la memoria dispersa

Kabul oggi


 Chi può credere alla favola del lupo che diventa agnello? Chi può credere che i talebani, saliti al potere inaspettatamente, abbiano cambiato pelle e si preparino a governare il paese in maniera democratica?Chi può credere che saranno rispettati i diritti delle donne, dei bambini se sin da subito si accavallano notizie e smentite riguardo al trattamento loro riservato?Come ha potuto accadere un simile evento? A cosa è servito rimanere in Afghanistan per vent'anni, per dopo andarsene senza essersi accertati e messo in sicurezza i civili, ben sapendo in che mani sarebbero finiti?Sulla base di quale ragionamento si può mollare un Paese così complicato come l'Afghanistan dopo vent'anni di soldi spesi, armamenti, addestramenti che per come sono andate le cose non sono serviti a niente?Quale colpo di testa può avere portato a una così dissennata decisione che vede ora Biden, l'artefice di questa scellerata operazione, alle prese con un'America ostile, che lo accusa di aver combinato un grosso disastro, per le troppe somiglianze con la guerra in Vietnam, che ancor oggi popola gli incubi degli americani.Nel discorso del presidente americano si legge tutta l'arroganza di chi non vuole ammettere errori: non si scusa, non si giustifica, anzi, addossa tutte le responsabilità all'amministrazione Trump che a Doha aveva iniziato a prendere accordi con i talebani. L'America dice, dopo l'11 settembre, aveva il compito di sconfiggere il terrorismo, non di occuparsi del processo democratico dell'Afghanistan, e con questo si lava pilatescamente le mani.Se in Afghanistan ci fossero stati interessi da difendere, probabilmente l'uscita defilata non sarebbe avvenuta.Ci sarebbero state altre argomentazioni, a partire dalla ipocrisia della salvaguardia dei diritti umanitari.Al mondo restano le immagini dei civili in fuga, di tutti quegli uomini alla disperata ricerca di salvezza, aggrappati agli aerei in decollo, donne chiuse in casa, nascoste nell'annullamento dei burka, mentre pietosamente qualcuno cancella dalle vetrine dei negozi i volti femminili per evitare ritorsioni da parte delle milizie talebane.Questa è Kabul oggi.