Creato da stella112 il 07/10/2005

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De Margerie: un nuovo caso Mattei

Post n°2409 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Tre mesi fa, l'amministratore delegato di Total, Christophe de Margerie, pronunciava una frase emblema del processo di de-dollarizzazione in corso nel sistema finanziario mondiale: "Non c'è ragione di pagare il petrolio in dollari". Frase che pronunciata dall'Ad di una delle multinazionali occidentali più potenti del settore dava la misura del processo epocale di cambiamento in corso. De Margarie, come Mattei a suo tempo, aveva capito che il mondo si muoveva in un'altra direzione e aveva cercato di non restare travolto dagli eventi. Non a caso era a Mosca per firmare una serie di nuovi accordi di cooperazione con Gazprom e non solo. Come Mattei, De Margarie è morto per un incidente aereo, la cui dinamica assume connotati sempre più torbidi. Come riporta RT, i pubblici ministeri russi sostengono che il conducente dello spazzaneve su cui ha urtato in fase di decollo il Falcon di de Margerie era ubriaco, mentre il controllore del traffico aereo per il volo in questione era uno stagista. L'avvocato del guidatore dello spazza-neve, Aleksandr Karabanov, ha però dichiarato che il suo assistito era completamente sobrio e che la condizione del suo cuore gli impediva di bere. "Non vogliamo che la colpa per l'incidente ricada su un uomo comune. Gli inquirenti hanno fatto sapere che saranno prese in considerazione le condizioni di maltempo e la possibilità di un errore da parte del pilota", ha dichiarato l'avvocato. Vladimir Markin della Commissione investigativa russa sul caso ha dichiarato che "ci sono possibilità che un certo numero di lavoratori dell'aeroporto venano sospese per negligenza durante le indagini". Non ha poi escluso la possibilità di nuovi arresti. Inoltre, Interfax riferisce che la scatola nera del jet Falcon non sarà aperta prima dell'arrivo degli esperti francesi. Lo hanno comunicato gli esperti della Interstate Aviation Committee (IAC). "L'IAC ha preso la decisione di non aprire i registratori di volo prima dell'arrivo di esperti francesi. Ulteriori indagini procederanno in collaborazione con i colleghi francesi in conformità alle norme ICAO e con un accordo tra la IAC e la francese BEA e sulla base di una cooperazione a lungo consolidata ", ha detto il portavoce. La BEA ha nominato un commissario per indagare l'incidente del Falcon e cinque consiglieri, che rappresenteranno la BEA, la Dessault - sviluppatore del piano, e la compagnia aerea Unijet. Dovrebbero arrivare a Mosca questa sera. Le registrazioni del volo e delle fasi antecedenti allo schianto saranno poste alla valutazione dell'IAC e del centro tecnico. Poi sapremo se si è trattato di un incidente o il ripetersi di un nuovo caso Mattei. 


 http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=9105

NOTA PERSONALE... NON CI VUOLE UN GENIO PER CAPIRE CHE L'HANNO UCCISO E SAPPIAMO ANCHE PERCHE'.

 

 
 
 

Altra fregatura in arrivo dalla Ue: sulla nostra tavola le schifezze Usa

Post n°2408 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Ecco che cosa si nasconde dietro il trattato sul libero scambio transatlantico i cui negoziati sono stati secretati. Renzi ha già annunciato «l'appoggio totale e incondizionato» del nostro governo. di Francesca Morandi Le trattative sul TTIP potrebbero aprire le porte d'Europa agli alimenti Ogm Le trattative sul TTIP potrebbero aprire le porte d'Europa agli alimenti Ogm L'accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea danneggerà i diritti di lavoratori e consumatori europei, le produzioni agroalimentari tipiche e la sovranità degli Stati a vantaggio delle multinazionali. Lo sostengono autorevoli economisti, rappresentanti sindacali, organizzazioni che tutelano la sicurezza alimentare e inchieste di stampa, italiane ed estere. Contro il TTIP, acronimo dell'inglese Transatlantic Trade and Investment Partnership, lo scorso 11 ottobre migliaia di cittadini sono scesi in piazza in diverse città europee, da Londra a Parigi, da Madrid a Berlino, da Vienna ad Amburgo, da Helsinki a Lubiana. Cartelli di protesta contro l'accordo spuntano sempre più frequenti anche in manifestazioni italiane e su Twitter è stata lanciata la campagna internazionale #NoTTIP. Tuttavia, il premier Matteo Renzi ha dichiarato che il trattato ha «l'appoggio totale e incondizionato del governo» italiano. Intervenendo a un convegno sul TTIP a Roma, Renzi ha affermato che il semestre italiano di presidenza Ue procederà ad una celere chiusura dell'accordo, che ha definito «una scelta strategica e culturale per l'Ue». Scelta che, a quanto pare, non può essere oggetto di discussione pubblica né tantomeno di un referendum. Considerando poi che gli atti di tutte le riunioni tra i negoziatori americani e la Commissione Ue sono secretati, dubbi sulla democraticità dell'accordo sorgono prepotentemente. Una modo di procedere che ricorda l'approvazione del Fiscal Compact, ratificato, nel quasi totale silenzio di stampa e politica, il 19 luglio 2012 dai nostri governanti (c'era Monti) che hanno così incatenato l'Italia a parametri europei che porteranno la nostra economia al fallimento. Il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti è un colossale accordo di libero scambio tra gli Usa e Ue che, secondo i calcoli del governo americano e di quello europeo, dovrebbe portare a un rafforzamento della crescita economica dei due Paesi e alla creazione di due milioni di posti di lavoro. L'aumento degli scambi Usa-Ue di beni e capitali sarebbe ottenuto attraverso l'abolizione di dazi e regolamentazioni unificate tra le due sponde dell'oceano. Con conseguenze nefaste, secondo gli oppositori dell'accordo, su una vasta gamma di diritti. «L'intenzione del TTIP è eliminare gli ostacoli al libero commercio. Tuttavia, gli ostacoli al libero scambio sono le regole per la tutela dell'ambiente, della salute, dei consumatori, dei lavoratori» ha ammonito dall'Italia Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'Economia, sollecitando l'Europa a non firmare il TTIP perché «è iniquo, rischia di danneggiare i lavoratori e accrescere le disuguaglianze sociali, dando profitti a poche compagnie multinazionali a spese dei cittadini». Nel braccio di ferro negoziale Usa-Ue sul TTIP è probabile che si arrivi a una regolamentazione unificata transatlantica più vicina agli standard americani che, come noto, in materia di tutela dei lavoratori offrono minori garanzie. Il rischio è inoltre che l'occupazione cresca negli Usa, ma non nella Vecchia Europa. Stando al TTIP, le aziende statunitensi avranno, fra l'altro, accesso agli appalti pubblici per la gestione di servizi essenziali come acqua, sanità e rifiuti. Dal canto loro, le imprese italiane dovranno fronteggiare le concorrenza delle colleghe tedesche, francesi, svedesi ecc. per aggiudicarsi commesse negli Usa. Dall'abbassamento o abolizione dei dazi potrebbero trarre vantaggio le aziende italiane del settore tessile, calzaturiero e del lusso, mentre l'agroalimentare "Made in Italy" risulterebbe danneggiato. In Europa le produzioni alimentari sono tutelate da un sistema di denominazioni di origine, ma le trattative del TTIP potrebbero spingere verso una omologazione alimentare, ai danni delle nostre specificità locali e della concorrenzialità del business italiano. Non basta. Allineando le normative sugli standard di sicurezza alimentari, è possibile che il TTIP apra le porte dell'Europa a organismi geneticamente modificati (Ogm), oggi vietati dalle leggi Ue ma in commercio in America, dove il 70% dei prodotti venduti nei supermercati contengono ingredienti Ogm. Le norme americane prevedono, inoltre, restrizioni blande sull'uso di pesticidi e consentono trattamenti sugli animali a base di ormoni della crescita, ritenuti cancerogeni dall'Ue. Ad essere lecito negli Usa è anche l'utilizzo di antibiotici a fini non terapeutici sul bestiame. In America sono poi praticati gli "allevamenti intensivi" che raggiungono i 50-60 mila capi. Risultato: la carne Usa rispetto a quella italiana sarà meno costosa e senza la certezza di una etichettatura "trasparente". L'accordo transatlantico spaventa anche per la facoltà per un'azienda estera di obbligare uno Stato a comparire in un arbitrato internazionale qualora si ritenga danneggiata da una normativa politica. Su questa ipotesi è intervenuta Vandana Shiva, attivista e ambientalista indiana, secondo la quale «il Trattato transatlantico per il commercio e per gli investimenti tra Ue e Usa consentirà alle corporation di mettere sotto accusa gli Stati che non trasformeranno in leggi le regole dettate a favore» delle stesse multinazionali. Questo, ha aggiunto, significherà «istituire tribunali diversi da quelli degli Stati» e «rubare i diritti stabili delle costituzioni nazionali», dando «potere alle imprese estere sugli Stati».

 Fonte - See more at:http://www.altrainformazione.it/wp/2014/10/22/altra-fregatura-in-arrivo-dalla-ue-sulla-nostra-tavola-le-schifezze-usa/#sthash.w9RPYRl4.dpuf

LEGGI ANCHE l'europa nella morsa del ttip e della guerra

 

Il TTIP ? uno di questi accordi multilaterali (ne sono intavolati altri come il Trans-Pacific Partnership, il Trade in service agreement riguardante il settore dei servizi non incorporabile nel TTIP ...

Scritto il 20/09/2014 @ 12:02 | Leggi tutto il post  

 

 
 
 

Sotto il Cazzaro niente

Post n°2407 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da stella112
 

 

di Alessandra DanieleFango. Macerie. Gente incazzata. Genova in questi giorni non è certo il genere di scenario nel quale a Renzi piaccia essere fotografato. Perciò se n'è tenuto alla larga il più possibile.
Il neopremier ha bisogno di fondali glamour, luccicanti, patinati, da spot. Eleganti vertici internazionali fra stucchi dorati e bandiere multicolori. Bagni di folla festante in assolate piazze turistiche. Talk show USA. Varietà Mediaset.
Matteo Renzi è solo immagine, un'immagine talmente vuota da prendere il colore dello sfondo sul quale viene proiettata. Come la cravatta di Felice Caccamo.
Anche tutta la sua presunta personalità è un'illusione ottica, una ribollita di caratteristiche altrui: la fuffa di Veltroni, l'arroganza di Craxi, la doppiezza di D'Alema, la megalomania truffaldina di Berlusconi.
Il presunto uomo nuovo, ultima risorsa della classe dirigente italiana, è in realtà un pupazzo fatto coi calzini vecchi dei suoi peggiori predecessori. Riverniciato da conduttore Mediaset, e caricato a slogan.
"Il lavoro non è un diritto, è un dovere" ha detto commentando il Jobs Act, come al solito in maniche di camicia da figlio di papà sempre in vacanza. Sarà la magistratura a stabilire se il padre di Renzi sia davvero colpevole di bancarotta fraudolenta, sul piano della politica invece la bancarotta fraudoferma del figlio è ormai evidente: dietro la cortina di retorica decisionista, sotto lo zang tumb tumb retrofuturista della velocità simulata, questo parlamento, questo governo sono in realtà i più inutili e improduttivi della storia della repubblica.L'elezione dei giudici della Consulta è al ventesimo tentativo fallito. Tutti i candidati sono stati bruciati, ormai si vota per spregio, Pietro Grasso come Peppa Pig.
E il fatto che siano irrealizzate e perlopiù irrealizzabili è la cosa migliore che si possa dire delle annunciate Riforme Strutturali.
Anche il famigerato Jobs Act finora non è che una delega in bianco. Un assegno a vuoto, come la cazzata della settimana: il promesso taglio delle tasse che dovrebbe favorire le imprese a spese delle regioni, in particolare della sanità, e che finirà per produrre l'ennesima raffica di rincari, sempre che non venga bocciato dai nostri tutori europei, che hanno ancora l'ultima parola sull'argomento, esattamente come per i precedenti governi Monti e Letta.
La cazzata della settimana prossima è il reboot del berlusconiano Bonus Bebè.
Se non altro i tagli alla sanità sarebbero una risposta ottimistica all'allarme Ebola.
In effetti non è tanto dell'eventuale pandemia di Ebola che dovremmo preoccuparci, quanto dell'evidente epidemia d'encefalite spongiforme già in corso in Italia. L'unica cosa in grado di spiegare perché apparentemente così tanti italiani credano ancora alle cazzate di Renzi.  

fonte

 
 
 

Il manager pentito: "Così la banca vi frega"

Post n°2406 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da stella112
 
Tag: BANCA

 

Il manager pentito: "Così la banca vi frega"


Il nome in codice bancario, «72H», evoca crittogrammi e cospirazione. Nella realtà, è molto peggio. «Direttore abbiamo un problema: un cliente fa casino in coda, per la polizza che gli abbiamo venduto, dice che è una truffa e che ci denuncia...». Panico, sguardi liquidi. Attimo di silenzio tra l'impiegato allo sportello e il suo capofiliale: «Procediamo col 72H, non c'è altra soluzione...».La procedura 72H è un sistema rapido, da Blitzkrieg («risolvere entro 72 ore»). Consente alle banche di attingere ad un'apposita riserva di denaro -dai 500 a 10mila euro a seconda dell'importanza della filiale- da mettere sul tavolo alla bisogna per sedare l'ira del correntista che ha sgamato qualcosa che non va sul contratto o nel conto. Occorre che il correntista si presenti fisicamente e che s'incazzi sull'orlo della denuncia (ma è vietato utilizzare per azzerare l'esposizione di un cliente dovuto, per esempio a un derivato). Nel caso di cui sopra il correntista ha ricevuto 3000 euro, le scuse ipocrite del direttore, un caffè freddo, ed è finita lì. Ma quella scena avviene ogni giorno in quasi tutti gli istituti d'Italia che «hanno il solo fine di imbrogliare il correntista».


 Così ci racconta VincenzoImperatore, ex dirigente spietato e veneratissimo che, nel suo libro Io so e ho le prove - Confessioni di un ex manager bancario (Chiarelettere) -ispirato al Pasolini corsaro di «Io so ma non ho le prove» del tentato golpe nel '74- dettaglia per la prima volta tutte le tecniche bancarie che danneggiano i correntisti. Le conosce perché a spolpare i clienti era il migliore. Non è un libro di autoanalisi, è un bollettino di guerra. Si annida la fregatura dappertutto. Prendete le cosiddette «manovre massive sul tasso d'interesse». Senza avvertire le banche aumentano dal 1° gennaio ogni 3° trimestre impercettibilmente -dello 0,1 o 0,01%- il tasso d'interesse a tutti i conti correnti, indiscriminatamente. Statisticamente se ne accorge solo il 3% della clientela, e solo via posta ordinaria a metà aprile; quando il correntista tignoso si fa vivo, scatta il 72H, e la cosa rientra. Ma, per l'appunto, non rientra quasi mai.Prendete, in caso di fusione, le condizioni economiche contrattuali; le banche le modificano sempre, surrettizziamente, a proprio vantaggio «oltrepassando i limiti stabiliti dall'art 118 del testo unico». e con lettere semplici. Fatevi mandare le raccomandate. «Per essere legittime, le modifiche unilaterali devono avvenire solo per motivi o validi e comprovati; e devono essere comunicate al cliente personalmente, in modo formale, con adeguato preavviso e con l'avvertenza esplicita che, qualora il cliente volesse recedere dal contratto, potrebbe farlo prima della modifica», spiega Imperatore. 
Non avviene quasi mai. Idem per la «commissione di massimo scoperto», calcolata, illegittimamente, sulla punta più alta dello scoperto del cliente. La «commissione» fu ritenuta illegittima. Ma il governo Monti ne ha introdotte due nuove: la Civ (Commissione di istruttoria veloce) e la Dif (Disponibilità immediata fondi). Risultato: la spesa, per meccanismi complicatissimi, viene spesso decuplicata. Un ottimo lavoro di lobbying. Idem per l'usura bancaria che si verifica quando «Il prezzo del denaro praticato supera un tasso soglia stabilito trimestralmente dalla stessa banca». Fino al 12, 16%; il quotidiano Mf lo denucia, spesso inascoltato. «La banca è l'usuraio più diffuso: usa i mutui, ipotecari o chirografari (senza alcuna garanzia reale) - che sono, sicuramente quelli più esposti -, gli scoperti di conto corrente, i leasing». Altro capitolo: l'importo degli assegni disponibile in valuta arriva solo dopo 4/5 giorni, e la banca«ci guadagna la differenza tra gli interessi che percepisce sul mercato interbancario per il fatto di aver depositato "oggi" l'importo degli assegni versati dal cliente e gli interessi che invece il cliente percepisce dopo giorni». Non si scappa.
«La nostra è una formazione a delinquere. Lo so: ero uno dei migliori. Convocavo alle 7 di mattina i miei e gli dicevo di fare profitto, fregandocene dei clienti. Ci fu un momento che il mercato delle polizze assicurative era così saturo che li obbligammo a rottamarle, caricando quelle nuove di altri costi» continua «con le Lehman Brothers: il compito era "distrarre" il cliente, non farlo riflettere sul possibile risarcimento». Imperatore dettaglia pure su come si poteva canalizzare il «sommerso» attraverso polizze fittizie. Evoca belle funzionarie disposte a tutto che fanno sottoscrivere «piccole polizze assicurative "contro il rischio del cambiamento del tasso", non facendo altro che mettere a repentaglio i risparmi del cliente, tentando tutto, persino dichiarando il falso». Per fare questo le banche usano (anche) i derivati. «Sui cui rischi, già 13 anni fa, tutti sapevano. Ricordo le circolari interne. Parlavano da sole, trasudavano paura e all'erta». Di devastante c'è l'istruzione dei bancari: l'inganno sistematico dei clienti in nome del Roe, l'indice di redditività del capitale. Sarà sempre peggio. Nel 2014 le aperture di credito sono diminuite dell'11%, gli anticipi del 12% e i finanziamenti dell'8,3%. Scomparsi 90 miliardi di crediti alle imprese.«Il sistema è marcio. Ma la soluzione è tenere tutte le carte, trattare sempre sulle precentuali dei contratti, controllare i tempi delle comunicazionei, spulciarsi i codicilli, se non si capisce chiedere a un proprio consulente». E, soprattutto, denunciare. «Le banche sono abituate a non scontare pena, e non risarciscono . Al limite restituiscono per ricominciare la volta dopo. Però temono il danno reputazionale...». 
La «conversione» di Imperatore risale al 2009. Era scoppiata la crisi dei subprime, ci si rese conto che le banche potevano fallire. «Ad una riunione aziendale, sul palco, quegli stessi dirigenti che per quindici anni ci avevano indottrinato alle peggiori schifezze, ora rovesciavano le responsabilità sui piccoli funzionari. Ecco, in quel momento ho detto basta». Adesso Imperatore fa il consulente aziendale, aiuta i clienti a difendersi dalle banche. Non è San Paolo, o JP Morgan il cassettista che salvò Wall Street investendovi massicciamente, quando tutto parve crollare nel Grande Panico del 1907. Ma ora si sente molto meglio...


Fonte: LIBERO Quotidiano.itdi Francesco Specchia

 

 

 
 
 

L'ENIGMA DEL PRURITO. COSA ACCADE ALLA PELLE QUANDO ABBIAMO VOGLIA DI GRATTARCI?

Post n°2405 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da stella112
 

Il prurito è quella sensazione che provoca il desiderio di grattarsi. Molti tentativi sono stati fatti per classificarlo come una esperienza sensoriale ma non si è mai arrivati ad una chiara definizione. Allora quando abbiamo prurito, cosa sta accadendo sotto la nostra pelle?

 

prurito

Mediamente, il corpo umano è coperto da circa due metri quadrati di pelle.

La pelle è l'unico organo costantemente esposto a potenziali irritazioni.

Con tante cose che entrano in contatto con la nostra pelle ogni giorno, è facile, prima o poi, sentire il prurito.

Certamente, forme gravi di prurito possono essere causate da allergie, malattie e infezioni, ma diamo un'occhiata a ciò che causa il prurito comune che tutti provano ogni giorno.

Il prurito comincia da una serie di stimoli esterni, tra cui insetti, polvere, fibre dei vestiti e capelli. Come il solletico, il prurito è un meccanismo di difesa che avverte il nostro corpo di una potenziale lesione, per esempio la puntura di un insetto.

Quando lo stimolo raggiunge la nostra pelle, il fastidio non è immediato, ma poco dopo comincerà ad essere così intenso da richiedere una grattatina. Una volta che la polvere o un fibra tessile entra in contatto con lo strato superficiale della pelle, i recettori nel derma della pelle si irritano.

In una frazione di secondo, questi recettori inviano un segnale attraverso le fibre nervose della pelle, su per il midollo spinale, fino ad arrivare alla corteccia cerebrale nel cervello.

La scienza moderna ha dimostrato che il prurito possiede molte somiglianze con il dolore, e mentre entrambe sono esperienze sensoriali spiacevoli, i loro modelli comportamentali di risposta sono diversi. Il dolore crea un riflesso di ritiro, mentre il prurito porta al grattarsi.

Entrambe le fibre nervose amieliniche deputate a rilevare il prurito e il dolore hanno origine nella pelle. Tuttavia, le loro informazioni vengono trasferite al sistema nervoso centrale attraverso due distinti sistemi che utilizzano entrambi gli stessi fasci nervosi.

Non appena sentiamo un prurito, la nostra prima reazione naturale è quella di graffiare la pelle con le nostre unghie. La ragione di questa risposta è semplice: vogliamo rimuovere la causa irritante appena possibile. L'irritante che ha causato il prurito potrebbe essere anche molto piccolo, forse solo pochi micron di lunghezza, ma capace di disturbare alcune terminazioni nervose.

Una volta graffiata la zona, si comincia a sentire un certo sollievo. Quando il cervello si rende conto che la causa irritante è sparita, il segnale di prurito che viene inviato al cervello è interrotto e quindi non più riconosciuto dal cervello.

Anche se la causa irritante non viene rimossa, grattarsi a volontà, anche causando dolore, distoglie l'attenzione del cervello dal prurito. Quando ci si gratta con le unghie in maniera prolungata e intensa, certamente la causa irritante viene rimossa, ma si rischia di irritare molte più terminazione nervose, causando un prurito ancora più intenso... quindi, grattarsi con moderazione!

 

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L'imbecillità indotta, il complottismo e il potere occulto e manifesto

Post n°2404 pubblicato il 20 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Molto spesso, quando si parla di gruppi lobbistici che stanno dietro al potere mondiale (ancor più spesso basta dire potere mondiale), istantaneamente una parte del pubblico, una parte del cervello direi quasi di ognuno, associa tutto quello che successivamente sarà detto a quello che comunemente viene etichettato complottismo. Una forma moderna di irrazionalismo collettivo. Una forma di pensiero occultista che ha sostituito la superstizione. Così spesso si mischiano vari concetti, e i credenti nel complottismo hanno per fede il complottismo economico, politico e spesso e volentieri alieno.

Questo è solo un modo per non parlare delle cose. È solo un modo per nascondere la verità dietro forme di irrazionalismo che non sono accettabili scientificamente. È solo un modo per limitare la diffusione di idee che rispecchiano la reale dinamica corrotta della società.

Il complottismo, per come lo mostrano i talk show, per come lo spiattella la tv, non esiste e semmai quegli arzigogoli indimostrabili allontanano il mondo razionale dalle verità che invece altri razionalmente rivelano.

Ma che ci sia un governo occulto è dimostrabile in via logico-teorica. È estremamente semplice dare soluzione ai problemi che assillano l'uomo da secoli. Basterebbero gesti semplici e certi, un niente, per qualcuno anche soltanto una legge. Basterebbe che ci si mettesse a tavolino e si stabilisse, come fecero i padri costituenti, così, in un paio di giorni, o un paio di mesi, che una cosa non è più fattibile, senza bisogno di anni di intrichi interessati. Si sa che i nitriti sono cancerogeni. Benissimo, non c'è tanto da discutere, non ci sono sottigliezze giuridiche, dosi e consigli dei periti, linee guida del Food and Drug Administration. Niente di niente. Una leggina che dica: è vietata la produzione o l'importazione e, in conseguenza, la distribuzione di alimenti contenenti nitriti (e nitrati).

Facilissimo. Eppure siamo ancora tutti, e in tutti gli stati e gli organismi internazionali, a discutere se la quantità ammessa debba essere inferiore o superiore a un certo virgola non si sa quanto. Sono discorsi in grado di paralizzare un parlamento.

Sono discorsi cinquecenteschi sul sesso degli angeli.

Diciamo sempre che siamo in crisi, che il mondo lentamente muore, e allora? Allora, se lo si vuole salvare, c'è bisogno di un medico d'urgenza. Ci sarebbe da vederlo, questo medico che è la politica, chino sul corpo del moribondo a dire "or dunque meglio una Bic o una penna a gel per eseguire su questo povero cristo la tracheotomia? Uh ma è davvero povero questo cristo! Ma come è messo male!! Bic? O gel..."

La verità logica è che, siccome si presume che l'umanità non sia fatta da un pugno di scemi, e questo è l'assioma, ne consegue che deve esistere qualcosa, qualche organismo, che voglia la complicazione per qualche motivo. Che voglia non far vedere la semplicità delle decisioni necessarie. Che voglia far credere che ci sono mille modi di vedere il problema assolutamente equivalenti e che molti di questi problemi sono irrisolvibili; e a tal fine ci mostra problemi inesistenti proprio come la differenza tra Bic e gel. Un organismo che noi identifichiamo, prove alla mano, con Bilderberg. E questo perché evidentemente ha un interesse diverso da quello che è il progresso dell'umanità tutta. Questo è il complottismo vero: non fare una legge che vieti i nitriti, non fare un protocollo internazionale che vieti i nitriti. Non tutte le bizzeffe che i talk mettono in giro solo per complicare le cose. E questo perché, se no, non si può fare il prosciutto a due soldi, non si può alimentare la casa farmaceutica che il nitrato lo produce, non si possono far vendere all'industria della carne miliardi di quintali a basso costo ben conservati o in latte o stagionati.

Perché non si potrebbero fare i talk show; e non sembrerebbe che lavorasse ad ammazzarsi, un parlamento che approva soltanto una legge che prende atto di un dato scientifico. Il loro lavoro è proprio discutere.

Ma non è nemmeno questo il motivo determinante. Immaginate che peso ha questa considerazione: se il mondo andasse come dovrebbe andare, non sarebbe facile gestirlo, non quanto è facile gestire un mondo nel caos e disinformato.

Giselda Campolo

Ne è autorizzata la duplicazione con citazione della fonte

 

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Italia, ecco la riforma del Titolo V: come ci ruberanno acqua, luce e gas

Post n°2403 pubblicato il 19 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Acqua, luce e gas: oggi la riscossione delle tariffe è italiana, domani potrebbe non esserlo più. Proprio i servizi vitali, che valgono «moltissimi miliardi» secondo il Tesoro, sono il vero bottino della grande privatizzazione,

spacciata per "riforma". Obiettivo per il quale sono stati all'opera, ininterrottamente, i tre governi messi in pista da Napolitano, senza elezioni: prima Monti, poi Letta, ora Renzi.

 

Missione comune: svendere il paese, usando l'emergenza-spread e l'alibi del debito. Facilissimo: il boom del debito pubblico è la diretta conseguenza dell'austerity. Meno Pil, meno consumi, meno entrate fiscali. L'Italia, costretta a elemosinare gli euro attraverso i titoli di Stato filtrati dal sistema bancario che ha accesso alla Bce, va rapidamente in rosso. Col diktat del rigore, il debito pubblico esplode. Così il momento si fa propizio: il Giorno dello Sciacallo si avvicina. All'asta Poste Italiane e Telecom, poi si parla di Eni, Enel, Finmeccanica. Ma il boccone grosso è un altro: rete elettrica, acquedotti, gas. Reti e servizi da svendere. Prima, però, bisogna scipparli ai legittimi proprietari: Comuni e Regioni. Ed ecco in arrivo la "riforma" del Titolo V della Costituzione, cavalcata da Renzi.Tutto già denunciato, a suo tempo, dalla trasmissione "La Gabbia" condotta su "La7" da Gianluigi Paragone, molto prima del "Patto del Nazareno" che ha reso evidente il piano oligarchico Renzi-Berlusconi per archiaviare il "rischio" della democrazia, amputando il Senato e soprattutto varando una legge elettorale "ad personam". Il blog "Senza Soste" segnala l'ottimo servizio realizzato a settembre 2013 da Filippo Barone: "Italia, un paese in svendita". In tre minuti, il trucco delle "riforme" è svelato: «Siccome la svendita delle quote statali di Eni, Enel e Finmeccanica farebbe racimolare solo 12 miliardi di euro, il governo e i tecnici dei ministeri hanno individuato nelle "utilities", cioè le società di proprietà di Comuni e Regioni che gestiscono beni comuni e vitali - acqua, luce e gas - come la vera miniera d'oro da vendere ai privati per fare cassa». Con la "riforma del Titolo V" della Costituzione, in poche parole, «lo Stato scipperebbe i territori della gestione di questi beni, da poter poi vendere: tutto questo sarà fatto da un governo illegittimo formato da persone non elette,  grazie a Napolitano».Il video è fulminante. Parla l'economista ed ex banchiere centrale Fabrizio Saccomanni, allora ministro dell'economia del governo Letta. Saccomani, al G-20 del luglio 2013 a Mosca, è «impegnato a spiegare agli italiani che ci servono altri soldi, altri sacrifici, perché non sappiamo come reggere il debito». Lo intervista un giornalista dell'emittente finanziaria americana "Bloomberg". Domanda al ministro: come pensate di ridurre il debito? «Stiamo anche considerando la possibilità di vendere le nostre partecipazioni in aziende controllate dallo Stato». Dunque Eni, Enel, Finmeccanica? «Sì, stiamo considerando questo». Quando, dopo alcuni minuti, la notizia arriva in Italia, il ministero si affretta a smentire. «Peccato che il video sia finito su Internet». Un paese in vendita ha bisogno di una vetrina dove esporre la mercanzia, riassume il reporter de "La Gabbia". E allora, quale migliore occasione di una fiera? Bari, 14 settembre. Ci sono «rappresentanti del ministero dell'economia, il capo della Cassa Depositi e Prestiti (cassaforte del patrimonio italiano), esperti di fondi sovrani e rappresentanti di governi stranieri». Tutti d'accordo: svendere l'Italia è essenziale, urgente.«L'Italia è stata colpita dalla crisi più di altri paesi», dice Franco Bassanini, presidente della Cdp. «Quindi, in Italia, oggi si possono fare investimenti e finanziamenti a condizioni molto favorevoli: ci sono ottime opportunità di investimento, in Italia». Bassanini, un tempo esponente della sinistra "riformista" italiana, è oggi un super-tecnocrate passato armi e bagagli ai "signori del mercato", ai quali propone «ottime opportunità di investimento». Dall'ufficialità del forum di Bari, il servizio de "La Gabbia" si trasferisce nel party organizzato in un circolo privato, «al riparo da occhi e orecchie indiscrete». Mentre l'Italia precipita, «si organizzano incontri con uomini d'affari e fondi sovrani per vendere il vendibile». E dato che l'appetito vien mangiando, dice il reporter Filippo Barone, ecco il gran galà ben nascosto nel cuore del porto pugliese. Ricompare Bassanini, impegnato a spolverare un piatto del buffet: «Io non mi appassiono alle privatizzazioni», confida il capo della Cassa Depositi e Prestiti. E ammette: «Le privatizzazioni vanno fatte con molta cautela, perché il rischio della svendita è altissimo». Domanda: la cessione di Finmeccanica, Eni ed Enel era solo una boutade di Saccomani oppure corrisponde ai piani del governo? E qui arriva il colpo del ko: la svendita delle migliori aziende di Stato non basta, bisognerà strappare acqua, luce e gas alla gestione pubblica, regionale e comunale, e poter vendere i servizi vitali, la vera preda a cui ambiscono i "mercati".Nel chiaroscuro felpato del party, la risposta - chiarissima - arriva dal "numero uno" dei tecnici del ministero del Tesoro, Lorenzo Codogno. Le cessioni di Eni, Enel e Finmeccanica «hanno un senso», certamente, «ma il problema è che non prendi tantissimo, perché - ho fatto un calcolo un po' di tempo fa - sono 12 miliardi, meno di 1 punto di Pil». Parola del responsabile della direzione analisi economico-finanziaria del dipartimento, ieri retto da Saccomanni e oggi da Padoan. Secondo Codogno, per abbattere il debito non bastano Finmeccanica, le altre maxi-imprese dello Stato, gli immobili pubblici. Serve, soprattutto, «il resto». E cioè «acqua, luce e gas», o meglio, le "utilities" che ogni Comune gestisce per i propri cittadini. «La vera risorsa - dice Codogno all'inviato de "La Gabbia" - sono le "utilities" a livello locale: lì sono veramente tanti, tanti miliardi».Il problema - aggiunge il tecnocrate - è che quei servizi «non sono nostri, dello Stato: sono dei Comuni, delle Regioni. E quindi bisogna cambiare il Titolo V della Costituzione, ed espropriare i Comuni e le Regioni». Letteralmente: "espropriare". Conclude l'inviato di Paragone: «Sindaci, preparatevi. Le aziende di servizio devono finire in mano araba o cinese, poche storie». Gli italiani? Non protesteranno, non se ne accorgeranno nemmeno. A loro provvederà l'ottimismo di Matteo Renzi: servirà a presentare come "vecchiume da rottamare" anche il Titolo V della Costituzione, cioè il dispositivo legale che assegna agli enti locali l'autonomia finanziaria per creare e gestire le reti di distribuzione dei servizi pubblici vitali. Quelle che fanno così gola agli "investitori" esteri. Perché, come dice il dottor Codogno, valgono «tanti, tanti miliardi». Basterà gonfiare le tariffe, per incamerare utili stratosferici. E a quel punto, l'Italia - come Stato - sarà tecnicamente estinta. E i cittadini, in balia degli "usurai" di mezzo mondo, futuri padroni del paese.

http://www.libreidee.org/2014/09/rubarci-acqua-luce-e-gas-ecco-la-riforma-del-titolo-v/

 

NOTA PERSONALE... ben ciò... menneno più padroni delle mutande che indossiamo siamo... mi raccomando italiani, dire sempre signor si... paga e  TASI

 
 
 

La ghiandola pineale, splendida connessione tra cervello e anima

Post n°2402 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da stella112
 

 

La ghiandola pineale o epifisi ( dal greco epi-fysin, che significa al di sopra della natura ) è una ghiandola endocrina situata nell'epitalamo, tra i due emisferi, al centro del cervello. Essa fu scoperta più di 2300 anni fa dallo scienziato alessandrino Erofilo e, nel 1600, Cartesio la definì sede dell'anima. L'epifisi ha un diametro di circa un cm e la sua forma ricorda quella di una pigna, la cui immagine è simbolicamente rappresentata presso varie culture. 
La pineale è il principale organo del corpo umano responsabile del controllo del ritmo biologico circadiano, sulla base del principale ritmo cosmologico, quello dell'alternanza luce-buio. L'attività endocrina della pineale inibisce l'ipotalamo e, indirettamente, l'ipofisi ed altre ghiandole. Secondo le filosofie orientali la ghiandola pineale produrrebbe in piena attività circa 900 sostanze e vari ormoni.  

Ricordiamone alcune: 

1) La melatonina. Essa aumenta il sonno REM e l'attività onirica. E' un potentissimo antiossidante. Ha effetto neuro protettivo. Riduce i rischi di infarto ed abbassa la pressione sanguigna. Regola la temperatura corporea. Rafforza il sistema immunitario. Esercita attività anticancro. 
2) La dimetiltriptamina ( DMT ).  
3)  La pinealina (o pinolina ). Essa consente il raggiungimento di stati di coscienza molto elevati e dà origine ai sogni lucidi. Il termine sogno lucido ( onironautica ) è stato coniato dallo psichiatra e scrittore Frederick Van Eeden per indicare una esperienza durante la quale si è consapevoli di sognare.  


Diversi fattori sono in grado di attivare la ghiandola pineale. Tra essi ricordiamo la meditazione, in particolare la tecnica Yoga, che permette l'attivazione del settimo chakra, il quale si trova nell'epifisi, e le piante utilizzate dagli sciamani.

Lo sciamano ottiene conoscenze di natura spirituale e soprannaturale mediante l'ingestione di determinate piante, quasi sempre allucinogene. Prima di raggiungere tale stadio, l'adepto deve vivere, per un lungo periodo di tempo, isolato nella foresta e costretto ad un regime dietetico duro.

La frequente ingestione di particolari piante, dette piante-maestro, conferisce infine allo sciamano poteri diagnostici e terapeutici. La bevanda più utilizzata dagli sciamani della foresta amazzonica, si chiama Ayahuasca.

Nella lingua quecha, che si parla in Ecuador, Perù, Bolivia e Colombia, aya significa spirito e huasca significa vite. Quindi la parola Ayahuasca viene tradotta col termine vite ( vino ) degli spiriti. L'Ayahuasca è un decotto ottenuto attraverso una lenta ebollizione di due piante: una liana, detta Banisteriopsis caapi, ed un arbusto noto come Psychotria viridis.

Le beta-carboline presenti nella liana inibiscono le MAO-A, enzimi che inattivano la dimetiltriptamina (DMT ), che si trova nella Psychotria viridis e che in tal modo può essere assorbita a livello gastro-intestinale per poi attraversare la barriera emato-encefalica. I soggetti che ingeriscono l'Ayahuasca descrivono tale esperienza come una rinascita, un risveglio spirituale, una illuminazione.

Articolo  liberamente tratto dal libro, in formato ebook, intitolato "La ghiandola pineale: splendida connessione tra cervello ed anima".


Fulvio D'Avino 


fonte: http://www.neuroscienze.net/?p=3970 http://realtofantasia.blogspot.it/

 
 
 
 

Terrificante terremoto 12 gradi sparisce dalla mappa sismica

Post n°2401 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Ieri è successa una cosa piuttosto inquietante nel campo della sismologia. Uno spaventoso terremoto di magnitudo 12.0, fuori scala, è avvenuto al largo della costa occidentale africana.
Altrettanto impressionante è che questo sisma sia scomparso dal record e dalla mappa sismica  nel mondo. Altro fatto curioso è l'epicentro che coincide con l'ipocentro ossia si tratta di un esplosione superficiale. Si può ipotizzare che ci sia stata una anomalia strumentale o un'esplosione nucleare sottomarina di inaudita potenza che si intende occultare. Attività HAARP oppure che altro?


 http://pianetax.wordpress.com/

 

 
 
 

Perché gli USA possiedono un brevetto sull’Ebola?

Post n°2400 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Ebola-virus

Il Centro statunitense per il Controllo delle Malattie (CDC) possiede un brevetto su un particolare ceppo di Ebola conosciuto come "EboBun." E' il brevetto numero CA2741523A1 ed è stato pubblicato nel 2010 come potete vedere qui nella sezione brevetti di Google. (1)

Le applicazioni del brevetto sono chiaramente descritte nel brevetto tra cui:

Il governo degli Stati Uniti d'America come rappresentato dal Segretario, dal Dipartimento di Salute e Servizi Umani, dal Centro per il Controllo delle Malattie.

La sintesi del brevetto dice: "L'invenzione fornisce i visus Ebola umano isolati (hEbola) denotati come Bundibugyo (EboBun) depositati presso il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, Atlanta, Georgia, Stati Uniti d'America) il 26 novembre, 2007 e concesso un numero di accesso 200706291. "

E prosegue affermando: "La presente invenzione si basa sull'isolamento e l'identificazione di una nuova specie di virus Ebola umana, EboBun. EboBun è stato isolato da pazienti affetti da febbre emorragica in una recente epidemia in Uganda."

Vale la pena notare, tra l'altro, che EboBun non è la stessa variante attualmente creduta essere in circolazione in Africa occidentale. Chiaramente, il CDC ha bisogno di espandere il suo portafoglio di brevetti per includere più ceppi, e che può benissimo essere il motivo per cui le vittime americane di Ebola sono state portati negli Stati Uniti in primo luogo. Puoi saperne di più qui sotto e decidi per te ...

Raccolta dell'Ebola dalle vittime per depositare brevetti

Dalla descrizione del brevetto sul virus EboBun, sappiamo che il governo degli Stati Uniti:

1) Estrae i virus Ebola dai pazienti.

2) Sostiene di aver "inventato" quel virus.

3) Deposita il brevetto per proteggere il suo monopolio sul virus.

Per capire perché questo sta accadendo, bisogna prima capire che cosa un brevetto è realmente e perché esiste. Un brevetto è un monopolio imposto dal governo che viene concesso esclusivamente a persone o organizzazioni. Esso consente esclusivamente alla persona o all'organizzazione di trarre profitto dalla "invenzione" e vieta ad altri la possibilità di sfruttare l'invenzione per il proprio profitto.

Questo porta in primo piano la questione ovvia: Perché il governo degli Stati Uniti pretende di aver "inventato" Ebola e poi rivendicare un monopolio esclusivamente sulla sua proprietà?

Nessuna ragione medica per portare Ebola negli Stati Uniti

Questo brevetto potrebbe aiutare a spiegare perché le vittime di Ebola sono state trasportate negli Stati Uniti e messe sotto l'autorità medica del CDC. Questi pazienti stanno portando beni di proprietà intellettuale di valore sotto forma di varianti Ebola, e il Centers for Disease Control desidera chiaramente espandere il suo portafoglio di brevetti grazie alla raccolta, lo studio e potenzialmente brevettare nuovi ceppi o varianti.

Dr. Bob Arnot, uno specialista in malattie infettive che ha trascorso tempo sul campo nelle nazioni in via di sviluppo per salvare vite umane, ha recentemente detto al giudice Jeanine, "Non c'è alcuna ragione medica per portarli qui, soprattutto quando si vede quanto bene il dottor Bradley era." (2)

Vi è, tuttavia, un motivo completamente diverso sul portare i pazienti di Ebola in America: esso può essere sfruttato per esperimenti medici, raccolta di armi biologiche e poi rivendicarne la proprietà intellettuale.

Sicuramente, le autorità mediche della Emory University e la CDC stanno lavorando duramente per salvare la vita dei pazienti che sono stati trasportati negli Stati Uniti, ma stanno anche perseguendo qualcos'altro allo stesso tempo: un ordine del giorno di isolare, identificare e brevettare malattie infettive per motivi che possiamo solo immaginare.

Miliardi di dollari

Miliardi di dollari di profitto sono in gioco in tutto questo. Negli ultimi 3 mesi le azioni di Tekmira, la compagnia che sta cercando di sviluppare il vaccino, sono salite oltre il 110%. Altre compagnie farmaceutiche stanno ottenendo enormi profitti partecipando alla creazione del vaccino. (3)

Il Dr. Cyril Broderick accusa pubblicamente gli USA di aver diffuso l'Ebola

Il più importante quotidiano liberiano, il Daily Obserber, ha pubblicato un articolo firmato dal Dr. Cyril Broderick, professore di patologia vegetale molto stimato a Monrovia, che ipotizza, argomentando con cura, che EBOLA e AIDS sarebbero stati CREATI IN LABORATORIO DAGLI USA, precisamente "armi biologiche da testare sugli africani, per ridurre la popolazione". (4)

Popolazione mondiale sotto i 500 milioni?

Il luogo dove è stato depositato il brevetto, la Georgia (USA), è lo stesso in cui è stato costruito, non si sa con certezza da chi, un completto megalitico, chiamato Georgia Guidestones. Su otto delle superfici maggiori è inciso un messaggio composto da dieci "regole", o consigli, in otto lingue moderne, una per ogni superficie. Il primo comandamento dice: "Mantieni l'Umanità sotto 500.000.000 in perenne equilibrio con la natura." La struttura è stata più volte oggetto di polemiche in quanto vi sarebbero iscritti i principi sui quali si fonderebbe il Nuovo ordine mondiale.(5)

Fonti per questo articolo includono:

(1) http://www.google.com/patents/CA2741523A1

(2) https://www.youtube.com/watch?v=SHAK6oX-JN4

(3) http://www.businessinsider.com/tekmira-shares...

(4) http://www.dionidream.com/importante-quotidiano...

(5) http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones

 

fonte

 
 
 

L'Epigenetica spiega come stress, fame e fumo cambiano i nostri geni che vengono trasmessi ai figli

Post n°2399 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da stella112
 

 

epigenetica

La medicina epigenetica, che parte dal presupposto che le modificazioni epigenetiche possano essere il risultato dell'esposizione a fattori ambientali o dell'alimentazione, è un nuovo ambito scientifico che promette di rivoluzionare ciò che conosciamo della salute e della felicità.
Fino a oggi eravamo convinti che il DNA determinasse immutabilmente gran parte del nostro comportamento e delle nostre caratteristiche fisiche. Non più. Nuovi entusiasmanti studi scientifici dimostrano che spesso molti geni vengono trasformati dalle nostre convinzioni, dai sentimenti e dalle nostre attitudini. Ogni pensiero che formuliamo si diffonde nell'roganismo, influenzando i sistemi immunitario, ormonale e cerebrale.
Medicina epigenetica - corredato da oltre 300 studi scientifici - dimostra come possiamo assumere il controllo della salute e del benessere con pensieri e sentimenti che accrescono il nostro livello di energia e di felicità.
Dawson Church autore di Medicina Epigenetica stabilisce un ponte tra la genetica e la medicina, e pone le fondamenta scientifiche della medicina complementare. Raccoglie e sintetizza nuovi dati al confine tra scienza e medicina, riunendoli in un libro estremamente piacevole, comprensibile e interessante, completo di informazioni pratiche e di esercizi.

Sir David Charles Baulcombe, professore della Royal Society e capo del Dipartimento di Scienze Botaniche presso l'Università di Cambridge. Le sue ricerche hanno aiutato a capire la complessità e le origini delle differenti classi di piccole molecole di RNA. Molto di ciò che ha scoperto si può applicare agli animali, indicando che questi sono processi antichi sviluppatisi all'inizio dell'albero evolutivo. Nel 2012 è stato insignito del prestigiosissimo Premio Balzan, "per il suo contributo fondamentale alla comprensione dell'epigenetica e del suo ruolo nello sviluppo delle cellule e dei tessuti in condizioni normali e di stress". Baulcombe è stato uno dei protagonisti più attesi dell'Evolution Day 2013. Venerdì 8 febbraio, alle 21.00, nell'aula magna del Museo di Storia Naturale di Milano, dove ha tenuto una lecture dal titolo "Epigenetica - un'altra dimensione nell'evoluzione?".

Lei usa spesso l'espressione "It's not all my DNA": ci può spiegare che cosa intende? 
Le informazioni presenti nel genoma non si trovano solo nelle sequenze nucleotidiche ACGT della molecola di DNA, ma anche in "decorazioni" molecolari al DNA che influenzano l'espressione dei geni. Queste decorazioni vengono copiate quando il genoma viene duplicato durante la divisione cellulare. Oggi sappiamo inoltre che l'RNA non è solo il messaggero cellulare che trasmette le informazioni di codifica elaborate dal nucleo al resto della cellula - è anche un regolatore di informazioni nel genoma. E' determinante, infatti, nello spegnimento di alcuni geni o nell'assicurarsi che altri vengano accesi al momento giusto.

Lei è considerato uno dei padri dell'epigenetica. Ce la spieghi in due parole.
L'epigenetica si riferisce agli effetti ereditabili del genoma che sono separati dagli effetti delle sequenze nucleotidiche nel DNA. E' un insieme di reazioni che, non alterando la struttura del DNA, possono influenzare, comunque, sia l'espressione genica ma anche e soprattutto ciò che viene trasmesso alle generazioni future.

In che modo l'epigenetica modifica gli organismi? 
L'epigenetica fornisce una memoria molecolare della nostra esperienza passata. Ecco perché gli effetti dell'ambiente in cui viviamo possono arrivare ai figli.

Questo significa che il DNA non è così importante come si è sempre pensato? 
Il DNA è centrale e l'epigenetica è un evento "collaterale", ma importantissimo per il DNA.

Dopo numerose scoperte, oggi è cambiata la definizione di gene?
E' la stessa di sempre - una unità di informazione nel genoma ereditata da una generazione a quella successiva. Tradizionalmente si pensava che i geni portassero solo alla codifica delle proteine ​​- ma ora sappiamo che nelle sequenze geniche ci sono anche informazioni per specifici RNA regolatori.

Come possono gli studi epigenetici migliorare la ricerca in campo biomedico?
Queste ricerche potranno aggiungere quei tasselli mancanti ma fondamentali per comprendere meglio i meccanismi di alcune malattie come il cancro.

Quali possono essere gli stimoli ambientali che influenzano le nostre caratteristiche ereditarie? 
Tra i più potenti induttori di mutazioni trasmissibili vi è lo stress - probabilmente tutte le forme di stress sia quello fisico che psicologico. Ma anche la fame e il fumo nell'adolescenza possono avere un peso determinante. Un recente studio ha, infatti, messo in evidenza come gli effetti di una carestia su una popolazione sono stati trasmessi alle generazioni successive, portando nella progenie un cambiamento significativo nella statura.

Definisce l'epigenetica come un "eredità soft". Può spiegarci questa affermazione? L'ereditarietà "forte" è determinata dalla sequenza delle basi del DNA. La trasmissione dei caratteri connessa all'epigenetica è un processo invece "soft", perché può essere instabile a causa dell'ambiente. E' un meccanismo lento ma costante, che viene determinato giorno dopo giorno.

Il processo di spegnimento dell'RNA e quello epigenetico hanno avuto un ruolo nell'evoluzione? 
Un ruolo determinante, mi permetto di aggiungere, perché sono meccanismi mediante i quali viene generato nuova variazione ereditabile.

 

fonte

 
 
 

La nostra società è guidata da psicopatici che perseguono degli obiettivi demenziali. (J. Lennon)

Post n°2398 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da stella112
 

La nostra società è guidata da psicopatici che perseguono degli obiettivi demenziali. (J. Lennon)
A QUANTO PARE NON E' ANCORA CAMBIATO NULLA CARO J.lENNON




E' accaduto di nuovo: il giorno 10 ottobre 2014 Genova è stata colpita da un violento nubifragio, ancora più distruttivo di quello che si era abbattuto sul capoluogo ligure e sul Levante nel 2011. Ancora una volta i danni sono ingenti: la cementificazione selvaggia di una zona soggetta a rischio idrogeologico rende Genova il teatro adatto per un attacco meteorologico. Non dimentichiamo, però, che i diluvi hanno sommerso in questi ultimi anni molte regioni d'Italia. Dopo che l'aggressione è stata perpetrata, subito sono grandinate le solite domande: a chi gioverebbe un'alluvione? Perché accanirsi contro la Liguria? Com'è possibile produrre una tempesta artificiale

Premesso che, constatata l'indole criminale dei governi, porsi certe questioni, diventa ozioso, dobbiamo ricordare che dai flagelli dipendono spesso enormi profitti per i soliti noti. Si dichiara lo stato di calamità con cui le regioni aumentano le accise sui carburanti. Si progettano infrastrutture per la messa in sicurezza del territorio all'origine di appalti e subappalti milionari. Sono opere che non saranno mai completate, ma su cui si può lautamente lucrare. Si sprona la popolazione a donare denaro per mezzo di versamenti su conti correnti ad hoc, tramite cellulare e telefono fisso: queste somme generano un astronomico giro d'affari tra I.V.A. e percentuali che vanno ai gestori telefonici. Né si possono dimenticare tutti gli introiti gestiti dagli istituti di credito e magari reinvestiti in speculazioni: sono soldi che gli alluvionati ed i terremotati non ricevono mai o, nel migliore dei casi, essi beneficiano di una quota irrisoria di quanto raccolto con la beneficenza. Burocrati, usurai e profittatori sono emuli del democristiano Ciriaco De Mita. Egli, il re Mida dell'Irpinia, trasformò in oro il sisma che aveva devastato alcune zone della Campania nel 1980. 




Per questo motivo, vorremmo convincere i lettori a non elargire neanche un centesimo per mezzo di versamenti su conti bancari ed offerte telefoniche: non è insensibilità, ma consapevolezza che il denaro generosamente donato finisce nelle tasche di banditi. Piuttosto bisogna aiutare le vittime in loco e con donazioni brevi manu. Lodevole il comportamento di quelle persone, spesso giovani, che subito si sono adoperate, dimostrando spirito di sacrificio, per liberare strade, scantinati ed alvei da detriti e fango, sopperendo alla colpevole inerzia della "Protezione civile" e dell'esercito. 

Gli sfaceli "naturali" sono anche un potente strumento di propaganda, perché persuadono l'opinione pubblica che è necessario contrastare in ogni modo i cosiddetti "cambiamenti climatici": si spiana la strada alla legalizzazione della geoingegneria ufficiale, come sta avvenendo inGermania dove il Ministero dell'istruzione ha di recente lanciato una campagna per spiegare ai cittadini che, se non saranno ridotte le emissioni di gas serra, si dovrà ricorrere alle classiche opzioni della geoingegneria.

Denaro e dominio quindi sono le parole-chiave per comprendere le motivazioni e le finalità che soggiacciono a queste catastrofi, oltre ad un insensato ed irrazionale impulso a distruggere e ad uccidere, istinto tipico delle sedicenti élites. Sui cittadini, invece, piove una gragnuola di danniche sono soprattutto di tre tipi. 

1) Il danno diretto ed immediato della sciagura in termini di distruzione e talvolta di vite umane perse.
2) Il nocumento collegato alla dispersione aerea di composti chimici nocivi usati per concentrare e rinvigorire una perturbazione in un'area circoscritta. 
3) Il collasso ambientale ed economico, come conseguenza della diuturna guerra climatica. 

Fermiamo gli ingegneri dei fenomeni atmosferici, prima che sia troppo tardi, a prescindere dalla solita, superficiale obiezione: "A chi giova"? Di certo non giova alla gente onesta. 

 

FONTE

 
 
 

Alluvione generale! Sono scie chimiche? Napolitano: intollerabile

Post n°2397 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Ormai è un bollettino di guerra! Questi giorni, stanno segnando uno dei momenti più neri e catastrofici per l'Italiadegli ultimi anni, dal punto di vista degli effetti di eventi meteorologici gravi.Alluvioni, frane, smottamenti, devastazioni, ma soprattutto morti, in ogni parte d'Italia, mentre, giusto oggi, un 'rassicurante' spot pubblicitario del governo, prende due piccioni con una fava, sostenendo le misure economicheche si stanno 'abbattendo' sui cittadini italiani, ponendole come garanzia per risolvere i problemi ambientali dell'Italia.Beati politici, che quasi ti convincono della loro buonafede, mentre in realtà è, come sappiamo tutti, un dato ormai conclamato, che più che altro stanziano fondi per poterci rubare sopra, fregandosene poi mediamente del perché li avevano stanziati."E non c'è sesso e non c'è amore, né tenerezza nel mio cuore" cantava Antonello Venditti, che potremmo benissimo riadattare a: "e non c'è destra e non c'è sinistra, ma ruban tutti quanti insieme", intanto: "... tutta la città è allagata da questo temporale".Tutto questo mentre Napolitano, il nostro gagliardo presidente, veglia allegramente sulla dissoluzione della nostra costituzione, di cent'anni di lotte dei lavoratori, e dei diritti che hanno prodotto.Giusto ieri si è pronunciato anche sulle alluvioni, affermando con vigore, che 'Tutto questo è intollerabile'. Come seJack lo Squartatore andasse in giro a dire: "è ora di finirla con tutta questa violenza". Sembra che tutti stiano passando di lì per caso, e non che abbiano passato la vita a dirigere le sorti d'Italia, con questi bei risultati.Renzi intanto, vero epigono della Commedia dell'Arte, sta riuscendo a fare quello che il Caimano Berlusconi non è riuscito a fare in vent'anni. Che bravo, e che belli che saranno gli anni a venire, per le classi popolari, su ragazzi, tutti quanti a testa china, a lavorare, poco, ma anche per pochi soldi, esclusi ovviamente gli ottanta euro...Un vero trionfo per il Nuovo Ordine Mondiale, le multinazionali, le banche centrali, gli speculatori, i guerrafondai, i petrolieri, i corrotti, gli arraffoni di ogni ordine e grado. Però, tranquilli, tutto questo è fatto per il nostro bene, rispettando i parametri dell'Europa, e senza sforare il tre per cento.In questo tramonto dei diritti umani, una della bufale più grandi che ci stanno raccontando è quella dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Certo che ci sono cambiamenti climatici, cosa siamo orbi e deficienti?E certo che sono dovuti ad attività antropiche, e chi vuoi che sia stato a ridurre così il pianeta, gli alieni? Mah questo potrebbe anche essere, ma per ora limitiamoci a considerare gli idioti nostrani...Sono come minimo sessant'anni che i militari e i governi di mezzo mondo studiano come manipolare il clima, con un singolare eufemismo la chiamano geoingegneria, perché si vede che si ingegnano tanto a distruggere.Sono almeno una quindicina d'anni che attuano questi progetti di modificazione climatica anche in Italia, gli effetti, devastanti, sono sotto gli occhi di tutti, e noi dobbiamo credere a quei candidi meteorologi che ci raccontano di'innocue velature''nubi noctilucenti', e fesserie del genere.Giusto per distogliere la nostra attenzione dal cielo, che ormai, specialmente qui in Pianura Padana, è diventato una cosa inguardabile e irrespirabile. In questi giorni di alluvioni poi, in modo particolare. A sera, al momento della ricaduta dell'umidità, a Modena sembra di respirare acido, ma tranquilli, è tutto per il nostro bene.Che venisse mai in mente a qualcuno che sono le scie chimiche, o chemtrails, rilasciate dagli aerei che ormai ci irrorano in modo massiccio, costante e quotidiano a modificare il clima?Gente documentatevi, prima di incazzarvi, giustamente contro i politici, perché non fanno niente contro il dissesto idrogeologico, cosa assolutamente vera e scolpita sulla pietra, e ormai anche firmata col sangue delle tante vittime.Magari potreste aggiungere, come elemento di ulteriore incazzatura, il fatto che oltre a non fare niente per prevenire i disastri, in realtà li provocano anche, modificando il clima. Farò come dice Crozza: 'Io non ci credo', però qualcuno in giro lo sta dicendo, di sicuro non io... però pensiamoci, prima della prossima alluvione.

Fonte
http://www.primapaginadiyvs.it/alluvione-generale-scie-chimiche-napolitano-intollerabile/
http://altrarealta.blogspot.it/

 

 
 
 

Isis, l'Uomo Nero creato per distrarci dal disastro in arrivo

Post n°2396 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da stella112
 

 

L'Isis? «Sa fare marketing di ciò che rubano», cioè «petrolio, grano e altre materie prime». In più, gli jihadisti "venuti dal nulla" «sanno riciclare denaro, sanno fare show business mediatico come nessun altro». Date un'occhiata alla carta geografica: «Sono piantati come un'erbaccia proprio all'incrocio delle maggiori nazioni egemoni del Medioriente: Siria, Iran, Turchia, Iraq». Sono piazzati esattamente lì, e «destabilizzano tutto e tutti», scrive Paolo Barnard. «Questi predoni, e sono solo predoni, sono stati infiltrati dai servizi Usa-Israele proprio per destabilizzare tutta la politica e il pubblico internazionale nel momento in cui altri problemi stanno precipitando (finanza)». I loro metodi, così feroci e brutali? «Sono troppo lontani dai principi dell'Islam radicale che mi furono raccontati dal capo spirituale di Al-Qaeda di persona», garantisce Barnard, autore del saggio "Perché ci odiano" (Rizzoli) sullo scontro con gli arabi motivato dalla pulizia etnica della Palestina pianificata dal sionismo. I guerriglieri dell'Isis? «Sono troppo ben organizzati per non aver avuto aiuti occidentali». 
IsisLa domanda è: perché in vent'anni Al-Qaeda non è mai riuscita a fare quello che l'Isis oggi fa tranquillamente, sotto lo sguardo del mondo? «Bin Laden fu organizzato e finanziato dalla Cia durante tutta l'invasione sovietica dell'Afghanistan, poi fu abbandonato», prende nota Barnard nel suo blog. «Non vi dice qualcosa che Al Qaeda si sia ritrovata senza mezzi e nascosta in piccoli buchi del mondo dopo l'abbandono americano?». Attenzione: la cosiddetta Isis «commercia in "commodities" e lavora con le banche internazionali». Strano, no? «Credete che Isis possa vendere tonnellate di petrolio e grano ed essere pagata in contanti? Valigette di contanti? Camion di contanti? Treni di contanti? Sveglia!». E' più che ovvio: chi li ha messi in campo, armati fino ai denti, continua a finanziarli e proteggerli. Sono il "nemico" perfetto, per una guerra che oggi si spera sia lunga, abbastanza lunga da oscurare, mediaticamente, le grane in arrivo, di ben altro genere. 
«I soliti predoni funzionali a distrarre l'Occidente», conclude Barnard. «L'ho scritto anni fa: si chiama "la Politica della Paura". Isis, Ebola, oddio! Tu non pensare che due direttive Ue e una riunione della Fed ci faranno perdere 1 milione di posti di lavoro nei prossimi due anni. Isis.... Buuuuuu! L'uomo nero!». Chiaro, adesso, perché l'Isis si è incuneata nel cuore del Medio Oriente proprio ora? Alcuni osservatori scrissero osservazioni analoghe alla vigilia delle drammatiche tensioni con la Russia in Ucraina: un pretesto per minacciare la Cina scuotendo Mosca, il grande forziere energetico, ma soprattutto un pretesto per alzare i toni e invadere i media con notizie fabbricate, lontane dalla crisi occidentale. Ucraina, Isis, Ebola. Geopolitica e psicosi, "armi di distrazione di massa". Seguite i soldi, consiglia Barnard, e scoprirete che la strada insanguinata dell'Isis non porta verso la Mecca, ma dalle parti di Wall Street e della Casa Bianca. 

fonte:http://www.libreidee.org/2014/10/isis-luomo-nero-creato-per-distrarci-dal-disastro-in-arrivo/
 http://realtofantasia.blogspot.it

  
 
 
 

Ebola, i Marines si installano tra petrolio, oro e diamanti

Post n°2395 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da stella112
 

 

Si scrive Ebola, ma si legge Business. Metalli preziosi, materie prime, terre rare. Grazie allo stato d'emergenza proclamato per la temutissima epidemia - in realtà assai meno letale delle altre patologie di massa che straziano l'Africa- gli Stati Uniti installano in Liberia, al crocevia delle maggiori ricchezze del continente nero, la nuova task force di Africom, il comando speciale delle forze armate statunitensi creato per contendere alla Cina il controllo sulle grandi risorse africane. Nulla di ciò, ovviamente, traspare dalla retorica di Obama, secondo cui i 3.000 soldati agli ordini del generale Darryl Williams, collegati con un centro logistico in Senegal e pronti a vigilare con funzioni di «comando e controllo» sugli ospedali da campo, dimostrano che solo l'America ha «la capacità e volontà di mobilitare il mondo contro i terroristi dell'Isis», di «chiamare a raccolta il mondo contro l'aggressione russa», oltre che di «contenere e debellare l'epidemia di Ebola», definita «senza precedenti», visto che «si sta diffondendo in maniera esponenziale in Africa occidentale».

Anche se la possibilità che l'ebola si propaghi negli Stati Uniti è estremamente bassa, scrive Manlio Dinucci sul "Manifesto", in un articolo Obamaripreso da "Contropiano", in Africa occidentale l'epidemia avrebbe già provocato la morte di «oltre 2.400 uomini, donne e bambini». Evento certamente tragico ma comunque limitato, osserva Dinucci, se lo si rapporta al fatto che l'Africa occidentale ha circa 350 milioni di abitanti e l'intera regione subsahariana quasi 950 milioni. «Ogni anno muore per l'Aids nella regione oltre un milione di adulti e bambini», senza contare che «la malaria provoca ogni anno oltre 600.000 morti, per la maggior parte tra i bambini africani», e inoltre «nell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale la diarrea uccide ogni anno circa 600.000 bambini, oltre 1.600 al giorno, di età inferiore ai 5 anni». Sono "malattie della povertà", dovute alla sottoalimentazione e alla malnutrizione, alla mancanza di acqua potabile, alle cattive condizioni igienico-sanitarie in cui vive la popolazione povera, che (secondo i dati della stessa Banca Mondiale) costituisce il 70% di quella totale, di cui il 49% si trova in condizioni di povertà estrema.

«La campagna di Obama contro l'Ebola appare quindi strumentale», scrive Dinucci. «L'Africa occidentale, dove il Pentagono installa un proprio quartier generale con la motivazione ufficiale della lotta all'Ebola, è ricchissima di materie prime: petrolio in Nigeria e Benin, diamanti in Sierra Leone e Costa d'Avorio, fosfati in Senegal e Togo, caucciù, oro e diamanti in Liberia, oro e diamanti in Guinea e Ghana, bauxite in Guinea». Inoltre, «le terre più fertili sono riservate alle monocolture di cacao, ananas, arachidi e cotone, destinate all'esportazione», mentre «la Costa d'Avorio è il maggiore produttore mondiale di cacao». Beninteso: «Dallo sfruttamento di queste grandi risorse poco o nulla arriva alla popolazione, dato che i proventi vengono spartiti tra multinazionali ed élite locali, che si arricchiscono anche Il generale Darryl Williamscon l'esportazione di legname pregiato con gravi conseguenze ambientali dovute alla deforestazione».

Gli interessi delle multinazionali statunitensi ed europee, continua Dinucci, sono però messi in pericolo dalle ribellioni popolari come quella nel delta del Niger, provocata dalle conseguenze ambientali e sociali dello sfruttamento petrolifero. Soprattutto, sul business euro-atlantico incombe la crescente concorrenza della Cina, «i cui investimenti sono per i paesi africani molto più utili e vantaggiosi». Così, proprio «per mantenere la propria influenza nel continente», gli Usa hanno costituito nel 2007 l'Africom: «Dietro il paravento delle operazioni umanitarie», l'African Command «recluta e forma nei paesi africani ufficiali e forze speciali locali, attraverso centinaia di attività militari». Importante base per queste operazioni è Sigonella, «dove è stata dispiegata una task force del corpo dei Marines». Dotata di convertiplani "Osprey", la forza speciale «invia a rotazione squadre in Africa, in particolare in quella occidentale». Proprio dove inizia ora la campagna di Obama "contro l'Ebola".

Libre

http://www.libreidee.org/2014/10/ebola-i-marines-si-installano-tra-petrolio-oro-e-diamanti/


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