Creato da gioia58_r il 25/11/2007

Semplicemente...Io

Pensieri e parole in ordine sparso

 

Giorno dopo giorno

Post n°4118 pubblicato il 29 Marzo 2017 da gioia58_r

Il tempo passa e non aspetta...
E che deve aspettare?
Mi ritrovo quasi ad Aprile, e non me ne rendo neanche conto.
Ho passato troppo tempo in ospedale, ed ora non faccio altro che andare ai controlli.
Perchè i controlli sono come gli esami, non finiscono mai!
Sabato, dove mi hanno messo l'impianto ho visto un bozzo, come se si fosse spostato il pacemaker, quasi volesse uscire fuori.
Di Sabato vado in ospedale e la dottoressa di turno mi dice che potrebbe essere uno sforzo che ho fatto, controllare se mi viene la febbre, toccare la parte e vedere se è calda, aspettare il controllo a Chieti che ho il 31 Marzo, niente di urgente.
Hanno paura di toccarmi, e li capisco, con Chieti non c'è un buon rapporto dopo quello che ho passato, e devo tornare lì.
Lunedì vado di nuovo in Ospedale trovo la mia nuova dottoressa qui a Sulmona , che ho scelto per avere una referente, visto che il mio cardiologo è di Chieti, lei mi consiglia di mettere del ghiaccio.
Ieri di nuovo da lei per farmelo controllare, sembra leggermente sgonfio.
Forse è stato uno sforzo, visto che non mi rendo ancora conto che ci sono cose che non posso fare più, oppure la borsa a tracolla, che sfegandomi sulla spalla ha provocato un ematoma...ecchecazzo!
Mi sento una vera ciofeca!

La primavera ha portato qualche giornata calda, ma poi è tornato il freddo, con il sole , ma freddo.
Mi rendo conto che è Primavera dagli asparagi e dagli agretti che oggi mangio molto volentieri...l'appetito purtroppo è tornato!

      

Ho ancora un bozzo, leggermente più piccolo, ed aspetto  Venerdì per il controllo a Chieti.
Qui tutto bene, bozzi a parte!

 
 
 

Tanto per cantà...

Post n°4117 pubblicato il 21 Marzo 2017 da gioia58_r

basta 'a salute

quanno c'è 'a salute c'è tutto

basta 'a salute e un par de scarpe nove

poi girà tutto 'er monno

                                         

 

Diciamolo......le scarpe nuove NO!

Ma Domenica visto che mi sono messa quasi elegante avevo bisogno di mettere scarpe nuove, o quasi, e poi ho riaperto l'armadio ed ho trovato tutto quello che mi occorreva, e tirato fuori cose che non potevo mettere più, ed invece ora mi entravano perfettamente.
E poi davvero basta la salute, per poter sorridere  e ridere di noi stessi, si va bhè, belli non siamo, ma chi se ne frega!

 

 

 
 
 

Basta na jurnata 'e sole...

Post n°4116 pubblicato il 16 Marzo 2017 da gioia58_r

Ma basta 'na jurnata 'e sole 
e quaccheduno ca te vene a 
piglia' 
ma basta 'na jurnata e sole 
pe' pote' parla'. 
Ma basta 'na jurnata 'e sole 
e quaccheduno ca te vene a 
piglia' 
ma basta 'na jurnata e sole 
pe' pote' canta'. ..

                     

Così cantava Pino Daniele, ed effettivamente  basta una giornata di sole per renderti conto che tutto può ricominciare, e soprattutto TU puoi iniziare di nuovo a  vivere!

Basta riprendere le tue abitudini, sarò scema, ma anche quella di andare giornalmente di corpo ( ),per pensare che il peggio sia passato.
Prendere la macchina, e da sola uscire  a comprare qualcosa.,.
E mi affaccio al mondo guardandomi attorno, ancora insicura, con un po' di timore, ma contenta di esserci...
E speriamo che non torni il freddo e le giornate nuvolose.

 
 
 

Varie ed eventuali

Post n°4115 pubblicato il 09 Marzo 2017 da gioia58_r

Dalla tranquilla realtà dell'UTIC di Sulmona, dove mi sono ricoverata con le mie gambe per un notevole verasamento pleurico e scompenso, mi sono trovata catapultata nel giro di due giorni in quella " inverosimile " attraverso un trasporto in autombulanza in quella dell'UTIC di Chieti, in un reparto aperto da appena 1 settimana in una nuova palazzina tutta di reparti cardiologici di Chieti.
Causa del ricovero: riposizionamento di un catetere del Pacemaker ( fuori uscito dalla sua posizione ), sistemare il suddetto che non funziona, e fare un drenaggio toracico.

Ma prima di arrivare a questa diagnosi....me ne hanno dette tante, troppe e drastiche.
E così arrivata a Chieti mi hanno messa in una sala enorme, con tutti malati la cui età andava dai 70 ai 90 e passa anni, separati  tra di loro da separè, tutti attaccati a monitor.
Messa nuda nel letto tutto automatizzato, che pesa il tuo corpo, e se provi a scendere scatta l'allarme, anche mettendo un solo piede fuori dal letto.
Mi è stata negato il permesso di scendere, fino a quando 10 giorni dopo non mi hanno cambiato reparto.
Tra i tanti tubi ...anche lì , il catetere per far la pipì, ci mancava solo un tubo nel di dietro, e lì visto che in quella posizione non andavo di corpo, mi sarebbe servito.

Mi sono sentita SEQUESTRATA.

Attraverso un tubo per il drenaggio mi hanno tolto lt.1,8 di liquido, altri 600 cc. me li avevano siringati già a Sulmona.

        


Mi hanno riaperto dove avevano messo il pacemaker, mi hanno riposizionato il catetere fuoriuscito, e risintonizzato il pacemaker, ora sento anche Radio Maria, infatti ho un contatto diretto con qualcuno lassù che mi ha salvato da peggiori conseguenze.....peggiori?

Se ho finito?
No di certo, controlli continui e costanti.
Perchè si è formato il liquido?
Mi è stato detto di tutto e di più, anche la possibilità che è stato provocato dal momento che è stato messo il pacemaker, ma chi si prende la responsabilità?
Ora devo togliere i punti del drenaggio, fare tac di controllo, iscrivermi ad un centro specialistico cardiologico...e iscrivermi ad una lista trapianti, se nel caso servisse.
E scusate se vi ho appesantito con le mie chiacchiere.
L'importante è ESSERCI ancora!

 
 
 

Il ritorno della Fenice

Post n°4114 pubblicato il 06 Marzo 2017 da gioia58_r

Diciamolo...
non è stata una passeggiata, e non è ancora del tutto finita.
Diciamolo...
Me la sono vista brutta, molto brutta.
Diciamolo...
Ho pianto, mi sono arrabbiata, ho sofferto, ed ho passato momenti di depressione, ma alla fine...
Le chiacchiere stanno a zero, dal 15 Febbraio, sono tornata a casa il 4 Marzo, ma SONO A CASA.
Grazie a tutti per il vostro interessamento, grazie a chi mi ha telefonato, e chi mi ha pensato:
Grazie a mio marito che veniva tutte le sere per solo un'ora, indossando un camicione sterile, grazie a mio figlio a cui ho dato le mie memorie, grazie a mia sorella che non ha dormito per me ( troppo preoccupata! ), a mia madre che una volta a casa mi ha detto:
" Ben tornata a casa, ora non andartene più".
Grazie a mia zia dell'Australia che piangeva al telefono felice di risentirmi...
E grazie a quella scassapalle di mia cugina tecnico radiologo, che mi ha confortato, pungolato, aiutato, che si è informata per tutto ed in tutto, che è sempre stata presente.
Grazie, la Fenice è tornata...
Detto questo, ci vorrà del tempo ancora, molto tempo.


 
 
 
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