Creato da stella112 il 07/10/2005
Quello che penso

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Contatta l'autore

Nickname: stella112
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 50
Prov: VI
 

Area personale

 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

MISTERI NEL MONDO

MISTERI NEL MONDO

Ritrovamenti a dir poco strani che raccontano 

una storia diversa da quella

che si legge sui libri...

CLICCA QUI  Google+

 

 

 

SCIENZA E MEDICINA 

L'informazione giusta ti cambia la vita...

qui potresti trovare quella importante per te

clicca QUI   Google+

 

...




 

FILOSOFANDO

In questa pagina si parla di filosofia, metafisica,

di Dio... della vita in genere e...

della vita dopo la morte 

Clicca qui  Google+

 






tracker

 

...

 

 

 

Video di Roberta

Ultime visite al Blog

alessandra.p88NonnoRenzo0lacky.procinoannaincantoandreamic81massimocoppastella112onlyemotions71antonio.b1946aldogiornomoschettiere62luigi42.amarcotesta0carlabeapaperogiallo10
 

...

 

 

Sentieri più o meno giusti...

 

FORMANO UN UOMO

 

 

Ultimi commenti

Complimenti Lorenzo, io, per fortuna, non ho esperienze...
Inviato da: Fabri
il 09/10/2017 alle 14:09
 
Non ho avuto occasione di provare il metodo DI BELLA....
Inviato da: LORENZO MICHIELLI
il 07/10/2017 alle 15:28
 
...se poi ci aggiungiamo 12 vaccini inutili quando non...
Inviato da: Fabri
il 02/10/2017 alle 22:41
 
Per la "Scienza" siamo solo delle cavie, questa è...
Inviato da: Fabri
il 29/09/2017 alle 22:45
 
Grazie, sì avevo già visto dei video su questa iniziativa...
Inviato da: Fabri
il 28/09/2017 alle 22:17
 
 

Archivio messaggi

 
 << Ottobre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

I miei Blog Amici

Citazioni nei Blog Amici: 249
 

Archivio messaggi

 
 << Ottobre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

stelle

 

 

 

 

 

Di cosa sono fatti gli atomi? Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

Post n°3821 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da stella112
 

 

Scritto da: Bruce Lipton | Nuova Biologia

 

Di cosa sono fatti gli atomi? Ce lo spiega il libro "La Biologia delle Credenze"

I fisici quantisti hanno scoperto che gli atomi materiali sono formati da vortici di energia in costante vibrazione e rotazione, ogni atomo è come una trottola in rotazione, che oscilla ed emette energia. Poiché ciascun atomo ha una sua specifica configurazione energetica (oscillazione), gli aggregati di atomi (molecole) emettono collettivamente modelli energetici che li identificano. Ciò significa che qualunque struttura fisica nell'Universo, compresi voi e io, irradia una specifica configurazione energetica.

Se fosse possibile osservare al microscopio la composizione di un atomo, che cosa vedremmo? Immaginate un mulinello di polvere che corre per il deserto. Togliendo la sabbia e la polvere, quello che rimane è un vortice invisibile simile a un tornado. La struttura dell'atomo è formata da un insieme di vortici di energia infinitamente piccoli chiamati quark e fotoni. Da lontano, l'atomo apparirebbe come una sfera indistinta; ma mettendone sempre più a fuoco la struttura, l'atomo diventerebbe sempre meno nitido e preciso, fino a scomparire del tutto. Non vedremmo più nulla, perché mettendo a fuoco la struttura dell'atomo osserveremmo soltanto uno spazio vuoto. L'atomo non ha una struttura fisica: il re è nudo!

Vi ricordate i modelli di atomo che usavate a scuola, fatti di palline che ruotavano come il sistema solare? Bene, confrontiamo quell'immagine con la "struttura" dell'atomo scoperta dalla fisica quantistica: gli atomi sono fatti di energia invisibile, non di materia tangibile!

Quindi, nel nostro mondo la sostanza materiale (materia) appare dal nulla. So che sembra incredibile, soprattutto se pensate che in questo momento state tenendo in mano un libro materiale. Ma se metteste a fuoco la sostanza materiale di questo libro con un microscopio atomico, vedreste che in mano non state tenendo nulla. Noi giovani studenti di biologia avevamo ragione su una cosa: l'Universo quantistico è sconcertante.

Ora diamo uno sguardo più ravvicinato alla natura "adesso si vede, adesso non si vede!" della fisica quantistica. La materia può essere contemporaneamente definita un qualcosa di solido (particella) e un campo di forza immateriale (onda). Quando si studiano le proprietà fisiche degli atomi, come la massa e il peso, gli atomi sembrano materiali e si comportano come se lo fossero; ma quando gli stessi atomi vengono descritti in termini di potenziale elettrico e di lunghezza d'onda, rivelano le caratteristiche e le proprietà dell'energia (onde) [Hackermüller et al. 2003; Chapman et al. 1995; Pool 1995; N.d.A.]. Il fatto che l'energia e la materia siano la stessa identica cosa, è esattamente quello che Einstein intendeva con la formula E = mc2. In parole semplici, quest'equazione dice che l'energia (E) è uguale alla materia (m, massa) moltiplicata per il quadrato della velocità della luce (c). Einstein aveva capito che non viviamo in un Universo fatto di oggetti materiali distinti e separati da uno spazio vuoto. L'Universo è un tutto indivisibile e dinamico in cui l'energia e la materia sono così strettamente interconnesse che è impossibile considerarle entità separate.

 

fonte

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Telepatia: le spiegazioni scientifiche

Post n°3820 pubblicato il 07 Ottobre 2017 da stella112
 

 

La telepatia è un fenomeno che la scienza moderna può spiegare e che ci obbliga a considerare un modello di mente "aperto", dove la comunicazione può avvenire in tempo reale e con mezzi al di fuori di quelli noti alla fisica classica.

Quando pensiamo alla telepatia pensiamo a qualcosa di strano, di fuori dall'ordinario, qualcosa di quasi "magico". Quello che, inoltre, l'idea della trasmissione del pensiero ci evoca è una sorta di funzionamento ricetrasmittente della mente. Vale a dire, una mente che si comporta come una radio, che capta delle onde elettromagnetiche emesse da un'altra mente. Ma chi pensasse alla telepatia come a un fenomeno di tipo elettromagnetico rimarrà deluso. Infatti, questo fenomeno non ha alcuna relazione con i fenomeni elettromagnetici, almeno come noi li conosciamo e coinvolge altre sfere della percezione. Sfere che lasciano, sotto molti aspetti, la fisica classica, per andare in quel campo della nuova fisica che sta, in gran parte, rivoluzionando l'idea stessa di scienza, e ribaltando il metodo scientifico galileiano.

 

Sull'argomento ha fatto luce, sotto molti aspetti piena, l'intervento di William Giroldini - noto studioso dei fondamenti scientifici del paranormale (foto a sinistra) - in una serata recentemente organizzata dall'Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica (AISM) presso la Cascina Grande di Rozzano. Una serata dove abbiamo, poi, udito anche la voce di coloro che, in qualche modo, sono stati coinvolti direttamente in fenomeni di questo tipo, ed in altri ad essi collegati, quali premonizioni e psicocinesi. Innanzitutto, è stato interessante vedere quello che è il modello normalmente accettato della mente. La mente, come presentata dalla scienza ufficiale, è una sorta di "sistema chiuso", che comunica con altre menti attraverso i cinque sensi noti (vista, udito, odorato, gusto, tatto). Nessun'altra comunicazione appare possibile.

La percezione oltre la percezione
Ma qui già si può fare un'obiezione. Spesso si parla di "sesto senso". Per alcuni, questo è una sorta di percezione oltre la percezione, di sensazione oltre la sensazione. È, insomma, qualcosa che permette di superare barriere di spazio e tempo o di percepire cose che, altrimenti, non sarebbero percepibili. Qui mi viene in mente la matematica che per alcuni costituisce un "sesto senso". Infatti, ci consente di creare modelli con quello che non riusciamo nemmeno a concepire, come l'infinito. Da questa idea si potrebbe partire addirittura per ribaltare il metodo scientifico o per portare l'idea di Platone in base alla quale il mondo fisico è solo un modello imperfetto di qualcosa di perfetto, che si trova in quello che lui stesso chiama "Iperuranio". Con una visione di questo tipo, la realtà che noi in qualche modo possiamo contattare, non è quella tangibile, ma qualcosa di ben diverso, di cui quella tangibile è soltanto un modello imperfetto. Quindi, essendo la realtà molto di più di quella che appare, anche la mente - e relativa percezione mentale - è qualcosa che va ben al di là della nostra percezione fisica. Questo modo di concepire la realtà, quindi, ci apre a differenti modi di conoscenza, e a differenti modalità di vedere le cose.

La ricerca nel passato...
Così, la comunicazione tra menti non è più qualcosa di chiuso, ma si apre a un mondo nuovo. Qualcosa che supera anche l'idea stessa di trasmissione elettromagnetica, una trasmissione che non avverrà, quindi, come in un sistema ricetrasmittente a noi noto, ma coinvolgerà qualcosa di completamente diverso, tutto da scoprire. L'idea stessa di telepatia affonda le sue radici in un passato, sotto certi aspetti, piuttosto lontano, essendo già noto a popoli antichi. Tuttavia, fu solo in epoca più recente che vennero avviati i primi esperimenti di telepatia e che questa cominciò ad essere oggetto di studio scientifico (trattato durante la conferenza).

 

 

 

Joseph Rhine

Joseph Banks Rhine. Il primo studioso, forse, che si occupò a livello scientifico di questo argomento fu il botanico e parapsicologo statunitense Joseph Banks Rhine (1895-1980, foto a dx). Rhine fu forse il primo ad utilizzare le cosiddette "Carte Zener", inventate negli anni trenta dallo psicologo Karl Zener, e consistenti in cinque simboli differenti. Attraverso prove con individui trasmittenti e riceventi, Rhine ottenne le prime prove scientifiche sul fatto che la mente umana è in grado di ricetrasmettere il pensiero.

Charles Robert Richet. Ancora, si può citare la figura di Charles Robert Richet (1850-1935), medico francese, noto per i suoi studi sulla sieroterapia e sull'anafilassi. Studi che gli valsero, nel 1913, il Premio Nobel per la Medicina. Richet è però noto anche per i suoi studi cosiddetti "di frontiera". Questi cominciarono inizialmente con studi sul sonnambulismo, per poi approdare, nel 1994, alla pubblicazione del libro: "La Suggestion Mentale et le Calcul des Probabilités", nel quale lo studioso portò prove in merito alla suggestione mentale e alla telepatia. Fu anche noto per i suoi studi derivanti da sedute sperimentali con la medium italiana Eusapia Palladino.

Ferdinando Cazzamalli. Un interessante modello scientifico di Telepatia fu quello fornito da Ferdinando Cazzamalli (1887-1957). Cazzamalli, psichiatra e, per qualche tempo, direttore dell'Istituto Psichiatrico di Como, fu, nel 1937, fondatore a Roma della Società Italiana di Metapsichica, oggi Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica (AISM). Nel corso della sua vita eseguì diversi esperimenti di telepatia, arrivando a definire questo fenomeno come frutto di una trasmissione di onde elettromagnetiche ad alta frequenza (tra i 80 e i 140 Mhz). Tuttavia, questa emissione sarebbe molto debole.

 

 

Leonid Vasiliev

Leonid Vasiliev. Un modello vicino a quello che poi sarebbe stato quello forse, "definitivo", derivò dall'opera dello psicologo russo Leonid Vasiliev (1891-1966, foto a sin). Vasiliev eseguì alcuni esperimenti interessanti, studiando interazioni tra menti a distanze notevoli, come quella tra Mosca e Vladivostok. Mediante questi studi, Vasiliev riuscì a dimostrare che queste interazioni non dipendevano da fenomeni di tipo elettromagnetico.
Forse sarebbe bastata, per dimostrare questo, l'osservazione del fatto che queste interazioni avvenivano a distanze molto grandi. Cosa impossibile nel caso di onde elettromagnetiche, Infatti, Cazzamalli aveva dimostrato che queste sono sì di alta frequenza, ma di intensità molto debole. Quindi, sarebbe impossibile che in qualche maniera possano consentire la trasmissione a distanze come quella tra Mosca e Vladivostok, prima citata.
Ma Vasiliev andò oltre, in questo senso, utilizzando delle apparecchiature che potessero in qualche modo schermare le onde elettromagnetiche. Osservando che queste interazioni avvenivano ugualmente. Questo gli permise di escludere, in maniera definitiva, il fatto che le interazioni potessero avvenire mediante onde elettromagnetiche.

... e quella più recente

In epoca più recente, sono degni di menzione gli studi di Charles Honorton(1946-1992), che applicò un rigoroso metodo scientifico allo studio del paranormale.

 

 

Dean Radin

Dean Radin. Nel filone della ricerca attuale, da citare Dean Radin (n. 1952, foto a dx), che ha collaborato e collabora tutt'ora con William Giroldini. Radin è ricercatore presso l'Insistute of Noetic Sciences (IONS), con sede a Petaluma, California, fondato dall'ex astronauta Edgar Mitchell. L'Istituto si occupa proprio dello studio dei fenomeni paranormali, comprese le remissioni spontanee di malattie considerate inguaribili.

Patrizio Tressoldi. Possiamo anche citare, tra i ricercatori in questo settore, Patrizio Tressoldi, docente presso l'Università di Padova. Tressoldi fa parte del gruppo di ricerca, l'Evan Lab di Firenze, di cui fa parte lo stesso William Giroldini, che comprende ricercatori in vari campi della conoscenza, come matematici, fisici e ingegneri, quali Luciano Pederzoli, in passato progettista di macchinari a controllo numerico.

Una nuova fisica per spiegare la telepatia
Torniamo, ora, a quanto Vasiliev aveva dimostrato, escludendo la possibilità che la telepatia possa derivare da trasmissione elettromagnetica. Questo fatto, però, apriva una serie di problemi. Infatti, escludendo che la comunicazione tra menti potesse avvenire mediante onde elettromagnetiche, si escludeva di fatto che questa potesse avvenire secondo i canoni della fisica classica.

Occorre quindi una nuova fisica che possa, in qualche modo, prospettare un nuovo modo di comunicare tra menti. Tra poco entreremo in dettaglio sull'argomento. Per il momento, vediamo qualche altro elemento interessante che la conferenza ha messo in evidenza e che sottolinea ancora di più la necessità di una nuova fisica. Gli esperimenti hanno rivelato che la telepatia è un fenomeno che avviene in maniera immediata, con una modalità "emozionale", tra persone con le quali appare esserci una certa sintonia, una certa empatia. L'immediatezza potrebbe farci pensare ad un fenomeno che supera il continuum spazio temporale e che quindi non può essere legato a nessuna legge fisica classica, dove vigono i limiti relativistici, per i quali nessuna velocità può essere superiore a quella della luce. Su questo torneremo nella prossima puntata.

La telepatia negli animali

La trasmissione attraverso la sfera emozionale - come è risultato anche da una testimonianza durante la conferenza - potrebbe far pensare che la telepatia è qualcosa di primitivo, legato ad una scala evolutiva quasi all'origine dell'uomo. Infatti, come l'antropologia e le neuroscienze hanno dimostrato, la corteccia, area del cervello preposta al pensiero logico, è successiva nella scala evolutiva alla sfera emozionale e in termini evolutivi piuttosto recente. La cosa potrebbe forse spiegare come mai gli animali, rispetto all'uomo, appaiono avere qualche percezione in più da questo punto di vista. Esperimenti come quelli di Rupert Sheldrake, relativi alla trasmissione di informazioni in specie animali, ci dicono forse che gli animali, avendo meno sviluppata la sfera razionale, potrebbero essere maggiormente capaci di esprimere fenomeni come la telepatia e le percezioni a distanza in maniera immediata.
(1a puntata - continua)

Sergio Ragaini

FONTE

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Emozioni e sentimenti negativi: come depurarsi da questi veleni invisibili?

Post n°3819 pubblicato il 07 Ottobre 2017 da stella112
 

 

Scritto da: Carmen Di Muro |

 

Emozioni e sentimenti negativi: come depurarsi da questi veleni invisibili?

 

Mens sana in corpore sano: è questa la famosa massima latina, tratta da un verso di Giovenale, che sin dall'antichità ha posto l'accento sulla stretta relazione esistente tra mente e corpo e che, molto spesso, invece di facilitare la comprensione circa la stretta unione che risiede tra queste due entità fondamentali, ci genera confusione. Un corpo sano e in salute, in cui vige un equilibrato rapporto tra nutrizione e dinamismo fisico, aiuta la mente a dare il meglio di sé, ma è altrettanto vero il contrario.

Prendersi cura soltanto della nostra componente fisica, non aiuta di certo a disintossicarla completamente da pensieri disturbanti, ma a volte esacerba le convinzioni e l'accanimento sulla nostra fisicità che chiede a tutti i costi di emergere e di risplendere nel pieno benessere.

La nostra corsa sfrenata sul treno dell'esistenza chiede però delle tappe, c'è bisogno di fermarsi ad una stazione intermedia per comprendere appieno dove si sta andando, o ancor meglio, come e in che condizioni stiamo viaggiando. Per troppo tempo ci siamo alimentati disordinatamente, con cibi veloci, alimenti che invece di fortificarci hanno reso il nostro organismo debole e non più in grado di generare la forza necessaria per far fronte al duro stress psicofisico causato dall'incedere intenso. È ora della sosta, è tempo di rivedere ciò che è contenuto nei bagagli e di disfarsi di pesi e dei cibi inutili.

Abbandonare lungo il percorso ciò che provoca ed arreca peso alla nostra andatura, concretamente vuol dire liberarsi dal passato che ha determinato in modo invasivo il nostro modo di essere attuale e la nostra infelicità. Significa guardare in sé stessi, spogliarsi di ciò che siamo stati e recidere quei cordoni energetici con persone e con accadimenti dolorosi di cui conserviamo le tracce, comprendendo che questi sottilmente sono agenti nocivi che stanno avvelenando la nostra energia vitale, facendo in modo che il viaggio verso la meta diventi sempre più difficoltoso. Siamo intossicati e sfibrati, dobbiamo cambiare rotta e rimettere in moto il ciclo verso la guarigione e la depurazione interiore. La nostra anima urla a gran voce che c'è bisogno di una dieta urgente, che si sente appesantita e che necessita di riequilibrarsi per esprimersi appieno.

Nella corsa abbiamo sottovalutato i suoi segnali, l'abbiamo ignorata, credendo che la stanchezza, come pure la tensione, fosse semplicemente dovuta all'intenso impegno generato dalle faccende quotidiane a cui per obbligo e per dovere dobbiamo rapportarci, non pensando alla cura e alla sazietà del nostra parte più profonda che è malnutrita. Eppure si soffre, il malessere incalzante sale e il nostro corpo e la nostra mente affaticata chiedono cibo, affinché possano rifocillarsi. Cibo che diventa l'unico accesso a noi sganciandoci da quei contesti e da quelle situazioni dolorose che non vogliamo assumere come indici, segnali che qualcosa della nostra vita va cambiato ed affrontato. Riempire la pancia, concretamente, significa concentrarsi sull'impegno gastrointestinale del nostro corpo che impegnato nell'attività di digestione, silenzia ed annulla tutte le realtà e i pensieri scomodi che ci circondano e con cui non vogliamo fare i conti, ma che agiscono in noi sottilmente rimanendo lì, pronti a ripresentarsi ancora più irruenti.

Senza rendercene conto ci siamo abbuffati voracemente di veleno energetico invisibile. Abbiamo portato la nostra sfera mentale a chiedere aiuto, perché troppo rigonfia e sovraccaricata non riesce a dare massima espressione a pensieri rigeneranti e puliti.

Nutrirci bio-psico-energeticamente significa iniziare a darci il permesso di assaporare il benessere, consentendo non soltanto al nostro corpo di arrestarsi quando insorge il malessere, ma anche permettergli di parlarci, di ascoltarlo circa i suoi reali bisogni. Esso è la fonte energetica che irrora la nostra vita e come tale necessita del giusto nutrimento, non soltanto attraverso una dieta sana ed equilibrata che possa permettere alle nostre componenti fisiologiche di funzionare in sinergia, ma, e soprattutto attraverso una sana dieta spirituale, valutando il cibo interiore con cui ci stiamo alimentando così da iniziare a depurarsi. Digiunare ed astenersi dal giudizio, dalla dipendenza, dalla rabbia e dai pensieri negativi è ciò che precede la dieta fisica, in quanto permette alle nostre componenti profonde di ripulirsi e riallinearsi, nonché alla nostra energia vitale di tornare a rispendere nel pieno benessere.

 

FONTE

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi

Post n°3818 pubblicato il 28 Settembre 2017 da stella112
 

 

di Redazione InformaSalus.it


CATEGORIE: Infanzia

bambini


"Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un'intera generazione vada sotto farmaci"

"C'è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista, ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!". Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in ergoterapia e che lavora con bambini, genitori e insegnanti. 

Come si legge nell'articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici:

- 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale 
- I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43% 
- Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37% 
- Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%. 
- Quante altre prove ci servono per svegliarci?

Secondo l'autrice all'origine dei problemi attuali di molti bambini vi sarebbero i genitori e l'ambiente circostante

Oggi i bambini vengono privati delle basi per un'infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, alimentazione equilibrata e numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all'aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.

Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori "digitalmente distratti", genitori indulgenti che permettono ai figli di "comandare", convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.

Cosa fare dunque? Ecco i consigli della psicoterapeuta ai genitori:

- Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici. 
- Offrite al bambino uno stile di vita di bilanciato, ricco di ciò di cui ha bisogno, non solo di ciò che vuole.
- Non abbiate paura di dire "No!" quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.
- Date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack
- Trascorrete almeno un'ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.
- Mettete via i cellulari durante i pasti
- Fate giochi da tavolo
- Fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici 
- Assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.

Insegnategli la responsabilità e l'indipendenza e non proteggetelo dai piccoli fallimenti. In questo modo, imparerà a superare le grandi sfide della vita.

- Non siate voi a preparargli lo zaino per la scuola, non portateglielo voi, se ha dimenticato a casa il pranzo o il diario non portateglielo a scuola, non sbucciate una banana per un bambino di 5 anni. Insegnategli piuttosto come si fa.

Cercate di ritardare le gratificazioni e fornitegli opportunità di "annoiarsi", perché è proprio nei momenti di noia che si risveglia la creatività:

- Non ritenetevi la fonte d'intrattenimento dei vostri figli
- Non curate la noia con la tecnologia
- Non usate strumenti tecnologici durate i pasti, in macchina, al ristorante, nei supermercati. - - Usate questi momenti come opportunità per insegnare ai bambini a essere attivi anche nei momenti di noia
- Aiutateli a creare un "kit di pronto soccorso" della noia, con attività e idee per questi momenti.
- Siate presenti per i vostri bambini e insegnate loro come disciplinarsi e comportarsi:
- Spegnete i cellulari finché i bambini non vanno a letto, per evitare di essere distratti
- Insegnate al bambino come riconoscere e gestire la rabbia o la frustrazione
- Insegnategli a salutare, a condividere, a stare a tavola, a ringraziare
- Siategli vicini dal punto di vista emotivo: sorridetegli, abbracciatelo, leggete per lui, giocate insieme.

"Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un'intera generazione vada sotto farmaci. Non è ancora troppo tardi, ma presto potrebbe esserlo", conclude  Victoria Prooday.

fonte

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Perché i vaccini non vengono sottoposti a studi clinici randomizzati?

Post n°3817 pubblicato il 28 Settembre 2017 da stella112
 

Scritto da: Tetyana Obukhanych | 

Nell'ambiente dell'elaborazione dei vaccini si sostiene, con l'avallo della teoria immunologica, che non appena un miscuglio di materia biologica ha acquisito il nome di vaccino in virtù della sua capacità di indurre la produzione di anticorpi, anche la sua efficacia nella prevenzione della malattia sia automaticamente scontata, senza alcun ulteriore sforzo per dimostrare la veridicità dei fatti.

Allo scopo di dimostrare l'azione immunizzante dei vaccini nella prevenzione delle malattie, alla metà dei partecipanti di uno studio clinico, scelti in modo casuale, andrà somministrato un placebo del vaccino "in cieco", ossia senza che i soggetti e il medico sappiano che cosa sia la sostanza che verrà assunta. Questa pratica è ritenuta contraria all'etica perché in teoria si permette scientemente che il gruppo di controllo che assume il placebo contragga la malattia nel corso della sperimentazione. La moderna etica della medicina convenzionale non può permettere una situazione di questo tipo, perciò l'efficacia dei vaccini nella prevenzione delle malattie è raramente oggetto di studio diretto. Piuttosto, le conclusioni si desumono dall'efficacia dimostrata dal vaccino nell'indurre la produzione degli anticorpi e dall'interpretazione delle statistiche sull'occorrenza della malattia dopo l'introduzione della vaccinazione nella popolazione generale. Se l'incidenza della malattia continua a diminuire dopo l'introduzione del vaccino, il merito viene attribuito al vaccino stesso. Se invece l'incidenza aumenta (vedi l'esempio della pertosse nel Capitolo 11), beh... allora la conclusione è che il vaccino non è stato somministrato con sufficiente frequenza, e questo impone l'aggiunta di un'altra iniezione di richiamo nel programma di vaccinazioni. 

È contrario all'etica e politicamente inaccettabile chiedere che l'efficacia di un vaccino nel prevenire una malattia venga stabilita da uno studio clinico controllato randomizzato, ma potremmo domandarci: è etico approvare una procedura biologicamente invasiva e clinicamente rischiosa come una vaccinazione, senza una prova diretta della sua efficacia ai fini della prevenzione?

È etico imporre a un neonato sano, in assenza di ogni incombente minaccia di malattie mortali, il rischio di una reazione avversa al vaccino, senza garantire nemmeno un'effettiva protezione futura? È etico far morire una persona regolarmente vaccinata per effetto di una malattia per la quale il vaccino era stato studiato, senza però verificarne la capacità di prevenzione? 

Forse non siamo consapevoli che le nostre certezze rispetto agli effetti protettivi dei vaccini si basano in buona parte su motivazioni prive di solido fondamento scientifico. Ci sono motivazioni teoriche per imporre i vaccini? Nel prossimo capitolo andremo a fondo di questo interrogativo.

fonte

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

ORA O MAI PIU'

Post n°3816 pubblicato il 21 Settembre 2017 da stella112
 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Cosa c'entra la meditazione con la fisica quantistica?

Post n°3815 pubblicato il 20 Settembre 2017 da stella112
 

 

Scritto da: Carmen Di Muro | Psicologia Quantistica

 

Cosa c'entra la meditazione con la fisica quantistica?

 

Vorrei chiedere un parere alla dott.ssa Di Muro in merito alla meditazione. Noi sappiamo che la meditazione agisce internamente nella biologia del praticante, ma non si parla mai, o quasi mai, degli effetti fuori di noi. Pratico discipline olistiche da più di 15 anni e gli effetti sono modesti. Forse esistono interazioni diverse (ambientali). Forse esistono discipline più efficaci. Sto cercando nelle culture antiche e non nelle scienze moderne una risposta efficace. Chiedo un parere sul tema, ossia: erano meglio le discipline degli antichi taoisti?

Grazie
M.


Gent.mo M.,

il termine "meditazione" può avere molteplici definizioni, non sempre coincidenti tra loro a causa delle diverse connotazioni che essa assume in base alle tradizioni culturali a cui fa riferimento. Ma pur essendole attribuite molteplici accezioni essa può essere sintetizzata come una serie di pratiche volte a sviluppare una maggiore coscienza di se stessi, agendo beneficamente sul piano mentale, fisico e spirituale della persona. La scienza non è in antitesi alla via meditativa, ma al contrario diviene uno strumento indispensabile al fine di aumentare la consapevolezza.

Si può essere consapevoli di sé senza conoscere come siamo fatti e come funziona il nostro organismo? Del perché la nostra esistenza sia scandita, il più delle volte, da uno spazio mentale dove non regna mai il silenzio e l'armonia?

Moltissime evidenze scientifiche mostrano che attraverso l'utilizzo della meditazione si assiste alla liberazione degli automatismi mentali e all'incremento di un maggior senso di equilibrio emotivo, che oltre ad essere salutare per la biochimica del nostro organismo, si riversa nel rapporto con l'esterno, con ovvie conseguenze positive nella qualità delle relazioni. Meditare, pregare e pensare positivamente entrano oggi a pieno diritto nella medicina, ufficializzando ciò che una moltitudine di tradizioni sapienzali hanno sempre sostenuto. Ma ciò non è tutto. Ad allargare questo scenario verso uno panorama di senso nuovo che possa guidarci concretamente a trarre benefici riscontrabili, ma e soprattutto praticabili nella nostra vita quotidiana, ci aiuta la fisica quantistica, i cui attuali sviluppi contribuiscono a rivedere l'uomo come un campo di energia unificata che costantemente scambia informazioni a livello sottile con tutto ciò che lo circonda. Ciò è importante, in quanto avere la consapevolezza dell'unitarietà del nostro essere come sistema energetico integrato, permette di trarre dati interessanti circa le vie che i nostri pensieri e le emozioni seguono nell'influenzare non solo i sistemi fisiologici, ma anche il contesto ambientale in cui siamo inseriti.

Stando a questo, pensieri ripetitivi, rimuginazioni su accadimenti non digeriti, sofferenze accumulate durante periodi di vita stressanti, creerebbero all'interno del nostro essere sedimenti di energia tossica che andrebbero a distorcere il nostro campo elettromagnetico personale (indispensabile per il mantenimento sano delle reazioni biochimiche presenti nell'organismo), veicolando all'ambiente il tipo di informazione di cui siamo portatori. Per esempio, se in un determinato arco esistenziale stiamo vivendo nella preoccupazione tenace per qualcosa o qualcuno, questo dialogo interiore drenerà energia mentale  e nervosa per essere continuamente attivo, sfibrando tutte le nostre risorse che andrebbero investite in altro. Questa perdita di energia costante, se lasciata a se stessa, innesca tutta una serie di attriti con la realtà impedendoci di viverla al meglio e non consentendoci di creare situazioni vantaggiose. Ogni processo di cambiamento, invece, passa attraverso l'attenzione, ovvero l'osservazione pura e semplice di ciò che accade dentro e fuori di noi, che ci permette di far leva sulla realtà, modificandola a nostro piacimento.

Se nella nostra sfera mentale si svolge un ininterrotto dialogo, come si fa ad essere partecipi pienamente delle cose che viviamo ad ogni istante direzionandoci verso la strada giusta? Il qui ed ora, è ciò che ci permette di scegliere se cambiare le cose, è quel punto di informazione immediata, di entanglement quantistico tra particelle elementari. Scegliere, significa decidere cosa pensare e in che tempo vivere, tenendo presente che i pensieri diventano realtà nel presente in quanto sono energia non locale che si accorda allo stesso tipo di frequenza presente nell'ambiente.

Se dissociamo la pratica meditativa dal nostro vivere quotidiano, considerandola esclusivamente come uno spazio a sé dove trovare quiete e tranquillità momentanea, nulla potrà cambiare. L'attenzione sulle cose e sull'ambiente sarà altalenante, nella più piena incoerenza vibrazionale non capace di mobilitare e trasformare il reale. Al contrario, portando stabilmente l'ascolto su se stessi in modo da comprendere che ogni pensiero e ogni sensazione pur essendo un emergere e uno sparire che si dissolve nel momento del suo accadere, al contempo intonano il sottofondo sonoro delle nostre giornate su una frequenza dominate piuttosto che su un'altra, diventa il modo per iniziare a fare esperienza di alcuni intervalli di consapevolezza duraturi nel nostro flusso mentale. Essi rappresentano il nostro stato naturale di comunione con la vita, un flusso energetico informato capace di trasformare tutto ciò che si muove intorno a noi (situazioni, eventi e persone). Questa condizione non soltanto innalza la frequenza del nostro campo elettromagnetico, ma ci permette di entrare in risonanza con eventi, situazioni e persone intonate dalla stessa carica e di riconoscere e recidere  il filo sottile con contesti che invece sono caratterizzati da un altro tipo di frequenza.

La vita stessa si trasforma in un perenne flusso di meditazione e, quando ciò accade, non siamo più sotto il dominio dei pensieri o delle emozioni disturbanti, ma siamo sotto i dettami dell'energia dell'anima, della nostra più intima natura che ci spinge a vivere in uno stato di serenità duratura capace di accogliere tutte le esperienze, anche le più dolorose, non come nemici da evitare, ma come scalini indispensabili per la nostra crescita.

La comprensione delle silenti dinamiche energetiche ci portano pian piano a scoprire quale sia il nostro ruolo attivo, così da poterci instradare sempre più luminosamente verso la realizzazione personale, quello che i Taoisti, per esempio, chiamano Ming: "il mandato da portare a compimento". Così come non esiste differenziazione tra noi e gli altri, in quanto espressione di un Campo di Informazione Interconnesso al di là dei regni della materia, dello spazio e del tempo, così non esiste tradizione o disciplina migliore delle altre, ma ognuna diventa funzionale, in base alle caratteristiche e alle predisposizioni individuali, per la crescita e per il raggiungimento della gioia e della serenità interiore.

 

fonte

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Perché l'intestino è chiamato anche "secondo cervello"? Scopriamolo nel libro "Buona Cacca a Tutti"

Post n°3814 pubblicato il 20 Settembre 2017 da stella112
 

 

Scritto da: Redazione Scienza e Conoscenza | Medicina Non Convenzionale

 

Perché l'intestino è chiamato anche "secondo cervello"? Scopriamolo nel libro "Buona Cacca a Tutti"

 

Questo articolo è tratto dallo straordinario libro Buona Cacca a Tutti (Macro Edizioni, 2017).

Quando siamo stressati per un esame sediamo sul gabinetto con la diarrea, quando cambiamo sede, invece, non funziona più niente. Se soffriamo di stitichezza siamo di cattivo umore, quando siamo di cattivo umore siamo spesso costipati, la paura ci fa venire mal di pancia. Dietro a tutto ciò si nascondono i nervi: per l'esattezza l'influsso del sistema nervoso vegetativo. 

Se il tratto digerente svolgesse il suo lavoro in completa autonomia ad ogni ora del giorno o della notte, con calma o sotto tensione, ciò da una parte sarebbe un bene, dall'altra sarebbe però antieconomico, per lo meno per quel che riguarda l'energia che rimane disponibile per il resto dell'organismo. Proprio per questo motivo entra in scena il sistema nervoso vegetativo, il controllo dal cervello che noi non riusciamo a influenzare. 

Per questo motivo dobbiamo sapere un pochino di più sul sistema nervoso. Il sistema nervoso autonomo del tratto digestivo, denominato enterico, è solo una parte di questo sistema nervoso detto vegetativo o anche autonomo, che consta di tre parti. Inconsapevolmente esso regola le nostre funzioni vitali, dunque la pressione sanguigna, il battito cardiaco, la respirazione, il metabolismo, le attività sessuali e anche, appunto, la digestione. 

Le altre due parti vengono chiamate sistema nervoso simpatico e parasimpatico. All'opposto c'è il sistema nervoso somatico che controlla le nostre reazioni consapevoli. 

Il sistema nervoso simpatico, detto anche solo simpatico, un tempo, quando andavamo a caccia di bufali, regolava le nostre funzioni vitali. Oggi ci pilota quando siamo stressati, quando andiamo al lavoro, quando litighiamo col vicino. Ci prepara per le prestazioni eccessive che ci stanno aspettando. Questo processo ha effetti anche sull'intestino. Quest'ultimo viene inibito dagli stimoli provenienti dal simpatico perché in queste situazioni di stress le energie vengono utilizzate diversamente. Se lo stress prende il sopravvento l'intestino reagisce con dolori, nausea oppure rutti perché non riesce più a essere all'altezza dei propri compiti. Lo stomaco non si svuota, la peristalsi nell'intestino tenue viene limitata, solo l'intestino crasso può, in alcune persone, diventare più attivo. Lo stress continuo impedisce in questo modo la corretta digestione dei nostri alimenti. Ciò si può manifestare con diarrea o stitichezza, viene stimolata la produzione di sostanze tossiche nell'intestino, le pareti intestinali diventano permeabili. L'attacco tossico e i meccanismi di difesa da esso scatenati potrebbero spiegare alcuni stati depressivi. 

Il parasimpatico invece controlla tutte le funzioni in situazioni di calma e di rigenerazione. Anche se il tratto digestivo ha il suo proprio sistema nervoso esso viene stimolato dal parasimpatico a produrre maggiori quantità di succhi gastrici, ad avere una migliore peristalsi e un'evacuazione più facile. Quest'ultima sarebbe stata molto poco pratica durante la caccia al bufalo e avrebbe certamente avuto come conseguenza che non ne avremmo mai fatto fuori uno. 

Torniamo al "secondo cervello": l'intestino regola e controlla la maggior parte del proprio lavoro tramite il suo proprio sistema, mentre i suoi fratelli, il simpatico e il parasimpatico, intervengono dal cervello quando l'energia serve da un'altra parte. 

Tutto ciò si svolge per lo più in maniera inconscia. Potete sicuramente immaginare che la nostra coscienza sarebbe completamente oberata con tutte le informazioni provenienti dall'intestino; per questo motivo le informazioni da questa regione arrivano alla nostra coscienza solo quando qualcosa non va per il verso giusto, quando i nervi del nostro sistema nervoso somatico segnalano del dolore. 

La stessa cosa accade a molte persone che soffrono di colon irritabile. La soglia percettiva, la soglia che determina quando le informazioni vengono percepite, è abbassata nelle persone colpite da questo problema. In un esperimento si è gonfiato nell'intestino di pazienti che soffrono di colon irritabile un palloncino fino al momento in cui questi non iniziavano a percepire dolore. Contemporaneamente venivano misurate le attività cerebrali e si è scoperto che, al contrario di quanto avviene nei soggetti sani, queste informazioni giungevano maggiormente in un'area del cervello che definiamo sistema limbico. Questa è l'area in cui elaboriamo i sentimenti. Nei pazienti che soffrono di attacchi di paura si sono osservate simili elevate attività proprio in quest'area. 

In seguito a quanto spiegato sopra risulta chiaro come l'ampio spettro degli stimoli che vanno dallo stress alla calma, attraverso il sistema nervoso vegetativo, abbia effetti sulla digestione. E grazie alla nostra esperienza personale sappiamo inoltre che non solo lo stress ma anche altri forti sentimenti, come amore, lutto, paura o rabbia, possono avere ripercussioni sullo stomaco. Viceversa ci accorgiamo anche quando "qualcosa ci sta sullo stomaco": riceviamo un riscontro sullo stato della digestione, ci sentiamo oppressi o abbiamo addirittura "le farfalle" nello stomaco. 

Noi stessi possiamo essere sicuri che le emozioni e il nostro tratto intestinale vivono in interazione e che il sistema limbico "comunica" con la digestione. Sappiamo infatti che le nostre emozioni vengono rielaborate nel sistema limbico del nostro cervello, proprio come le informazioni che lì vengono inviate dall'intestino. 

Possiamo dunque essere proprio sicuri che un intestino sano contribuisce all'equilibrio emotivo e che viceversa stati emotivi a lungo trattenuti, come paura o stress, hanno effetti negativi sulla nostra digestione. Grazie a terapie che portano a rilassarsi e ad avere un equilibrio emotivo, come yoga, training autogeno e meditazione, possiamo fare del bene alla digestione e quindi migliorare anche le nostre condizioni di salute

 

fonte

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

ART & SCIENCE: dal Microcosmo al Macrocosmo. A Bari un evento straordinario evidenzia i legami tra arte e scienza

Post n°3813 pubblicato il 09 Settembre 2017 da stella112
 

 

Scritto da: Carmen Di Muro | Scienza e Fisica Quantistica

 

ART & SCIENCE: dal Microcosmo al Macrocosmo. A Bari un evento straordinario evidenzia i legami tra arte e scienza

 

La scienza è arte, potenza. Ed ogni medico si fa artista quando riesce ad entrare in risonanza con i misteri sottili della vita, del corpo e dell'animo umano attraverso la sua innata capacità di suscitare emozioni, di svelare la più profonda comunione tra microcosmo e macrocosmo, tra infinitamente piccolo e infinitamente grande. L'opera artistica e l'opera scientifica sono le stesse e questo ad asserirlo fu il grande Albert Einstein che alla fine della sua vita, disse di dover le sue formidabili scoperte ad un intuito che non derivava dalla raccolta di dati, ma dal fatto che il cervello, lavorava, creava. Creava dal punto di vista intuitivo ed è proprio da questo che scaturiscono sia le visioni artistiche che le conquiste scientifiche. Queste visioni, questi collegamenti fulminei non sono altro che intime emanazioni di quella mirabile e complessa unità che, di volta in volta, veniamo scoprendo tra cervello-corpo-sensi-mondo, unità che si trasforma in multidisciplinarietà tra le varie arti del vivere, come ci ricorda Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra presso il Policlinico Universitario di Bari, Presidente dell' Accademia Italiana di Citologia Nasale (AICNA) e dell'Italian Academy of Rhinology (IAR), nonché ideatore dell' evento ART & SCIENCE, un'esperienza live affascinate che di anno in anno fa dialogare, oltre alle cellule, anche professionalità e artisti in campi d'azione diversi: medici, astrofisici, scienziati, critici d'arte, musicisti, stilisti senza confini e limiti.

La nascita della citologia nasale

L'illuminante personalità del dott. Gelardi, nei suoi 34 anni di carriera professionale, non si è fermata alla sola esperienza clinica di otorinolaringoiatra occupandosi esclusivamente di naso, orecchie e gola, ma si è distinta per la perseverante ricerca che gli ha conferito il merito di padre fondatore di una nuova branca del sapere medico, oggi ampiamente riconosciuta in tutto il mondo, quale la Citologia Nasale. La Citologia Nasale è una modalità diagnostica che grazie al fatto di vedere le cellule ci permette di capire e differenziare i diversi tipi di rinopatie, consentendo di valutare il comportamento cellulare nelle più svariate condizioni e permettendo di seguire l'andamento della patologia e la risposta al trattamento medico.

"Fino a qualche anno fa,- racconta Gelardi - il naso era considerato la Cenerentola di tutto l'organismo e come tale si pensava persino che non ci fossero le cellule al suo interno, tanto è vero che nessuno le studiava e l'Italia, in particolar modo la Puglia, in particolar modo Bari e il particolar modo l'otorino del Policlinico di Bari, diede vita alla Citologia Nasale e da qui si diffuse in tutta Italia e in tutto il resto del mondo, infettando nel tempo una moltitudine di medici, tanto da riunirli insieme nella prima Accademia Italiana di Citologia Nasale."Essa, inoltre, è una diagnostica che è servita a dare il nome a molte patologie che prima venivano definite aspecifiche, idiopatiche e criptogenetiche. Questi 3 termini vengono tutt'ora utilizzati quando il medico non sa dare un nome alla malattia e ciò molto spesso diventa un' offesa per il paziente. "Noi, invece, abbiamo dato il nome a molte patologie e la diagnosi aiuta sempre la cura e la terapia". 

"ART & SCIENCE": quando la scienza pulsa sul palcoscenico

Ma questo non è tutto. Al dott. Gelardi, trascorrendo molto tempo al microscopio, capitava di vedere delle immagini citologiche che gli facevano pensare a delle opere d'arte e, pian piano, scattandole le metteva da parte con il fine di utilizzarle per una mostra. "La citologia nasale è morfologia e cromatismo. Da qui il passo è breve perché tutto si trasformi in arte. Il microscopio è l'artefice di tutto ciò, trasformando l'invisibile in visibile, regalandoci immagini di infinita bellezza". E proprio quattro anni fa, in occasione del suo 50° master di formazione in Citologia Nasale, che Gelardi decise di stampare queste immagini su tele materiche molto grandi, cosicché ogni corsista potesse avere a disposizione il microscopio davanti e dietro di sé un quadro. Da lì nacque l'idea di creare un vero e proprio evento dal nome ART & Science che dal piccolo, in breve tempo, esplose in grande, approdando l'anno scorso nel rinomato Teatro Petruzzelli di Bari con la partecipazione di eminenti personalità tra scienziati, medici, musicisti e critici d'arte, nonché di un pubblico di oltre 1200 persone.

Nato con lo scopo di esplorare le analogie tra scienza, arte figurativa, musica e moda e di unire il trionfo dell'arte con il successo della scienza e della medicina, Art & Science diviene l'occasione per spiegare il reale significato delle immagini di citologia, di cosa può fare la medicina per curare le varie patologie, nonché spunto per parlare degli aspetti sociali di una determinata malattia.

L'anno scorso il filo tematico dello spettacolo riguardava "La comunicazione ritmica e sonora tra le cellule". Si è dimostrato che il nostro organismo va a tempo, ed ha un senso ritmico che è fondamentale perché esprime benessere.  Gelardi spiega che ci sono alcune malattie caratterizzate dall'alterazione del ritmo. Le cellule cigliate, per esempio, se perdono il ritmo si chiamano discinesie. La discinesia cigliare è una gravissima malattia e i bambini che ne sono affetti fino a pochi anni fa avevano un'aspettativa di vita molto ridotta. Oggi grazie all'avanzamento della tecnica e di alcune terapie di riabilitazione cardio-respiratoria riescono a vivere più a lungo e meglio. Anche il cuore va a tempo, se è fuori tempo è un'aritmia. Il respiro va a tempo, se va fuori tempo è un affanno. Tutto il nostro organismo va a tempo, suona e comunica attraverso la ritmica delle cellule e in base alle frequenze che abbiamo, a volte, linkiamo con un determinato genere musicale piuttosto che con un altro, perché andiamo in sintonia con quella frequenza. Da qui la presenza dello scienziato Carlo Ventura che studiando il citoscheletro delle cellule, anch'esso con un ritmo e una frequenza, ha dimostrato che irradiando una frequenza particolare le cellule staminali erano capaci orientarsi. Tutto ciò ha contribuito al trionfo della scienza sul palcoscenico, del  suono più il ritmo che sono diventati musica. Non a caso, nella seconda parte, il complesso di Golgi, formato da vari medici-artisti tra cui Gelardi stesso, accompagnato dall'orchestra sinfonica di Bepi Speranza e dal corpo di ballo "Coreutica"  hanno linkato tutte le musiche che risuonano con i ritmi del corpo. Tra il primo e il secondo tempo c'è stato un momento dedicato ad una sfilata di moda a cura della costumista Giovanna Gelardi: quando la scienza è di moda, quindi le immagini di citologia si sono trasformate in abiti.

Appuntamento il 5 ottobre al Teatro Petruzzelli di Bari

Anche quest'anno l'evento che si terrà sempre al Teatro Petruzzelli di Bari il 5 ottobre alle ore 20.00. "Sarà entusiasmante - afferma Gelardi - e seppur l'argomento sarà altro, si partirà sempre da una cellula. Dalla nascita della vita dentro e fuori di noi. Dai colori che la caratterizzano, perché ovunque nasca qualcosa, che sia un biofilm batterico piuttosto che una stella, c'è sempre un colore. Ed è proprio questo lo snodo di quel percorso che va dal micro al macro. Grazie al contributo di un importante astrofisico, Fabio Peri, il pubblico verrà condotto in un lungo viaggio. Partendo dall'interno delle nostre cellule "microcosmo" si giungerà sino ai confini dell'universo "macrocosmo", trasformando il Teatro Petruzzelli in un grande Planetario. La seconda parte, sempre musicale, verrà allietata dal complesso di Golgi, dai balletti della Coreutica di Giovinazzo, e dall'orchestra di Bepi Speranza. Questa volta si linkeremo le musiche dello spazio e del cosmo facendo un volo musicale verso il cielo. Il ricavato verrà devoluto in beneficenza".

Art & Science è, ad oggi, l'espressione nel concreto della voce dell'anima creativa di Gelardi che non si arresta, ma che espleta la sua funzione più alta nel dare e ricercare emozioni. Il corpo dà emozioni, e la musica delle emozioni è un concentrato di tanti aspetti dove difficilmente una persona non viene colpita. L'integrazione tra arte e scienza, ragione ed emozione, teorie brillanti e pratiche virtuose, diventa la chiave in grado di far vibrare all'unisono il cuore dei partecipanti di una nuova luce di comprensione, che consente di non smettere di porsi nuove domande e cercare nuove risposte.

Link acquisto biglietti

https://www.bookingshow.it/Art-Science-2017-Biglietti/99545

 

NOTA PERSONALE... MI HA DATO GIOIA LEGGERE QUESTO MERAVOGLIOSO ARTICOLO PERCHE' QUANDO SCOPRO CHE QUALCUNO HA INTUITO CHE "TUTTO" E' COLLEGATO MI DA UN PIACERE IMMENSO. RIUSCIRE A SENTIRE QUEL FILO INVISIBILE CHE CI COLLEGA TRA NOI ESSERI VIVENTI A DUE E QUATTRO GAMBE, SE CI METTIAMO ANCHE I RAGNI SONO MOLTE DI PIU' , LA NATURA E IL COSMO, IL NOSTRO IO E LA NOSTRA ANIMA E' IMMENSAMENTE MERAVIGLIOSO. ESSERE IMMERSI NELLA NATURA E SENTIRE IL SUO ABBRACCIO... QUESTA E' VITA.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Che cos'è una teoria scientifica?

Post n°3812 pubblicato il 09 Settembre 2017 da stella112
 

 

Scritto da: Redazione Scienza e Conoscenza | Scienza e Fisica Quantistica

 

Che cos'è una teoria scientifica?

 

Questo articolo è tratto dal libro L'Enigma Quantico.


Mettiamo in chiaro quali sono i criteri che ci permettono di accettare come scienza affidabile una teoria. Ci faranno molto comodo quando rifletteremo sull'accettazione della teoria quantistica con la sua controintuitività.

Ma prima un appunto sulla parola "teoria". Si parla di teoria quantistica ma di leggi di Newton. "Teoria" è il termine moderno. Non ci viene in mente alcuna "legge" nata nel XX o nel XXI secolo, in fisica. Anche se, a volte, il termine "teoria" si usa per indicare un'idea speculativa, ciò non implica necessariamente incertezza. La teoria quantistica è, per quanto ne sappiamo finora, assolutamente corretta. Le leggi newtoniane sono invece un'approssimazione.

Per ottenere consenso, una teoria deve innanzitutto elaborare previsioni verificabili, producendo risultati che possano essere presentati in modo obiettivo. Deve indossare sul petto una targhetta che scoraggi i potenziali confutatori.

«Se sei buono andrai in paradiso». È una previsione che può anche essere corretta, ma non è oggettivamente testabile. Le religioni, le correnti politiche e le filosofie non sono generalmente teorie scientifiche. La teoria di Aristotele sulla caduta, secondo cui un sasso che pesa 1 kg precipita il doppio più velocemente di un sasso che pesa 0,5 kg, è una teoria scientifica (anche se errata).

Una teoria che produce previsioni verificabili è candidata a diventare una scienza affidabile. Le sue previsioni devono essere verificate per mezzo di esperimenti che la mettano in discussione cercando di contraddirla. E tali esperimenti devono risultare convincenti persino per i più scettici. Per esempio, le teorie che suggeriscono l'esistenza della percezione extrasensoriale (ESP) permettono di elaborare previsioni, ma, finora, gli esperimenti condotti non sono stati in grado di convincere chi nutre dubbi a riguardo.

Per poter essere considerata una scienza affidabile, una teoria deve produrre svariate previsioni confermate e non può incappare nemmeno in una singola confutazione. Una singola previsione sbagliata significa che la teoria va modificata o abbandonata. Il metodo scientifico ci va giù pesante con le teorie. Una mossa falsa e sei fuori! In realtà, nessuna teoria scientifica è sempre del tutto affidabile. È sempre possibile che esperimenti futuri la confutino. Una teoria scientifica è, nel migliore dei casi, provvisoriamente affidabile.

Il metodo scientifico, dati gli standard elevati che pone in termini di verifiche sperimentali, è spietato nei confronti delle teorie. Ma può anche essere spietato nei nostri confronti. Se una teoria rispetta tali requisiti, siamo infatti obbligati ad accettarla come scienza affidabile indipendentemente da quanto possa entrare in contrasto con il nostro intuito o il nostro buonsenso. È esattamente il caso della teoria dei quanti.

 

FONTE

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »