infatti sulle sue caravelle c'era il simbolo della croce dei templari. L'ostilità verso i templari nacque verso il 1300 perché loro custodivano un segreto, un tesoro. Questo tesoro era costituito da antiche pergamene (mappe) nascoste sotto il tempio di Salomone. I templari utilizzarono queste mappe per posizionare le loro basi più importanti in siti che riflettevano la geografia del Polo dello Yukan. I templari avevano molte conoscenze, sapevano anche che la nostra religione cattolica è frutto di uno "storpiamento". I rituali della massoneria traboccano di allusioni al fatto che le proprie origini sono nell'antico Egitto, non a caso la grande piramide è stata sempre il simbolo principale della massoneria.
Nell'Antico testamento vi sono molte analogie tra ebrei ed egiziani. Gli studiosi Lomas e Knight hanno avanzato l'assunto secondo il quale un evento storico abbia coinvolto ebrei ed egiziani molto tempo prima che Salomone costruisse il tempio.
Tra i vari ritrovamenti nell'area mediorientale abbiamo anche i famosi rotoli del Mar Morto, che sono scritture sacre non riconosciute dalla Bibbia ufficiale. Sono stati ritrovati a Qumram (Damasco) e si ritiene siano stati scritti dalla setta degli esseni.


L'ISOLA DI PASQUA
L'isola di Pasqua è così chiamata perché fu scoperta nell'Oceano Pacifico orientale il giorno di Pasqua del 1722 dall'olandese Roggeveen. È detta anche "l'isola dagli occhi nel cielo" per via delle misteriose statue gigantesche che hanno, appunto, gli occhi puntati verso il cielo.
In nessun altro luogo così piccolo esistono statue così grandi. Si tratta di statue alte dai quattro ai sei metri, alcune sono alte addirittura venti metri e sono attaccate al suolo. Sapere chi ha costruito queste statue è impossibile. È un mistero.
Gli abitanti che vivevano in quest'isola non possedevano utensili di metallo ma sapevano scrivere (è stata ritrovata una tavoletta scritta ma nessuno la sa decifrare) e praticavano il culto dei morti nelle caverne.
Oggi molti misteri vengono spiegati attribuendone causa agli alieni.
Per Graham Hancock e Rand & Rose Flem Ath, di contro, molti misteri antichi non dipendono dagli alieni ma sono i resti di antiche popolazioni evolute.

AGHARTI E IL RE DEL MONDO
Con il termine Agarthi (o Amenti) si identifica il cosiddetto regno sotterraneo. Questo regno sotterraneo avrebbe il suo centro in Tibet e sarebbe formato da una rete di gallerie naturali ed artificiali che attraversano, sotto terra, tutto il mondo.
Le gallerie attraversano i regni sotterranei di paesi come Guinea, Ghana, Nigeria, Ciad, Iraq, Iran, Afghhanistan, Mongolia, Siberia, Alaska, Canada, Brasile, Tibet. Ma chi avrebbe costruito queste gallerie, questi regni? E perché?
La funzione di Agharti, il regno sotterraneo, è quella di conservare la conoscenza e tramandarla ai posteri e alle persone più evolute e degne di riceverla. Agharti esisteva già ai tempi di Atlantide e forse anche ai tempi di Mu.


Gli abitanti della terra con larga probabilità sapevano che ci sarebbero state delle catastrofi e per non perdere la propria conoscenza crearono questi luoghi sotterranei per salvarsi.
In questo modo la conoscenza di Mu si salvò e, tramite alcuni maestri di Agharti, fu consegnata agli Atlantidei.
Lo stesso è valso per gli Atlantidei che, quando scomparvero, riuscirono tramite Agharti a tramandare a maestri illuminati la conoscenza superiore.
Agharti sarebbe abitata dai sopravvissuti di Atlantide, infatti si tratterebbe di abitanti molto più evoluti di noi. Anche i Maya e gli Aztechi (e forse anche gli Egiziani?) erano i sopravvissuti di Atlantide ma ormai si erano già involuti, non a caso gli Aztechi compivano sacrifici umani che nell'epoca atlantidea non esistevano.
Questi sopravvissuti si sarebbero rifugiati sotto terra per scampare all'involuzione del mondo e sarebbero governati da un re, detto "Il re del mondo" (identificato col nome di Manu o Melquizedeq), il quale avrebbe contatti con gli esseri più evoluti del mondo, ad esempio con il Dalai Lama.
La capitale di Agharti è Shamballah. Sovente invece di Agharti si tende ad identificare questo luogo con il nome di Shangri-la.
In "Da Atlantide a Shamballah" leggiamo che "tra le tribù nomadi della Mongolia Interna sopravvivono ancora oggi tradizioni su tunnel e mondi sotterranei (...). Una leggenda - se poi è tale - narra che le gallerie conducono a un mondo sotterraneo di origine antidiluviana in un luogo sperduto dell'Afghanistan o nelle regioni dell'Hindu Kush. È Shangri-la, dove la scienza e le arti, mai minacciati dalle guerre mondiali, si svilupparono pacificamente presso una razza di immensa cultura. Questo mondo ha persino un nome: Agharti. (...)" 
Secondo la leggenda alcuni di questi tunnel sono stati distrutti da cataclismi.
Le dottrine buddiste sostengono che Agharti è situata a una grande profondità del pianeta ed è abitata da persone miti e pacifiche. Sono governate dal re del mondo che da Shamballah è in contatto con i rappresentanti del nostro mondo.
Il dottor Raymond Bernard scrive in "The subterranean world" (1960) che nel mondo buddista la credenza nell'esistenza di un mondo sotterraneo è parte integrante della fede.
Molti conoscono e conoscevano Agarthi, ad esempio Hitler.
René Guénon in "Il re del mondo" e Julius Evola in "Rivolta contro il mondo moderno" ci ricordano le innumerevoli leggende sui regni sotterranei.
Anche Platone, nel "Crizia" e nel "Timeo", fa riferimento a misteriose gallerie sotterranee che attraversavano Atlantide. Menziona poi "un grande sovrano che siede al centro della terra. Egli è il mediatore della religione per tutto il genere umano".
Plinio il vecchio in "Storia naturale" accenna ad abitanti del sottosuolo che erano fuggiti sotto terra dopo la distruzione di Atlantide.
Ovidio nelle "Metamorfosi" parla di gente che vive nel sottosuolo.
La leggenda di Atlantide e quella di Agharti sono strettamente connesse.
Il tenente colonnello P. Fawcett è scomparso nell'Amazzonia nel 1925 mentre cercava città atlantidee perdute. Nessuno sa che fine abbia fatto, qualcuno narra che sia stato ucciso. È possibile invece che sia riuscito ad accedere ad Agharti, in quanto esistono dei passaggi per accedervi ma non tutti possono entrarvi.
Si sostiene che tra i pochi prescelti a visitare il regno sotterraneo vi siano stati Madame Blavatsky e Dante Alighieri.
Gli abitanti di Agharti hanno un'energia particolare, detta VRIL, cioè l'energia che nella maggior parte di noi c'è ma è assopita.
Con il termine Vril si intende precisamente un'inesauribile riserva di energie universali, alcune delle quali possono anche essere concentrate nel corpo umano, sviluppate al massimo delle loro potenzialità. Hitler voleva impossessarsi di questi poteri ed era ossessionato dall'energia Vril. Era convinto inoltre che esistesse un regno sotterraneo abitato da "superuomini".
La cosa più interessante è che secondo alcune dicerie, vari membri della gerarchia nazista, tra cui lo stesso Hitler sarebbero fuggiti dalla pira funebre di Berlino tramite gallerie segrete raggiungendo il Sudamerica, dove alcuni di essi vivrebbero tuttora. Ma nessuno sa se ciò sia vero...
http://www.edicolaweb.net/arti131a.htm

 

 

 
 
 

Che genere di vita conducono i morti?

Post n°2277 pubblicato il 27 Agosto 2014 da stella112
 

 

di Charles W. Leadbeater

L'involucro di materia più densa, il corpo fisico, non viene "deposto" solo al momento di ciò che normalmente si definisce morte, ma anche ogni volta in cui ci si addormenta.

La vita dei mortiSi abbandona il proprio corpo fisico e si erra con il corpo spirituale, invisibili al mondo denso, ma chiaramente visibili a coloro che in quel momento si trovino (anch'essi) a far uso del loro corpo spirituale.Ogni corpo vede soltanto ciò che è al proprio livello. Per questo motivo gli occhi del corpo fisico vedono solo gli altri corpi fisici, mentre gli occhi del corpo spirituale vedono solo gli altri corpi spirituali. Quando poi si riprende il proprio cappotto, ovvero si ritorna nel corpo denso, o come si dice comunemente "ci si sveglia", accade talvolta di riportare sotto forma di sogno qualche ricordo, in genere assai confuso e distorto, di ciò che si è visto mentre si era altrove nel corpo spirituale.

Il sonno potrebbe definirsi una specie di morte temporanea, con la sola differenza che nel sonno non ci si ritrae del tutto dal corpo denso, ed è quindi possibile farvi ritorno al momento del risveglio, mentre alla morte lo si abbandona definitivamente. Da tutto ciò consegue, che quando voi dormite vi trovate nelle stesse condizioni in cui sono passati i vostri cari defunti.

Per quanto riguarda la vita dopo la morte sono state formulate molte teorie, basate per la maggior parte su erronee interpretazioni delle Sacre Scritture. Fino all'inizio del XX secolo era universalmente accettato il dogma della punizione eterna, che oggi fortunatamente più nessuno, tranne gli ignorantissimi, accetta. Esso era basato su alcune parole attribuite erroneamente al Cristo, ed i monaci medioevali lo mantennero per secoli, come utile spauracchio per costringere le masse ignoranti a comportarsi bene. Con l'avanzare della civiltà, gli uomini iniziarono a comprendere che una simile credenza era non solo empia, ma anche ridicola, quindi i religiosi moderni l'hanno sostituita con qualche cosa di più ragionevole, ma si mantengono spesso ben lontani dalla semplicità del vero.

Una volta ammesso il fatto fondamentale che Dio è Amore e che il Suo universo è governato da leggi eterne e sagge, si comincia a comprendere che tali debbono essere tanto le leggi che reggono il mondo materiale, quanto quelle che reggono il mondo immateriale. Ma anche a questo proposito le credenze sono vaghe: mentre si parla di un lontano Paradiso, di un lontano Giorno del Giudizio, ben poco ci si dice di quello che accade al momento della morte. D'altronde coloro che insegnano queste cose non pretendono di avere alcuna esperienza delle condizioni presenti nel dopo morte. Essi dicono soltanto ciò che hanno ascoltato ed imparato da altri, non ciò che sanno direttamente. Come possono quindi soddisfarci?

In verità l'epoca della fede cieca è tramontata. Viviamo nell'era della conoscenza scientifica, e non possiamo più accettare idee non conformi alla ragione ed al buon senso. Pensiamo forse che i metodi scientifici non si possano applicare alla comprensione di problemi lasciati finora completamente alla religione? La Società Teosofica e la Società per le Ricerche Psichiche li hanno utilizzati proprio in questo senso, ed io intendo appunto esporvi i risultati di tali investigazioni condotte con spirito scientifico.

Noi siamo Spiriti, ma viviamo in un mondo materiale, un mondo che ci è noto solo in parte, poiché ne percepiamo appena quel poco che ci viene trasmesso dai nostri sensi fisici, assai imperfetti. Possiamo vedere i corpi solidi; vediamo generalmente i liquidi, se non sono perfettamente limpidi, ma i gas sono per noi, nella maggior parte dei casi, invisibili.

Le ricerche degli scienziati dimostrano che...

Le ricerche degli scienziati dimostrano che esistono altri tipi di materia, molto più tenue del gas più rarefatto, che non si possono percepire né osservare con i sensi ed i mezzi fisici. Tuttavia si può venire in contatto con questi diversi tipi di materia più tenue e anche investigarli, per mezzo del corpo spirituale, il quale ha sensi suoi propri, come li ha il corpo fisico.

Il meraviglioso corpo spiritualeLa maggior parte degli uomini non ha ancora imparato a farne uso, ma si tratta di facoltà che è possibile acquisire. Tanto è vero che alcuni le hanno sviluppate e riescono grazie ad esse a vedere molte cose celate alla vista ordinaria. Essi hanno così constatato che questo mondo è assai più meraviglioso di quanto abbiano mai supposto gli uomini, i quali pur avendo vissuto in esso per migliaia di anni, sono rimasti per la maggior parte completamente ignoranti di questa parte più elevata e più bella della vita. Le ricerche fatte in questo campo hanno già dato risultati sorprendenti e dischiudono orizzonti sconfinati e meravigliosi. Qui noi ci occupiamo solo di quella parte che riguarda la vita post-mortem e le condizioni di coloro che vi si trovano.

La prima cosa che si impara studiando i mondi super-fisici, è che la morte non è la fine della vita, come abbiamo sempre supposto, ma soltanto il passaggio da uno stadio di vita ad un altro. Come abbiamo già detto, la morte non è che il deporre un cappotto: dopo di essa l'uomo si trova nel suo corpo spirituale. Ma benché, per la sua sottigliezza, S. Paolo lo abbia chiamato spirituale, esso è ancora un corpo, e quindi come tale è materiale. Tuttavia esso è composto da una materia molto più sottile di qualsiasi materia a noi nota, più sottile (o per meglio dire meno densa) del più fine gas conosciuto in natura.

Il corpo fisico serve all'uomo come mezzo di comunicazione con il mondo fisico; senza questo strumento infatti egli non potrebbe né ricevere né trasmettere alcuna impressione in tale mondo. Il corpo spirituale serve precisamente allo stesso scopo nel mondo spirituale; esso è cioè l'intermediario per mezzo del quale lo spirito dell'uomo comunica con il mondo superiore, ovvero con il mondo spirituale. Ma questo mondo spirituale non è qualcosa di nebuloso, di lontano ed irraggiungibile. È semplicemente una parte più elevata del mondo che abitiamo ora. Esistono poi altri mondi, assai più alti e ancora più remoti, ma ciò che comunemente si chiama morte non ha nulla a che fare con essi: la morte è soltanto il passaggio da uno stato, o condizione di vita, ad un altro.

Si può obiettare che l'uomo in questo cambiamento diventi invisibile, ma in realtà l'uomo è sempre invisibile. Quello che di lui si vedeva prima della morte, non era che il corpo da lui abitato, una sorta di 'cappotto', di vestito indossato dal vero uomo in esso celato. Dopo la morte egli abita in un corpo più sottile che trascende la vista ordinaria, ma che non è tuttavia fuori dalla nostra portata. È necessario rinunciare alla credenza a cui siamo stati abituati, secondo la quale la morte è un avvenimento straordinario, in cui l'anima lascia il corpo, svanendo in un cielo sconosciuto oltre le stelle. Certo i processi di natura sono meravigliosi e spesso per noi incomprensibili, ma essi non vanno mai contro la ragione e contro il buon senso.

Come il fatto di deporre il proprio cappotto o vestito non implica il trasferimento della persona in un altro luogo, così il deporre il corpo fisico non implica il trapasso dell'uomo in un'altra regione: è vero che gli altri uomini incarnati, ancora dotati del corpo fisico, non lo vedono più, ma questo è dovuto solo all'insufficiente visione nei mondi super-fisici. È noto infatti che i nostri occhi percepiscano solo pochissime delle vibrazioni esistenti in Natura e che quindi noi vediamo solamente quelle sostanze che riflettono tali particolari vibrazioni. La vista del corpo spirituale è in grado di rispondere anch'essa a vibrazioni, ma a vibrazioni di un genere del tutto differente, e proprie di una materia più sottile...

Quindi, la persona che voi credete dipartita, vi è in realtà tuttora vicina, solo voi non vi accorgete della sua presenza, perché non potete vederla; ma quando nel sonno lasciate il vostro corpo fisico, vi trovate con lei in piena coscienza e la vostra unione con lei è completa come quando era in vita. Durante il sonno voi siete felici, insieme alla persona che amate; solo nelle ore di veglia sentite la separazione. Disgraziatamente, per la maggior parte degli uomini vi è una interruzione tra la coscienza fisica diurna e la coscienza del corpo spirituale, in modo che, quantunque in quest'ultimo si ricordi perfettamente il primo, è impossibile per molti riportare alla coscienza di veglia il ricordo di ciò che l'anima fa quando, durante il sonno, è fuori dal corpo fisico.

Se tutti avessero questo ricordo la morte non esisterebbe più! Alcuni hanno già raggiunto tale continuità di coscienza e tutti possono ottenerla a poco a poco, perché essa fa parte dello sviluppo naturale delle facoltà umane. In molti questo sviluppo è già iniziato e quindi qualche barlume del mondo spirituale viene portato al loro cervello fisico; ma quelli che ancora non sanno cosa siano i sogni, perché non ne hanno studiato il meccanismo, non attribuiscono a questi primi barlumi alcun valore. Finora, pochi posseggono pienamente coscienza e ricordo di ciò che hanno visto o fatto durante il sonno, ma alcuni sentono comunque vagamente la presenza dei propri cari defunti, ed altri, benché non abbiano alcun ricordo preciso, si svegliano con un senso di pace e di serenità, che è appunto il risultato di quanto è avvenuto nel mondo superiore.

Ricordiamo ancora che il mondo fisico è l'inferiore e che quello spirituale è il superiore, e che anche in questo caso il maggiore include il minore. Di conseguenza, quando ci si trova in stato di coscienza spirituale si ricorda perfettamente ciò che è avvenuto in stato di coscienza 'ordinaria', ma quando si ritorna alla vita inferiore e si riprende il fardello fisico, oscurando con esso le facoltà superiori, il mondo dello spirito cade nell'oblio. Se dunque desiderate comunicare qualche cosa ad una persona 'morta', basterà formulare la vostra intenzione in modo chiaro e preciso nelle vostra mente prima di addormentarvi, e certamente essa si manifesterà non appena incontrerete il defunto. Se si trattasse di consultarlo per ricevere un'informazione, è quasi certo che l'interruzione tra le due forme di coscienza (quella spirituale e quella fisica) che avviene durante il risveglio, vi impedirà di riportare una risposta chiara, ma nonostante ciò vi potrete svegliare con una sorta di impressione, che sarà molto probabilmente il riflesso della sua risposta o della sua comunicazione.

È consigliabile però consultare i defunti il meno possibile, perché non è bene che essi siano disturbati nel mondo superiore in cui si trovano, con questioni che riguardano uno stadio di vita da cui sono, per il momento, esclusi o liberati.

Ma se i morti sono vivi, che genere di vita conducono?

I morti sono viviVi sono molte gradazioni e varietà, ma essa è quasi sempre più felice di quella terrena. Come dice un'Antica Scrittura: "Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e là nessun tormento può toccarli". Liberiamoci dunque da teorie antiquate: chi muore non balza improvvisamente in un cielo impossibile od in un impossibile inferno.Non esiste inferno, nel senso empio della parola, e non esiste inferno in alcun luogo ed in alcun senso, tranne quello che ogni uomo forma per sé stesso. La morte non porta alcun mutamento all'uomo; essa non lo fa diventare ad un tratto un angelo od un santo, né gli conferisce immediatamente la sapienza dei secoli: il giorno dopo la sua morte egli è precisamente lo stesso uomo del giorno prima, con gli stessi sentimenti, le stesse disposizioni, lo stesso sviluppo intellettuale.

La sola differenza è che egli ha perduto il corpo fisico. E ciò cosa significa? Significa liberazione da ogni possibilità di dolore o stanchezza; liberazione da ogni faticoso dovere, libertà completa, forse per la prima volta nella sua vita, di fare precisamente quello che vuole. Nella vita fisica l'uomo è legato ed impacciato, a meno che non appartenga a quella piccola minoranza di persone che vive di rendita, e si trova sempre nella necessità di lavorare per guadagnare il denaro necessario per procurarsi il cibo, il vestiario e la casa per sé e per coloro che dipendono da lui. In ben pochi casi, forse quelli dell'artista o del letterato, il lavoro è una gioia, mentre la maggior parte degli uomini è costretta ad un lavoro che non farebbe se non fosse spinto dalla necessità.

Nel mondo spirituale non occorre denaro, non occorrono né cibo né vestiti né riparo; il suo splendore e le sue bellezze sono a disposizione di quanti vi dimorano, senza bisogno di comprarli. Nella materia rarefatta del corpo spirituale ci si può aggirare liberamente ovunque e a piacere: chi ama le bellezze delle foreste, del mare, del cielo, può a suo piacimento visitare i più pittoreschi paesi della Terra.

Chi ama l'arte può trascorrere il suo tempo nella contemplazione dei capolavori dei più grandi uomini. Chi è amante della musica può assistere alle esecuzioni dei più celebri artisti e delle migliori orchestre dei mondo. In sostanza, ciascuno può dedicarsi interamente alla soddisfazione dei propri gusti, purché il godimento che desidera sia fra quelli dell'intelletto o dei sentimenti superiori, e non abbia bisogno dei corpo fisico per essere appagato. È quindi evidente che ogni persona rispettabile e ragionevole è infinitamente più felice dopo la morte che non prima, avendo la possibilità non solo di procurarsi i piaceri che desidera, ma anche di fare progressi nelle cose che più lo interessano.

Vi sono infelici nel mondo dell'oltretomba?

Persone infelici nell'aldilàSì, vi sono. Poiché quella vita è il seguito inevitabile di questa, ed ogni persona rimane la stessa di quando era viva. Quindi, se i piaceri che essa amava nel mondo materiale erano bassi e grossolani, si troverà nell'altro mondo nell'impossibilità di soddisfarli: il beone soffrirà una sete inestinguibile, non avendo più un corpo con il quale calmarla; il goloso sarà tormentato dalla privazione dei piaceri della tavola; l'avaro non troverà più denaro da accumulare. Chi si sarà abbandonato in vita a basse passioni le troverà nell'altro mondo come roditrici implacabili, ed inoltre non potrà più intromettersi nelle azioni che vorrebbe impedire.

Dunque, tutti questi tipi di persone soffrono senza dubbio nell'aldilà. In ogni caso anche allora esse sono padrone del loro destino: non dovrebbero far altro che vincere le loro basse inclinazioni per ritrovarsi subito liberate dalle sofferenze che queste procurano loro. In breve, non esiste ciò che normalmente si chiama punizione, ma solo il risultato naturale di cause messe in moto. Basta togliere la causa per farne cessare l'effetto, non sempre immediatamente, ma non appena si sia esaurita l'energia della causa, ecco che anche l'effetto svanisce.

Vi sono poi molti che pur essendo immuni da bassi vizi, hanno condotto quel che in genere viene definita una vita mondana, occupandosi principalmente della società e delle convenzioni, e pensando solo a divertirsi. Questi non hanno vere sofferenze nel mondo spirituale, ma spesso lo trovano monotono e non sanno come occupare il loro tempo. Possono tuttavia riunirsi ad altri del loro tipo, ma solitamente li trovano noiosi, non essendovi ora più nessuna gara nel vestiario o in altre ostentazioni, mentre le persone più serie che desidererebbero ora avvicinare, sono occupate in altre cose e quindi inaccessibili a loro.

Ma chiunque si interessi di cose intellettuali od artistiche si trova infinitamente più felice fuori dal corpo fisico che non in esso. Ad ogni modo è sempre possibile sviluppare nel mondo spirituale un interesse razionale, se si è saggi abbastanza per desiderare di farlo. Più felici ancora degli artisti e degli intellettuali, sono coloro il cui più profondo interesse è consistito nella vita nell'aiutare il prossimo, nel consolare, insegnare eccPoiché sebbene nel mondo spirituale non vi sia più povertà, fame, sete, freddo o cose di questo genere, si trovano tuttavia molti afflitti ai quali si può dar conforto, molti ignoranti ai quali si può insegnare.

Appunto perché in occidente si sa così poco del mondo dell'oltretomba, vi si trovano molti che hanno bisogno di istruzioni circa la loro nuova vita, quindi uno che invece sa, può aggirarsi in quel mondo offrendo informazioni consolanti. Bisogna tener presente che le parole "qua" e "là" si riferiscono ad un nostro erroneo modo di pensare, poiché il mondo "di là" è qui vicino a noi, continuamente, e non si deve pensare ad esso come se fosse lontano e difficile da raggiungere.

Ci sono due momenti nella giornata...

Ci sono due momenti in ogni nostra giornata che possiamo utilizzare per contattare i defunti: sono il momento in cui ci addormentiamo e il momento in cui ci risvegliamo. Questi due attimi hanno un'importanza straordinaria: il primo è il tempo adatto a porre domande; il secondo è il più propizio per ricevere risposte. E' necessario però concentrarsi, avere un atteggiamento ricettivo, e staccarsi dalle attività. L'addormentarsi e lo svegliarsi durano solo un attimo, ma se si acquista sensibilità per questi due momenti, avremo le migliori notizie dal mondo spirituale.

Se vogliamo chiedere qualcosa ad un'anima defunta dobbiamo mantenere viva la domanda sino al momento in cui ci addormentiamo. Non deve essere un lungo discorso. Al momento del risveglio invece, bisogna essere ricettivi per quello che il defunto ha da comunicarci. Noi parliamo continuamente coi morti nella parte inconscia della nostra anima. Se nel momento di addormentarci diremo loro quanto scaturisce dal profondo del nostro cuore, o porremo loro delle domande, al risveglio saranno loro a parlare con noi, ed eventualmente a rispondere alle nostre domande.

E' importante mantenere un rapporto di affettuoso e cordiale interesse, un atteggiamento amorevole e una profonda partecipazione. Dovremmo ricordare dei momenti in cui siamo stati profondamente congiunti con la persona deceduta, dei momenti in cui ci si è particolarmente interessati a lei, e poi offrirle questo ricordo come se si volesse dirle qualcosa. Solitamente la coscienza normale si addormenta subito, ma spesso quanto è trascorso durante il giorno permane nei sogni. Quando sogniamo delle persone defunte diamo spesso delle interpretazioni errate, pensando che esse ci comunichino qualcosa con i sogni. Dovremmo piuttosto riconoscere che nei sogni traspare qualcosa che proviene dalla nostra anima e va verso i morti: sono delle nostre proiezioni. Al nostro risveglio siamo accostati da molti defunti. Ma gli impegni quotidiani premono, e il momento del risveglio passa veloce, senza che noi prestiamo attenzione a ciò che emerge dalla nostra anima, e quel poco che recepiamo lo attribuiamo a noi stessi. Invece, ciò che sentiamo emergere dal nostro profondo, è proprio ciò che i nostri cari scomparsi hanno da comunicarci. In molte cose che noi facciamo dovremmo riconoscere, inoltre, come i defunti agiscano in noi. Loro parlano alla nostra interiorità, ma la nostra interiorità noi la interpretiamo in modo errato.

Come e quando i defunti ci possono raggiungere:

I nostri cari defunti ci "raggiungono" con più facilità, se qui sulla terra possono trovare pensieri, sentimenti e sensazioni, rivolti a loro. L'amore, la simpatia costante che conserviamo verso i defunti stabiliscono questo collegamento. I defunti si chiamano con un moto di affetto. E' questo che crea il contatto. E' questo che loro sentono. Bisogna ricordarli in situazioni che abbiamo vissuto insieme, anche le più semplici, non importa se recenti o remote (ad esempio, mentre si parlava o si lavorava insieme). In altre parole si dovrebbero immaginare delle scene reali.

Quando una o più persone defunte ci vengono improvvisamente in mente, mentre stiamo svolgendo le nostre attività consuete, dobbiamo arguire che sono loro che stanno chiedendo la nostra attenzione. A quel punto è doveroso per noi dedicare loro qualche minuto del nostro tempo, così come faremmo per un appuntamento telefonico: qualche minuto speso per uno "scambio" di idee. Si tratta infatti di uno scambio e non di un discorso unilaterale: uno scambio che risulterà benefico per entrambi. Questo tipo di attività dovrebbe essere ordinata e programmata con metodo ed esercizio. Essere fedeli e puntuali indica correttezza da parte nostra nei loro confronti, anche se ciò può comportare qualche piccolo sacrificio. Noi abbiamo bisogno di loro quanto loro di noi.

Tratto da: "Non piangete i morti" di Charles W. Leadbeater (Editrice Libraria "Ars Regia" - Milano). Edizione riveduta ed aggiornata a cura del Gruppo Teosofico Valdostano (Aosta - Giugno 1994).

Rivisto da Fisicaquantistica.it

Fonte: http://www.viveremeglio.org/0_luce_soglia/non_piangete00.htm#ricerche

 

 

 
 
 

Perché moriamo se le nostre cellule sono immortali?

Post n°2276 pubblicato il 27 Agosto 2014 da stella112
 

 

Andrea Conti



"Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell'organismo". Così si esprime il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurgi del mondo.
In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel (Premio Nobel nel 1912), al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 30 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni. Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito, fintanto che essa viene nutrita e ripulita dalle sue escrezioni.

Se le evacuazioni delle cellule venivano costantemente rimosse, le cellule crescevano e prosperavano. Condizioni non igieniche procuravano invece una minore vitalità, quindi deterioramento e morte delle stesse. Carrel mantenne in vita le cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la durata media di vita di quelle cellule. In sostanza, la chiave per mantenere in perfetta salute una cellula, è quella di liberarla costantemente dai residui, dalle scorie dentro e intorno ad essa ...


Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressoché identica: nel suo libro "Il Sistema di Guarigione della dieta senza muco" afferma che con un'alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l'organismo libera gli intestini dei residui accumulati, e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo. E dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.



Ma torniamo all'esperimento di Alexis Carrel (sopra nella foto) e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia. Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: "La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente".

Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando sporcizia ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro corpo "nascondere sotto il tappeto i rifiuti" equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti. Il processo d'invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita e consiste nell'accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi. Le cellule si deteriorano a causa dell'accumulo di tossine!! Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli.

www.fisicaquantistica.it

 

 

 
 
 

LE RISPOSTE DI MADRE NATURA!

Post n°2275 pubblicato il 26 Agosto 2014 da stella112
 

 

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes 
Non esiste in realtà alcuna crisi economica, ma soltanto una crisi ecologica, a causa dei quotidiani attentati che il genere umano infligge al pianeta Terra e alle periodiche speculazioni finanziarie. L'unico debito che abbiamo contratto è con chi ci ha donato la vita.
Forse, la causa fondamentale dell'angoscia umana sempre più dilagante, è il vuoto abissale interiorePurtroppo il denaro è diventato il padrone assoluto degli uomini, che di umano hanno ormai ben poco. L'unica sensata soluzione è mutare paradigma: dall'economia all'ecologia.
La chiave della sopravvivenza è l'inclusione, non l'esclusione. Il grande pericolo è la rinuncia alla speranza, l'idea che i giochi sono fatti, che il mondo è già finito e che non si può far più nulla. Diffidate di chi propina la rassegnazione. Siate liberi e indipendenti, sempre.
Fin da bambino ho avuto la fortuna di vivere in due dimensioni parallele: una sociale, e l'altra naturale, a contatto diretto con gli altri esseri viventi che definiamo impropriamente "animali". Fino a quando le leggi dell'uomo definiranno cose gli elementi viventi di Gaia, allora l'antropocentrismo sarà la nostra cronica malattia, il nostro limite antropologico.

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

La risposta a qualsiasi domanda la foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati) troverete sempre nella natura: una cascata comincia con una sola goccia e guardate cosa diventa.

Su la testa!http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/08/le-risposte-di-madre-natura.html 

 

 

 
 
 

Cannabis contro il cancro, qual'è la verità?

Post n°2274 pubblicato il 26 Agosto 2014 da stella112
 

 

 

Non  è solo una cura compassionevole, cannabis contro il cancro

Cannabis contro il cancro. Riguardo al potenziale della Marijuana nel curare pazienti affetti da cancro. Molti ne avranno sentito parlare, ma non sanno se l'informazione è affidabile o certificata. Quindi, per darvi una mano a schiarirvi le idee, ecco una lista dei 34 studi che dimostrano che la marijuana cura il cancro, suddivisi per categoria in base al tipo di cancro curato in ogni studio.


Mentre sfogliate gli articoli, ricordate che un fattore comune tra gli articoli è che la cannabis riducei tumori e bersaglia selettivamente le cellule cancerogene. Mentre iniziative popolari e referendum per legalizzare la marijuana medicinale si diffondono di stato in stato, ricordate che non stiamo parlando dell'addolcire gli effetti collaterali della chemioterapia (nonostante sia un altro possibile uso), ma stiamo proprio parlando della cura del cancro stesso, e del prevenirne la diffusione. Ci siamo presi la libertà di includere solo articoli di accreditate testate medico-scientifiche, purtroppo solo in lingua inglese, senza includere altri tipi di fonti meno appropriate.

Ringraziamo Thejointblog per le fonti americane:

Cannabis contro il cancroSulla cura del tumore al cervellohttp://www.nature.com/bjc/journal/v95/n2/abs/6603236a.htmlhttp://www.ncbi.
nlm.nih.gov/pubmed/11479216
http://www.jneurosci.org/content/21/17/6475.abstracthtt
p://jpet.aspetjournals.org/content/308/3/838.abstract
http://mct.aacrjournals.org/conten
t/10/1/90.abstract

Sulla cura del tumore alla bocca e alla gola http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20516734


Sulla cura del tumore al senohttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20859676http://www.ncbi.nlm.nih.gov/p
ubmed/18025276
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21915267http://jpet.aspetjournal
s.org/content/early/2006/05/25/jpet.106.105247.full.pdf+html
http://www.molecular-cancer.com/content/9/1/196http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22776349http://www.
pnas.org/content/95/14/8375.full.pdf+html

Sulla cura del tumore ai polmonihttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22198381?dopt=Abstracthttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21097714?dopt=Abstracthttp://www.nature.com/onc/journal/v27/n3/abs/1210641a.html

Sulla cura del tumore all'utero, testicoli, pancreashttp://www.cancer.gov/cancertopics/pdq/cam/cannabis/healthprofessional/page
4
http:
//cancerres.aacrjournals.org/content/66/13/6748.abstract

Sulla cura del tumore alla prostatahttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12746841?dopt=Abstracthttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3339795/?tool=pubmedhttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22594963

Sulla cura del tumore al rettohttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22231745

Sulla cura del tumore alle ovaiehttp://www.aacrmeetingabstracts.org/cgi/content/abstract/2006/1/1084

Sulla cura del cancro del sanguehttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12091357http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubm

ed/16908594http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/ijc.23584/abstracthttp://molphar
m.aspetjournals.org/content/70/5/1612.abstract

Cura del cancro alla pellehttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12511587

Cura del cancro al fegatohttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21475304

Cura delcancro alle vie biliarihttp://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19916793

Cura del cancro alla vescicahttp://www.medscape.com/viewarticle/803983


 

Altre fonti sulla cannabis contro il cancro in generale:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12514108
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15313899http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15313899

Redazione usomedico.ithttp://www.usomedico.it/cannabis-contro-il-cancro-quale-la-verita/


20 Studi analizzano l'azione della Cannabis contro il Cancro

Una rassegna di Studi che analizzano nel dettaglio l'azione della Cannabis contro le varie tipologie di Cancro che possono svilupparsi nell'essere umano.

Naturalmente gli Studi hanno necessità di approfondimento, come sottolineano gli autori nelle singole conclusioni, ma sicuramente viene alla luce un ruolo importante della Cannabis contro lo sviluppo di questa malattia.Ecco i risultati dei vari studi suddivisi per tipologia:

Cancro al Cervello

1.  Uno studio pubblicato sul British Journal of Cancer ,  condotto dal Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare presso l'Università Complutense di Madrid, ha determinato che il Tetraidrocannabinolo (THC) e altri cannabinoidi inibiscono la crescita tumorale. Essi erano responsabili per il primo studio clinico finalizzato a valutare l'azione antitumorale dei cannabinoidi. L'azione dei cannabinoidi era sicura ed è stato raggiunta con zero effetti psicoattivi. Il THC ha una azione utile per diminuire le cellule tumorali in due dei nove pazienti dello studio.

2.  Uno studio pubblicato in The Journal of Neuroscience  ha esaminato gli eventi biochimici di danno neuronale, sia acuti che lentamente progressivi, nelle malattie neurodegenerative. Hanno condotto uno studio di risonanza magnetica che ha esaminato il THC (il principale composto attivo della marijuana), ed ha scoperto che ha ridotto un danno neuronale nei ratti. I risultati di questo studio dimostrano che il sistema cannabinoide può servire per proteggere il cervello contro la neurodegenerazione.3.  Uno studio pubblicato in The Journal of Pharmacology and Therapeutics sperimentale  ha riconosciuto il fatto che i cannabinoidi hanno dimostrato di possedere proprietà antitumorali. Questo studio ha esaminato l'effetto del cannabidiolo (CBD, composto cannabinoide non psicoattivo) su linee cellulari di glioma umano. L'aggiunta di cannabidiolo ha portato ad un drastico calo nella vitalità delle cellule di glioma. Il glioma è una parola usata per descrivere il tumore al cervello. Lo studio ha concluso che il cannabidiolo è stato in grado di produrre una significativa attività antitumorale.

4.  Uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics  delinea come i tumori cerebrali siano altamente resistenti ai trattamenti antitumorali attuali, e quindi ciò rende fondamentale trovare nuove strategie terapeutiche volte a migliorare la prognosi dei pazienti affetti da questa malattia. Questo studio ha anche dimostrato l'inversione di attività tumorale nel Glioblastoma multiforme.

Cancro al seno

5.  Uno studio pubblicato nel US National Library of Medicine , condotto dal California Pacific Medical Center, ha stabilito che il cannabidiolo (CBD) inibisce la proliferazione delle cellule di cancro al seno umano e l'invasione. Inoltre hanno anche dimostrato che il CBD riduce significativamente la massa tumorale.

6.  Uno studio pubblicato in The Journal of Pharmacology and Therapeutics sperimentali  ha determinato che il THC e il cannabidiolo hanno ridotto drasticamente la crescita delle cellule di cancro al seno. Hanno inoltre confermato la potenza e l'efficacia di questi composti.

7.  Uno studio pubblicato nel Journal Cancer Molecular  ha mostrato che il THC riduce la crescita del tumore e dei numeri tumorali. I ricercatori hanno determinato che i cannabinoidi inibiscono la proliferazione delle cellule tumorali, inducono l'apoptosi delle cellule tumorali e alterano l'angiogenesi tumorale. Questo studio fornisce una forte evidenza di positività per l'uso di terapie basate su cannabinoidi per la gestione del cancro al seno.

8.  Uno studio pubblicato negli Atti della National Academy of Sciences degli Stati Uniti d'America (PNAS),  ha determinato che i cannabinoidi inibiscono la proliferazione delle cellule di cancro al seno umano.

Cancro ai Polmoni

9.  Uno studio pubblicato sulla rivista Oncogene ,  dalla Harvard Medical Schools, Dipartimento di Medicina Sperimentale, ha stabilito che il THC inibisce il fattore di crescita epiteliale indotta dal cancro ai polmoni tramite migrazione cellulare. Inoltre affermano che il THC dovrebbe essere esplorato come nuova molecola terapeutica nel controllare la crescita e la metastasi di alcune tipologie di tumori polmonari.

10.  Uno studio pubblicato dalla US National Library of Medicine  presso l'Istituto di Tossicologia e Farmacologia, del Dipartimento di Chirurgia Generale in Germania, ha determinato che i cannabinoidi inibiscono l'invasione delle cellule di cancro. Effetti sono stati confermati nelle cellule tumorali primarie in un paziente affetto da cancro ai polmoni. Nel complesso i dati indicano che i cannabinoidi diminuiscono l'invasività delle cellule tumorali.

11.  Uno studio pubblicato dalla US National Library of Medicine , condotto dalla Harvard Medical School ha esaminato il ruolo dei recettori dei cannabinoidi nelle cellule tumorali del polmone. Hanno infine determinato l'efficacia e suggerito che dovrebbero essere usati per il trattamento contro le cellule del cancro al polmone.

Cancro alla prostata

12.  Uno studio pubblicato nel US National Library of Medicine  mostra una diminuzione delle cellule tumorali prostatiche agendo attraverso i recettori dei cannabinoidi.13.  Uno studio pubblicato nel US National Library of Medicine  ha delineato diversi studi che dimostrano l'efficacia della cannabis sul cancro alla prostata.

14.  Un altro studio pubblicato dalla US National Library of Medicine  ha stabilito che la sperimentazione clinica del CBD contro il carcinoma prostatico è un fattore determinante, sostenendo che l'attivazione dei recettori dei cannabinoidi induce l'apoptosi delle cellule di carcinoma della prostata. Hanno anche analizzato che il cannabidiolo ha inibito significativamente la vitalità cellulare delle cellule maligne. 

Cancro del sangue

15.  Uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Pharmacology  ha recentemente dimostrato che i cannabinoidi inducono l'inibizione della crescita e l'apoptosi nelle cellule di linfoma malate. Lo studio è stato sostenuto da sovvenzioni del Swedish Cancer Society, il Consiglio svedese della ricerca e della Cancer Society di Stoccolma.

16.  Uno studio pubblicato sull'International Journal of Cancer  ha anche determinato e illustrato che i cannabinoidi esercitano effetti antiproliferativi e proapoptotici in vari tipi di cancro e nel linfoma a cellule del mantello.

17.  Uno studio pubblicato nel US National Library of Medicine  condotto dal Dipartimento di Farmacologia e Tossicologia dalla Virginia Commonwealth University ha determinato che i cannabinoidi inducono apoptosi nelle cellule leucemiche.

Cancro Orale

18.  Uno studio pubblicato dalla US National Library of Medicine  mostra che i cannabinoidi sono potenti inibitori della respirazione cellulare e sono tossici per i tumori orali altamente maligni.

Cancro del fegato

19.  Uno studio pubblicato dalla US National Library of Medicine  ha stabilito che che il THC riduce la vitalità delle linee cellulari di HCC umano (fegato epatocellulare carcinoma, linea di cellule umane) e ne rallenta la crescita.

Cancro del pancreas

20.  Uno studio pubblicato su The American Journal of Cancer  ha stabilito che i recettori dei cannabinoidi sono espressi in linee cellulari tumorali pancreatiche umane e biopsie tumorali a livelli molto più elevati rispetto al tessuto pancreatico normale. I risultati hanno mostrato che la somministrazione di cannabinoidi induce l'apoptosi. Hanno anche ridotto la crescita delle cellule tumorali e inibito la diffusione delle cellule tumorali pancreatiche.

Fonti: Tutte le fonti evidenziate in tutto l'articolo. 

Clicca sulle parti evidenziate di questo articolo per visualizzarli. Tratto da: freeweed.it Partecipa alla raccolta di firme EUROPEA per la legalizzazione della cannabis 

Vedi anche:Speciale Canapa Indiana 
http://informatitalia.blogspot.it/2014/08/20-studi-analizzano-lazione-della.html

   

NOTA PERSONALE... CON I RISULTATI CHE SI HANNO TROVO ABOMINEVOLE CHE NON SI SIA ANCORA PRESA SERIAMENTE IN CONSIDERAZIONE L'USARLA COME CURA ANTI CANCRO. NON DIMENTICHIAMOCI CHE I MALATE DI QUESTA TERRIBILE MALATTIA HANNO UNA CRESCITA ESPONENZIALE ASSURDA. DOMANI POTREBBE TOCCARE A TE.

 
 
 

SEI UN'ANIMA GIOVANE O ANTICA?

Post n°2273 pubblicato il 26 Agosto 2014 da stella112
 

 

Quanti anni ha la tua anima? Hai un'anima giovane o vecchia?Scoprilo ora... anima vecchia.Quanti anni avresti se non sapessi quanti anni hai? C'è uno speciale tipo di persona nel nostro mondo che trova se stesso solo ed isolato dalla sua nascita. La sua esistenza di isolamento non è dovuta al temperamento antisociale - egli è semplicemente un'anima vecchia.Vecchia nel cuore, vecchia nella mente e nell'anima, questa persona trova la sua visione della vita in modo più maturo rispetto agli altri che gli stanno intornoCome risultato vive la sua vita interiore camminando nella sua solitudine mentre il resto intorno a lui segue qualcos' altro.Forse tu hai un'esperienza come questa nella tua vita o lo hai visto in un'altra persona? Se è così questo articolo è dedicato a te con la speranza che tu possa definire te stesso o capirti ancora meglio. ANIME VECCHIERobert Frost, Eakhart Tolle e Nick Jonas sono stati chiamati così. Forse anche voi? Io credo di si.Ecco i segnali rivelatori dell'anzianità della tua anima: 
I 9 SEGNI DELL'ANIMA VECCHIATendi ad essere solitarioPoiché le vecchie anime sono disinteressate agli interessi e alle attività delle persone della loro età, trovano insoddisfacente fare amicizia con persone che hanno difficoltà a relazionarsi. Questo è uno dei maggiori problemi di esperienza delle vecchie anime. Il risultato è che esse tendono a ritrovarsi da sole un sacco di tempo. Le persone non fanno per loro.Ami la conoscenza, la saggezza, la verità.Si...Questo sembra un po' troppo grandioso e nobile, ma la vecchia anima ritrova se stessa naturalmente gravitando verso il lato intellettuale della vita. Le vecchie anime capiscono che la conoscenza è potere, la saggezza è felicità e la verità è libertà, quindi perché non ricercare queste cose? Tutto questo è di certo molto più significativo per loro che leggere gossip sull' ultimo fidanzato di Belen o gli ultimi risultati di calcio.Sei incline alla spiritualitàMolto più emotive, le vecchie anime tendono ad avere una natura sensibile e spirituale. Superano i confini dell'ego, cercando l' illuminazione e promuovendo la pace e l'amore. Queste le principali attività di tali giovani -in- un corpo di Madre Teresa. A loro sembra il più saggio ed appagante uso del tempo. Capisci la caducità della vitaLe vecchie anime sono spesso afflitte dai ricordi non solo della propria mortalità, ma anche di tutto e tutti intorno a loro. Questo le rende diffidenti e a volte ritirate, ma detta saggiamente il loro modo di vivere la propria vita.Sei riflessivo e introspettivoLe vecchie anime tendono a pensare molto...su tutto. La loro abilità nel riflettere ed imparare dalle loro azioni e quelle degli altri, è la loro più grande maestra di vita. Una ragione per cui le vecchie anime si sentono così vecchie nel cuore è perché hanno imparato tante lezioni attraverso i propri processi di pensiero, e posseggono tanta comprensione nelle situazioni di vita, grazie alle loro capacità di osservare con calma e attenzione cosa accade attorno a loro.Tu vedi l'immagine più grandeRaramente le vecchie anime si perdono nei dettagli superficiali di ottenere lauree inutili, promozioni di lavoro, posti di lavoro e grandi Tv. Hanno la tendenza a guardare la vita con occhi da uccelli, vedendo quello che è il modo più saggio e significativo per affrontare la vita. Quando sono di fronte a problemi, tendono a vederli come dolori temporanei e passeggeri che servono solo ad aumentare la quantità di gioia che sentiranno in futuro. Di conseguenza, sono placide e di natura stabile grazie al loro approccio alla vita.Non sei materialistaRicchezza, status, fama e l' ultima versione di iphone... La vecchie anime non vedeno come fine perseguire le cose che possono essere facilmente prese. Inoltre hanno poco tempo per interessarsi alle cose effimere della vita in quanto portano poco significato per loro.Eri uno strano ragazzino socialmente disadattatoNon è sempre il caso, ma molte vecchie anime espongono segni strani di maturità in giovane età. Spesso, questi bambini vengono etichettati come "precoci", "introversi" o "ribelli", non riuscendo a rientrare nei comportamenti tradizionali. Solitamente questi bambini sono estremamente curiosi ed intelligenti e vedono l' inutilità in molte cose che i loro insegnanti , genitori e coetanei dicono e fanno e, passivamente o aggressivamente gli resistono. Se tu puoi parlare con un tuo bambino come fosse un adulto probabilmente hai avuto una vecchia anima tra le tue mani .Semplicemente ti "senti" vecchioPrima di dare un nome a questo, io ho sentito, ho vissuto le sensazioni di essere semplicemente una persona anziana dentro. I sentimenti che accompagnano una vecchia anima sono di solito: un sentimento di diffidenza verso il mondo, stanchezza mentale, pazienza vigile e calma distaccata. Purtroppo questo spesso può essere percepito come distante e freddo ma è solo uno dei vecchi miti dell'anima. Come alcune persone anziane si descrivono "giovani dentro" anche i giovani possono farlo definendosi "vecchi di cuore".

fonte:http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2014/08/sei-unanima-giovane-o-antica.html#sthash.txrMlJA9.dpufhttp://realtofantasia.blogspot.it/2014/08/sei-unanima-giovane-o-antica.html

  

 

 
 
 

"ESPERIENZE FUORI DAL CORPO" (OBE): 3 STUDI SCIENTIFICI

Post n°2272 pubblicato il 25 Agosto 2014 da stella112
 

La scienza si interessa alle cosiddette "Esperienze fuori dal Corpo" (OBE, dall'inglese Out-of-Body Experiences). Sono tre gli studi in corso per indagare su questa singolare esperienza riportata da numerosi pazienti.

esperienze-fuori-dal-corpo

Generalmente, con le espressioni "Esperienze fuori da corpo", oppure "Esperienze Extracorporee", si definiscono tutte quelle esperienze, la cui interpretazione rimane controversa, nelle quali una persona percepisce di "uscire" dal proprio corpo fisico, cioè di proiettare la propria coscienza oltre i confini corporei.

Tuttavia, le circostanze in cui avvengono tali esperienze e le sensazione provare da coloro che le vivono variano sensibilmente. Le statistiche dicono che circa una persona su dieci ritiene di aver avuto qualche volta nella vita una di queste esperienze.

Data l'ampiezza del fenomeno, alcuni ricercatori hanno deciso di studiare il fenomeno più a fondo. Sono almeno tre le ricerche attualmente in corso ad occuparsi delle Esperienze fuori dal corpo.

Una di queste è in corso presso la Nottingham Trent University, Regno Unito. La ricerca mira soprattutto ad ottenere una migliore comprensione delle varie forme di esperienze extracorporee e il significato che queste assumono per le diverse persone che le hanno vissute.

"Gli attributi che caratterizzano l'esperienza fuori dal corpo sono abbastanza ricche e variegate, ma sono in genere ignorati dalla ricerca moderna in favore di un insieme snello di caratteristiche condivise", spiega in un comunicato dell'università il dottor David Wilde, docente di scienze sociali.

Le indagini del dottor Wilde sono più dettagliate di quelle eseguite in molti studi precedenti, includendo un processo mirato ad eliminare "altre esperienze allucinatorie simili che potrebbero essere scambiate per un'esperienza fuori dal corpo".

Un altro studio è in corso presso l'Università di Ottawa, Canada, nel quali i ricercatori hanno eseguito la risonanza magnetica di una donna durante quella che viene descritta nello studio come un'esperienza extra-corporea.

La donna, una ventiquattrenne studente di psicologia, ha spiegato che era in grado di lasciare il suo corpo e di interagire con il mondo esterno in forma extra-corporea fin dall'infanzia, riuscendo ad entrare nello stato a suo piacimento. I ricercatori Andra M. Smith e Claude Messier hanno misurato la sua attività celebrale durante l'esperienza.

Le immagini hanno rivelato l'attivazione di parti del lato sinistro del cervello che si sovrappongono alla giunzione parietale temporale, una parte del cervello collegata alla consapevolezza di sé. I ricercatori hanno visto anche l'attivazione di parti del cervello che si accendono quando qualcuno immagina di muoversi, sensazione conosciuta come "immagini cinestetiche".

 

"L'esperienza extra-corporea nel presente studio sembra aver attivato il lato sinistro del cervello e di diverse aree associate alle immagini cinestetiche ed è associata ad una forte disattivazione della corteccia visiva", scrivono Smith e Messier nello studio. "Questo suggerisce che la sua esperienza è stata vissuta come reale, con una forte componente cinestetica. La donna è sana e senza anomalie cerebrali, fornendo così una finestre sul cervello durante un'esperienza extra-corporea non patologica".

Come sottolineano i due ricercatori, ulteriori studi sono necessari per aumentare i dati statistici relativi a queste esperienze, essendosi lo studio concentratosi su un singolo caso. "Questa capacità potrebbe essere presente già nella prima infanzia, ma potrebbe perdersi senza la pratica regolare", scrivono in chiusura.

fonte

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avatar e reincarnazione... della coscienza, tentata in modo scientifico e temporaneo, poi ottenuta stabilmente per via sciamanica (da cui il seguito del prossimo Avatar), alle esperienze fuori dal corpo (OBE, out of the body ...Scritto il 01/12/2010 @ 00:52 | Leggi tutto il post 

 
 
 

UMBERTO VERONESI: I DANNI DELLA MARIJUANA SONO "PRATICAMENTE INESISTENTI"

Post n°2271 pubblicato il 25 Agosto 2014 da stella112
 

L'oncologo Umberto Veronesi parla dei rischi inesistenti legati al consumo voluttuario di marijuana in un articolo comparso sul settimanale "Oggi" e ricorda che l'Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l'uso personale.

 

umberto-veronesi

 

[AdnKronos Salute] "La marijuana non fa male" e "i danni da spinello sono praticamente inesistenti".

Parola dell'oncologo Umberto Veronesi, da sempre a favore della liberalizzazione delle cosiddette 'droghe leggere', che interviene così sul tema sull'ultimo numero del settimanale 'Oggi'.

"La marijuana fa male? Come ministro della Salute, quando ricoprii l'incarico anni or sono, mi posi anch'io questa domanda", ricorda il direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia di Milano. "E me la posi anche come medico e soprattutto come padre di famiglia".

"Ebbene, la commissione scientifica che avevo nominato concluse che i cosiddetti 'danni da spinello' sono praticamente inesistenti. Dopo quella, altre commissioni scientifiche giunsero alle stesse conclusioni. E oggi perfino l'Organizzazione mondiale della sanità ha invitato i governi a depenalizzare l'uso personale di marijuana, consapevole su dati scientifici che l'uso di spinelli non fa male", continua Veronesi.

Nella sua rubrica lo scienziato definisce infondata anche la credenza che la marijuana dia dipendenza e apra la strada all'uso delle droghe pesanti, come cocaina e morfina.

Liberalizzare lo spinello non è malinteso permissivismo, ma una posizione realistica che punta alla riduzione del danno. Risulta che metà dei nostri giovani e molti adulti fanno uso di marijuana. "Ha senso criminalizzarli?", si chiede lo scienziato?

L'attività clinica e di ricerca di Umberto Veronesi è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna.

Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come nella maggioranza dei casi le curve di sopravvivenza di questa tecnica, purché abbinata alla radioterapia, sono le medesime di quelle della mastectomia, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.

fonte 

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Papa Francesco, tra riforma spirituale della Chiesa e incidenti parentali

Post n°2270 pubblicato il 23 Agosto 2014 da stella112
 

 

amore

Di: Paolo Franceschetti

 

 

Premessa.

Questo articolo, lo premetto subito, non piacerà ai più. Non piacerà ai cattolici, che ci vedranno un attacco alla Chiesa, non piacerà ai massoni che ci vedranno una parola positiva per la Chiesa, e non verrà capito dalla maggioranza delle persone ancora abituate a pensare in schemi di "buono - cattivo" "giusto - sbagliato" bene - male". In particolare i complottisti, non conoscendo altro che il connubio Gesuita = male assoluto, e ignorando che la realtà ha diverse sfumature di grigio e non solo bianchi o neri, già si sono scatenati su face book, dove anche nella mia bacheca compeggiano tesi come quella di un complotto gesuita per fare pubblicità al Papa.

La storia della Chiesa non è la storia di un'istituzione monolitica che ha avuto sempre un pensiero unico e uniche correnti.
A partire dal Concilio di Nicea, la Chiesa ha tentato di soffocare, col sangue e con ogni mezzo possibile, ogni forma di spiritualità alternativa a quella cattolica, si trattasse di altre religioni (buddhista, induista, islamica) o si trattasse di cristianesimi alternativi, ma non è stata l'unica forza in campo.

In chiave spirituale, la storia della Chiesa a partire da Nicea, può anche essere letta come il tentativo di alcuni gruppi di matrice giovannita, di contrastare il potere della Chiesa cattolica, spesso infiltrandola da dentro e indebolendone la struttura.

Le forme di lotta portate avanti dai gruppi giovanniti (ovverosia Rosacroce e Templari prima, e massoni poi), si sono svolte su due fronti per certi versi del tutto opposti:

- la corruzione e la collusione con la massoneria deviata; basti ricordare Paolo VI, e i suoi rapporti con Calvi, Gelli e Ortolani, che giunsero fino al punto da insignire queste persone di titoli onorifici che davano a Gelli e Ortolani la facoltà di accedere in qualsiasi momento e senza preavviso a colloqui diretti col papa, come si trattasse di amici di vecchia data;

- la spinta spirituale. In ogni tempo e in ogni epoca gruppi di giovanniti hanno portato avanti istanze e discorsi spirituali, dall'interno della Chiesa, per spiritualizzarla. Una delle prime mosse in senso spirituale dei gruppi giovanniti fu il monachesimo, che introduceva forme di spiritualità molto avanzate, contrastanti col potere meramente materiale dei porporati e del Papa; San Francesco, ad esempio, era un giovannita (per questo motivo intratteneva rapporti coi sufi, e godeva della protezione di Federico II, che gli mise accanto Frate Elia, alchimista di fiducia del sovrano e successore di San Francesco, che venne poi scomunicato proprio per questo motivo), come lo erano San Benedetto e San Bernardo. Talvolta, quando alcuni monaci si spingevano troppo in là, venivano assassinati o messi al rogo (San Benedetto subì tre tentativi di assassinio; Giordano Bruno venne messo al rogo; lo stesso Ignazio di Loyola per la creazione dei suoi Esercizi Spirituali rischiò il rogo).

Un grosso impulso in senso spirituale fu dato da Giovanni XXIII, che dette l'avvio al Concilio Vaticano II, stabilendo alcuni principi assolutamente innovativi per la Chiesa, dal punto di vista spirituale: la pari dignità di tutte le religioni (concetto assolutamente esplosivo per la Chiesa; non a caso il Concilio Vaticano II è visto con sfavore dai cattolici più fondamentalisti) e la possibilità di accedere alla lettura delle sacre scritture direttamente (fino agli anni '60 infatti era proibita la lettura della Bibbia personalmente, per i fedeli; per capire la gravità della situazione basti pensare che nel 1500 William Tyndale fu messo al rogo per aver tradotto la Bibbia in inglese ad uso dei fedeli).

Il Concilio Vaticano II non fu terminato da Giovanni XXIII, che morì durante i lavori e al suo posto fu nominato un Papa, Paolo VI, che garantisse maggiore continuità con il vecchio sistema di potere.

Un forte impulso riformatore fu tentato da Papa Luciani che, come è noto, morì dopo 33 giorni di pontificato. Tra le riforme che costui voleva apportare, un rimaneggiamento dei vertici dello IOR, con la rimozione in particolare del cardinale Marcinkus, che venne invece immediatamente riconfermato da Giovanni Paolo II.

Se Giovanni Paolo II non fu così kamikaze come il suo predecessore dal punto di vista temporale, non mancò comunque di dare un notevole impulso spirituale, con l'organizzazione della Giornata Mondiale della Pace, convocando i rappresentanti di tutte le religioni ad Assisi, nel 1986: un colpo non proprio mortale, ma decisivo, alla delirante idea portata avanti dalla Chiesa per 2000 anni, di essere l'unica detentrice della verità.

Con Papa Ratzinger si è avuto un deciso regresso spirituale, in particolare con il suo richiamo all'assolutismo religioso e la sua proclamazione del relativismo come uno dei peggiori mali dell'umanità.

Il messaggio spirituale di Papa Francesco.

Quanto a Papa Francesco invece, se dal punto di vista materiale e temporale è presto per giudicarlo, dal punto di vista spirituale ha portato delle novità senza precedenti.
Famosa è la sua dichiarazione contro tutte le lobby di potere (ovvio quindi il riferimento a massoneria, Opus Dei, e società segrete in generale).
Molto pericoloso è anche il suo continuo riferimento all'amore (chi ha letto i miei precedenti articoli sulla lotta tra Chiesa e Massoneria, o il terzo volume della trilogia Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa, capirà immediatamente questo passaggio).
Quando qualche mese fa ho letto la sua dichiarazione sul settimanale argentino "Viva", ove dichiarava che la Chiesa non dovrebbe fare proselitismo perché non è giusto convincere gli altri a fare qualcosa, mi sono detto tra me e me che come Papa avrebbe avuto vita breve e che anche la sua vita era in pericolo.
Dal punto di vista spirituale questa dichiarazione si salda infatti con la posizione del Concilio Vaticano II e con il forte messaggio lasciato da Giovanni Paolo II per rilanciare il problema dell'unità spirituale di tutte le religioni.

La sua recente dichiarazione contro la guerra è senza precedenti per un papa: "E' lecito fermare l'aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare, non dico bombardare, o fare la guerra. Dico: fermarlo".
Oggi, a un giorno dalla questa dichiarazione (per certi scontata dal punto di vista del contenuto, ma per certi versi eccezionale, se detta da un papa, che è arrivato a dichiarare addirittura che c'è in atto una terza guerra mondiale, lì dove i suoi predecessori si sono sempre limitati a demenziali inviti alla pace) perdono la vita tre suoi parenti in un incidente; è arrivato dunque il primo avvertimento chiaro e diretto per calmierare il suo operato (come a suo tempo arrivò l'attentato a Papa Giovanni Paolo II).

Pregate per me, ha detto il Papa. Si badi: ha detto di pregare per lui, non per i suoi parenti morti. Perché dal punto di vista spirituale, i suoi parenti si sono ricongiunti al divino e sono tornati a casa, e lui lo sa bene. Non sono loro quindi il problema. Il problema è per lui, perché quei morti sono diretti a lui, e con quel "pregate per me" fa capire qual è il problema. Lui, e la Chiesa, e la riforma spirituale della Chiesa cattolica.

La guerra spirituale tra gruppi diversi è in corso da millenni. Dove si colloca Papa Francesco non posso dirlo e non posso saperlo, perché è troppo complicato individuare nel breve periodo la reale coloritura di un Papa che, per la sua particolare posizione (al centro di una serie di poteri convergenti sulla sua figura ma spesso in conflitto tra loro) è indefinibile. Molti papi sono stati costretti a tenere posizioni ambivalenti tenendo il piede in due, ma anche più scarpe, perchè una presa di posizione troppo netta in senso spirituale verrebbe immediatamente fermata con violenza, come è successo altre volte.
Quel che è certo è che l'impulso spirituale dato alla Chiesa da questo Papa (sia esso di sola facciata, come dicono i complottisti, o sia anche sostanziale) è molto forte. Quel che è altrettanto certo è che la vita di questo Papa non sarà facile. E, infine, un'ulteriore certezza è che la Chiesa ha da tempo avviato un timido tentativo di riforma spirituale, molto malvisto in certi ambiti, accaniti avversari di ogni istanza spirituale dell'uomo.
La Chiesa deve essere infatti riformata sia dal punto di vista materiale che spirituale; ma la riforma che certi poteri temono di più è quella spirituale perchè, anche se le masse non sono in grado di comprenderlo, una volta diffusa una maggiore spiritualità nel mondo, il potere temporale cessa di avere un qualsiasi effetto sugli esseri umani.

In quest'ottica non c'è da stupirsi se il Papa, di ritorno da un viaggio in Corea, ha dichiarato: "ancora due o tre anni e poi me ne ritorno a casa", alludendo al fatto che non vivrà a lungo. Lo sa bene, Papa Francesco, che non vive a lungo chi cerca di portare vento di spiritualità nella Chiesa.

Fonte: paolofranceschetti

 

 

 
 
 
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